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Archivio per la categoria ‘Previsione Ciclo 24’

Rubrica Sole Dicembre 2012

8 febbraio 2013 11 commenti

Introduzione

Sono passati oltre 4 anni dal minimo del dicembre 2008; anche a detta degli Esperti stiamo attraversando quella fase del ciclo che dovrebbe corrispondere al massimo o quantomeno essere in prossimità di quest’ultimo ma in realtà il livello generale di attività del sole risulta essere, con l’esclusione di alcuni brevi periodi, molto molto basso, decisamente più simile ad una fase di minimo solare. Da circa un anno ormai, il Sole mostra un’attività non particolarmente intensa, contrassegnata dalla regolare alternanza di periodi moderatamente attivi e fasi di “stanca” con valori degli indici di riferimento da pieno minimo ed un solo picco di rilievo (ma comunque sempre molto relativo), all’inizio di Luglio, come si nota nel grafico seguente.

Questo, anche grazie al basso livello generale mostrato dal nostro astro anche nelle cosiddette fasi “attive”, ha fatto si che a marzo scorso per la prima volta dal minimo, la progressione del SSN (fonte SIDC) si è interrotta ed invertita, continuando a calare sensibilmente nei mesi seguenti; infatti il SSN ha fatto segnare per Luglio 2012 un valore ulteriormente inferiore rispetto a quello del mese precedente, ovvero 57,7 contro il picco massimo di 66,9 registrato a Febbraio 2012. Se questa tendenza non si invertirà nuovamente e nettamente, il massimo relativo raggiunto nel mese di febbraio scorso diverrà un serio candidato al massimo assoluto di questo ciclo. Condizione affinché il massimo dello scorso Febbraio sia effettivamente il massimo assoluto è che l’attività solare non manifesti una ripresa duratura su livelli paragonabili o superiori a quelli dell’autunno 2011, prima che l’inversione magnetica dell’emisfero Sud si compia. Dopo, in base alle nostre conoscenze attuali e con le dovute cautele, il massimo del ciclo potrà considerarsi avvenuto.

E’ una possibilità reale: i quattro mesi caratterizzati da una più intensa attività fino ad ora ( Settembre – Dicembre 2011) sono somparsi dalla media mobile che determina il SSN (smoothed sunspot number), indicatore principale dello stato del ciclo. Nel momento in cui scriviamo il sole sembra attraversare una nuova fase di “riposo” dopo la fiammata (se così la si può definire) della prima metà del mese appena trascorso: si è trattato di un ennesimo “fuoco di paglia” e pertanto, in mancanza di nuove e consistenti impennate dell’attività andremmo incontro alla conferma del declino del SSN. Anche se il trascorrere del tempo rende sempre remota una possibile ripresa in grande stile dell’attività, la prudenza è sempre e comunque d’obbligo in questi casi, anche perché la nostra stella ha tutte le potenzialità per smentire qualunque previsione: Hathaway, NASA & C. lo sanno forse meglio di chiunque altro… ;) . L’avvio del declino del ciclo e dunque la conclusione della (o forse meglio di questa) fase di massimo sembrano comunque essere la più probabile delle ipotesi.

Ad onor di cronaca va rimarcato che il conteggio del NIA’s risulta ancora lievemente difforme rispetto a quelli ufficiali del SIDC, in quanto il mese del massimo relativo risulterebbe essere Marzo 2012 anziché Febbraio. Bisogna comunque attendere l’uscita dei dati definitivi del NIA’s relativi all’ultimo semestre, attualmente caratterizzati da valori provvisori, per avere un quadro più preciso e fare quindi paragoni più attendibili.

Comunque anche per il “nostro” conteggio la fase di crescita sembrerebbe essere terminata e la curva della media “smoothed”, con le dovute proporzioni, sembra ricalcare l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Non bisogna però sottovalutare la possibilità che quello di Febbraio 2012 sia solo uno dei (due o più) massimi, più o meno come accadde per alcuni cicli deboli del passato (come il ciclo 12 o il ciclo 14) e che quindi l’attività solare possa in futuro essere caratterizzata da fasi più intense, tali da far risalire il valore del SSN e fasi di relativo riposo, dove il suddetto valore ritornerebbe a scendere verso un nuovo minimo.

Ci ripetiamo ma di certo il ciclo 24 si conferma come “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti, checché ne dicano taluni autorevoli personaggi del mondo scientifico (ad onor del vero, ultimamente sembra che qualcuno di questi cominci a “ritrattare” le proprie dichiarazioni in merito!). Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.

Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.

Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato il primo mese di questo 2013:

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

In dettaglio, Gennaio è tornato a far segnare un andamento “a due facce” ovvero si sono avute due distinte fasi, una di forte (almeno per quanto possibile per questo ciclo) attività, con il solar flux che ha raggiunto i valori di picco già realizzati nel secondo “massimo” dello scorso luglio e una di bassa attività, a partire dalla seconda metà del mese e che, al momento, non sembra voler lasciare subito il passo ad una nuova crescita dell’attività, come abitualmente accade da circa un anno a questa parte. Come accennato anche in precedenti “uscite” della rubrica, sembra essere sempre più evidente che l’attività solare è sempre più contrassegnata da oscillazioni regolari con valore del solar flux compreso tra 90/100 e 140/150: una sorta di “battito” che di fatto rispecchia la realtà di un sole “a due facce”, una più attiva ed una in completo stand-by.

Tale situazione potrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere anche la diretta conseguenza di un sole con uno dei poli magnetici in fase di transizione, mentre l’altro “annaspa” per trovare l’energia necessaria per fare lo stesso…

In virtù di quanto sopra esposto, il valore medio mensile di solar flux (aggiustato), nonostante la forte spinta della prima metà del mese, è rimasto su valori assolutamente sovrapponibili alla media degli ultimi 12 mesi, risalendo dal 104,87 del mese scorso fino ad un comunque modesto a 122,78, sempre ben lontano dal 142 di luglio e dal 150 di novembre 2011, finora massimo mensile. Parallelamente il sunspot number ha registrato una sensibile crescita rispetto a Dicembre, passando da 40,8 a 62,9, valore che, anche in questo caso, risulta essere tipico di questa fase del ciclo solare: tutto questo conferma ancora una volta l’ipotesi che il ciclo possa davvero essere giunto al suo massimo e che questa incapacità di sovvertire una tendenza abbastanza netta al ribasso degli indici e non riuscire a produrre più di quanto fatto vedere fino ad ora, di fatto possa decretare l’inizio del declino effettivo dello stesso. L’andamento dei prossimi mesi, perlomeno fino a primavera inoltrata è, a nostro modesto avviso, da monitorare con molta attenzione, per verificare se vi sarà o meno una (sempre più meno probabile) ripresa più decisa dell’attività. In caso contrario e a meno di colpi di scena clamorosi, potremmo sbilanciarci a dire che il massimo solare è, con tutta probabilità, ormai alle nostre spalle.

