Rubrica Meteo-climatica Maggio

Introduzione

La prima parte della Rubrica riporta le previsioni e le tendenze meteo-climatiche per i giorni e le settimane successivi alla pubblicazione della Rubrica. La seconda parte riassume e commenta i principali indici climatici e contiene anche qualche considerazione circa le prossime stagioni primaverile ed estiva.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3

 

La Primavera 2014 – riepilogo

Dopo un inverno mite e assai piovoso (e nevoso in montagna), la primavera si è finora rivelata anch’essa piuttosto mite, sia pure a fasi alterne: la prima metà di marzo è stata davvero calda in rapporto al periodo; la seconda invece è stata più fresca e perturbata, specie al Nord. Aprile ha proposto un’alternanza di periodo anticiclonici asciutti e relativamente caldi a periodi piovosi e più freschi, specie al Nord, ma comunque in un quadro complessivamente sopramedia. Maggio non si sta per ora discostando molto da Aprile.

 

Verso l’estate 2014

I prossimi giorni

Si è da poco conclusa una fase fresca e instabile, specie al Centro-Sud, che ha visto piogge e persino neve in montagna a quote medie, non rara ma nemmeno consueta. Ora è ormai avviata la prima ondata di caldo africano della stagione: un affondo perturbato nord atlantico ha “scavato” già una depressione appena al largo delle coste del Portogallo e della Spagna settentrionale. La risposta sul bordo orientale di tale “lacuna barica” è inevitabilmente la risalita di correnti molto calde africane verso il Mediterraneo centro-occidentale e l’Italia.

Di seguito è riportata la previsione GFS per le ore centrali di venerdì 24 Maggio, relativa alla pressione al suolo ed in quota:

SLP

Nell’immagine si nota bene a destra l’affondo depressionario che dalle Isole Britanniche si protende verso le coste settentrionali spagnole. L’Anticiclone delle Azzorre è defilato in oceano, molto a destra. Ad est è presente un anticiclone continentale, foriero di bel tempo e temperature elevate per la stagione.

L’aria calda raggiungerà le regioni centrali, ma le isoterme più elevate (fino a +20 ad 850hpa) si avranno localmente su Sardegna e Sicilia. Su queste due isole e in diverse località del Sud (e forse fino al Centro), specie nelle zone interne, si raggiungeranno e forse si supereranno i primi 30 gradi della stagione. Il Nord, specie il Nordovest, sarà ai margini della calura, anche se le temperature al suolo saliranno comunque un po’.

Verso il lungo termine (da 6-7 giorni in poi),  l’avvezione calda africana si sposterà sui Balcani e poi sul Mediterraneo orientale, abbandonando gradualmente la nostra Penisola. La “lacuna barica” ispano-portoghese svanirà gradualmente. Tuttavia, sembra che l’Anticiclone delle Azzorre fatichi a prendere possesso del vicino Atlantico e del Mediterraneo occidentale. Ciò lascia spazio alla possibilità che, nella prima metà di Giugno la “lacuna barica” si ripresenti e con essa nuove avvezioni calde.

aaaaaaaaaa

Possibile evoluzione successiva (Inizio Giugno)

GFS ed in parte anche il suo ensemble (GENS), nonchè ECMWF, prospettano un possibile ritorno della “lacuna barica” di cui si è detto in precedenza, fin dai primi giorni di Giugno. Questa favorirebbe una nuova invasione di aria calda sul Mediterraneo. Ma è davvero presto per le certezze. Tale evoluzione è coerente con l’andamento degli indici AO e NAO, previsti costantemente attorno alla neutralità o appena sotto, a testimonianza della debolezza dell’Anticiclone delle Azzorre sul vicino Atlantico, rispetto alle alte pressioni a latitudini più elevate.

Ad oggi non è possibile dire di più. Visitate comunque la pagina Meteo del blog, per gli aggiornamenti successivi.

 

Gli indici meteo-climatici: i valori del mese precedente

Di seguito si riportano i valori del mese di Aprile, quelli più recenti disponibili. Tra parentesi sono riportati i valori di Marzo.

