Come prevedere il comportamento del ciclo 24.

Riuscire a comprendere a fondo quanto ha detto il prof. Leif Svalgaard, fisico solare della prestigiosa Università di Stanford, al seminario a Keystone in Colorado il 20 maggio 2010 sulla possibilità di predizione del ciclo 24 non è meno difficile che spiegarlo con parole semplici per tutti.

Tempo fa scrissi che il prof. Svalgaard ci stava preparando qualcosa di interessante e così è stato. Ma molti potrebbero rimanere delusi, come peraltro lo sono rimasto io, ma anche rinfrancato, come capirete solo alla fine di questo articolo. D’altra parte la scienza è fatta di successi e fallimenti.
Dai fallimenti bisogna trarre la parte migliore e ripartire da lì per una nuova comprensione dei fenomeni naturali.

Svalgaard e la sua equipe hanno esaminato criticamente ben 75 lavori scientifici di diversi autori che hanno pubblicato le loro teorie sulla predittività del ciclo solare 24.

Tra questi Svalgaard ne ha posto in evidenza in particolare due, basati sulla teoria del “Flux Trasport Dynamos”, ossia di Choudhuri [2] e di Dikpati [1].

Riassumendo le diverse posizioni si può dire che i risultati non coincidenti tra i due autori (Dikpati – Rmax ciclo24 = 160-185 e Choudhuri – Rmax ciclo24 = 75) corrispondono principalmente alle differenti ipotesi circa la propagazione del flusso magnetico all’interno del Sole, che si esprime con diversi modelli di funzionamento della dinamo solare.
In Choudhuri si parla di una dinamo con ad alta diffusività (propagazione veloce), il modello della dinamo solare di Dikpati è, invece, a bassa diffusività (per avvezione).

A sinistra:Choudhuri (diffusione veloce – P agisce per T)
A destra:Dikpati (bassa diffusività – Conveyor Belt)

Nel modello di Dikapati il flusso è così lento che la distanza tra un puntino e l’altro nel disegno del suo modello è di circa un anno.
Si parte dal postulato che se questa diffusività è alta si avrà un ciclo debole.

Dikpati presuppone inoltre una circolazione del flusso nell’emisfero meridionale costante, tranne che nel ciclo 24, nel quale sembra aumentata..
Ma entrambi i modelli di trasporto del flusso proposto dai dei due autori, Dikpati e Choudhuri, coincidono nel supporre che quando il flusso meridionale è veloce, questo dovrebbe produrre potenti campi magnetici polarizzati e cicli solari brevi.

Svalgaard ha citato a questo proposito uno degli ultimi lavori di David Hathaway e Lisa Rightmire che hanno affermato nella loro pubblicazione del 2009: “in base alle misurazioni effettuate sulla velocità del Flusso Meridionale, mediante SOHO nel ciclo solare 23, si dimostra che nel minimo solare del ciclo 24, ossia dal 2008, la velocità del flusso è diventata significativamente più alta di quella vista nel precedente minimo (il 23)”.

David Hathaway viene di nuovo richiamato in causa per quanto affermato nello stesso lavoro, ossia che in questi modelli la maggiore velocità del flusso meridionale dovrebbe produrre potenti campi magnetici e cicli solari brevi, contrariamente a quanto osservato finora direttamente sul Sole. Pertanto, le attuali osservazioni, insieme ad altri fattori, suggeriscono che i modelli di trasporto del flusso nella dinamo solare prodotti fino ad oggi non descrivono adeguatamente il comportamento dei cicli solari e non sono ancora sufficienti a fornire previsioni convincenti del comportamento del ciclo solare 24. (Hathaway, 2009).

