Nuove ricerche trovano un altro meccanismo di amplificazione con cui il Sole controlla il clima

Un nuovo documento pubblicato nel Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics trova ulteriori prove dei meccanismi di amplificazione solari con cui il Sole controlla il cambiamento climatico. Secondo gli autori, i cambiamenti nell’attività solare influenzano i  raggi cosmici e la distribuzione di energia solare tra i diversi strati dell’atmosfera [stratosfera e troposfera]. Questo poi si traduce nell’ordine di tre effetti sulle oscillazioni atmosferiche naturali come il Southern Oscillation, North Atlantic Oscillation, Scandinavian Pattern e il Quasi Biennial Oscillation (QBO). Queste oscillazioni atmosferiche a loro volta hanno effetti globali sul cambiamento climatico.

Contrariamente alle affermazioni degli allarmisti climatici, gli autori mostrano che tra il 1960 ed il 2003 l’andamento dell’attività geomagnetica solare era alto, che a sua volta ha ridotto i raggi cosmici e la formazione delle nuvole, che conduce al ben noto “global brightening” di quest’ultimo 20° secolo, amplificazione di energia solare sulla superficie terrestre e riscaldamento, e il cambiamento nella distribuzione dell’energia con più calore nella troposfera e meno nella stratosfera. Gli allarmisti del riscaldamento globale sostengono che il modello delle temperature crescenti in troposfera e in diminuzione in stratosfera è un’impronta digitale del riscaldamento globale causato dall’uomo, ma questo lavoro dimostra che i meccanismi di amplificazione solari, invece, possono spiegare questo stesso modello.

Figura n°1

Fig. 1: Medie annue per tutti i dati inclusi nell’analisi. CR = raggi cosmici, Ap = indice di attività geomagnetica solare, UV = raggi ultravioletti [che diminuiscono durante i massimi solari], SOI = Southern Oscillation Index, pnai = Pacific North American teleconnection, SPI = Scandinavian Pattern, Naoi = North Atlantic Oscillation Index, Temp tropo = temperature troposferiche STRATO = temperature stratosferiche.

Figura n°2

Fig. 2: Coefficienti di correlazione tra le anomalie delle temperature medie emisferiche a livello della troposfera e della stratosfera, per l’intero emisfero settentrionale e per le latitudini extratropicali. Le correlazioni sono calcolate per l’intera serie (Ann), per anni con QBO occidentale (QBOW), per anni con QBO orientale (QBOE), anni minimi solari (sm) e gli anni di massimo solare (SM). Correlazioni per l’intero anno (A) e tutte le stagioni: inverno (W), primavera (Sp), estate (Su), autunno (F).

Possibili effetti tra teleconnessioni atmosferiche e la variabilità solare sulle temperature della troposfera e della stratosfera nell’emisfero settentrionale

Astratto

Sono descritte le possibili relazioni tra le temperature nella troposfera e nella stratosfera nell’emisfero settentrionale e le oscillazioni atmosferiche, solari e l’attività geomagnetica, con analisi correlate. Viene esaminata la dipendenza delle correlazioni tra le stagioni, il livello di attività solare e la fase della Quasi Biennial Oscillation (QBO). Un dato importante è che la variabilità della temperatura troposferica emisferica è ben collegata con lo Scandinavian Pattern, il Pacific North American teleconnection e meno con la North Atlantic Oscillation. Vi è anche un possibile collegamento con la Southern Oscillation (SO) per l’inverno. Il flusso solare UV ed il flusso dei raggi cosmici potrebbero influenzare la temperatura troposferica durante le stagioni calde, massimo solare o QBO occidentale. Correlazioni significative tra la temperatura della stratosfera Nord e il SO si osservano soprattutto durante la fase orientale della QBO e il minimo solare. Segnali di variabilità geomagnetica sono visti nella temperatura della stratosfera invernale. La temperatura della stratosfera è correlata con il flusso dei raggi cosmici e dei raggi UV solari a livello annuo al massimo solare e QBO occidentale. L’effetto UV a livello stratosferico è meno chiaro del previsto. L’esistenza di alcune correlazioni tra le temperature stratosferiche / troposferiche e parametri interni ed esterni, in determinate circostanze climatiche e durante le diverse fasi del ciclo solare, potrebbero aiutare a identificare i processi che trasferiscono l’energia dal sole per diversi strati atmosferici e nel valutare il loro ruolo nella variabilità climatica.