  1. ENSO (El Niño Southern Oscillation, MEI index): (-0,017) +0,152
  2. PDO (Pacific Decadal Oscillation): (+0,97) +1,13
  3. AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (-0,058) -0,071
  4. QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+11,7) +7,1
  5. QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (+9,2) +9,7
  6. MJO (Madden-Julian Oscillation): risulta molto debole in zona 2.

 

Commento indici

1. l’ENSO dopo un anno e mezzo (autunno 2012-primavera 2014) di sostanziale neutralità, è tornato ad essere positivo. Le previsioni NOAA per i prossimi mesi confermano e anzi rafforzano tale scenario. Tuttavia permangono due incognite: la dispersione dei membri previsionali resta elevata e rende la previsione ancora incerta; inoltre, occorre verificare il comportamento dell’indice PDO nei prossimi mesi. Se tornerà in territorio negativo entro l’estate, come è ragionevole attendersi, indebolirà il Nino. Per verificare l’attendibilità delle previsioni, è possibile esaminare le anomalie sottosuperficiali di temperatura. Esse possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà effettivamente nel prossimo futuro all’ENSO. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

ST Subsurface

Dopo una costante alternanza di anomalie positive e negative, per quasi un anno e mezzo, le anomalie positive hanno decisamente preso il sopravvento.

In sostanza, la rilevazione conferma le previsioni NOAA circa la progressione dell’episodio di Nino ormai avviato.

Anche le anomalie superficiali ENSO hanno mostrato a lungo un’alternanza di deboli anomalie di segno opposto, ma ormai il quadro è cambiato. Anche nell’Oceano Atlantico, nell’emisfero settentrionale, si mostra un’analoga alternanza, sebbene disposta a fasce lungo i paralleli.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/

L’Oceano Pacifico equatoriale è ormai interamente dominato da deboli anomalie positive. A nord prevalgono le anomalie positive, mentre a sud quelle negative. La persistente anomalia negativa tra il Nordamerica e l’Europa Occidentale, proprio su una parte del percorso della Corrente del Golfo alle nostre latitudini, si è un po’ attenuata rispetto ai mesi precedenti. Il Mediterraneo si sta decisamente scaldando, specie nel comparto orientale.SST

2. La PDO mostra da alcuni mesi un’escursione in territorio positivo, presumibilmente temporanea in quanto inserita in un ciclo pluriennale negativo; sta confermando più che mai il suo ruolo “regolatore” dell’ENSO; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno e lo si osserva attualmente con il Nino nascente. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

3. L’AMO mostra un’escursione in territorio negativo, la prima degli ultimi due anni. Al link seguente è riportato il suo grafico storico http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg. L’AMO risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nell’arco di decenni, dopo un cambio di segno.

4. La QBO30 negli ultimi mesi ha mostrato qualche saliscendi; ora sta diminuendo, segno che è già giunta ai valori massimi e che ormai sta scendendo verso la neutralità. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo entro Luglio 2014. Pertanto si ritiene che la fase di diminuzione sia ormai avviata.

5. La QBO50 da qualche mese mostra una permanenza tra 9 e 10, segno che probabilmente è prossima al proprio massimo. Storicamente, gli intervalli di valori positivi hanno una durata compresa tra 12 e 20 mesi. Pertanto, si può ritenere che la QBO assumerà nuovamente valori negativi non prima dell’estate 2014 e non più tardi dell’inverno 2014-2015, comunque qualche mese dopo la QBO30.

aaaaaaaaaaaaaaa

Considerazioni finali di natura climatica

La prolungata fase neutra dell’ENSO, sebbene ormai conclusa, ha ben pochi precedenti negli ultimi 60 anni.

