Indici meteo-climatici di Novembre 2012 e prospettive meteo-climatiche

Introduzione

Di seguito si riportano i principali indici climatici e se ne discute brevemente il significato e le conseguenze sul tempo e sul clima dell’Europa e dell’Italia.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3,  peraltro già riportato nel forum Meteo.

aaaaaaaaaa

Gli indici: i valori del mese

Tra parentesi sono riportati i valori del mese precedente:

ENSO (El Niño Southern Oscillation, ad oggi Niño): (+0,103) +0,166

PDO (Pacific Decadal Oscillation): (-0,79) -0,59

AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation):   (+0,376) +0,210

QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (-24,51) -18.95

QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (-10,51) -10.65

MJO (Madden-Julian Oscillation): attualmente si trova in fase 2 e potrebbe entrare presto in fase 3 e poi 4, ma con intensità talmente ridotta che il grafico di previsione risulta di difficile lettura.

 

Commento indici Novembre

– il Nino (ENSO) a novembre (e dicembre) oscilla tra neutralità e Nina debole ad est (zona 1+2 e zona 3) e attorno alla neutralità quasi perfertta ad ovest (zone 3.4 e 4).

– La PDO permane negativa, come da comportamento ciclico (è divenuta negativa qualche anno addietro e resterà tale per diversi anni) ed oscilla, talvolta aumentando (come adesso), talvolta diminuendo; sta più che mai confermando il suo ruolo “moderatore” nei confronti dell’evento di Nino in corso, probabilmente contribuendo in modo decisivo nel “sopprimere” l’evento di Nino ormai quasi certamente  conclusosi. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

– L’AMO si conferma in territorio positivo, ad ulteriore conferma della conclusione dell’escursione in territorio negativo. Al link seguente è riportato il grafico storico dell’AMO http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg Tale indice risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nel lungo termine (decenni) a fronte di un suo cambio di segno.

– La QBO30 è in netta ripresa, pur restando ancora decisamente negativa.

– La QBO50 ha molto probabilmente raggiunto il proprio minimo (-11,51) a Settembre, ora è un poco risalita, anche se non ancora in modo deciso.

In base alle osservazioni ENSO NOAA, siamo in presenza di una sostanziale neutralità lungo tutto l’Oceano Pacifico equatoriale: lievissime anomalie negative ad est e al centro, neutralità pressoché totale ad ovest. Le previsioni NOAA vedono al momento l’avvio di un debole evento di Nina, specie ad est e al centro dell’oceano, al termine dell’inverno. Il grado incertezza, tuttavia, è elevato, specie dal mese di Marzo in poi.

Le anomalie sottosuperficiali di temperatura, al momento, paiono confermare quanto sopra. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif,

Nel corso dell’autunno si sono alternate e in sostanza bilanciate anomalie positive e negative, segno di una prolungata fase di transizione tra Nino e Nina, che perdura. Ora però, almeno ad est e al centro, si sta affermando una evidente anomalia negativa, probabile segnale di un prossimo (primaverile?) evento di Nina.

Per quanto riguarda, invece, le anomalie di temperatura superficiale nell’Oceano Atlantico, prevalgono ora deboli anomalie positive, soprattutto nel comparto oceanico tropicale ed equatoriale centrale, tra Sudamerica ed Africa. Più a nord, si osserva una certa alternanza tra deboli anomalie di segno opposto. Le principali anomalie negative si ritrovano attorno alle  Isole Britanniche e nel Mediterraneo Occidentale. Più ad ovest, l’anomalia negativa nel Golfo del Messico si è in buona parte dissolta, contemporaneamente alla scomparsa di parte delle corrispondenti anomalie negative nel Pacifico orientale.

http://www.osdpd.noaa.gov/data/sst/anomaly/2012/anomnight.12.27.2012.gif

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La prima parte dell’inverno 2012/2013

Come nei numeri precedenti di tale rubrica, si introducono ora alcune considerazioni di carattere generale circa il possibile decorso della stagione invernale ormai avviata. Per una disamina di dettaglio, si suggerisce di fare riferimento ai vari ed interessanti articoli di approfondimento che, in queste ultime settimane, stanno ben illustrando cause e possibili conseguenze dell’attuale scenario barico dell’Emisfero Nord, a tutte le quote di pressione.

