L’ipotesi di Linvingston & Penn sta scricchiolando ?

La nuova carta scientifica : Variazione della proprietà delle macchie solari tra il 1999 e il 2014

di R. Rezaei1, C. Beck2, A. Lagg3, J. M. Borrero1, W. Schmidt1 and M. Collados4,5

1 Kiepenheuer-Institut für Sonnenphysik, Schöneckstr. 6, 79104 Freiburg, Germany
e-mail: [email protected]
2 National Solar Observatory (NSO), 3010 Coronal Loop, Sunspot, NM 88349, USA
3 Max-Planck Institute for Solar System Research, 37077 Göttingen, Germany
4 Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC), vía Láctea, 38200, La Laguna, Tenerife, Spain
5 Departamento de Astrofísica, Universidad de La Laguna, 38205, La Laguna, Tenerife, Spain

http://www.aanda.org/articles/aa/abs/2015/06/aa25557-14/aa25557-14.html

 

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Dalla carta, figura n°5 : Confronto della distribuzione della forza massima del campo delle macchie osservata nei cicli 23 e 24. Il maggiore valore delle due Gaussiane, per i cicli 23 e 24 è 2.68 e 2,60 kG, rispettivamente. La curva tratteggiata mostra la distribuzione della forza del campo magnetico misurata nel ciclo 23 dal 2003 fino al 2007 riportata da Livingston et al. (2012).

 

Riassunto

Obiettivi : Studiamo la variazione della forzadel campo magnetico, l’area, e la continua intensità delle zone di ombra delle macchie solari nei cicli solari 23 e 24.

Metodi : Abbiamo analizzato un campione di 374 macchie solari osservate dal 1999 fino al 2014 con il telescopio di Tenerife a infrarossi. Il campionamento (dati) dell’intensità del campo, l’area e l’intensità è stato utilizzato per tracciare, nel lungo termine, la ciclica tendenza delle zone di ombra negli ultimi 15 anni.

Risultati
: Le macchie solari si rilevano sistematicamente deboli, cioè hanno una intensità di campo più debole e una più forte intensità verso la fine del ciclo 23, più di quello che avevamo durante il massimo del ciclo 23. L’andamento lineare si inverte con l’inizio del ciclo 24. Troviamo che la forza del campo diminuisce nella fase calante del ciclo 23, di circa 112 (± 16) G yr-1, mentre aumenta nella fase di salita del ciclo 24, di circa 138 (± 72) G yr-1. L’intensità delle zone di ombra mostra un andamento opposto: l’intensità aumenta con un tasso di 0,7 (± 0,3)% di Ic yr-1 verso la fine del ciclo 23 e diminuisce con un tasso di 3,8 (± 1,5)% di Ic yr-1 verso il massimo del ciclo 24. La distribuzione della forza del campo umbrale massima nel ciclo 24 è simile a quella del ciclo 23, ma è leggermente spostata su valori inferiori di circa 80 g, corrispondenti a un possibile inclinazione nel lungo termine della forza del campo delle zone di ombra di circa 7 ± 4 G yr-1.

Conclusioni : La luminosità delle zone di ombra delle macchie solari diminuisce nella fase di salita di un ciclo solare, ma aumenta dal massimo verso la fine del ciclo. I nostri risultati non indicano un drastico cambiamento del ciclo solare verso un grande minimo nel prossimo futuro.

 

Fonte : https://tallbloke.wordpress.com/2015/06/06/new-data-disagrees-with-livingston-et-al-cycle-25-expected-much-the-same/

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15 pensieri su “L’ipotesi di Linvingston & Penn sta scricchiolando ?

  1. Personalmente non ho mai creduto a questa loro teoria ne tantomeno a quella di Abdussamatov. Già un anno fa L&P avevano fatto dietro front. Il ciclo 24 con 81 SSN è stato un ciclo modesto ma non basso o anomalo come tanti lo hanno pronosticato nel 2009/10. Il grafico a farfalla è stato disegnato anche per il ciclo 24, l’inversione dei poli è avvenuta e le macchie non sono scomparse. Secondo la mia modestissima opinione, il prossimo ciclo solare non ci porterà nel nuovo manunder ne tantomeno nel nuovo dalton. Mi aspetto un SC25 > 90 SSN intorno al 2026 quando si realizzerà il miglior allineamento EA_VE_JU.

    http://soleattivo.altervista.org/blog/livingston-e-penn-smentiscono-la-loro-teoria-sulla-scomparsa-delle-macchie-solari/

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  2. JOHN CARTER,
    Anch’io ho seri dubbi circa l’attendibilitá dell’ipotesi di L&P.
    Ma non mi sbilancio riguardo l’intensitá del prossimo ciclo solare, di previsioni sballate ne ho viste abbastanza.

