Luce su l’evento di “Tunguska” del 30 Giugno 1908 – 2°parte –

– L’eccezionale e raro allineamento planetario –

 

 Riprendiamo l’analisi lasciata in sospeso sull’evento di Tunguska introducendo ulteriori e decisivi dettagli nell’identificare la dinamica scatenante. Anche in quest’ultima occasione la vera e propria chiave di volta viene dal testo del defunto professore Richelmo Sassara, a titolo :

RACCOLTA DI MANOSCRITTI DEL PROF. RICHELMO SASSARA

RIGUARDANTI I MOVIMENTI DEI PIANETI E LA LORO INTERAZIONE CON FENOMENI TERRESTRI

http://www.earth-prints.org/bitstream/2122/2755/3/Sassara.pdf

Alcuni passi ripresi dal testo, pagine da 110 a 113 :

” Ci sono altri elementi che mi inducono ad affermare che questo evento è un forte terremoto con l’incentro coincidente con l’epicentro. ”  ed inoltre ” Potrei giustificare quanto avvenuto anche, tra l’altro, in considerazione che in quel periodo la Terra era contemporaneamente “allineata” con il Sole e pressochè con tutti gli altri pianeti e la Luna.”

E’ un mistero riuscire a trovare il software che , a suo tempo, utilizzo il defunto professore,  per tracciare la situazione planetaria di quel 30 Giugno del 1908.

Quindi animato da tanta curiosità ed interesse di conoscere la verità ho deciso, utilizzando due ottimi software per l’elaborazione delle configurazioni planetarie , quali sono Solex e Solar System simulator (SSM), di ricostruire la situazione di quel giorno.

Sbalorditivo !, in questi anni di studi ed analisi planetarie non mi era mai capitato di trovare un tale” incastro “ planetario. La prima immagine, sotto riportata, l’ho elaborata con SSM e mostra a partire da Venere la linea o allineamento planetario che si è andato a relizzare il 30 giugno.

Allineamento :  Sole  –  Venere  –  Mercurio  – Luna – Terra  – Nettuno

http://img703.imageshack.us/img703/2409/eventotunguska1.jpg

 Viceversa utilizzando Solex in funzione ” angolare topocentrica ” a Podkamennaya Tunguska River coordinate 61.59° N , 90.13°E,  il 30 Giugno 1908 00:14 UTC, troviamo che Venere, Mercurio, Terra, la Luna e Nettuno  presentano un’angolo (valore numerico) pressochè identico , in ordine Mercurio (log, 105 ° 21′) ; Venere (log, 107 ° 19′); Terra  (Riferimento topocentrico angolare) ; Nettuno (log, 104 ° 19 ‘) e Luna (log, 113 ° 04 ‘).

http://img580.imageshack.us/img580/9736/eventotunguska2.jpg

Non è scopo di questa trattazione riportare nuovamente quella moltitudine di ricerche passate o presenti che attribuiscono la causa prncipale, dei principali eventi geofisici della Terra, a particolari, rare e/o delicate configurazioni planetario – solari.

Quindi, sicuramente adesso a questo punto della trattazione, alla maggior parte degli utenti, non sarà così difficile ricollegare, relazionare le fenomenologie naturali riportate nelle prima parte :

Esplosione vicino ad un grande cratere vulcanico, fenomeni luminosi, anomalie elettromagnetiche, fulmini, disorientamento degli animali, ect..ect…

Prima parte reperibile al seguente indirizzo http://daltonsminima.altervista.org/?p=17869

Ma in conclusione fra le tante anomalie e bizzarie registrate sia prima che dopo questo evento, la mia attenzione,  si vuole  soffermare su quelle particolari microsferule silicee ritrovate dal professore Dolgov.  Citazione :

Uno dei più affascinanti misteri è rappresentato dal ritrovamento al suolo nell’area del disastro di strane particelle globulari composte di magnetite e silicati. Sono formazioni sferiche o sfere di alcuni millimetri di diametro. Alcune addirittura vuote e trasparenti assumono anche una forma a goccia. Si ritiene che i raggruppamenti di queste sfere, dovuti ad una fusione superficiale, siano stati generati proprio da un’enorme pressione oltre che da un fortissimo calore. Le analisi effettuate su questi globuli rivelano la presenza d’elementi come il cobalto, il rame, il nichel e il germanio. Bisogna mettere in risalto che una simile composizione non si rintraccia nei giacimenti minerari terrestri. Inoltre tali particelle, prelevate nella zona della Tunguska, sono uniche e in altre parole non sono rintracciabili in meteoriti normali, tanto è vero che il ferro non compare in maniera consistente. Lo studioso Dolgov ha fatto notare che tali sferette hanno mostrato alle analisi un contenuto d’idrogeno non indifferente. Contenevano pure anidride carbonica ed idrocarburi (metano) in minime quantità. Ciò rappresenta un altro enigma da risolvere e da valutare altrettanto seriamente.