Per quanto concerne le prospettive invernali, dopo qualche settimana di freddo intenso in buona parte dell’Europa e, in misura minore, anche nell’Italia Settentrionale, all’inizio della terza decade si è instaurata una circolazione cosiddetta “zonale”, ovvero in prevalenza da ovest verso est. La carta di previsione seguente lo testimonia con chiarezza (120 ore, 850Hpa).

Tale circolazione, anzi, in una prima fase attorno a Natale, ha portato aria calda subtropicale sull’Italia, quasi un anticipo di primavera. Ora il flusso atlantico sta avendo nuovamente il sopravvento, tra onde più fredde e rimonte più miti, sicuramente fino all’inizio del nuovo anno. Proprio verso il 2-3 Gennaio, un’ondulazione più intensa delle precedenti porterebbe (il condizionale è d’obbligo) nuovamente aria artica verso il Mediterraneo. Tale tendenza è confermata anche dalle previsioni stratosferiche a 6-7 giorni (specie quelle a 100Hpa).

Per un esame in termini più generali, si può fare riferimento all’assetto previsto del Vortice Polare Stratosferico a medio-lungo termine, come testimonia l’immagine seguente (previsione GFS a 10 giorni a 50Hpa, ovvero una quota stratosferica intermedia e anche per questo significativa):

Essa mostra un VPS nuovamente sottoposto all’azione della wave 1 (anticiclone aleutinico) e dunque proteso con un lobo verso il nordest del continente nordamericano, mentre un’ondulazione minore è rivolta verso l’occidente europeo. Tuttavia, il nocciolo del VPS staziona ancora tenacemente lungo le coste settentrionali della Siberia centro-orientale.

Dunque, è ragionevole attendersi una netta recrudescenza invernale, specie sul Canada e gli Stati Uniti orientali, nel corso della prima decade di gennaio.

In ogni caso, il VPS è sbilanciato verso la Siberia e ciò continuerà a favorire un raffreddamento del comparto Siberiano centrale e orientale. Inoltre, con l’incremento delle ondulazioni della circolazione zonale, dopo una prima fase di ritiro (attualmente in corso), è presumibile che l’Orso (l’anticiclone siberiano) torni ad espandersi verso ovest, dunque faccia capolino nuovamente in Russia nel corso della prima decade di gennaio.

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Prospettive meteo-climatiche – inverno

Come detto più volte, ma è utile ribadirlo, la combinazione tra QBO negativa, Nino debole divenuto ENSO neutrale e centrato ad ovest, bassa attività solare e comunque la sostanziale assenza di elementi di “disturbo” a tale configurazione, depone a favore di una stagione invernale movimentata, almeno per l’Europa centro-settentrionale e almeno in termini generali.

Si è già accennato al fatto che nei primi 20 giorni di Dicembre l’Europa, specie quella oltre le Alpi, ha vissuto condizioni meteo prettamente invernali, spesso molto fredde e nevose. Affinché tali condizioni si verifichino nuovamente, occorrono alcuni fattori concomitanti:

  • una perdurante debolezza del Vortice Polare Stratosferico, tale da sottoporlo a continui attacchi degli anticicloni delle Aleutine (Oceano Pacifico) e delle Azzorre (Oceano Atlantico), tale da condurre ad uno split, o almeno ad una netta bilocazione del suo nucleo;
  • ripetuti riscaldamenti stratosferici (stratwarming) nei pressi del nucleo del VPS, tali da consentire la formazione in loco di anticicloni stratosferici, tali da contribuire a quanto detto al punto 1;
  • in alternativa o insieme, un’azione netta di disturbo sul VPS da parte dell’anticiclone russo-siberiano, tale da “stirarlo” (ellitticizzazione) e da portarsi quindi verso l’Europa, investendola con il suo alito gelido.

