Le mucche a Serravalle del Chienti scesero dalla montagna due giorni prima delle scosse di Colfiorito del 1997

Ipotesi sulla fase preparatoria del terremoto

Da una raccolta di testimonianze sul terremoto avvenuto in Umbria e nelle Marche il 26 settembre 1997 è emerso che parte della popolazione fece una serie di osservazioni particolari e forse riconducibili alla fase preparatoria dell’evento sismico. Molte emissioni acustiche furono ascoltate nei mesi precedenti le scosse principali da tutti coloro che vivevano intorno a Colfiorito. I boati si intensificarono prima del 26 settembre insieme con l’aumento di piccole scosse di terremoto e a causa di ciò parte della popolazione, impaurita, prese a dormire nelle proprie automobili.

Da qualche giorno a qualche ora prima delle due scosse del 26 settembre molte persone osservarono fenomeni particolari: bagliori di colore blu in assenza di nuvole, come se fuoriuscissero dal terreno, cielo arrossato come in un’aurora o come se dietro alle montagne vi fosse un incendio, osservato in piena notte dopo la prima scossa, e altri fenomeni luminosi che sono stati riportati in occasione di quasi tutti i forti terremoti, specie quelli avvenuti nelle ore notturne. Anche il comportamento strano degli animali fu osservato in diverse località, come ad esempio il nervosismo dei cani e l’irrequietezza degli animali da allevamento.

Se la presenza di uno sciame sismico non sempre culmina in un forte terremoto, invece, la comparsa di queste anomalie in concomitanza di uno sciame sismico può indicare l’arrivo di una forte scossa? Certi comportamenti degli animali sono sempre riconducibili all’arrivo di un forte terremoto? E’ possibile costruire degli strumenti in grado di misurare eventuali segnali percepiti dagli animali? Per rispondere a queste domande è stata accuratamente analizzata l’osservazione fatta da diverse persone nel paese di Serravalle del Chienti sullo spostamento delle mucche che, normalmente al pascolo su Monte Maggio, sono scese in paese due giorni prima delle forti scosse, per poi ritornare sulla montagna il 28 settembre 1997. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Animals ed è liberamente consultabile all’indirizzo http://www.mdpi.com/2076-2615/4/2/292.

Esso esamina le cause che possono aver provocato la migrazione degli animali, fino a supporre che qualcosa abbia potuto disturbare il loro pascolo. L’ipotesi che gli autori hanno discusso in relazione alle testimonianze, ai dati meteorologici e al comportamento usuale di questi mammiferi, è stata la presenza di ioni positivi nell’aria. Tali ioni sono stati osservati in esperimenti di compressione delle rocce, potendo quindi essere legati al terremoto, e dovrebbero rendere conto anche dell’osservazione dei fenomeni luminosi, vedi http://blueplanetheart.blogspot.it/2014/01/luci-prima-del-sisma-ecco-lo-studio.html.

Le cariche elettriche, che si concentrano sulle punte, sarebbero migrate dalla regione dell’ipocentro alle asperità della superficie terrestre, cioè sulla cima delle montagne, e quì sarebbero passate in atmosfera per ionizzazione. Gli ioni in atmosfera si attaccano alle goccioline d’acqua e ai granelli di polvere potendo essere respirati. A questo punto è noto da alcuni esperimenti condotti già negli anni 70 che le cariche elettriche positive, una volta entrate nel sangue, vanno a stimolare la produzione di serotonina. L’aumento di serotonina ha l’effetto di provocare diversi tipi di malesseri, e può aver prodotto un senso di fastidio nelle mucche spingendole ad allontanarsi dal pascolo poco prima del terremoto, quando la crosta stava per fratturarsi.

 

Fonte : http://blueplanetheart.blogspot.it/2014/06/le-mucche-serravalle-del-chienti.html

Michele

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3 pensieri su “Le mucche a Serravalle del Chienti scesero dalla montagna due giorni prima delle scosse di Colfiorito del 1997

  1. Interessante studiare le reazioni degli animali in prossimità di eventi sismici; è noto che hanno una sensibilità nettamente maggiore rispetto agli uomini, ricostruire strumenti in grado di rilevare ciò che gli animali avvertono per istinto potrebbe rivelarsi la strada giusta per la previsione di alcuni eventi sismici. Aggiungo la rilevanza del gas radon (chissà se rilevata dagli animali) che potrebbe avere risvolti in futuro, così come già sostenuto dallo scienziato aquilano Giampaolo Giuliano, il quale secondo molte testimonianze ha predetto con qualche ora di anticipo la forte scossa del 6/04/2009 salvando alcune vite, attraverso uno strumento in grado di rilevare la variazione di gas radon in superficie.

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  2. fabiov,

    Tutto vero, ma in questi casi il problema più grosso è quello degli eventuali falsi positivi e/o dell’incertezza sui tempi. Che cosa succede se fai sfollare decine di migliaia di persone, e poi non succede nulla? Oppure succede quando la gente si è stufata ed è tornata a casa? Purtroppo non sono situazioni facili.

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  3. Giorgio,

    Vero, tuttavia sarebbe giusto lasciare la possibilità alla gente di decidere cosa fare; nel 2009 ero a L’aquila e da inizio anno si avvertivano scosse che andavano aumentando di intensità e frequenza, fino agli ultimi giorni di marzo quando la situazione divenne davvero spaventosa; i miei coinquilini decisero di andare via in quei giorni, io decisi di aspettare la riunione della commissione grandi rischi che si riunì circa 8 gg prima del grande evento sismico del 6 aprile. La commissione tranquillizzò la popolazione dicendo che era un normale sciame sismico, e che con il tempo sarebbe andato scemando. per questo motivo decisi di rimanere in città. D’altra parte c’era Giampaolo Giuliani, il quale era stato denunciato settimane prima per procurato allarme; la notte del 6 aprile sappiamo come è andata; Giuliani non avvisò la popolazione perché rischiava altre denunce ma riusci ad avvisare tanta gente tra amici e parenti.

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