Dopo aver letto e visto queste immagini mi è saltato alla mente un miopassato articolo, dal titolo :

Ancora 12800BP – 12900BP … non solo CME ma anche impatto extraterrestre — seconda parte –

http://daltonsminima.altervista.org/?p=15654.

E’ possibile che lo sconvolgimento registrato a Tunguska non sia altro con un piccolo ed isolato esempio di ciò che accadde 13000 anni fa molte più volte e più in larga scala nell’emisfero nord del nostro pianeta ?

Ricordo che secondo gli studi di Solanki ( vedi le sue ricostruzioni solari ) la dinamo solare in quel periodo attraversava delle fasi o cicli estremi.  Intervallando decenni e/o secoli dalla forte attività solare ai più profondi minimi solari.

 Un nuovo interrogativo, che cosa succede all’assetto elettromagnetico/gravitazionale del sistema solare se il campo magnetico interplanetario IMF è ridotto a minimi termini B (nTesla) prossimo a zero, quando ci approssimiamo ad un’allineamento planetario ?

Non è che le tensioni fra i pianeti ….

 Lo spinterometro è un dispositivo utilizzato per generare scariche elettriche nell’aria attraverso due elettrodi comunicanti ad un circuito ad induzione. I primi usi di questo apparato riguardano la propagazione di onde elettromagnetiche sperimentate da James Clerk Maxwell nel 1864.

Io ipotizzo che questa fenomenologia sia la prova più concreta della reale esistenza dell’universo elettrico.

Sempre spinto dalla curiosità, ho deciso di effettuare una piccola ricerca sui più importanti e violenti eventi geofisici della storia moderna.  Ho preso in questo caso, ad esempio, in ordine,  i due terremoti più violenti registrati nella storia moderna :

1) Magnitudo 9.5 del 22 Maggio 1960

2) Magnitudo 9.2 del 27 Marzo 1964

Ecco come si presentava il cielo nei rispettivi giorni :

Allineamento Urano-mercurio-Marte 22 Maggio 1960 e allineamento Urano-Venere-Mercurio-Marte del 27 marzo 1964.

Un nuova coincidenza ? ,  la ricerca a largo raggio http://lanl.arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1104/1104.2036.pdf

Astronomical alignments as the cause of ~M6+ seismicity di Mensur Omerbashich

 

 

 

 

 

 

Fonti :

http://olkhov.narod.ru/tunguska.htm

http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/tunguska.htm

http://www-th.bo.infn.it/tunguska/index.html

http://sites.google.com/site/tunguskasiberia/Home/tunguska-1908-gli-avvenimenti

 

Michele

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50 pensieri su “Luce su l’evento di “Tunguska” del 30 Giugno 1908 – 2°parte –

  1. In particolare: Come già detto effetto delle tempeste solari sembrano essere soprattutto sulla Baia di Hudson vortice, dove la forza del campo magnetico è in calo, è probabile che nel prossimo futuro (scala secolo), questo vortice possono indebolire così tanto fino a scomparire, nel qual caso il polo magnetico si troverebbe nella Siberia centrale (64-65N, 107-110E).

      (Quote)  (Reply)

  2. ma quindi non ho capito… Si sarebbe creato un effetto “ponte elettrico” che avrebbe provocato quell’esplosione immane che ha abbattuto tutte quelle decine di migliaia di alberi, provocando la depressione del lago ( quello che gli studi attuali identificano come cratere da impatto), il terremoto registrato, la luce che ha illuminato a giorno mezzo emisfero, e cosi via?
    Ma non vi sembra un tantino grossa come sparata?
    Certo però che l’allineamento anche c’è stato… Mi chiedo… Ci sono stati altri di questi allineamenti che magari non hanno provocato nessun effetto?

    Anche la teoria del meteorite o piccola cometa esploso in quota spiega tutto…
    D’altronde il “rasoio di Occam” dice appunto che a parità di fattori la risposta più semplice è quella giusta..
    “Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem”.

