Nature …. ovvero come dare un colpo al cerchio e uno alla botte ! Rev.2.0

Premessa

Tutti quanti noi, conosciamo bene come il pensiero comune o predominate la faccia da padrone nel settore delle riviste scientifiche più importanti del globo. Recentemente, su quella rivista importante e conosciuta quale è Nature, è uscita una nuova carta, che sembra, dico “sembra”, voler dare un pò più spazio o valore ai contributi naturali, rispetto all’oramai conosciuta affermazione che le emissioni dei gas serra sono la vera causa dell’aumento delle temperature  globali.

…..

Ricordo, che questo stile di comunicazioni non è la prima volta che viene introdotto nelle carte pubblicate su Nature.. Nel link sotto riportato, richiamo una ricerca del 2013, nella quale avevo avuto la sensazione che si volesse dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Si prendano in considerazione l’affermazioni riportate in chiusura abstract (passi in grassetto).

http://daltonsminima.altervista.org/2013/09/05/nature-ovvero-come-dare-un-colpo-al-cerchio-e-uno-alla-botte/

Adesso passiamo al recente documento, uscito ad Aprile :

Nature Climate Change (2015)
doi:10.1038/nclimate2605 Received 08 May 2014 Accepted 21 February 2015
Published online 13 April 2015

Modulazione della decade temperatura superficiale globale da variabilità climatica interna di Aiguo Dai, John C. Fyfe, Shang-Ping Xie & Xingang Dai
Riassunto

Nonostante un costante aumento dei gas serra atmosferici (GHGs), la temperatura superficiale media globale media non ha mostrato alcun riscaldamento distinguibile da circa il 2000, in netto contrasto con i modelli, il cui progetto (simulazione) parlava di forte riscaldamento. Il recente rallentamento dell’osservato riscaldamento superficiale è stato attribuito a decade raffreddamento del pacifico tropicale, l’intensificazione dello scambio dei venti, il cambiamento dell’attività del El Niño, l’aumento dell’attività vulcanica e la diminuzione della TSI. Sono stati osservati anche precedenti periodi, inerenti questa pausa nel riscaldamento. Tuttavia, quest’ultimi, hanno ricevuto molta meno attenzione rispetto al periodo recente e le loro cause sono poco conosciute. In questo lavoro, analizziamo l’osservata e modellata simulazione dei campi della temperatura globale, per quantificare i contributi forniti dalla variabilità climatica interna (ICV), per i decennali cambiamenti della temperatura media globale occorsi dal 1920. Si dimostra che l’interdecade oscillazione del pacifico (IPO) è stata associata con l’occorrenza delle grandi anomalie della temperatura sia nel mare che in terra. In combinazione con un altro modo principale di ICV, la IPO spiega la maggior parte della differenza tra i tassi osservati e il simulato modello del decade cambiamento della temperatura media globale dal 1920, ed in particolare il cosiddetto periodo della “pausa” da circa il 2000. Concludiamo che la ICV, principalmente attraverso la IPO, era in gran parte responsabile del recente rallentamento, così come per i precedenti rallentamenti e accelerazioni della temperatura media globale, dal 1920. La storia recente suggerisce che l’IPO potrebbe invertire la rotta e portare ad una accelerazione del riscaldamento globale nei prossimi decenni.

nclimate2605-f1

Dottrina dei referee di Nature nel mantenere il filo comune (CO2 = pianeta in fiamme ) attraverso una revisione delle carte oppure mediazione lasciando anche spazio alla variabilità naturale ?

50% e 50% direi ….

🙂

 

 

Fonte : www.nature.com/nclimate/journal/vaop/ncurrent/full/nclimate2605.html

 

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