Rubrica Sole Luglio 2012

Introduzione

Nel corso delle precedenti uscite della rubrica abbiamo più volte rimarcato come l’andamento di questo ciclo 24 risulti essere particolarmente variabile o, meglio ancora, “imprevedibile”. Ciò è vero quantomeno per quello che gli studi degli esperti del settore avevano lasciato intuire fin qui. Di sicuro, per chi come noi si è appassionato alle vicende del nostro astro, ci troviamo di fronte ad un ciclo “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti, checché ne dicano taluni autorevoli personaggi del mondo scientifico. Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.

Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.

Come descriveremo di seguito, il mese di luglio sta pienamente confermando il carattere del ciclo 24 come “fuori dagli schemi”.

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

In dettaglio, Luglio è iniziato con l’attività in netta e rapida crescita, fino al giorno 8, in cui ha superato di poco il valore di solar flux raggiunto lo scorso novembre, costituendo quindi il secondo massimo (per ora) del ciclo 24. Quindi l’attività ha segnato un declino altrettanto netto e rapido, caratterizzato dalla scomparsa di quasi tutte le macchie, fin verso il giorno 20, ben al di sotto del valore 100 di solar flux. Poi, fino fine mese, l’attività cresce nuovamente, anche se non supera i valori di solar flux raggiunti nei mesi precedenti. Quindi, l’attività in questo mese ha fatto registrare un andamento molto altalenante, ma con una variabilità superiore a quella registrata nei mesi precedenti, proprio in seguito al secondo massimo. Per questo, il valore medio mensile di solar flux è cresciuto nettamente e si è posizionato al secondo posto dopo quello di novembre. Invece, il sunspot number è cresciuto di poco rispetto a giugno (da 64,5 a 66,5), in quanto il numero di macchie si è ridotto nettamente (da 30 a 23) e la loro dimensione è stata perlopiù modesta. L’andamento dei prossimi mesi è, a nostro modesto avviso, da monitorare con attenzione: dopo una prima evidente stasi, le curve delle medie smoothed (sia SIDC che NIA’s) sono nuovamente cresciute in modo apprezzabile.
Sembra quindi allontanarsi, almeno per il momento, l’inizio del declino del ciclo 24.

Il valore del NIA’s di luglio 2012 è 42,6 (provvisorio).

L’andamento di tali curve naturalmente esclude un eventuale secondo massimo del ciclo 24, non improbabile stante la previsione NASA (massimo nella prima metà del 2013) e la relativa precocità del primo massimo (Novembre 2011) rispetto al minimo del 2008.

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Solar flux

Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 incontra nella sua progressione, anche se la distanza media dai cicli precedenti non è più in aumento, segno che ormai, anche il ciclo 24, sono tutti in prossimità del massimo.

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In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: è un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe”, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti.
Inoltre, si nota chiaramente la brusca frenata dopo il massimo, per ora relativo, comunque tutt’altro che eccezionale nonché il tentativo di “ripresa” negli ultimi mesi.

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stata pari a 142,31 (Giugno 2012 aveva fatto registrare un 124,2) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 92,8, valore non certo da massimo (ore 20 del 21/07) e 183,7 (ore 20 del 8/07). Nell’ultima decade (dal 20 al 30 compresi) la media è stata pari a 116,2 (valori delle ore 20) ma con valori che negli ultimi giorni sono ritornati a crescere gradualmente: si osserva quindi un’estrema variabilità di questo indice, dettata forse dall’avvenuta inversione magnetica dell’emisfero nord.

                                                                       

Altri diagrammi

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”).
Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (ultimo grafico in basso).

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (21 luglio) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +3. Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord sembrerebbe essere avvenuto. Per l’Emisfero Sud, invece, il percorso sembra essere ancora molto lungo, infatti i valori di luglio hanno confermato quelli di giugno, ovvero la massima distanza dalla “neutralità”. Questo per ora allontana sempre di più la possibilità di un’inversione in tempi relativamente brevi anche per questo emisfero. Storicamente, negli ultimi 35 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata, tant’è che la media dei due emisferi, pur in lenta diminuzione, rimane tuttora ben distante dalla neutralità.