Fonte : http://hockeyschtick.blogspot.com.au/2014/01/new-paper-finds-another-amplification.html

 

Simone

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9 pensieri su “Nuove ricerche trovano un altro meccanismo di amplificazione con cui il Sole controlla il clima

  1. Molto interessante Simone. Un altro tassello del puzzle che smentisce il ruolo preminente dell’uomo nel cambiamento climatico.
    L’unica cosa che non ho capito, ma magari nell’articolo integrale c’è, è la tempistica: dopo quanto tempo la variazione di attività solare si riflette sugli indici citati nell’articolo?

      (Quote)  (Reply)

  2. FabioDue,

    Si Fabio probabilmente nell’articolo completo probabilmente ci sono tutte le tempistiche.
    Io non sono riuscito a trovare il link alla ricerca completa.
    Se per caso sai come trovarla dimmelo che la traduco completa.

    P.S.: OT. da oggi la stazione di Cernusco non è più presente causa mio trasferimento a Marzo in Toscana con tutta la famiglia. Divento, o per megli dire, torno ad essere un “toscanaccio”, vero Michele? 🙂

      (Quote)  (Reply)

  3. Simone:
    FabioDue,
    Divento, o per megli dire, torno ad essere un “toscanaccio”, vero Michele? :-)

    Devi passare il test di ammissione.
    Si vole vede come mangi prescutto e baccelli…
    🙂

    FabioDue:
    Molto interessante Simone. Un altro tassello del puzzle che smentisce il ruolo preminente dell’uomo nel cambiamento climatico.
    L’unica cosa che non ho capito, ma magari nell’articolo integrale c’è, è la tempistica: dopo quanto tempo la variazione di attività solare si riflette sugli indici citati nell’articolo?

    Fabio con questa risorsa si può scaricare l’intera carta.
    Incolla il DOI ed il gioco è fatto.
    Naturalmente solo per studi personali e non divulgativi della carta
    http://libgen.org/scimag/

      (Quote)  (Reply)

  4. Simone,

    Caspita, anche se me l’avevi già detto ci sono rimasto male 🙁
    In bocca al lupo comunque! Sono certo che presto avrai una stazione meteo anche lì.

      (Quote)  (Reply)

  5. FabioDue,

    Tranquillo Fabio che non ci perdiamo assolutamente di vista.

    Come facevo notare qualche giorno addietro nella sezione Meteo, Gennaio è stato il mese più piovoso dal 1764 ad oggi.
    Stavo guardando il sito di Repubblica e ho trovato questo articolo:

    “Londra, allarme per i livelli del Tamigi: sott’acqua anche il parco del Castello di Windsor

    Il governo schiera l’esercito nei punti più a rischio lungo il corso del fiume. Solo nel Surrey possibile l’evacuazione di 2500 case per l’inverno più piovoso dal 1766”

    http://www.repubblica.it/esteri/2014/02/10/news/londra_allarme_per_i_livelli_del_tamigi-78201381/

    Prima molto umido, poi umido e freddo e poi solo freddo….

      (Quote)  (Reply)

  6. riporto un commento preso in rete (in inglese, anche se abbastanza comprensibile)

    Here’s what is known to us so far:
    The surface of the planet was, for a period of time actually warming.
    This is now being countered by surface cooling due to other factors, like global dimming/induction of colder air, etc.
    This heating of the lithosphere is probably due to the slowing of rotation which generates internal heat between the lithosphere and the mantle, and leads to increased volcanic eruptions, earthquakes, sinkholes, etc, and is probably also responsible for many of the strange sounds.
    It is the upper atmosphere – the stratosphere – that is cooling and that is the reason for sun pillars, rings around the sun, double/triple/quadruple images of the sun, contrails, etc.
    Volcanic dust does not heat the upper atmosphere by “trapping heat” in the stratosphere.
    That the stratosphere is colder and has dropped lower has been reported by scientists, though that information gets sidelined.
    Then, there is the comet dust/smoke in the upper atmosphere that further contributes to the cooling as you can see from the dramatic increase in noctilucent clouds.
    At the same time that is going on, the quiescent sun and the earth’s weakened magnetic field allow more cosmic radiation to reach the troposphere where it forms cloud nuclei and increases precipitation from the increased evaporation from the oceans caused by the increasing heat within the earth caused by the slowing of rotation.
    These are all the conditions for the initiation of an ICE AGE: heat at the lower levels, troposphere where “weather” takes place, extreme cold at the upper levels of the atmosphere, which can then create interesting effects including polar vortices.

    il rallentamento della rotazione (per quanto minuscolo) può essere causa del riscaldamento “dal basso” come viene suggerito ?

      (Quote)  (Reply)

  7. Simone,

    Questo almeno è ciò che si è verificato in passato, almeno per due volte: prima nel III-IV secolo, durante il tardo Impero Romano; poi nel XIV secolo (1300-1400), al termine del periodo mite medievale.

      (Quote)  (Reply)

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