Dubbi sull’efficacia di mitigazione climatica (Prima Parte)

Prendo lo spunto da un recente articolo di R Reitano su CA http://www.climalteranti.it/2010/10/31/il-primo-scettico-del-riscaldamento-globale/

Per fare esprimere i miei dubbi sull’efficacia di mitigazione climatica della 20-20-20 o peggio protocollo di Kyoto. Il Reitano conclude l’articolo con questa citazione

“non posso concludere senza riconoscere il ruolo fondamentale del libro di Spencer Weart “The Discovery of Global Warming” dal quale tanto ho preso in prestito e imparato. Il suo libro e il sito di supporto sono l’isola del tesoro per chiunque sia interessato a come le nostre conoscenze sono state costruite nel tempo, un tassello per volta.”

Il libro “La scoperta del riscaldamento globale” è la storia delle scoperte scientifiche che hanno portato alla definizione della teoria dell’agw, Da segnalare la traduzione di alcune parti del libro realizata da Claudio Cassardo

 http://personalpages.to.infn.it/~cassardo/pensieri/2009_10_15.html

Nel testo ci sono numerosi punti di criticità che citerò in corsivo commentandoli

“Lo trovo molto utile anche per spiegare come procede la scienza, e come, a volte, ciò che in un certo momento sembra certo senza ombra di dubbio può diventare incerto, superato o addirittura sbagliato un po’ di tempo dopo. Ci sono infiniti esempi di ciò nella storia della scienza.”

Appunto, e questo vale anche per la teoria stessa dell’agw.

“Arrhenius fece un calcolo per il raddoppio della CO2 in atmosfera, e stimò che avrebbe prodotto un aumento della temperatura della Terra di circa 5-6°C.

Arrhenius non vide questo come un problema. Egli comprese che, se l’industria avesse continuato a bruciare combustibile con l’attuale (1896) tasso, ci sarebbero voluti forse tremila anni perché il livello di CO2 diventasse così alto.”

Non è vero che Arrhenius non si preoccupò affermò più volte che non si doveva più bruciare il carbone, ma fare energia termica con i pannelli solari termici, che iniziò a produrre, ma la fabbrica fallì.

“L’effetto serra infatti funziona anche se l’assorbimento delle radiazioni è completamente saturato nella bassa atmosfera. La temperatura del pianeta è regolata dai sottili strati superiori, dove la radiazione sfugge facilmente nello spazio. Aggiungere gas a effetto serra cambia l’equilibrio. Inoltre, anche una variazione dell’1% in questo delicato bilancio potrebbe comportare una sensibile differenza nella temperatura superficiale del pianeta…………..

Quindi egli comprese (forse dai calcoli di Hulburt) che, anche se la CO2 in atmosfera aveva già assorbito tutta la radiazione termica che la attraversava, l’aggiunta di ulteriore gas avrebbe modificato l’altezza in atmosfera alla quale si sarebbe verificato l’assorbimento…………

Così, anche se il vapore acqueo nei bassi strati dell’atmosfera avesse bloccato interamente tutta la radiazione che avrebbe potuto essere assorbita dalla CO2, questo non avrebbe impedito al gas di fare la differenza negli strati superiori, rarefatti e freddi. Questi strati contengono comunque pochissimo vapor d’acqua.”

Trovo queste affermazioni incomprensibili, perché nel caso in cui tutte le radiazioni di infrarosso nelle bande di assorbimento del CO2, fossero captate in bassa troposfera dal CO2 o dal vapore acqueo, mai giungerebbero in alta troposfera.

Nel caso in cui l’energia arrivi in alta troposfera, per convezione, ed una molecola di CO2 fosse colpita, al superamento del proprio punto di equilibrio questa potrebbe emettere radiazioni infrarosse, molte delle quali sarebbero rivolte verso la terra. Ma se ci fosse saturazione in bassa troposfera queste radiazioni sarebbero captate anche in discesa e mai giungerebbero in superficie.

“Lavori successivi mostrarono che l’aumento della temperatura fino al 1940 fu, concordemente al pensiero dei suoi critici, causato principalmente da una sorta di effetto naturale ciclico, e non dalle ancora relativamente basse emissioni di CO2.”

Finalmente un’affermazione che mi trova concorde ma la forzante che ha dominato il clima fino al 1940, anzi fino al 1975 che non può che essere solare ancora non è stata stimata correttamente, come descritto qui

http://www.climatemonitor.it/?p=11877#comments

Quando gli ippopotami nuotavano nel Tamigi

Le variazioni climatiche dell’Holocene e dell’Eemiano sono correlate al flusso magnetico solare, è indubbio che vi è una forzante dominante, e finchè non verrà stimata non si potrà stimare il peso reale dell’effetto antropico sul clima e le proiezioni climatiche con i modelli non avranno alcun valore

A proposito di questo devo citare un articolo del prof Ugo Bardi

http://ugobardi.blogspot.com/2010/10/leffetto-del-sole-sul-clima-potrebbe.html

L’effetto del sole sul clima potrebbe essere stato sovrastimato?

