Rubrica Sole Marzo 2014

Introduzione e riepilogo

Durante la sua progressione verso il massimo solare, il ciclo 24 ha da subito manifestato un’intensità notevolmente inferiore a quella che gli esperti avevano pronosticato al termine del ciclo 23: http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/21dec_cycle24/ . Fino alla fine del mese di Settembre 2013, vista l’evoluzione degli ultimi due anni, dopo il picco dell’autunno 2011, sembrava in verità molto improbabile che questo ciclo potesse prendere un diverso andamento rispetto a quello fatto vedere fino a quel momento. In definitiva il Sole era in una fase di “stallo”. Pur con naturali oscillazioni in alto ed in basso dei vari indici di attività, nel periodo in questione il solar flux (il miglior indicatore dell’attività solare finora noto) non aveva mostrato in media alcun trend particolare, né crescente né decrescente. Lo si nota chiaramente dalla prima immagine successiva.

L’attuale fase di forte spinta ha poi condotto il ciclo al suo secondo massimo che in realtà si è rivelato essere anche il nuovo massimo assoluto di questo ciclo 24, superiore a quello dell’autunno 2011. Le influenze planetarie hanno avuto un peso non indifferente nelle dinamiche di questa ripresa dell’attività solare, come a suo tempo debitamente descritto in un articolo del nostro Michele. Resta però da capire quanto tale fase durerà e quando e come inizierà la fase di declino post-massimo.

In sintesi, il mese di Marzo appena trascorso, è stato caratterizzato da un leggero calo dei valori degl’indici di riferimento come il solar flux, ed il Sunspot Number, tornato sotto la soglia di 100. Ribadiamo che si tratta comunque di valori bassi se paragonati ad uno qualsiasi dei massimi solari dei cicli compresi tra il 19 ed il 23, anche perché le macchie non sono state né particolarmente numerose, né molto estese ed attive: a Marzo si è verificato un solo flare di classe X (3 in totale in tutto il 1°trimestre 2014).

Questa fiammata dell’attività può essere messa in relazione al secondo picco di attività pronosticato anche dalla NASA http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/01mar_twinpeaks/.

Abbiamo ampiamente superato il traguardo dei 5 anni (63 mesi) dal minimo del dicembre 2008 e dobbiamo comunque constatare che, fatti salvi brevi periodi di più intensa attività,

  • il solar flux ha raggiunto solo di recente e per pochi giorni quota 200, come valore di picco giornaliero ma non come media mensile; tale soglia fu ampiamente superata più volte dai cinque cicli precedenti, come valore giornaliero ma spesso anche in termini di media mensile;
  • anche il sunspot number risulta decisamente inferiore e analogo a quello dei cicli di fine Ottocento-inizio Novecento; ricordiamo però che i calcoli attuali sono molto rigorosi e tengono conto anche della macchia più piccola. Pertanto i valori del passato sono molto probabilmente sottostimati: perlomeno del 5% per i cicli di fine Ottocento/inizio Novecento, fino al 20% ed oltre in precedenza (ad esempio durante il Minimo di Dalton).

Il grafico seguente evidenzia come il ciclo sia stato sostanzialmente “piatto”, senza trend, fino a settembre 2013, per poi mostrare una netta accelerazione, fino al picco appena verificatosi. Risulta evidente anche il temporaneo superamento del “muro” dei 200:

 Solen Info

 Il sunspot number

Il nuovo massimo assoluto del ciclo 24 è 73,07 (settembre 2013) ed ha ampiamente superato il primo massimo registrato a Febbraio 2012 e pari a 66,9. Tra i due massimi la progressione del SSN (Smoothed Sunspot Number, media mobile su 13 mesi; fonte SIDC) si è interrotta ed invertita. Il comportamento del ciclo 24, con due massimi di cui il secondo assoluto, finora assomiglia a qualcuno dei cicli tra fine ‘800 ed inizio ‘900, nonché al ciclo 5 del Minimo di Dalton.