Per quanto concerne la situazione attuale, la prima condizione tutto sommato è soddisfatta, come dimostrato nella prima metà del mese; si tratta di capire come si manifesterà nuovamente; riguardo il “se si manifesterà”, sussitono davvero pochi dubbi.

Per quanto riguarda la seconda, è ormai iniziato un netto riscaldamento stratosferico sopra l’Asia centrale, alla quota di 10Hpa (dunque piuttosto in alto), che provocherà la formazione di un anticiclone stratosferico, il quale sicuramente “premerà” sul VPS per farlo spostare e soprattutto ruotare in senso antiorario rispetto alla sua sede attuale. Tuttavia, almeno per il momento, il riscaldamento sembra propagarsi solo in parte alle quote inferiori. In ogni caso, l’entità del riscaldamento appare notevole, pari a parecchie decine di gradi, tale (se provocherà lo “sconquasso” barico atteso) da classificarlo come MMW (Major Midwinter Warming, ovvero grande riscaldamento stratosferico di metà inverno). Tutte le conseguenze di tale evento, per ora, non sono facilmente pronosticabili. Molto dipenderà dagli effetti sul VPS a tutte le quote.

Infine, la terza condizione. Al momento appare essere la meno prevedibile, in quanto legata a movimenti troposferici (dunque ai piani bassi della nostra atmosfera), più difficilmente prevedibili di quelli stratosferici. L’anticiclone russo-siberiano, come detto, si è ormai ritirato verso est, ma resterà molto potente e pronto a lanciarsi di nuovo alla conquista dell’Europa , come avvenne lo scorso inverno, alla fine di gennaio. E’ probabile si affacci nuovamente in Russia già entro la prima decade di gennaio.

Per riassumere, ad oggi le prospettive di quest’inverno, pur interessanti in termini generali, appaiono nebulose se si vuole scendere più in dettaglio, specie dalla fine dell’anno in poi. I principali modelli mostrano un probabile importante affondo freddo artico sull’Europa Centro-Occidentale subito dopo Capodanno. Per ora è una linea di tendenza (non meno di 6-7 giorni), dunque occorrono ancora 2-3 giorni prima di sciogliere definitivamente la prognosi.

Pertanto, per gli aggiornamenti si rimanda agli articoli di approfondimento che sicuramente saranno pubblicati nel caso vi fossero concrete novità di rilievo. Si raccomanda anche di seguire la pagina Meteo di NIA, ricca di commenti e riferimenti ai prossimi sviluppi, che poi spesso costituiscono la base dei suddetti approfondimenti.

FabioDue

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42 pensieri su “Indici meteo-climatici di Novembre 2012 e prospettive meteo-climatiche

  1. Troppo spesso (quasi sempre) si fa l’errore di guardare e giudicare i warming stratosferici senza aver inquadrato prima la dinamica che ne sta alla base….tanto per inciso, visto che ho notato in giro un odio sfrenato nei confronti degli stratwarming (come se fossero delle “entità astratte” che prima la promettono e poi non la danno), ricordo che i stratwarming non sono altro che processi ultimi e consequenziali ai naturali fenomeni di infrangimento delle onde planetarie (breaking wave)….in altre parole è l’azione delle onde planetarie che determinano le dinamiche atmosferiche (gli stratwarming sono anch’essi una conseguenza)….
    per queste ragioni è molto più importante guardare alle carte geopotenziali che a quelle termiche….
    inoltre, per motivi più che mai intuibili, le carte strato (sebbene figlie degli stessi run tropo) sono molto più stabili e quindi “affidabili” per un previsore….a questo proposito, sino alle quote medie Gfs da diversi giorni ripropone una situazione di questo genere:

    ora trovatemi uno che capisce anche solo l’ABC delle dinamiche atmosferiche che mi viene a dire che questa carta non è ben promettente (tanto per usare un eufemismo)….
    il fatto che i run troposferici non vedano ancora niente all’orizzonte è in buona parte attribuibile al fatto che la trasmissione dagli alti ai bassi strati è sempre cosa molto difficile da inquadrare…..