Che commentando l’ultima pubblicazione della Haig afferma:

 “Se questo è il caso, avremmo sovrastimato l’effetto delle variazioni dell’irradianza solare nel riscaldamento globale. Nella pratica, tuttavia, il ruolo del sole rimane marginale nel riscaldamento osservato negli ultimi anni. Semmai, se questi dati dovessero essere confermati come validi a lungo termine, dovremmo abbandonare l’ipotesi che la “piccola era glaciale” sia stata causata dal minimo di Maunder. In questo caso, potrebbe essere valida l’ipotesi di Ruddiman che vede questo e altri cambiamenti come dovuto alle attività umane di deforestazione e riforestazione. Per il futuro, sarebbe ancora meno probabile che un ipotetico nuovo minimo di Maunder potrebbe contrastare il riscaldamento dovuto ai gas serra (sarebbe comunque insufficiente, indipendentemente dalla validità dei dati di Joanna Haigh).”

Purtroppo il Bardi cancella spesso i miei messaggi, anzi vorrebbe un blog Claudio Costa free, dimostrando di fare propaganda non di volere un confronto, e nel caso quando gli feci notare che la piccola variazione di radiazione solare non può dimostrare nessuna fluttuazione climatica dell’Holocene ma che queste sono correlate al flusso magnetico solare cioè a quello che il magnetismo solare (ma anche gli uv) determinano sulla copertura nuvolosa e sulla circolazione atmosferica. Attenzione il flusso magnetico solare potrebbe anche essere l’indice di un’altra forzante come l’influenza gravitazionale solare che cambia con l’allineamento dei pianeti (Scafetta 2010) e potrebbe determinare un rallentamento della velocità di rotazione della terra (ipotesi Mazzarella) con conseguente alterazione della circolazione atmosferica.

Il Bardi ha risposto:

“Ecco, mancava Claudio Costa con il suo link del giorno, sparato a caso come al solito. Grazie, Claudio, e ora passiamo ad altro “

Ma quale link sparato a caso  se si va a vedere la fig 7 di Solanki 2010

http://www.mps.mpg.de/dokumente/publikationen/solanki/j287.pdf

L. E. A. Vieira1 and S. K. Solanki1,2 “Evolution of the solar magnetic flux on time scales of years to millennia” Astronomy e Astrophysics 509, A100 (2010) DOI: 10.1051/0004-6361/200913276

da me linkata si vede come il flusso magnetico solare faccia un picco nel medioevo si abbassi durante la piccola era glaciale e salga  ininterrottamente fino al 2000 in stretta correlazione con le temperature dal 1600 al 2000 e sottolineo 2000.

Vale però la solita legge: non importa chi e quanti non ti capiscono o ti capiscono al contrario. L’importante è che ci sia chi ti capisce. Ugo Bardi”

Torno al  libro “La scoperta del riscaldamento globale”

“La carota di Vostok, secondo le dichiarazioni di uno dei perforatori, “cambiò la marea nella controversia sui gas a effetto serra.” (49) Almeno aveva contribuito a far risaltare quello che uno degli esperti chiamò “un consenso emergente sul fatto che la CO2 è una componente importante del sistema di retroazioni [feedback] climatiche……….

è difficile spiegare la scomparsa delle coltri di ghiaccio senza l’aggiunta di riscaldamento da parte della CO2 … questo gas ha ucciso le coltri glaciali in passato e potrebbe farlo di nuovo”

Ma neanche per idea le carote di ghiaccio indicano solo che le concentrazioni atmosferiche del CO2 e del metano salgono 800 1000 anni dopo l’innalzamento delle temperature. Come ci dicono svariate peer review

http://icebubbles.ucsd.edu/Publications/CaillonTermIII.pdf

Nicolas Caillon, Jeffrey P. Severinghaus, Jean Jouzel,Jean-Marc Barnola, Jiancheng Kang, Volodya Y. Lipenkov “Timing of Atmospheric CO2 and Antarctic Temperature Changes Across Termination III” 14 MARCH 2003 VOL 299 SCIENCE

http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1143791

Lowell Stott,1* Axel Timmermann,2 Robert Thunell3 Southern Hemisphere and Deep-Sea Warming Led Deglacial Atmospheric CO2 Rise and Tropical Warming Science 19 October 2007:Vol. 318. no. 5849, pp. 435 – 438 DOI: 10.1126/science.1143791

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2007-09/uosc-cdd092507.php#

Lowell Stott: “Carbon dioxide did not end the last Ice Age”

Public release date: 27-Sep-2007 eurekalert

Anzi il ruolo del CO2 e del metano è considerato da alcuni secondario

http://bellwether.metapress.com/content/6024h28209l41257/

Soon, Willie “Implications of the Secondary Role of Carbon Dioxide and Methane Forcing in Climate Change: Past, Present, and Future” (Physical Geography, Volume 28, Number 2, pp. 97-125(29), March 2007)

http://www.agu.org/pubs/crossref/2005/2005GL023429.shtml
Soon, W. W.-H. (2005), Variable solar irradiance as a plausible agent for multidecadal variations in the Arctic-wide surface air temperature record of the past 130 years, Geophys. Res. Lett., 32, L16712, doi:10.1029/2005GL023429

