IL SOLE PROVOCA SOLLECITAZIONI SEMIDIURNE SULLA SUPERFICIE TERRESTRE, CHE INNESCANO TERREMOTI ED ERUZIONI VULCANICHE – 2° parte –

Vinayak G. Kolvankar

Divisione sismologica, centro di ricerca di Bhabha, Trombay, Mumbai 400 085, India

Email: [email protected] Fax numbers : +9122 25505151, 25519613

Riassunto : Vari ricercatori sostengono che ci siano delle emissioni elettro-magnetiche prima dei terremoti o durante delle sequenze sismiche. In alcuni casi queste emissioni elettro-magnetiche sono state costantemente rilevate in determinate ore del giorno. Queste sono risultate di tipo diurno o semidiurno. Le emissioni elettro-magnetiche di tipo semidiurno, intervallate partendo dal mezzogiorno locale, sono state osservate in molti esempi prima di terremoti/eruzioni vulcaniche. Queste emissioni sono state osservate anche in una banda molto ampia di frequenze dalla VLF (frequenza molto bassa) alla gamma di microonde. Sono anche state osservate nei casi di terremoti/eruzioni vulcaniche  avvenute simultaneamente con queste emissioni elettro-magnetiche. Da questi studi, si può concludere che gli stress semi-diurni sulla terra e sulla luna sono principalmente causati dalla posizione del sole. Questa ricerca discute tutti questi esempi in dettaglio e un’applicazione per lo sviluppo di un monitoraggio attendibile dei precursori dei terremoti/eruzioni vulcaniche nelle aree ad alta sismicità.

 

La prima parte di questa ricerca è disponibile al seguente indirizzo:  http://daltonsminima.altervista.org/?p=19431

 

2.4 Esempio 4: Disturbi elettromagnetici dell’atmosfera all’ORSOC

I disturbi elettromagnetici dell’atmosfera all’ORSOC (Okayama Ridai Seismic Observatory Center) (E 144°55’, N 34°41’) e nelle sue vicinanze sono stati misurati utilizzando delle antenne multiple nella banda VHF. Per rilevare la direzione dell’epicentro di un terremoto, sono state usate sei antenne Yagi puntate in sei direzioni usando una gamma di sintonizzatori di 12 FM (range di frequenze 76-108 MHz). Le frequenze di trasmissione commerciali sono state evitate. La modalità TDM (10s frequenza di cui 0.5s il tempo di commutazione) è stata usata per rilevare il voltaggio equivalente ai disturbi nella banda desiderata. Una serie di due canali sono stati rivolti in direzione Est, Ovest, Sud, Nord, Terra, Cielo e Galassia (Yamamoto et al., 2002). I rumori del multi-canale rilevati il 17 Luglio 2001 sono raffigurati nella figura 5. Tuttavia gli autori non hanno fornito nessuna correlazione di queste emissioni RF con nessuna attività sismica.

E’ possibile che non ci sia alcuna attività sismica nella regione monitorata vicina all’ORSOC.

Figura 5: Disturbi elettromagnetici dell’atmosfera all’ORSOC (Okayama Ridai Seismic  Observatory Center) (E 144°55’, N 34°41’) e nelle sue vicinanze per i canali 1-13 del 17 Luglio 2001. Tali segnali sono stati spesso registrati e confermati in tutta la stagione estiva. Le tempistiche di queste emissioni RF in banda VHF si verificano in entrambi i lati nel periodo del mezzogiorno locale (il tempo è espresso in JST).

(Questa figura è qui riprodotta (Yamamoto et al., 2002) previa autorizzazione del primo autore Dr. Isao Yamamoto).

Tabella 4: Quattro eventi, verificatisi vicino all’ORSOC, riportati negli elenchi di NEIC, USGS. Le tempistiche del primo e del quarto evento (nella tabella sotto) sembra che si siano verificati rispettivamente durante la prima e la seconda emissione RF. 