Volendo anticipare le prospettive per la prossima stagione estiva, pur sapendo che l’ENSO è solo uno dei fattori in gioco, si possono citare analogie con il 2005, anche se nella primavera vi fu un brevissimo episodio di Nino debole, incastonato in un lungo periodo di sostanziale neutralità:

  • la primavera iniziò piuttosto fredda, con ripetute irruzioni di aria gelida continentale nella prima metà di marzo; proseguì molto più mite nella seconda metà del mese; ad aprile non vi furono particolari contrasti e il mese fu lievemente fresco; maggio fu invece più estivo al Sud, più fresco al Nord ma con diversi contrasti caldo-fresco;
  • la stagione estiva fu abbastanza calda ma senza troppi eccessi di natura africana.

Volendo andare ancora più a ritroso nel tempo, si può citare l’ormai lontano 1986, più simile alla stagione attuale in termini teleconnettivi (lunga ed ininterrotta neutralità ENSO, QBO positiva in inverno):

  • la primavera iniziò senza particolari contrasti, con un marzo normale, un po’ più mite nella prima metà, più fresco nella seconda; aprile fu piuttosto fresco al Nord, ben più mite, a tratti estivo, al Sud; maggio fu termicamente nella norma nella prima metà, più estivo, specie al Sud, nella seconda metà;
  • l’estate fu piuttosto calda al Sud ma sempre meno risalendo la nostra Penisola, fino ad un’estate normale al Nord.

L’andamento del mese di Marzo, di Aprile, di Maggio (almeno finora) e le previsioni per i prossimi giorni, pur tenendo conto del perdurante sopramedia, suggeriscono al momento un comportamento più simile a quello del 1986.

FabioDue

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16 pensieri su “Rubrica Meteo-climatica Maggio

  1. La Rubrica è aggiornata a ieri sera. Non dovrebbero esserci variazioni di rilievo rispetto a ieri, nemmeno sulle tendenze a lungo termine.

    In ogni caso, ben vengano segnalazioni in tal senso da parte di chiunque.
    Grazie in anticipo! 🙂

      (Quote)  (Reply)

  2. Lo scenario che si prospetta la prossima settimana è in sostanza quello di una situazione da “palude barica”: non c’è da attendersi né l’arrivo dell’Anticiclone delle Azzorre, né di una chiara depressione atlantica.
    Quindi saremo soggetti ad infiltrazioni di aria più fresca e umida da ovest-nord ovest, con occasione per rovesci e temporali, perlopiù non organizzati, sia al Nord che altrove.

    Il lunghissimo termine (10 giorni e oltre: Giugno) resta nebuloso. E’ tuttora in piedi l’ipotesi (ovviamente da confermare) di una nuova avvezione calda africana.

      (Quote)  (Reply)

  3. Michele,

    È possibile si tratti di un Nino forte, o almeno medio, ma non ne siamo ancora sicuri:
    – La dispersione dei membri previsionali è ancora elevata e dunque la previsione NOAA non è ancora ben attendibile;
    – l’indice PDO, noto “regolatore” di Nino e Nina, è in una escursione positiva nell’ambito però di una fase negativa; se tornerá negativo entro l’estate, indebolirá il Nino, altrimenti lo rafforzerá.
    Dobbiamo attendere ancora 2-3 mesi per capire bene che cosa succederá.

      (Quote)  (Reply)

  4. carmelo,

    Impressionante la corrispondenza tra ENSO e PDO:
    a fine 1996 la PDO oscillava attorno alla neutralità; poi nel corso del 1997 è cresciuta progressivamente fino a valori di 2,79 in autunno.
    Parallelamente, l’ENSO è passato da neutrale/negativo a cavallo tra 1996 e 1997 a fortemente positivo già a metà anno, raggiungendo i massimi (guarda caso) proprio nell’autunno 1997. Quello è stato davvero un NINO super!

    Nella prima metà del 1998, la PDO è diminuita sino a divenire negativa in estate (luglio-agosto) e nettamente negativa (-1,39) in autunno. Contemporaneamente, il NINO, ancora forte in inverno e all’inizio della primavera, è calato bruscamente tra primavera ed estate e divenuto NINA nel giro di qualche mese, fino a debole/moderata in autunno.