Anche per il NIA’s settembre 2013 ha fatto segnare il nuovo massimo provvisorio di questo ciclo (39,56) riallineandosi ai dati ufficiali del sunspot number SIDC. Restano da verificare ancora alcuni dati che al momento sono solo provvisori e pertanto vi potrebbe essere qualche variazione nel conteggio, stimabile in qualche decimo di punto. La curva della media “smoothed”di questo indice, con le dovute proporzioni, ricalca l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato questo Marzo 2014: Smoothed sunspot area

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora riesce a stento a tenere il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

In dettaglio, Marzo ha confermato il discreto livello di attività che ha caratterizzato l’ultimo semestre, pur facendo segnare una lieve flessione rispetto al mese precedente. Il sunspot number è infatti tornato sotto quota 100: 92,2 rispetto ai 102,8. Come evidenziato dal grafico sottostante, l’attuale decisa seconda impennata di attività certifica che ci troviamo nel massimo del ciclo, con tutta probabilità, in una fase anche abbastanza avanzata. SN Nia e Sidc

  Il valore del NIA’s di ottobre (49,4), novembre (42,8) 2013 e dell’ultimo mese di marzo 2014 (46,1) sono provvisori/stimati ed al momento in attesa di validazione mentre sono già definitivi il dato di dicembre 2013 (58,4), di Gennaio 2014 (51,6) e di Febbraio 2014 che con 67,3 ha stabilito il massimo relativo (provvisorio?) di questo indice.

Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del primo e provvisorio massimo a primavera 2012, l’iniziale declino delle curve del SSN ed il seguente sostanziale stallo nonchè l’ultima nuova e più decisa tendenza al rialzo dell’indice in oggetto che stabilisce nuovi massimi assoluti.

 

Solar flux

Dunque il Solar Flux a Marzo ha fatto registrare un lieve calo rispetto a quello di Febbraio, che attualmente detiene il record relativo del ciclo. Nel corso del mese il solar flux non è mai sceso al di sotto di 134, mentre nei mesi immediatamente precedenti si era spinto fino a 110, e comunque si è mantenuto piuttosto costantemente su valori oscillanti tra 140 e 160, senza picchi particolari quindi.

Per quanto appena detto il solar flux mensile aggiustato ha fatto segnare un valore pari a 148,97.

Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 ha incontrato nella sua progressione. Dal grafico seguente risulta ancor più evidente la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo. 

Confronto Solar FluxIn termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: il ciclo 24 ha proceduto “a scatti”, tra loro ben intervallati. Le pause si sono manifestate dall’inizio del 2009 all’inizio del 2011, poi ancora dall’autunno del 2011 fino all’autunno del 2013 (quando si è osservato addirittura un certo declino). Come già rimarcato, rimane da valutare la consistenza e la durata dell’attuale nuovo massimo.

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 148,97 (contro 166,01di Febbraio) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 134,2 (ore 20 del 16/03) e 167,1 (ore 23 del 12/03) mentre la media dell’ultima decade, dal 21 al 31 compresi è risultata praticamente in linea con la media mensile: 150,55 (valori ore 20).

 

Altri diagrammi: butterfly e inversione magnetica

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24, è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif Butterfly

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (grafico in basso).

 Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari, nel corso delle precedenti uscite della rubrica avevamo messo in guardia dal considerare ormai conclusa l’inversione dei poli magnetici: l’ultimo dato disponibile (23 Marzo) su http://wso.stanford.edu/Polar.html,  ha confermato le evidenti difficoltà di questo ciclo a livello magnetico e mette in risalto un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a -1. Quindi questo emisfero sembra aver fatto marcia indietro rispetto all’inversione avvenuta a giugno 2012! Non ci sono precedenti storici documentati di inversione di un polo meno di due anni dopo l’inversione precedente. L’Emisfero Sud, dopo il cambio di polarità avvenuto tra luglio ed agosto 2013 ed una prima decisa progressione, fa segnare un valore di -15, ovvero in graduale progressione dopo il cambio di polarità, anche se in modo meno marcato rispetto a quanto documentato in precedenza. Il comportamento dei due emisferi si ripercuote su quello della media filtrata, la cui crescita segna una battuta di arresto, dopo un anno di continua crescita.

Risulta al momento difficile dare un’interpretazione compiuta di quanto stia accadendo ai poli solari ed è ancora più difficile prevederne le conseguenze, sia per quanto concerne il ciclo in corso, sia in relazione al prossimo ciclo 25. Si attende conferma definitiva circa l’avvenuta inversione del Polo Nord; inoltre è importante verificare se questo nuovo assetto monopolare durerà, oppure se si verificherà a breve una ulteriore inversione.