I valori del NIA’s di agosto (35,3) settembre (34,4), ottobre (30,5), novembre (36,6) dicembre 2012 (24,7)  e gennaio 2013 (33,5) sono provvisori e in attesa di validazione.

Non è da escludere che comunque possa verificarsi un eventuale nuovo picco di attività, probabilmente relativo al picco dell’emisfero sud che al momento sembra essere ancora “latitante” in questo ciclo 24, picco non improbabile stante la previsione NASA (massimo nella prima metà del 2013) e la relativa precocità del primo massimo (Novembre 2011) rispetto al minimo del 2008 . Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del massimo a primavera e l’iniziale declino delle curve del SSN.

 

Solar flux

Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 incontra nella sua progressione.

Dal grafico risulta ancor più evidente negli ultimi mesi la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati di Solar Flux e Sunspot Number, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: è un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe”, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti. Inoltre, si nota chiaramente la brusca frenata dopo il massimo, per ora relativo, comunque tutt’altro che eccezionale, nonché il tentativo di “ripresa” e lo stallo degli ultimi mesi, con conseguente nuovo aumento della “distanza” con i cicli precedenti.

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 122,78 (contro 104,87 di Dicembre) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 92,5, valore più da minimo (ore 22 del 29/01) e 169,5,  (ore 18 del 10/01. Nell’ultima decade (dal 20 al 31 compresi) la media è stata pari a 98,84(valori delle ore 20), valore molto basso che ha portato, nonostante la spinta iniziale, la media mensile ad essere in linea con quella media dell’ultimo periodo. Si osserva ancora quindi un’estrema variabilità di questo indice, dettata forse dall’avvenuta inversione magnetica dell’emisfero nord e che si manifesta con le oscillazioni regolari, con cadenza di circa 20/25 giorni, di cui abbiamo parlato in precedenza.

 

Altri diagrammi

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (ultimo grafico in basso).

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (17 gennaio) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +7, ovvero in lenta e progressiva crescita rispetto alla rilevazione di luglio (mese dell’inversione). Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord è avvenuto. Per l’Emisfero Sud il momento dell’inversione si sta avvicinando: infatti i valori degli ultimi 5/6 mesi hanno fatto segnare una sensibile discesa (da +30 a +13). E’ bene precisare che tali valori sono soggetti, nel breve termine, a variazioni considerevoli, come si può osservare nei grafici proposti di seguito e dai valori “non filtrati” disponibili. Meglio quindi aspettare ancora un poco per avere maggiori e più sicuri elementi a disposizione. In ogni caso, occorreranno ancora diversi mesi prima che l’inversione si verifichi. Storicamente, negli ultimi 30 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata, tant’è che la media dei due emisferi, pur in progressiva netta diminuzione, rimane tuttora abbastanza distante dalla neutralità.

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png, andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png, andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind”, sembrerebbero manifestare una possibile fase di stallo dell’attività solare nelle prossime settimane: le regioni attive sono decisamente poche in questa fase e tendono a formarsi più volentieri  nell’Emisfero Nord che nell’ultimo periodo è stato anche l’emisfero più attivo; nell’emisfero sud al momento l’attività è davvero scarsa ma, come sempre, i conti vanno fatti alla fine (in questo caso a fine mese :D ). Risulta sempre valida quindi la regola che occorre attendere ancora qualche mese per poter avere un quadro complessivo della situazione solare. Intanto abbiamo raggiunto l’inizio del 2013, quando secondo le previsioni NASA si avrebbe il massimo del ciclo! E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio per ulteriori massimi, prima del fisiologico declino del ciclo. L’estrema debolezza e variabilità di questo ciclo non lasciano ancora spazio ad interpretazioni univoche.

 

Conclusioni

Questo ciclo è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati. Ovviamente la prudenza ci impone di attendere conferme che necessiteranno, inevitabilmente, di parecchio tempo anche perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il sole è assolutamente in grado di smentire in un baleno anche la previsione dei più “quotati” esperti di fama mondiale, e anche loro ne sono pienamente consapevoli. Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse, la parvenza di “normalità” dello scorso autunno, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo aveva dato l’illusione che il ciclo 24 potesse essere solo un poco più debole di altri precedenti ma comunque “normale”. Gennaio ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo. Il recente massimo di Luglio, pur inaspettato, ha avuto il carattere di episodio isolato, come quello di novembre 2011 e dunque non ha modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi interlocutori, senza “acuti”, pur con la novità del netto calo del SSN. Il mese di Dicembre potrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo!) dare il “colpo di grazia” a questo ciclo: valori degli indici di riferimento nuovamente così bassi possono voler dire che il sole non riesce a dare di più di quanto non sia riuscito a fare nel corso degli ultimi 4 anni e anche una eventuale e forte ripresa dell’attività potrebbe non essere sufficiente a far cambiare “piega” alle cose.  Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi trascorsi possano persino essere quelli assoluti del ciclo. Certo, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel 2013, come indicato nelle previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, tra i due massimi e da luglio in poi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto. Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente sembra proseguire una fase di  maggiore spinta relativa proprio nell’emisfero Nord che, teoricamente, dovrebbe invece andare verso un fisiologico calo dopo il massimo raggiunto a settembre 2011 (SSN emisferico 41,29) mentre l’emisfero Sud, dopo aver apparentemente iniziato una decisa fase di crescita, al momento risulta essere in completo stand-by. Si tratta quindi di una fase al ribasso, almeno per ora. Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? Un pronostico risulta comunque complicato ma, volendosi sbilanciare un tantino, la sensazione è che difficilmente riusciremo a vedere un Sole più attivo di quanto non lo sia stato nell’autunno scorso e l’andamento dell’ultimo mese di Gennaio avvalora ancora di più la nostra ipotesi. E’ più probabile magari un relativo picco di attività dell’emisfero sud, magari coincidente con la probabile prossima inversione magnetica.

Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud; nonostante l’aumento di attività dell’ultimo periodo, è evidente il tracollo dell’attività dell’emisfero Nord mentre il Sud, che, come detto,  negli ultimi mesi ha drasticamente ridotto la sua già scarsa “spinta”  sembra apparentemente entrato in una fase di stallo…..e la curva del SSN emisferico ha iniziato a scendere dopo il “picco” di aprile 2012 (SSN emisferico 30,09).

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 

Apuano 70 e FabioDue

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Rubrica Sole Dicembre 2012

11 gennaio 2013 23 commenti

Introduzione

Sono passati 4 anni dal minimo del dicembre 2008; anche a detta degli Esperti stiamo attraversando quella fase del ciclo che dovrebbe corrispondere al massimo o quantomeno essere in prossimità di quest’ultimo ma in realtà il livello generale di attività del sole risulta essere, con l’esclusione di alcuni brevi periodi, molto molto basso, decisamente più simile ad una fase di minimo solare, in particolare per quanto riguarda la finestra dell’ultravioletto. Da circa un anno ormai, il Sole mostra un’attività non particolarmente intensa, contrassegnata dalla regolare alternanza di periodi moderatamente attivi e fasi di “stanca” con valori degli indici di riferimento da pieno minimo ed un solo picco di rilievo (ma comunque sempre molto relativo), all’inizio di Luglio, come si nota nel grafico seguente.

Questo, anche grazie al basso livello generale mostrato dal nostro astro anche nelle cosiddette fasi “attive”, ha fatto si che a marzo scorso per la prima volta dal minimo, la progressione del SSN (fonte SIDC) si è interrotta ed invertita, continuando a calare sensibilmente nei mesi seguenti; infatti il SSN ha fatto segnare per Giugno 2012 un valore ulteriormente inferiore rispetto a quello del mese precedente, ovvero 58,9 contro il picco massimo di 66,9 registrato a Febbraio 2012. 58,9 coincide quasi perfettamente con il valore corrispondente ad Agosto 2011. Se questa tendenza non si invertirà nuovamente e nettamente, il massimo relativo raggiunto nel mese di febbraio scorso diverrà un serio candidato al massimo assoluto di questo ciclo. Condizione affinché il massimo dello scorso Febbraio sia effettivamente il massimo assoluto è che l’attività solare non manifesti una ripresa duratura su livelli paragonabili o superiori a quelli dell’autunno 2011, prima che l’inversione magnetica dell’emisfero Sud si compia. Dopo, in base alle nostre conoscenze attuali e con le dovute cautele, il massimo del ciclo potrà considerarsi avvenuto.

E’ una possibilità reale: i quattro mesi caratterizzati da una più intensa attività fino ad ora (Settembre-Dicembre 2011) sono ormai pressoché scomparsi dalla media mobile che determina il SSN (smoothed sunspot number), indicatore principale dello stato del ciclo. Nel momento in cui scriviamo il sole sembra attraversare una nuova fase di “spinta”: è da valutare la reale intensità e durata di quest’ultima in quanto se dovesse trattarsi di un “fuoco di paglia”, in mancanza di nuove e consistenti impennate dell’attività andremmo incontro alla conferma del declino del SSN. La prudenza è sempre e comunque d’obbligo in questi casi, anche perché la nostra stella ha tutte le potenzialità per smentire qualunque previsione: Hathaway, NASA & C. lo sanno forse meglio di chiunque altro…. Ciò indicherebbe l’avvio del declino del ciclo e dunque la conclusione della (o forse meglio di questa) fase di massimo.

Ad onor di cronaca va rimarcato che il conteggio del NIA’s risulta ancora lievemente difforme rispetto a quelli ufficiali del SIDC, in quanto il mese del massimo relativo risulterebbe essere Marzo 2012 anziché Febbraio. Bisogna comunque attendere l’uscita dei dati definitivi del NIA’s relativi agli ultimi cinque mesi, attualmente caratterizzati da valori provvisori, per avere un quadro più preciso e fare quindi paragoni più attendibili.

Comunque anche per il “nostro” conteggio la fase di crescita sembrerebbe essere terminata e la curva della media “smoothed”, con le dovute proporzioni, sembra ricalcare l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Non bisogna però sottovalutare la possibilità (pur sempre più ridotta) che quello di Febbraio 2012 sia solo uno dei (due o più) massimi, più o meno come accadde per alcuni cicli deboli del passato (come il ciclo 12 o il ciclo 14) e che quindi l’attività solare possa in futuro essere caratterizzata da fasi più intense, tali da far risalire il valore del SSN e fasi di relativo riposo, dove il suddetto valore ritornerebbe a scendere verso un nuovo minimo.

Ci ripetiamo ma di certo il ciclo 24 si conferma come “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti, checché ne dicano taluni autorevoli personaggi del mondo scientifico (ad onor del vero, ultimamente sembra che qualcuno di questi cominci a “ritrattare” le proprie dichiarazioni in merito!). Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.

Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.

Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato il mese di Dicembre:

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

In dettaglio, Dicembre ha fatto segnare un andamento del tutto simile a quello degli ultimi due mesi ovvero si sono avute due distinte fasi di bassa attività ad inizio e fine mese mentre la fase centrale è stata caratterizzata da un nuovo e stavolta più che mai relativo, debole picco di attività; ad esempio il solar flux (aggiustato) non è riuscito a superare la soglia dei 120 che, più o meno, risulta essere la media abituale degli ultimi 7/8 mesi. Come accennato anche in precedenti “uscite” della rubrica, sembra essere sempre più evidente che l’attività solare è sempre più contrassegnata da oscillazioni regolari con valore del solar flux compreso tra 90/100 e 140/150: una sorta di “battito” che di fatto rispecchia la realtà di un sole “a due facce”, una più attiva ed una in completo stand-by.