      (Quote)  (Reply)

  3. Lorenzo :
    Anche la teoria del meteorite o piccola cometa esploso in quota spiega tutto…
    D’altronde il “rasoio di Occam” dice appunto che a parità di fattori la risposta più semplice è quella giusta..
    “Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem”.

    I meteoriti non alterano la circolazione atmosferica,
    non provocano i fuochi di sant’elmo, non provocano tempeste gemognetiche…
    etc…etc….

    http://daltonsminima.altervista.org/?p=17869

    Punti :

    e) ; f) ; g) ;h)

    Sarà meglio che prima di rispondere tu legga la prima parte….rasoio di Occam..senza offesa.
    😉

      (Quote)  (Reply)

  4. Zeke :

    @Adolfo Giurfa
    This is most interesting. Heading out to a meeting and then an even more careful reading of this.

    Welcome to Nia,Paulina.
    Very interesting hypothesis instantaneous electric fossilization.

    Say :
    “Certain fossils within concretions from various sites around the world show very little or no breakdown or decomposition, leading even paleontologists to admit that preservation in these cases was a quick process.”

    Do you have more information?

    Bye

      (Quote)  (Reply)

  5. john Carter :

    ab2010 :@john Carter ciao, vorrei comunicarti un’informazione. Se ti interessa potresti per favore inviare all’amministratore un tuo indirizzo mail che a sua volta me lo spedirà al mio ?

    fatto!

    ciao, non ho ancora ricevuto il tuo indirizzo e per questo mi son creato un indirizzo di posta temporaneo; puoi scrivermi a :

    [email protected]

    In questi giorni sto cambiando gestore e a casa non ho l’ADSL funzionante, quindi non ti scriverò proprio subito.

      (Quote)  (Reply)

  6. http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/tung_61g.htm

    Disegno proposto da Rodionov per illustrare l’effetto esplosivo finale esterno. Si possono notare il movimento torsionale dell’atmosfera e l’effetto di luce che si è potuto osservare ad enorme distanza dall’epicentro.

    http://olkhov.narod.ru/tunguska.htm
    The peculiarity of that forest fall is that trees were uprooted with their tops to the east (i.e. in the opposite of what expected from the meteorite fall direction).

    http://alberi-tunguska.blogspot.com/
    Khovatov, da una risposta sconcertante che è anche il cuore di questa ricerca: “La disposizione degli alberi attorno all’epicentro dell’esplosione, non suggerisce in alcun modo l’ idea del violento impatto di un corpo celeste, bensì l’effetto vorticoso di un plasma di altissima energia: infatti questo effetto di vortice che avrebbe fatto letteralmente ruotare gli alberi – come di fatto si è verificato nell’area dopo l’esplosione – è molto maggiormente pronunciato nell’epicentro che non a 20 chilometri di distanza da esso. Invece, se la causa dell’esplosione fosse stata un corpo celeste si sarebbe dovuto osservare l’esatto contrario”.

    Mi ricorda….viktor_schauberger

    Sarà un caso….

      (Quote)  (Reply)

  7. Dear Michele:
    This is an excellent article on the Tuguska event.

    Thank you for your very long patience in my answering your question about soft bodied fossils found inside of concretions. I am now drafting a paper on the subject and was hoping to answer you sooner.

    Exceptional soft bodied fossils occur on every continent. In Europe, over 140 genera are preserved in three dimensional form at the Montceau-les-Mines site, including spiders, centipedes, and horshoe crabs. These ancient specimens are so well-preserved that they can be used to examine the internal structure of the animals, sometimes down to the cellular level.

    In Asia, beautiful soft bodied fossils have been excavated in China. Using electron microscopes and elemental mapping, the soft tissues of worms and other non-vertebrates have been identified in mineralized form having been turned to carbon sheets, iron, gold, and pyrite structures.

    In Africa, the Sahara Desert continues to enchant and surprise paleontologists with assemblages of soft bodied creatures who were alive in the deep past, when the region was covered with shallow seas. Concretions conceal large creatures preserved with long, delicate appendages intact, such as the Tully Monster in Morocco.

    In Australia, the Gogo formation is famous for an unmatched assemblage of prehistoric armored fish, whose internal structure is as useful to biologists as any freshly caught and dissected fish. Concretions from the Gogo formation are found in collections around the world.

    In North America, Mazon Creek concretions represent over 300 genera from the Pennsylvanian era. Many creatures and plants appear to have undergone no decomposition. One clam has been preserved in a moment of time, at the end of his death trail.

      (Quote)  (Reply)

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