Rubrica meteo-climatica Febbraio

Introduzione

La prima parte della Rubrica riporta le previsioni e le tendenze meteo-climatiche per i giorni e le settimane successivi alla pubblicazione della Rubrica. La seconda parte riassume e commenta i principali indici climatici e contiene anche qualche considerazione circa le prossime stagioni primaverile ed estiva.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3, peraltro già riportato nel forum Meteo.

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La prima parte dell’inverno – riepilogo

L’inverno 2013-2014 è stato preannunciato a fine novembre da una breve ma importante irruzione fredda da est. E’ iniziato e proseguito con un’alternanza di alte pressioni di origine subtropicale, dunque miti e asciutte, e passaggi di perturbazioni atlantiche, quindi miti e umidi. E’ finora mancato qualsiasi apporto di aria fredda artica marittima (da nord quindi) o continentale (da nordest), in grado di produrre episodi di chiaro stampo invernale con gelo e cadute di neve anche in pianura. In compenso, i ripetuti passaggi di perturbazioni atlantiche stanno apportando quantitativi record di neve sulle Alpi e piogge abbondantissime in tutto il Nord Italia. Ciò garantisce una scorta preziosa per le nostre sorgenti ed anche per i nostri ghiacciai, tanto da far sperare in un loro recupero se la prossima stagione estiva sarà clemente: la grande quantità di neve contribuirà perlomeno a proteggere il ghiaccio a lungo dai raggi solari e, se le abbondanti nevicate proseguiranno nei prossimi anni, incrementerà la massa ghiacciata.

L’inverno è stato finora latitante non solo in Italia, ma più in generale in Europa: dalla Spagna alla Russia ai Balcani, ad eccezione di brevi episodi, si sono registrate temperature miti da record per la stagione in corso. Il grande freddo si è affacciato per un certo periodo solo all’estremo nord (Scandinavia) ed est (Russia, specie nel nordest).

 

L’inverno 2013-2014 – Termine e avvio della primavera

I prossimi giorni

Dopo una successione di perturbazioni atlantiche quasi senza soluzione di continuità, comunque in un contesto mite, il tempo dei prossimi giorni promette ancora un paio di ingressi perturbati atlantici, soprattutto al Nord, in un contesto di relativa tregua.

Di seguito è riportata la previsione GFS per le ore centrali di giovedì 20 Febbraio, relativa alla pressione al suolo ed alla distribuzione delle precipitazioni:

SLP

Nell’immagine si nota bene il predominio delle depressioni atlantiche in Europa Centro-Occidentale, che non viene per ora ostacolato dall’Anticiclone delle Azzorre (in basso a sinistra). L’Italia si trova su una delle traiettorie di tali depressioni e sembra ne sarà presto interamente coinvolta, dunque anche il Centro ed il Sud, che nei giorni scorsi hanno beneficiato di un promontorio di alta pressione di origine africana. Poiché non sono previsti cambiamenti sostanziali a tale configurazione, è probabile che la tregua prevista a breve sia, appunto, solo una tregua prima di nuove piogge.

Si noti infine la totale assenza dell’Anticiclone Russo-Siberiano, detto anche Orso, in Europa: buona parte della Russia infatti è sede di una debole depressione di origine atlantica.

Nel lungo termine (7 giorni ed oltre), si intravvede una possibile ripresa in grande stile delle perturbazioni atlantiche, in Europa e forse anche sull’Italia. Permane un margine di incertezza circa la natura di tali perturbazioni, cioè se proverranno dalle medie latitudini, oppure se si avvarranno di contributi freddi di origine artica.

Un fatto sembra assodato: dopo il 20 Febbraio il Vortice Polare Stratosferico (VPS) trasferirà il proprio nucleo dall’artico nordamericano a quello siberiano, a tutte le quote della stratosfera. Ciò presumibilmente fornirà nuovo carburante freddo all’Orso in Siberia. In Europa potrebbe consentire una maggiore propensione dell’Anticiclone delle Azzorre ad elevarsi verso nord, trasferendo masse di aria più fredda verso le nostre latitudini. Tuttavia per ora si tratta di ipotesi non confermate dalle previsioni troposferiche.

