Credete che finisca quì ?

Riprendo un segnalazione lasciata dal nostro Fano, in un precente articolo, per comunicarvi l’uscita di una nuova carta, che verrà pubblicata sul Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics. Carta, realizzata dal professore Sverre Holm del dipartimento di informatica dell’università di Oslo, http://arxiv.org/pdf/1307.1086.pdf
e che a mio modesto parere, si aggiunge a tutta un’altra serie di lavori scientifici, costruiti ad”hoc“, in quest’ultimo anno e mezzo, per gettare dubbi, caos e quant’altro….non solo su i lavori di Nicola Scafetta, ma anche su tutto quel palco di lavori scientifici, che nicola o altri ricercatori, hanno realizzato e che evidenziano una chiara ciclicità naturale che interessa tutto l’assetto climatico del nostro pianeta.
Sappiamo tutti quanto sia estremamente complesso sviscerare da un punto di vista matematico la sola variabilità climatica del nostro pianeta, immaginatevi quando ci mettiamo dentro i pianeti, il Sole e il complesso gioco di forze mareali elettromagnetiche e gravitazionali…

Prima che la carta venisse pubblicata sul blog di Antony watts, Sverre Holm, pubblica questo articolo, sul suo blog e getta una frase che dal mio modesto punto di vista e molto significativa e chiarisce molto bene la vera problematica che circonda l’attuale metodo scientifico e lo studio di queste tematiche :

http://blogg.uio.no/mn/ifi/innovasjonsteknologi/content/hvor-ble-det-av-sammenhengen-mellom-sola-og-klima

Jeg er jo ingen klimaforsker, men jeg har jobbet mye med sammenhenger mellom signaler.

Che tradotto significa :

Io non sono uno scienziato del clima, ma ho lavorato molto con le correlazioni tra segnali

Questo articolo non ha la pretesa di lanciare un sasso contro il lavoro strettamente matematico e sicuramente significativo del prof.Sverre Holm, nella quale si legge

La periodicità presunta di circa 30 anni nella carta di Scafetta (2010) non è davvero
presentare nella serie clima e potrebbe essere un artefatto dovuto a una combinazione
del modello di sovradattamento e dovuto a sbavature all’assunzione di invarianze temporali sui dati,

ma probabilmente affermare che Sverre Holm ha ragione, ma che Scafetta non ha torto …. 🙂

Forse …. se il prof.Sverre Holm allargasse gli studi alla climatologia, astronomia etc….le cose cambierebbero…ma siamo proprio sicuri che abbia vero interesse nel cercare la riposta (il vero ricercatore) al perchè del ciclo di 60 anni ? mmmhhh…..

P.S. Si veda i riferimenti

 

Riferimenti :

http://www.nature.com/ncomms/journal/v2/n2/full/ncomms1186.html
Here, we show that distinct, ~55- to 70-year oscillations characterized the North Atlantic ocean-atmosphere variability over the past 8,000 years.

http://www.fao.org/docrep/005/y2787e/y2787e01.pdf
The same 60-70 year periodicity has also been characteristic for the long-term dynamics of some climatic
and biological indices for the last 150 years (Klyashtorin 1998).

http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17451000802512283
Long-term changes of Atlantic spring-spawning herring and Northeast Arctic cod commercial stocks also show 50–70-year fluctuations that are synchronous with the fluctuations of climatic indices.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0273117713005474
The intensity of the vortex was found to reveal a roughly 60-year periodicity affecting the evolution of the large-scale atmospheric circulation and the character of SA/GCR effects.

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2012GL052885/abstract
The phase of the 60-year oscillation found in the tide gauge records is such that sea level in the North Atlantic, western North Pacific, Indian Ocean, and western South Pacific has been increasing since 1985–1990.

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/1999JD900461/abstract
The first mode is oscillatory, with t in the narrow range 60–80 years. The spatial pattern of this multidecadal mode implies coherent oscillations over Europe and over northeastern North America, with maximum amplitudes in Europe; over northwestern North America this mode is absent.

http://www.nature.com/nature/journal/v367/n6465/abs/367723a0.html
Singular spectrum analysis of the surface temperature records for 11 geographical regions shows that the 65–70-year oscillation is the statistical result of 50–88-year oscillations for the North Atlantic Ocean and its bounding Northern Hemisphere continents.

http://www.terrapub.co.jp/journals/JO/pdf/5801/58010035.pdf
While 20th Century PDO fluctuations were most energetic in two general periodicities—one from 15-to-25 years, and the other from 50-to-70 years—the mechanisms causing PDO variability remain unclear.

