J. Scott Armstrong: Vi spiego perché le previsioni sul clima sono sbagliate

Professore alla Wharton School, University of Pennsylvania

Professor J. Scott Armstrong, lei insegna all’università della Pennsylvania: mi può dire cos’è un «previsore»?  

«È una persona che stabilisce cosa è probabile che accada in una determinata situazione, e come sarà. Per fornire previsioni utili i “previsori” devono usare procedure basate su prove di efficacia. Questo processo è riassunto nei 139 principi del mio libro, “Principles of Forecasting”. La conoscenza nasce dalle recensioni di 40 esperti di previsioni in vari campi in decenni di ricerca. Dal 2000 i principi sono disponibili su forprin.com”». 

 Il meccanismo della previsione funziona indipendentemente dal problema a cui viene applicato?  

«Sì, in ogni situazione. Tuttavia molti sostengono che non vale per il loro caso». 

 Le previsioni funzionano meglio in alcuni settori piuttosto che in altri?  

«Quelle del tempo sono un settore in cui se ne può fare un buon uso. Ad esempio, quando le previsioni del tempo danno per domani il 60% di possibilità di pioggia, 60 volte su 100 piove. Per contro i manager spesso usano le previsioni come strumenti motivazionali e tuttavia non seguono principi scientifici». 

 Il riscaldamento globale è anche un problema di previsioni?  

«Il problema non è cos’è accaduto nel passato. Il punto è cosa accadrà al clima nel futuro. I governi e le maggiori industrie discutono di politiche costose per fermare gli effetti del riscaldamento globale causato dall’uomo. E quindi sì: questo è innanzitutto, e soprattutto, un problema di previsioni». 

Quanto sono affidabili le previsioni sul riscaldamento?  

«Dal punto di vista scientifico non hanno nulla di valido. L’Ipcc, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (il gruppo di esperti dell’Onu), ha concluso che i mutamenti della temperatura media annuale del Pianeta non possono essere previsti, perché il clima è troppo complesso. Nondimeno si affidano a modelli elaborati al computer per esemplificare le loro supposizioni sui meccanismi climatici. Definiscono “scenari” il risultato di questi modelli e in effetti quelle dell’Ipcc sono narrazioni illustrate con l’infografica di ciò che avverrebbe, se le loro supposizioni si rivelassero corrette. Sfortunatamente, i governi trattano questi scenari come previsioni e gli scenari portano a previsioni fuorvianti. In aggiunta, le supposizioni dell’Ipcc mancano di supporto scientifico, come è stato illustrato nei tre volumi del “Climate Change Reconsidered”. Gli allarmisti del riscaldamento globale affermano che quasi tutti gli scienziati concordano sui rischi di un innalzamento delle temperature. Tuttavia citare l’opinione degli scienziati non è un sistema scientifico per fare previsioni. E l’affermazione, peraltro, non risponde al vero». 

 Allora qual è la verità sull’innalzamento delle temperature?  

«Kesten Green, Willie Soon e io siamo isolati nelle nostre posizioni. Premesso l’alto livello di incertezza sull’effetto delle emissioni di ossido di carbonio a causa dell’attività umana, nel clima vediamo solo cambiamenti naturali. Inoltre, non abbiamo previsioni a lunga scadenza, né di raffreddamento né di riscaldamento. I nostri test sull’accuratezza delle previsioni nel periodo dal 1851 al 1975 hanno accertato che, per 91 anni su 100, gli errori nelle temperature rilevate dagli scenari dell’Ipcc come “conformi” erano 12 volte maggiori di quelli del nostro modello. Nel 2007, nel tentativo di incoraggiare i meteorologi a provare l’accuratezza dei loro pronostici, avevo proposto una scommessa all’ex vice presidente degli Usa Al Gore: avevo suggerito che entrambi puntassimo 10 mila dollari da destinare in beneficenza. La sfida consisteva nel prevedere la temperatura media annua globale per i prossimi 10 anni e io scommettevo che non ci sarebbero state variazioni. Ma Gore rifiutò la scommessa. Il sito Theclimatebet.com traccia i dati sulle temperature per mostrare come sarebbe andata se Gore avesse voluto mettere in gioco il modello dell’Ipcc contro il mio». 

 Perché il dibattito sul cambiamento climatico é così aspro?  

«Gli avvocati dell’ipotesi del riscaldamento globale non vogliono affrontarla come soggetto scientifico. Rifiutano di confrontarsi con ipotesi alternative o di citare la letteratura che non concorda con la loro tesi e ribattono che gli “scettici” non sono veri scienziati, tentando di impedire che presentino le loro idee ai media». 

Fonte : http://www.lastampa.it/2015/04/12/cultura/j-scott-armstrong-vi-spiego-perch-le-previsioni-sul-clima-sono-sbagliate-wRKaPod7jnqh5MJ1pdy8vN/pagina.html

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1 pensiero su “J. Scott Armstrong: Vi spiego perché le previsioni sul clima sono sbagliate

  1. Il problema da lui descritto e’ vero e in passato si e’ fatto molto sentire, fino all’incredibile risultato della manipolazione dei dati al fine di far tornare i conti (ricordate il climategate?) un fatto inquietante dato che riguarda una materia scientifica.

    Oggi la situazione si sta normalizzando, anche se paghiamo ancora le conseguenze di quei periodo. Molta gente e’ infatti finita per credere che non e’ vero che il clima sta mutando: cosa falsa e per nulla scientifica.

    Il discorso verteva sui modelli, e le loro pseudo-previsioni, non sui dati sulle temperature medie odierne, che chiunque puo’ consultare.

    Il riscaldamento c’e’ stato, oggi e’ in “pausa”, la scienza ne ha finalmente preso atto e stanno cercando di capirne i motivi, di fatto una ammissione: i modelli non erano corretti.

    Cio’ pero’ non cambia la situazione del clima, cambia solo la nostra comprensione di esso. Questa deve essere la nostra occasione per imparare nuove cose su questo maledetto sistema caotico, soprattutto perche’ questa pausa e’ probabile che sia momentanea.

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