SITO IN MANUTENZIONE

CI SCUSIAMO PER EVENTUALI DISAGI..

Problema possibile Spam Bot come evitarlo:

Attenzione a non postare troppi link all' interno dei commenti
Non postare troppi commenti uno dopo l'altro
Avolte il sitema antispam identifica un IP molto simile
al vostro in questo caso se possibile aspettare qualche ora e poi commentare.
A.

Se non siete ancora registrati potete farlo

GRATUITAMENTE QUI

Indici meteo-climatici di Aprile-Maggio 2013 e prospettive meteo-climatiche

20 maggio 2013 7 commenti

Introduzione

Di seguito si riportano i principali indici climatici e se ne discute brevemente il significato e le conseguenze sul tempo e sul clima dell’Europa e dell’Italia.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3, peraltro già riportato nel forum Meteo.

aaaaaaaaaaaaa

Gli indici: i valori del mese precedente

Tra parentesi sono riportati i valori del mese precedente

- ENSO (El Niño Southern Oscillation, ad oggi neutralità, MEI index): (-0,171) +0,009

- PDO (Pacific Decadal Oscillation): (-0,63) –0,16

- AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (+0,188) +0,170

- QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+2,85) +8,39

- QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (-8,32) -5,71

- MJO (Madden-Julian Oscillation): attualmente è in fase 5, con intensità modesta e prevista in ulteriore diminuzione, tanto da dubitare sia significativo in questo periodo.

- ITCZ , nuovamente significativo per il nostro emisfero dall’inizio di Aprile, alla prima decade di Maggio risulta sostanzialmente in media, dopo un certo sopramedia ad Aprile specie nel settore centrale.

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Commento indici

- l’ENSO ad aprile e tuttora mostra comportamenti differenziati da zona a zona dell’Oceano Pacifico:

  • Nelle zone 1+2 (a ridosso delle coste sudamericane) e 3 (un po più al largo), attualmente appare in pieno sviluppo un evento di Nina, finora a qualche mese fa non atteso nella sua intensità attuale;
  • in zona 3,4 e 4, invece, si osserva ancora una sostanziale neutralità sebbene sembra stia virando verso una Nina debole.

Le previsioni NOAA per i prossimi mesi mostrano una certa fatica a seguire le ultime rilevazioni dell’evento e continuano a mostrare una sostanziale tendenza al prolungamento della fase di neutralità, anzi con una tendenza verso un nuovo Nino. Tuttavia, almeno al momento, ciò non corrisponde alla tendenza attuale delle anomalie di temperatura, né per quanto riguarda quelle superficiali né per quanto concerne le anomalie sottosuperficiali.

- La PDO permane negativa, come da comportamento ciclico (è divenuta negativa qualche anno addietro e resterà tale per diversi anni) ed oscilla, talvolta aumentando (come adesso), talvolta diminuendo; sta più che mai confermando il suo ruolo “moderatore”; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno.
Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

- L’AMO si conferma in territorio positivo. Al link seguente è riportato il grafico storico dell’AMO http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg Tale indice risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nel lungo termine (decenni) dopo un cambio di segno.

- La QBO30 è tornata nettamente in territorio positivo. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo compreso tra Febbraio e Luglio 2014.

- La QBO50, dopo il valore minimo di dicembre, sta lentamente risalendo verso la neutralità. Le statistiche, disponibili dal 1979 ad oggi, indicano che l’indice può permanere in fase negativa fino ad un massimo di 18 mesi. Attualmente la negatività dura da 15 mesi (Febbraio 2012), dunque al più il passaggio in fase positiva avverrà entro la prossima estate.

Come segnalato in precedenza, in base alle osservazioni ENSO NOAA, la prolungata neutralità ha lasciato il posto alla Nina nel settore oceanico centro-orientale, mentre altrove permangono condizioni di neutralità. Le anomalie sottosuperficiali di temperatura possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà nel prossimo futuro. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

 

Rispetto ai mesi precedenti (Febbraio, Marzo ed Aprile), non si notano particolari variazioni, per quanto riguarda l’estensione delle diverse anomalie di temperatura. Tuttavia, l’ultima immagine mostra come quelle positive si siano ritratte dalla superficie oceanica, come se si stessero isolando in profondità. In sostanza, la rilevazione non chiarisce ancora se nei prossimi mesi si avvierà un evento di uguale segno (Nina, presumibilmente) in tutto il comparto oceanico. Tuttavia, sembra mostrare come le anomalie positive si stiano ritirando dalla superficie oceanica.