ANNO

MESE

GIORNO

HR:MN:SEC

LAT

LONG

MG

DEPTH

2001

07

17

22:47:39

39°43’N

141°34’E

4.6

85

2001

07

19

10:26:46

27°18’N

140°34’E

4.1

501

2001

07

19

21:02:36

36°13’N

139°67’E

4.9

74

2001

07

20

04:26:40

32°35’N

137°49’E

4.6

402

I tipi di emissioni RF per i quattro eventi indicati in tabella 4 (Fonte: NEIC-USGS) si collocano a poche centinaia di Km dall’ORSOC e si sono verificati entro tre giorni (dal 17 Luglio 2001). Poiché gran parte della regione nella scala verticale sarebbe sotto sollecitazioni al momento delle emissioni RF, il terremoto potrebbe verificarsi in quei luoghi che sono sismicamente “maturi”. Quindi la posizione degli epicentri dei terremoti a poche centinaia di Km dal osservatorio dell’ORSOC poteva essere errata.

Si possono notare dalle tempistiche del primo e del quarto evento (della tabella 4) come essi si siano potuti verificare rispettivamente durante la prima e la seconda emissione RF semidiurna (considerare negli orari +9 ore per la differenza tra UT e JST). Questo è coerente con altri esempi in cui è stata osservata l’attività sismica e vulcanica al momento delle emissioni RF.

2.5 Esempio 5: Terremoto di Kobe del 17 Gennaio 1995

Il segnale sub-ionosferico VLF Omega trasmesso da Tsushima (34°37’N, 129°27’E), Giappone, è continuamente ricevuto a Inubu (35°42’N, 140°52’E). Le caratteristiche di propagazione del segnale (fase in particolare) hanno evidenziato un comportamento anomalo (specialmente intorno all’orario locale di alba e tramonto) alcuni giorni prima della scossa principale del 17 Gennaio 1995 (Haykawa et al., 1996). Gli autori indicano i cambiamenti improvvisi di queste fasi nel 15 e 17 Gennaio 1995, prima del grande terremoto di Kobe. I fenomeni sono illustrati in figura 6. Le tempistiche in cui queste fasi di segnale VLF raggiungono il minimo sono ancora equidistanti dal mezzogiorno locale. Il terremoto di Kobe si verifica/si è verificato un paio di ore prima del primo minimo delle fasi VLF.

Figura 6: Tracciato sequenziale delle variazioni delle fasi del segnale VLF diurno (F=10.2 kHz) osservate a Inubo. Qui Tm e Te indicano il momento in cui la fase raggiunge il minimo intorno all’alba e al tramonto; il valore della fase nella fase minima è espresso in Noh. Le fasi di ogni giorno sono mostrate nelle stesse unità relative. (Questa figura è riprodotta qui da un giornale (Hayakawa et al., 1996) previa autorizzazione del primo autore Prof. Hayakawa.)

2.6 Esempio 6: Osservazioni dall’Apollo Lunar Seismic Experiment (APSE)

L’APSE consiste in quattro sismometri posizionati sulla superficie lunare durante gli anni 1969-1972. Ciascuna stazione include tre strumenti di lungo periodo ed uno verticale di periodo corto. I dati sono stati inviati a terra e registrati fino al 1977. Profondi terremoti con epicentro a 700-1000 Km dominano l’intera collezione di dati e mostrano una  buona correlazione con le sollecitazioni di marea.

Si è visto dalle registrazioni che la parte più disturbata dei record si verifica intorno alle ore di alba e tramonto lunare, regolarmente accompagnate da picchi. La tre giorni (giorno solare) bilanciata negli orari di alba/tramonto (intorno ai giorni 10 & 23 dalla luna nuova per la stazione 12 e intorno ai giorni 7 & 20 dalla luna nuova per la stazione 16; le stazioni 12 e 16 sono state commissionate rispettivamente durante le missioni dell’Apollo 12 e Apollo 16) riflette i 39 gradi di differenza nella longitudine delle due stazioni. Ciò indica che i periodi di disturbo locali non sono simultanei e variano con la longitudine. Lo schema è similare allo schema semi-diurno esaminato sulla terra a differenti longitudini. Il potere spettrale dei terremoti lunari evidenzia anch’esso picchi corrispondenti al mese sinodico, che suggerisce il verificarsi di terremoti lunari durante i periodi di disturbo (Lammlein et al., 2005). La tabella 5 riassume tutti i sei esempi discussi in precedenza.