Può essere utile anche visionare il seguente grafico relativo all’andamento dall’inizio del ciclo 24 fino ad ora: Aggiornamento WSO

In dettaglio, l’andamento degli ultimi 27 mesi dove è più evidente lo stallo e la tendenza al calo dei valori dell’emisfero nord: Dettaglio aggiornamento WSO

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano inoltre i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.pngWSO polar fields

 andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.pngN - S polar fields

 andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind” al momento mostrano un “treno” pressoché ininterrotto di regioni attive, in entrambi gli emisferi, anche se le macchie attualmente visibili non sono vaste ed attive come nei mesi precedenti. Si notano comunque diverse macchie mediamente coalescenti e di una certa dimensione, se paragonate a quelle che le hanno precedute negli anni scorsi. Un po’ a sorpresa, di recente l’Emisfero Nord sta fornendo un maggiore contributo all’attività solare, mentre quello Sud appare meno attivo. Quanto rilevato finora lascia pensare, come atteso, che il ciclo possa durare più dei “canonici” 11 anni: ad esempio David Archibald sostiene, in base ad uno studio delle emissioni coronali, che il ciclo 24 possa durare addirittura il 40% in più dei soliti 11 anni, cioè ben 17 anni, insomma fino al 2025!

Per i dettagli, si veda l’articolo al link seguente http://wattsupwiththat.com/2013/03/05/how-long-to-the-2425-solar-minimum/

Intanto, la previsione NASA http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/ssn_predict_l.gif ci dice che il massimo starebbe per terminare. Dunque, se corretta, i primi chiari segnali di declino dovrebbero verificarsi nel corso del 2014.

  

Sunspot number per emisfero e conclusioni

Questo ciclo 24 è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati.

Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse. La progressione dell’autunno 2011 aveva dato una parvenza di “normalità”. Gennaio 2012 ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo che ha confermato la debolezza del ciclo. Il più recenti picchi isolati di Luglio 2012 e di Gennaio e Aprile/Maggio 2013, pur inaspettati, non hanno modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi senza “acuti” e con il netto calo del SSN. Infine, l’intensa attività degli ultimi 6 mesi ha restituito una temporanea vitalità ad un ciclo che sembrava destinato ad un lungo inesorabile declino. L’emisfero Nord, dopo la (prima!) inversione di polarità , sta mostrando come previsto un fisiologico calo (il massimo fu raggiunto a settembre 2011, con un SSN emisferico di 41,29). Invece l’emisfero Sud, dopo un periodo di sostanziale stabilità ha ripreso la sua rampa di ascesa verso un nuovo massimo relativo, “sorpassando”, per effetto degli ultimi mesi di maggiore attività, il livello di attività dell’emisfero nord: attualmente abbiamo un nuovo massimo provvisorio con un valore pari a 49,07, tendente ad aumentare ancora. Anche in questo caso però, stante l’inversione di polarità già avvenuta, ci si attende presto un declino di attività. SC24 progres

 Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? Dopo il secondo massimo, è ragionevole attendersi i primi chiari segnali di declino.

Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud. Si nota chiaramente il declino dell’emisfero Nord e la sostanziale prepotente crescita di quello Sud dopo la lunga stasi seguita all’ascesa iniziale. SSN tot +N+S

 Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 

Apuano 70 e FabioDue

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17 pensieri su “Rubrica Sole Marzo 2014

  1. Buongiorno e buon rientro dalle festività pasquali.

    Ciao bruno,
    si … adesso resta proprio da capire quando inizierà la fase di declino dell’attività solare.

    Stamane, tramite l’utilizzo dei vari simulatori planetari ho cercato di individuare quali possano essere alcune date interessanti da monitorare, in riferimento alle configurazioni planetarie e possibili ripercussioni su l’attività solare.

    Credo che fino alla prima, seconda settimana di Giugno potranno essere possibili brevi episodi di ripresa delle manifestazioni solari (flare e piccole acceleraz. del flusso solare). A seguire (estate), Venere, la Terra e Saturno si allontaneranno, in questa fase assisteremo quindi ad una preliminare flessione del flusso solare ?
    Difficile dirlo.

    Fine Settembre, inizio Ottobre, nuova chiave di volta del ciclo solare.
    Venere si posizionerà fra Giove e Saturno ed in contemporanea sul lato opposto si troveranno Urano, la Terra e Mercurio.
    L’entrata in questa nuova fase sarà molto interessante da monitorare in sincro all’evoluzione della polarità del campo magnetico solare.

    In definità, non osservo alcuna significativa configurazione planetaria da poterci indicare un decisa svolta nelle prossime vicende solari.
    Non è azzardato ipotizzare una prossima estate 2014 /autunno 2014, senza particolari variazioni dell’attività solare.
    Siamo sempre lì, cicli deboli, dinamiche più lunghe.

