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Archivio per la categoria ‘Ciclo 24’

Rubrica Sole Aprile 2013

9 maggio 2013 14 commenti

Introduzione e riepilogo
Durante la sua progressione verso il massimo solare, il ciclo 24 ha da subito manifestato un’intensità notevolmente inferiore a quella che gli esperti avevano pronosticato http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/21dec_cycle24/ . Ma gli ultimi mesi, dopo il picco dell’autunno 2011, hanno di fatto sancito l’impossibilità che questo ciclo possa prendere un diverso andamento rispetto a quello fatto vedere fino a questo momento. In definitiva il Sole è entrato in una fase di “stallo”: pur con naturali oscillazioni in alto ed in basso dei vari indici di attività, nel periodo in questione il solar flux (il miglior indicatore dell’attività solare finora noto) non ha mostrato in media alcun trend particolare, né crescente né decrescente. Ciò, a nostro modesto avviso, significa che il Sole è attualmente in fase di massimo. Pertanto, salvo qualche temporaneo picco, ben difficilmente ci potrà mostrare molto più di quello cui abbiamo assistito finora durante il ciclo 24.
Inoltre, negli ultimi mesi, si è persino osservato un calo di attività: nell’ultimo scorcio del 2012 e nei primi tre mesi del 2013, il solar flux ha mostrato una tendenza al ribasso; inoltre lo smoothed sunspot number è calato sostanzialmente rispetto al massimo raggiunto.

Il mese di aprile appena trascorso ha invece fatto segnare una ripresa dei valori di tutti i principali indici dell’attività solare: tale situazione, anche se era decisamente pronosticabile visto il troppo basso livello tenuto dal nostro astro negli ultimi mesi (specie a Febbraio), se dovesse proseguire con decisione nei prossimi mesi avvalorerebbe la tesi del 2° picco di attività, così come la NASA lascia intendere http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/01mar_twinpeaks/, in caso contrario il ciclo 24 sarebbe condannato ad un lento ma inesorabile tramonto.
Naturalmente manteniamo una certa prudenza: il Sole ci ha da anni abituato a continue sorprese, a repentini “cambi di marcia”, tanto da sorprendere persino chi, alla NASA, lo studia da decenni. Certo, ogni mese che trascorre senza evidenti segnali di ripresa, riduce le possibilità che il ciclo attuale possa offrire ulteriori massimi degni di nota e soprattutto in grado di superare il pur modesto massimo raggiunto a Novembre 2011.

In attesa di sviluppi ci limitiamo a constatare che il livello attuale di attività assomiglia poco a quello di un massimo solare, come quelli dei cicli immediatamente precedenti: il solar flux non ha mai raggiunto quota 200, che fu ampiamente superata più volte dai cicli precedenti. Anche il sunspot number risulta decisamente inferiore e analogo a quello dei cicli di fine Ottocento-inizio Novecento. Ricordiamo però che i calcoli attuali sono molto rigorosi nel tenere conto anche della macchia più piccola. Pertanto i valori del passato sono molto probabilmente sottostimati: attorno al 5% verso fine Ottocento, fino al 20% ed oltre in precedenza (ad esempio durante il Minimo di Dalton).
Il grafico seguente evidenzia la citata assenza di trend del solar flux e i valori complessivamente “depressi” di questo massimo in tono minore.

 

Il sunspot number
Come già accennato in precedenza, dopo il massimo registrato a Febbraio 2012 con 66,9, nel successivo mese di Marzo, per la prima volta dal minimo, la progressione del SSN (Smoothed Sunspot Number, media mobile su 13 mesi; fonte SIDC) si è interrotta ed invertita, continuando a calare sensibilmente nei mesi seguenti. Attualmente questo indice ( assieme anche al Solar Flux ) sembra proprio che sia entrato in una fase di stallo: la curva del SSN è di fatto diventata una linea piatta con piccole oscillazioni.

Riteniamo che il massimo relativo raggiunto nel mese di Febbraio 2012 sarà con buona probabilità anche il massimo assoluto del ciclo. Naturalmente, come già detto, non possiamo escludere che l’attività solare manifesti una consistente e duratura ripresa su livelli paragonabili o superiori a quelli dell’autunno 2011, prima che l’inversione magnetica dell’emisfero Sud si compia. Dopo, in base alle nostre conoscenze attuali, il massimo del ciclo potrà considerarsi avvenuto con certezza.
Ad onor di cronaca va rimarcato che il conteggio del NIA’s risulta essere leggermente difforme rispetto a quelli ufficiali del sunspot number SIDC, in quanto il mese del massimo relativo cade a Marzo 2012 anziché Febbraio. Per il “nostro” conteggio ad Agosto ed in maniera insignificante a Settembre e Ottobre 2012 si è registrata una piccola crescita (i dati definitivi sono da verificare). Inoltre, la curva della media “smoothed”, con le dovute proporzioni, sembra ricalcare l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Come già detto e ripetuto, il ciclo 24 si conferma come “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti. Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.
Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.
Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato questo Aprile 2013:

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

 

In dettaglio, Aprile è stato caratterizzato da un maggiore livello di attività rispetto a quello del mese precedente, che già aveva fatto registrare una sensibile crescita rispetto a Febbraio. Il sunspot number ha registrato un sensibile aumento rispetto a marzo, passando da 57,9 a 72,4, valore più alto fatto segnare dal 73,0 di Dicembre 2011: anche in questo mese il dato numerico di questo indice emesso dal SIDC, parrebbe essere leggermente sovrastimato rispetto al reale livello di attività fatto registrare dal nostro astro anche se va detto che ad una generale scarsa coalescenza magnetica delle Regioni Attive e macchie si è contrapposta una maggiore area complessiva ricoperta da quest’ultime, vicina ai valori fatti registrare a fine 2011 ed in taluni singoli mesi . La relativa staticità, pur con gli “alti e bassi” relativi alle oscillazioni mensili, dei valori degl’indici di attività solare conferma ancora una volta la convinzione che il ciclo sia giunto al suo massimo e che questa incapacità di sovvertire una tendenza abbastanza netta al ribasso degli indici e non riuscire a produrre più di quanto fatto vedere fino ad ora, di fatto possa decretare l’inizio del declino effettivo dello stesso. L’andamento dei prossimi mesi è, a nostro modesto avviso, da monitorare con molta attenzione, per verificare se vi sarà o meno una (sempre meno probabile) ripresa più decisa dell’attività.

I valori del NIA’s di gennaio (33,5), febbraio (19,9) marzo (23,8) e aprile (33,2 stimato) 2013 sono provvisori e in attesa di validazione.
Un eventuale nuovo picco di attività, presumibilmente relativo al picco dell’emisfero sud che al momento sembra essere ancora “latitante” in questo ciclo 24, rimane comunque una ipotesi da non sottovalutare stante la recente previsione NASA e la relativa precocità del primo massimo (Novembre 2011) rispetto al minimo del 2008 . Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del massimo a primavera e l’iniziale declino delle curve del SSN, con l’attuale “rimbalzo” tecnico (ci si passi l’espressione colorita!) ed il sostanziale stallo dell’indice in oggetto.

Solar flux
Il Solar Flux ad Aprile ha tenuto un comportamento quasi speculare a Marzo, contraddistinto da valori tendenzialmente stabili intorno alla media mensile, con un più netto calo nella seconda decade e successiva forte “ripartenza” nella terza decade del mese. Dopo molti mesi sembrava essersi interrotta la sequenza di oscillazioni regolari del Solar Flux: al momento l’attuale fase di “spinta” iniziata con il mese di Marzo sembra essere più convinta rispetto a quelle di Gennaio e Febbraio tanto da determinare anche visivamente una oscillazione più sensibile tra la fase “attiva” e quella “passiva” della rotazione solare: la situazione ancora da monitorare e verificare nei prossimi mesi.
In virtù di quanto sopra esposto, il valore medio mensile del solar flux (aggiustato), è ritornato attorno al valore medio fatto registrare negli ultimi 21 mesi (circa 122) ovvero da quando il ciclo 24 ha definitivamente superato il valore-soglia di 100 senza ancora ridiscendervi. Tali valori restano comunque ben al di sotto di quelli definiti “normali” per un sole in condizioni di massimo del ciclo; il valore di 125,84 pur salendo dal 110,22 del mese scorso, rimane comunque ancora molto lontano dal 142 di luglio e dal 150 di novembre 2011, finora massimo mensile.
Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 ha incontrato nella sua progressione, ormai giunta al suo massimo. Dal grafico seguente risulta ancor più evidente la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti. E’ un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe” e, come accennato in precedenza, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti. Ormai dubitiamo fortemente sia in grado di raggiungerla. Inoltre, si nota chiaramente una tendenza alla stasi, se non al declino, manifestatasi in questi ultimi mesi (dallo scorso autunno in poi), dopo un trend costantemente improntato al rialzo.
Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 125,84 (contro 110,22 di Marzo) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 99,2, (ore 23 del 18/04) e 156,7, (ore 20 del 30/04) valori che denotano la sia pur minima tendenza al rialzo rispetto a quelli degli ultimi mesi. Nell’ultima decade (dal 20 al 30 compresi) la media è stata pari a 124,83 (valori delle ore 20), valore assolutamente in linea con quello della media mesile.

