Il ciclo lunare nodale ed i suoi effetti sul clima

Un documento appena pubblicato sulla rivista International Journal of Climatology, mostra che il ciclo nodale lunare influenza la bassa frequenza variabilità delle precipitazioni estive, sulle subtropicali pianure a est delle Ande, in Sud America, attraverso la temperatura della superficie del mare nel lungo termine (SST ), variazioni indotte dall’ampiezza nodale delle maree diurne sud-occidentali del Sud Atlantico (SWSA).

Il ciclo di 18,6 anni delle maree nodali lunari e la bi-decade oscillazione delle precipitazioni sopra la pianura subtropicale, ad est delle Ande, in Sud America

Giornale Internazionale di Climatologia, DOI: 10.1002/joc.3787

Eduardo Andres Agosta

 

Riassunto

Questo lavoro mostra evidenze statistiche che il ciclo lunare nodale influenza la variabilità della bassa frequenza, delle precipitazioni estive sulle pianure a est delle Ande, in sud America, attraverso la temperatura della superficie del mare, nel lungo termine (SST). Variazioni indotte dall’ampiezza nodale delle maree diurne sud-occidentali del Sud Atlantico (SWSA). Negli anni, delle forti (deboli) maree diurne, la miscelazione  indotta dalle maree, rende le SST più fresce (più calde) con le basse pressioni (alta) di aria nei dintorni di Malvinas / isole Falkland nel SWSA, possibilmente attraverso variazioni troposferiche. Con un basso livello troposferico, le anomalie della circolazione, influenzano direttamente l’interannuale estiva variabilità delle precipitazioni. Una tale influenza può essere estesa alla variabilità presente nelle precipitazioni estive, per effetto della nodale modulazione osservata nella circolazione troposferica bi-decade. L’identificazione della nodale periodicità, nella variabilità delle precipitazioni estive, è statisticamente robusta.

Il ciclo nodale lunare non è qualcosa che è molto conosciuto, ma è un altro ciclo celeste che chiaramente non deve essere ignorato. Naturalmente l’IPCC non tiene alcun conto dei cicli solari, cicli planetari o cicli lunari, anche se tutti questi sono concentrati, in quella che potrebbe essere considerata “la variabilità naturale“.

(Da Wikipedia)

L’orbita lunare è inclinata di circa 5 gradi sull’eclittica. La luna quindi può variare fino a circa 5 gradi a nord oppure a sud dell’eclittica. L’eclittica è il piano del percorso apparente del Sole sulla sfera celeste, ed è complanare sia con l’orbita della Terra intorno al Sole che l’orbita apparente del Sole intorno alla Terra.

La precessione dei nodi lunari intorno all’eclittica, completa una rivoluzione (chiamato periodo draconico o periodo nodale, il periodo di nutazione) ogni 6793,5 giorni o 18,5996 anni.

Gli effetti del ciclo nodale lunare di 18,6 anni,  sul clima, sulle maree, sui sedimenti geologici, nel tempo e sul clima, sono stati di lungo di interesse (anche se non pare per l’IPCC).

Metodi nei nanocicli è la traduzione in inglese, del titolo di un libro pubblicato in russo, dal professore di geologia S.Afanasiev dell’università di Mosca nel 1991, ISBN 5-7045-0109-0

Da “Nanocycles Method” di S Afanasiev, 1991

Il ciclo del nodo lunare, che è attualmente di 18,6 anni, è riscontrabile nelle precipitazioni, in un ciclo di 9,3 anni è quello che si presenta come variabile, negli strati dello spessore dei depositi, nelle formazioni geologiche.

Tuttavia l’orbita della luna è progressivamente sempre più grande nel tempo, e così il suo periodo sta rallentando. La velocità di movimento dei nodi è inoltre decelerata, il Prof. Afanasiev ha determinato il preciso periodo del ciclo nodale per tutti gli ultimi 600 milioni di anni.

Il ciclo del nodo lunare è importante, per quanto riguarda il tempo, perché gioca un ruolo nel determinare nelle maree in atmosfera, negli oceani e nel corpo solido della terra. Le maree atmosferiche influiscono sulle precipitazioni, che a sua volta influenzano la portata dei fiumi e quindi i depositi annuali, vedi gli strati geologici.

Nel momento attuale, con un ciclo nodale di 9,3 anni, i successivi cicli nodali cominciano 0,3 anni più tardi nelle stagioni, per ogni ciclo. Pertanto dopo 3 o 4 cicli di partenza, il ciclo nodale tornare alla stesso periodo dell’anno nuovo. La durata media del ciclo quando il ciclo nodale arriva allo stesso periodo dell’anno è 9.3/0.3 o 31 anni. Occorrenze specifiche per la stessa stagione, entro 0,1 anni, si verificheranno dopo il 28, 65 e 93 anni e così via.