Detto da Hathaway è un affermazione piuttosto pesante e non nasconde un certo disappunto

Forse si tratta di schemi troppo rigidi? Di sicuro i modelli dei campi magnetici sono stati costruiti molti anni fa, essenzialmente a metà del 2003, e sicuramente prima dell’aumento della velocità della Circolazione Meridionale. Questi campi magnetici non sono aumentati da allora ed anzi hanno iniziato a dimostrare l’attesa diminuzione dovuta all’inizio dell’attività solare del nuovo ciclo 24, senza più riprendersi.

Svalgaard su questo punto è stato parecchio critico ed ha detto che il problema della Circolazione Meridionale non è se questa esista o no, che abbia più o meno celle, ma piuttosto quale sia il ruolo che essa svolge nel ciclo solare, che probabilmente dipende dall’importanza della sua propagazione turbolenta.

Inoltre, non è conosciuto il grado con cui la Circolazione Meridionale sia a sua volta influenzata da retro reazioni da parte di forze di Lorentz associate ai campi magnetici generati dalla dinamo solare; ossia, in poche parole non sappiamo se è nato prima l’uovo o la gallina.

Per chi è digiuno di fisica, le forze di Lorenz sono forze deflettenti, ossia hanno effetto solo sulla traiettoria di un oggetto elettricamente carico (il plasma) che si muove in un campo magnetico (solare). La caratteristica principale della forza di Lorentz è che è sempre diretta perpendicolarmente rispetto alla direzione del moto.

Ancora, ha sottolineato Svalgaard, la forma e la velocità del flusso di ritorno dall’equatore nella zona convettiva inferiore è attualmente sconosciuta. Probabilmente solo SDO ci dirà qualcosa di più su questo.

Il quesito che Svalgaard ha posto e che forse si tratta solo di una dinamo di superficie, ed ha citato Kenneth Schatten [3] il quale ha esplorato la possibilità che le macchie solari siano solo un fenomeno di superficie, essendo la fusione di più piccole configurazioni magnetiche, da come sembrano indicare le sue osservazioni. Il dubbio posto è che la dinamo solare sia in realtà poco profonda e non operi a livello della tachocline, che sembrerebbe basata su sui modelli cellulari automatici di attività.

La posizione della tachocline all’interno del Sole

Con il termine tachocline si designa la zona di transizione, all’interno del Sole, tra la zona radiativa e la zona convettiva. Si ritiene attualmente che la sua dimensione sia una delle cause dei campi magnetici che caratterizzano la nostra stella. Le simmetrie e l’estensione della tachocline sembrano rivestire un ruolo di primo piano nella formazione della cosiddetta dinamo solare, poiché rinforzano i deboli campi poloidali creando un più intenso campo di forma toroidale.

Nel modello di Schatten il flusso magnetico polare sembrerebbe essere predittivo del flusso di macchie solari che vengono a svilupparsi.

Il modello di Kenneth Schatten

Per ultimo Svalgaard ha citato il modello di Kitiashvili (2009), che se i precedenti modelli potevano sembrare complessi, questo mi ha fatto decisamente stramazzare.
Nell’Ensemble Kalman Filter (EnKF) di Kitiashvili il metodo usato è stato quello di assimilare i dati del numero di macchie solari in un modello non lineare a-O di dinamo solare a campo medio che tiene conto della dinamica della turbolenta elicità magnetica.

Il modello di Kitiashvili

Non chiedetemi di spiegarvelo perché penso che sia veramente di difficile comprensione.
La mia impressione personale è che Svalgaard abbia fatto tutta questa elencazione al puro scopo di dimostrare che ognuno di questi modelli studiati al computer fornisce una quasi-spiegazione del fenomeno macchie solari ed attività solare.
Dei modelli che alla prova dei fatti non funzionano, anche se matematicamente si presentano ineccepibili.

Quale è la soluzione che propone?
Vi parrà incredibile, ma suggerisce di ritornare alle previsioni empiriche.
Lui dice che dopo le previsioni basate sui “Flux Trasport Dynamos” abbracciate più o meno entusiasticamente dai fisici solari di tutto il mondo, molto meno quelle della dinamo superficiale di Ken Schatten e ancora meno l’approccio EnKF di Kitiashvili, si potrebbe essere costretti a ritornare alle tecniche empiriche precedenti per uscirne fuori, con le quali alcune caratteristiche osservate potevano far presagire l’attività futura.