 

3. GENERAZIONE DELLA SACCA DI EMISSIONI RF OSSERVATE A BHATSA

La figura 1 mostra la posizione iniziale e finale di un disturbo RF tipico (tipo diurno) osservato a Bhatsa prima della sequenza sismica del Valsad. Se tutte queste porzioni iniziali e finali di differenti collegamenti della rete di Bhatsa sono riorganizzate in ordine dei loro periodi di disturbo (che è inversamente proporzionale alla potenza del segnale ricevuto) forniscono un insieme di emissioni di segnale crescente e decrescente come illustrato nella figura 7.

In questo tipo di emissioni RF diurni, la potenza del segnale del disturbo RF aumenta costantemente (con l’aumento dello stress) buttando giù dei differenti collegamenti in tempi differenti (basato sulla forza del segnale ricevuto dai differenti segnali delle stazioni).

Successivamente, quando la forza del segnale delle emissioni RF è in costante calo, i collegamenti vengono riportati alla potenza del segnale precedente, seguiti dagli altri collegamenti con minore forza in ordine decrescente.

Tabella 5: Dettagli di tutti e sei gli esempi di emissioni elettro-magnetiche semi-diurne distanziati in egual misura dal mezzogiorno locale.

EQ, SPAZIO DELLA SEQUENZA VULCANICA, PERIODO, BANDA DI FREQUENZA DELLE EMISSIONI EM

TEMPISTICHE DELLE EMISSIONI EM SEMIDIURNE

MEZZOGIORNO LOCALE & TEMPO COMPENSATO DELLE EMISSIONI EM

COMMENTI

Valsad, India10-30 Aprile 1991Gamma UHF 460-461 MHz 0400 GMT (0900 LT& 1200 GMT(1700 LT) Durata10-100 min. 0800 GMT(1300 IST)Tempo compensato  = ± 4 ore Gli orari della scossa principale 05:13 h (GMT) del 30/04/1991 e una delle due scosse premonitrici 04:17 h (GMT) del 14/04/1991 sono vicini all’orario della prima emissione RF. Tipo di emissioni RF semi-diurni registrati dopo la scossa principale.
Vulcano Mt. Mihara03-21 Novembre 1986LF – 82 kHz 09 -11 hrs. JST14 -16 hrs. JST 1230 hrs. JSTTempo compensato= ±2.5 ore Prima eruzione alle 17:25 JST, 15 Nov., 1986 e seconda eruzione alle 16:15 JST, 21 Nov  1986, avvenute negli orari delle emissioni EM.
Terremoto Cileno16-23 Maggio 1960HF 10 & 18 MHz 08 -12 hrs. GMT &19 -24 hrs. GMT 1700 hrs. GMTTempo compensato approssimativo = ± 5 ore Tutti i sei terremoti (due scosse premonitrici, una scossa principale e tre scosse di assestamento) con un range di magnitudo da 6.7 a 9.5 si sono verificate negli orari delle emissione RF.
ORSOC, Giappone17/07/2001VHF 76-108 MHz 09 -11 hrs. JST1230 -1430 JST 1200 hrs. JSTTempo compensato approssimativo=±1.5 ore Quattro eventi si sono verificati nei pressi dell’area durante i tre giorni in cui si sono verificate le emissioni RF. Gli orari di due di queste corrispondo agli orari delle emissioni RF.
Segnali VLF sub-ionosferici(terremoto di Kobe)Gamma VLF03-23 Gennaio 199510.2 & 11.3 kHz 0830 ore JST &1630 oreJST 12-30 hrs. JST(tempistiche del raggiungimento del minimo della fase VLF)Tempo compensato= ± 4.0 ore Gli orari di quando I segnali di fase VLF raggiungono il minimo sono distribuiti equamente nell’arco del mezzogiorno locale. Gli orari del terremoto di Kobe (ore 05:46) differiscono di un paio d’ore dagli orari della prima fase VLF
Apollo Lunar Seismic Data per le stazioni 12 e 16(1969 – 1977)Gamma di microonde 1-2 GHz attorno 10 & 23giorni dalla luna nuova (stazione 12)attorno 07 & 20giorni dalla luna nuova (stazione 16) Attorno ai 16.5 giorni dalla luna nuova(Stazione 12)Attorno ai 13.5 giorni dalla luna nuova(Stazione 16) La tre giorni bilanciata nel verificarsi delle emission EM in questi posti riflette i 39 gradi di differenza nella longitudine delle due stazioni.Il potere spettrale dei terremoti lunari evidenzia anch’esso picchi corrispondenti al mese sinodico, che suggerisce il verificarsi di terremoti lunari durante i periodi di disturbo (Lammlein 1977).