    con questo non sto assolutamente dicendo che dobbiamo per forza aspettarci un evento di freddo importante (anche se possibile), anche perchè variazioni sostanziali alla configurazione generale sono sempre dietro l’angolo, soprattutto quando si ha a che fare con un evento rarissimo come lo split del vortice polare…..anzi sicuramente alla fine avranno ragione quelli che giustamente ricordano che vedere un evento eclatante sulla mite Italia è cosa ardua (in questo ci vuole sicuramente una mente superiore)….
    quello che posso dire è che, anche al di là dello split del vortice, con una wave 1 così imponente ed altamente stazionaria, sarà difficile non vedere proprio niente, anche in riferimento al futuro più lontano, in quanto l’MMW sarà comunque in grado di destabilizzare il VP per gran parte del resto dell’inverno….infatti, a prescindere dalle conseguenze più o meno dirette dell’MMW split, un grossa destabilizzazione del VPS costituisce un passo fondamentale per cambiare l’andamento della stagione, soprattutto in inverni di questo tipo…..

      (Quote)  (Reply)

  2. Grazie del prezioso e preciso commento Riccardo tienici aggiornati. Porte aperta in qualsiasi momento per eventuali post e aggiornamenti da incollare e dibattere in homepage sulle prossime dinamiche strato/tropo di quest’inverno.

      (Quote)  (Reply)

  3. @Riccardo
    Contavo in un tuo intervento 🙂

    L’immagine che hai riportato è davvero promettente. Per chi avesse difficoltà ad interpretarla, si nota il Vortice Polare Stratosferico letteralmente diviso in due parti, una sulla Siberia, l’altra sull’artico canadese, separate da un anticiclone, sul cui bordo orientale scorrono (immaginate di riprodurre tale condizione in troposfera) correnti gelide verso l’Europa. Ovviamente, alle quote della bassa atmosfera, lo split può comportare prima una forte discesa artica, poi una retrogressione siberiana. Ma ne riparleremo.

    Dunque, come si era già detto qui, per l’inverno se ne riparla dopo la prima decade di gennaio.

      (Quote)  (Reply)

  4. Riccardo :

    Troppo spesso (quasi sempre) si fa l’errore di guardare e giudicare i warming stratosferici senza aver inquadrato prima la dinamica che ne sta alla base….tanto per inciso, visto che ho notato in giro un odio sfrenato nei confronti degli stratwarming (come se fossero delle “entità astratte” che prima la promettono e poi non la danno), ricordo che i stratwarming non sono altro che processi ultimi e consequenziali ai naturali fenomeni di infrangimento delle onde planetarie (breaking wave)….in altre parole è l’azione delle onde planetarie che determinano le dinamiche atmosferiche (gli stratwarming sono anch’essi una conseguenza)….
    per queste ragioni è molto più importante guardare alle carte geopotenziali che a quelle termiche….
    inoltre, per motivi più che mai intuibili, le carte strato (sebbene figlie degli stessi run tropo) sono molto più stabili e quindi “affidabili” per un previsore….a questo proposito, sino alle quote medie Gfs da diversi giorni ripropone una situazione di questo genere:

    ora trovatemi uno che capisce anche solo l’ABC delle dinamiche atmosferiche che mi viene a dire che questa carta non è ben promettente (tanto per usare un eufemismo)….
    il fatto che i run troposferici non vedano ancora niente all’orizzonte è in buona parte attribuibile al fatto che la trasmissione dagli alti ai bassi strati è sempre cosa molto difficile da inquadrare…..

