Si va verso il 4° giorno spotless, normale amministrazione per il Sole

Catania conta zero quindi siamo tranquilli: http://web.ct.astro.it/sun/draw.jpg

Le Immagini sono inequivocabili, attività nulla e sembra che questa condizione possa continuare ancora per un bel po’

Ecco il Magnetogramma:

Il Behind:

 

FABIO

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27 pensieri su “Si va verso il 4° giorno spotless, normale amministrazione per il Sole

  1. Dovrebbero lanciare due nuovi satelliti equipaggiati con la visione tipo continuum per osservare se ci sono macchie o no. Attualmete col behind e ahead o col gong nn si possono vedere macchie dal lato far.

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  2. I Maya e i cinesi osservavano le macchie solari guardando l´immagine riflessa del sole in una bacinella d´acqua…. e facevano le premonizioni sul futuro per i capi maya o gli imperatori cinesi “decifrando” le macchie del sole… un poco come attualmente fanno gli scienziati per prevedere i cicli solari e il futuro del clima.

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  3. Ciao a tutti è la prima volta che scrivo qui, ma vi seguo tutti i giorni, e vi faccio i complimenti per tutto continuate cosi.
    Sotto riporto un articolo del meteogiornale che ne pensate?

    Il ciclo solare riparte ma l’attività resta bassa

    * Leggi anche:
    * Sole di nuovo in bianco, il clima forse sta mutando vai

    A ottobre una vigorosa regione magnetica sembra aver decretato la conclusione del minimo: i giorni senza macchie tuttavia continueranno, forse fino al 2012.
    immagine articolo 16504

    Curve della TSI durante i cicli 21-23: si noti la prolungata discesa che, dopo il 2002, porta verso l’inizio del ciclo 24 (fonte: http://www.ncwatch.typepad.com).

    Stefano Di Battista: 03-11-2009 ore 21:52

    Arrivederci all’estate 2019: quello dovrebbe essere il momento, calcolato secondo il metodo regressivo McNish-Lincoln, in cui si manifesterà il prossimo minimo solare (che aprirà il ciclo 25). Con la regione 1029 (formatasi il 23 ottobre e scomparsa il 31) infatti, è ormai abbastanza chiaro che l’attività magnetica del ciclo 24 si sta facendo più vivace e quindi, anche se non è ancora stato ufficializzato, il minimo matematico (cosa diversa dall’International consensus minimum) può dirsi raggiunto nel dicembre 2008. Per ottobre il SIDC (Solar Influences Data Analysis Center) documenta RI 4,6. L’andamento dello Smoothed sunspot number (SSN) dell’ultimo semestre risulta pertanto il seguente:
    11.2008 1,8
    12.2008 1,7 probabile minimo matematico del ciclo 24
    01.2009 1,8
    02.2009 1,9
    03.2009 2,0
    04.2009 2,2

    I dati sono ricavati da una doppia media mobile (quello di aprile, per esempio, basandosi sulle risultanze dei mesi che vanno dall’ottobre 2008 all’ottobre 2009), quindi indicativi d’una tendenza robusta, su cui il risultato del singolo mese ha scarsa incidenza. Detto ciò tuttavia, la fase di quiescenza, la più lunga e profonda dal 1908-’16, non può dirsi totalmente terminata: e prima di discutere gli effetti che essa potrebbe avere sul clima terrestre è bene chiarire lo scenario.

    Spotless days Al 2 novembre si è raggiunta una somma complessiva di 747 giorni senza macchie a partire dal 27 gennaio 2004, data del primo spotless day. Con la ripresa dell’attività magnetica i giorni bianchi sono destinati a rarefarsi, ma non a sparire. Tale caratteristica è propria d’una debole fase solare, e in questo senso l’evoluzione del ciclo 24 rassomiglia sempre più ai cicli finali del Minimo di Damon (1878-1913), tant’è che, attraverso il confronto statistico, è possibile simulare i conteggi degli anni a venire (somma dei giorni già archiviati e di quelli attesi al 31 dicembre, basati sul trapasso dei cicli 14/15):
    2010 = 925-940 spotless days
    2011 = 930-950
    2012 = 935-960

