Olocene – L’evoluzione dell’El Niño, rilevata dalle misure dei bio-marcatori prodotti dalle pioggie nelle isole delle Galápagos

di ZhaohuiZhang a,b, GuillaumeLeduc c,d, Julian P.Sachs a

 

a University of Washington, School of Oceanography, Seattle, WA 98195, USA

b State Key Laboratory for Mineral Deposits Research (Nanjing University), School of Earth Sciences and Engineering, Nanjing University, 22 Hankou Road, Nanjing, 210093, China

c Kiel University, Institute of Geosciences, Kiel, Germany

d CEREGE, UMR7330, Aix-Marseille Université, CNRS, IRD, Europôle de l’Arbois, BP80, 13545, Aix-en-Provence Cedex 4, France

 

Riassunto

El Niño-Southern Oscillation (ENSO), rappresenta la più grande perturbazione sul sistema climatico su una scala di tempo inter-annuale, ma la sua evoluzione dalla fine dell’ultima era glaciale rimane dibattuta, a causa della mancanza di documenti inequivocabili sul ciclo ENSO che durano poco più di qualche secolo. Le variazioni del rapporto di concentrazione dell’isotopo di idrogeno, dei lipidi prodotti dall’alga verde Botryococcus braunii (alga che fiorisce durante le piogge dell’El Niño, nelle Isole Galapagos) –Fig.1-, indicano che l’iniziale olocene 9200-5600 BP (BP : prima del presente) è stato caratterizzato da un’alternanza di eventi estremi dell’El Niño, in intensità e/o frequenza, della durata di un secolo o più. I nostri dati, ricavati dai campioni prelevati dalle regione dove occorre l’ENSO, chiamano quindi in causa precedenti studi che evidenziavano la mancanza dell’El Niño nell’iniziale olocene. In accordo con le altre deleghe, provenienti dal Pacifico tropicale, di 5600-3500 BP, che evidenziano un continuo periodo di debole attività dell’El Niño, così come tra il 1000-1500BP. Per il resto dei restanti ultimi 3500 anni, l’attività dell’El Niño è stata tra il moderato o l’alta. I periodi di forte o frequente El Niño tendono a verificarsi durante i picchi dell’attività solare e durante le estese siccità nelle grandi pianure degli Stati Uniti, collegati agli eventi della Niña. Questi mutevoli modalità del ciclo ENSO, in tempi millenari e multi-secolari, potrebbero essere stati causati da variazioni nelle entrate stagionali dalla radiazione solare, associate alla precessione degli equinozi e/o variazioni dell’attività solare, rispettivamente. –Fig.8-.

 

Fig.1

Fig.1. Precipitazioni nel pacifico tropicale e indicazione della posizione del lago di ElJunco

Mappa della pioggia annuale media. Visualizzazione della posizione delle isole Galápagos. Banda delle forti precipitazioni indicate da l’ITCZ, mappa delle Isole Galápagos che ci mostra la località di San Cristóbal e la posizione del lago El Junco lago e foto panoramiche del lago di El Junco nel mese di settembre, 2004. La freccia indica il confine (trabocco) del lago.

Fig.8

Fig.8. Olocene, registrazioni paleoclimatiche provenienti dalle regioni ENSO-sensibili

Le concentrazioni, nei sedimenti, del Botryococcene a El Junco. Valori δD di botryococcenes nei sedimenti a El Junco sedimenti. I periodi di forti precipitazioni sono indicati dalle barre gialle, con l’aggiunta degli ultimi due secoli in cui l’ENSO probabilmente aumentata senza alcun segnale distinguibile a El Junco (vedi il testo per la discussione dettagliata). SST a ovest della Baja Californiana (Marchitto et al., 2010). Funzione della densità di probabilità (PDFs) degli eventi di siccità nelle grandi pianure centrali del Nord America (Miao et al., 2007) e variabilità dell’irraggiamento solare, come stimato dai nuclidi di origine cosmogenica (10Be) rilevati dai carotaggi nei ghiacci in Groenlandia (Vonmoos et al., 2006), utilizzando la procedura di filtraggio descritta da Marchitto et al. (2010).

 

Fonte : http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X14004634

 

Michele

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1 pensiero su “Olocene – L’evoluzione dell’El Niño, rilevata dalle misure dei bio-marcatori prodotti dalle pioggie nelle isole delle Galápagos

  1. Intuitivo ma comunque molto interessante: conferma che uno dei “radiatori” terrestri che guidano riscaldamento e raffreddamento è l’ENSO.

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