Lasciamo da parte un attimo il Sidc e concentriamoci sul recupero dell’Artico!

AMSR-E Sea Ice Extent

Fonte: http://www.ijis.iarc.uaf.edu/seaice/extent/AMSRE_Sea_Ice_Extent.png

Ebbene, sta cotinuando anche oggi!

Si passa dai 5.329.375 del 31/8 ai 5.332.344 di ieri!

Il minimo finora si attesta il giorno 31 agosto con il dato di cui sopra.

Ecco gli altri minimi dei 2 anni che a noi interessano di più:

2005: 5.315.156 (raggiunto il 22/9)

2009: 5.249.844 (raggiunto il 13/9)

Questa è la situazione delle temperature:

Fonte: http://ocean.dmi.dk/arctic/meant80n.uk.php

Comunque vada, ricordo che per al-Gore e compagni, l’artico sarebbe dovuto scomparire del tutto entro una manciata d’anni…

Ora si aprano pure le scommesse su quando e su quale estensione minima raggiungeremo quest’anno.

Simon

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33 pensieri su “Lasciamo da parte un attimo il Sidc e concentriamoci sul recupero dell’Artico!

  1. Fabio Nintendo :
    il problema è che ovviamente tutti ommettono di dirlo

    E che tutti omettono di verificarlo !!!! 8) (me per primo che magari un po’ ne mastico… 8)

    @Tuvok
    Appunto, appunto…
    Aggiungi anche cle lo spettro a 300K e’ tutt’altro che un picco…….

    Ciao
    Luca

      (Quote)  (Reply)

  2. Tuvok :@nitopi
    …….
    Quindi concludendo, un incremento dello 0,35% (ripeto stando molto larghi!!!) dell’assorbimento infrarosso da parte dell’atmosfera cosa può provocare ?
    A questa domanda non ho risposta certa, datemi qualche altro numero che proviamo a fare i conti.

    Ricordo che, secondo alcuni studiosi (es. Svalgaard) un incremento della radiazione solare dello 0,1% (la differenza tra l’emissione durante un minimo e quella durante un massimo solare), a parità di tutto il resto, potesse provocare un aumento di temperatura globale al più di 0,1 gradi, in sostanza trascurabile.

    Anche se non vale la linearità della relazione, è ragionevole ipotizzare che il contributo dell’aumento della CO2, negli ultimi 200 anni, sia al massimo di qualche decimo di grado, o sbaglio?

    Inoltre, un aumento della CO2, se è vero che provoca un sia pur lieve incremento della temperatura media, dovrebbe in teoria favorire una maggore evaporazione, dunque una maggiore quantità di vapore acqueo nell’atmosfera.

    Ma se è vero che il vapore acqueo ha un effetto 10 volte superiore alla CO2 e se è vero che negli ultimi 200 anni c’è stato un certo incremento delle temperature medie, non è che per caso esso è dovuto al vapore acqueo, mentre il contributo della CO2 è alla fine risultato trascurabile (al limite ha potuto fungere solo da innesco di un processo, poi condotto dal vapore) ?

    Risulta che, rispetto a 200 anni fa, la concentrazione di vapore nell’atmosfera sia aumentata? Se fosse aumentata, potremmo pensare che l’uomo abbia giocato un ruolo, almeno all’inizio, immettendo grandi quantità di CO2 nell’atmosfera e così favorendo una maggiore evaporazione.

    Ma se la concentrazione di vapore acqueo non fosse aumentata, la teoria del riscaldamento dovuto alla CO2, per giunta di tipo antropico, rischierebbe di crollare come un castello di carte.

    Che ne pensate?

      (Quote)  (Reply)

  3. discorsi di fisica troppo complicati per un povero medico come me…

    tornanndo in tema del td, oggi, ahimè, gran crolo dell’artico!

    siamo momentaneamnte a 5.301.406, persi circa 30.000 km2 rispetto ieri…aspettiamo l’aggiornamento pomeridiano…

    sigh!

      (Quote)  (Reply)

  4. Comunque vista l’importanza del vapore acqueo, se verrà dimostrata l’influenza dei raggi cosmici sulla formazione di nubi ecco di colpo spiegato il meccanismo per cui durante i cicli deboli il clima si raffredda: +nubi=+precipitazioni=atmosfera meno gonfia di vapore. Un bel feedback positivo che amplifica a la piccola variazione di radiazione solare. La CO2 diventa insignificante.

      (Quote)  (Reply)

  5. Tutte belle teorie … poi bisognerebbe verificare tutto da punto di vista quantitativo. Non basta dimostrare che un fenomeno é possibile, ad esempio l’ “opacità” della CO2 ai raggi infrarossi, ma anche quantificare con una certa precisione il fenomeno .

      (Quote)  (Reply)

  6. ice2020 :

    discorsi di fisica troppo complicati per un povero medico come me…

    tornanndo in tema del td, oggi, ahimè, gran crolo dell’artico!

    siamo momentaneamnte a 5.301.406, persi circa 30.000 km2 rispetto ieri…aspettiamo l’aggiornamento pomeridiano…

    sigh!