Figura 7. La posizione iniziale e finale dei segnali per i differenti collegamenti nella rete di Bhatsa sono riordinati nei termini della potenza del segnale ricevuto, che prevede una fascia di aumento e diminuzione dell’emissione dei segnali RF. Gli altri canali collegati (BIR, BHT, AJP, DLK) mostrano disturbi di più corta durata e quindi le porzioni di disturbi corrispondenti non figurano nel diagramma.  Le stazioni KHD hanno un sensore sismico triassiale e quindi la durata delle porzioni dei disturbi sono identiche per tutti e tre i segnali di questa stazione. 

 

4. Monitoraggio delle tensioni frontali locali

Una rete di collegamenti UHF/VHF può essere usata per monitorare la forza dei vari fronti di tensione nelle regioni sismicamente attive, può dare un allarme per i terremoti imminenti. Una disposizione tipica è illustrata nelle figura 8.

Come illustrato in questa figura, un set di quattro ricevitori posizionati nelle dimensioni medie di ogni punto riceve i segnali da quattro trasmettitori posizionati ai quattro angoli di un quadrato di 50 Km x 50 Km ed operanti in differenti punti di frequenza nella banda UHF/VHF.

La trasmissione può avvenire attraverso antenna omni-direzionale dai ricevitori nei blocchi adiacenti con cui si può monitorare lo stesso segnale. I ricevitori sono forniti con differenti set di attenuatori così che le loro impostazioni di sensibilità possono essere diverse.

Figura 8: Rete di collegamenti UHF/VHF per il monitoraggio delle regioni ad alta sismicità.

 Su base giornaliera, la sacca di disturbi RF a causa delle sollecitazioni anteriori (tipo semi-diurno) aumenterebbe di circa 10-15 dB, risultando almeno in uno dei ricevitori generando un segnale di disturbo. Le rocce sotto sollecitazioni emettono dei disturbi RF più violenti solo prima di raggiungere il punto di rottura (Ogawa, et al., 1989; Sachiko, T. et al., 2002) e può essere il preallarme per un imminente terremoto nelle immediate vicinanze.

Queste sacche di disturbi RF elevati si possono rilevare (su base giornaliera) per alcuni giorni prima dell’imminente terremoto. Queste rilevazioni dirette dei disturbi RF nelle bande UHF/VHF possono anche essere fatte utilizzando il sistema multi-canale adottato (Yamamoto et al., 2002). L’utilizzazione della banda HF (come nel caso dei terremoti cileni) ha potuto ampliare la tecnica di individuazione dei normali precursori e gli epicentri dei terremoti, tele-distanze. La tecnica può essere usata effettivamente per monitorare vaste aree.

 

5. Discussioni

5.1. Emissioni elettro-magnetiche collegate ai terremoti e ai vulcani

E’ possibile credere che le emissioni RF provengano direttamente dalle rocce cristalline della crosta. Queste rocce provocano una sorta di effetto piezoelettrico quando sono soggette a sollecitazioni.

Nelle emissioni RF di tipo semi-diurno, le sollecitazioni sono sempre state viste due volte al giorno, equidistanti su entrambi i lati dell’ora di mezzogiorno. Un effetto simile è stato  riscontrato sulla superficie della luna (mese sinodico) ed entrambi questi fenomeni sono causati dalla posizione del sole. Questo è un fenomeno giornaliero e l’aumento dell’intensità delle emissioni elettro-magnetiche, di circa 10-15 dB (da 146dB a circa -130dB), è stato osservato su base giornaliera. Terremoti/eruzioni vulcaniche sono stati costantemente riscontrati durante queste emissioni EM, che è il risultato delle tensioni che si creano.

