Rubrica Sole Febbraio 2013

Introduzione

Negli ultimi 3 mesi abbiamo assistito all’ennesimo “coup de théâtre” messo in scena dal nostro astro: dopo una serie regolare di saliscendi durata all’incirca un anno, il mese di Dicembre 2012 ha visto un crollo repentino dell’attività fino a portarsi ai livelli del Febbraio 2012 che, lo ricordiamo, ha di fatto dato il via all’attuale fase di discesa del ciclo 24. Il 2013 ci ha consegnato poi un Gennaio a due facce che, nonostante il discreto picco della prima parte del mese, non è riuscito a far risollevare più di tanto la tendenza “al ribasso” che questo ciclo sembra ormai aver preso. Fedele all’imprevedibilità, il Sole ha deciso di prendersi una ulteriore pausa anche nel mese di Febbraio che è stato caratterizzato da valori degli indici del tutto simili a quelli fatti registrare a Febbraio e Dicembre 2012, avvalorando ancora di più la tesi di un precoce decadimento di questo ciclo.

La logica vuole che, comunque, si mantenga ancora una certa prudenza al riguardo e a tal proposito le ultime “nuove” dalla Nasa danno ancora credito ad un probabile secondo picco che potrebbe verificarsi in futuro (periodo variabile tra 2013 e 2015) http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/01mar_twinpeaks/

In attesa di sviluppi ci limitiamo a constatare che, contrariamente a quanto palesato fino ad ora, stiamo comunque vivendo quella fase del ciclo che dovrebbe corrispondere al massimo o quantomeno essere in prossimità di quest’ultimo e che il livello generale di attività risulta quindi più simile ad una fase di minimo solare, come si nota anche nel grafico seguente.

 

Il grafico evidenzia pure che, nell’ultimo anno, il trend del solar flux è nullo, ovvero non è in media né aumentato né diminuito. Questo è un segnale chiaro della condizione di sostanziale massimo del ciclo.

In virtù di quanto sopra, è ovvio che anche l’indicatore per antonomasia dell’andamento dell’attività solare, l’SSN (fonte SIDC), si sia comportato di conseguenza, infatti, dopo il massimo registrato a Febbraio 2012 con 66,9, a Marzo scorso per la prima volta dal minimo, la progressione del SSN si è interrotta ed invertita, continuando a calare sensibilmente nei mesi seguenti: in controtendenza rispetto al calo dei valori mensili degli ultimi mesi, dopo aver raggiunto a Luglio il valore di 57,7, per Agosto 2012 si è riscontrato un valore leggermente superiore rispetto a quello del mese precedente, ovvero 58,1, così come ampiamente pronosticato dagli Esperti.

Questo timido segnale di ripresa non deve trarre in inganno, in quanto il trend generale dell’attività rimane comunque improntato ad un sensibile calo. Se questa tendenza non si invertirà nuovamente e nettamente, il massimo relativo raggiunto nel mese di Febbraio 2012 sarà anche il massimo assoluto del ciclo, come ormai sospettiamo fortemente. Condizione affinché questo sia effettivamente il massimo assoluto è che l’attività solare non manifesti una ripresa duratura su livelli paragonabili o superiori a quelli dell’autunno 2011, prima che l’inversione magnetica dell’emisfero Sud si compia. Dopo, in base alle nostre conoscenze attuali e con le dovute cautele, il massimo del ciclo potrà considerarsi avvenuto.

Come accennato in precedenza, attualmente il sole sta attraversando una nuova e profonda fase di “riposo” e pertanto, in mancanza di nuove e consistenti impennate dell’attività andremo incontro alla conferma del declino del SSN. Anche se il trascorrere del tempo rende sempre più remota una possibile ripresa in grande stile dell’attività, la prudenza è sempre e comunque d’obbligo in questi casi, anche perché la nostra stella ha tutte le potenzialità per smentire qualunque previsione (vedi articolo Nasa di cui sopra). L’avvio del declino del ciclo e dunque la conclusione della (o forse meglio di questa) fase di massimo sembrano comunque essere al momento la più probabile delle ipotesi.