      (Quote)  (Reply)

  2. Con il Sole il nostro limite è di poter attingere alle sole dinamiche interne al sistema solare; ignoriamo molto delle dinamiche dei sistemi allargati a cui appartiene, le dinamiche connesse alle stelle vicine e le dinamiche galattiche; ignoriamo anche quali possono essere le differenze dello spazio intergalattico che percorriamo nel corso dei millenni e che effetti possano avere sull’attività del Sole. In fondo analizziamo sempre il Sole come un sistema a sè stante, ma non lo è.

      (Quote)  (Reply)

  3. PS per apuano e fabio;
    articolo come sempre denso, manca solo una cosa, una bella foto della nostra stella protagonista, non la mettete mai!

      (Quote)  (Reply)

  4. secondo me questo ciclo sarà lunghissimo
    ne avremo per anni e anni
    e pensare che doveva essere un ciclo fortissimo e velocissimo

      (Quote)  (Reply)

  5. FabioDue,

    In effetti è vero! Una bella foto, magari diversa ogni mese…. 🙂
    Ottimo suggerimento quello di Scienza Obsoleta; ne attendiamo altri, da chiunque voglia dare il proprio contributo!
    Grazie.
    Bruno

      (Quote)  (Reply)

  6. Ciao.
    Sempre belli i vostri articoli sul Sole Fabiodue e Apuano.
    Fate veramente venir voglia di scrivere ancora sull’argomento.

    Beh visto che ci siamo dico la mia.
    Il ciclo in essere ha orami giocato le sua carte.
    Sarà lungo, non c’è dubbio, come d’altra parte tutti i cicli deboli.
    Ma credo proprio che quello attuale sia l’apice d’attività del secondo emisfero e tra qualche mese avremo la netta percezione del declino.

    Quello che stimao vivendo, oramai credo sia abbastanza chiaro, è il calo d’attività determinato dal ciclo centennale di Glisseberg.
    Purtroppo non abbiamo tutto il set di dati diretti possibili, ma i vari parametri geomagnetici espressi dal sole sono compatibili con quel tipo di minimo (dalton-like) e non col più volte paventato Mauder-like.

    In particolare i due su cui possiamo puntare come dati diretti (macchie e aurore) sono compatibili, sia in entità sia per le aree geografiche di manifestazione delle aurore, con quel tipo di minimo.

    Dunque ci aspettano 20 -40 anni di bassa attività solare.

      (Quote)  (Reply)

  7. Zambo,

    Rimane però l’incognita della polaritá dei due emisferi solari. Che cosa significa avere polo nord e sud negativi? Durerá? Avrá conseguenze sul prossimo ciclo?

      (Quote)  (Reply)

  8. Stiamo guardando un plateau da febbraio, è inutile che fate finta di niente. I numeri di Fibonacci parlano chiaro anche sulle borse. Lo svitato qui ci ha azzeccato per puro caso e per puro caso il trend da febbraio prosegue discendente. E’ tutto pronto ormai, le Elit. Lucif. attendono solo il momento propizio a brevissimo, un evento Carrington o un collasso, quest0ultimo che a mio pare è più probabile. Dopodiché verrà scatenata l’ennesima CRISI telecomandata, alla quale ci piegheremo come muli da soma stanchi e inebetiti da tutto ciò che ci forma, ci dirige e ci guida fino alla morte. In particolar modo noi itaGLIANi siamo i primi esposti, si dice sempre che siamo 1-2 decenni dietro gli imperialisti a stelle e strisce, in verità rappresentiamo il campo fertile di uno degli esperimenti più avanguardisti degli ultimi secoli. L’attivazione di leggi marziali subirà una nuova accelerata e forse nemmeno ce ne accorgeremo, quantanche saremo già pronti ad accettarle come necessarie. Il nuovo mondo è alle porte, le danze le gestisce la finanza, e la finanza per andare sul sicuro affida i suoi flussi a formule talmente banali da sembrare esoteriche-insulse ai più. La nostra Stella darà presto il “ciak si gira”, e poi mi farò un’amarissima risata prima di scendere per strada per l’ultimo giorno.

      (Quote)  (Reply)

  9. FabioDue:
    Zambo,

    Rimane però l’incognita della polaritá dei due emisferi solari. Che cosa significa avere polo nord e sud negativi? Durerá? Avrá conseguenze sul prossimo ciclo?

    Magari saperlo… Vorrebbe dire conoscere bene la dinamo solare.
    Purtroppo la serie storica di sto dato non ci consente di fare deduzioni serie.

      (Quote)  (Reply)

  10. Zambo,

    FabioDue,

    Ciclo centenario o bicentenario oppure c’è altro sotto ?

