Il ciclo di 60 anni – 2°parte –

Non molto tempo fa, sui blog di Antony Watts e Roger Tattersall, sono state pubblicate alcune carte scientifiche, di recente uscita, che sembrerebbero confermare la ciclicità di 60 anni. Ciclicità o più specificatamente, variabilità naturale, già emersa in tutti quei lavori scientifici riportati nella prima parte di questa ricerca.

Ricordo che la prima parte di questa ricerca è reperibile al seguente link : http://daltonsminima.altervista.org/?p=24403

Ulteriori lavori scientifici.

 

Iniziamo quindi, con il riportare riassunto, di questa prima carta, pubblicata su GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS nel Settembre 2012, a titolo : C’è una oscillazione di 60 anni nel livello globale dei mari ?

Don P. Chambers, College of Marine Science, University of South Florida, St. Petersburg, Florida, USA ; Mark A. Merrifield, Department of Oceanography, University of Hawai’i at Mānoa, Honolulu, Hawaii, USA; R. Steven Nerem, CIRES, University of Colorado Boulder, Boulder, Colorado, USA

Riassunto

Esaminiamo le lunghe registrazioni di marea in ogni bacino oceanico ed esaminiamo se una oscillazione di 60 anni ricostruita e osservata nel livello medio globale dei mari (GMSL) riflette una vera oscillazione globale, o è un artefatto associato a un piccolo numero di indicatori. Riteniamo che ci sia una oscillazione significativa con un periodo di circa 60 anni nella maggior parte dei mareografi esaminati nel corso del 20 ° secolo, e che appare in ogni bacino oceanico. La media di mareografi sulle regioni mostra che la fase e l’ampiezza delle fluttuazioni sono simili nel Nord Atlantico, Pacifico occidentale del Nord, e nell’Oceano Indiano, mentre il segnale è spostato di 10 anni nel Sud Pacifico occidentale. L’unica regione campionata senza apparenti  fluttuazioni di 60 anni è il centro/est del nord pacifico. La fase di oscillazione di 60 anni trovate nelle registrazioni delle maree è tale che il livello del mare nel Nord Atlantico, occidentale del Nord Pacifico, Oceano Indiano e Sud Pacifico occidentale è in aumento dal 1985-1990. Anche se i dati di marea sono ancora troppo limitati, sia nel tempo, che nello spazio, per stabilire in modo definitivo che c’è un’oscillazione di 60 anni nel GMSL, la possibilità deve essere considerata quando si cerca di interpretare l’accelerazione del tasso medio globale e regionale dell’innalzamento del livello dei mari.

http://www.agu.org/pubs/crossref/2012/2012GL052885.shtml

E non finisce certo qui, l’elenco delle ricerche nelle quali emerge la ciclicità dei 60 anni si allunga….

 

I modelli di variabilità della temperatura multidecade a scadenze centenaria

Marina V. Shabalova Royal Netherlands Meteorological Institute (KNMI), De Bilt

Riassunto

La struttura spazio-temporale di bassa frequenza della variabile temperatura, che si riflette sui paleo-network che copre il Nord America e i domini europei, viene studiata utilizzando una combinazione di tecniche statistiche tra cui l’analisi delle componenti principali univariate e multivariate analisi dello spettro singolare. Su una scala temporale più di 50 anni, due modalità statisticamente significative della variabilità della temperatura sono state identificate, una su tempi multi decadi e una su tempi centenari. La prima modalità è oscillatoria, con un tempo nel ristretto intervallo 60-80 anni. Il modello spaziale di questa modalità multidecadale implica oscillazioni coerenti sull’Europa e su nord-orientale del Nord America, con ampiezze massime in Europa. Nel Nord America questa modalità è assente. La configurazione geografica suggerisce un collegamento con l’oscillazione nord-atlantica, un rapporto con il forcing solare non è stato rilevato. La seconda modalità, che ricopre una variabilità alle alte latitudini, descrive le variazioni di temperatura in un ampio intervallo di tempi (t> 100 anni), ed in più lunghi, registra una  debole oscillazione di circa 120 anni, che può essere identificata con certezza. Il modello temporale nella visione centenaria mostra una multipla fase. La “Piccola Era Glaciale” e il prolungato “periodo caldo medioevale.” L’interpretazione della modalità centenaria è difficile, data la sua variabile su larga scala del modello e l’incertezza associata con tempi secolari nei dati. Il set di dati presenti fornisce indicazioni che in Nord America, la variabilità centenario è indipendente dalla stagione, mentre la modalità multidecadale potrebbe presentare caratteristiche a seconda della stagione.