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard:

http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png, andamento dei due emisferi dal 2003 e

http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png, andamento complessivo dal 1966.

Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind”, oltre ad confermare l’attuale fase di relativa maggiore attività da parte dell’emisfero Sud, attualmente testimoniano una situazione di nuovo piuttosto tranquilla, confermando che questo ciclo risulta davvero di difficile lettura. Risulta sempre valida quindi la regola che occorre attendere ancora qualche mese per poter avere un quadro complessivo della situazione solare. E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio per ulteriori massimi, prima del fisiologico declino del ciclo.
L’estrema debolezza e variabilità di questo ciclo non lasciano ancora spazio ad interpretazioni univoche.

Infine, sorprende l’assenza di qualsiasi cenno  (o almeno non siamo riusciti a trovarlo) circa lo stato dell’inversione dei poli nel sito NASA generale ed in quello dedicato al monitoraggio del ciclo solare, come se il continuo ritardo dell’inversione non rappresenti un fatto anomalo e meritevole di qualche analisi e considerazione circa le possibili conseguenze.

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Conclusioni

Questo ciclo aveva fornito una parvenza di “normalità” lo scorso autunno, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo. Gennaio ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da una debolezza di fondo, di questo ciclo 24. Il recente massimo di luglio, pur inaspettato, ha avuto il carattere di episodio isolato, come quello di novembre e dunque non ha modificato il quadro complessivo. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi possano essere quelli assoluti del ciclo. Certo, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel 2013, come indicato nelle previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, specie tra i due massimi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non  è in grado di sovvertire quanto sopra scritto.
Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente è in corso una fase di “spinta” più decisa da parte dell’emisfero Sud, con valori che hanno raggiunto a luglio quelli osservati per l’emisfero Nord nell’autunno scorso. Quest’ultimo invece è in fase di “stanca”. Si riprenderà? Vedremo nuovi massimi, oppure prossimamente si avvierà già il declino di questo ciclo?

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 

FabioDue e Apuano70

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9 pensieri su “Rubrica Sole Luglio 2012

  1. Articolo molto bello. Ma il numero di macchie solari è aumentata, ma questo è vero per brillamenti solari? Brillamenti solari sono stati pochi perché le macchie solari erano troppo piccoli e anche alcuni che non sono stata immensa prodotte grandi eruzioni. Questo è quando la si può vedere che il ciclo 24 è una debolezza assoluta e incappable produrre brillamenti solari, non dimenticare che sono loro che stanno riscaldando il nostro pianeta. La nostra stella ha un problema reale che senza dubbio …

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  2. Spero vivamente che questo Sole non si riprenda, ormai è evidente la coincidenza con i mercati. Dopo l’ultimo max concomitante più o meno con l’ultimo flare X abbiamo visto una ripresa della situazione economica (con alcuni analisti che finalmente hanno parlato di un nuovo ciclo) ma siamo in un momento di fragilità eclatante. Se si riprende sono cavoli.
    Avevo visto e pronosticato in anticipo questo disegno del solar flux http://www.wm7d.net/hamradio/solar/index.shtml che si chiama testa spalle (una spalla a circa 150, una testa più alta a circa 175, e quindi previsto una seconda spalla a 150). Ora se questa figura funziona come in borsa, allora la figura si ribalta e andiamo verso il basso con sf 40-50. A 100 dovremmo osservare un rimbalzo (15-30 punti?) e poi…la verità su questo ciclo..

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  3. Cosa accadrà con il campo magnetico terrestre se il Sole
    ” secondo le osservazioni di “Hinode,” si presume che il campo magnetico solare sarà una struttura quadrupolo, dove sia il nord e il sud hanno polarità positiva.” ?

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  4. Ottimo articolo come al solito, ragazzi, complimenti ad entrambi! 😉

    Condivido il pensiero che questo ciclo, come detto dall’inizio, è stato e rimane imprevedibile; l’unica cosa certa è che è palesemente più debole di tutti i cicli degli ultimi 100 anni e più. E sono sicuro che, oramai, saranno difficili se non impossibili eventuali riprese degne di nota.

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  5. OT amministrativo
    data la settimana di vacanze, con gli articoli procediamo lenti e teniamo i più importanti per la prossima

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