L.E.S. (Lake Effect Snow)

La sigla L.E.S., che potremmo tradurre come “neve da effetto lago” indica un particolare tipo di evento nevoso molto inteso ed improvviso, caratteristico del Bacino dei Grandi Laghi nord americani.  La zona è caratterizzata da abbondanti precipitazioni nevose e da mutevoli condizioni climatiche, essendo spesso punto di passaggio o di incontro tra le masse d’aria artica che scendono dalle regioni polari e l’aria calda e umida che risale dal Golfo del Messico.  Molte depressioni invernali, che attraversano il continente, finiscono quindi per interessare in qualche modo il bacino dei Grandi laghi e il Nord Est degli Stati Uniti.

I laghi accentuano l’intensità dei fronti perturbati fornendo grandi quantitativi di vapore acqueo, soprattutto all’inizio dell’inverno quando l’acqua è ancora relativamente calda; la presenza delle imponenti masse d’acqua risulta quindi determinante nella distribuzione e nell’entità delle nevicate.

La nevosità media annua della zona oscilla tra i 100 e i 350 cm, valori assai elevati considerata la natura prevalentemente pianeggiante o collinare dei territori e la latitudine non elevata: la città di Syracuse, NY si trova a 43° N, la latitudine dell’Italia centrale.
Le “Lake Effect Snow” si manifestano quando aria artica irrompe sui bacini sollevando violentemente l’aria più calda presente sulle superfici lacustri con conseguente rapida formazione di imponenti cumulonembi che vanno a scaricare intensissimi rovesci di neve, spesso a carattere temporalesco anche in pieno inverno, lungo le coste sopravvento e nell’entroterra, l’evento può presentarsi improvviso, manifestandosi con rovesci di neve che investono la costa (la foto seguente si riferisce alla cittadina di Marquette sulla sponda meridionale del Lago Superiore)

Nel disegno, la città di Rochester nello stato di New York sotto l’effetto della neve prodotta dal Lago Ontario. Nell’immagine il muro di neve in avvicinamento a Marquette, Michigan sul Lago superiore Nell’altro schema, analoga situazione lungo le sponde del lago Erie tra Cleveland, OH e Buffalo, NY

Vari sono i fattori che contribuiscono a determinare l’entità e la distribuzione di queste violente tormente.
– La zona si trova non troppo a nord da determinare un completo congelamento della superficie dei laghi che, in tal caso, non fornirebbero più l’umidità necessaria allo sviluppo delle imponenti formazioni nuvolose.
– I laghi sono abbastanza grandi da consentire alle masse d’aria artica di arricchirsi di umidità transitando al di sopra di essi, ma non troppo estesi da mitigarle eccessivamente.
– L’assenza di barriere orografiche verso nord favorisce gli afflussi di aria artica, che dal Canada si portano verso latitudini più meridionali, attraversando la regione.
– Le depressioni di varia provenienza che interessano il Nord America nella stagione invernale, frequentemente transitano sulla zona dei Grandi Laghi richiamando al loro seguito aria fredda dai quadranti settentrionali.

Più è grande la differenza di temperatura tra l’aria in arrivo e la superficie lacustre e maggiore sarà il quantitativo di vapore acqueo che la massa d’aria riuscirà a raccogliere, infatti la massima frequenza di “Lake Effect Snow” si ha all’inizio dell’inverno quando la temperatura dei laghi è più elevata. L’interazione fra tali fattori determina spesso distribuzioni spaziali molto irregolari: può accadere che un area sia sommersa di neve, mentre in località anche molto vicine ne cadono solo pochi centimetri. Vi sono tuttavia alcune aree denominate “Snow Belt” (cintura di neve) dove il fenomeno ricorre con particolare frequenza, esse si trovano a sud e ad est dei Laghi, cioè sopravvento alle correnti artiche che qui giungono prevalentemente da nord-ovest.

Località Stato Posizione geografica Nevosità media
South Bend Indiana SE Lago Michigan 180 cm
Marquette Michigan S Lago Superiore 343 cm
Erie Pensylvania SE Lago Erie 219 cm
Syracuse New York E Lago Ontario 293 cm

Le nevicate da “effetto Lago” avvengono generalmente dopo il passaggio del fronte perturbato, all’instaurarsi di venti freddi post frontali, la loro direzione, spesso tra ovest e nord-ovest, localizza le aree di maggior nevosità a sud e a est dei laghi, il vento deve poter disporre di almeno 80 -100 Km di fetch per poter raccogliere umidità sufficiente per generare corpi nuvolosi consistenti; di conseguenza città come Syracuse, Rochester, Buffalo e Cleveland ricevono quantitativi di neve molto superiori a Chicago Detroit o Toronto, che devono attendere situazioni meteorologiche molto meno frequenti per subire l'”effetto lago”. Se i venti soffiano per molte ore lungo l’asse maggiore del lago, si forma una fascia di convergenza che richiama aria continentale verso il centro del lago stesso, favorendo la formazione di una banda nuvolosa imponente che, insistendo sulla medesima zona costiera, come un nastro che si arrotola sulle sponde del lago, può scaricare enormi quantitativi di neve su aree molto localizzate.

