L’ EFFETTO-SERRA NON ESISTE NEPPURE SU VENERE!

L’amico e collega Alberto (IlikeCO2) scriveva qui giustamente qualche tempo fa che è difficile per molte persone liberarsi dagli schemi mentali più radicati, anche se vengono fornite tutte le prove scientifiche dell’erroneità di tali convinzioni, e sulla base di calcoli precisi, leggi fisiche e matematiche.

E infatti l’idea che l’atmosfera sia una serra, o una “coperta” i cui gas sarebbero in grado di “intrappolare” le radiazioni infrarosse ed accrescere le temperature, per quanto smentita da varie leggi fisiche, da precisi esperimenti (come quello di Wood del 1909), e da molti studi autorevoli al riguardo (Siddons, Nahle, Schreuder, Gehrlich, Tscheuschner, Miskolczi, Thieme, Claes Johnson, ‘O Sullivan, etc.) sembra tuttora affascinare – nel suo rozzo semplicismo –”climatologi” (peraltro piuttosto privi di cognizioni matematiche e fisiche adeguate) e molte persone che si limitano a citare pezzi di articoli e diagrammi trovati nei vari blog, senza neppure capirne l’erroneità (come l’improponibile diagramma di Kiehl e Trenberth, che anche la NASA ha messo in cantina da diversi anni).

Ma il pezzo forte di questi sostenitori della teoria dell’effetto-serra, è senz’altro rappresentato dalla proposizione dell’esempio del pianeta Venere.

Una delle affermazioni più comuni nei blog, ed anche in moltissimi testi ed articoli, è quella secondo cui Venere, la cui atmosfera è al 96.5% composta da CO2, e la cui temperatura alla superficie raggiunge i 464° C (737°K) sarebbe proprio la dimostrazione indiscutibile ed assoluta sia dell’esistenza dell’effetto serra, che della capacità della CO2 di intrappolare le radiazioni solari, innalzando le temperature.

Non solo, ma un’altra delle affermazioni più diffuse – tra i serristi più convinti – è proprio la lugubre profezia del destino rovente che ci attenderebbe, qualora la CO2 prodotta dall’uomo aumentasse ancora.

Peccato che molti di questi personaggi dimentichino in primo luogo che la CO2 presente sulla Terra è solo lo 0.04% di tutti i gas atmosferici, cioè poco più di 4/10000simi di quella presente su Venere, e che peraltro vi furono epoche preistoriche anche sulla Terra in la CO2 nell’atmosfera era oltre 20 volte maggiore di quella attuale, senza che vi fosse alcun danno per le specie animali.

Chiusa parentesi.

Ma il problema è un altro.

Venere – per quanto diverso dalla Terra – è davvero la dimostrazione dell’esistenza di un ipotetico effetto serra?

Le temperature roventi su Venere sono davvero causate dalla spaventosa concentrazione di CO2 nell’atmosfera?

In realtà si può facilmente dimostrare che le cose non stanno affatto così, e solo chi non sa nulla delle condizioni fisiche di Venere, e non possiede adeguate cognizioni matematiche e fisiche, poi se ne esce ripetendo meccanicamente il solito refrain sulla CO2 e sull’effetto serra.

Ma vediamo rapidamente i dati precisi che riguardano Venere (tratti dal sito della NASA, e dalle rilevazioni delle varie sonde spaziali, quindi sperimentalmente documentati e inattaccabili).

http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/factsheet/venusfact.html

La prima cosa che colpisce, chi analizza le condizioni di Venere, è il fatto che le temperature del pianeta sono UNIFORMI, sia l’emisfero irradiato dal Sole, che quello in oscurità, hanno le medesime temperature, ovvero circa 460°-465° C.

Questo dovrebbe immediatamente fare riflettere chiunque sia in buona fede, e voglia comprendere la realtà dei fatti senza pregiudizi.

Ora, se fosse l’atmosfera e la CO2 di Venere ad “intrappolare” le radiazioni solari e a causare un enorme effetto serra, allora non si spiega come mai anche la parte oscura non irradiata dal Sole ha LA STESSA temperatura della parte illuminata.

Dove non arrivano radiazioni solari, ovviamente non vi può essere innalzamento di temperature, ma anzi si dovrebbe rilevare un freddo notevole.

E dove non arrivano radiazioni infrarosse, ovviamente queste non possono nemmeno venire “intrappolate”, non si può intrappolare ciò che non esiste.

Eppure su Venere abbiamo ovunque le medesime temperature, sia dove c’è Sole che dove c’è ombra!

Inoltre, su Venere i venti soffiano a velocità ridottissime, inferiori ad 1 m./sec., quindi è escluso ovviamente che vi possa essere un effetto convettivo, di “rimescolamento” e trasporto di calore da parte dell’atmosfera, anche perchè là il giorno dura 2802 ore, la rotazione è lentissima, e il giorno venusiano è pari ad oltre 116 giorni terrestri.

