Quando il mondo andava incontro ad una nuova Era Glaciale – Parte 2

Propongo questo articolo apparso su Climate Monitor: http://www.climatemonitor.it/?p=13935

Il titolo ovviamente si rifà ad uno già pubblicato su NIA che trattava dello stesso argomento: http://daltonsminima.wordpress.com/2009/09/14/quando-il-mondo-andava-incontro-ad-una-nuova-era-glaciale/

Ecco l’Articolo:

“La Stampa” ha appena messo online il suo archivio dal 1867 a oggi. Quale migliore occasione per esplorare l’evoluzione delle riflessioni e notizie sul “raffreddamento globale” dal 1970 a oggi al di là dei soliti articoli britannici o americani? Con il valore aggiunto di raccogliere un sacco di nomi e altre parole chiave da utilizzare come … parole chiave per ulteriori ricerche.

Molto brevemente: nei 15 articoli che ho trovato finora:

  • La popolarità degli scienziati che prevedevano un’era glaciale è molto chiara fino al febbraio 1979 e al meeting internazionale della World Meteorological Organization
  • “Glaciazione imminente” è il meme d’obbligo, fino al 1985 almeno
  • Vi è un taglio serrista nel 1990, ma stranamente, gli argomenti di discussione sono più o meno gli stessi ancora centrali al dibattito nel 2010

Questa collezione indica fortemente che in Italia, come altrove, il lettore medio di quotidiani avrebbe avuto tutte le ragioni di credere in un “consenso sul raffreddamento globale” per gran parte degli anni 1970 e anche più tardi.

___________________________________

Ecco l’elenco degli articoli:

  1. 22 Giugno 1976 (n.145, pag.14): “Entro cento anni avremo una era glaciale” di Umberto Oddone
    • Menziona Reid Bryson
    • “Non tutti gli scienziati concordano”
    • Un Cesare Emiliani presso l’Università di Miami indaga su 700 mila anni di conchiglie marine e su isotopi dell’ossigeno
    • Rompighiaccio “Glacier” resta “bloccato nell’Atlantico”
  2. 27 Giu 1976 (n.150, p. 9): “Tra ghiacci e siccità” di Umberto Oddone
    • La Terra ha “la febbre”
    • Bryson di nuovo
    • Cesare Emiliani e analisi di conchiglie, di nuovo
  3. 19 Ottobre 1976 (n.229, p.21): “Fra Pochi Anni inverni freddissimi In Siberia spariranno i Cereali?” di Bruno Ghibaudi
    • 30 anni di tendenza al raffreddamento
    • Non è una nuova era glaciale ma le conseguenze previste saranno dure per l’Unione Sovietica
    • Menziona Nikola Volkov Prok, Direttore, Istituto di Ricerca dell’Artico e dell’Antartico, Leningrado
    • Temperatura del mare di Kara scesa da-10C a 13C-in 30 anni
    • Mari polari intorno, diminuzione di 1°C o 2°C
    • Rotte marine a Murmansk e Arkangelsk chiuse dal ghiaccio nei primi anni del 1900, aperte nel 1941-1945, ora di nuovo chiuse per il 60%
    • Due team di scienziati francesi completano ricerca in Antartide
    • Analisi degli isotopi di ossigeno indica cicli climatici, con un nuovo picco freddo nell’anno 3000 e un picco caldo nel 9000
    • Menziona un’influenza umana, e possibili conseguenze apocalittiche
    • Raccomanda un programma internazionale di controllo del clima
  4. Feb 14, 1977 (n.29, p.3): “E’ giunta l’era glaciale” di Alberto Rapisarda
    • Bryson di nuovo. Deve essere stato molto popolare.
  5. 3 gennaio 1978 (n.1, p.3): “Si torna all’era glaciale?” di Umberto Oddone
    • Parla di un nuovo libro “Climatologia” del Prof. Mario Pinna
    • Suggerisce di tenere vestiti caldi pronti, per alcuni decenni o per migliaia di anni
  6. Apr 14, 1978 – (n.85, p.15): “Aiuto, Arriva L’Era Glaciale” (articolo non firmato)
    • “Molti metereologi” “convinti” di una prossima piccola era glaciale
    • Clima per il 90% del tempo più caldo di oggi
    • Disaccordo sulle cause del raffreddamento
    • Cause econdo Juri Izrael, Direttore del Servizio Igrometrico per l’URSS: la deforestazione, il paesaggio cambia
    • Cause secondo James Hays della Columbia University e Nicholas Shackelton, dell’Università di Cambridge: variazioni orbitali
    • Hurd Willett del MIT pronostica temperature in diminuzione
    • “Molti metereologi” del parere che “è tutto a causa di cambiamenti nel Sole”
  7. Apr 27, 1978 (n.95, p. 9): “Siamo alla soglia dell’era glaciale” di Umberto Oddone
    • Menziona “18 noti climatologi americani” e una serie di articoli su Die Welt
    • Calotta polare settentrionale in aumento fra il 1971 e il 1978 del 12%
    • In Antartide aumento della massa del ghiaccio fra il 1966-1967 del 10%
    • Temperatura globale verso il basso in 30 anni di 0.5C
    • Menziona Bryson che si aspetta un ritorno a una piccola era glaciale
    • Menziona climatologi ben più pessimisti (“grande” era glaciale)
    • lavoro da parte del gruppo “Impact” guidato dal climatologo William Colby, ex capo della CIA – si parla dello “snowblitz”
    • Menziona Dansgaard
    • Menziona Calder come in sintonia di pensiero con “non pochi” scienziati
  8. 4 Gennaio 1979 (n.3, p.4): “Sta per cominciare un’era glaciale – secondo meteorologici giapponesi” dalla Ansa-Reuter
    • Menziona Junkichi Nemoto – Università di Saitama – dice che una “piccola era glaciale” è già in corso
    • Menziona conferenza WMO nel febbraio 1979 a Ginevra
  9. 9 gennaio 1979 (n.8, p.28): “Ma perche ‘parlare di un’era glaciale” di Stefano Pavan
    • Menziona guerre causate dal clima
    • Hubert Lamb, Alastair Woodroffe: “snowblitz” (accumulo di neve causa fusione incompleta alla fine dell’estate, 50cm/anno)
  10. Feb 19, 1979 (n. 48, p. 3): “Cambia il nostro clima – Il mondo va verso una nuova era glaciale?” di Fabio Galvano
    • Menziona Conferenza WMO a Ginevra
    • “400 climatologi” in riunione per discutere di come l’umanità può adattarsi ai cambiamenti climatici
    • Presidente Conferenza – Robert White
    • Menziona alcuni scienziati che ritengono che la Terra si sta muovendo verso un’era glaciale
    • Menziona che la maggior parte degli scienziati credano che la Terra si stia riscaldando a causa delle attività umane
    • L’effetto serra come “nebbia polare” fatta di acido solforico / solfuro di ammonio
    • Menziona Stephen Schneider che si aspetta 2C-3C di aumento nelle zone temperate nel 2050, con concentrazioni di CO2 doppie.
    • Cita William Kellogg in attesa di un altro raddoppio entro il 2100, con 6 C
    • Menziona +20 °C presso i Poli
    • Menziona l’Amazzonia che si trasforma in un Sahara (Harry Knowles)
    • Geoingegneria in URSS proposta dal climatologo Federov
  11. 20 gennaio 1982 (n.16): “Tranquilli, non e’ un’altra era glaciale” di James Wagner, il National Weather Service
    • Niente era glaciale
  12. Apr 21, 1982 (n.25, p. 3): “Questo freddo di aprile farà scendere i ghiacciai?” di Piero Bianucci
    • Grafico della temperatura dettagliata per gli ultimi 80 mila anni
    • Menziona l’inverno 81-82 come più freddo di quello del 77, considerato a sua volta “il più freddo del secolo” da “climatologi americani”
    • Walter Orr Roberts e il link fra Sole e siccita’
    • Menziona Stephen Schneider, secondo il quale “l’anno della svolta” da una tendenza al riscaldamento ad una di raffreddamento e’ stato il 1972, un anno con siccità in URSS, inondazioni in Pakistan, e una partenza ritardata della stagione monsonica.
    • Menziona Lamb che descrive un “effetto farfalla” sul clima
  13. 30 GENNAIO 1985 (n.155, p. 2): “Dietro l’angolo c’e’ un’era glaciale?” di Stefano Pavan
    • Nicholas Shackleton, dell’Università di Cambridge – analisi conchiglie indica una discesa verso era glaciale – per 5.000 anni, un accumulo di 50cm/year – “snowblitz”
    • Menziona glaciologi danesi che dicono che la insolazione estiva nell’emisfero nord è scesa, ed è inferiore rispetto a quando 90.000 anni fa ci fu un episodio repentino di raffreddamento
    • Menziona Nigel Calder “The Weather Machine”, con una lunga lista di paesi che sarebbero caduti contro la catastrofe climatica
  14. 10 Ottobre 1990 (n.436, p. 21): “Il clima cambia, ecco gli indizi” Angelo Tartaglia
  15. 10 Ottobre 1990 (n.436, p. 21): “I dati sono insufficientii” – “Non ci sono dati sufficienti” di Stefano Pavan
    • Entrambi gli articoli potrebbe essere stati scritti ieri, anche gli scettici al MIT e modelli di computer britannico Met Office.