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Possibile evoluzione successiva (Fine Febbraio e prima parte di Marzo)

Al momento solo GFS ed il suo ensemble (GENS) prospetta una ripresa del “carosello” di perturbazioni atlantiche che ha flagellato l’Europa e il Nord Italia a Gennaio e nei primi giorni di Febbraio. ECMWF vede invece una maggiore ingerenza di alte pressioni subtropicali, pur alternata a qualche episodio instabile.

L’evoluzione prospettata da GFS sarebbe fisiologica, a cavallo del passaggio di testimone tra inverno e primavera, con possibili ingerenze artiche alternate alle prime alte pressioni di matrice subtropicale.

Non vi sono al momento segnali che lascino pensare ad una evoluzione fredda e nevosa della fine dell’inverno e dell’avvio della primavera, in una sorta di compensazione per una stagione invernale davvero sottotono.

Ad oggi non è possibile dire di più. Visitate comunque la pagina Meteo del blog, per gli aggiornamenti successivi.

 

Gli indici meteo-climatici: i valori del mese precedente

Di seguito si riportano i valori del mese di Gennaio, quelli più recenti disponibili. Tra parentesi sono riportati i valori di Dicembre.

  1. ENSO (El Niño Southern Oscillation, MEI index): (-0,312) -0,318
  2. PDO (Pacific Decadal Oscillation): (-0,41) +0,30
  3. AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (+0,059) -0,039
  4. QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+12,6) +13,1
  5. QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (+10) +9,7
  6. MJO (Madden-Julian Oscillation): risulta tuttora estremamente debole, in zona 6. Verso fine mese potrebbe intensificarsi e spostarsi in zona 7, divenendo quindi un elemento a favore di ondate di freddo in Europa.

 

Commento indici

1. l’ENSO ormai da oltre un anno (autunno 2012) si mostra sostanzialmente neutro. Da allora si sono alternati episodi di debole Nina e debole Nino, ma solo in alcuni comparti del Pacifico equatoriale, a periodi di quasi perfetta neutralità (assenza di anomalie di temperatura). Le previsioni NOAA per i prossimi mesi prospettano un progressivo passaggio a condizioni di Nino debole, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Tuttavia, l’attuale dispersione dei membri previsionali consiglia una certa prudenza. Per verificare l’attendibilità delle previsioni, è possibile esaminare le anomalie sottosuperficiali di temperatura. Esse possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà effettivamente nel prossimo futuro all’ENSO. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

ST Subsurface

 

Rispetto ai mesi precedenti (ma ormai da oltre un anno) le anomalie positive e negative si rafforzano e si indeboliscono alternativamente. Perdura pertanto l’equilibrio tra anomalie di segno opposto; nessuna delle due è finora riuscita a prevalere sull’altra chiaramente ed in modo durevole. Attualmente si osserva un equilibrio quasi perfetto tra anomalie piuttosto marcate di segno opposto: una rilevante anomalia negativa ad est ed una altrettanto marcata e diffusa anomalia positiva ad ovest. In sostanza, la rilevazione suggerisce al momento il prolungamento delle attuali condizioni di neutralità su tutto l’Oceano Pacifico equatoriale. Tuttavia, a differenza di quanto prospettato dalle previsioni NOAA per la prossima primavera, non si intravvede per ora alcuna tendenza ad una maggiore diffusione delle anomalie positive.

Anche le anomalie superficiali ENSO mostrano da lungo tempo un’alternanza di deboli anomalie di segno opposto. Anche nell’Oceano Atlantico, nell’emisfero settentrionale, si mostra un’analoga alternanza, sebbene disposta a fasce lungo i paralleli.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/

 

SST

 

Colpisce la presenza di una vasta anomalia negativa tra il Nordamerica e l’Europa Occidentale, proprio su una parte del percorso della Corrente del Golfo alle nostre latitudini. E’ presente dalla fine di Dicembre ed è probabilmente dovuta al continuo transito di depressioni atlantiche, che hanno raffreddato le acque superficiali Il Mediterraneo al momento appare sede di lievi anomalie positive ad est e di una sostanziale neutralità ad ovest.

