L’attività del Sole influenza il cambiamento climatico naturale

Studi sull’ultima era glaciale lo confermano

Florian Adolphi, Raimund Muscheler, Anders Svensson, Ala Aldahan, Göran Possnert, Jürg Beer, Jesper Sjolte, Svante Björck, Katja Matthes, Rémi Thiéblemont. Persistent link between solar activity and Greenland climate during the Last Glacial Maximum. Nature Geoscience, 2014; DOI: 10.1038/ngeo2225

Figura 4 ripresa dal documento:

Rianalisi della risposta alla forzatura solare nel ventesimo secolo e il corrispettivo modello climatico accoppiato.

Fig.no.4

Pressione al livello del mare (a sinistra) 850 hPa, velocità del vento e direzione (al centro), precipitazioni (a destra) per anomalie negli inverni di minimo-massimo solare (dicembre-febbraio) come si vede nella rianalisi del XX secolo (1948-2010, in alto) e il modello climatico accoppiato di 145 anni (in basso). I puntini gialli indicano la posizione delle carote di ghiaccio GRIP. I dati sono stati suddivisi in numero minimo solare / periodi di massimo seguente. I livelli di significatività sono indicati con una punteggiatura di colore nero (90%) e bianchi (95%)

Per la prima volta, un nuovo studio dell’Università di Lund, in Svezia, ha ricostruito l’attività solare durante l’ultima era glaciale. Lo studio dimostra che il clima regionale è influenzato dal sole e offre l’importante opportunità di prevedere meglio le future condizioni climatiche in alcune regioni.

Per la prima volta, un gruppo di ricerca è stato in grado di ricostruire l’attività solare dalla fine dell’ultima era glaciale, intorno a 20.000-10.000 anni fa, analizzando alcuni elementi nella traccia delle carote di ghiaccio in Groenlandia e formazioni rupestri provenienti dalla Cina. Durante l’ultimo massimo glaciale, la Svezia era completamente ricoperta da un sottile strato di ghiaccio, che si estendeva fino alla Germania settentrionale e il livello del mare era fino a 100 metri inferiore rispetto al presente, perchè l’acqua, nelle vaste calotte di ghiaccio, era gelata. Il nuovo studio rileva che le variazioni del sole influenzano il clima sempre con modalità similari, indipendente dal fatto che il clima sia estremo, come lo era durante l’era glaciale, o sia come quello attuale.

Lo studio mostra un legame inaspettato tra l’attività solare e il cambiamento climatico. Questo studio rileva che i cambiamenti dell’attività solare non sono nulla di nuovo e che l’attività solare influenza il clima, soprattutto a livello regionale. “La comprensione di questi processi ci aiuterà a prevedere meglio il clima in alcune regioni”, ha dichiarato Raimund Muscheler, docente di Geologia dell’Università di Lund e co-autore dello studio.

L’impatto del sole sul clima è una questione sotto dibattito, soprattutto per quanto riguarda il minor riscaldamento globale registrato negli ultimi 15 anni. C’è ancora molta incertezza su come il sole influisce sul clima, ma lo studio suggerisce che l’energia solare diretta non è il fattore più importante, ma piuttosto i suoi effetti indiretti sulla circolazione atmosferica.

“L’attività solare ridotta potrebbe portare a inverni più freddi nel nord Europa. Questo perché la radiazione UV del sole influisce sulla circolazione atmosferica. E’ interessante notare che gli stessi processi portano a inverni più caldi in Groenlandia, con maggiori precipitazioni nevose e più tempeste. Lo studio mostra anche che i vari processi solari devono essere inclusi nei modelli climatici, al fine di migliorare la previsione dei futuri cambiamenti climatici globali e regionali “, ha detto il dottor Muscheler.

 

Fonte : http://www.sciencedaily.com/releases/2014/08/140818095204.htm

 

Michele

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10 pensieri su “L’attività del Sole influenza il cambiamento climatico naturale

  1. alessandro1,

    Se il ciclo di 55-70 anni (Tri-ciclo sinodico di Giove e Saturno) verrà rispettato, credo che nel giro di qualche anno l’AMO tornerà, in pianta stabile, in fase negativa.

    http://daltonsminima.wordpress.com/2010/06/18/l%C2%B4influenza-del-%E2%80%9Csistema-solare%E2%80%9D-e-i-cicli-di-60-anni-uno-studio-del-prof-nicola%C2%A0scafetta/

    Amo_timeseries_1856-present.svg

    Reference :
    http://www.nature.com/ncomms/journal/v2/n2/full/ncomms1186.html

      (Quote)  (Reply)

  2. Michele,

    …”Ipotizzando che il ciclo AMO sia di circa 70 anni, il picco dell’attuale fase calda sarebbe atteso nel 2020 ca…” (wikipedia).
    Se il picco avverrà davvero intorno al 2020 cio significa che ci vorranno almeno altri 20/30 anni per passare alla fase fredda. diciamo 2050 ca.