Tale situazione potrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere anche la diretta conseguenza di un sole con uno dei poli magnetici in fase di transizione, mentre l’altro “annaspa” per trovare l’energia necessaria per fare lo stesso…

In virtù di quanto sopra esposto, il valore medio mensile di solar flux (aggiustato) è fortemente calato (si potrebbe tranquillamente dire “crollato”) rispetto al mese scorso e si è posizionato a 104,87, sempre ben lontano dal 142 di luglio e dal 150 di novembre 2011, finora massimo mensile. Tale valore è pressoché identico a quello di Febbraio 2012, ma soprattutto a quello di Agosto 2011. Insomma, ad oggi, il Sole è tornato ai livelli di attività precedenti il massimo dell’autunno 2011. Parallelamente il sunspot number ha registrato una sensibile flessione rispetto ad Novembre, passando da 61,4 a 40,8, valore più basso del 2012 dopo il 33,1 di Febbraio e inferiore anche al 50 dell’Agosto 2011, avvalorando ancora di più l’ipotesi che il ciclo possa davvero essere giunto al suo massimo e che questo deciso calo dei valori significhi, di fatto, l’inizio del declino dello stesso. L’andamento dei prossimi mesi, perlomeno fino a primavera inoltrata è, a nostro modesto avviso, da monitorare con molta attenzione, per verificare se vi sarà o meno una ripresa più decisa dell’attività. In caso contrario e a meno di colpi di scena clamorosi, potremmo sbilanciarci a dire che il massimo solare è, con tutta probabilità, ormai alle nostre spalle.

I valori del NIA’s di agosto (35,3) settembre (34,4), ottobre (30,5), novembre (36,6) e dicembre 2012 (24,7) sono provvisori e in attesa di validazione.

Non è da escludere che comunque possa verificarsi un eventuale nuovo picco di attività, probabilmente relativo al picco dell’emisfero sud che al momento sembra essere ancora “latitante” in questo ciclo 24, picco non improbabile stante la previsione NASA (massimo nella prima metà del 2013) e la relativa precocità del primo massimo (Novembre 2011) rispetto al minimo del 2008 . Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del massimo a primavera e l’iniziale declino delle curve del SSN.

aaaaaaaaaaa

Solar flux

Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 incontra nella sua progressione.

Dal grafico risulta ancor più evidente negli ultimi mesi la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati di Solar Flux e Sunspot Number, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

L’andamento del solar flux negli ultimi mesi suggerisce che il trend di crescita si stia ormai invertendo e che il declino del ciclo sia ormai iniziato. Lo verificheremo presto.

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: è un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe”, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti. Inoltre, si nota chiaramente la brusca frenata dopo il massimo, per ora relativo, comunque tutt’altro che eccezionale, nonché il tentativo di “ripresa” e lo stallo degli ultimi mesi, con conseguente nuovo aumento della “distanza” con i cicli precedenti.

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 104,87 (contro 118,45 di Novembre) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 92,4, valore più da minimo (ore 22 del 5/12) e 118,5, valore assolutamente non consono ad un sole in fase di massimo, (ore 20 del 15/12). Nell’ultima decade (dal 21 al 30 compresi) la media è stata pari a 107,02 (valori delle ore 20), valore molto vicino alla media mensile ma che probabilmente già risente della “preparazione” dell’astro alla nuova fase di crescita di attività registrata negli ultimi giorni. Si osserva ancora quindi un’estrema variabilità di questo indice, dettata forse dall’avvenuta inversione magnetica dell’emisfero nord e che si manifesta con le oscillazioni regolari, con cadenza di circa 20/25 giorni, di cui abbiamo parlato in precedenza.

aaaaaaaaaaaaaaaa

Altri diagrammi

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (grafico in basso).

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (18 dicembre) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +5, ovvero in lenta e progressiva, ma chiara, crescita rispetto alla rilevazione di luglio (mese dell’inversione). Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord è avvenuto. Per l’Emisfero Sud il momento dell’inversione si sta avvicinando: infatti i valori degli ultimi 4/5 mesi hanno fatto segnare una sensibile discesa (da +30 a +13). E’ bene precisare che tali valori sono soggetti, nel breve termine, a variazioni considerevoli, come si può osservare nei grafici proposti di seguito e dai valori “non filtrati” disponibili. Meglio quindi aspettare ancora un poco per avere maggiori e più sicuri elementi a disposizione. In ogni caso, occorreranno ancora diversi mesi prima che l’inversione si verifichi. Storicamente, negli ultimi 30 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata. In ogni caso, la neutralità (media tra i due emisferi) appare vicina, forse ci si arriverà entro un paio di mesi.

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png, andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png, andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind”, sembrerebbero mostrare una nuova stasi, dopo l’attuale ripresa, nelle prossime settimane: si nota un numero di regioni attive nuovamente ridotto, specie nell’Emisfero Sud, come si è già verificato molte volte durante questo ciclo. Ormai siamo all’inizio del 2013, quando secondo le previsioni NASA si raggiungerebbe il massimo del ciclo (a dire il vero ora il massimo è previsto nel corso della primavera). E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio (sempre più ridotto) per ulteriori massimi, prima del fisiologico declino del ciclo.

 

Conclusioni

Questo ciclo è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati. Ovviamente la prudenza ci impone di attendere conferme che necessiteranno, inevitabilmente, di parecchio tempo anche perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il Sole è assolutamente in grado di smentire in un baleno anche la previsione dei più “quotati” esperti di fama mondiale, e anche loro ne sono pienamente consapevoli. Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse, la parvenza di “normalità” dello scorso autunno, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo aveva dato l’illusione che il ciclo 24 potesse essere solo un poco più debole di altri precedenti ma comunque “normale”. Gennaio ed in particolare Febbraio 2012 hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo. Il recente massimo di Luglio 2012, pur inaspettato, ha avuto il carattere di episodio isolato, anche più di quello di Novembre 2011 e dunque non ha modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi interlocutori, senza “acuti”, pur con la novità del netto calo del SSN. Questo mese di Dicembre potrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo!) dare il “colpo di grazia” a questo ciclo: valori degli indici di riferimento nuovamente così bassi possono voler dire che il Sole non riesce a dare di più di quanto non sia riuscito a fare nel corso degli ultimi 4 anni e anche una eventuale (sempre meno probabile) e forte ripresa dell’attività potrebbe non essere sufficiente a far cambiare “piega” alle cose. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi trascorsi possano persino essere quelli assoluti del ciclo. Certo, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel 2013, come indicato nelle previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, tra i due massimi e da luglio in poi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto. Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente sembra essere in corso una fase di  maggiore spinta relativa proprio nell’emisfero Nord che, teoricamente, dovrebbe invece andare verso un fisiologico calo dopo il massimo raggiunto a settembre 2011 (SSN emisferico 41,29) mentre l’emisfero Sud, dopo aver apparentemente iniziato una decisa fase di crescita, al momento risulta essere in completo stand-by. Si tratta quindi di una fase al ribasso, almeno per ora. Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? Un pronostico risulta comunque complicato ma, volendosi sbilanciare un tantino, la sensazione è che difficilmente riusciremo a vedere un Sole più attivo di quanto non lo sia stato nell’autunno scorso. E’ più probabile magari un relativo picco di attività dell’emisfero sud, magari coincidente con la probabile prossima inversione magnetica.

Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud; nonostante l’aumento di attività dell’ultimo periodo, è evidente il tracollo dell’attività dell’emisfero Nord mentre il Sud, che, come detto, negli ultimi mesi ha drasticamente ridotto la sua già scarsa “spinta”  sembra apparentemente entrato in una fase di stallo…..anzi sembra proprio che…

Ma di questo ne parleremo in un altro articolo….

 

 

 

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 

Apuano 70 e FabioDue

Il pensiero di altri .. su questo prossimo massimo, però forse più minimo solare + Centrata una nuova finestra di indicazione incremento dell’attività sismica globale

10 novembre 2012 19 commenti

E’ stata una settimana, nella quale sono andato un pò in giro per la rete, in cerca di valutazioni, impressioni sulla attuale situazione solare.

Sono passato dal blog di Antony Watts, dove è continuamente in atto una guerra scientifica fra i sostenitori delle dinamiche planetarie legate alla genesi ed evoluzione del ciclo solare (vedi i presenti Geoff Sharp, Roger Tattersall, Nicola Scafetta, Misha Vukcevic e altri … ) per passare al forum su Meteo Giornale, per finire sul forum di Astronomia.com in cerca, lo ripeto, di valutazioni, confronti, informazioni su questo prossimo massimo solare ?

Perchè ?

Perchè, a mio parere è importante ascoltare, scambiare, cercare informazioni “scientifiche” anche con altre piattaforme, per acquisire, non solo ulteriori dati, ma assaggiare, nel vero e proprio senso della parola, la temperatura, gli stati d’animo, dei vari appassionati nel settore e non.

Ad esempio, il Dott. Leif Svalgaad grande studioso delle dinamiche solari, in settimana, si è lasciato andare ad un’affermazione molto importante, che cela a mio parere un importante messaggio velato fra le righe.

http://wattsupwiththat.com/2012/11/0…omment-1137701

The Panel prediction of 90 was too high to begin with [as I pointed out already back then] but was a compromise [so much for science]. My own prediction stands at 72. An unknown element is the effect of the Livingston and Penn effect, which will lead to an undercount of sunspots compared to to the magnetic fields present: http://www.leif.org/research/Disappe…ible-Spots.pdf
There is no doubt that the Sun is ‘up to something’. What it is we don’t know. One may speculate that a Maunder Minimum is in the cards.

 

Il mio pensiero trova conferma anche nella parole di Aldo Meschiari, su forum di MTG. Aldo scrive :

http://forum.meteogiornale.it/showthread.php?t=68688&page=6

Se questo lo ha scritto Svalgaard allora qualcosa di grosso bolle in pentola…

Poi, ho deciso di fare un passo rischioso, visto i precedenti :

http://daltonsminima.altervista.org/?p=19158

Dopo essermi inscritto qualche mese fa su Astronomia.com, ho deciso, un paio di giorni fa, di aprire una discussione sul loro forum,  in cerca di valutazioni scientifiche,  in riferimento a questo minimo solare e alle molte ricerche scientifiche che  giorno dopo giorno sembrano evidenziare le varie ciclicità solari  (vedi ad esempio le recenti carte del Dott.Nicola Scafetta o di Ivanka Charvatova )

http://www.astronomia.com/forum/showthread.php?1323-L-inizio-del-grande-minimo-solare

Non ce sta censura, ma cosa dire, la temperatura ( non solare ) sta salendo….

:smile:

Quindi, abbiamo una vera e propria ciclo-mania, come la definisce Leif :

http://wattsupwiththat.com/2012/11/06/solar-cycle-24-continues-weakly-perhaps-weakest-of-the-space-age/#comment-1141469

Ray Tomes says:
November 9, 2012 at 12:49 pm
I have found that often the modulation period is matched to other known cycles.
Clearly, cyclomania cannot be rationally discussed as it seems to be an article of faith for believers.

Vi, mi  domando quindi, se questo interesse  ( in riferimento a queste anomale dinamiche solari ) inizia a salire nel vari blog, forum, che cosa potrai mai succedere un giorno, se i lavori dei vari ricercatori passati e presenti confermeranno ancora di più la ciclicità dell’attività solare e lo stretto legame con il clima.

Però signori miei c’è anche una possibile alternativa….ossia, che resti tutto come, ad esempio….

“……….Ho sognato stanotte che il fanatici del GW dichiaravano nel 2020 che le copiose nevicate e il forte abbassamento delle temperature era dovuto alle pesanti soluzioni adottate per contrastare l’effetto serra  e che quindi…si era innescato un meccanismo opposto …aiutttooooo !!!……”

:smile:

Vi saluto, buona Domenica

Michele

 

P.S.

In settimana esce un nuovo lavoro  di Riccardo,  sul prossimo inverno, non mancate !

Update : Abbiamo delle nuove conferme sulle ciclicità solari by Dott.Archibald !

http://wattsupwiththat.com/2012/11/10/is-there-is-a-planetary-influence-on-solar-activity-it-seems-so-according-to-this-new-paper/

Conclusion

This paper is a major advance in our understanding of how solar activity is modulated and in turn its effect on the earth’s climate. It can be expected that planetary torque will progress to being useful as a tool for climate prediction – for several hundred years ahead.

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Update del 12-11-2012

Nuova previsione di incremento attività sismica terrestre centrata.

Previsione scritta il 12 Settembre 2012

http://daltonsminima.altervista.org/?p=22873

Ripropongo l’animazione creata il 12 Settembre 2012 e che evidenzia l’ingresso in luna nuova e il prossimo passaggio di Mercurio.

 

La conferma in questa immagine.

Jpg che mostra il trigger lunare nei due eventi di magnitudo M5.9 in Perù e nel terremoto di magnitudo M6.8 a Myanmar.

Michele

Categorie:Previsione Ciclo 24 Tag:

Qualcosa sta succedendo al Sole: verso un Maunder’s Minimum?

31 ottobre 2012 50 commenti

Leif Svalgaard é uno scienziato  solare molto noto e ha dato sta  una presentazione a Oslo il Lunedi 22 ottobre intitolata Attività solare, Passato Presente e Futuro . L’intera presentazione è piuttosto dettagliata e, a volte complessa, ma é molto interessante lo slide 34, dove Leif menziona la possibilità di un Grande minimo di Maunder nel futuro del sole. La diapositiva 34 è qui sotto, con il suo comentario sotto il grafico.