“I geologi mostrarono le prove che, oltre mezzo miliardo di anni fa, gli oceani erano effettivamente ghiacciati, se non completamente almeno in gran parte. La cosa sembrava impossibile: come la Terra era riuscita a sfuggire a questa trappola e riscaldarsi di nuovo? C’era almeno un modo ovvio (ma divenne evidente solo dopo che qualcuno ci pensò, cosa che richiese decenni). Per molte migliaia di anni, i vulcani avrebbero continuato ad immettere CO2 nell’atmosfera, dove il gas avrebbe continuato ad accumularsi, non potendo entrare nei mari ghiacciati. Finchè un colossale effetto serra avrebbe potuto sciogliere i ghiacci. (52*) Tutto questo era una speculazione, e non provava molto sui climi più recenti. Ma aggiunse la convinzione che la CO2 era un vero punto chiave del sistema climatico del pianeta – un sistema senza dubbio molto stabile così come sembrava……..

…….. Alla fine, i geochimici ed i loro alleati riuscirono ad ottenere dei numeri per la “sensibilità climatica” nelle epoche antiche, cioè la risposta della temperatura ad un aumento del livello di CO2. Nel corso di centinaia di milioni di anni, un raddoppio del livello del gas si era sempre accompagnato ad un aumento della temperatura di tre gradi, più o meno un paio di gradi. Questo si accordava quasi esattamente con i numeri provenienti da molti studi [di modelli] numerici.  .”

 Delle recenti pubblicazioni spiegate bene qua

http://www.climatemonitor.it/?p=13712

(La CO2 non spiega il riscaldamento del  passato)

Si dimostra che anche nel paleoclima il ruolo del CO2 è stato secondario e in netto ritardo rispetto all’aumento delle temperature anche ad aumenti di 5°C come nella PETM..e poi le emissioni dei vulcani non erano raffreddanti?

“In ogni bacino oceanico separatamente, essi [i modelli] hanno mostrato una buona corrispondenza tra le osservazioni delle temperature a particolari profondità, ed i calcoli di dove l’effetto serra avrebbe dovuto apparire. Questo era una prova parlante del fatto che i modelli informatici sono sulla strada giusta. Nient’altro che i gas a effetto serra avrebbe potuto produrre il riscaldamento osservato negli oceani – e le altre variazioni che ora sono evidenti in molte parti del mondo, come previsto. I calcoli mostrarono un mancato bilancio [energetico]. La Terra stava attualmente ricevendo dal Sole quasi un watt per metro quadrato in più di quanto non reirradiava nello spazio, come media sull’intera superficie del pianeta. Questa energia era sufficiente a causare effetti veramente gravi, se tale effetto fosse continuato. James Hansen, leader di uno degli studi, chiamò questo la prova “pistola fumante” del riscaldamento da effetto serra”

Non è per niente vero che è la pistola fumante perché gli oceani si sarebbero scaldati di più anche nel caso in cui il flusso magnetico solare in crescita fino al 2000 abbia avuto un ruolo sulla circolazione o sulla nuvolosità del pianeta.

“Non appena è iniziato il 21° secolo, non solo la temperatura globale è aumentata in un modo mai visto prima, ma la prova sul campo ha mostrato che gli attesi feedback stavano sfondando.”

Questo è falso perché i ratei di accrescimento delle temperature nel periodo caldo medioevale per Moberg 2005 sono simili ai nostri, mentre per Esper 2002 sono addirittura più alti.

“Le piante del mondo stavano respirando più CO2, ma molti ecosistemi erano sotto stress e la loro capacità di assorbire stava svanendo. Gli oceani più caldi stavano assorbendo meno CO2 e del gas era stato visto gorgogliare dalla tundra artica.”

Anche questo è falso come ci dicono Knorr et al 2009

http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2009/11/knorr2009_co2_sequestration.pdf

Knorr et al. Is the airborne fraction of anthropogenic CO2 emissions increasing? Geophysical Research Letters, 2009; 36 (21): L21710 DOI: 10.1029/2009GL040613

la capacità di assorbimento del CO2 da parte degli oceani non è cambiata di una virgola

“È ancora più evidente che, entro la fine del secolo, ci troveremmo ad affrontare un collasso catastrofico e senza precedenti di molti degli ecosistemi dai quali dipende la nostra civiltà.”

L’unico collasso catastrofico che vedo io è quello della capacità critica della scienza.

Fine Prima Parte

Claudio Costa

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21 pensieri su “Dubbi sull’efficacia di mitigazione climatica (Prima Parte)

  1. Ваш сайт daltonsminima.altervista.org нуждается в смене дизайна.
    Ну а тема New Ice Age » Dubbi sull’efficacia di mitigazione climatica (Prima Parte) просто без картинок и видео. Весь инет забили таким контентом который вы хотите чтобы люди читали но кто щас в наше время вообще читает ???

      (Quote)  (Reply)

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