    con questo non sto assolutamente dicendo che dobbiamo per forza aspettarci un evento di freddo importante (anche se possibile), anche perchè variazioni sostanziali alla configurazione generale sono sempre dietro l’angolo, soprattutto quando si ha a che fare con un evento rarissimo come lo split del vortice polare…..anzi sicuramente alla fine avranno ragione quelli che giustamente ricordano che vedere un evento eclatante sulla mite Italia è cosa ardua (in questo ci vuole sicuramente una mente superiore)….
    quello che posso dire è che, anche al di là dello split del vortice, con una wave 1 così imponente ed altamente stazionaria, sarà difficile non vedere proprio niente, anche in riferimento al futuro più lontano, in quanto l’MMW sarà comunque in grado di destabilizzare il VP per gran parte del resto dell’inverno….infatti, a prescindere dalle conseguenze più o meno dirette dell’MMW split, un grossa destabilizzazione del VPS costituisce un passo fondamentale per cambiare l’andamento della stagione, soprattutto in inverni di questo tipo…..

    la carta in se non vale molto
    l’azione che porta a crearla si
    la spinta avviene in sede pacifica e non atlantica
    la differenza tra le 2 cose è molto importante, infatti le possibilità di trovarsi sotto hp sono notevoli e non è neanche detto che il vp arrivi a splittare in sede troposferica

      (Quote)  (Reply)

  5. FBO :

    Riccardo :
    Troppo spesso (quasi sempre) si fa l’errore di guardare e giudicare i warming stratosferici senza aver inquadrato prima la dinamica che ne sta alla base….tanto per inciso, visto che ho notato in giro un odio sfrenato nei confronti degli stratwarming (come se fossero delle “entità astratte” che prima la promettono e poi non la danno), ricordo che i stratwarming non sono altro che processi ultimi e consequenziali ai naturali fenomeni di infrangimento delle onde planetarie (breaking wave)….in altre parole è l’azione delle onde planetarie che determinano le dinamiche atmosferiche (gli stratwarming sono anch’essi una conseguenza)….
    per queste ragioni è molto più importante guardare alle carte geopotenziali che a quelle termiche….
    inoltre, per motivi più che mai intuibili, le carte strato (sebbene figlie degli stessi run tropo) sono molto più stabili e quindi “affidabili” per un previsore….a questo proposito, sino alle quote medie Gfs da diversi giorni ripropone una situazione di questo genere:

    ora trovatemi uno che capisce anche solo l’ABC delle dinamiche atmosferiche che mi viene a dire che questa carta non è ben promettente (tanto per usare un eufemismo)….
    il fatto che i run troposferici non vedano ancora niente all’orizzonte è in buona parte attribuibile al fatto che la trasmissione dagli alti ai bassi strati è sempre cosa molto difficile da inquadrare…..
    con questo non sto assolutamente dicendo che dobbiamo per forza aspettarci un evento di freddo importante (anche se possibile), anche perchè variazioni sostanziali alla configurazione generale sono sempre dietro l’angolo, soprattutto quando si ha a che fare con un evento rarissimo come lo split del vortice polare…..anzi sicuramente alla fine avranno ragione quelli che giustamente ricordano che vedere un evento eclatante sulla mite Italia è cosa ardua (in questo ci vuole sicuramente una mente superiore)….
    quello che posso dire è che, anche al di là dello split del vortice, con una wave 1 così imponente ed altamente stazionaria, sarà difficile non vedere proprio niente, anche in riferimento al futuro più lontano, in quanto l’MMW sarà comunque in grado di destabilizzare il VP per gran parte del resto dell’inverno….infatti, a prescindere dalle conseguenze più o meno dirette dell’MMW split, un grossa destabilizzazione del VPS costituisce un passo fondamentale per cambiare l’andamento della stagione, soprattutto in inverni di questo tipo…..

    la carta in se non vale molto
    l’azione che porta a crearla si
    la spinta avviene in sede pacifica e non atlantica
    la differenza tra le 2 cose è molto importante, infatti le possibilità di trovarsi sotto hp sono notevoli e non è neanche detto che il vp arrivi a splittare in sede troposferica

    @FBO

    Non ho capito molto di quello che hai detto….ed inoltre ad onor di cronaca la spinta principale iniziale proviene SEMPRE dal Pacifico, così è sempre stato e così sempre sarà…..