E ancora, la densità estrema dell’atmosfera di Venere, che raggiunge i 67/70 kg./m^3 (la Nasa dà circa 65 kg/m^3 sul suo sito, ma altri fonti danno una densità un po’ più alta), impedisce ai raggi solari di raggiungere la superficie, su Venere c’è buio anche nell’emisfero irradiato dal Sole, alla superficie avete solo una sorta di sauna a 464°C e con un buio quasi assoluto

E allora, quale può essere la causa delle enormi temperature di Venere?

Semplicemente le enormi pressioni che l’atmosfera raggiunge alla superficie, pari a ben 92 atmosfere (mentre la Terra ha solo 1 atmosfera di pressione al livello del mare).

Infatti, utilizzando l’equazione generale dei gas: PV = nRT, che è la legge universale dei gas perfetti, valida per i gas al di sotto di temperature e pressioni troppo elevate (come possono essere quelle stellari, dove l’equazione non è applicabile), e usando i parametri di Venere, abbiamo:

P (pressione) = 92 atmosfere

V (volume) = 1 m^3 (1000 dm^3, oppure 1000 L)

n (numero di mole): che è dato dal rapporto tra la massa reale del gas (che in questo caso è pari a 67.000 grammi/m^3) e la massa molecolare della CO2, che è pari a 44, quindi il numero di mole/m^3 su Venere è 1522.7

R (costante universale dei gas) = 0.082

In base a questi parametri, ed effettuando una semplice operazione di moltiplicazione e divisione:

92 * 1000/1522.7 * 0.082

abbiamo 92000/124.8 e il risultato è 737 gradi Kelvin, cioè appunto 464° C, che è la temperatura uniforme che si trova sulla superficie di Venere!

Ma ciò dimostra matematicamente che le temperature tanto elevate di Venere non sono per nulla dovute né ai raggi solari (sulla superficie i raggi solari non arrivano per nulla, perché l’atmosfera è troppo densa e non li lascia passare, così come i raggi solari non arrivano in fondo al mare, dove è buio e freddo), né ad un fantasioso effetto serra!

Sono le pressioni gigantesche che l’atmosfera di Venere raggiunge alla superficie a causare le temperature superiori a 460° C che le sonde spaziali hanno evidenziato, e cambierebbe ben poco se al posto della CO2 ci fosse l’aria terrestre (che ha massa molecolare di 28.9 anziché 44). Se comprimete un gas come l’aria fino a 92 atmosfere (anziché solo 1 come abbiamo sulla Terra, avreste comunque temperature superiori a 300°C.

Quindi, chi cita Venere come esempio perfetto di “effetto-serra”, non ha la minima idea di cosa parla, e parla ripetendo luoghi comuni e senza sapere usare la propria testa, poiché i 464°C di Venere sono al 100% causati dalla pressione di 92 atmosfere che esiste là, le radiazioni solari e il fantomatico “effetto-serra” non c’entrano proprio nulla.

Roberto Frigerio

107 pensieri su “L’ EFFETTO-SERRA NON ESISTE NEPPURE SU VENERE!

  1. @ Giovanni, Nitopi, Fano

    Dire che le molecole non compiono lavoro perchè seguono un percorso “chiuso” è una falsità totale, ed è smentita da qualsiasi manuale di fisica.

    Allora le molecole dei gas della benzina nel motore secondo Giovanni non compiono lavoro perchè fanno sempre lo stesso percorso in su e in giù, oppure le molecole dei gas stellari non farebbero lavoro, anche se seguono un percorso chiuso, salgono e scendono ciclicamente, eppure sviluppano temperature di migliaia o milioni di gradi.

    GIOVANNI, LA GRAVITA’ MANTIENE DA MILIARDI DI ANNI IL CALORE PRODOTTO DALLE STELLE!!!
    rf

  2. @ Donato

    anche lei non ci ha capito nulla.

    Il moto convettivo dovuto agli effetti combinati di gravità + riscaldamento alla superficie è ben diverso da quello che produrrebbero i venti da 0.30/1 metro.

    Lei confonde il moto convettivo (imponente) e ciclico delle molecole per effetto della gravità e della successiva espansione termica, e il moto convettivo (modestissimo) creato dai venti alla superficie.

  3. @ Giovanni, Nitopi, Fano

    Ecco, bravi, cominciate a leggervi qualcosa sui cicli termodinamici, ed imparate che nei cicli termodinamici “l’energia interna nel sistema cambia, PER POI TORNARE AD ESSERE UGUALE AL PUNTO DI PARTENZA”

    L’unica differenza è che se il ciclo avviene in senso orario (come in natura), allora il lavoro è positivo, se avviene in senso antiorario (come nei frigoriferi) il lavoro è negativo., ma il lavoro c’è sempre.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_termodinamico

    Ma l’errore MEGA, SUPER, ASSOLUTO, commesso da Giovanni & friends considerando il movimento delle molecole su Venere, è che quel movimento in su e in giù NON è prodotto dalla sola gravità, la gravità produce SOLO il movimento verso il basso, il movimento verso l’alto è prodotto dall’energia termica che le molecole acquistano venendo compresse, quando si scaldano.