Altri diagrammi: butterfly e inversione magnetica
Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (grafico in basso).
Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (7 aprile) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +12, ovvero in progressiva crescita rispetto alla rilevazione di giugno 2012 (mese dell’inversione). Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord è avvenuto ormai da tempo e la nuova polarità si sta progressivamente rafforzando. Per quanto riguarda l’Emisfero Sud, fino a qualche mese fa sembrava che il momento dell’inversione fosse imminente. Invece, nonostante i valori degli ultimi 8/9 mesi siano scesi da +34 a +20, le oscillazioni magnetiche di breve periodo (si vedano i dati “non filtrati”, nelle prime colonne a sinistra, dal link precedente) indicano che l’inversione avverrà più tardi di quanto si immaginava. La sequenza dei valori (filtrati) fatti segnare dall’emisfero Sud e registrati mensilmente proprio con le uscite della presente Rubrica, lascia pochi dubbi al riguardo: +13 per Gennaio, +16 per Febbraio, +19 per Marzo e +20 per Aprile. E’ bene precisare che tali valori sono soggetti, nel breve termine, a variazioni considerevoli, meglio quindi aspettare ancora un poco per avere maggiori e più sicuri elementi a disposizione. In ogni caso, occorreranno ancora diversi mesi prima che l’inversione si completi. Storicamente, negli ultimi 30 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e, per un lungo periodo di tempo, in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata. In virtù di quanto sopra esposto, come ovvia conseguenza anche la media dei due emisferi, benché prossima alla neutralità, ha fatto registrare un passo indietro rispetto ai valori in precedenza riportati per Febbraio (poi corretti e confermati), da -3 a -4.
Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png,

andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png,

andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.
Le ultime immagini “Stereo Behind” al momento sembrano indicare una prosecuzione della fase di attività relativamente vivace attualmente in corso: le regioni attive, pur in numero limitato, sono presenti in entrambi gli emisferi. Bisogna però sottolineare che gran parte delle macchie presenta dimensioni davvero modeste, non è sede di alcuna particolare attività (es. flare o CME). Inoltre, nelle ultime settimane le macchie si trovano nuovamente ad una certa distanza dall’equatore solare. Ciò lascia pensare, come peraltro ci si attende, che il ciclo possa durare più dei “canonici” 11 anni: ad esempio David Archibald sostiene, in base ad uno studio delle emissioni coronali, che il ciclo 24 possa durare addirittura il 40% in più dei soliti 11 anni, cioè ben 17 anni, insomma fino al 2025!
Per i dettagli, si veda l’articolo al link seguente http://wattsupwiththat.com/2013/03/05/how-long-to-the-2425-solar-minimum/

Risulta comunque sempre valida quindi la regola che occorre attendere ancora qualche mese per poter avere un quadro complessivo della situazione solare. Intanto ormai il 2013 è iniziato da tre mesi: secondo le previsioni NASA il massimo del ciclo sarebbe in corso! E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio per ulteriori picchi di attività, prima dell’inevitabile declino del ciclo verso il prossimo minimo. L’estrema debolezza e variabilità di questo ciclo non lasciano ancora spazio ad interpretazioni univoche.

Sunspot number per emisfero e conclusioni
Questo ciclo 24 è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati. Ovviamente la prudenza ci impone di attendere conferme che necessiteranno, inevitabilmente, di parecchio tempo anche perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il Sole è assolutamente in grado di smentire in un baleno anche la previsione dei più “quotati” esperti di fama mondiale, e anche loro ne sono pienamente consapevoli. Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse. La parvenza di “normalità” dell’autunno 2011, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo aveva dato l’illusione che il ciclo 24 potesse essere solo un poco più debole di altri precedenti ma comunque “normale”. Gennaio 2012 ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo. Il più recente massimo di Luglio 2012 e il picco di Gennaio 2013, pur inaspettati, hanno avuto il carattere di episodi isolati, come e più di quello di Novembre 2011 e dunque non hanno modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi interlocutori, senza “acuti”, pur con la novità del netto calo del SSN. I mesi di Dicembre 2012 ed il Febbraio 2013 potrebbero aver dato il “colpo di grazia” a questo ciclo. I valori degli indici di riferimento nuovamente così bassi lasciano intendere che il Sole non riesce a dare di più di quanto non sia riuscito a fare nel corso degli ultimi 4 anni e anche una eventuale forte ripresa dell’attività potrebbe non essere sufficiente a far cambiare “piega” alle cose. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi trascorsi possano essere quelli assoluti del ciclo. Certo,visto anche la tendenza al rialzo dell’attività degli ultimi due mesi, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel periodo 2013/2015, come indicato nelle ultime previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, tra i due massimi e da Luglio in poi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto. Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente sembra essere entrata in decadenza la fase di maggiore spinta relativa proprio nell’emisfero Nord che, teoricamente, dovrebbe andare verso un fisiologico calo dopo il massimo raggiunto a settembre 2011 (SSN emisferico 41,29) mentre l’emisfero Sud, dopo aver apparentemente iniziato una decisa fase di crescita, al momento risulta essere in completo stand-by. Da monitorare però i prossimi mesi in quanto sembra che stavolta ci possa essere l’occasione giusta per il “picco” di attività questo emisfero.