…. Poiché il periodo di ciclo nodale lunare è cambiato da 9,147 anni a 9,298 anni nell’ultimo milioni di anni, il ciclo secondario è variato da 62,12 anni a 31,21 anni. Se questo ciclo può essere misurata in un deposito con una precisione di 1 anno questo quindi, ci  permette ottenere la datazione del deposito, con una precisione di +/- 0.030.000 anni.

Una piccola selezione di articoli che trattano gli effetti del ciclo lunare nodale di 18.6 anni sono :

 

Fonte : http://ktwop.wordpress.com/2013/07/27/the-lunar-nodal-cycle-and-its-effects-on-climate/

 

Michele

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10 pensieri su “Il ciclo lunare nodale ed i suoi effetti sul clima

  1. Citazione :

    “…maree in atmosfera …”

    Chiaramente la “fisica” per comprendere,sviscerare a pieno queste dinamiche non è ancora alla portata dell’uomo…

    Ci dobbiamo fermare a l’evidenza empirica oppure ad espressioni del tipo :
    “e pur si muove”

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  2. Ricordo di aver letto delle maree atmosferiche sotto la voce Marea dell’Enciclopedia della Scienza e della Tecnica EST dove venivano trattate anche analiticamente.
    Potrei postare le scansioni delle fotocopie, ammesso che le ritrovi.

    Dei primissimi studi ne parla Alfonso Fresa a pag. 270 in “La Luna” del 1933 (http://luna.e-cremona.it/fresa1a.htm)

    Maree atmosferiche. Influenza della Luna sull’atmosfera terrestre

    Partendo dal fenomeno delle maree i Fisici, verso la metà del secolo XVIII, si diedero allo studio del problema dell’influenza lunare sull’oceano aereo; stando all’opinione, come asserisce il Montanari (4), che “la Luna non moverebbe i mari se prima non movesse l’aria che v’è di mezzo”. Uomini illustri, quali il D’Alembert (5), il Clairaut (6) ed il Bernoulli ammisero tutti l’esistenza di una marea atmosferica. Laplace, fondatore della “Meccanica celeste”, diede una formula che permette di calcolare le maree atmosferiche causate dalla Luna. Osservazioni eseguite a Parigi, per la durata di 8 anni, mostrarono che tale influenza non faceva oscillare il barometro che di un diciottesimo appena di millimetro. Analoghi lavori fatti pure a Parigi da Bouvard (7) e da Arago, ed a Bologna da Casoni, su osservazioni eseguite fra il 1814 ed il 1858, confermarono i risultati di Laplace. D’altronde il Flaugergues, in base ad una serie di osservazioni (comprendenti 20 anni), eseguite a Viviers, trovò una corrispondenza fra le altezze barometriche e le fasi lunari, confermata dai lavori di Eisenlohr, su osservazioni fatte a Carlsruhe, e di Bouvard eseguite a Parigi.

    Il primo trovò che l’altezza del barometro raggiungeva un valore minimo fra il dodicesimo ed il tredicesimo giorno dal novilunio, ed un valore massimo nel ventitreesimo. Il secondo ottenne un minimo per il giorno 13, ed un massimo per il 22. Tali risultati non vennero però confermati dalle numerose osservazioni del Liagre, il quale trovò che l’influenza lunare varia da luogo a luogo, avendosi per es., in corrispondenza di una data fase della Luna, un massimo di altezza barometrica a Parigi contro un minimo a Bruxelles. I risultati spesso discordi, ottenuti da diversi calcolatori e in differenti luoghi, rendono sempre più dubbia l’influenza della Luna sull’atmosfera terrestre; tanto più che le altezze barometriche sono soggette il più delle volte a brusche variazioni, onde non è possibile trovare una legge la quale leghi le altezze barometriche alla rivoluzione sinodica della Luna.

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  3. Bisognerebbe trovare del tempo, munirsi di pazienza e di una buona analisi per evidenziare come anche i cambi di circolazione atmosferica in questo Autunno-Inverno (Ott-Nov-Dic), alle medie latitudini, si vanno a collocare intorno alla fase di luna nuova e piena.

    ab2010,
    Mi sembra di ricordare che anche Bendandi riporta qualcosa in merito ?

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  4. Sì, la sua teoria la applicava all’attività sismica, al Sole, alla meteorologia, perfino alla psiche ed anche alle tratte aeree Roma-Berlino (mi è passato sotto gli occhi un articolo che parlava di questo). Quindi Richelmo Sassara molto probabilmente ha tentato di interpretare gli studi di Bendandi.

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  5. ab2010:
    alle tratte aeree Roma-Berlino.

