La mancanza dei monsoni che portò “all’anno senza estate”

Sommario : “….Perché le fredde e piovose estati in Europa seguono intense eruzioni vulcaniche ai tropici ? Un gruppo di ricerca potrebbe aver trovato la risposta: le emissioni vulcaniche nel blocco atmosferico possono influenzare la quantità di precipitazioni in altre parti del mondo….”

Intense eruzioni vulcaniche nei tropici portano ad un indebolimento dei monsoni e all’ulteriore risultato di estati più piovose in alcune parti d’Europa (vedi la figura schematica).

Credit: Stefan Brönnimann – Università di Berna-

Martin Wegmann, Stefan Brönnimann, Jonas Bhend, Jörg Franke, Doris Folini, Martin Wild, Jürg Luterbacher. Volcanic influence on European summer precipitation through monsoons: Possible cause for “Years Without a Summer”. Journal of Climate, 2014; 140211144028000 Doi: 10.1175/JCLI-D-13-00524.1

I documenti storici dimostrano che forti eruzioni vulcaniche nei tropici sono spesso seguite da estati fredde e piovose in Europa centrale. Questi “anni senza estate” portano spesso a carestie catastrofiche, l’ultima volta nel 1816, dopo l’eruzione del vulcano Tambora in Indonesia quando in Svizzera molte persone morirono di fame. Anche se è noto che le eruzioni vulcaniche portano ad un raffreddamento del clima, finora è stata poco chiara la provenienza del supplemento delle precipitazioni piovose.

Uno studio recentemente pubblicato dal team internazionale del Centro Oeschger per la Ricerca sui Cambiamenti Climatici presso l’Università di Berna porta alla luce questo problema: “Crediamo che le oscillazioni del monsone africano possono essere responsabili per le estati piovose europee”, afferma Stefan Brönnimann, ricercatore principale dello studio del Oeschger center.

Meno luce solare permette lo spostamento delle zone di precipitazione

Brönnimann e il suo team sono alla ricerca degli effetti di 14 intense eruzioni tropicali degli ultimi 400 anni sul clima di Europa e nelle regioni monsoniche. Le eruzioni possono iniettare grandi quantità di aerosol (cenere vulcanica) nella stratosfera, dove queste particelle microscopiche riflettono la luce solare in arrivo. La radiazione solare in arrivo diminuita a seguito delle eruzioni vulcaniche porta ad un raffreddamento che è più pronunciato sui continenti sopra l’oceano. Come risultato, i monsoni estivi in ​​Africa e in Asia si indeboliscono.

Secondo lo studio, questo porta non solo alla siccità nel Sahel, ma anche ad uno spostamento verso sud dei sistemi di bassa pressione atlantica con la formazione di maggiori temporali. Questo processo può, a sua volta, spiegare l’aumento delle precipitazioni nella parte sud dell’Europa centrale e il Mediterraneo settentrionale, che ha caratterizzato il caso dell’anno 1816.

Le eruzioni vulcaniche minacciano la sicurezza alimentare

Lo studio dimostra, ancora una volta, come le regioni separate da grandi distanze si possono influenzare a vicenda climaticamente“, dice Stefan Brönnimann. I risultati dello studio hanno quindi una rilevanza molto pratica per oggi e come ricercatore afferma: “i regimi delle precipitazioni cicliche come i monsoni sono importanti per la sicurezza alimentare in molte parti del mondo. Anche se le grandi eruzioni vulcaniche sono piuttosto rare, ci aiutano a capire meglio i sistemi monsonici.

Come notato da Brönnimann, una migliore comprensione della connessione tra le eruzioni vulcaniche e le precipitazioni può anche rivelarsi utili nella lotta contro il cambiamento climatico. Il suggerimento di rallentare il riscaldamento utilizzando le cosiddette tecniche di geoingegneria – per esempio iniettando artificialmente particelle nella stratosfera che riflettono la luce del sole – può essere visto sotto una nuova luce, in quanto anche questo potrebbe influenzare i sistemi monsonici.

Fonte :  http://www.sciencedaily.com/releases/2014/02/140213103405.htm

Simone

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3 pensieri su “La mancanza dei monsoni che portò “all’anno senza estate”

  1. Leggendo l’articolo mi viene da pensare che l’indebolimento del monsone umido estivo comporti un abbassamento dell’ITCZ (linea di convergenza intertropicale, confine tra alisei e monsone umido), con conseguente siccità nel Sahel in Africa e abbassamento della fascia delle perturbazioni atlantiche in Europa.
    Quindi pioggia in Europa a latitudini più basse, in estate.

    Non mi pare una novità sconvolgente, è lo stesso meccanismo che agisce nei periodi di raffreddamento del clima dovuti alla bassa attività solare. Ci sono diversi studi in materia.

    Sono però curioso di vedere se le recenti eruzioni nei tropici avranno un effetto apprezzabile già sul prossimo monsone. Ho qualche dubbio in proposito, ma vediamo…..

      (Quote)  (Reply)

  2. Sono però curioso di vedere se le recenti eruzioni nei tropici avranno un effetto apprezzabile già sul prossimo monsone. Ho qualche dubbio in proposito, ma vediamo…..

    Credo proprio di no.
    Infatti sul blog di Antony watts, c’è un buon articolo, che analizza le due grandi eruzioni di indice VEI5 e VEI6 registrate fra il 1980 e il 2000, vedi il Pinatubu, El Chichon

    http://wattsupwiththat.com/2014/02/24/volcanoes-erupt-again/

    E si parlava di VEI5+, pensa te con delle eruzioni che appena toccato la soglia VEI4.

    uah-msu-satellite-t2lt-temps-mauna-loa-solar.jpg?w=640

    Per poter avere un calo significativo delle temperature del pianeta , credo cha occorra un multi-processo indotto, in primis dal Sole su scade decadi come minimo, i vulcani cmq possono aiutare nel breve periodo. Vedi la traccia del grafico.
    Se poi ci metti un VEI8 allora le cose possono cambiare, ma credo che non sia il caso di evocare questo flagello, perchè sarebbe un flagello per il pianeta.

      (Quote)  (Reply)

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