Archivi giornalieri: 27 Febbraio 2010

La Rubrica di NIA: A chi conviene di più l’inquinamento? – Parte 2

Per chi si fosse perso la prima parte potrà leggerla nel seguente link:

http://daltonsminima.wordpress.com/?p=7536

Analizziamo allora le due controparti che da sempre si contendono queste diatribe energetiche, ovvero il movimento ambientalista e le multinazionali.

I primi cercano di portare le multinazionali ad un utilizzo sempre minore del petrolio a favore delle energie alternative.

Le multinazionali invece vogliono continuare ad usare il petrolio perché costa meno.

Entrambe le ipotesi portano lo stesso ad un uso del petrolio, che in entrambi i casi resterebbe invariato.

Però una volta finito il petrolio le fonti alternative saranno l’unica strada e per produrle servirebbe lo stesso energia, il costo di questa energia dipenderebbe totalmente dalle fonti alternative il quale costo dipenderebbe dal costo dell’energia che è servita per produrli, creando così un circolo vizioso che l’unico modo per fermare sarebbe quello di dare in mano alla “stessa persona” sia il controllo dell’energia che la produzione degli strumenti da cui è ricavata.

I Petrolieri che detengono quindi molto potere decisionale e controllano gran parte dell’economia mondiale per chi dovrebbero patteggiare?

Viene da pensare che converrebbe patteggiare per gli ambientalisti, perché le multinazionali una volta finito il petrolio dipenderebbero da loro e non più dal petrolio, però è un controsenso perché noi abbiamo supposto ( considerando l’ipotesi 1 ) che gli ambientalisti siano un’entità distinta dai petrolieri, quest’ultimi quindi non dovrebbero patteggiare verso nessuno e messa così sembra proprio che non avrebbero altra scelta che aspettare che finisca il petrolio per poi dichiarare fallimento cercando di sfruttare fino all’ultima goccia il petrolio ancora esistente.

Nel caso di vincita degli ambientalisti i petrolieri perderebbero il loro potere e le multinazionali dipenderebbero dalle fonti alternative, se vincessero le multinazionali la situazione non cambierebbe, ma finito il petrolio la situazione sarebbe la stessa di prima, quindi alla fine chi vince sono sempre gli stessi, gli ambientalisti.

In entrambi i casi l’economia ne uscirebbe molto danneggiata e il potere passerebbe di mano.

Quindi a chi conviene inquinare?

La risposta ancora non pare chiara, ma c’è un’altra domanda ora a cui sarebbe meglio rispondere.

Come si finanziano quindi queste associazioni? sarebbe molto difficile che lo facciano solo per le vendite di energia alternativa visto che i petrolieri abbiamo detto che puntano a consumare fino all’ultima goccia il petrolio rimasto, a queste associazioni restano solamente gli sgravi fiscali e gli aiuti economici per sopravvivere, nell’attesa che il petrolio finisca, dove allora diventerebbero loro i “padroni”.

I petrolieri sembra strano però che lascino via libera a queste associazioni che così possono sopravvivere nell’attesa del loro fallimento, verrebbe da pensare che dovrebbero far qualcosa per combatterle, invece sempre più nel mondo l’opinione pubblica viene mobilitata per far apparire loro come i cattivi e gli ambientalisti come i buoni.

Abbiamo detto che le compagnie petrolifere detengono gran parte del potere economico e decisionale del mondo, allora esiste qualcosa al di sopra che riesce a sovrastare questo potere?

Come abbiamo accennato prima una volta finito il petrolio gli ambientalisti avrebbero in mano il monopolio dell’energia, quindi la situazione non sarebbe molto diversa, allora perché l’opinione pubblica li fa passare come buoni, perché far passare una cosa come giusta quando è ormai del tutto inevitabile, perché favorire qualcosa che tanto sarebbe già dovuta accadere?

La differenza sta nel modo in cui viene visto l’inquinamento, il petrolio è fonte di inquinamento ed essendo l’inquinamento dannoso il monopolio dei petrolieri viene fatto passare per “cattivo”, mentre quello futuro degli ambientalisti come “buono” perché non produrrebbe inquinamento.

Ma si ritorna alla domanda di prima, come mai l’inquinamento è stato etichettato come dannoso nonostante i petrolieri siano i “padroni del mondo”?

Il petrolio tanto finirà, che bisogno c’era di farlo passare per una cosa così negativa?

La situazione sta diventando complicata e andando avanti così non si arriverebbe mai ad una valida risposta corredata da un motivo verificabile e quantificabile, ma ci sarebbero solo ipotesi su ipotesi.

Troppi interrogativi abbiamo aperto e le cui risposte aprono nuovi interrogativi portando ad un circolo vizioso infinito che non porterebbe a nessuna conclusione.

Quindi, A chi conviene di più l’inquinamento? È impossibile dirlo e probabilmente è più semplice dire che conviene a tutti e non conviene a nessuno.

Spesso si dice che la soluzione più semplice ad un problema è sempre quella giusta e che per spiegare un determinato fenomeno spesso e volentieri conviene optare per quella meno complicata, e se fosse vera l’ipotesi 2 ?!

FABIO