Bande nuvolose “singole” sui laghi Erie e Ontario (1999)

Se le correnti spirano invece lungo l’asse minore del lago si possono formare tante fasce di convergenza parallele con bande più piccole ma molto numerose, che interessano più uniformemente, ma con fenomeni meno intensi, tutta la costa esposta.

 

Bande nuvolose multiple sui laghi Superiore e Michigan

L’intensità del vento determina poi la profondità di penetrazione dei fenomeni nevosi nell’entroterra: solitamente le zone più interessate sono comprese in una fascia profonda tra 10 e 20 Km, tuttavia il contributo dei Grandi Laghi alla nevosità della regione influenza anche zone lontane centinaia di chilometri, è noto, infatti che circa un quarto delle precipitazioni nevose che interessano i Monti Appalachi settentrionali derivino direttamente dalla loro presenza. I rilevi collinari, pur modesti, presenti lungo le coste esposte al vento, determinano un effetto orografico sufficiente ad incrementare i fenomeni nevosi creando zone di massima nevosità; così il Tug Hill Plateau a est del Lago Ontario, le basse colline tra Cleveland e Buffalo, le alture della Upper Peninsula nel Michigan e nella zona del Lake Superior Provincial Park nell’Ontario canadese, battono i record di nevosità di tutta la regione.

Anche le città di grandi dimensioni si contendono il primato dell’area urbana più nevose degli Stati Uniti; nonostante i radar permettano di prevedere per tempo l’insorgere di questi fenomeni, riducendo al minimo i disagi per la popolazione; è evidente quale sia lo scenario durante queste tempeste di neve in aree densamente popolate; le efficienti attrezzature per lo sgombero della neve e la preparazione della popolazione ad affrontare tali eventi, non evitano a città come Cleveland, Buffalo, Rochester, Syracuse negli USA e London in Canada, il blocco di tutte le vie di comunicazione per molte ore e ingenti spese per il ripristino della viabilità.

Alcuni record di nevosità di Syracuse, NY:

Anni più nevosi (cm) Le più abbondanti nevicate in 24 ore (cm)
1993……………… 528 15/02/1946 ………………………………………86
1958 ………………432 22/01/1945 ………………………………………58
1992 ………………393 13/03/1993 ………………………………………56
1978 ………………393 31/01/1966 ………………………………………56
1997 ………………387 04/02/1961 ………………………………………53

Una situazione analoga a quella dei Grandi Laghi, si manifesta sulle sponde meridionali Grande Lago Salato dello Utah, nonostante le dimensioni più ridotte del bacino lacustre.

La massa d’acqua che determina l’insorgere del fenomeno può essere anche una baia o un braccio di mare, come avviene lungo le coste della Baia di Hudson e del San Lorenzo in Canada.  Anche alcune baie lungo le coste atlantiche degli Stati Uniti, a causa della loro conformazione, vengono interessate da nevicate, quando l’aria fredda irrompe dall’interno del continente verso l’oceano (“Bay Effect Snow”): il promontorio di Cape Cod, sulla omonima baia presso Boston, l’isola di Long Island (New York) e la baia di Chesapeake tra Virginia e Maryland risultano talvolta interessate da tali situazioni.

Fenomeni analoghi avvengono in altre parti del mondo: coste georgiane e turche del Mar Nero, coste inglesi orientali, coste iraniane affacciate sul Caspio.
In Giappone: le frequenti ed intense correnti provenienti dalla Siberia, raccolgono grandi quantitativi di umidità sul Mare del Giappone che viene scaricata lungo le coste e i rilievi occidentali di Hokkaido e Honshu sotto forma di abbondanti nevicate; più a sud, nevicate prodotte dallo stesso tipo di circolazione, interessano parte della Corea, dove i venti freddi provenienti dal nord della Cina si arricchiscono di umidità sul Mar Giallo.
In Europa è documentato un fenomeno simile solo nel Golfo di Finlandia: quando le correnti fredde di Nord Est si incanalano lungo il golfo, ancora sgombro da ghiacci, intese nevicate possono interessare le coste dell’Estonia ed estendersi verso Finlandia e Svezia. Occasionalmente anche le coste italiane dell’Adriatico, possono vedere eventi questo tipo come le nevicate occorese tra Rimini e Pesaro nel dicembre 2010

Fonte : http://marcopifferetti.altervista.org/les.htm

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