La Sismicità italiana e l’eruzioni del Vesuvio sono sincronizzate su una quasi oscillazione di 60 anni

di Pier Luigi Bragato

Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), Centro di Ricerche Sismologiche, Udine, Italia

 

L’analisi della distribuzione temporale dei grandi terremoti avvenuti in Italia dal 1600 rivela una alternanza di periodi di sismicità (fra attività superiore e inferiori) ciclica di circa 60 anni. Lo stesso ritmo è presente nella storia eruttiva del Vesuvio. La grande scala spaziale di sincronizzazione fa supporre una forzatura esterna. Un accenno alla sua possibile origine viene dalla climatologia, dove si trova un ciclo di quasi 60 anni per i vari parametri e processi. Un’ipotesi, sostenuto anche da altri studi, è che la sismicità e il vulcanismo sono controllati da cicli di innalzamento del livello del mare. Il meccanismo potrebbe giustificare regolarità simili osservati per sismicità in altri settori (ad esempio, i cicli dei terremoti nel sud degli faglia di San Andreas, in California) o per forti terremoti a livello globale. Il carico oceanico crescente del secolo scorso potrebbe essere corresponsabile della lungo riposo del Vesuvio.

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In questo lavoro si è analizzato la distribuzione temporale dei principali shock in Italia dal 1600 (69 terremoti nel range di magnitudo 6-7,4 con scosse di assestamento rimossi) per valutare l’esistenza di una certa periodicità. Si è rilevato che, sovrapposta alla tendenza nel lungo termine, c’è un ciclo sismico della durata di circa 55 anni. Il ciclo coinvolge l’intero paese (un’area che si estende oltre 1000 km in latitudine) e sincronizza i terremoti che si verificano a nord, in un dominio prevalentemente a compressione, con quelli che si verificano in centro al sud. La periodicità è abbastanza forte emerge anche nella prima parte del catalogo, quando il livello di sismicità era più basso e le informazioni sui terremoti erano meno affidabili: con una pausa tra il 1500 e il 1600, il ciclo di 55 anni può essere probabilmente esteso dal 1100. L’oscillazione ha una corrispondenza nella attività eruttiva di alcuni dei maggiori vulcani in Italia, in particolare del Vesuvio. La distanza e relativamente bassa e la grandezza degli eventi inducono ad escludere la loro interazione diretta e suggeriscono l’esistenza di un meccanismo di controllo esterno.

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Ho analizzato i terremoti riportati nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI11), che comprende il tempo origine, coordinate epicentrali, e magnitudo momento Mw per gli eventi sismici che si sono verificati tra il 1000 e il 2006 dC, ho esteso CPTI11 fino alla fine del 2013 con i dati sismologici strumentali e Parametric DataBase italiano [Gruppo di lavoro ISIDe, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia]. Per i vulcani, ho considerato le eruzioni che si sono verificati in Italia dal 1000, riportate nel database globale Vulcanismo Program Smithsonian (GVP). Ho scelto le eruzioni con indice di esplosività vulcanica (VEI) maggiore o uguale a 2, assumendo che il catalogo è completo a questo livello. Ho considerato 168 su 175 eruzioni, selezionando i vulcani più attivi (triangoli nella Figura 1° ): Etna (115 eruzioni, 99 dal 1600), Vesuvio (33 eruzioni, 25 dal 1600), e congiuntamente, i vulcani delle Isole Eolie (Stromboli e Vulcano, 20 eruzioni in totale, 15 dal 1600).

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La distribuzione dei terremoti dal 1100 è illustrato dalle curve blu nella figura 1b. In particolare, il comportamento nel lungo termine (spessa linea blu, calcolato per h = 40 anni) evidenzia una bassa attività nel Medioevo, un forte incremento tra il 1600 e il 1700, ad alta attività persistente fino a circa 1850, e un brusco calo negli ultimi secoli.

Figura 1

Alcuni importanti passi ripresi dalla carta :

“…. L’ultimo vulcano considerato in questo studio è l’Etna, che è il più attivo in Italia, con 99 eruzioni dal 1600 (figura 4c). In questo caso non c’è chiara corrispondenza con le variazioni a breve termine di sismicità…..Ho considerato inoltre la possibilità che l’eruzioni del Vesuvio sono innescate da terremoti. Tale ipotesi sembra smentita dalla figura 4a, dove in almeno quattro casi il picco di eruzioni precede quella di sismicità….”

Figura 4

L’osservata oscillazione di 55 anni sembra essere una caratteristica comune significativa che coinvolge la sismicità italiana e l’attività vulcanica del Vesuvio e le isole Eolie. Tale risultato è una conferma a livello locale (per un periodo di tempo molto più lungo), del risultato ottenuto da Scafetta e Mazzarella nel 2015 per i terremoti più forti del mondo (M ≥ 7) occorsi dal 1900.

Nella loro analisi, la sismicità mondiale è dominata da una grande componente armonica avente un periodo tra 50 e 60 anni, con picchi d’attività che precedono quelle della sismicità italiana, di circa 10 anni. La regolarità estrema su larga scala e per due diversi processi geofisici (terremoti e eruzioni vulcaniche) suggerisce l’esistenza di una forzatura esterna.

Fonte : http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2014EA000030/full

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3 pensieri su “La Sismicità italiana e l’eruzioni del Vesuvio sono sincronizzate su una quasi oscillazione di 60 anni

  1. molto interessante.
    tenendo conto che l’ultima eruzione del Vesuvio è del 1944 vuol dire che dovremmo aspettarne una a breve?

      (Quote)  (Reply)

  2. Jean Pieri:
    molto interessante.
    tenendo conto che l’ultima eruzione del Vesuvio è del 1944 vuol dire che dovremmo aspettarne una a breve?

    No, i terremoti e l’eruzioni vulcaniche non si possono prevedere.

    Ci possono essere indicazioni del possibile ingresso in periodi (brevi) con una maggiore attività sismica e vulcanica in termini di energia rilasciata, ma parliamo
    di eventi su scala globale. Localmente no.

      (Quote)  (Reply)

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