(N.B: grafico aggiornato al mese di Marzo)

In definitiva, almeno per ora, stiamo vivendo una fase di stallo. Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? La sensazione è che ben difficilmente riusciremo a vedere un Sole più attivo di quanto non lo sia stato nell’autunno scorso. Aprile 2013, benché caratterizzato da una maggiore attività rispetto ai mesi precedenti, avvalora ancora di più la nostra ipotesi. E’ più probabile un relativo picco di attività dell’emisfero Sud, magari coincidente con la prossima inversione magnetica.
Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud; nonostante l’aumento di attività dell’ultimo periodo, è evidente il tracollo dell’attività dell’emisfero Nord mentre il Sud, che, come detto, negli ultimi mesi ha drasticamente ridotto la sua già scarsa “spinta” sembra apparentemente entrato in una fase di stallo e la curva del SSN emisferico ha iniziato a scendere dopo il “picco” di aprile 2012 (SSN emisferico 30,09): .

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

Apuano 70 e FabioDue

UPGRADE 07/05/2013

Sono usciti gli ultimi aggiornamenti riguardo lo stato di avanzamento, o almeno presunto tale, dell’inversione magnetica dei poli solari: l’ultimo dato adesso disponibile, quello del 17 Aprile 2013, conferma ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la strada per l’inversione è ancora lunga…. Valori filtrati: Emisfero Nord + 13 , Emisfero Sud +21  ma la cosa che più fa riflettere è che quest’ultimo dato ha interrotto, al momento, la sua progressione verso la neutralità e conseguente cambio di polarità per riprendere ad aumentare il suo valore, come evidenziato nella serie che alleghiamo:

Apuano 70 e FabioDue

Categorie:Ciclo 24, Rubrica NIA Tag:

Un mese di aprile con attività solare moderata!

27 aprile 2013 10 commenti

 

Facendo il consueto aggiornamento dei dati solari, mi sono accorto che il nostro Sole nel mese di aprile ha avuto una piccola accellerazione d’attività; soprattutto vi sono state molte regioni che hanno avuto una discreta dimensione e coalescenza, ed infatti il solar flux è stato per quasi tutto il mese sopra i 120-130!

Ancora una volta il nord emisfero è stato più attivo del meridionale, sia in numero di regioni che di dimensioni.

Solo da pochi giorni invece, tale attività è andata scemando, insomma ancora una volta sembra ripetersi il consueto andamento di questo anomalo ciclo solare 24, che sono sempre più convinto che ci traghetterà verso un minimo sempre più profondo!

Mi rendo conto che il tema solare non sta più riscaldando gli animi come un tempo, ma non è colpa di nessuno se il Sole ha messo un navigatore che sta seguendo sempre la stessa rotta con la medesima velocità…siamo dunque in un periodo morto, privo di novità, e tale periodo sta durando da parecchi mesi ed è destinato a protrarsi ancora a lungo…ma questo non significa che la ridotta attività solare pian piano non stia comunque provocando dei piccoli effetti climatici (alcuni tra l’altro già documentabili), che prevedo saranno via via sempre più eclatanti… ma ci vuole ancora tanta pazienza!

Stay tuned with Nia, Simon

Categorie:Ciclo 24 Tag:

Rubrica Sole Marzo 2013

17 aprile 2013 9 commenti

Introduzione e riepilogo
Durante la sua progressione verso il massimo solare, il ciclo 24 ha da subito manifestato un’intensità notevolmente inferiore a quella che gli esperti avevano pronosticato http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/21dec_cycle24/ . Ma gli ultimi 15 mesi, dopo il picco dell’autunno 2011, hanno di fatto sancito l’impossibilità che questo ciclo possa prendere un diverso andamento rispetto a quello fatto vedere fino a questo momento. In definitiva il Sole è entrato in una fase di “stallo”: pur con naturali oscillazioni in alto ed in basso dei vari indici di attività, nel periodo in questione il solar flux (il miglior indicatore dell’attività solare finora noto) non ha mostrato in media alcun trend particolare, né crescente né decrescente. Ciò, a nostro modesto avviso, significa che il Sole è attualmente in fase di massimo. Pertanto, salvo qualche temporaneo picco, ben difficilmente ci potrà mostrare molto più di quello cui abbiamo assistito finora durante il ciclo 24.

Inoltre, negli ultimi mesi, si è persino osservato un calo di attività: nell’ultimo scorcio del 2012 e nei primi tre mesi del 2013, il solar flux ha mostrato una tendenza al ribasso; inoltre lo smoothed sunspot number è calato sostanzialmente rispetto al massimo raggiunto.

Se i bassi valori degli indici di riferimento saranno o meno confermati nei prossimi mesi, lo vedremo, di certo, senza una prossima forte ripresa di attività, come la NASA lascia intendere http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/01mar_twinpeaks/ quando si riferisce ad un doppio massimo, il ciclo 24 sarebbe condannato ad un lento ma inesorabile tramonto.

Naturalmente manteniamo una certa prudenza: il Sole ci ha da anni abituato a continue sorprese, a repentini “cambi di marcia”, tanto da sorprendere persino chi, alla NASA, lo studia da decenni. Certo, ogni mese che trascorre senza evidenti segnali di ripresa, riduce le possibilità che il ciclo attuale possa offrire ulteriori massimi degni di nota e soprattutto in grado di superare il pur modesto massimo raggiunto a Novembre 2011.