Poi ci sarebbe anche un passato lavoro pubblicato su climatemonitor (vedi immagine in apertura) con relativa formula e segnali da sviscerare ….

y=∑A*cos(2*∏*(x-x0)/T-p)

http://www.climatemonitor.it/?p=31974

 

 

Michele

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5 pensieri su “Credete che finisca quì ?

  1. Non conosco Sverre Holm, la sua matematica e suoi lavori sui segnali e matematici sono sicuramente perfetti, deve capire che non si può formulare al centimetro quanto sarà alta la marea a Mont Saint-Michel la mattina del 14 marzo.
    😉

      (Quote)  (Reply)

  2. Michele, grazie tante.

    La tua figura 1 e’ molto interessante.

    Il problema con Holm ed altri come lui e’ che non capiscono il fatto che scoprire qualcosa in scienza e’ come fare delle torte fatte bene.

    E’ evidente che il risultato dipende dala ricetta usata.

    Il metodo usato da Holm (usare finestre corte) non risolve i battimenti, e consequentemente non risolve il segnale.

    nicola

      (Quote)  (Reply)

  3. Ciao nicola,
    io partirei da questo tuo commento del 2011, in replica a Svalgaard

    http://daltonsminima.altervista.org/?p=17197

    Svalgaard non capisce il fatto che non è possibile calcolare con precisione e prevedere le maree con la legge fondamentale della fisica a causa della enorme complessità fisica del problema, che non si limita a conoscere solo l’esistenza della gravità, ma richiede anche una dettagliata conoscenza di un sacco di altre cose tra cui la termodinamica, fluido-dinamica e le risonanze locali fondamentali. Per ovviare a questi problemi di ignoranza Kelvin ha proposto un modello armonico basato su cicli astronomici senza mettere alcun fisica in essa, ma utilizzando la geometria astronomica

    E anche da questo commento di rilasciato da Holm sul blog di rog, da poco :

    http://tallbloke.wordpress.com/2014/03/12/death-blow-to-barycentrism-on-the-alleged-coherence-between-the-global-temperature-and-the-suns-movement/comment-page-1/#comment-72135

    La definizione tecnica rigorosa della coerenza richiede un po ‘di 8-10 o media più indipendenti, al fine di dare risultati statisticamente validi. Una parte importante del lavoro è su questo. Infatti con un solo campione, si darà una coerenza di uno per tutte le frequenze indipendenti dei dati. Questo è ovviamente un risultato privo di significato. Rispetto a 8-10 gradi di libertà, un periodo di 60 anni in una serie temporale di circa 160 anni semplicemente non abbiamo dati sufficienti sostegno per dare risultati statisticamente significativi.

    Sinceramente credo che la complessità fisica nel calcolare, matematizzare il segnale, unità alla riprova statistica del metodo, in riferimento alla relazione solare-planetario-climatica, sia un problema quasi insormontabile da risolvere.
    Credo che sia un punto debole, su cui ti attaccheranno continuamente, giocando ad esempio come dici te, sulla scala temporale del set dei dati.

      (Quote)  (Reply)

  4. I just found this blog, and I have read it via translation. As you comment on my paper, let give a quick comment. Unfortunately I am not Able to Respond in English.

    I do not have any problem with any one of the reference you cite on ~ 60 year oscillations in all kinds of climate-related data. In fact 2 of the 5 figures in my paper show That Also, Figs. 1 and 2. That’s easy to see for anyone just by clicking on the arXiv link .

    Therefore I do not get it why I am being Criticized for not finding 60 year periods in climate data.

      (Quote)  (Reply)

  5. First, welcome on my blog professor Sverre Holm.

    You have misinterpreted my article, I do not criticize your paper.

    I wrote (My Quote) :
    “…probabilmente affermare che Sverre Holm ha ragione…”
    “…probably I say that Sverre Holm has reason..”

    My possible criticism is related a this sentence of your article :
    Link: http://blogg.uio.no/mn/ifi/innovasjonsteknologi/content/hvor-ble-det-av-sammenhengen-mellom-sola-og-klima

    “…Jeg er jo ingen klimaforsker, men jeg har jobbet mye med sammenhenger mellom signaler.”

    I need to say that in scientific research one does not start with a full and complete knowledge about an issue. The full and complete knowledge of an issue is the conclusive step of a scientific research not its beginning. The complete knowledge of a natural phenomenology is a complete knowledge of all disciplines (climatology, geophysics, thermodynamics, etc … and of course mathematical and statistical analysis), connected to the natural phenomenology .

      (Quote)  (Reply)

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