Archivi del giorno: 22 maggio 2017

Campi Flegrei: otto studi in 5 anni confermano i rischi di eruzione

Lo scienziato Chiodini avverte: «Serve subito un consulto internazionale»

Otto studi negli ultimi cinque anni. Tutti condotti da esperti vulcanologi e pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali. Tutti e otto delineano uno scenario allarmante nei Campi Flegrei, tecnicamente definito «unreast», cioé di agitazione nel sottosuolo profondo. La maggioranza della comunità scientifica non ha dubbi: l’evoluzione della situazione nella caldera flegrea è preoccupante e gli indizi dell’avvio di un processo che potrebbe portare ad un’eruzione ci sono tutti. Così, la ricerca pubblicato l’altro giorno dalla rivista Nature, titolo «Approccio progressivo all’eruzione nella caldera Campi Flegrei nel Sud Italia» (Christopher Kilburn, Giuseppe De Natale e Stefano Carlino), appare l’ennesima conferma di un quadro di instabilità nelle viscere del sottosuolo flegreo.

Lo studio del 2012

Per inquadrare l’evoluzione degli ultimi anni è sufficiente riportare i titoli dei precedenti studi a partire da quello più vecchio datato 2012, condotto da Giuseppe Chiodini e altri. Titolo: «Segnali precursori di una nuova agitazione vulcanica ai Campi Flegrei». Due anni dopo, nel 2014, arriva il lavoro di Amoruso, Crescentini e altri ricercatori annuncia: «Indizi per i sommovimenti della caldera tra il 2011 e il 2013»; è il primo studio che ipotizza l’origine magmatica del sollevamento del suolo. Segue nel 2015 lo studio di Chiodini, Vandemeulebourck e altri intitolato «Evidenza di processi termici che innescano i sommovimenti», cioé analizzando la composizione dei fluidi delle fumarole si evidenzia un processo di riscaldamento del sistema vulcanico.

La pressione del magma

A seguire, sempre nel 2015, la ricerca di D’Auria, Pepe e altri «Iniezione di magma sotto l’area urbana di Napoli», dove viene ipotizzata l’esistenza di un serbatoio di magma a circa tre chilometri di profondità nelle acque di Pozzuoli. E ancora, nello stesso anno, a cura di Di Luccio, Pino e altri «Sismicità di strutture preesistenti, processi idrotermali e valutazione dei rischi». Nel 2016 si arriva a «Magma verso la pressione critica, disordini vulcanici verso uno stato critico» (Chiodini, Paonita e altri). Infine, il penultimo dei mesi scorsi (De Siena, Amoruso e altri) in cui si applica una nuova tecnica di ricerca che evidenzia una anomalia in profondità nella zona di massima deformazione dei Campi Flegrei, forse causata da un serbatoio magmatico.

L’esperto

Per concludere con l’allarmante «Approccio progressivo all’eruzione nei Campi Flegrei» su Nature dell’altro ieri. Giovanni Chiodini è uno degli scienziati italiani che ha studiato per più tempo l’area. Non ha dubbi: «Premesso che la vulcanologia non è una scienza esatta, non si può ignorare che questi studi indicano tutti la stessa direzione: cioé che la caldera sta evolvendo verso uno stato di pericolo». Per Chiodini, che lo ripete da tempo, è necessario «approfondire le ricerche coinvolgendo un team internazionale di scienziati». Insomma, portare qui il meglio della scienza da tutto il mondo per capire meglio confrontandosi.

Fonte : http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/17_maggio_17/campi-flegrei-otto-studi-5-anni-confermano-rischi-eruzione-d62ddfa8-3ac3-11e7-bafb-475a74ae9997.shtml