    Se volete verificarlo di persona, guardate le serie storiche (da qualche parte ci sono anche i grafici):
    http://www.esrl.noaa.gov/psd/enso/mei/table.html
    http://jisao.washington.edu/pdo/PDO.latest

    Dunque, la correlazione pare esserci e pare essere forte, almeno per un ENSO forte come quello del 1997-1998.
    Secondo il NOAA è la PDO che influenza l’ENSO, piuttosto che viceversa.

    Dunque, se tanto mi da tanto, in base alle serie storiche ora ci troviamo in un momento di temporanea escursione positiva della PDO.
    Dovrebbe (uso il condizionale, non si sa mai) tornare negativa entro l’estate (in base a precedenti storici) e a quel punto dovrebbe indebolire il NINO, forse fino a fargli cambiare segno entro la fine dell’anno.
    Vediamo se sarà così. In ogni caso, avremo imparato qualcosa.

      (Quote)  (Reply)

  5. Non escludo, anzi ci scommetterei quasi, che l’andamento della PDO sia in qualche modo correlato con l’attività solare.
    Bisognerebbe trovare uno studio serio in proposito.
    Non escluderei pertanto che, quando il nostro Sole dovesse mollare un po’ (a breve, immagino), la PDO torni verso la negatività.
    Vedremo anche questo….

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  6. In sintesi, i mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto saranno decisivi: se la PDO tornerà negativa (come mi aspetto), prima indebolirà il NINO e poi forse lo farà diventare addirittura NINA, come è accaduto nel 1998.

    Se invece la PDO dovesse restare ostinatamente e nettamente positiva anche in estate…..beh, signore e signori, prepariamoci ad un NINO veramente forte e con conseguenze climatiche marcate anche dalle nostre parti.

      (Quote)  (Reply)

  7. FabioDue:
    Non escludo, anzi ci scommetterei quasi, che l’andamento della PDO sia in qualche modo correlato con l’attività solare.
    Bisognerebbe trovare uno studio serio in proposito.
    Non escluderei pertanto che, quando il nostro Sole dovesse mollare un po’ (a breve, immagino), la PDO torni verso la negatività.
    Vedremo anche questo….

    Beninteso, non sto parlando di una correlazione diretta (che non c’è, evidentemente, altrimenti l’andamento della PDO ricopierebbe quello dei cicli solari e non è vero, come noto) ma di un qualche tipo di correlazione, più complessa.

      (Quote)  (Reply)

  8. FabioDue,

    2014:04:22_21h:07m:13s -3N -10S 3Avg 20nhz filt: -3Nf -14Sf 6Avgf
    2014:05:02_21h:07m:13s -3N -11S 4Avg 20nhz filt: -3Nf -14Sf 5Avgf morto ormai

      (Quote)  (Reply)

  9. alessandro1,

    Vedo, vedo…..sempre più anomalo.
    Tra l’altro noto che l’attività solare sta calando nettamente, anche perché l’emisfero Nord è ormai privo di macchie (spotless) da due o tre giorni.
    Chissà che questo calo, se protratto nel tempo, non faccia scendere la PDO, come accennavo prima……

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  10. FabioDue,

    per me non c’è nulla di anomalo, ormai il sole non ha più la forza per invertire, il secondo massimo è finito. penso che resterà monopolare per molto tempo. se non sarà maunder questo ciclo, lo sarà sicuramente il prossimo

      (Quote)  (Reply)

  11. alessandro1,

    Per “anomalo” intendo mai registrato negli ultimi 40 anni. E tale è.
    Poi, se il minimo sarà come il Maunder (lungo e profondo, pressoché senza più cicli solari) o come il Dalton (più breve e meno profondo, con cicli molto deboli), lo vedremo dopo il 2020.

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  12. FabioDue,

    No Fabio … ci deve essere sicuramente qualche malfunzionamento nel sistema.
    Per quanto riguarda l’attività solare, chiaramente, l’allontanamento fra la Terra, Venere è Giove è il termine all’accelerazione solare registrata a cavallo tra il 2013 e il 2014, adesso entriamo all’interno di un territorio totalmete sconosciuto, ma al contempo estremamente interessante da studiare.

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