Immagine rivoluzionaria di ALMA svela la genesi dei pianeti

Questa nuova immagine ottenuta da ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) mostra dettagli straordinariamente delicati e mai visti prima nel disco proto-planetario di una giovane stella. Queste sono le prime osservazioni realizzate da ALMA nella sua configurazione quasi finale e le fotografie più nitide mai realizzate a lunghezze d’onda sub-millimetriche. I nuovi risultati rappresentano un enorme passo avanti nell’osservazione dello sviluppo dei dischi che portano alla formazione dei pianeti e nello studio di come si formano effettivamente i pianeti.

Per le prime osservazioni di ALMA nella sua nuova e più potente modalità, i ricercatori hanno puntato le antenne verso HL Tauri – una giovane stella a circa 450 anni luce da noi, circondata da un disco di polvere [1]. L’immagine risultante supera tutte le aspettative e svela dettagli inaspettatamente minuti nel disco di materia rimasto dopo la nascita della stella: questo mostra una serie di brillanti anelli concentrici separati da discontinuità [2].

“Queste caratterische risultano quasi sicuramente dalla presenza di giovani corpi planetari che si stanno formando nel disco. Ciò è sorprendente perchè non ci si aspettava che queste stelle giovani avessero un grande numero di corpi planetari in grado di produrre le strutture che vediamo in questa immagine“, commenta Stuartt Corder, Vice-Direttore di ALMA.

Quando abbiamo visto per la prima volta questa fotografia siamo rimasti sconcertati dal livello eccezionale del dettaglio. HL Tauri non ha più di un milione d’anni, eppure il disco appare pieno di pianeti in formazione. Questa immagine da sola rivoluzionerà le teorie di formazione dei pianeti“, spiega Catherine Vlahakis, Vice responsabile scientifico del progetto di ALMA e Responsabile Scientifico per la Campagna “ALMA Long Baseline” (campagna delle linee base lunghe).

Il disco di HL Tauri è molto più sviluppato di quello che ci si aspetta data l’età del sistema. Così, l’immagine di ALMA suggerisce che il processo di formazione dei pianeti sia più veloce di quanto si pensasse finora.

Una risoluzione così spinta si può ottenere solo con le funzionalità delle linee di base più lunghe di ALMA e fornisce agli astronomi nuove informazioni che è impossibile raccogliere con altri strumenti – nemmeno con il telescopio spaziale Hubble. “La logistica e le infrastrutture necessarie per disporre le antenne in queste postazioni così lontane hanno richiesto uno sforzo collettivo e coordinato da parte di un’equipe internazionale di esperti, sia ingegneri che scienziati”, spiega il Direttore di ALMA, Pierre Cox. “Queste linee di base lunghe rappresentano uno dei più importanti obiettivi di ALMA e segnano una straordinaria pietra miliare tecnologica, scientifica e ingegnerisitca“.

Le stelle giovani come HL Tauri nascono nelle nubi di gas e polveri sottile, in regioni che sono collassate sotto l’effetto della gravità, formando nuclei densi e caldi che a un certo punto si accendono per diventare giovani stelle. Queste a loro volta sono inizialmente avvolte dal rimanente gas e polvere, che prima o poi si adagia in un disco, noto come disco proto-planetario.

A causa delle molte collisioni le particelle di polvere si attaccano l’una all’altra, crescendo in grumi fino alle dimensioni di granelli di sabbia o sassolini. In ultima analisi, si possono formare nel disco asteroidi, comete e anche pianeti. I giovani pianeti lacerano il disco e creano anelli, lacune e buchi come quelli visti nelle strutture ora osservate da ALMA [3].

Lo studio dei dischi protoplanetari è fondamentale per comprendere come si sia formata la Terra nel Sistema Solare. Osservare i primi stadi della formazione planetaria intorno a HL Tauri potrebbe mostrarci come il nostro sistema planetario appariva più di quattro miliardi di anni fa, quando si è formato.

La maggior parte di quello che sappiamo oggi sulla formazione planetaria si basa su delle teorie. Immagini a questo livello di dettaglio finora provenivano da simulazioni al computer o da disegni artistici. Questa immagine ad alta risoluzione di HL Tauri dimostra che cosa può fare ALMA quando sfrutta la configurazione più ampia e dà inizio a una nuova era della nostra esplorazione della formazione di stelle e pianeti“, conclude Tim de Zeeuw, Direttore Generale dell’ESO.

Fonte : http://www.eso.org/public/italy/news/eso1436/

 

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4 pensieri su “Immagine rivoluzionaria di ALMA svela la genesi dei pianeti

  1. Claudia Gemmato:
    Articolo interessantissimo come i precedenti! E’ un piacere leggervi! Claudia

    Grazie per queste parole che ci aiutano a portare avanti questo progetto.

    Alcune considerazioni borderline..

    C’è un qualcosa all’inizio che non ci permette di vedere oltre …
    Nel micro si dice che che l’osservatore infunenza l’osservato.
    Chi ha creato il tutto ( se qualcuno ha creato il tutto ?!?), su grandi scale o piccole meglio non poteva fare.
    Dobbiamo tornare a studiare i mattoni con i quali è costruito tutto quello che ci circonda.

    Prima c’è l’archetipo poi c’è il il simbolo legato alla geometria.

    http://www.themeasuringsystemofthegods.com/Robert%20Lawlor%20-%20Sacred%20Geometry.pdf

    Dobbiamo ricercare/osservare partendo da qui.
    Questo è il mio pensiero.

    Potra sembrare un gioco …ecco io vi voglio partecipare.

      (Quote)  (Reply)

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