1990: l´anno in cui scompaiono le stazioni meteo rurali.

Quasi tutti noi sappiamo cosa sono le isole di calore urbano, o almeno é intuitivo che le temperature nelle cittá é superiore a quella della campagna circostante.
Anche l´IPCC se ne é occupata dicendo nel suo rapporto del 2007 che “l´ímpatto delle isole di calore urbano sulle temperature globali sono trascurabili”(AR4, capitolo 3, 2007)
“Le isole di calore urbano sono il risultato in parte dalle proprietà fisiche del paesaggio urbano e in parte del rilascio di calore nell’ambiente mediante l’uso di energia per le attività umane, come il riscaldamento degli edifici e l’alimentazione di apparecchi e veicoli” Il flusso di calore totale globale è stimato in un 0,03 W x m2 (Nakicenovic, 1998). . Se questi rilasci di energia sono concentrati nelle città, che coprono lo 0,046% della superficie terrestre, il flusso di calore medio nelle città sarebbe di 65 W m 2. Peró i valori giornalieri nel centro di Tokyo per esempio in genere sono superiori ai 400 W m 2 con un massimo di 1.590 W m 2 in inverno (Ichinose et al., 1999).

Il fatto é che poiché la maggior parte delle stazioni di temperatura a lungo termine sono nelle città, questo è più significativo di quanto previsto dall´ IPCC, perché è lì che i dati vengono registrati. Mi chiedo del perché l´IPCC per i suoi calcoli delle temperature globali prende in considerazione solo le misure di centraline terrestri e per questi ultimi anni non prende almeno in considerazione anche le temperature satellitari che dal 1979 ci raccontano una storia un poco diversa? (anche se ultimamente le critiche di manipolazione dei dati all´Istituto Goddard (GISS) che elabora i dati satellitari sono un giorno sí e l´altro giono anche, ma questa é un´altra storia che poi racconteremo) Loro rispondono che solo le centraline terrestri hanno una storia di dati di almeno 100/150 anni da paragonare alle temperature odierne.
Nel 1990 le oltre 12000 stazioni terrestri esistenti furono ridotte a poco piú di 6000, e moltissimee stazioni rurali non avevano una successione di dati senza salti furono semplicemete chiuse (pensate solo a tutte le stazioni rurali in Cina che durante la rivoluzione culturale furono abbandonate per essere poi ricostruite in parte dopo diversi anni). Solo le stazioni cittadine hanno dati consequenziali paragonabili nel tempo e quindi nel 1990 si cancellano moltissime stazioni rurali lasciando quelle urbane (oltretutto piú comode da gestire). E cosí dal 1990 la temperatura globale, che rivelava un riscaldamento modestissimo, ha un bel balzo in avanti. Vediamo alcui grafici facendo il paragone tra le temperature registrate nelle cittá e le temperature registrate nelle stazioni rurali vicine… quelle rimaste.







In Europa un esame delle stazioni meteo mostra un altro problema: la mancanza di dati. Ci sono pochissime stazioni rurali e vicine allo zero le stazioni rurali con una sequenza di dati di lunga durata. Poi, sebbene ci siano molte stazioni urbane, ce ne sono pochissime con i dati a lungo termine. Molte hanno un gap tra il 1930 – 1945 (seconda guerra mondiale) o tra 1915-1945 (una lacuna che copre le due guerre mondiali). Pochissime stazioni rurali hanno continuato nel 2000 e sono in una situazione di microclima particolarissima, cioé sono stazioni sulle Alpi e sui Pirenei o in ogni caso in alta montagna. Non ho trovato alcuna stazioni rurale che è iniziata prima del 1940 e che ha continuato fino al 2000.
Le stazioni che vengono considerate dall´IPCC per l´Europa in maggior parte sono, oltre quelle cittadine, quelle degli aeroporti, (Ciampino, Malpensa, Fontanarossa, Orly ecc) e pensate che con l´aumento del traffico aereo, con la costruzione di nuove piste e enormi parcheggi e hangar, con i condizionatori impiantati negli aeroporti le temperature di 50/60 anni fa si possono paragonare a quelle attuali? Per l´IPCC sí.

Quindi le stazioni climatiche che l´IPCC usa sono in maggior parte situate in cittá perché le uniche che hanno dati storici risalenti almeno al secolo scorso e con dati non interrotti. L´aumento della temperatura globale io la chiamerei meglio l´aumento delle temperature urbane, perché il fattore di correzione che viene utilizzato dall´iPCC per adeguare le temperature rilevate é semplicemente ridicolo con i Watt reali misurati nelle cittá.

SAND-RIO

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15 pensieri su “1990: l´anno in cui scompaiono le stazioni meteo rurali.

  1. effettivamente calcolare la temperatura media planetaria prendendo riferimento da centraline urbane non ha senso , sarebbe più corretto rivedere la distribuzione planetaria delle stesse, tento è vero che anche in lombardia , in auto quando passi in paesi piccoli con 5000 o 6000 abitanti il termometro dell’auto segna sempre 2 gradi in più rispetto alla campagna circostante

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  2. Il problema è che spesso il fattore di correzione delle temperature per le città sembra sia positivo, non negativo. Come facciano a metterlo positivo, non lo sa nessuno tranne, forse, quelli del CRU e soci.