Ad onor di cronaca va rimarcato che il conteggio del NIA’s risulta essere leggermente difforme rispetto a quelli ufficiali del SIDC, in quanto il mese del massimo relativo cade a Marzo 2012 anziché Febbraio. Anche per il “nostro” conteggio ad Agosto 2012 si è registrata una piccola crescita (da verificare i dati definitivi)  ma comunque la fase di crescita sembrerebbe essere terminata e la curva della media “smoothed”, con le dovute proporzioni, sembra ricalcare l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Come più volte rimarcato, non bisogna sottovalutare la possibilità che quello di Febbraio 2012 sia solo uno dei (due o più) massimi, più o meno come accadde per alcuni cicli deboli del passato (come il ciclo 12 o il ciclo 14 come evidenziato anche dagli esperti della Nasa) e che quindi l’attività solare possa in futuro essere caratterizzata da fasi più intense, tali da far risalire il valore del SSN e fasi di relativo riposo, dove il suddetto valore ritornerebbe a scendere verso un nuovo minimo.

Ci ripetiamo ma di certo il ciclo 24 si conferma come “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti, checché ne dicano taluni autorevoli personaggi del mondo scientifico (ad onor del vero, ultimamente sembra che qualcuno di questi abbia  “ritrattato” le proprie dichiarazioni in merito!). Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.

Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.

Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato questo Febbraio 2013:

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

In dettaglio, Febbraio è stato caratterizzato da un livello di attività decisamente molto basso e piuttosto costante per tutta la durata del mese, con la formazione di poche macchie e valori di Solar Flux da minimo. Da notare che per la prima volta dopo diversi mesi sembra essersi interrotta la sequenza di oscillazioni regolari del Solar Flux : da verificare se nei prossimi mesi assisteremo ad una ripresa del “battito” o se invece tale fase sia da considerare conclusa.

In virtù di quanto sopra esposto, il valore medio mensile del solar flux (aggiustato), è rimasto su valori assolutamente non assimilabili a quelli che si dovrebbero verificare in normali condizioni in un massimo del ciclo, scendendo repentinamente dal 122,78 del mese scorso fino ad un modestissimo 101,90, lontano “anni luce” dal 142 di luglio e dal 150 di novembre 2011, finora massimo mensile. Parallelamente anche il sunspot number ha registrato un sensibile calo rispetto a gennaio, passando da 62,9 a 38,0 valore che, risulta essere, anche per questo indice, quasi la fotocopia di quello fatto registrare 12 mesi fa: tutto questo conferma ancora una volta l’ipotesi che il ciclo possa davvero essere giunto al suo massimo e che questa incapacità di sovvertire una tendenza abbastanza netta al ribasso degli indici e non riuscire a produrre più di quanto fatto vedere fino ad ora, di fatto possa decretare l’inizio del declino effettivo dello stesso. L’andamento dei prossimi mesi è, a nostro modesto avviso, da monitorare con molta attenzione, per verificare se vi sarà o meno una (sempre più meno probabile) ripresa più decisa dell’attività. In caso contrario e a meno di colpi di scena clamorosi, potremmo sbilanciarci a dire che il massimo solare è ormai alle nostre spalle.

I valori del NIA’s di gennaio (33,5) e febbraio 2013 (19,9) sono provvisori e in attesa di validazione.

Un eventuale nuovo picco di attività, presumibilmente relativo al picco dell’emisfero sud che al momento sembra essere ancora “latitante” in questo ciclo 24, rimane comunque una ipotesi da non sottovalutare stante la recente previsione NASA e la relativa precocità del primo massimo (Novembre 2011) rispetto al minimo del 2008 . Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del massimo a primavera e l’iniziale declino delle curve del SSN, con l’attuale “rimbalzo” tecnico (ci si passi l’espressione colorita!) dato che già a partire dal prossimo mese questo indice è dato nuovamente in calo.

aaaaaaaaaa

Solar flux

Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 ha incontrato nella sua progressione, ormai giunta al suo massimo. Dal grafico risulta ancor più evidente negli ultimi mesi la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati di Solar Flux e Sunspot Number, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

 

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: è un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe”, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti, ed ormai dubitiamo fortemente sia in grado di raggiungerla. Inoltre, si nota chiaramente una prima tendenza al declino, manifestatasi in questi ultimi mesi, dopo un trend costantemente improntato al rialzo almeno fino allo scorso autunno (mesi 44-45).