Esattamente quello che più o meno stiamo facendo a NIA! E che sto facendo anch’io, dopo le osservazioni di Svalgaard che mi hanno convinto, fotografando ogni giorno il Sole con il mio telescopio e confrontando i risultati con le osservazioni passate, in stile J. M.Vaquero dell’ Universidad de Extremadura in Spagna, che su questo ha scritto tantissimo.

Ma quello che Svalgaard suggerisce per interpretare correttamente i dati raccolti in questo modo lo vedremo in un prossimo articolo.

Bibliografia:
[1] Dikpati, M., de Toma, G., Gilman, P.A.: Predicting the strength of solar cycle 24 using a ?ux-transport dynamo-based tool, Geophys. Res. Lett., 33, L05102, 2006.

[2] Choudhuri, A.R., Chatterjee, P., Jiang, J.: Predicting Solar Cycle 24 with a solar dynamo model, Phys. Rev. Lett., 98, 131103, 2007.

[3] Kenneth Schatten: Modeling A Shallow Solar Dynamo, Solar Physics, 255, 3-38, 2009

Pablito

Hatena Bookmark - Come prevedere il comportamento del ciclo 24.
Share on Facebook
Post to Google Buzz
Bookmark this on Yahoo Bookmark
Bookmark this on Livedoor Clip
Share on FriendFeed

37 pensieri su “Come prevedere il comportamento del ciclo 24.

  1. sand-rio :

    Simon, che tu sappia, qualcuno su solarcycle 24 ha commentato la polaritá della 1084?

    no…quel forum ormai fa ridere…appena qualcuno prova ad uscire dal seminato e a dire qualcosa che cozza cn le loro idee, gli cancellano i messaggi…te lo dico perchè a me è successo!

    infatti evito di scriverci, tanto per loro è sempre tutto normale, dott Svalgaard compreso…

      (Quote)  (Reply)

  2. La mia impressione é che come gli struzzi stanno nascondendo la testa sotto la sabbia. Tanto per intenderci questa é la 981 la prima sunspot “ufficile” del ciclo 24 sorta l´8 gennaio 2008 e che come tutti possono vedere era ben minore della attuale 1084. Se ammettessero adesso che la 1084 é una sunspot ciclo 25 dovrebbero dire e SPIEGARE al mondo che il ciclo 24 é in pratica abortito, quindi meglio non dire nulla per adesso sperando che la 1084 sia una “normalissima” macchia trans.

      (Quote)  (Reply)

  3. Il mese si sta concludendo e per il sidc finirà sotto a gennaio, febbraio e marzo, i 3 mesi della ripresa del ciclo 24 prima di ricadere un’altra volta in una fase di bassa attività!

    Ma ancora una volta il valore dell’RI mensile del sidc sarà nn veritiero, soprattutto se confrontato con il solar flux che chiuderà al 100% sotto a maggio!

    incredibile, nn aggiungo altro!

      (Quote)  (Reply)

  4. Pablito che dire:
    COMPLIMENTI!!!!
    Il problema di fondo è a mio avviso un altro: considerare il Sole come un sistema isolato dal punto di vista dell’elettromagnetismo, trattare come una sfera di plasma isolata un’entità che, come il Sole, in verità è immersa in altri campi magnetici!!!
    A mio avviso, bisogna ricercare la causa del Minimo di Eddy studiando 5 fenomeni correlati:
    1) La diminuzione della “pressione del vento solare” misurata nel 2000 da Ulysses;
    2) La diminuzione del campo magnetico stellare misurata dalla medesima sonda negli anni a cavallo del 2000;
    3) La ridotta estensione delle CHs Polari osservate all’inizio del Minimo di Eddy;
    4) La crescente dissincronia nei picchi di attività dei due emisferi solari, da un lavoro di Makarova e cellabaut (J. Astrophys. Astr. (2008) 29, 69–73).
    5) La violazione della legge di Hale per gli streamers magnetici della corona solare in un lavoro dal titolo “Does a polar coronal hole’s ?ux emergence follow a Hale-like law?”;

