Come la matematica può svelare i misteri dei cicli solari

Qesto grafico è preso dall’ottimo blog di Anthony Watts, spero nn si offenderà se lo riporto anche qui. Amici, quello che abbiamo sopra è più di una semplice tabella, rappresenta l’elaborazione matematica del Sunspot smooted number nel corso degli ultimi 2 secoli. I colori rappresentano il numero di macchie, e vanno dal blu (zone con numero irrisorio di sunspot), al rosso (al contrario zone con un altissimo SSN). E facile quindi localizzare subito le “sacche” cromatiche più intense che rappresentano i massimi dei cicli undecennali di Shalbe, i cicli di 22 e 44 anni di Hale, e in cima al grafico entriamo nel territorio dei cicli di 166 anni di Gleisseberg.

Ma nn è tutto! Infatti come giustamente fatto notare da Watts, all’estremità destra del grafico, cioè il periodo proprio dell’attuale minimo, se noi tracciamo una linea ideale a partire dagli 11 anni fino in cima, vediamo che c’è uno spazio solamente blu, cioè con pocchissime macchie solari… E se ora guardiamo al periodo poco prima l’inizio del minimo di dalton, noteremo che tale spazio blu senza soluzione di continuo è presente pure lì, anzi in tutto il grafico gli unici 2 punti con tali caratteristiche sono propio l’attuale periodo e quello subito precedente il dalton’ s minimum!

Solo casualità statistiche, o c’è dell’altro?

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