I sei esempi forniscono la prova che queste emissioni sono state osservate in una ampia banda di frequenze dalla VLF alla gamma delle microonde. L’applicazione delle sollecitazioni semi-diurne, che si traduce in emissioni RF, non sembra essere un fenomeno locale. L’intera roccia sotto sollecitazione nella colonna verticale (larga alcuni Km) potrebbe contribuire alle emissioni elettro-magnetiche. Il tipo di emissioni osservate a Bhatsa e negli altri luoghi (per quanto riguarda i terremoti cileni e l’eruzione del vulcano Mihara) sono correlate con la rotazione terrestre. Il verificarsi dei terremoti lunari ha dimostrato una diretta correlazione con la rotazione della luna. Lo spettro FFT dei terremoti lunari mostra picchi maggiori al 50 e 100% delle fasi siderali (13.6 e 27.2 giorni). Tuttavia lo stesso spettro FFT fornisce dei picchi minori che corrispondono al mese sinodico, indicando i terremoti lunari che si svolgono durante le sollecitazioni semi-diurne generate dal Sole nella fase sinodica (Lammlein et al., 1977). Queste emissioni RF semi-diurne osservate su base giornaliera non forniscono nessuna correlazione con le forze lunari di marea, che sono considerate come un’altra fonte di innesco per i terremoti (Sachiko et al., 2002).

Si è assistito alle emissioni elettro-magnetiche nella banda UHF per circa due mesi anche dopo la sequenza sismica del Valsad. Questo è possibile quando la maggiore energia immagazzinata viene rilasciata sotto forma di terremoti, la regione continuerà a rilasciare emissioni elettro-magnetiche a bassi livelli. Questo è riscontrabile in molti altri esempi (Hata et al.).

5.2. Studio delle variazioni temporali e spaziali

Nei sei esempi riportati in tabella 1, le tempistiche delle emissioni semi-diurne mostrano  differenti scarti temporali, dal mezzogiorno locale di ± 1.5 ore e ± 5 ore. Alla rete sismica di Bhatsa è stato osservato che questi scarti temporali non sono fissi. Anche se non varia di giorno in giorno, indica tempi diversi per diversi periodi. Durante la sequenza sismica di Valsad dell’Aprile 1991, è stato constatato rimanere ±4 ore anche nel record elicoidale del Luglio 1993, lo scarto temporale è stato constatato essere  ±6 ore. I dati continui dei tempi della fase sinodica in funzione del verificarsi delle emissioni RF per le stazioni 12 e 16 (Apollo Lunar Experiment), in cui l’ampiezza massima è associata ai picchi RF, presentano un comportamento sinusoidale coerente con la diversa durata del mese lunare sinodico (Bullow et al., 2005). Un simile comportamento è anche testimoniato nelle tempistiche di variazione temporale dei valori medi mensili di “tm” e “te” per fase e ampiezza del segnale VLF, che mostra una buona correlazione con il periodo di giorni variabile da ottobre ad aprile (1995) a Inubu, Giappone (Hayakawa et al., 1996).

Gli altri quattro casi sono differenti rispetto ai due esempi precedenti e in generale la variazione temporale e spaziale in questi scarti temporali rispetto al mezzogiorno locale necessita di essere studiato sistematicamente, che fornirà alcuni indizi sulla causa di tali sollecitazioni in sviluppo all’interno della terra.

5.3. Possibili cause delle emissioni elettro-magnetiche di tipo diurno

E’ stato osservato nei casi di emissioni di tipo semi-diurno che il Sole potrebbe essere utile per generare delle sollecitazioni sulla terra. Similarmente, nei casi di emissioni di tipo diurno, considerando i loro tempi coerenti, anche alcune forze esterne potrebbero essere responsabili per questi fenomeni. Queste forze esterne possono essere causate dalla posizione dei pianeti (Li, 2006; Venkatnathan et al., 2005). Durante le intense emissioni RF di tipo diurno osservate a Bhatsa (per circa una settimana in determinate ore della giornata circa tre settimane prima della sequenza sismica del Valsad), questa (Valsad) porzione del globo vedrebbe la stessa posizione planetaria. L’aumento e la diminuzione costante delle emissioni RF potrebbe essere dovuta alla rotazione terrestre, che ha portato questa regione sismica ad affrontare un terremoto con una certa posizione del pianeta e poi si è costantemente allontanato da essa. Tuttavia, altri esempi simili serviranno per confermare le possibili cause delle emissioni di tipo diurno.