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 101,90 (contro 122,78 di Gennaio) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 92,5, (ore 22 del 24/02) e 113,5, (ore 22 del 19/02) valore assolutamente non in linea con un sole in condizioni di massimo. Nell’ultima decade (dal 19 al 28 compresi) la media è stata pari a 101,62 (valori delle ore 20), valore molto basso e totalmente sovrapponibile alla media mensile.

 

Altri diagrammi

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

 

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (grafico in basso).

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (16 febbraio) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +9, ovvero in lenta e progressiva crescita rispetto alla rilevazione di luglio (mese dell’inversione). Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord è avvenuto. Per l’Emisfero Sud il momento dell’inversione si sta avvicinando: infatti i valori degli ultimi 6/7 mesi hanno fatto segnare una sensibile discesa, da +30 a +16, anche se nella rubrica di Gennaio il valore riportato da questo emisfero era pari a +13. E’ bene precisare che tali valori sono soggetti, nel breve termine, a variazioni considerevoli,(attualmente è in corso una sorta di “allontanamento” da parte dell’emisfero sud rispetto alla possibile inversione) come si può osservare nei grafici proposti di seguito e dai valori “non filtrati” disponibili. Meglio quindi aspettare ancora un poco per avere maggiori e più sicuri elementi a disposizione. In ogni caso, occorreranno ancora diversi mesi prima che l’inversione si completi. Storicamente, negli ultimi 30 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e, per un lungo periodo di tempo, in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata. Comunque la media dei due emisferi è ormai prossima alla neutralità (-3).

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png, andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png, andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind”, al momento sembrano indicare una prosecuzione della fase di stallo: le regioni attive sono sempre poche e tendono a formarsi quasi in maniera alternativa, una volta nell’Emisfero Nord, il mese seguente in quello Sud, vanificando ogni possibile (timido) tentativo di ripresa. Risulta sempre valida quindi la regola che occorre attendere ancora qualche mese per poter avere un quadro complessivo della situazione solare. Intanto ormai il 2013 è iniziato da due mesi: secondo le previsioni NASA il massimo del ciclo sarebbe in corso! E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio per ulteriori massimi, prima del fisiologico declino del ciclo. L’estrema debolezza e variabilità di questo ciclo non lasciano ancora spazio ad interpretazioni univoche.

 

Conclusioni

Questo ciclo è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati. Ovviamente la prudenza ci impone di attendere conferme che necessiteranno, inevitabilmente, di parecchio tempo anche perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il Sole è assolutamente in grado di smentire in un baleno anche la previsione dei più “quotati” esperti di fama mondiale, e anche loro ne sono pienamente consapevoli. Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse. La parvenza di “normalità” dell’autunno 2011, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo aveva dato l’illusione che il ciclo 24 potesse essere solo un poco più debole di altri precedenti ma comunque “normale”. Gennaio 2012 ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo. Il recente massimo di Luglio, pur inaspettato, ha avuto il carattere di episodio isolato, come quello di Novembre 2011 e dunque non ha modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi interlocutori, senza “acuti”, pur con la novità del netto calo del SSN. I mesi di Dicembre 2012 ed il Febbraio appena trascorso potrebbero (il condizionale è sempre d’obbligo!)  aver dato il “colpo di grazia” a questo ciclo. Valori degli indici di riferimento nuovamente così bassi lasciano intendere che il Sole non riesce a dare di più di quanto non sia riuscito a fare nel corso degli ultimi 4 anni e anche una eventuale (improbabile) e forte ripresa dell’attività potrebbe non essere sufficiente a far cambiare “piega” alle cose. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi trascorsi possano persino essere quelli assoluti del ciclo. Certo, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel periodo 2013/2015, come indicato nelle ultime previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, tra i due massimi e da Luglio in poi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto. Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente sembra proseguire una fase di  maggiore spinta relativa proprio nell’emisfero Nord che, teoricamente, dovrebbe invece andare verso un fisiologico calo dopo il massimo raggiunto a settembre 2011 (SSN emisferico 41,29) mentre l’emisfero Sud, dopo aver apparentemente iniziato una decisa fase di crescita, al momento risulta essere in completo stand-by.