Una netta conferma viene dalle anomalie superficiali: Si osserva, infatti, una prevalenza di anomalie negative nel settore centro-orientale, più vicino alle coste del Sudamerica; invece, avvicinandosi all’Australia ed alla Nuova Guinea, si osserva una certa alternanza tra anomalie di segno opposto.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/index.html

 

 

 

 

Dalla primavera all’estate 2013

I prossimi giorni

L’ultima decade di Maggio presenterà condizioni del tutto analoghe a quelle cui abbiamo assistito finora, nel corso di questa primavera molto capricciosa: infatti continuerà a mancare una figura anticiclonica stabilizzante, sul Mediterraneo e sull’Italia; gli anticicloni presidieranno il vicino Atlantico, parte dell’Europa occidentale e anche quella orientale, ma solo a nord delle Alpi e del Mediterraneo. Sui nostri mari, invece, permarranno condizioni di “palude barica”, se non addirittura depressionarie. Tutto ciò è ben rappresentato dall’immagine seguente, relativa a metà giornata di giovedì 23, alla quota di 850 Hpa (1400-1500 metri circa):

Nell’immagine, si notano bene le alte pressioni ad ovest e ad est. Al centro, invece, si osserva un corridoio depressionario, esteso dalla Groenlandia fino al Mediterraneo occidentale lungo il quale scorre aria fredda diretta verso sud, cioè verso le Alpi.

aaaaaaaaaaaaaaaa

Possibile evoluzione successiva (giugno)

I possibili scenari di giugno, il primo mese dell’estate, suggeriscono una prosecuzione dell’attuale fase instabile. I principali modelli meteo (ECMWF, GFS) vedono concordemente una prosecuzione delle attuali condizioni meteo, ma con una maggiore componente settentrionale. In sostanza, le condizioni di instabilità provenienti dal medio Atlantico potrebbero essere sostituite o integrate, almeno temporaneamente, da aria più fredda di origine artica. Lo si comincia ad intuire dall’andamento di AO e NAO (che, si ricorda, non sono indici predittivi, ma sintetizzano quanto riportato dai vari ensemble del modello GFS) nei prossimi 10-15 giorni:

 

 

L’AO sostanzialmente neutra ci segnala che le alte pressioni sono disposte a latitudini medio-alte e non (se fosse positiva) in prevalenza alle nostre latitudini. Ma, in particolare, la NAO, prevista prossima alla neutralità, in tale configurazione risulta favorevole a scambi meridiani; in parole povere, conferma condizioni favorevoli a discese fredde da nord, forse anche più di una. L’esame delle anomalie oceaniche per ora conferma l’assenza di anomalie negative al largo delle coste spagnole e marocchine, in quanto l’area è ben presidiata dall’anticiclone delle Azzorre, che non consente discese fredde in zona e quindi anomalie negative. Questo scongiura la possibilità della formazione di una lacuna barica (una depressione semipermanente) in quell’area e dunque conseguenti avvezioni di aria calda africana verso il Mediterraneo e verso l’Italia. L’ITCZ (confine tra monsone umido e anticiclone africano) nella prima decade di maggio, come detto, conforta tale scenario.

In conclusione, al momento possiamo confidare in un decorso stagionale più che normale, anzi ancora abbastanza instabile. Si è già accennato più volte, nel forum Meteo, il decorso di questa primavera assomiglia a quello della primavera 2002 e, ancora di più, a quello della primavera 2004: Nina debole ad est, neutralità ad ovest, anomalie oceaniche disposte in modo simile a quelle attuali suggeriscono diverse interessanti analogie, confermate dal decorso meteo di quella primavera, analogo a quello attuale.

Dell’attuale condizione instabile al momento non si intravvede la fine, nemmeno all’inizio di Giugno, anche se una o più discese fredde artiche, alla lunga, potrebbero favorire una almeno parziale espansione dell’alta pressione delle Azzorre verso il Mediterraneo e l’Italia. Se così fosse, assisteremmo ad un avvio estivo “vecchio stile”, come negli anni 70, quando appunto le estati mediterranee erano dominate dall’azione calda ma moderata dell’Anticiclone delle Azzorre e non, invece, dal bollente anticiclone africano. Tuttavia, al momento si tratta più di un auspicio che non di una prospettiva concreta.

FabioDue

Abbiamo superato 1.000.000 di accessi unici !

18 maggio 2013 8 commenti

Una veloce comunicazione.

Con estremo piacere raccolgo la segnalazione del nostro @ab2010. Vi comunico che la nostra piattaforma, da quando si è trasferita sul dominio di altervista ha da poco superato il milione di accessi unici !

Rivolgo quindi, un grazie, agli amministratori e editor più stretti e anziani di questa piattaformma.

Un sincero e caloroso abbraccio che non è rivolto esclusivamente ai sopra citati, ma è trasmesso in particolar modo, a tutti voi,  semplici utenti che appassionatamente o saltuariamente ci visitate.
Si signori miei, siete proprio voi, la nostra linfa.

Se Nia oggi è conosciuta, non solo in Italia, ma anche in giro per il mondo è proprio grazie a voi, che giorno dopo giorno ci motivate ad andare avanti, con i vostri suggerimenti, segnalazioni, osservazioni  e anche critiche.

Si ! Perchè e proprio con quest’ultime (commenti critici ) che si migliora la piattaforma da un punto di vista non solo quantitativo (vedi la multidisciplinarità dei temi trattati) ma in maniera più importante e significativa, qualitativo.