Per chi volesse sbizzarrirsi sull’archivio de La Stampa ecco qui il Link, si trovano articoli che fa davvero sembrare di essere continuamente presi per il culo.

http://www3.lastampa.it/archivio-storico/

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31 pensieri su “Quando il mondo andava incontro ad una nuova Era Glaciale – Parte 2

  1. @Adolfo Giurfa

    Adolfo Giurfa :
    @Mande
    La fonte di calore non dobbiamo trovarla, necessariamente, nella radiazione infrarossa (LWR). Non ci sono compartimenti stagni nel campo elettromagnetico:
    http://www.scribd.com/doc/43332150/Unified-Field-Explained-9

    Adolfo Giurfa :
    Hai tu una cuccina electrica?

    Si, caro Adolfo Giurfa. Ho una cucina elettrica e pure ad induzione non certo le piastre elettriche a resistenza ormai sorpassate tecnologicamente.
    Inoltre so benissimo che non esistono compartimenti stagni nel campo elettromagnetico. I “compartimenti” come li chiami tu derivano al massimo dai nostri sensi poiché la vista è in grado di riconoscere solo determinate frequenze non a caso chiamate lo “spettro del visibile”.

    Vedi Simon ed anche tu IlikeCO2?

    A cosa serve replicare? Assolutamente a nulla. Di fronte ad un esperimento semplice e riproducibile da chiunque arriva Adolfo Giurla che prova ad accreditarsi come esperto e a confutare col nulla.

    Accreditarsi come esperto?
    Termini tecnici straconosciuti come (LWR) ovvero long wave radiation per far sembrare di saper qualcosa. Ma poi alla fine cosa dicono? Il nulla.

    C’è un esperimento che dice che il vetro è trasparente alle LWR. Come la mettiamo Adolfo Giurla? Adattiamo la realtà alla teoria dell’AGW oppure riconosciamo che la teoria è falsificata? Così, tanto per capire chi ho di fronte.