    Tutti fattori che come denominatore comune hanno l’elettromagnetismo!!!!
    Ecco perchè è più che mai importante accumulare dati in maniera coerente, slegandosi da interessi puramente economici al fine di comprendere meglio la nostra stella: il SOLE!
    Merito a NIA dunque per quanto sta facendo da oramai più di due anni nel proporre teorie alternative per giustificare il Minimo in corso, per il Data-Base del SN corretto per poterlo confrontare con il passato.
    ALE

      (Quote)  (Reply)

  5. Ciao Simon esattamente un anno fa l’articolo di Ale sull’allineamento…..domenica ormai ha le ore contate!!!secondo te si faranno altri articoli?

      (Quote)  (Reply)

  6. paolo 72 :Ciao Simon esattamente un anno fa l’articolo di Ale sull’allineamento…..domenica ormai ha le ore contate!!!secondo te si faranno altri articoli?

    devi chiederlo ad ale…

      (Quote)  (Reply)

  7. ALE :Pablito che dire:COMPLIMENTI!!!!Il problema di fondo è a mio avviso un altro: considerare il Sole come un sistema isolato dal punto di vista dell’elettromagnetismo, trattare come una sfera di plasma isolata un’entità che, come il Sole, in verità è immersa in altri campi magnetici!!!A mio avviso, bisogna ricercare la causa del Minimo di Eddy studiando 5 fenomeni correlati:1) La diminuzione della “pressione del vento solare” misurata nel 2000 da Ulysses;2) La diminuzione del campo magnetico stellare misurata dalla medesima sonda negli anni a cavallo del 2000;3) La ridotta estensione delle CHs Polari osservate all’inizio del Minimo di Eddy;4) La crescente dissincronia nei picchi di attività dei due emisferi solari, da un lavoro di Makarova e cellabaut (J. Astrophys. Astr. (2008) 29, 69–73).5) La violazione della legge di Hale per gli streamers magnetici della corona solare in un lavoro dal titolo “Does a polar coronal hole’s ?ux emergence follow a Hale-like law?”;
    Tutti fattori che come denominatore comune hanno l’elettromagnetismo!!!!Ecco perchè è più che mai importante accumulare dati in maniera coerente, slegandosi da interessi puramente economici al fine di comprendere meglio la nostra stella: il SOLE!Merito a NIA dunque per quanto sta facendo da oramai più di due anni nel proporre teorie alternative per giustificare il Minimo in corso, per il Data-Base del SN corretto per poterlo confrontare con il passato.ALE

    Quoto 100%.Tutto il resto e” mera ipotesi.Quello he tu hai detto Ale invece sono fatti.

      (Quote)  (Reply)

  8. X Paolo72:
    Ci sto già lavorando da tempo ad una specie di resoconto sullo stato attuale del SC24!!!!
    Quello che dice anche il Prof. Svalgaard e il Prof. Hathaway si riassume nella seguente frase: i metodi puramente probabilistici hanno completamente fallito!
    Il modello Dynamo Transport non è in grado di descrivere in pieno il comportamento solare, restano i deterministici ma purtroppo i dati di imput sono troppo pochi!!!! I metodi deterministici non potranno MAI prevedere un Maunder o un minimo analogo perchè semplicemente NON LO CONTEMPLANO!!! Al più un Dalton o un Damon che sono contemplati dai deterministici perchè già vissuti!!! Ecco perchè la manipolazione dei dati sul SN a cui stiamo assistendo è così dannosa, è un vero suicidio scientifico per quella scienza nota come Astrofisica Solare!!! Spero solo che NOAA e SIDC tengano degli archivi paralleli dove si effettuano conteggi non viziati da plateali alterazioni!!!!
    ALE