Lasciando il giusto spazio e trattatando con una corretta ed equilibrata metodologia scientifica,  anche tutte quelle tematiche più sensibili.

Sensibili e delicate, per tutte quelle teorie o ipotesi, al limite del fantascientifico ( se così si può dire .. ) contenuto in esse.

Ricordiamo, che il nostro Simon, alias Ice2020, ha aperto NIA nell’ottobre del 2008 :

http://daltonsminima.wordpress.com/2008/10/03/hello-world/

La vecchia guardia si ricorderà sicuramente, che quelli erano tempi nei quali si diceva ( e questo si propaganda ancora :smile: ) che ….

Il pianeta si stava riscaldando fino all’inverosimile….
Il prossimo ciclo solare sarebbe stato esplosivo….
Le dinamiche geologiche sono di natura prettamente endogena al pianeta Terra …. e non esogena.
Che l’energia…..

Qui mi fermo (quest’ultimo punto deve essere ancora affrontato e approfondito).

:smile:

Conclusioni

Le osservazioni quotidiane della natura e i lavori scientifici, che sempre con maggior frequenza, nascono giorno dopo giorno,  smentiscono quanto propagandato dall’informazione “mainstreet” .

Noi andiamo avanti ! Siamo pronti a raccogliere nuove sfide, suggerimenti e altro…

C”è qualcuno che si vuol fare avanti… ?

:wink:

Di nuovo, un grazie a tutti voi !

 

L’amministrazione
Michele

Categorie:Comunicazioni Tag:

Nicola Scafetta : L’analisi dinamica multi-scala (MSDA) delle registrazioni del livello del mare, rispetto alla PDO, AMO, e l’indice NAO

16 maggio 2013 4 commenti

http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00382-013-1771-3

 

 Premessa

In questo nuovo articolo vi propongo una nuova metodologia che permette di quantificare le oscillazioni naturali separandole da una accelerazione di fondo presente nelle registrazioni mareografiche. Uno dei risultati è che le vere accelerazioni del livello del mare sono abbastanza piccole, molto più piccole di quello che altri studi, che ignorando le oscillazioni naturali del sistema climatico, hanno sostenuto. Alcuni dei principali documenti che affermano l’aumento del livello del mare catastrofico per il 21 ° secolo (ad esempio a New York) e che ignorano gli effetti delle oscillazioni naturali del sistema climatico, come l’oscillazione dei quasi 60 anni, sono fortemente in discussione.

 

 Riassunto

 

Qui vi propongo una analisi dinamica multi-scala per facilitare l’interpretazione fisica delle registrazioni mareografiche. La tecnica utilizza è quella dei diagrammi grafici. Si applica a sei lunghe secolari registrazioni mareografiche, rappresentanti degli oceani del mondo: Sydney, costa del Pacifico: Australia, Fremantle, costa dell’oceano Indiano dell’Australia, New York City, costa atlantica degli Stati Uniti d’America, Honolulu, stato americano delle Hawaii; San Diego , stato americano della California, e Venezia, Mar Mediterraneo, Italia. Per confronto, l’analisi equivalente viene applicata a l’indice dell’oscillazione decade del pacifico (PDO) e al multidecade indice d’oscillazione atlantica (AMO). Infine, una ricostruzione globale del livello dei mari (Jevrejeva et al nel Geophys Res. Lett. 35:. L08715, 2008) e una ricostruzione dell’indice dell’oscillazione del nord atlantico (NAO) (Luterbacher et al nel Geophys Res. Lett. 26:2745-2748,. 1999) vengono analizzati per confronto: entrambe le sequenze coprono circa tre secoli 1700-2000. La metodologia proposta evidenzia rapidamente oscillazioni e teleconnessioni tra le registrazioni su scale decennali e multidecadi. Su scale temporali secolari, le registrazioni delle oscillazioni mareali presentano valori relativamente piccoli (positivi o negativo), come trovato in altri studi (Houston e Dean in J Costa Res 27:409-417, 2011). Al contrario, su scale decadi a scale secolare (fino a intervalli di 110 anni) le accelerazioni mareografiche, oscillano notevolmente, da positive a valori negativi, le più seguendo le oscillazioni DOP, AMO e NAO. In particolare, l’influenza di una grande quasi 60-70 anni oscillazione naturale è chiaramente dimostrata in queste registrazioni. Sono stati anche studiati i tasso della multiscala evoluzioni dinamica e della ampiezza del ciclo stagionale annuale delle sei registrazioni mareografiche scelte.