5.4 Possibile sequenza di eventi, conseguente ad un terremoto

A Bhatsa, le tempistiche delle emissioni RF di tipo diurno (alle 00 h GMT) e quelle del tipo semi-diurno (alle 0400 e 1200 h GMT) erano differenti. Anche le emissioni elettro-magnetiche in uno schema diurno sono molto intense. Nel caso del terremoto cileno del 22 Maggio 1960 (Mb=9.5), Warwick et al. (1982) fornì i dettagli dei disturbi radio a 18 MHz del 16 Maggio 1960 tra le 03:50 GMT e  le 04:10 GMT, sei giorni prima del grande terremoto. Questa tempistica è ancora diversa da quella del tipo semi-diurno (elencata in tabella 1). In entrambi i casi (terremoti cileni e di Bhatsa) le emissioni di tipo diurno conducono alle emissioni di tipo semi-diurno.

La maggior parte dei terremoti si verifica entro  3 giorni dalla formazione delle sollecitazioni di tipo diurno (Venkatnathan et al., 2005). In diversi casi il verificarsi del terremoto non è istantaneo e, queste sollecitazioni di tipo diurno, renderebbero questa zona sismica più vulnerabile. Come visto negli esempi sopra riportati, durante il verificarsi delle sollecitazioni semi-diurne che agiscono su base giornaliera, la regione mostra alte emissioni di disturbi RF. Le conseguenze successive ai terremoti verificatisi durante il manifestarsi di una tale sollecitazione semi-diurna fanno protrarre il fenomeno per alcuni giorni.

 

6. Conclusioni

Le emissioni elettro-magnetiche relative ai terremoti ed ai vulcani sono fenomeni a banda larga. Queste si trovano sostanzialmente in due versioni, tipo diurno e semi-diurno. Le emissioni di tipo diurno risultano più intense del tipo semi-diurno. Le tempistiche delle emissioni di tipo semi-diurno sono equidistanti su entrambi i lati del mezzogiorno locale. Il verificarsi di terremoti/eruzioni vulcaniche è simultaneo con le tempistiche di emissione e indicano che alcune sollecitazioni vengono generate durante questi periodi. La causa delle sollecitazioni semi-diurne sembra essere la posizione del Sole. La causa delle emissioni di tipo diurno potrebbe essere l’allineamento planetario, ma altri casi devono essere cercati ed esaminati per poter trarre una conclusione precisa.

 

Ringraziamenti: Sono grato al Prof. Hayakawa e al Prof. Yamamoto per avermi permesso di usare le figure dalle loro pubblicazioni al Prof. Gokhberg per avermi permesso l’utilizzo di una figura sul terremoto cileno dal suo libro. L’illustrazione di queste figure è stata molto cruciale nel contesto di questo articolo. Sono anche grato al Dr. R.S. Chaughule, Dr. S.L. Wadekar e al Dr. M. Ramanmoorthy per le varie discussioni sulla stesura di questo articolo.