http://www.agu.org/pubs/crossref/1999/1999JD900461.shtml

 

 

Una oscillazione nel sistema climatico globale dal periodo di 65-70 anni

Michael E. Schlesinger & Navin Ramankutty Department of Atmospheric Sciences, University of Illinois at Urbana-Champaign, 105 South Gregory Avenue, Urbana, Illinois 61801, USA

Riassunto

Il noto riscaldamento di ~0,5°C della globale media temperatura superficiale, a partire dalla metà del XIX secolo, mostra una sostanziale variabilità su scale temporali di un secolo o meno. Una previsione accurata delle variazioni  delle temperature future richiede una comprensione delle cause di questa variabilità, le possibilità sono fattori esterni, come l’aumento delle concentrazioni dei gas serra e i solfati di origine antropica, e fattori interni, sia prevedibili (come El Niño) e imprevedibili. Qui si applica,  un’analisi di spettro, alle quattro registrazioni delle temperature medie globali e si identifica una oscillazione di temperatura con un periodo di 65-70 anni. L’analisi dello spettro delle registrazioni delle temperature superficiali, mostra per 11 aree geografiche, che l’oscillazione di 65 – 70-anni è il risultato statistico di oscillazioni di 50-88 anni per il Nord Atlantico e le sue delimitazioni continenti dell’emisfero settentrionale. Queste oscillazioni hanno oscurato il segnale del riscaldamento serra nel Nord Atlantico e del Nord America. Il confronto con le precedenti osservazioni e le simulazioni del modello, suggerisce che l’oscillazione nasce dalla prevedibile variabilità interna al sistema oceano-atmosfera.

http://www.nature.com/nature/journal/v367/n6465/abs/367723a0.html

Ed ancora sulla PDO troviamo questo lavoro :

Oscillazione Pacifica Deacadale

NATHAN J. MANTUA and STEVEN R. HARE

University of Washington, Joint Institute for the Study of the Atmosphere and Oceans, Seattle, WA 98195-4235, U.S.A. and International Pacific Halibut Commission, P.O. Box 95009, Seattle, WA 98195-2009, U.S.A.

 Dal riassunto ….

……Mentre nel ventesimo secolo le fluttuazioni della PDO erano più energiche con due periodicità, una che varia da 15 a 25 anni, e l’altra da 50 a 70 anni, i meccanismi che determinano la variabilità della PDO, non sono ancora stati chiariti….

http://www.terrapub.co.jp/journals/JO/pdf/5801/58010035.pdf

Facendo quindi un veloce riepilogo, la mia persona, ha rintracciato una decina di carte scientifiche realizzate da diversi ricercatori, in tempi e luoghi differenti, che evidenziano, nel sistema climatico terrestre,  una ciclicità naturale, che presenta un periodo che può oscillare dai 50 a 60 anni.

Ad esempio, recentemente su Tallbloke è uscita un’interessante analisi sulla ricostruzione della crescita dei coralli registrate nello Yucatan dal 1775 ai nostri giorni. Ricostruzione effttuata del vice-amministratore Tim Channon.

Vásquez-Bedoya, L. F., A. L. Cohen, D. W. Oppo, and P. Blanchon (2012), Corals record persistent multidecadal SST variability in the Atlantic Warm Pool since 1775AD, Paleoceanography, doi:10.1029/2012PA002313, in press. http://www.agu.org/pubs/crossref/pip/2012PA002313.shtml

 http://tallbloke.wordpress.com/2012/10/23/yucatan-coral-dataset-oddity/

Che dire ….. una nuova onda con periodicità di circa 55-60 anni è sotto i nostri occhi.