 

 

Figura 10 . “a Record di livello globale del mare (Jevrejeva et al. 2008) (a sinistra) e il suo MSAA diagramma colorato (a destra). “b” North Atlantic Oscillation (NAO) (Luterbacher et al.1999, 2002) (a sinistra) e il suo diagramma colorato MSAA (a destra). Nella figura “b” i colori vengono invertiti. Notare la comune oscillazione di 60-70 anni dal 1700, indicata dalle alterne regioni verdi e rosse all’interno delle scale di 30-110 anni

Dalle conclusioni :

In conclusione, su scale più corte di 100 anni, le accelerazioni mareografiche misurate sono fortemente guidati dalle oscillazioni naturali del sistema climatico (ad esempio PDO, AMO e NAO). Le scale più piccole sono caratterizzate da una grande volatilità a causa delle notevoli oscillazioni climatiche decennali e bi-decadi (Scafetta 2009, 2010, 2012a;. Manzi et al 2012). Pertanto, le accelerazioni, così come i tassi lineari valutati utilizzando alcuni decenni di dati (ad esempio, nel corso degli ultimi 20-60 anni) non possono essere utilizzati per la costruzione delle proiezioni affidabili, sul lungo range, del livello del mare, per il ventunesimo secolo. I modelli naturali oscillanti devono essere inclusi nei modelli per la produzione di previsioni affidabili a più scale di tempo. Le metodologie MSDA proposte (ad esempio MSAA, MSRA e MSACAA) forniscono un quadro completo per studiare comparativamente i modelli dinamici, dei dischi mareografici. Le tecniche possono essere utilizzate in modo efficiente per uno studio rapido e robusto di sequenze climatiche alternative pure.

Il lavoro scientifico è reperibile al seguente link : http://people.duke.edu/~ns2002/pdf/10.1007_s00382-013-1771-3.pdf

 

Michele

Categorie:climatologia Tag:

Continua la fase di moderata attività solare! (@ Mic ore 19:19 “quasi” ) + Update

13 maggio 2013 48 commenti

Aggiornamento delle 13:52 del 15 Maggio 2013 in merito alla forte coalescenza magnetica manifestata dalla regione Ar1478.

L’interrogativo : E’ un caso che la regione si sia attivata intensamente EM proprio nell’area dove si è realizzato l’allineamento planeterio Giove-Venere-Sole ?

:wink:

Inserito animazione, in attesa dell’arrivo della macchia solare più attiva elettromagneticamente da un anno a questa parte.  Ecco la macchia solare,  prodiga di vari flare di Cat.X e M che sta per affacciarsi sul lato visibile.

Dopo il mese di aprile, anche in questa prima decade di maggio il Sole sta continuando ad avere un’attività moderata. Ciò lo si evince dal numero di regioni di attive e soprattutto dalla loro coalescenza, che è stata in grado di provocare numerosi flare di classe M ed una risalita del solar flux verso valori tra i 150 ed i 160!

Continua quindi l’altalena del ciclo solare 24, dove ad un periodo di modesta attività  (febbraio-marzo 2013) fa seguito una fase di moderata ed a tratti anche forte attività solare; ricordiamo per l’ennesima volta che anche durante questi periodi in cui l’attività solare cresce, non si sono ancora raggiunti picchi altisonanti e sopratttutto duratori che caratterizzavano i precedenti cicli solari.

Anche stavolta, l’emisfero nord sembra prevalere su quello sud, il quale dagli ultimi aggiornamenti del campo solare, invece di procedere verso l’inversione, ha fatto una marcia indietro…stiamo quindi ancora aspettando che l’emisfero meridionale si avvicini alla neutralità, solo allora potremmo dire che il sole avrà invertito i suoi poli e decretare l’inizio del prossimo minimo solare.

Sembra però ormai assodato che vi sarà una lenta discesa prima di arrivare al minimo solare del ciclo 24 prima e all’inizio del ciclo solare 25 dopo, che si prospetta essere ancora più debole del ciclo in corso, e di fatto dare il via ad una lunga fase di bassissima attività solare che toccherà il suo apice intorno al 2050!

Come reagirà il nostro clima ?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Riteniamoci privilegiati perchè siamo appena agli inizi di un importantissimo periodo storico, in cui potremo studiare da vicino gli effetti di un prolungato minimo solare sul clima terrestre…tempi che saranno sempre più bui per i sostenitori dell’AGW!

Stay tuned with NIA, Simon

Categorie:Nowcasting Solare Tag:

Passato, presente e futuro degli effetti mareali planetari su questo ciclo solare, alcune osservazioni.

11 maggio 2013 12 commenti

Prendo spunto da uno scambio di battute (messaggi) lasciati da john carter e il nostro bruno (apuano 70) nel precedente articolo per approfondire la discussione… riportando alcune mie osservazioni.

john carter :

Sarebbe interessante capire quali sono le cause che hanno reso questo ciclo così modesto.
Per chi segue le teorie delle influenze planetarie la posizione sigiziale dei due giganti gassosi dopo il minimo del 2009 avrebbe impedito lo sviluppo di un ciclo almeno normale.