    Insomma, il trapasso dei cicli 23/24 avvicinerebbe (condizionale d’obbligo) il record di giorni senza macchie storicamente accertato, che è di 1.028 e risale ai cicli 11/12 (minimo nel 1878). Ciò è in contrasto con quanto avvenuto durante i cicli successivi al 1941, quando l’attività magnetica produceva un più alto numero di macchie sopprimendo i giorni spotless che, come mostra il quadro, totalizzavano anche meno d’un singolo anno della transizione attuale (2008: 265 giorni; 2009: 238 giorni al 2 novembre):
    cicli 17/18 (1941-’45) 269 spotless days
    cicli 18/19 (1950-’55) 446
    cicli 19/20 (1961-’66) 227
    cicli 20/21 (1973-’77) 272
    cicli 21/22 (1983-’87) 273
    cicli 22/23 (1994-’98) 309

    Se dunque il ciclo 24 dovesse risultare di simile intensità (ma tutti gli indici al momento dicono il contrario), allora il conteggio finale degli spotless days supererebbe di poco gli 800.

    Smoothed sunspot number Rifacendosi al metodo McNish-Lincoln, il massimo del ciclo 24 si raggiungerebbe nell’ottobre 2012, mentre per la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) nel maggio 2013; secondo le proiezioni dell’Australian Space Weather Agency invece, nel settembre – ottobre 2013. In quest’ultimo caso l’SSN è atteso poco oltre 90, mentre col metodo regressivo non si raggiunge 85: il valore più basso dal ciclo 16 (1923-’33), ma per nulla eccezionale, perché una debole fase solare è la modalità più comune con cui si esplica l’attività dell’astro. Se però la previsione fosse rispettata, il ciclo 24 sarebbe significativo d’una svolta, dopo un XX secolo in gran parte caratterizzato da quello che è stato definito Massimo solare moderno, con SSN che hanno abbondantemente superato 150.

    Date queste premesse, quali saranno i riflessi sul clima? Rispondere non è possibile, ma si possono ipotizzare alcune cose. In primo luogo non è ancora accertato il grado d’influenza delle variazioni della TSI (Total solar irradiance), che sono frazionali ma forse in grado di condizionare il sistema atmosferico in misura maggiore di quanto si sia pensato fin qui; va infatti notato come l’ampiezza del trapasso fra i cicli 23/24 abbia allungato il periodo a bassa energia, con perdita di circa 1,5 watt per metro quadrato rispetto al massimo (si veda l’immagine). In seconda battuta va stabilito se la penetrazione dei raggi cosmici, favorita dalla debolezza del vento solare, abbia davvero un peso tanto importante nella formazione delle nuvole medio basse, che fungerebbero da schermo alla radiazione solare incidente (in parole povere: farebbero più ombra, abbassando le temperature di superficie). Se queste componenti giocano un ruolo primario sul bilancio termico globale, pur con notevoli differenziazioni regionali esse dovrebbero invertire il trend al rialzo che ha contraddistinto gli ultimi decenni del XX secolo.

    Stefano Di Battista
    Fonte Meteogiornale

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  4. Ottimo aticolo di Stefano Di Battista! 😉

    Domani faccio uescire un articolo sulla differenza tra questo minimo e quello più vicino a questo dal punto di vista dei giorni spotless totali, ossia il minimo tra i cicli 13 e 14.

    Per qaunto concerne il voler contare le macchie anche “dietro”, lo facciano pure, basta che si adottino 2 metri di conteggio diversi…ovviamente ciò varrebbe solo per il noaa, di cui ormai mi fido veramente poco, quindi rimarrebbe solo il Sidc e speriamo che almeno loro riescano a mantenere il rapporto col passato il meno alterato possibile…

    in alternativa, abbiamo il L&N’s count, metodo da “profani” ma che potrebbe divenire col tempo una forma alternativa di contare le macchie nel futuro. chissà…

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  5. Il metodo corretto e’ proiettare l’immagine su un foglio bianco.
    Meglio se hai il cavalletto….
    Da giovane, con il mio piccolo telescopio proiettavo in cameretta dei “soli” da mezzo metro di diametro 8)

    E anche Galileo faceva cosi’…..
    Ciao
    Luca

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