      (Quote)  (Reply)

  6. senza il contributo atlantico il lobo asiatico va ad ibernarsi in siberia ed il lobo americano diventa invadente portando hp su di noi.
    questa è la tendenza dello stratwarming

      (Quote)  (Reply)

  7. è attualmente notevole il freddo anche in Texas nel nord America.. grazie Riccardo per la spiegazione, comunque il contributo atlantico è dato forse anche dall’alta pressione mobile e attiva sulla zona dell’intenso riscaldamento sopra la siberia. Questo tende ad influenzare anche i meridiani sotto il circolo polare artico del continente nord americano.
    Anticiclone freddo nord americano in rinforzo…
    http://www.niederschlagsradar.de/niederschlagsprognose.aspx?type=0&continent=nam

    Io sono propenso a qualche evento nevoso nel nord Italia nella prima decade di gennaio, quest’inverno se facciamo una sequenza di eventi, vediamo che colpisce gradualmente tutte le principali fasce climatiche europee. Da NE. Quindi stabilizzazione rapida di un’anticiclone freddo sul N America e infiltrazioni fredde sino al mediterraneo orientale.
    Siamo nella terra di mezzo 😐 …. situazione peggiore perché può capitare di tutto oppure risolversi in un frigo padano con le rispettive nevi ”chimiche”…

    http://www.goes.noaa.gov/FULLDISK/GMIR.JPG
    quella bolla anticiclonica sul NO Africa…. spaventa ma cane che abbaia non morde…

      (Quote)  (Reply)

  8. Ciao @Fabio e @Riccardo.
    Da misero tapino qual io sono, credo che abbite ragione in fondo tutti e due.

    Perché è vero verissimo che la Wave 1 è l’innesco per sti eventi, è altresì vero che è importante come questa si sviluppa. La Wave 2 ha modo di svilupparsi in modo adeguato se la wave 1 non permette l’ingresso franco sul continente americano del lobo canadese del VP, ma tende a farlo affondare sul settore del quebec e atlantico prospicente.
    Se così non è la wave 2 non ha la forza di ergersi e dunque innescare la retrogressione gelida e men che meno opporsi al vivace flusso atlantico che ne consegue.
    Il risultato è una wave 2 invadende sull’Europa centro-occidentale.

    Almeno questo è ciò che ho dedotto analizzando un po’ i geopotenziali nel tempo.

    La cosa che non ho ancora ben capito, e qui senz’altro potete aiutarmi, è l’individuare la genesi primaria delle caratteristiche della wave 1.
    Ossia qual’è il suo innesco (montagne roicciose a parte ma quelle sono la causa ultima) ?
    Una risposta mi pare possa essere contenuta nell’articolo suggerito qualche post fa…. Ma onestamente un articolo non fa la wave 1 !

    Tuttavia il discorso del comparto asiatico…. Non lo trovate interessante ?

      (Quote)  (Reply)

  9. io non sono uno che segue la meteorologia in questo modo
    ho imparato guardando i modelli e capendo ogni volta il perchè di certe conseguenze

    e se i modelli adesso neanche a 380h mostrano uno straccio di split in troposfera è perchè le carte stratosferiche ad oggi fanno schifissimo per noi

      (Quote)  (Reply)

  10. Comunque sia gli effetti almeno sul campo europeo per le zone medio-basse di latitudine si vedranno dopo metà mese e 3^decade, fino ad allora quasi nulla e zonalità a manetta…siete daccordo?

      (Quote)  (Reply)

  11. Giovanni Micalizzi :

    Comunque sia gli effetti almeno sul campo europeo per le zone medio-basse di latitudine si vedranno dopo metà mese e 3^decade, fino ad allora quasi nulla e zonalità a manetta…siete daccordo?

    vedremo
    è possibile che un’azione di blocco da est possa crearsi verso metà mese
    ma si tratterebbe di qualcosa di veloce che non sarebbe cmq un’azione dettata dalla stratosfera ma solo da un botta di culo

      (Quote)  (Reply)

  12. Nelle ipotesi per metà gennaio ed oltre non mi addentro, lascio il compito a chi studia le carte stratosferiche più di me. 🙂

    Stamattina, curiosamente, mentre GFS stratoserico conferma l’irruzione artica (o nord atlantica a componente artica, se volete) dei primi giorni del nuovo anno (2-4 gennaio), e GFS troposferico conferma in sostanza (supportato anche dal suo ensemble), ECMWF si rimangia tutto (insieme al suo ensemble)……stranezze dei modelli…..