Mic.: Tutto ciò che è la fuori e gli gira intorno, dai pianeti su cicli brevi decennali, secolari  o esterno al sistema solare su cicli millenari e oltre …. risuona con la nostra stella.
Ricordiamo questa immagine lasciata dal grande ALE nel 2010…. il passato disturbo di Urano del 10 Luglio 2010 …. che ripercussioni avrà su questo minimo solare ?
Non c’è solo la gravitazione… c’è anche l’elettromagnetismo nella grande mescolanza di forze interne al sistema solare.
:wink:

john carter :

Gli effetti mareali di giove, venere e terra saranno massimi ai primi di gennaio del 2014 mentre fra pochi giorni assisteremo ad un’importante allineamento che forse stà già manifestando i suoi effetti con un rialzo degli indici solari.
L’ipotesi del secondo picco per effetto delle influenze planetarie e della possibile “spinta meridionale” a mio avviso non è così remota così come quella di un ciclo sempre più somigliante al SC14.

+

apuano70 :

Attività in aumento! (almeno per adesso)… forse si cominciano a vedere i risultati delle influenze planetarie già anticipateci dal Michele e, qualche commento sopra, da John Carter…
Bruno

 

Mic.: Condivido, semplicemente non ci piove ! E questo è sotto gli occhi di tutti in quest’ultimi venti giorni circa.

Manifestazioni solari con flare di cat.M, CME e Solar flux in leggera ripresa.

Infatti poche settimane abbiamo registrato un primo allineamento planetario, l’impulso mareale di Saturno-Terra-Sole-Marte (Prima immagine), a seguire questione di giorni e si verificherà l’allineamento …..Giove-Venere-Sole… (Seconda immagine)

john carter :

Gli effetti mareali di giove, venere e terra saranno massimi ai primi di gennaio del 2014 mentre fra pochi giorni assisteremo ad un’importante allineamento che forse stà già manifestando i suoi effetti con un rialzo degli indici solari.
L’ipotesi del secondo picco per effetto delle influenze planetarie e della possibile “spinta meridionale” a mio avviso non è così remota….

Mic: Quoto ! In più….aggiungo e la cometa Ison dove la mettiamo ? Grande esperienza e studio sarà questo fine 2013, inzio 2014 !
Ho già fatto scorta di poc-corn.

:smile:

Allineamento Giove-Terra-Venere-Sole e passaggio della cometa Ison

Una piccola provocazione…

Oggi Nicola scafetta, prima Raffaele Bendandi ed ancor prima ? A questo punto degli studi, è da fuori di testa affermare che non era così pazzo o visionario, il mago di corte o lo sciamano del villaggio,  quando scrutava le stelle e i pianeti, per consigliare il principe o il capo dell’esercito in quale anno o stagione andare in guerra ? Se il clima, l’agricoltura, le carestie e l’alterazioni della psiche umana sono legate al Sole e alle sue manifestazioni… e da pazzi affermare quanto scritto in precedenza ? Forse dico io, al mago di corte (astrologia), nel suo tempo, è mancata solamente una buona rivista scientifica (main street) da l’alto impact factor….Ecco dove si trova il suo fallimento.

:smile:

 

Buon fine settimana,

Michele

Categorie:Misteri del Sole Tag:

Problemi di accesso al blog

9 maggio 2013 Nessun commento

Ci scusiamo per il disagio, ma durante la giornata di oggi e probabilmente in quella di domani ( mattina ) potranno verificarsi dei problemi di accesso al sito.

Problemi già evidenziati nell’odierno pomeriggio.

 

http://forum.it.altervista.org/annunci-di-servizio-su-rete-server-e-sistemi/183702-innodb-manutenzione-straordinaria.html

È in corso un intervento di manutenzione straordinaria mirato a risolvere alcuni problemi segnalati con il servizio in oggetto. Nelle prossime 2 ore il database per chi abbia il supporto Innodb attivo potrebbe risultare a tratti non disponibile.

 

Michele

Categorie:Uncategorized Tag:

Rubrica Sole Aprile 2013

9 maggio 2013 14 commenti

Introduzione e riepilogo
Durante la sua progressione verso il massimo solare, il ciclo 24 ha da subito manifestato un’intensità notevolmente inferiore a quella che gli esperti avevano pronosticato http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/21dec_cycle24/ . Ma gli ultimi mesi, dopo il picco dell’autunno 2011, hanno di fatto sancito l’impossibilità che questo ciclo possa prendere un diverso andamento rispetto a quello fatto vedere fino a questo momento. In definitiva il Sole è entrato in una fase di “stallo”: pur con naturali oscillazioni in alto ed in basso dei vari indici di attività, nel periodo in questione il solar flux (il miglior indicatore dell’attività solare finora noto) non ha mostrato in media alcun trend particolare, né crescente né decrescente. Ciò, a nostro modesto avviso, significa che il Sole è attualmente in fase di massimo. Pertanto, salvo qualche temporaneo picco, ben difficilmente ci potrà mostrare molto più di quello cui abbiamo assistito finora durante il ciclo 24.
Inoltre, negli ultimi mesi, si è persino osservato un calo di attività: nell’ultimo scorcio del 2012 e nei primi tre mesi del 2013, il solar flux ha mostrato una tendenza al ribasso; inoltre lo smoothed sunspot number è calato sostanzialmente rispetto al massimo raggiunto.