Referenze

Bulow, R.C., Johnson, C.L. and Shearer, P.M., (2005). New events discovered in the Apollo Lunar Seismic Data. Journal of Geophysical Research, v. 110, E10003, doi:10.1029/2005 5JE002414,2005. Gokhberg, M.B., Morgounov, V.A., and Pokhotelov, O.A., 1995. Earthquake Prediction Seismo-electromagnetic Phenomena. Gorden and Breach Science Publication, p. 112-113. Hata, M., Takumi, I., Yahashi, S. and Yasukawa, H. Electronic Wave radiation due to the possible plate slip at the central Shizuoka Earthquake and to the Island Diastrophism and Volcanic Eruption in Miyake Island, www.ursi.org/Proceedings/ProcGA02/papers/p0661.pdf Hayakawa, M, Molchanov, O.A, Ondoh, T. and Kawai, E, 1996. The precursory signature effect of the Kobe earthquake of VLF sub-ionospheric signals. Journal of the Communication research laboratory, v. 43, p. 169-180. Kolvankar, V.G., Nadre, V.N., Arora, S.K. and Rao, D.S., 1992. Development and deployment of radio telemetered seismic network at Bhatsa. Current Science’s special issue on “Seismology in India – an overview”, v. 62, p. 199-212. Kolvankar, V.G., 2001. Earthquake Sequence of 1991 from Valsad Region, Guajrat. BARC-2001/E/006. Lammlein, D.R., 1977. Lunar seismicity and tectonics. Physics of the Earth and Planetary Interiors, v. 14, p. 224-273. Li, Y., 2006. An examination of the correlation between earthquake, positions of solar system bodies and solid tide. Science in China: Series G Physics, Mechanics & Astronomy, v. 49, no. 3, p. 367-376. DOI 10.1007/s11433-006-0367-x. New Concepts in Global 23 Tectonics Newsletter, no.47, June, 2008 Ogawa, T., Oike, K. and Miura, T., 1985. Electromagnetic radiation from the rock. Journal of Geophysical Research, v. 90, p. 6245-6249. Sachiko, T., Masakazu, O. and Haruo, S., 2002. Evidences for tidal triggering of earthquakes as revealed from statistical analysis of global data. Journal of Geophysical Research, v. 107, No. B10, 2211 doi:10. 1029/2001 JB001577. Venkatanathan, N., Rajeshwara Rao, N., Sharma, K.K. and Periakal, P., 2005. Planetary Configuration: Implication for earthquake prediction and Occurrences in South Peninsular India. Journal of Indian Geophysical Union, v. 9, p. 263-276. Yamada, I., Masuda, K. and Mizutani, H., 1989. Electromagnetic and acoustic emission associated with rock fracture. Physics of the Earth and Planetary Interiors, v. 57, p. 157-168. Yamamoto, I., Kuga, K., Okabayashi, T. and Takashi, A., 2002. System for earthquake prediction research in the region of VHF frequency band. Journal of Atmospheric Electricity, v. 22, p. 267-275. Yoshino, T. and Tomizawa, I., 1989. Observation of low frequency electromagnetic emissions at precursors to the volcanic eruptions at Mt. Mihara during November 1986. Physics of the Earth and Planetary Interiors, v. 57, p. 32-39. Warwick, J.W., Stoker, C. and Meyer, T.R., 1982. Radio emission associated with rock fracture: Possible application to the Great Chilean earthquake of May 22, 1960. Journal of Geophysical Research, v. 87, p. 2851-2859.

Fine – 2° parte –

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25 pensieri su “IL SOLE PROVOCA SOLLECITAZIONI SEMIDIURNE SULLA SUPERFICIE TERRESTRE, CHE INNESCANO TERREMOTI ED ERUZIONI VULCANICHE – 2° parte –

  1. Adolfo Giurfa :Come molti hanno detto questo ciclo sarà molto lungo, quindi non c’è tanto da vedere in da qui avanti

    E invece secondo me ci sarà molto da vedere, nel senso che il modo in cui il ciclo declinerà, dopo il massimo, sarà molto interessante: se e quando anche l’emisfero Sud invertirà la polarità, se e quando le macchie torneranno ad avvicinarsi all’equatore, quando compariranno macchie a polarità inversa (annuncio del nuovo ciclo 25) e chissà cos’altro…..

      (Quote)  (Reply)

  2. L’ argomento é veramente interessante . In pratica é come se avvenisse una marea nella crosta terrestre e le rocce cristalline sottoposte a pressione produrrebbero disturbi elettrici di natura piezoelettrica. Quando si dice il caso proprio ieri a Superquark Piero Angela & co. spiegavano il funzionamento di dispositivi elettroni piezoelettrici… 🙂

      (Quote)  (Reply)

  3. FabioDue :

    scienzaobsoleta :E’ una mia impressione o le regioni attive ell’emisfero sud si stanno allontanando dall’equatore?Guardate dov’è spuntata la 1544

    In effetti, 4 macchie su 5 nell’emisfero Sud sono a latitudine comprese tra 20 e 30 gradi. E da un bel po non si vedono più macchie sotto i 10 gradi, nè a sud nè a nord.

    Non gliela fa più… 🙂

      (Quote)  (Reply)

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