E qualcosa sta accadendo con il sole. Il flusso F10.7  fin dall’inizio dei dati [nel 1947] ha avuto sempre un rapporto stabile e coerente con il numero di macchie solari, in modo che si potrebbe usare uno come proxy dell’altro [ in Slide 22]. Utilizzando tale relazione possiamo calcolare il numero di macchie solari che possiamo aspettarci per un dato flusso F10.7 e confrontarlo con le osservazioni. Il rapporto tra l’osservato e il numero di macchie e il flusso sono stati sempre coerenti fino a circa il 1990. Da allora in poi, il SSN osservato scende progressivamente al di sotto dei valori previsti. Questo utilizzando sia il SIDC che il NOAA SWPC [] numeri [pannello in alto a sinistra].

L´Osservatorio di Mount Wilson  calcola per ogni giorno la frazione [chiamato Magnetic Plage Strength Index, MPSI] del disco solare coperto con campi magnetici al di fuori dei luoghi con sunspot[le cosiddette "plages ']. Tale frazione ha una forte variazione durante il ciclo solare, in media, il SSN è una funzione MPSI: SSN = 55 MPSI. Come per il  F10.7, si può calcolare il SSN previsto per un dato MPSI e formano un rapporto tra l’osservato e i numeri calcolati [pannello inferiore sinistro].

Tale frazione è diminuita in modo significativo durante lo stesso tempo in cui il SSN e F10.7 hanno deviato dal 1990. Inoltre il numero di Wolf che sempre ha avuto in media 10 sunspot per ogni area.  Questa è la ragione per i 10 che compaiono nel numero delle macchie solari SSN formula = 10 * Gruppi + Spot. Nel corso degli ultimi due cicli il numero di spot per ogni gruppo è sceso di circa un terzo,  con i gruppi o aree magnetiche che così stanno perdendo le macchie più piccole.

Livingston e Penn hanno osservato il campo magnetico nel punto più scuro in tutte le macchie solari  e hanno scoperto  che il campo magnetico medio è diminuito del 20% rispetto allo stesso tempo come gli altri effetti che abbiamo descritto. Il ‘bottom’ della distribuzione sembra essere tagliato a 1500 Gauss, sotto la quale le macchie solari non sembrano formarsi.

Tutti questi effetti sono senza precedenti nei dati osservativi e ci dice che il Sole sta cambiando in modi mai visti prima. O lo abbiamo visto prima? Durante il minimo di Maunder i raggi cosmici erano ancora modulati, la ‘foresta’ di spicule nella cromosfera non era ancora osservata,  ma alcune macchie anche durante il Maunder  erano visibili indicando che il campo magnetico continuava anche se a bassi livelli. Le stesse tendenze sembrano che si stanno verificando di nuovo adesso nel Sole.

La presentazione completa degli slides è disponibile QUI .

 

SAND-RIO

Categorie:PEG, Previsione Ciclo 24 Tag:

Interessante scoperta riguardo un ipotetico sotto-ciclo di attività solare della durata di 7.2 mesi

6 giugno 2012 58 commenti

Partiamo innanzi tutto con un breve riassunto del NIA’s Count, visto che un aggiornamento su di esso era da un po’ che non si vedeva.

Prima di tutto segnalo che la pagina è finalmente aggiornata al mese di Maggio con i conteggi ufficiali e validati.

 

perchè partiamo dal NIA’s Count? che c’entra con l’articolo? ci arriviamo, non vi preoccupato, sto solo ripercorrendo quello che ho fatto io per accorgermi di questa strana “coincidenza” nella attività solare.

All’inizio mettiamo subito il grafico riassuntivo, del confronto tra NIA’s ed RI, a partire da Dicembre 2008, ricordandovi che i conteggi NIA’s precedenti al Luglio 2009 non sono ancora quelli ufficiali e validati, così come quelli del SIDC successivi a Dicembre 2011.

 

Si nota un definito rapporto di forza tra i 2 indici, magari non è immediata la cosa, ma l’inserimento del dato “Differenza” non è ovviamente casuale, infatti a partire dal mese di Aprile 2010, tranne rare occasioni, il rapporto tra NIA’s e RI è sempre stato di 1:2

ed ecco il grafico con il rapporto tra i 2 indici

Il rapporto è perfettamente di 1:2

Per verificare quindi quale dei 2 conteggi fosse più sensibile alle variazioni di SF, che tra tutti gli indici in nostro possesso è quello che meglio ci mostra la reale attività solare, ho calcolato i tassi di incremento per tutti e 3 gli indici, standardizzando il tutto per permettere un confronto ho calcolato il quadrato degli scarti degli incrementi del NIA’s e dell’RI rispetto a quelli del SF

gli scarti sono poi stati ricorretti considerando come più importanti quelli relativi alla fase più attiva del sole (cioè i mesi con SF più elevato) e meno importanti quelli relativi alla fase di minimo solare ancora intenso.

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So che la spiegazione dovrebbe essere più approfondita, se qualcuno avesse voglia di maggiori informazioni chiedete nei commenti, l’articolo preferisco tenerlo il più leggero possibile.

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Trovati gli scarti per entrambi ho quindi calcolato la cumulata, sommandoli uno ad uno per vedere quale delle 2 curve avesse valori maggiori.

Si può vedere come all’inizio le 2 curve fossero uguali per poi quella blu del NIA’s salire leggermente, sempre restando su valori molto bassi, siamo sotto i 5 punti e ricordo che il grafico è una cumulata, quindi i valori sono via via sommati tra di loro.

Verso la 2° parte del 2011 le 2 curve salgono rapidamente, segno di scarti maggiori e con l’inizio del 2012 il NIA’s SN diventa più affidabile dell’RI del SIDC.

ecco il Grafico

ed è proprio andando a calcolare questi scarti che mi sono accorto di una cosa alquanto particolare, ovvero che ci fosse una ciclicità nell’andamento dei tassi di crescita standardizzati che avevo calcolato, infatti ho preso i 3 indici calcolandone la media in modo che potesse sintetizzare l’attività solare ed ecco cosa mi trovo:

C’è una chiara e forte ciclicità che, tralasciando i mesi iniziali dove le variazioni di attività solare erano minime perchè ci trovavano in un minimo molto intenso, notiamo che ogni 7.2 mesi (con intervallo 6-8 mesi) si ripresenta un minimo o un massimo di tasso di crescita.