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  3. Un problema connesso alle temperature urbane é quello dei cosidetti “pennacchi di calore” che viene studiato solamente dal 2007.
    Sopra le citta si forma una colonna di calore con anche 6/7 gradi superiori alla temperatura dell´aria circostante la cittá. Questa colonna o cappa di calore si sposta col vento. Basta conoscere in che direzione principalmente spirano i venti in una determinata cittá e collocare una centralina meteo proprio lí sottovento per avere una media delle temperature di 2/ 3 °C superiore alla zona sopravento.
    Ed il trucco per aumentare le temperature é fatto! La centralina é fuori dalla cittá ma risente l´influenza determinante della bolla di calore urbana!

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  4. Diabolico….! Ma fattibile, di certo.

    Ad esempio, a Milano, la differenza di 5 gradi tra centro e periferia (Linate) è un dato di fatto, specie in estate.
    In effetti, se per caso il vento dalla città soffiasse abitualmente verso l’aeroporto (sinceramente lo ignoro), mi spiegherei perchè le temperature, in inverno e spesso anche in estate a Linate siano di frequente leggermente più elevate rispetto a quelle, ad esempio, delle vicine stazioni di Novara, Piacenza e Bergamo.

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  5. Ese ne era già parlati su nia della sconparsa delle stazioni rurali, mi sembra che ful il buon Angelo a scriverlo…

    Questo mi sembraun altro tassello mportante cmq…

    Otto,p pezzp sand!

    Simon

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  6. Da pochissimi mesi si sta indagando su un altro mistero riguardante le temperature di molte cittá costiere. Non ci si spiega come da alcuni anni le temperature siano aumentate di circa 2° C. pur non avendo spostato le centraline e avendo queste mostrato sempre temperature costanti… poi da un momento all´altro, BUM le temperature aumentano!
    Sembra, come indicano le prime indagini, che si é solamente anticipato in molti casi l´orario della rilevazione delle temperature evitando cosí l´effetto rinfrescante delle brezze marine pomeridiane, semplice e di effetto Global Warming assicurato! Le indagini sono in corso da novembre e dureranno ancora molto tempo per acquisire prove certe dello stratagemma adottato.

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  7. purtroppo il fenomeno dell’isola di calore viene completamente ignorato dai centri mondiali, anzi lo sfruttano per tenere le temperature più alte.

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  8. cmq le temperature più calde sono quelle negli aereoporti perchè qui a firenze la stazione che sta nell’aereoporto di peretola è sempre 2/3 gradi più calda di quanto c’è a casa mia eppure io sto in pieno centro.

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  9. bisogna guardare sia le massime che le minime.
    di solito in uno spazio aperto come un aeroporto le minime scendono più facilmente rispetto che in città e le massime salgono di più.
    poi bisogna vedere se la stazione è a norma.

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  10. appena ho un po’ di tempo volevo scrivere un pezzo su come (secondo me) sarebbe corretto misurare le temperature ad uso climatologia ( e non meteorologia…)
    Il problema e’ che non si avrebbero serie storiche…
    Ciao
    Luca

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  11. Domanda: ma queste temperature “medie” (del tipo: a Paperopoli in agosto la temperatura media è stata di 25 gradi) come vengono calcolate?
    Fanno la media tra massima e minima, o fanno una media di tanti valori (che so, di una rilevazione ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, se non addirittura in continuo, come sarebbe più corretto)?
    Perchè tra fare la media tra minima e massima, o invece considerare l’ipotetico integrale di una ipotetica funzione “temperatura”, le cose possono cambiare anche parecchio, dipendendo in modo cruciale dalla distribuzione delle temperature stesse.
    C’è una bella differenza se ci sono 10 gradi costanti o se ci sono 0 gradi per 16 ore e 20 gradi per 8, per capirci..
    E visto che la menano col confronto coi dati “vecchi”, sono calcolate oggi come lo erano nel 1930?

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  12. Dovrebbero prendere la massima e la minima e fare media.
    Questo permette di fare una rilevazione manuale al giorno ed era possibile anche nell’1800.
    Il problema è che le centraline di rilevazione dovrebbero essere mantenute in modo specifico, cosa che succede raramente. Quindi le temperature non sono per nulla affidabili. Poi ci aggiungi tutti i taroccamenti, omogeneizzazioni, pastorizzazioni, etc. dei dati che hanno fatto al CRU e soci.
    Interessante la cosa del cambiamento dell’orario di rilevazione delle temperature. personalmente non credo al complotto. Semplicemente gli addetti alla rilevazione avranno ottenuto di fare orari da ufficio e quindi le rilevazioni invece di essere fatte negli stessi orari del passato vengono fatte ad orari d’ufficio.
    Classico esempio di “conseguenze impreviste” o “fattori confondenti”.

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