Il vento

From the European Wind Atlas.
Copyright © 1989 by Risø National Laboratory,
Roskilde, Denmark. [1]

Energia primaria …. 100 %
Energia idroelettrica … 2 %
Energia eolica …………. 0.2 %

Mentre la quantità di energia solare che giunge sulla terra è calcolabile con tre moltiplicazioni ed è conosciuta con precisione, la stima del potenziale delle altre energie rinnovabili è una faccenda molto più complessa, condizionata da ipotesi e modelli. Di conseguenza alcune fonti rinnovabili si prestano a valutazioni e interpretazioni che riguardano anche la loro consistenza, e non solo l’opportunità di utilizzarla.

I venti nascono dal riscaldamento dell’atmosfera terrestre dovuto al sole.

Questo riscaldamento non è uniforme: le regioni equatoriali vengono scaldate molto di più di quelle polari, e le zone calde raggiungono una pressione maggiore di quelle fredde. Queste differenze di pressione spingono le masse d’aria dalle zone ad alta pressione verso quelle a bassa pressione. L’energia cinetica acquistata dall’aria in questi spostamenti è quella che chiamiamo energia eolica.

Essendo figlia dell’energia solare, l’energia del vento deve essere per forza minore della madre. Ma quanto minore?

Ma quanto minore? Facciamo una stima grossolana, supponendo che tra l’1 e il 2% dell’energia solare finisca nei moti convettivi dell’atmosfera. Questi moti si distribuiscono nella troposfera, che è spessa 4 o 5 km. Allora, intercettando una fascia di troposfera di ottanta metri (il diametro di una pala eolica), al massimo possiamo “catturare” il 2% di quell’1 o 2%. Siccome tutta la potenza solare che arriva sulla superficie terrestre (i venti si formano soprattutto sul mare, e si spostano) è 170 mila TW, questa stima ci porta ad un valore del potenziale eolico lordo compreso tra 35 e 70 TW.

Tabella 1) KiloWatt e Km orari.

La stima che abbiamo fatto è molto grossolana, ma non lontana dal risultato di modelli più raffinati, che concludono che il potenziale eolico totale sia compreso tra 50 e 100 TW. Nel 2005 Archer e Jacobson [2] si sono avventurati in una stima derivante da misure e non da valutazioni. Basandosi su velocità del vento misurate in tutto il mondo sono giunti ad un valore di 70 TW di potenziale eolico. Più recentemente, nel 2009, Lu et al., analizzando invece rilevamenti da satellite, hanno sostenuto che il potenziale eolico sia sensibilmente maggiore [3].

Aria di mare

Insomma, per quanto riguarda il vento, l’energia ci sarebbe. Anche non condividendo i risultati di Lu et al., nel mondo sono d’accordo che di energia eolica da utilizzare ce ne sia abbastanza. A prescindere dall’aleatorietà di questa fonte, invece il limite è un altro: l’energia eolica è energia cinetica e quindi dipende dal cubo della velocità del vento.

Guardiamo cosa ci dice la tabella 1) dell’Atlante europeo del vento [1]. Per esempio la seconda colonna: una pala eolica istallata in Scozia incontra mediamente un vento di 7-8 m/s, la stessa pala istallata nella pianura padana trova un vento da 4-5 m/s. Dal punto di vista della velocità non c’è molta differenza, ma da quello dell’energia significa che la pala scozzese produce cinque volte più energia di quella padana. Con quali conseguenze? Che l’energia eolica è una fonte rinnovabile concreta solo nelle regioni blu scure o rosse della cartina. E’ lì che ha senso piantare le pale.

Possiamo vederla anche in un altro modo, 1 kWh prodotto da una pala in Scozia costa 5 centesimi, mentre uno prodotto in Padania 25 centesimi. Dato che 1 kWh “fossile” costa 10 centesimi, che senso ha istallare pale eoliche nella pianura padana? Eppure è quello che stiamo facendo, e che gli ecologisti vorrebbero fare ancora di più.

Aria di terra terra.

Un’ultima considerazione “padana”:

– Ma i 15 centesimi di differenza chi ce li mette?
– Lo stato, con gli incentivi, anzi ce ne mette 20.
– Ma i soldi dove li prende?
– Da noi, tassando le bollette.
– E a chi li dà?
– A quelli che hanno istallato le pale.

Che cosa motiva gli ecologisti italiani? L’amore per la Terra, o qualcosa di più terra terra? La risposta, amici miei, la sa il vento.

 

 

Fonte : http://www.maxrap.it/energia/eolico.htm

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3 pensieri su “Il vento

  1. Credo che quello che motiva gli ecologisti italiani sia, nella stragrande maggioranza dei casi, l’ignoranza (purtroppo)e non l’interesse personale. 🙂

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