In attesa di sviluppi ci limitiamo a constatare che il livello attuale di attività assomiglia poco a quello di un massimo solare, come quelli dei cicli immediatamente precedenti: il solar flux non ha mai raggiunto quota 200, che fu ampiamente superata più volte dai cicli precedenti. Anche il sunspot number risulta decisamente inferiore e analogo a quello dei cicli di fine Ottocento-inizio Novecento.
Il grafico seguente evidenzia la citata assenza di trend del solar flux e i valori complessivamente “depressi” di questo massimo in tono minore.

 

aaaaaaaaaaa

Il sunspot number
Come già accennato in precedenza, dopo il massimo registrato a Febbraio 2012 con 66,9, nel successivo mese di Marzo, per la prima volta dal minimo, la progressione del SSN (Smoothed Sunspot Number, media mobile su 13 mesi; fonte SIDC) si è interrotta ed invertita, continuando a calare sensibilmente nei mesi seguenti. Dopo un temporaneo assestamento (57,7, per Luglio e 58,1 per Agosto 2012) l’andamento di tale indice ha ripreso, se pur in modo impercettibile al momento, la sua tendenza al ribasso: in effetti, se si considera l’arrotondamento al 2° decimale, abbiamo un 58,16 ad Agosto contro i 58,10 fatti segnare a Settembre 2012 e le previsioni, dato il basso livello del sunspot number degli ultimi mesi, suggeriscono che il calo possa continuare.
Al momento possiamo dire che il massimo relativo raggiunto nel mese di Febbraio 2012 sarà anche il massimo assoluto del ciclo. Come già detto, non possiamo escludere che l’attività solare manifesti una consistente e duratura ripresa su livelli paragonabili o superiori a quelli dell’autunno 2011, prima che l’inversione magnetica dell’emisfero Sud si compia. Dopo, in base alle nostre conoscenze attuali, il massimo del ciclo potrà considerarsi avvenuto con certezza.
Ad onor di cronaca va rimarcato che il conteggio del NIA’s risulta essere leggermente difforme rispetto a quelli ufficiali del sunspot number SIDC, in quanto il mese del massimo relativo cade a Marzo 2012 anziché Febbraio. Per il “nostro” conteggio ad Agosto ed in maniera insignificante a Settembre 2012 si è registrata una piccola crescita (i dati definitivi sono da verificare) ma che comunquea sembrerebbe essere terminata. Inoltre, la curva della media “smoothed”, con le dovute proporzioni, sembra ricalcare l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Come già detto e ripetuto, il ciclo 24 si conferma come “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti. Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.
Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.
Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato questo Marzo 2013:

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.
In dettaglio, Marzo è stato caratterizzato da un livello di attività superiore a quello del mese precedente. Il sunspot number ha registrato un sensibile aumento calo rispetto a gennaio, passando da 38,0 a 57,9 anche se va rimarcato che il valore indicativo provvisorio di questo indice, fino all’uscita del Bollettino Ufficiale SIDC, risultava essere leggermente inferiore (valore intorno al 52) e che tutto sommato può dare l’idea di essere quindi un tantino sovrastimato rispetto al reale livello di attività fatto registrare dal nostro astro. La relativa staticità, pur con gli “alti e bassi” dovuti alle oscillazioni mensili, dei valori degl’indici di attività solare conferma ancora una volta la convinzione che il ciclo sia giunto al suo massimo e che questa incapacità di sovvertire una tendenza abbastanza netta al ribasso degli indici e non riuscire a produrre più di quanto fatto vedere fino ad ora, di fatto possa decretare l’inizio del declino effettivo dello stesso. L’andamento dei prossimi mesi è, a nostro modesto avviso, da monitorare con molta attenzione, per verificare se vi sarà o meno una (sempre meno probabile) ripresa più decisa dell’attività.

I valori del NIA’s di gennaio (33,5), febbraio (19,9) e marzo 2013 (23,8) sono provvisori e in attesa di validazione.
Un eventuale nuovo picco di attività, presumibilmente relativo al picco dell’emisfero sud che al momento sembra essere ancora “latitante” in questo ciclo 24, rimane comunque una ipotesi da non sottovalutare stante la recente previsione NASA e la relativa precocità del primo massimo (Novembre 2011) rispetto al minimo del 2008 . Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del massimo a primavera e l’iniziale declino delle curve del SSN, con l’attuale “rimbalzo” tecnico (ci si passi l’espressione colorita!) ed il sostanziale stallo dell’indice in oggetto.

aaaaaaaaaaaaa

Solar flux
Il Solar Flux a Marzo è stato contraddistinto da valori tendenzialmente stabili intorno alla media mensile, con un più netto calo nella seconda decade e successiva “ripartenza” intorno alla fine del mese. Dopo molti mesi sembrava essersi interrotta la sequenza di oscillazioni regolari del Solar Flux: al momento l’attuale fase di “spinta” sembra essere più convinta rispetto a quelle di Gennaio e Febbraio tanto da determinare anche visivamente una oscillazione più sensibile tra la fase “attiva” e quella “passiva” della rotazione solare: la situazione rimane ancora da monitorare e verificare nei prossimi mesi.