    Quindi: la gravità compie LAVORO sulle molecole attirandole verso la superficie, poi il movimento di risalita NON è compiuto dalla gravità, ma dall’energia termica, e che le porta a risalire, come avviene anche nel nucleo delle stelle e del Sole.

    Quindi Giovanni dimentica che NON C’E’ solo la forza di gravità a fare lavoro sulle molecole, ma c’è l’energia termica a fare poi il lavoro successivo che le porta a risalire.

    Giovanni e Fano e Nitopi NON hanno tenuto conto dell’altra forza, oltre alla gravità.

    Errore da 3a liceo appunto, perchè Giovanni e i suoi cari amici incompetenti considerano una sola forza che agisce sulle molecole, la gravità, quando il realtà le forze sono DUE: la gravità + l’energia termica che le molecole acquistano per effetto delle pressioni, e che le porta a risalire.

    E comunque, per me personaggi come Giovanni, Nitopi, Fano, ecc., che non capiscono che nei cicli termici anche se il percorso seguito dai corpi è sempre lo stesso, in su e in giù, in una poligonale chiusa, ma si produce certamente calore e lavoro, non meritano di stare a perdere tempo a discutere con loro.

    Studiate ragazzi, studiate!!

    E imparate ad usare la matematica, se no resterete sempre degli sfaccendati da forum…

    @ Edoardo

    anche lei, non mi faccia perdere tempo.

    Io non ho dovuto puntalizzare un bel niente, perchè è evidente che il moto perpetuo non esiste, è vietato dal 2° principio della termodinamica, l’ho dato per scontato.

    E’ lei che non aveva capito nulla, e pensava che il fatto che avessi scritto di un processo ciclico, da parte dai gas alla superficie dei Venere, significasse “moto perpetuo”.

    E’ lei che ha confuso processo termodinamico “ciclico” con “moto perpetuo”, io ho dovuto perdere tempo a correggere la sua confusione, non a puntualizzare il mio pensiero.

    E con ciò si chiude definitivamente.

    Non ho tempo da perdere con Giovanni, che viene pagato 800 euro dall’università, ma passa buona parte del suo tempo qui, e nemmeno sa che in un ciclo termico chiuso si produce calore e lavoro, e vorrebbe convincerci che le stelle non producono calore, perchè anche nel nucleo delle stelle – come alla superficie di Venere – le molecole di gas vengono attirate verso l”interno dalla gravità e dalle pressioni , per poi risalire per effetto del calore che acquistano, e che le porta ad espandersi, il tutto ciclicamente per miliardi di anni.

    Io lavoro, ragazzi, e noi costiamo anche cari, ben più degli 800 euro di Giovanni, che poi passa ore qui, a spese del contribuente.

    E a differenza di voi non abbiamo tempo da perdere a discutere con gente che neppure sa cos’è un ciclo termodinamico.

    rf

  4. Ragazzi, imparate la fisica dal grande Giovanni, che vuole convincervi che un gas compresso a volume costante non si scalda, ahahahah!!

    Secondo Giovanni un gas alla pressione di 1 atmosfera sarebbe caldo tanto quanto uno a 92 atmosfere, ahahahah, lo Zelig della fisica!!!

    Mah, speriamo solo che venga presto il giorno in cui si introduca un po’ di meritocrazia anche qui in Italia, come all’estero, e si caccino fuori i tanti Giovanni che affollano le facoltà universitarie italiane, a spese del contribuente…

    rf

  5. Roberto Frigerio

    Quindi: la gravità compie LAVORO sulle molecole attirandole verso la superficie,
    poi il movimento di risalita NON è compiuto dalla gravità, ma dall’energia termica,
    e che le porta a risalire, come avviene anche nel nucleo delle stelle e del Sole.

    … il fornitore di energia termica , INFINITA ?

    Roberto Frigerio
    Secondo Giovanni un gas alla pressione di 1 atmosfera
    sarebbe caldo tanto quanto uno a 92 atmosfere, ahahahah, lo Zelig della fisica!!!

    … nesun problema ad avere due contenitori alla stessa temperatura
    … uno alla pressione di 1Atmosfera
    e
    … uno alla pressione di 92 atmosfere

  6. Leggetevi la voce “Energia termica” su Wikipedia, che vi spiega cosa succede aumentando la pressione o la temperatura di un gas a volume costante.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_termica

    QUOTE
    Conversione in energia potenziale
    Riscaldando un gas a volume costante, aumenta l’energia cinetica media delle particelle che lo compongono, che così incrementano la pressione sulle pareti del recipiente che le contiene. Il gas ha acquisito energia potenziale, a livello macroscopico, ed è così in grado, eventualmente, di espandersi e poter compiere un lavoro. L’energia potenziale acquisita dal gas è dovuta all’energia termica somministratagli. Nel caso il gas possa espandersi, compie un lavoro e così consuma parte dell’energia che ha acquisito. L’acquisizione di energia termica da parte del gas viene confermata dal fatto che il gas aumenta la sua temperatura.

    UNQUOTE.

    Capito?

    Il gas che acquista energia cinetica (dopo la compressione dovuta alla forza gravitazionale), poi la trasforma in energia termica, si espande e COMPIE LAVORO!

    rf

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