      (Quote)  (Reply)

  9. Il NOAA cercando disperatamente di aumentare il SN si inventa una area che ancora nn sono riuscito ad individuare.
    http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html
    Poveri noi come sono caduti in basso!!! Una volta erano la punta di diamante della fisica solare adesso sono solo dei burocrati che stanno agli ordini di qualcuno che vuole che il SN sia adeguato alle previsioni.
    Voi vedete qualche macchia a parte la 1084?
    http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_igr/1024/latest.html
    Questi americani cominciano ad essere ubriachi giá il martedí… figuriamoci cosa si inventeranno o penseranno di vedere venerdí quando saranno completamente brilli di alcool di terza categoria…

      (Quote)  (Reply)

  10. Bell’articolo,mi piace molto
    Però non sono così depresso e ho dei buoni motivi per questo. Vediamo i fatti: i modelli attuali non funzionano. Quello che c’è di nuovo, in questo lavoro è che non c’è la presentazione di un nuovo modello o di un miglioramento di un modello preesistente ma la presa d’atto che i modelli attuali sono delle baracche. Anche se questo può sembrare deprimente, è proprio su queste basi che si è evoluta gran parte della fisica: ammettere che quanto fatto finora non funziona significa rriprovarci di nuovo, finché avremo un modello magari impreciso ma realistico. Dal canto mio spero che si sbrighino…

      (Quote)  (Reply)

  11. sand-rio :
    Il NOAA cercando disperatamente di aumentare il SN si inventa una area che ancora nn sono riuscito ad individuare.
    http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html
    Poveri noi come sono caduti in basso!!! Una volta erano la punta di diamante della fisica solare adesso sono solo dei burocrati che stanno agli ordini di qualcuno che vuole che il SN sia adeguato alle previsioni.
    Voi vedete qualche macchia a parte la 1084?
    http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_igr/1024/latest.html
    Questi americani cominciano ad essere ubriachi giá il martedí… figuriamoci cosa si inventeranno o penseranno di vedere venerdí quando saranno completamente brilli di alcool di terza categoria…

    Credo di aver capito da dove si inventano la regione inesistente. Se si confronta l’immagine fotografica utilizzando un normale filtro solare per luce bianca, come quelli utilizzati nel continuum di SOHO o quelli usati dagli astronomi fino a 50-60 anni fa, si vede un’unica regione.
    Ma se si guarda il Sole con un filtro Coronado H-Alpha 0.75A (ho guardato ieri) se ne vedono due (la seconda quasi in mezzo all’equatore). Ma non è serio!
    Perchè la seconda regione è solo il buco rimasto da un flare visibile solo con un filtro speciale! Non si possono contare macchie fuori dalla luce visibile. Non è più una statistica basata sui dati usati da tempo, ma si cambiano le regole del gioco. Ecco come fanno a contare le macchie in più!

      (Quote)  (Reply)

  12. elmar :I conveyor belt – non li ho capiti.
    Faccio l’ipotesi che nascano dall’effetto di forze mareali che hanno origine nei pianeti. Un po come i monsuni sulla terra.
    Per me poi c’è una contraddizione: Il sole ruota, almeno in superficie più lentamente nelle zone polari rispetto all’equatore. Se i conveyor belt in superficie vanno verso i poli, la rotazione dei poli dovrebbe essere più veloce di quella equatoriale. Portano impulso rotativo dall’equatore verso i poli.
    I conveyor belt si presume, secondo i disegni che vadano in direzione nord – sud o inverso. In realtà verrebbero deviati da forze di Coriolis.
    Come si determina che ci siano i conveyor belt? Come si determina la loro direzione?
    Che siano delle dinamo mi sembra abbastanza chiaro. Il movimento termico degli elettroni è molto più veloce (fattore 30 .. 40) del nuclei. In un gradiente termico quindi vanno a mancare nelle sone più calde. Nascono zone elettricamente cariche. Si muovono. Questo è una corrente elettrica, che crea campi magnetici.