In virtù di quanto sopra esposto, il valore medio mensile del solar flux (aggiustato), è rimasto su valori assolutamente non assimilabili a quelli che si dovrebbero verificare in normali condizioni in un massimo del ciclo, mantenendosi su un modesto 110,22 dopo aver raggiunto nel mese scorso un 101,90, lontano “anni luce” dal 142 di luglio e dal 150 di novembre 2011, finora massimo mensile.
Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 ha incontrato nella sua progressione, ormai giunta al suo massimo. Dal grafico seguente risulta ancor più evidente la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti. E’ un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe” e, come accennato in precedenza, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti. Ormai dubitiamo fortemente sia in grado di raggiungerla. Inoltre, si nota chiaramente una prima tendenza al declino, manifestatasi in questi ultimi mesi, dopo un trend costantemente improntato al rialzo almeno fino allo scorso autunno (mesi 44-45).
Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 110,22 (contro 101,90 di Febbraio) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 92,0, (ore 20 del 26/03) e 127,9, (ore 17 del 16/03) valori assolutamente non in linea con un sole in condizioni di massimo. Nell’ultima decade (dal 20 al 31 compresi) la media è stata pari a 100,43 (valori delle ore 20), valore molto basso imputabile alla fase di minor attività mensile ed all’inizio di una nuova fase di relativa spinta attualmente in corso.

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Altri diagrammi: butterfly e inversione magnetica
Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (grafico in basso).
Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (18 marzo) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +12, ovvero in progressiva crescita rispetto alla rilevazione di giugno 2012 (mese dell’inversione). Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord è avvenuto ormai da tempo e la nuova polarità si sta progressivamente rafforzando. Per quanto riguarda l’Emisfero Sud, fino a qualche mese fa sembrava che il momento dell’inversione fosse imminente. Invece, nonostante i valori degli ultimi 7/9 mesi siano scesi da +34 a +19, le oscillazioni magnetiche di breve periodo (si vedano i dati “non filtrati”, nelle prime colonne a sinistra, dal link precedente) indicano che l’inversione avverrà più tardi di quanto si immaginava. La sequenza dei valori (filtrati) fatti segnare dall’emisfero Sud e registrati mensilmente proprio con le uscite della presente Rubrica, lascia pochi dubbi al riguardo: +13 per Gennaio, +16 per Febbraio e +19 per Marzo.

E’ bene precisare che tali valori sono soggetti, nel breve termine, a variazioni considerevoli, meglio quindi aspettare ancora un poco per avere maggiori e più sicuri elementi a disposizione. In ogni caso, occorreranno ancora diversi mesi prima che l’inversione si completi. Storicamente, negli ultimi 30 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e, per un lungo periodo di tempo, in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata. In virtù di quanto sopra esposto, come ovvia conseguenza anche la media dei due emisferi, benché prossima alla neutralità, ha fatto registrare un passo indietro rispetto ai valori in precedenza riportati per Febbraio (poi corretti), da -3 a -4.

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png,

andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png,

andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind”, dopo la molto relativa fase “attiva” attualmente in corso, momento sembrano indicare una prosecuzione della fase di stallo: le regioni attive sono davvero poche e tendono a formarsi quasi in maniera alternativa, una volta nell’Emisfero Nord, il mese seguente in quello Sud, vanificando ogni possibile (timido) tentativo di ripresa. Risulta sempre valida quindi la regola che occorre attendere ancora qualche mese per poter avere un quadro complessivo della situazione solare. Intanto ormai il 2013 è iniziato da tre mesi: secondo le previsioni NASA il massimo del ciclo sarebbe in corso! E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio per ulteriori picchi di attività, prima dell’inevitabile declino del ciclo verso il prossimo minimo. L’estrema debolezza e variabilità di questo ciclo non lasciano ancora spazio ad interpretazioni univoche.

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Sunspot number per emisfero e conclusioni
Questo ciclo 24 è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati.

Ovviamente la prudenza ci impone di attendere conferme che necessiteranno, inevitabilmente, di parecchio tempo anche perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il Sole è assolutamente in grado di smentire in un baleno anche la previsione dei più “quotati” esperti di fama mondiale, e anche loro ne sono pienamente consapevoli. Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse.

La parvenza di “normalità” dell’autunno 2011, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo aveva dato l’illusione che il ciclo 24 potesse essere solo un poco più debole di altri precedenti ma comunque “normale”. Gennaio 2012 ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo. Il più recente massimo di Luglio 2012, pur inaspettato, ha avuto il carattere di episodio isolato, come quello di Novembre 2011 e dunque non ha modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi interlocutori, senza “acuti”, pur con la novità del netto calo del SSN. I mesi di Dicembre 2012 ed il Febbraio appena trascorso potrebber aver dato il “colpo di grazia” a questo ciclo.