    In genere in serata i km^2 aumentano … ci possiamo consolare un pò perche la curva é quasi orizzontale.

      (Quote)  (Reply)

  7. @FabioDue
    Il problema e’ che non so come si potrebbe risalire alla concentrazione storica del vapore acqueo….
    Per la CO2 si possono fare misure nei carotaggi di ghiaccio antartico … Ma il ghiaccio e’ di acqua come il vapore e…….

    Ciao
    Luca

      (Quote)  (Reply)

  8. @FabioDue

    Qui se ne è già parlato
    http://www.climatemonitor.it/?p=10056

    C’è anche un bel grafico sull’andamento dell’umidità relativa (che non è esattamente la stessa cosa rispetto alla concentrazione) che va dal 1948 al 2008 (mi riservo di trovare altre fonti, non so da dove arrivino i dati)

    Il feedback positivo del vapore acqueo, se fosse l’unico fenomeno in gioco, renderebbe il sistema instabile, evidentemente ci sono da tenere presenti altri fattori.

    Se riuscirò a mettere insieme alcuni dati numerici, proverò a riassumerli nella sezione Scienza e GW

      (Quote)  (Reply)

  9. Oggi siamo ancora in calo … ma le temperature stanno scendendo…

    Per la definizione di area ed estensione la cosa é abbastanza semplice.
    Faccio un esempio … Se una zona di mare non c’ é ghiaccio é una zona libera e viene detta “ice free”, se é presente ghiaccio se ne valuta la copertura di ghiaccio , se ad esempio 100 kmq hanno una copertura al 30%, si otterrò che l’ estensione dell’ area é 100 kmq ( ice extent= 100) mentre l’ area coperta dal ghiaccio é 30kmq (ice area = 30).
    Se la zona é coperta al 100% di ghiaccio si ha che “ice extent” = “ice area”= 100.

    Da una osservazione satellitare valutare l’ estensione é abbastanza semplice mentre é più difficile valutare il rapporto di copertura ed esistono diversi algorimi… ecco perché di un fenomeno esistono almeno 15 grafici diversi.

    Anche qui mettersi a discutere di kmq in più o in meno sulla base di questi dati, non ha tanto senso, perché sono sempre misurazioni con grandissimi errori …

      (Quote)  (Reply)

  10. Analisi-lampo

    Possiamo semza ombra di dubbio dire che il trend in rialzo è stato bloccato (abbiamo fatto come nel 2009) ma considerando che la situazione barica era talmente tagica da far pensare ad un nuovo 2007, possiamo ritenerci più che soddisfatti.

    Nonostante le condizioni sfavorevoli, l’artico ha tenuto bene.

      (Quote)  (Reply)

  11. Luci0 :

    Oggi siamo ancora in calo … ma le temperature stanno scendendo…

    Per la definizione di area ed estensione la cosa é abbastanza semplice.
    Faccio un esempio … Se una zona di mare non c’ é ghiaccio é una zona libera e viene detta “ice free”, se é presente ghiaccio se ne valuta la copertura di ghiaccio , se ad esempio 100 kmq hanno una copertura al 30%, si otterrò che l’ estensione dell’ area é 100 kmq ( ice extent= 100) mentre l’ area coperta dal ghiaccio é 30kmq (ice area = 30).
    Se la zona é coperta al 100% di ghiaccio si ha che “ice extent” = “ice area”= 100.

    Da una osservazione satellitare valutare l’ estensione é abbastanza semplice mentre é più difficile valutare il rapporto di copertura ed esistono diversi algorimi… ecco perché di un fenomeno esistono almeno 15 grafici diversi.

    Anche qui mettersi a discutere di kmq in più o in meno sulla base di questi dati, non ha tanto senso, perché sono sempre misurazioni con grandissimi errori …

    Una nota nel grafico
    http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/home/seaice_extent.htm

    Viene considerata zona coperta dai ghiacci un tratto di mare dove la copertura é almeno il 15%.
    Quindi se il tratto di mare di 100 kmq ha più del 15% di copertura viene conteggiato nel seaice_extent e 100 viene sommato al resto dei kmq già conteggiati altrimenti il valore di 100kmq viene scartato … é proprio il determinare o meno la soglia del 15% a creare la maggior parte dei problemi al rilievo dei satelliti. Gli errori aumentano proprio in estate durante la fase di scioglimento in presenza di ghiaccio bagnato proprio quando servirebbe maggior precisione …
    Ecco qui come funziona l’ algoritmo per calcolare il valore di copertura (SIC) leggete il bel manuale http://sharaku.eorc.jaxa.jp/AMSR/products/pdf/alg_des.pdf

    … tutto chiaro vero 😉

    A parte gli scherzi é sicuramente encomiabile la totale apertura e disponibilità dei dati e documentazione da parte di IJIS anche se in molti io compreso non riusciamo a capirci una cippa !

      (Quote)  (Reply)

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