    I gusci più esterni del sole sono quelli meno densi e più fluidi; grazie a questa fluidità i moti diventano turbolenti e tendono a distribuire uniformemente le quantità di moto (verso l’equatore la turbolenza tende a diminuirie il momento della quantità di moto, verso i poli la turbolenza tende ad aumentere il momento della quantità di moto dei gusci più esterni ripetto alla quantità di moto che avrebbe una sfera rigida).
    La parte più interna del sole è anche quella più massiccia e meno “fluida” (tende a comportarsi come un corpo rigido) ha un gran momento di quantità di moto ed è quella parte che verso l’equatore tende a fornire nuova quantità di moto ai gusci esterni che l’hanno persa per effetto dei moti turbolenti, mentre, verso i poli, tende a sottrarre quantità di moto ai gusci esterni che l’hanno acquistata per effetto dei moti turbolenti.
    E’ per questo comportamento che osserviamo nel guscio più esterno la regione equatoriale con una velocità angolare diversa rispetto alle regioni polari (in un corpo rigido la velocità angolare è sempre uguale a tutte le latitudini).
    La differente velocità angolare tra i gusci più interni e quelli più esterni genera dei moti di circolazione con asse parallelo ai meridiani e che tende a diventare parallelo ai paralleli per effetto della diversa veocità angolare alle diverse latitudini e per Coriolis.
    Io i moti interni del sole li immagino così. Forse sbaglio.
    Ciao

      (Quote)  (Reply)

  13. erdeluca :

    elmar :I conveyor belt – non li ho capiti.
    Faccio l’ipotesi che nascano dall’effetto di forze mareali che hanno origine nei pianeti. Un po come i monsuni sulla terra.
    Per me poi c’è una contraddizione: Il sole ruota, almeno in superficie più lentamente nelle zone polari rispetto all’equatore. Se i conveyor belt in superficie vanno verso i poli, la rotazione dei poli dovrebbe essere più veloce di quella equatoriale. Portano impulso rotativo dall’equatore verso i poli.
    I conveyor belt si presume, secondo i disegni che vadano in direzione nord – sud o inverso. In realtà verrebbero deviati da forze di Coriolis.
    Come si determina che ci siano i conveyor belt? Come si determina la loro direzione?
    Che siano delle dinamo mi sembra abbastanza chiaro. Il movimento termico degli elettroni è molto più veloce (fattore 30 .. 40) del nuclei. In un gradiente termico quindi vanno a mancare nelle sone più calde. Nascono zone elettricamente cariche. Si muovono. Questo è una corrente elettrica, che crea campi magnetici.

    I gusci più esterni del sole sono quelli meno densi e più fluidi; grazie a questa fluidità i moti diventano turbolenti e tendono a distribuire uniformemente le quantità di moto (verso l’equatore la turbolenza tende a diminuirie il momento della quantità di moto, verso i poli la turbolenza tende ad aumentere il momento della quantità di moto dei gusci più esterni ripetto alla quantità di moto che avrebbe una sfera rigida).
    La parte più interna del sole è anche quella più massiccia e meno “fluida” (tende a comportarsi come un corpo rigido) ha un gran momento di quantità di moto ed è quella parte che verso l’equatore tende a fornire nuova quantità di moto ai gusci esterni che l’hanno persa per effetto dei moti turbolenti, mentre, verso i poli, tende a sottrarre quantità di moto ai gusci esterni che l’hanno acquistata per effetto dei moti turbolenti.
    E’ per questo comportamento che osserviamo nel guscio più esterno la regione equatoriale con una velocità angolare diversa rispetto alle regioni polari (in un corpo rigido la velocità angolare è sempre uguale a tutte le latitudini).
    La differente velocità angolare tra i gusci più interni e quelli più esterni genera dei moti di circolazione con asse parallelo ai meridiani e che tende a diventare parallelo ai paralleli per effetto della diversa veocità angolare alle diverse latitudini e per Coriolis.
    Io i moti interni del sole li immagino così. Forse sbaglio.
    Ciao