I valori degli indici di riferimento nuovamente così bassi lasciano intendere che il Sole non riesce a dare di più di quanto non sia riuscito a fare nel corso degli ultimi 4 anni e anche una eventuale forte ripresa dell’attività potrebbe non essere sufficiente a far cambiare “piega” alle cose. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi trascorsi possano essere quelli assoluti del ciclo. Certo, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel periodo 2013/2015, come indicato nelle ultime previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, tra i due massimi e da Luglio in poi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto.

Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente sembra proseguire una fase di maggiore spinta relativa proprio nell’emisfero Nord che, teoricamente, dovrebbe invece andare verso un fisiologico calo dopo il massimo raggiunto a settembre 2011 (SSN emisferico 41,29) mentre l’emisfero Sud, dopo aver apparentemente iniziato una decisa fase di crescita, al momento risulta essere in completo stand-by.

Si tratta quindi di una fase al ribasso, almeno per ora. Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? La sensazione è che ben difficilmente riusciremo a vedere un Sole più attivo di quanto non lo sia stato nell’autunno scorso. Febbraio 2013 avvalora ancora di più la nostra ipotesi. Resta comunque probabile un relativo “picco” di attività dell’emisfero Sud, magari coincidente con la prossima inversione magnetica.
Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud; nonostante l’aumento di attività dell’ultimo periodo, è evidente il tracollo dell’attività dell’emisfero Nord mentre il Sud, che, come detto, negli ultimi mesi ha drasticamente ridotto la sua già scarsa “spinta” sembra apparentemente entrato in una fase di stallo e la curva del SSN emisferico ha iniziato a scendere dopo il “picco” di aprile 2012 (SSN emisferico 30,09): .

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

Apuano 70 e FabioDue

Quale futuro per il Ciclo 24? – 2° parte -

8 aprile 2013 12 commenti

Prima di lasciarvi alla lettura, di questa interessante analisi dell’attività solare, del nostro bruno, una veloce comunicazione. Martedì pomeriggio, è il termine ultimo per iscriversi alla nostra riunione (pranzo a Firenze del 20 Aprile). Martedì sera infatti, in nostro utente Carmelo, molto probabilmente prenoterà il locale nel capoluogo Toscano. Serve conoscere quindi, il numero dei partecipanti, il più vicino possibile alla realtà.
Il post dove potete lasciare comunicazione della vostra paretcipazione, è quà sotto :
http://daltonsminima.altervista.org/?p=25236

Michele
Nia

—–

Nella prima parte dell’articolo http://daltonsminima.altervista.org/?p=25094 abbiamo iniziato ad analizzare l’andamento degli indicatori dall’attività solare per cercare di capire quale potrebbe essere il futuro di questo ciclo solare 24; riprendiamo la nostra panoramica con

  • L’andamento del Solar Flux: questo indice è forse uno degli indicatori più attendibili del livello di attività di un ciclo solare nonostante la serie di dati disponibili sia veramente esigua se paragonata ad esempio allo SSN; la sensazione attuale è, come ribadito anche nella consueta Rubrica solare, che nell’ultimo anno non vi sia stato un vero e proprio trend (e questo ricalca in parte anche l’andamento dell’SN) ma si sia verificato uno stand-by ad una soglia di circa 120 come valore medio delle oscillazioni che si sono susseguite con cadenza più o meno regolare e, oserei dire, quasi sincrona alle rotazioni del nostro astro; l’andamento degli ultimi mesi ha creato le condizioni favorevoli all’uscita da questa situazione di stallo a favore dell’inizio di un trend che, almeno al momento, parrebbe essere discendente.Attività grafico

 

Per un mio capriccio, ho provato a valutare in che termini questo indice possa davvero essere considerato una alternativa al “vecchio” SSN: in sostanza ho provato ad applicare una “soglia” minima a questo valore considerando per questa una situazione di sole in stato di quiete assoluta…. Dato che nei periodi di minimo più profondi il Solar Flux scende a valori intorno a 66/67 ho “provato” a stabilire in un valore del 10% inferiore a questi la condizione ipotizzata ed è “uscito” fuori un bel 60….. Ovviamente l’applicazione di questo valore risulta essere totalmente arbitraria e priva di un qualsiasi riferimento a condizioni più specificamente scientifiche…. :D

A questo punto non ho fatto altro che sottrarre questo valore di “soglia minima” alla media smoothed del solar flux da quando si misura tale indice e quindi paragonarla con l’SSN degli stessi periodi….

In effetti sembra esserci una buona sovrapponibilità delle curve in oggetto, specie nei cicli più recenti; nel rapporto tra le due grandezze ho poi rintracciato una buona coerenza con valori compresi tra 1,00 e 1,20 salvo periodi come ad esempio i minimi molto intensi dove si scende anche di parecchio sotto l’unità …
In grandi linee sembra che il rapporto così ottenuto, quando risulta essere sensibilmente inferiore a 1,00 sia sintomatico di una situazione di bassa attività solare (vedi soprattutto i picchi dei minimi del 1954 – 1964 – 1996 e 2008/2009)….. anche se va precisato che una variazione del rapporto tra i due indici nel corso del tempo è sicuramente frutto del forte calo del campo magnetico del sole che quindi tende a produrre sempre meno macchie a parità di flusso (vedi teoria di Livigston e Penn); al momento questo rapporto sembra essere tornato a calare dopo essere appena ritornati su valori di poco superiori a 1,00, valore che si era registrato per l’ultima volta in corrispondenza del picco massimo del ciclo 23 (primavera 2000)….