      (Quote)  (Reply)

  13. FBO :
    io non sono uno che segue la meteorologia in questo modo
    ho imparato guardando i modelli e capendo ogni volta il perchè di certe conseguenze
    e se i modelli adesso neanche a 380h mostrano uno straccio di split in troposfera è perchè le carte stratosferiche ad oggi fanno schifissimo per noi

    Pensa che fino a ieri GFS strato e GFS tropo non si intendevano nemmeno a 144 ore, figuriamoci a 380! Dunque non sono preoccupato se nel lunghissimo termine ci sono certe discrepanze, si risolveranno col tempo. Però, accidenti, a 144 ore dovrebbero concordare……invece….

      (Quote)  (Reply)

  14. Aggiungo che stamattina, le previsioni GFS stratosferiche a 10 giorni, dunque per il 7-8 gennaio, delineano una netta bilobazione del Vortice Polare Stratosferico, a tutte le quote (attenzione!), vicina ad uno split. Anzi, alle quote più elevate (1 e 2Hpa) si vede proprio lo split, a causa dell’azione congiunta dei due anticicloni oceanici (Aleutine e Azzorre), dove però il nucleo principale del VPS è posizionato in Canada.

    Alle quote più basse, almeno per ora, il VPS non subisce lo split, anche per la debolezza dell’azione dell’anticiclone azzorriano. Però, come dicevo, si biloba nettamente. Inoltre, la gobba dell’azzorriano almeno fino al 7-8 gennaio appare un po’ troppo sull’Europa occidentale da consentire discese fredde produttive per il Mediterraneo centrale. Ma tutto è ancora in gioco e da ieri c’è stata una discreta evoluzione delle previsioni stratosferiche.

    Ad oggi, se tali previsioni si confermeranno, questo significherà gran gelo per Canada e Stati Uniti, specie quelli centro-orientali, e conferma del gelo in Siberia. Da noi, invece, probabilmente per tutta la prima decade avremo una condizione di attesa, al più intervallata da qualche sporadica discesa artica, in prevalenza diretta sui Balcani. Ma il piatto forte potrebbe ancora arrivare…..

    Dunque restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti! 🙂

      (Quote)  (Reply)

  15. 3^ decade o si fa il botto o nulla da noi…almeno questo si evince dai tempi nelle ipotesi che potremmo realizzare,dato per assodato, tranne miracoli, che metà mese e forse oltre andrà via senza nulla!

      (Quote)  (Reply)

  16. @ctemaz
    E queste sono le carte di previsione stratosferiche. Quelle troposferiche, in confronto, sono un guazzabuglio quasi inestricabile, fino a pochi giorni prima di un evento. Dunque rallegriamoci di poter disporre delle previsioni stratosferiche 🙂

      (Quote)  (Reply)

  17. Anche stamattina le previsioni stratosferiche sono promettenti, sia a breve che a lungo termine: tra il 2 ed il 4 gennaio si vede chiaramente una gobba anticiclonica a 100Hpa appena ad ovest dell’Europa e dell’Italia. Tuttavia, entrambi i principali modelli troposferici, ECMWF e GFS, vedono un ingresso nordatlantico/artico blando, poco freddo perlomeno e di breve durata. Misteri meteo….. 🙂

    Più a lungo termine, cioè a 7 giorni, in stratosfera ormai si vede bene il Vortice Polare che si stiracchia, tendendo a dividersi (split). Ancora qualche giorno, come dicevo in un post precedente, e lo scenario di metà-fine gennaio sarà chiaro. Comunque resta promettente…..

      (Quote)  (Reply)

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