    grazie della risposta. Ho il sospetto che per un modello del sole, che con una simulazione numerica possa dare risposte, per esempio presentare come risultato il ciclo di 22 anni del campo magnetico, siamo molto all’inizio.

    Penso che la sismografia solare dovrebbe dare un po’ di informazioni sui movimenti.

      (Quote)  (Reply)

  14. Pablito :

    sand-rio :Il NOAA cercando disperatamente di aumentare il SN si inventa una area che ancora nn sono riuscito ad individuare.http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.htmlPoveri noi come sono caduti in basso!!! Una volta erano la punta di diamante della fisica solare adesso sono solo dei burocrati che stanno agli ordini di qualcuno che vuole che il SN sia adeguato alle previsioni.Voi vedete qualche macchia a parte la 1084?http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_igr/1024/latest.htmlQuesti americani cominciano ad essere ubriachi giá il martedí… figuriamoci cosa si inventeranno o penseranno di vedere venerdí quando saranno completamente brilli di alcool di terza categoria…

    Credo di aver capito da dove si inventano la regione inesistente. Se si confronta l’immagine fotografica utilizzando un normale filtro solare per luce bianca, come quelli utilizzati nel continuum di SOHO o quelli usati dagli astronomi fino a 50-60 anni fa, si vede un’unica regione.Ma se si guarda il Sole con un filtro Coronado H-Alpha 0.75A (ho guardato ieri) se ne vedono due (la seconda quasi in mezzo all’equatore). Ma non è serio!Perchè la seconda regione è solo il buco rimasto da un flare visibile solo con un filtro speciale! Non si possono contare macchie fuori dalla luce visibile. Non è più una statistica basata sui dati usati da tempo, ma si cambiano le regole del gioco. Ecco come fanno a contare le macchie in più!

    No ragazzi…hanno contato una nuova regione (1085) alla destra della 1084 durata solo qualche ora che nn prendeva il numero col nostro conteggio e col Layman:

    http://sohowww.nascom.nasa.gov//data/REPROCESSING/Completed/2010/mdiigr/20100629/20100629_0624_mdiigr_1024.jpg

    http://daltonsminima.wordpress.com/the-laymannias-count/

    Simon

      (Quote)  (Reply)

  15. È vero. Quando ho fotografato io il Sole, alle 04:51 UTC, un ora e mezzo prima della la loro ripresa non c’era ( http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Sole/Sole201006290451.jpg ).
    E la loro immagine successiva è solo delle 16:00 ed è quasi scomparsa. Ma ti posso assicurare che alle 15:53, quando ho riguardato con il telescopio, non si vedeva proprio più da terra.
    Se queste sono le macchie da contare, al NOAA sono proprio disonesti.

      (Quote)  (Reply)

  16. Pablito :

    È vero. Quando ho fotografato io il Sole, alle 04:51 UTC, un ora e mezzo prima della la loro ripresa non c’era ( http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Sole/Sole201006290451.jpg ).
    E la loro immagine successiva è solo delle 16:00 ed è quasi scomparsa. Ma ti posso assicurare che alle 15:53, quando ho riguardato con il telescopio, non si vedeva proprio più da terra.
    Se queste sono le macchie da contare, al NOAA sono proprio disonesti.

    l’ha contata anche il sidc!

    Ora capsci perchè sn quasi 3 anni che mi incazzo?

    (scusate per la parolaccia)

      (Quote)  (Reply)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Immagine CAPTCHA

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Aggiungi una immagine