Credete che finisca qui…no ! Passiamo al settore geologico. Sulla Issue n°64 di Settembre 2012 del gruppo NCGT, troviamo questa ricerca a titolo : Il ciclo di 9/56 anni : Le grandi eruzioni vulcaniche Ricerca redatta da David McMinn del Independent Cycle Researcher Twin Palms, Blue Knob, NSW 2480, Australia http://www.ncgt.org/newsletter.php?action=download&id=113

56 anni….

 

Adesso, credo che sia arrivato proprio il momento di fermarsi, con i vari abstract. Rimane solamente da svelare il grande mistero, ossia, quale sia la vera origine o fonte di questa ciclicità ? La risposta la possiamo trovare semplicemente in un passato articolo scritto dal nostro Sand-rio.  Articolo nel quale si fa riferimento ai lavori del Dott.Nicola Scafetta :

L´influenza del “sistema solare” e i cicli di 60 anni (uno studio del prof. Nicola Scafetta)

http://daltonsminima.altervista.org/?p=9533

Riporto citazione più significativa del lavoro :

Come i pianeti orbitano intorno al sole, anche la posizione del sole subisce modifiche in quanto l’intero sistema solare orbita attorno al CMSS, (Centro d Massa) la cui posizione cambia al cambiamento della posizione relativa dei pianeti. Le figure sotto mostrano una simulazione delle oscillazioni del baricentro del sistema solare. La prima figura a sinistra indica il movimento del baricentro solare. La seconda figura centrale indica il movimento del baricentro solare con Giove rimosso dal sistema solare, dimostrando come Giove provoca la maggior parte delle oscillazioni. La terza figura a destra mostra il baricentro rimuovendo anche Saturno. Una volta, che si rimuove anche Nettuno, l’effetto dei pianeti che restano è quasi impercettibile e non viene indicato:

Giove é il pianeta con la piú grande massa ed è quindi il più influente. Il ciclo di Wolf (ciclo delle macchie solari) ha un periodo che oscilla, ma che in media é di 11,2 anni. Il ciclo orbitale attorno al Sole di Giove è 11,9 anni terrestri. Saturno, il secondo pianeta più grande, ha un ciclo solare orbitale di 29,4 anni. Questo porta a una congiunzione Giove-Saturno ogni 19,9 anni (J / S ciclo sinodico).

 Un ciclo completo di Giove / Saturno intorno al sole (J / S Tri-ciclo sinodico) è 59,6 anni – in altre parole, ci vogliono 60 (59,6) anni perché la Terra/Giove/ Saturno raggiungano lo stesso allineamento attorno al sole.

Si veda in particolare anche il seguente articolo : IL CENTRO DI MASSA DEL SISTEMA SOLARE e IL SUO MOTO (Dal ciclo a trifoglio ad un ciclo irregolare: la via per comprendere i minimi solari)

http://daltonsminima.wordpress.com/2010/07/27/il-centro-di-massa-del-sistema-solare-e-il-suo-moto-dal-ciclo-a-trifoglio-ad-un-ciclo-irregolare-la-via-per-comprendere-i-minimi%C2%A0solari/

“….E’ stato osservato da Charvàtovà che al compimento di un ciclo a trifoglio si passa poi ad un ciclo IRREGOLARE o CAUTICO  per poi ritornare ad un ciclo a trifoglio regolare. E’ stato inoltre calcolato che la periodicità con la quale il sole entra in un ciclo a trifoglio corrisponde al ritorno nella stessa posizione celeste degli allineamenti Saturno-Giove. Orbita che si compie all’incirca ogni 178,7337 anni e che Fairbridge e Sanders nel 1987 chiamarono “Progressione simmetrica orbitale” SOP. Questa ciclicità venne tuttavia scoperta per la prima volta da un certo Jose nel 1965, il primo ad associare ai quattro pianeti esterni (Giove,Saturno,Urano e Nettuno) un modello ricorrente del sistema solare di 179 anni….”