Ovvero abbiamo 3-4 mesi di attività solare in crescita seguiti da 3-4 mesi di attività solare in decrescita.

vi segno ora i minimi e i massimi rilevati dalla media centrata che ho calcolato, dato appunto che si tratta di una media centrata (per la precisione di una a 3 periodi) è il mese successivo a quello con il valore più basso della media ad essere un minimo o un massimo

Febbraio 2009 —> minimo

Giugno 2009 —> massimo

Settembre 2009 —-> minimo

Gennaio 2010 —> massimo

Maggio 2010 —> minimo

Settembre 2010 —> massimo

Dicembre 2010 —> minimo

Marzo 2011 —> massimo

Giugno 2011 —> minimo

Ottobre 2011 —> massimo

Febbraio 2012 —> minimo

?? Giugno 2012 ?? —> massimo

la mia previsione è quindi che l’attività solare in questo mese sarà maggiore di quella del maggio appena passato, ma che nei prossimi mesi, fino (indicativamente) a Settembre 2012 l’attività solare tornerà a calare o ad essere inferiore di quella di Giugno

Ovviamente se ciò non dovesse avverarsi significa che siamo di fronte ad una incredibile coincidenza, valuteremo a Settembre, intanto però Michele sta già cercando alcune possibili cause che possano aver portare questo fenomeno

Fabio Nintendo

Rubrica Sole Aprile 2012

10 maggio 2012 32 commenti

Introduzione

Nel corso del mese di aprile si è manifestato un trend di attività solare del tutto simile a quello del passato mese di marzo, anche se in verità con andamento “speculare”, ovvero, ad una prima parte del mese contrassegnata da livelli di attività da pieno minimo (media del solar flux sotto i 100!), ha fatto da contraltare il “picco” (decisamente relativo se paragonato a quanto il sole ci aveva abituato nei cicli precedenti) della seconda parte del mese: quindi esattamente il contrario di quanto accaduto a marzo. In sostanza, almeno per adesso, l’attività non ha fatto segnare quel balzo in avanti che, più o meno, tutti quanti ci aspettavamo in virtù delle configurazioni planetarie che si stanno realizzando proprio in questo periodo. In dettaglio  l’SN mensile si è fermato ad un 55,2 ovvero 9 punti in meno di marzo, pur rimanendo il solar flux su valori perfettamente sovrapponibili a quelli del mese precedente. Da monitorare con attenzione l’andamento dei prossimi mesi in quanto sembrerebbe trovare conferma la tendenza delle curve delle medie smoothed (sia SIDC che NIA’s) ad essere arrivate, almeno per il momento, al culmine della fase di crescita e pronte quindi ad iniziare la discesa verso un nuovo minimo:

 

NB: il valore del NIA’s di aprile 2012 (38,2) è in attesa di conferma.

L’andamento delle curve delle medie smoothed naturalmente non tiene conto di un eventuale secondo massimo del ciclo 24, non improbabile stante la previsione NASA (massimo nella prima metà del 2013) e la relativa precocità del primo massimo rispetto al minimo del 2008.

 

Solar flux

Nonostante il tentativo (per ora fallito) di ripartenza di marzo e aprile, è evidente l’aumento della distanza media del ciclo 24 da quelli precedenti, dallo scorso autunno.

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: è un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe”, è l’unico dal ciclo 19 che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti. Inoltre, negli ultimi mesi si osserva chiaramente la brusca frenata rispetto ad un massimo, per ora relativo, comunque tutt’altro che eccezionale.

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stata pari a 114,14 (Marzo 2012 aveva fatto registrare un 114,53) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 92,2 (ore 23 del 8/04, valore davvero molto basso se considerato alla luce del fatto che questo periodo dovrebbe essere relativamente molto prossimo al massimo di questo ciclo) e 152,7 (ore 17 del 22/04). Nell’ultima decade (dal 21 al 30 compresi) la media è stata pari a 130,41 (valori delle ore 20), valore che testimonia la ripresa relativa alla seconda parte del mese, anche se i dati evidenziano una nuova ricaduta verso livelli di attività nettamente più bassi: infatti si passa dal valore di 150,6 del giorno 21/04 al 115,9 dell’ultimo giorno del mese, confermando una volta di più la palese debolezza magnetica del nostro astro.

 

Altri diagrammi

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 è inferiore a quelli immediatamente precedenti, sia come numerosità che come estensione delle macchie. Attualmente appare paragonabile a cicli come il 12, o addirittura lievemente inferiore.

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest , ultimamente ci sono state notizie oltremodo attendibili che danno per imminente il cambio di polarità per quanto riguarda l’emisfero nord http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml così come avevamo già in qualche modo “percepito” e annunciato nella rubrica di marzo: per l’emisfero sud invece il percorso sembra essere ancora  molto lungo.

Inoltre, le immagini “Stereo Behind” attualmente confermano la sensazione che si è avuta negli ultimi due mesi: il lato nascosto del Sole presenta un livello di attività leggermente più alto nell’emisfero meridionale, anche se per il momento questo non sembra poter determinare un massimo relativo come quello raggiunto dall’emisfero nord. Tuttavia è più che mai il caso di dire che occorre attendere ancora qualche mese per poter avere un quadro complessivo della situazione solare. L’estrema debolezza e variabilità di questo ciclo non lasciano ancora spazio ad interpretazioni univoche: vedasi ad esempio il continuo modificarsi (talvolta anche in modo sostanziale) delle “previsioni” rilasciate dai più famosi scienziati solari.

Infine, sorprende l’assenza di qualsiasi cenno circa lo stato dell’inversione dei poli nel sito NASA dedicato al monitoraggio del ciclo solare, come se il continuo ritardo dell’inversione non rappresenti un fatto anomalo e meritevole di qualche analisi e considerazione circa le possibili conseguenze.

 

Conclusioni

Questo ciclo aveva fornito una parvenza di “normalità” lo scorso autunno, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo. Gennaio ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo, di questo ciclo 24. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che il massimo raggiunto a novembre possa addirittura essere quello del ciclo, oppure uno dei due massimi che spesso si sono verificati nei cicli precedenti, tipicamente a distanza di 18-24 mesi. La modesta attività di Marzo e Aprile non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto: solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso. Di fatto, se davvero dovesse andar in porto a breve l’inversione del solo emisfero nord, rimarrebbe da monitorare unicamente il declino dell’attività di tale emisfero e verificare invece la reale capacità dell’emisfero sud di uscire da questa fase di stallo e dare vita quindi al proprio massimo.