    Appurato che la vera e proprio musica armonica delle sfere planetarie ha un ruolo cardine nel plasmare le vicende solari nel breve (giove-terra-venere), nel lungo (saturno-urano e nettuno) e visto e considerato che siamo in un periodo di relativa calma, fra vari ponti e festività primaverili.

    Vi consiglio la ri-lettura di questo vecchio articolo.

    http://daltonsminima.wordpress.com/2009/12/29/risonanze-orbitali-la-parola-alleclittica-super-minimum-in-arrivo-2/

    Ricordo che nel luglio del 2010 si è verificata una configurazione planetaria che non si verificava da più o meno 27000 anni.

    E siccome i pianeti esterni sono i veri e propri architetti o modellattori delle dinamiche magnetiche, dei cicli solari, su scale temporali grandi, vediamo quanto pesarà l’influenza di Urano …

      (Quote)  (Reply)

  11. Michele,

    Ciao Michele,
    io cerco di attenermi ai dati magnetici e geomagnetici noti (per il passato troppo remoto su base proxy).
    Il ciclo centennale è oramai una certezza e i parametri di cui sopra sono compatibili con un dalton-like.
    Purtroppo come al solito sono col fiato corto per ciò che riguarda il tempo, ma piacerebbe scrivere su questo tema.
    L’articolo che hai citato è poi particolarmente ricco d’opinabili speculazioni.

      (Quote)  (Reply)

  12. Zambo,

    Se veramente allora ci vogliamo attenere su un punto vista di dati, “like”che cosa vuol dire da un punto di vista matematico ?
    Che io sappia la ricostruzione della componente magnetica (vedi ad esempio l’indice Ap) parte più o meno dal 1844, vedi il lavoro di Svaalgard.
    http://www.leif.org/research/Ap-1844-2008.png
    Dati proxy-ricostruzioni magnetiche/macchie solari questo è un terreno che fa acqua da tutte le parti.
    http://daltonsminima.altervista.org/2013/02/25/le-macchie-solari-non-sono-un-indicatore-di-ciclo-solare_bozza/

    P.S.
    Sarei molto felice di vedere pubblicato qui su Nia un tuo lavoro.

      (Quote)  (Reply)

  13. Michele:
    Zambo,
    Se veramente allora ci vogliamo attenere su un punto vista di dati, “like”che cosa vuol dire da un punto di vista matematico ?
    Che io sappia la ricostruzione della componente magnetica (vedi ad esempio l’indice Ap) parte più o meno dal 1844, vedi il lavoro di Svaalgard.
    http://www.leif.org/research/Ap-1844-2008.png
    Dati proxy-ricostruzioni magnetiche/macchie solari questo è un terreno che fa acqua da tutte le parti.
    http://daltonsminima.altervista.org/2013/02/25/le-macchie-solari-non-sono-un-indicatore-di-ciclo-solare_bozza/
    P.S.
    Sarei molto felice di vedere pubblicato qui su Nia un tuo lavoro.

    Ciao Michele,
    dal punto di vista matematico vuol dire l’aspetto di probabilitità associato ai vari indicatori. Per scrivere su sta cosa però non basta un post…
    Comunque non mi è chiaro perchè mi hai postato un atricolo su di un argomento che io sostenevo (proprio in virtù dei dati magnetici e geomagnetici a disposizione) in tempi non sospetti…

    http://daltonsminima.altervista.org/2012/11/17/rubrica-sole-ottobre-2012/comment-page-1/#comment-107226

    Guarda le date…

    Ad ogni modo ora tempo non ne ho di scrivere sul tema Sole, ma devo dire che è nei miei progetti a lunga scadenza, poiché è una faccedna davvero intrigante !

      (Quote)  (Reply)

  14. Zambo: Ciao Michele,
    dal punto di vista matematico vuol dire l’aspetto di probabilitità associato ai vari indicatori. Per scrivere su sta cosa però non basta un post…
    Comunque non mi è chiaro perchè mi hai postato un atricolo su di un argomento che io sostenevo (proprio in virtù dei dati magnetici e geomagnetici a disposizione) in tempi non sospetti…

    http://daltonsminima.altervista.org/2012/11/17/rubrica-sole-ottobre-2012/comment-page-1/#comment-107226

    Guarda le date…

    Ad ogni modo ora tempo non ne ho di scrivere sul tema Sole, ma devo dire che è nei miei progetti a lunga scadenza, poiché è una faccedna davvero intrigante !

    Quanti giorni intendi per “lunga scadenza”??? 😀
    Scherzi a parte, attendo il tuo articolo con trepidazione!

      (Quote)  (Reply)

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