Si tratta quindi di una fase al ribasso, almeno per ora. Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? Un pronostico risulta comunque complicato ma, volendosi sbilanciare un tantino, la sensazione è che ben difficilmente riusciremo a vedere un Sole più attivo di quanto non lo sia stato nell’autunno 2011. Gennaio 2013 avvalora ancora di più la nostra ipotesi. E’ più probabile un relativo picco di attività dell’emisfero Sud, magari coincidente con la prossima inversione magnetica.

Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud; nonostante l’aumento di attività dell’ultimo periodo, è evidente il tracollo dell’attività dell’emisfero Nord mentre il Sud, che, come detto, negli ultimi mesi ha drasticamente ridotto la sua già scarsa “spinta”  sembra apparentemente entrato in una fase di stallo e la curva del SSN emisferico ha iniziato a scendere dopo il “picco” di aprile 2012 (SSN emisferico 30,09):

 

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 

Apuano 70 e FabioDue


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12 pensieri su “Rubrica Sole Febbraio 2013

  1. max63 :
    Però concordo che finchè non inverte anche il Sud è meglio non fidarsi! ;)

    Si concordo, anche perchè siamo abituati a valutare l’attività solare solo ed esclusivamente monitorando posizione delle Ar, solar flux, polar field o altre…ma ci dimentichiamo spesso di dare una controllatina alla configurazione planetaria.
    Inutile che riporti quà tutte quelle referenze scientifiche che evidenziano come i battiti interni al ciclo solare sià gestiti (in particolare) da Venere,Giove e il nostro pianeta.
    Questo per dire… che con una configurazione planetaria di queso tipo (vedi l’immagine sotto) non c’è molto da aspettarsi in termini di ripresa delle manifestazioni EM, da parte della nostra stella. I tre pianeti sopra specificati sono letteralmente a “zonzo” per il sistema solare. Non si evidenziano dei chiari e ben definiti ragruppamenti di quest’ultimi in un unico settore.
    Tutto questo discorso per dire…ci vuole pazienza….aspettiamo a dare per morto questo ciclo. In particolare, attendiamo che i tre pianeti si trovino un poco più raggruppati…
    allora inizieremo a capirci un qualcosa in più !

    Aspettiamo dicembre/gennaio 2013-2014…la chiave di volta !
    😉

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  2. guardando il primo grafico direi che la fase di stallo continua alla grande
    e siamo nel massimo del ciclo, eppure il Solar Flux non supera 120 da un bel po’

    lo so che non mi sono messo in pari con il NIA’s, ma sono impegnatissimo

      (Quote)  (Reply)

  3. FBO :guardando il primo grafico direi che la fase di stallo continua alla grandee siamo nel massimo del ciclo, eppure il Solar Flux non supera 120 da un bel po’
    lo so che non mi sono messo in pari con il NIA’s, ma sono impegnatissimo

    Infatti, anche a mio avviso è quello più significativo: il solar flux mostra assenza di trend da un anno abbondante, ormai. Cioè non tende più a crescere. Ergo, salvo grosse sorprese, il ciclo è al suo massimo.

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  4. Stamani abbiamo una piccola sorpresa….lungo flare di Cat.M1.2 con CME associata fronte Terra. Questo evento andrà a sommarsi all’attuale fase scaldante in corso.

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  5. Universo elettrico in azione.
    Innesco della cometa.

    In ordine dalla sinistra :
    Sole- mercurio – cometa Panstarrs e Terra.
    Buona visione
    😉

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  6. Infatti, lo abbiamo anche specificato che questa risulta essere una fase in cui l’emisfero sud, per effetto delle forti oscillazioni magnietiche nel breve periodo, si “allontana” o meglio, rallenta il suo cammino verso l’inversione di polarità…
    Bruno

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