Abbiamo inoltre che 9 orbite sinodiche equivalgono a 178,72 anni, numero prossimo a 180 anni. Guarda caso…. recentemente è uscito un nuovo lavoro, dove troviamo appunto la ciclicità di 180 anni. Lavoro a titolo :

L’attività solare legata ai severi inverni nel baltico

M.C. Leal-Silva, V.M. Velasco Herrer Facultad de Ingeniería, Universidad Nacional Autónoma de México, Del. Coyoacán, 04510 México City, Mexico

Riassunto

Il sole è la fonte di energia fondamentale del clima della Terra e, pertanto, le sue variazioni possono contribuire alle variazioni climatiche naturali. Nel presente lavoro si studia la variabilità dell’indice di severità  invernale nel mar baltico dal 15° secolo e la sua possibile connessione con l’attività solare. Sulla base, di un nuovo metodo per la ricerca e la misurazione dell’accoppiamento ampiezza-fase, accoppiato in una serie temporale con un basso rapporto segnale rumore, si suggerisce che l’indice di severità del ghiaccio invernale nel mar baltico (IWSIB) è modulato dall’attività solare e dal moto solare nel corso degli ultimi 500 anni. Secondo il nostro modell,  un forte accoppiamento tra la periodicità decennale dell’IWSIB e la periodicità secolare dell’attività solare è presente. Abbiamo trovato che l’IWSIB  è fortemente modulato dall’attività solare nella periodicità decennale. Abbiamo anche trovato che una periodicità di 180 anni del moto del baricentro che modula l’ampiezza della periodicità decennale dell’attività solare e l’indice di severità degli inverni. Questo metodo rappresenta un utile strumento per studiare la relazione solare-terrestre.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1364682612002167

 

In conclusione non passa anno o mese che vengano pubblicate nuove ricerche scientifiche che confermano il collegamento solare (planetario) al sistema climatico terrestre. Mi domando quindi , quanto tempo e quante altre ricerche dovranno essere pubblicate prima che la (scienza ufficiale), ufficiale fra parentesi, prenda in seria considerazione questi studi  ?

 

 

Michele

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3 pensieri su “Il ciclo di 60 anni – 2°parte –

  1. sapete che in ambito accademico.. si dice che durante il periodo romano c’era più freddo, su base di cosa?

    Egitto granaio dell’Impero

    avete qualche articolo accademico incotrovertibile a confutare tutto questo?

    semplicemente credo che la coltivazione della vite in Gran Bretagna durante il periodo fosse possibile ora no?

    picchiamoci duro su questo….

      (Quote)  (Reply)

  2. Breve aggiornamento solare infrasettimanale

    Tanto fumo ma poco arrosto quà sul nostro pianeta.
    Tanti flash solari, ma nessuna tempesta geomagnetica degna di nota ha impattato, al momento, sul nostro pianeta.
    Indice planetario sempre molto basso e solo una leggerissima flessione dei raggi cosmici..

    http://www.swpc.noaa.gov/ftpdir/indices/old_indices/2013Q4_DGD.txt
    http://www.persicetometeo.com/public/popup/cosmic_rays.htm

    Dimenticavo …..raggi X in discesa….
    lo spettacolo pirotecnico volge al termine ?

    Xray.gif

    Come pure per il Sf che stasera segna 140
    http://www.spaceweather.gc.ca/data-donnee/sol_flux/sx-4-eng.php

      (Quote)  (Reply)

  3. Hello,

    entropio33:
    ……
    semplicemente credo che la coltivazione della vite in Gran Bretagna durante il periodo fosse possibile ora no?
    ……

    15 anni fa, ho fatto un giro nel sud del ingilterra e o visitato molte azienda di vino. La vite e coltivato nel sud. Ho bevuto del buon vino bianco.

      (Quote)  (Reply)

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