Il mese di aprile appena trascorso ha invece fatto segnare una ripresa dei valori di tutti i principali indici dell’attività solare: tale situazione, anche se era decisamente pronosticabile visto il troppo basso livello tenuto dal nostro astro negli ultimi mesi (specie a Febbraio), se dovesse proseguire con decisione nei prossimi mesi avvalorerebbe la tesi del 2° picco di attività, così come la NASA lascia intendere http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/01mar_twinpeaks/, in caso contrario il ciclo 24 sarebbe condannato ad un lento ma inesorabile tramonto.
Naturalmente manteniamo una certa prudenza: il Sole ci ha da anni abituato a continue sorprese, a repentini “cambi di marcia”, tanto da sorprendere persino chi, alla NASA, lo studia da decenni. Certo, ogni mese che trascorre senza evidenti segnali di ripresa, riduce le possibilità che il ciclo attuale possa offrire ulteriori massimi degni di nota e soprattutto in grado di superare il pur modesto massimo raggiunto a Novembre 2011.

In attesa di sviluppi ci limitiamo a constatare che il livello attuale di attività assomiglia poco a quello di un massimo solare, come quelli dei cicli immediatamente precedenti: il solar flux non ha mai raggiunto quota 200, che fu ampiamente superata più volte dai cicli precedenti. Anche il sunspot number risulta decisamente inferiore e analogo a quello dei cicli di fine Ottocento-inizio Novecento. Ricordiamo però che i calcoli attuali sono molto rigorosi nel tenere conto anche della macchia più piccola. Pertanto i valori del passato sono molto probabilmente sottostimati: attorno al 5% verso fine Ottocento, fino al 20% ed oltre in precedenza (ad esempio durante il Minimo di Dalton).
Il grafico seguente evidenzia la citata assenza di trend del solar flux e i valori complessivamente “depressi” di questo massimo in tono minore.

 

Il sunspot number
Come già accennato in precedenza, dopo il massimo registrato a Febbraio 2012 con 66,9, nel successivo mese di Marzo, per la prima volta dal minimo, la progressione del SSN (Smoothed Sunspot Number, media mobile su 13 mesi; fonte SIDC) si è interrotta ed invertita, continuando a calare sensibilmente nei mesi seguenti. Attualmente questo indice ( assieme anche al Solar Flux ) sembra proprio che sia entrato in una fase di stallo: la curva del SSN è di fatto diventata una linea piatta con piccole oscillazioni.

Riteniamo che il massimo relativo raggiunto nel mese di Febbraio 2012 sarà con buona probabilità anche il massimo assoluto del ciclo. Naturalmente, come già detto, non possiamo escludere che l’attività solare manifesti una consistente e duratura ripresa su livelli paragonabili o superiori a quelli dell’autunno 2011, prima che l’inversione magnetica dell’emisfero Sud si compia. Dopo, in base alle nostre conoscenze attuali, il massimo del ciclo potrà considerarsi avvenuto con certezza.
Ad onor di cronaca va rimarcato che il conteggio del NIA’s risulta essere leggermente difforme rispetto a quelli ufficiali del sunspot number SIDC, in quanto il mese del massimo relativo cade a Marzo 2012 anziché Febbraio. Per il “nostro” conteggio ad Agosto ed in maniera insignificante a Settembre e Ottobre 2012 si è registrata una piccola crescita (i dati definitivi sono da verificare). Inoltre, la curva della media “smoothed”, con le dovute proporzioni, sembra ricalcare l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Come già detto e ripetuto, il ciclo 24 si conferma come “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti. Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.
Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.
Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato questo Aprile 2013:

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

 

In dettaglio, Aprile è stato caratterizzato da un maggiore livello di attività rispetto a quello del mese precedente, che già aveva fatto registrare una sensibile crescita rispetto a Febbraio. Il sunspot number ha registrato un sensibile aumento rispetto a marzo, passando da 57,9 a 72,4, valore più alto fatto segnare dal 73,0 di Dicembre 2011: anche in questo mese il dato numerico di questo indice emesso dal SIDC, parrebbe essere leggermente sovrastimato rispetto al reale livello di attività fatto registrare dal nostro astro anche se va detto che ad una generale scarsa coalescenza magnetica delle Regioni Attive e macchie si è contrapposta una maggiore area complessiva ricoperta da quest’ultime, vicina ai valori fatti registrare a fine 2011 ed in taluni singoli mesi . La relativa staticità, pur con gli “alti e bassi” relativi alle oscillazioni mensili, dei valori degl’indici di attività solare conferma ancora una volta la convinzione che il ciclo sia giunto al suo massimo e che questa incapacità di sovvertire una tendenza abbastanza netta al ribasso degli indici e non riuscire a produrre più di quanto fatto vedere fino ad ora, di fatto possa decretare l’inizio del declino effettivo dello stesso. L’andamento dei prossimi mesi è, a nostro modesto avviso, da monitorare con molta attenzione, per verificare se vi sarà o meno una (sempre meno probabile) ripresa più decisa dell’attività.