    Non sapevo…

    Collegamento incidenti aerei – camb.climatici – occorrenze sismiche.
    Sembrerà fantascientifico, ma le cose stanno proprio così !

    Chi segue la sezione vulcani&Terremoti, ricorderà che in quest’ultimi anni ho depositato molti messaggi in merito a detta tematica.

    Molti incidenti aerei degli ultimi anni si sono verificati in Iran,Kazakistan,Afghanistan.

      (Quote)  (Reply)

  6. Michele Iran,Kazakistan,Afghanistan.

    +

    ab2010:
    perfino alla psiche

    Una particolare area…
    Alternanza di guerre per religioni….etc… la storia della civiltà umana nasce …..
    stai a vedere che abbiamo oltre al Sole che modella il clima su grande scale temporali, anche la Luna in determinate aree geografiche (su determinati cicli) influenza….e come se influenza…

      (Quote)  (Reply)

  7. OT solare/geofisico

    latest_1024_HMII.jpg

    Abbiamo una leggera ripresa delle manifestazioni solari.
    M3.1 dalla regione Ar 1936 (fronte terra). Sicuro effetto dovuto all’entrata nella linea Venere-Terra-Giove. Questo leggero rialzo delle fenomenologie solari dovrebbe ammorbidire i possibili eventi sismici ( in termini di magnitudo) dovuti al sopra citato allineamento. Infatti nelle ultime ore si registra un leggero incremento degli eventi sismici,in termini di numero, ma con una magnitudo che rimane compresa fra alla M5/M6. Allerta che cmq deve rimanere sempre elevata.

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  8. Il Sole non c’entra. Occorre considerare solo le forze gravitazionali geocentriche che non devono essere calcolate come se fossero quelle newtoniane mareali oppure quelle newtoniane di perturbazione. Mi prenoto per un articolo che parlerà della gravità.
    Per quanto riguarda le zone italiane interessate, le prime sono state quelle siciliane alcuni giorni fa, poi sono state quelle della fascia centrale, si sono spostate fino a Brescia, per poi ritornare al centro e poi al primo Sud (M5 nel Sannio). Adesso la fascia più a rischio si stabilizzerà al centro ed al Sud, ma non è detto che le altre zone saranno immuni perché la mia conoscenza del metodo non è completa. Anche a livello planetario si è potuto constatare questo spostamento dell’attività più importante che si è spostata dall’emisfero australe a quello boreale e viceversa. Si spiega leggendo contemporaneamente le variazioni di declinazione della Luna e di Venere. Per comprendere queste dinamiche articolate per i molti coefficienti (così li chiamava Bendandi) occorre però valutare contemporaneamente anche le variazioni delle forze, della Luna, di Venere e quelle degli altri pianeti.
    Le condizioni peggioreranno come previsto già due mesi fa. Questo genere di previsioni si possono fare a prescindere dall’attività solare e con largo anticipo, anche di centinaia di anni.
    Il cruscotto bendandiano ha individuato esattamente la fascia oraria dei sismi M6.0 e M5.8 di ieri. Nelle previsioni non ho previsto l’M6 solo per alcuni miei preconcetti che devo ancora risolvere.
    Il massimo si dovrebbe avere verso le 12 del primo gennaio 2014, ma anche il 2 gennaio potrebbe essere pericoloso (anche il 15).

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  9. ab2010:
    Il Sole non c’entra.

    Nella comunicazione (provato scientificamente – psiche umana) quello che conta sono le prime parole o le ultime, senza i pianeti non esiterebbe il Sole, senza il Sole non esisterebbero i pianeti. Così come per le tre forze fondamenti conosciute (elettromagnetica,nucleare e gravitazionale).

    Commento figlio di uno stato emozionale e pubblicita per il tuo lavoro/gruppo.
    Se cercate visibilità, di a Paola Lagorio di aprire un blog oppure un forum, sempre che vogliate condividere liberamente i vostri studi.

    Riprongo un tuo commento di 6 giorni fa :
    http://daltonsminima.altervista.org/?page_id=9506&cpage=914#comment-119349
    e le tue previsioni.

    “Il programma non è completo e così com’è adesso, siccome non valuta il parametro denominato pmp41 che invece è essenziale, non può essere utilizzato nemmeno come strumento di studio, men che meno per fare delle previsioni. Adesso mi metto sotto a migliorarlo. Potrebbe essere anche il 2 gennaio il giorno più pericoloso.”

    Allego di seguito le tue previsioni, lanciate a termine Ottobre e che quasi nella sua intera totalità non sono state centrate.

    Prima scrivi che non avresti riportato più previsoni, poi torni a scrivere date, poi dici che il software non è completo. La discussione qui in home si chiude, ulteriori commenti fuori tema, saranno cancellati.

    Michele
    Nia

      (Quote)  (Reply)

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