    Diciamo la veritá: nessuno sa come sará il ciclo 25. Attendiamo la fine del ciclo 24 per capire come sará il prossimo minimo e poi si vedrá.

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  3. Fabio sono d’accordo, non possiamo dire granchè oggi però non siamo astrofisici quindi a noi è concesso ipotizzare l’ampiezza del prossimo ciclo. 😀 …
    Un buon precursore protebbe essere l’evoluzione della media emisferica.
    Al momento si trova già a 34 Avgf mentre nel precedente ciclo non era andata oltre -65 nella parte discendente del ciclo 23.
    Vediamo con attenzione come evolve la media, se si blocca al di sotto di 60 il prossimo ciclo potrebbe essere come l’attuale o anche più debole, se invece lo supera allora forse la sua intensità potrebbe risultare superiore.

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  4. JOHN CARTER,
    Sì, potrebbe essere un precursore. Negli ultimi cambi di segno ha mostrato un progressivo “smorzamento”, come si vede dal grafico che hai riportato. Vediamo se si conferma o meno.

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  5. JOHN CARTER,

    Ho notato che la media emisferica ha impiegato oltre 2 anni per passare da 0 a 34, mentre in precedenza (tra 2000 e 2001) aveva impiegato solo 1 anno e negli anni 80 pochi mesi.
    Mi chiedo se ciò significhi qualcosa o meno….

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  6. FabioDue,

    Non dimentichiamoci che abbiamo un emisfero in ritardo che rallenta questa progressione. Tutto dipenderà se e quando si sbloccherà del tutto. Penso che alla fine ci sarà una risincronizzazione dei due emisferi. Purtroppo abbiamo come riferimento solo 3 cicli completi di cui due forti e uno normale. Troppo poco per avanzare ipotesi realistiche. In ogni caso nel precedente ciclo la media si appiattì intorno a 60, quella attuale anche se più lentamente continua a salire. Siamo appena entrati nella parte discendente del ciclo 24 e c’è ancora molto tempo per la risalita dei valori dei campi polari. Ad agosto avremo una nuova congiunzione Ve_Ea_Ju, mi aspetto una nuova accelerazione dell’attività solare e un terzo picco poco sopra i 60 SSN…poi discesa libera.

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  7. Michele,

    C’è un problema Michele, nell’ultimo trifoglio della prima metà del XX sec i diagrammi dei cicli undecennali mal si accordano con la tesi della Charvatova. Ci sono due cicli modesti, due normali e solo uno alto.

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  8. C’è anche una semplice relazione empirica che ha funzionato nella maggior parte dei cicli solari, ha fallito solo due volte, SC5 ed SC23, questa dice che i cicli dispari sono più forti dei cicli pari. Il prossimo ciclo 25 rispetterà la “Gnevyshev-Ohl rule”?

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  9. JOHN CARTER,

    Quel che abbiamo compreso è che la dinamo solare è sicuramente sotto l’influenza di un turbine di armoniche naturali elettromagnetiche e gravitazionali / dinamiche fisiche sconosciute che la plasmano in continuo, sia dentro che da fuori il sistema solare.
    Come puoi giudicare errata il lavoro di Charvatova con un ciclo solare e mezzo (visto che il 14 parte dal 1902 e non dal 1906.3) ?

    La genialata del lavoro di Charvatova è stata quella di aver mostrato che l’armonia e la disarmonia è gestita in primo luogo da geometria (vedi il trifoglio).

    Stiamo parlando di battitti (dovuti ai giganti gassosi) pari a 177 – 179 anni.
    Non credo che entrare dentro un singolo ciclo abbia molta importanza.
    Quel che conta è l’andamento su scala bicentenaria, vedi il 178,7.

    https://daltonsminima.wordpress.com/2010/07/27/il-centro-di-massa-del-sistema-solare-e-il-suo-moto-dal-ciclo-a-trifoglio-ad-un-ciclo-irregolare-la-via-per-comprendere-i-minimi%C2%A0solari/

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  10. Michele,
    possiamo anche togliere il SC14 ma ne restano altri tre assolutamente normali.
    L’ultimo trifoglio cessa nel 1955 e si perde tutto il ciclo 19 che inizia nel 1954, si perde poi i cicli 21 e 22 anch’essi forti.
    Il battimento di 179 anni dettato dai due giganti gassosi che segna il ritorno del trifoglio secondo me non è sufficiente a spiegare l’andamento dell’attività solare undecennale.
    Meglio si adatta a questo scopo la teoria dei migliori allineamenti di Ve_Ea_Ju proposta già dall’ungherese Gaspar oltre un secolo fa.

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