I valori del NIA’s di gennaio (33,5), febbraio (19,9) marzo (23,8) e aprile (33,2 stimato) 2013 sono provvisori e in attesa di validazione.
Un eventuale nuovo picco di attività, presumibilmente relativo al picco dell’emisfero sud che al momento sembra essere ancora “latitante” in questo ciclo 24, rimane comunque una ipotesi da non sottovalutare stante la recente previsione NASA e la relativa precocità del primo massimo (Novembre 2011) rispetto al minimo del 2008 . Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del massimo a primavera e l’iniziale declino delle curve del SSN, con l’attuale “rimbalzo” tecnico (ci si passi l’espressione colorita!) ed il sostanziale stallo dell’indice in oggetto.

Solar flux
Il Solar Flux ad Aprile ha tenuto un comportamento quasi speculare a Marzo, contraddistinto da valori tendenzialmente stabili intorno alla media mensile, con un più netto calo nella seconda decade e successiva forte “ripartenza” nella terza decade del mese. Dopo molti mesi sembrava essersi interrotta la sequenza di oscillazioni regolari del Solar Flux: al momento l’attuale fase di “spinta” iniziata con il mese di Marzo sembra essere più convinta rispetto a quelle di Gennaio e Febbraio tanto da determinare anche visivamente una oscillazione più sensibile tra la fase “attiva” e quella “passiva” della rotazione solare: la situazione ancora da monitorare e verificare nei prossimi mesi.
In virtù di quanto sopra esposto, il valore medio mensile del solar flux (aggiustato), è ritornato attorno al valore medio fatto registrare negli ultimi 21 mesi (circa 122) ovvero da quando il ciclo 24 ha definitivamente superato il valore-soglia di 100 senza ancora ridiscendervi. Tali valori restano comunque ben al di sotto di quelli definiti “normali” per un sole in condizioni di massimo del ciclo; il valore di 125,84 pur salendo dal 110,22 del mese scorso, rimane comunque ancora molto lontano dal 142 di luglio e dal 150 di novembre 2011, finora massimo mensile.
Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 ha incontrato nella sua progressione, ormai giunta al suo massimo. Dal grafico seguente risulta ancor più evidente la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti. E’ un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe” e, come accennato in precedenza, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti. Ormai dubitiamo fortemente sia in grado di raggiungerla. Inoltre, si nota chiaramente una tendenza alla stasi, se non al declino, manifestatasi in questi ultimi mesi (dallo scorso autunno in poi), dopo un trend costantemente improntato al rialzo.
Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 125,84 (contro 110,22 di Marzo) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 99,2, (ore 23 del 18/04) e 156,7, (ore 20 del 30/04) valori che denotano la sia pur minima tendenza al rialzo rispetto a quelli degli ultimi mesi. Nell’ultima decade (dal 20 al 30 compresi) la media è stata pari a 124,83 (valori delle ore 20), valore assolutamente in linea con quello della media mesile.

Altri diagrammi: butterfly e inversione magnetica
Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (grafico in basso).
Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (7 aprile) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +12, ovvero in progressiva crescita rispetto alla rilevazione di giugno 2012 (mese dell’inversione). Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord è avvenuto ormai da tempo e la nuova polarità si sta progressivamente rafforzando. Per quanto riguarda l’Emisfero Sud, fino a qualche mese fa sembrava che il momento dell’inversione fosse imminente. Invece, nonostante i valori degli ultimi 8/9 mesi siano scesi da +34 a +20, le oscillazioni magnetiche di breve periodo (si vedano i dati “non filtrati”, nelle prime colonne a sinistra, dal link precedente) indicano che l’inversione avverrà più tardi di quanto si immaginava. La sequenza dei valori (filtrati) fatti segnare dall’emisfero Sud e registrati mensilmente proprio con le uscite della presente Rubrica, lascia pochi dubbi al riguardo: +13 per Gennaio, +16 per Febbraio, +19 per Marzo e +20 per Aprile. E’ bene precisare che tali valori sono soggetti, nel breve termine, a variazioni considerevoli, meglio quindi aspettare ancora un poco per avere maggiori e più sicuri elementi a disposizione. In ogni caso, occorreranno ancora diversi mesi prima che l’inversione si completi. Storicamente, negli ultimi 30 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e, per un lungo periodo di tempo, in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata. In virtù di quanto sopra esposto, come ovvia conseguenza anche la media dei due emisferi, benché prossima alla neutralità, ha fatto registrare un passo indietro rispetto ai valori in precedenza riportati per Febbraio (poi corretti e confermati), da -3 a -4.
Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png,

andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png,

andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.
Le ultime immagini “Stereo Behind” al momento sembrano indicare una prosecuzione della fase di attività relativamente vivace attualmente in corso: le regioni attive, pur in numero limitato, sono presenti in entrambi gli emisferi. Bisogna però sottolineare che gran parte delle macchie presenta dimensioni davvero modeste, non è sede di alcuna particolare attività (es. flare o CME). Inoltre, nelle ultime settimane le macchie si trovano nuovamente ad una certa distanza dall’equatore solare. Ciò lascia pensare, come peraltro ci si attende, che il ciclo possa durare più dei “canonici” 11 anni: ad esempio David Archibald sostiene, in base ad uno studio delle emissioni coronali, che il ciclo 24 possa durare addirittura il 40% in più dei soliti 11 anni, cioè ben 17 anni, insomma fino al 2025!
Per i dettagli, si veda l’articolo al link seguente http://wattsupwiththat.com/2013/03/05/how-long-to-the-2425-solar-minimum/