2. La PDO mostra una nuova escursione in territorio positivo, presumibilmente temporanea in quanto inserita in un ciclo pluriennale negativo; sta più che mai confermando il suo ruolo “moderatore”; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno e si ritiene sia tuttora responsabile della perdurante neutralità. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

3. L’AMO mostra un’escursione in territorio negativo, la prima degli ultimi due anni. Al link seguente è riportato il suo grafico storico http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg. L’AMO risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nell’arco di decenni, dopo un cambio di segno.

4. La QBO30 continua a crescere, dopo un temporaneo calo. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo compreso tra Febbraio e Luglio 2014. Pertanto la fase di diminuzione è ormai imminente.

5. La QBO50 mostra una stasi, presumibilmente temporanea, della sua fase di crescita. Storicamente, gli intervalli di valori positivi hanno una durata compresa tra 12 e 20 mesi. Pertanto, si può ritenere che la QBO assumerà nuovamente valori negativi non prima dell’estate 2014 e non più tardi dell’inverno 2014-2015.

aaaaaaaaaaaaaaa

Considerazioni finali di natura climatica

La prolungata fase neutra dell’ENSO ha ben pochi precedenti negli ultimi 60 anni.

Volendo anticipare le prospettive per le prossime stagioni primaverile ed estiva, pur sapendo che l’ENSO è solo uno dei fattori in gioco, si possono citare analogie con il 2005, anche se nella primavera vi fu un brevissimo episodio di Nino debole, incastonato in un lungo periodo di sostanziale neutralità:

  • la primavera iniziò piuttosto fredda, con ripetute irruzioni di aria gelida continentale nella prima metà di marzo; proseguì molto più mite nella seconda metà del mese; ad aprile non vi furono particolari contrasti e il mese fu lievemente fresco; maggio fu invece più estivo al Sud, più fresco al Nord ma con diversi contrasti caldo-fresco;
  • la stagione estiva fu abbastanza calda ma senza troppi eccessi di natura africana.

Volendo andare più indietro, si può citare l’ormai lontano 1986, più simile alla stagione attuale in termini teleconnettivi (lunga ed ininterrotta neutralità ENSO, QBO positiva in inverno):

  • la primavera iniziò senza particolari contrasti, con un marzo normale, un po’ più mite nella prima metà, più fresco nella seconda; aprile fu piuttosto fresco al Nord, ben più mite, a tratti estivo, al Sud; maggio fu termicamente nella norma nella prima metà, più estivo, specie al Sud, nella seconda metà;
  • l’estate fu piuttosto calda al Sud ma sempre meno risalendo la nostra Penisola, fino ad un’estate normale al Nord.

FabioDue

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33 pensieri su “Rubrica meteo-climatica Febbraio

  1. Citazione :
    “La prolungata fase neutra dell’ENSO ha ben pochi precedenti negli ultimi 60 anni.”

    Ulteriore conferma che il burattinaio dell’intero assetto climatico planetario è Mr.elettromagnetismo

    Era il 2010 e scrivevo quest articolo :
    http://daltonsminima.altervista.org/?p=11716

    Oscillazioni geomagnetiche importanti, in continua discesa dal 2010 ad oggi.

    P.S.
    Anche l’OPI ha toppato la seconda parte stagionale, se ricordo bene la previsione di Riccardo.

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  2. Si Fabio ma qui bisogna che riparta anche l’ENSO nel lungo, per uscirne seriamente da queste onde atlantiche invernali, figlie di un canadese (polo geomagnetico non disturbato 😎 ) re dell’emisfero nord.