      (Quote)  (Reply)

  3. john Carter:
    Michele,
    Ipotizzando

    Citare Wikipedia è come guardare qualche anno fà, la macchina del tempo di cecchi paone.

    Leggevo che la citazione che hai riportato è ripresa da un lavoro scientifico scritto da Judith A. Curry , a titolo :Potential Increased Hurricane Activity in a Greenhouse Warmed World in Michael C. MacCracken, Frances Moore e John C. Topping (a cura di), Sudden and disruptive climate change, London, Earthscan, 2008

    Proprio Judith A. Curry & indice AMO sono al centro ( in questi giorni) di una nuova polemica.

    http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2014/09/30/la-differenza-tra-educazione-e-propaganda/

    Poi…
    Era il 2008, oggi è il 2014 e c’è una pausa, non in linea con i modelli, dicono.

    18yrs1mth.png

    Leggo poi in giro che ieri è uscita una news made in nasa, che afferma, che il famoso calore mancante, che sarebbe rimasto intrappolato nelle profondità degli oceani, non è presente.

    http://www.nasa.gov/press/2014/october/nasa-study-finds-earth-s-ocean-abyss-has-not-warmed/#.VDP5Z1dfF2A

    Interessante … adesso la lotta per la pausa si sposta dal cielo, agli oceani.

    Che cosa sta facendo madre natura non modellizza ?
    😆

      (Quote)  (Reply)

  4. Michele,

    infatti volevo postare anche io quell’articolo. l’ho messo nella mia pagina di facebook. non trovano più soluzioni. ormai sono senza pallottole. mi chiedo cosa inventeranno questa volta.

      (Quote)  (Reply)

  5. Michele,

    guarda Michele, confesso che non me ne intendo di questo indice per cui te lo dico terra terra, guardando i picchi arancioni, AMO positiva, nell’immagine che hai postato (AMO index 1856-2013) mi sembra che la loro durata sia intorno a 60 anni. considerando che l’attuale AMO positiva è iniziata poco prima del 2000, va da se che il cambio di trend avverrà intorno al 2050.

      (Quote)  (Reply)

  6. Michele: Citare Wikipedia è come guardare qualche anno fà, la macchina del tempo di cecchi paone.

    http://daltonsminima.wordpress.com/2010/06/18/l%C2%B4influenza-del-%E2%80%9Csistema-solare%E2%80%9D-e-i-cicli-di-60-anni-uno-studio-del-prof-nicola%C2%A0scafetta/
    nell’articolo di NIA è presente il grafico del AMO da link wikipedia…:-D
    http://en.wikipedia.org/wiki/File:Amo_timeseries_1856-present.svg

    ti starai ceccopavonizzando anche tu Michele? 😀

      (Quote)  (Reply)

  7. john carter: http://daltonsminima.wordpress.com/2010/06/18/l%C2%B4influenza-del-%E2%80%9Csistema-solare%E2%80%9D-e-i-cicli-di-60-anni-uno-studio-del-prof-nicola%C2%A0scafetta/
    nell’articolo di NIA è presente il grafico del AMO da link wikipedia…:-D
    http://en.wikipedia.org/wiki/File:Amo_timeseries_1856-present.svg
    ti starai ceccopavonizzando anche tu Michele? :-D

    Wikipedia non scopre un bel nulla, prende i dati del NOAA e li mette x e y.
    Sempre in riferimento alla mia precedente affermazione, cerca di leggere tra le righe…Mi spiego :
    Più volte e ho riportato a chiare lettere la mia posizione nei confronti di tutta quella informazione mainstream (wikipedia inclusa sotto controllo delle peer review).
    http://daltonsminima.altervista.org/2014/02/05/voglio-aggiornare-una-pagina-su-wikipedia/
    Una mente aperta non prendete come oro colato, e verità assoluta tutto quello che viene detto o riportato da questi organi o piattaforme. Piattaforme che da un mio punto di vista sono tutte un copia-incolla,tutte uguali, nelle quali l’alternativo pensiero o visione scientifica non può essere riportata.
    La mia era una considerazione generalistica nei confronti della piattaforma (wiki) non sul grafico AMO.
    Grafico che se letto alla lettera ci direbbe AMO negativa nel 2025. Tuttavia (ad esempio) un’attenta visione della traccia dal 1853 al 1900 non evidenzia una chiara fase positiva.
    Confermo quanto riportato nel mio primo commento..
    Credo, non affermo con sicurezza. Ci sono ancora troppe incertezze circa questo indice, come se fosse sovrastato da altri indici (vedi il precedente articolo -link). Perchè quindi non ipotizzare un rientro anticipato nella fase negativa ?

      (Quote)  (Reply)

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