    Anche perché caro Adolfo Giurla per un po di tempo ho creduto pure io all’AGW. Ho creduto veramente che un gas rarefatto come la CO2 in alta atmosfera possa riflettere gli IR. Ma anche se avesse potuto farlo la vicinanza delle molecole di un qualsiasi gas dipende dalla pressione e più si sale meno pressione c’è. Ti basta solo andare in montagna a 2000, 3000 metri per accorgetene. Ho creduto veramente per un po di tempo che un gas che già di per se ha maglie larghe tra le molecole si comportasse come un solido. Praticamente ho creduto che con una rete con maglie di un metro si potessero pescare pesci di pochi centimetri. E si, caro Adolfo Giurla perché se anche la molecola di CO2 potesse realmente riflettere gli IR, ed abbiamo visto che il vetro non lo fa, ciò non vuol dire che una rete così larga di molecole sparpagliate possa farlo.
    Anche nella giornata più coperta la luminosità è maggiore che non di notte seppure le nuvole sono opache alla luce.
    Come ho potuto cadere nell’inganno che un gas per di più rado come la CO2 potesse comportarsi come un solido riflettente non lo so. Ora viene fuori che molto probabilmente è pure trasparente.
    Chi lo avrebbe mai immaginato che illustri cattedratici e scienziati di alto livello potessero commettere errori così banali. In fondo un po tutti ci siamo fidati. Per fortuna la scienza non si basa sulla fede ma sulla realtà sperimentale. Sono già due gli esperimenti che confutano fin dalle fondamenta la teoria dell’effetto serra così come presentata seppure uno è più che sufficiente.

    Lo conosci vero il metodo scientifico?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico

    « Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato. »

    (Albert Einstein, lettera a Max Born del 4 dicembre 1926)

    Non ho null’altro da dirti Adolfo. O accetti la realtà sperimentale oppure ammetti di essere un fedele dell’AGW e con la fede non si discute.

      (Quote)  (Reply)

  2. Esiste poi un altro articolo molto interessante http://hockeyschtick.blogspot.com/2010/06/physicist-cooling-effect-of-co2-is-100x.html
    Praticamente dice che la co2 come tutti gli altri gas dell’atmosfera assorbe e riemette IR, ma la maggiore fonte di IR non è il suolo terrestre ma il sole, quindi aumentarne la concentrazione diminuirebbe questa percentuale di iR solari che giungono al suolo, avendo un effetto rinfrescante OSSERVAZIONE: non esiste un articolo in italia che tratti in maniera cosi scientifica l’argomento, questo perchè siamo un paese di chiaccheroni che amano sentire solo frescacce che possono ripetere tutti

      (Quote)  (Reply)

  3. @gerrard8
    Basterebbe fare i conti 8).
    Farli “esatti” non e’ banale maper “verificare” se la CO2 rinfresca, riscalda o e’ talmnte rarefatta che poco importa quel che fa…. basta un modellino (avevo proposto in un post passato l’esercizio, neanche con la CO2 ma con un “filtro” ideale (che non si scalda ma che lascia passare l’x% di radiazione e ne riflette l’1-x%, in una determinata banda di frequenze).
    Purtroppo lo spettro del corpo nero e’ integrabile da 0 a infinito ma non si ha una soluzione analitica se devo integrare su una banda… e quindi non sono riuscito a portare avanti “sulla carta” i conti… E non ho tempo di fare simulazione numerica….
    Pero’ la questione puo’ essere risolta : e’ calcolabile, abbastanza facilmente…

    Ciao
    Luca

      (Quote)  (Reply)

  4. @IlikeCO2 e/o @Mande

    Volevo sostenere la questione fondante del dialogo e la comunicazione scientifica. Fondante per questo sito e basilare per la scienza. Tantissimi studiosi e scienziati sono stati presi a pesci in faccia durante i loro studi che poi si sono rivelati veri. Chi vuole proporre innovazioni deve mettere in conto di dover lottare contro il conservatorismo altrui. Tesi e antitesi devono SEMPRE dialogare, altrimenti è guerra e non serva ad un ciufolo.

    Inoltre volevo spezzare una lancia in favore di IlikeCO2 se mai gliela ho tirata (si …): il vettore di Poynting è utile al calcolo della potenza irradiata attraverso una superficie. Se una superficie (disco) ha su tutti i suoi infinitesimi il campo H e il campo E = 0, il bilancio della potenza è nulla. OK.
    Adesso tiro una lancia: una molecola non è approssimabile a un disco, ma molto meglio a una sfera, e se vuoi trovare il bilancio della potenza che entra da due parti opposte difficilmente troverai una cancellazione sia dei campi magnetici che di quelli elettrici su tutta la superficie. Inoltre la fisica quantistica ci insegna che nel microscopico le leggi utilizzate per il macroscopico non si applicano sempre.