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  3. Michele,

    Lo pensavo anch’io, fino a quando non ho visto che la tremenda irruzione fredda del febbraio1956, che arrivò alla fine ( o quasi, forse non era proprio finito) di un lunghissimo periodo di neutralitá dell’ENSO.

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  4. Confermo l’affermazione sui precedenti dell’ENSO neutro a lungo: a parte il 1956 ed il 1986, a memoria non me ne ricordo altri. Prima di scrivere, avevo esaminato sia il grafico dell’ENSO dal 1950 ad oggi, sia le tabelle dell’indice MEI e mi avevano colpito solo le due date che ho citato.

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  5. molto interessanti, complimenti per l’analisi

    Un debole El Nino prossimo inverno sarebbe interessante perché con una QBO – almeno 30 hpa, incoraggerebbe più SSW dalla prima festa invernale

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  6. le previsioni ENSO davano un Nino debole per l’estate con ipotesi forte per l’autunno
    per ora sembra esserci una condizione di Nina abbastanza netta
    vedremo

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  7. Potete colmare le mie ENSO forecast lacune…
    Ma in zona 3.4 i modelli non provedono (ad oggi) un leggero evento ENSO?
    Dove sta la Ninà ?

    nino34Mon.gif

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  8. Michele,

    La Nina la vedi nelle osservazioni attuali. Se guardi la terza figura della Rubrica, vedi quello che sta succedendo in questi giorni. Le conclusioni puoi trarle da solo 🙂

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  9. Inoltre, la linea nera continua a sinistra nelle previsioni NOAA dell’ENSO rappresenta proprio le osservazioni, cioè le anomalie effettive degli ultimi mesi, fino ad oggi.

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  10. ciao a tutti … vorrei fare una domanda a riguardo meteo non avendo l’esperienza e l’anzianita’ per saperlo

    ma si potrebbe avere un inversione dei venti zonali da 100 a 300 hpa ???
    se si e’ successo e per quanto tempo ? grazie

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  11. FabioDue,

    Chiaro …. la tua immagine evidenzia un aumento delle anomalie sia negative che positive in diverse zone del pacifico, fino al feb 2014. Ma nell’immagine che io ho postato (previsione), linea tratteggiata nera, indica un graduale aumento delle temperature da adesso fino ad Ottobre 2014 in zona 3.4.

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  12. Michele,

    Vero.
    Ma quella è una previsione media (ensemble), con una certa dispersione dipendente dall’andamento dei membri previsionali. Inoltre, il modello previsionale utilizzato dal NOAA ha in qualche caso mostrato di non centrare la tendenza effettiva, cioè non sempre l’errore previsionale è a media zero.
    In soldoni, non è detto che le previsioni, specie nel medio-lungo termine, azzecchino la tendenza: anziché il Nino previsto ora, è possibile ci ritroviamo invece una Nina.

    Solo quando le anomalie sottosuperficiali (seconda figura della Rubrica) vedranno una prevalenza di rosso (anomalie positive), darò credito alle previsioni NOAA.

    Ho reso l’idea?

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  13. Michele,

    Non so che cosa intendi, ma di certo posso dirti che nel modello di previsione NOAA manca qualcosa. E’ come se le anomalie sottosuperficiali non fossero granchè considerate.

    Beninteso, nel giro di un mese o due la situazione può cambiare e confermare le previsioni NOAA, ma non è detto: se guardi lo storico delle previsioni e lo confronti con la realtà, noti che a volte le previsioni non hanno proprio azzeccato le tendenze e, mese dopo mese, al NOAA hanno dovuto aggiustarle.

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  14. PDO è tornato in positivo da gennaio, non è stata prodotta più dalla primavera del 2010, quindi un ritorno ad una bassa El Nino non è affatto impossibile quest’anno. Non vedo il ritorno di La Nina quest’anno

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  15. FabioDue,

    un po la intravedo l’inversione dei venti zonali ma nella seconda decade di marzo …
    ma un’ inversione quanto durerebbe in termini di tempo ? 10 gg max vero ? poi dovrebbe riformarsi un vpt ?

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