Risulta comunque sempre valida quindi la regola che occorre attendere ancora qualche mese per poter avere un quadro complessivo della situazione solare. Intanto ormai il 2013 è iniziato da tre mesi: secondo le previsioni NASA il massimo del ciclo sarebbe in corso! E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio per ulteriori picchi di attività, prima dell’inevitabile declino del ciclo verso il prossimo minimo. L’estrema debolezza e variabilità di questo ciclo non lasciano ancora spazio ad interpretazioni univoche.

Sunspot number per emisfero e conclusioni
Questo ciclo 24 è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati. Ovviamente la prudenza ci impone di attendere conferme che necessiteranno, inevitabilmente, di parecchio tempo anche perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il Sole è assolutamente in grado di smentire in un baleno anche la previsione dei più “quotati” esperti di fama mondiale, e anche loro ne sono pienamente consapevoli. Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse. La parvenza di “normalità” dell’autunno 2011, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo aveva dato l’illusione che il ciclo 24 potesse essere solo un poco più debole di altri precedenti ma comunque “normale”. Gennaio 2012 ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo. Il più recente massimo di Luglio 2012 e il picco di Gennaio 2013, pur inaspettati, hanno avuto il carattere di episodi isolati, come e più di quello di Novembre 2011 e dunque non hanno modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi interlocutori, senza “acuti”, pur con la novità del netto calo del SSN. I mesi di Dicembre 2012 ed il Febbraio 2013 potrebbero aver dato il “colpo di grazia” a questo ciclo. I valori degli indici di riferimento nuovamente così bassi lasciano intendere che il Sole non riesce a dare di più di quanto non sia riuscito a fare nel corso degli ultimi 4 anni e anche una eventuale forte ripresa dell’attività potrebbe non essere sufficiente a far cambiare “piega” alle cose. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi trascorsi possano essere quelli assoluti del ciclo. Certo,visto anche la tendenza al rialzo dell’attività degli ultimi due mesi, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel periodo 2013/2015, come indicato nelle ultime previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, tra i due massimi e da Luglio in poi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto. Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente sembra essere entrata in decadenza la fase di maggiore spinta relativa proprio nell’emisfero Nord che, teoricamente, dovrebbe andare verso un fisiologico calo dopo il massimo raggiunto a settembre 2011 (SSN emisferico 41,29) mentre l’emisfero Sud, dopo aver apparentemente iniziato una decisa fase di crescita, al momento risulta essere in completo stand-by. Da monitorare però i prossimi mesi in quanto sembra che stavolta ci possa essere l’occasione giusta per il “picco” di attività questo emisfero.

(N.B: grafico aggiornato al mese di Marzo)

In definitiva, almeno per ora, stiamo vivendo una fase di stallo. Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? La sensazione è che ben difficilmente riusciremo a vedere un Sole più attivo di quanto non lo sia stato nell’autunno scorso. Aprile 2013, benché caratterizzato da una maggiore attività rispetto ai mesi precedenti, avvalora ancora di più la nostra ipotesi. E’ più probabile un relativo picco di attività dell’emisfero Sud, magari coincidente con la prossima inversione magnetica.
Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud; nonostante l’aumento di attività dell’ultimo periodo, è evidente il tracollo dell’attività dell’emisfero Nord mentre il Sud, che, come detto, negli ultimi mesi ha drasticamente ridotto la sua già scarsa “spinta” sembra apparentemente entrato in una fase di stallo e la curva del SSN emisferico ha iniziato a scendere dopo il “picco” di aprile 2012 (SSN emisferico 30,09): .

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

Apuano 70 e FabioDue

UPGRADE 07/05/2013

Sono usciti gli ultimi aggiornamenti riguardo lo stato di avanzamento, o almeno presunto tale, dell’inversione magnetica dei poli solari: l’ultimo dato adesso disponibile, quello del 17 Aprile 2013, conferma ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la strada per l’inversione è ancora lunga…. Valori filtrati: Emisfero Nord + 13 , Emisfero Sud +21  ma la cosa che più fa riflettere è che quest’ultimo dato ha interrotto, al momento, la sua progressione verso la neutralità e conseguente cambio di polarità per riprendere ad aumentare il suo valore, come evidenziato nella serie che alleghiamo:

Apuano 70 e FabioDue

Categorie:Ciclo 24, Rubrica NIA Tag:
FadeOut-Thumbshots Plugin by Thomas Schulte