    In conclusione: DISCUTERE CON ILIKECO2 E’ STATO COSTRUTTIVO (PER ME) PERCHE’ MI HA STIMOLATO LO STUDIO E LA CONOSCIENZA. PIU’ STIMOLANTI ANCORA SONO QUESTI DUE ULTIMI ARTICOLI POSTATI DA @Giovannigeologo e @Gerrard8

    GRAZIE!

      (Quote)  (Reply)

  5. Giovedì 25 Novembre alle 16:15 circa su Geo & Geo (Rai 3)

    Hanno appena detto che è probabile che questo lungo minimo solare porti un periodo di raffreddamento globale, come è avvenuto più volte in passato, lasciando naturalmente il beneficio del dubbio poichè sono fenomeni (sole e soprattutto clima) ancora poco compresi e molto complessi.

      (Quote)  (Reply)

  6. @IlikeCo2
    Provo ad affrontare un argomento singolo, così da non perderci in tanti percorsi paralleli.

    Comincio da quanto hai scritto sopra:
    “Faina non ha nemmeno capito che quei 390 W/m2 irradiati dalla superficie terrestre, vengono fuori perché hanno tirato fuori 324 dalla superficie terrestre, e 324 come backradiation, e la somma dà zero.”
    I 390 sono pari ai 168 dal Sole + i 324 delle back radiation, (e poi vanno tolti i 24 e i 78 del calore latente). Credo che tu intenda dire che lo stesso equilibrio si avrebbe togliendo le back radiation e sottraendo della stessa quantità quanto emesso dalla superficie. Io non posso certo assicurarti che “324” sia il valore corretto, sebbene non ho motivo di dubitarne, ma il principio dell’”effetto coperta” prevede una back radiation e quindi necessariamente la superficie deve adeguarsi (in qualche modo) per ritornare in equilibrio.
    Forse tu vuoi dire che le onde arriverebbero in direzione opposte e quindi si annullerebbero, (o meglio, darebbero vita ad onde stazionarie, quindi senza trasporto di energia)? Se intendi questo, non sono d’accordo: le back-radiation sono parte delle onde diffuse, vanno in tutte le direzioni(o almeno, non ho motivo di credere il contrario). Il fatto che sono schematizzati i versi opposti è solo per semplicità di rappresentazione in 2D.
    Poi continui così:
    “Ma da dove vengono fuori quei 324 dalla superficie terrestre, se il Sole manda a Terra solo 168 W/m2?”
    Ripeto che secondo lo schema Trenberth i 324 sono le back radiation dei gas serra, la superficie terrestre emette 390.
    In ogni caso, se, da un punto di vista termodinamico, intendi dire che la Terra è un sistema chiuso e ti aspetti che l’energia ricevuta ad ogni istante sia pari alla potenza termica che emette, allora
    – o per Terra intendi solo il globo terracqueo (esclusa atmosfera) –> La Terra non riceve solo dal Sole, ma anche dall’atmosfera
    – o per Terra intendi il globo + l’atmosfera –> allora ne riceve e riemette 342 (secondo lo schema)
    In tutto ciò non vedo nulla di anomalo, il primo principio della termodinamica è rispettato.

    Adesso, se ne hai voglia, puoi evidenziare quale parte del ragionamento non ti convince, oppure cosa intendevi dire, ecc., possibilmente tralasciando i commenti da bar di periferia (con tutto il rispetto dei bar di periferia, è solo un modo di dire…) e rimanendo sul tema in questione. Se proprio non riesci a trattenerti, fai pure i tuoi commenti da bar di periferia, tanto non ci faccio caso, solo che così dai un vantaggio dialettico ai sostenitori dell’AGWT, quando si confrontano con noi scettici.

      (Quote)  (Reply)

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