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 

Apuano70 e FabioDue

Approccio al massimo solare …..ma che mi venga un colpo, ma che siamo stati Spotless ? E le testate giornalistiche, televisive o su Internet tacciono !

10 aprile 2012 128 commenti

Difficile definire la situazione solare alla quale stiamo assistendo in queste ultime ore.  Sono appena rientrato dalla classica gita fuori porta pasquale e che cosa trovo, che cosa leggo sul blog?

Una moltitudine di parole altisonanti, da parte di tutta l’utenza, in riferimento a questa gelida immagine.

Quanto tempo è passato…..era il 2008 e quanti articoli sono stati depositati in home-page. Previsioni e/o ricerche di ogni tipo sulle dinamiche solari.

Una moltitudine di lavori elaborati, redatti da innumerevoli ricercatori passati e presenti, defunti o ancora in vita. Alcuni nomi, i primi che mi passano per la mente e sicuramente i più conosciuti : Timo Niroma, Theodor Landscheidt, PD Jose, Ivanka Charvatova, Livingston & Penn. Tutti lavori, che in tempi meno sospetti, dichiaravano a chiare lettere, l’ingresso, in un lungo e profondo minimo solare. C’è però una dinamica, che penso, non sta sorprendendo solo la mia persona ma tutta l’intera utenza, ossia l’estrema velocità con la quale ne stiamo entrando dentro. Tante situazioni, evoluzioni,dinamiche avrei pensato ipotizzato in questi mesi, in proiezione massimo solare ma finire vicini ad essere spotless ( per Nia, ma per gli organi ufficiali ?) dopo tre anni e mezzo dalla partenza di questo ciclo solare, non lo avrei certo ipotizzato. Ecco spiegato quindi il titolo di questo post.

Ulteriori questioni, interrogativi da inserire, come tema del dibattito e che non deve essere interpretate come pura polemica sono :

” Perchè gli organi di stampa ufficiale tacciono ? “

” Perchè nessuna testata d’informazione scientifica ( riviste o altro) non sta divulgando questa inesorabile decadenza elettromagnetica da parte della  nostra stella ? “

Mi domando, non  sarebbe il caso di dedicare anche un minimo spazio informativo (Tv o carta stampata, specialistica o non) sulla attuale situazione solare … chiedo forse troppo?

Voi che cosa ne pensate ?

Io personalmente e tristemente, credo che sia sempre la solita zuppa propagandata dai soliti personaggi che tirano le fila. Al grande burattinaio non interessa altro che il controllo e quindi procedere verso una informazione pilotata per il popolo.

Viceversa, lo show apocalittico-informativo devo continuare. In quante occasioni propagandate dalle varie testate giornalistiche televisive o sparse per il web si sente parlare di grandi tempeste solari (anche Nia ahimee, non sfugge a questa triste legge). Infatti, questa è una sicura informazione che fa ascolto e spettacolo, in riferimento alle possibili conseguenze che una grande manifestazione solare può avere  sulla nostra società, imperniata sul digitale e l’informazione a tempo zero. Poi questo è anche l’anno della famosa profezia Maya. Pista aperta quindi per il terrore e l’ossessione per i maniaci della fine del mondo e capite bene quindi che qui scende in campo la pura disinformazione che porta a compimento il gioco al massacro scientifico !

Chiaro che parlare di un super-sole o del super flare rende alla lunga,  perchè fa spettacolo, audience e quindi tanti bei soldi per certi personaggi televisivi.

Ma la verità è un’altra cari miei giornalisti e burattinai, siamo vicini a l’ingresso in un PROFONDO ed IRREGOLARE MINIMO SOLARE e nessuno dice o fa nulla !

Ma è mai possibile che tutte le associazioni, enti, università o altri gruppi di ricerca ufficiali o non ( in particolare in Italia)  , non si stiano adoperando per comunicare, divulgare questa eccezionale situazione in relazione alle possibili ripercussioni climatico-geologiche sul nostro pianeta.

La paura, il grande nemico dell’uomo continua a vincere.

Qui ci vorrebbe quindi un bel earth-hour …..opss…un  sun-hour , organizzato dai vari blog sparsi per tutto il mondo, che in comune accordo, decidono di convogliare le loro energie in una grande comunicazione, informazione da effettuare in un giorno specifico, per sensibilizzare tutto il popolo di Internet e non e cercare di svegliare l’intera opinione pubblica su questa preoccupante evoluzione solare.

Mi domando che cosa stanno contando i centri ufficiali di monitoraggio dell’attività solare ? Piattaforme conosciute come Solarham o Spacewather che cosa stanno scrivendo in relazione a questo minimo solare oltre che aggiornarci quotidianamente su deboli CME che vanno ad impattare su Mercurio?

 

 INAF - Osservatorio astrofisico di Catania -

http://web.ct.astro.it/sun/draw.jpg

NOAA - Osservatorio solare americano -

http://www.swpc.noaa.gov/ftpdir/latest/SRS.txt

SIDC - Osservatorio solare belga-

http://sidc.oma.be/uset/

Attulmente l’osservatorio belga sta contando una regione nell’emisfero sud e sembra che anche gli altri enti si stiano allineando in questa direzione . Ecco l’immagine ingrandita dell’area. Osservate la particolate forma. L’area è stata denominata ARPediculus humanus capitis “

:smile:

C’è poco da ridere, tutti fanno finta di non vedere. Questa è la scienza solare ufficiale oggi.  Nia va avanti in questa opera di divulgazione. I pidocchi, i conteggi e l’informazione distorta la lasciamo agli organi ufficiali.

:cool:

Quindi, il Sole ancora in prima fila qui su NIA, ad inizio settimana, come credo che debba essere. Che adesso, abbia inizio questo nowcasting solare. Oggi, conteranno ancora il pidocchio ? Arriveranno altri pidocchi ? Ed inoltre a quanto scenderà il SF, scenderemo sotto la fatidica soglia dei 90 ? Tutti interrogativi che nelle prossime 48h. troveranno una risposta.

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Aggiornamento delle ore 00:05 del 10/04/2012

Qualcosa sta arrivando, sicuramente conteranno questa macchia.

Se macchia si può definire…. (vedi immagine alla sinistra )

http://sdo.gsfc.nasa.gov/assets/img/latest/latest_4096_HMII.jpg

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Michele

Categorie:Previsione Ciclo 24 Tag:
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