  •  L’estensione media delle macchie solari: anche l’andamento di questo indice mostra una notevole similitudine con l’SSN ed il SF, come di seguito evidenziato:

In questo caso ho preso in considerazione proprio il ciclo in corso ed i relativi valori mensili del SN e aree coperte da macchie (Dati Osservatorio di Greenwich), prendendo per “buono” il valore medio del rapporto tra Area coperta e SN (linea color lilla) degli ultimi 18 mesi, che tra l’altro corrisponde anche a quello medio degli ultimi 12 ricavati dalla media smoothed delle aree diviso l’SSN relativo (linea celeste) , ovvero 13,9 ppm per ogni unità del SSN… e dai dati emerge anche stavolta una apparente buona correlazione…

Da verificare ( lo farò probailmente in un prossimo articolo) l’estensione della corrispondenza tra i dati a disposizione a ritroso nel tempo.

  • Similitudini tra cicli: oltre al già menzionato ciclo 14, insieme al 12 ed al 16 vi sono alcuni altri cicli che mettono in evidenza alcuni “punti di contatto” con l’attuale andamento del ciclo 24 o dei suoi immediati predecessori http://www.solen.info/solar/images/comparison_similar_cycles.png tra le somiglianze più “particolari” metterei sicuramente questa: 

Ovviamente i due secoli di differenza temporale tra le rilevazioni del SN in questo paragone assumono un peso specifico non indifferente, specialmente nelle fasi caratterizzate da bassa attività solare per le ovvie motivazioni che hanno portato NIA ad avere un proprio (valido aggiungo io) conteggio in linea con il criterio di continuità con quelli del passato.

In particolare, se si verificasse un andamento del ciclo 24 simile a quello del ciclo 5 si avrebbe davvero un 2° picco posticipato ed addirittura più “intenso” (si fa per dire) del primo; da notare anche che i due cicli precedenti, 3 e 4, pur con tutti i “se” ed i “ma” che il caso richiede, fanno riscontrare una discreta sovrapponibilità con i più recenti cicli 22 e 23.

  • Solar Flare: Infine, a sostegno dell’ipotesi di un ciclo “a doppia punta” c’è anche il ritardo attualmente maturato (da 6 a 12 mesi) sulla ipotetica tabella di marcia del n° complessivo di flare (cat-X ed M) previsti, ritardo che avrebbe l’opportunità di essere colmato solo con una seconda fase “scoppiettante” del Ciclo
                 


http://users.telenet.be/j.janssens/SC24web/SC24.html#SSN
In definitiva, quasi tutte queste informazioni al momento convergono a favore di un ciclo destinato ad una decadenza con tempi di decorso più o meno lenti; l’eventualità di uno o più “picchi” di tardiva attività, pur plausibile e rintracciabile anche in altri cicli del passato come nell’esempio evidenziato dagli studiosi della Nasa, ha comunque, secondo me, un “sapore” piuttosto relativo in quanto, con tutta probabilità, queste nuove ipotetiche fiammate di attività non riusciranno a far cambiare più di tanto il volto al ciclo 24 ed il massimo di Febbraio 2012 resterà, molto verosimilmente, quello assoluto.

Lo scarso livello di attività solare ed in particolare il trend al ribasso che si sta concretizzando sia a livello generale che dei singoli emisferi , non possono non trasmettere la sensazione di un ciclo che non ha più molto da dire, questo almeno per quanto riguarda il mero dato numerico; la convergenza di molteplici indici dell’attività solare in tale direzione (ad esempio da rimarcare la completa assenza di un trend da parte del Solar Flux negli ultimi 12 mesi!) dona corpo a questa mia sensazione.

Tali considerazioni, come già anticipato in precedenza, sono puramente personali e non avvalorate da riscontri scientifici oggettivi e pertanto risultano da “prendere con le molle” :D : per avere l’oggettiva sicurezza che il ciclo 24 sia giunto veramente al suo massimo e che quindi si appresta a vivere il suo declino, non ci resta che pazientare ancora per qualche mese, forse un anno o poco più; a quel punto la “strada” sarà tracciata in modo definitivo.

Per concludere, un doveroso e sentito ringraziamento all’amico Fabio 2 che si è prestato a farmi da “critico” per la stesura dell’articolo!

Bruno  (Apuano70) 

Categorie:Ciclo 24 Tag:

Quale futuro per il Ciclo 24? – 1°parte -

1 aprile 2013 11 commenti

Considerazioni sul ciclo a oltre quattro anni dal minimo.

Nel suo corso il ciclo 24 ci ha più volte illuso dando l’impressione di poter assomigliare, anche se notevolmente più debole, a quelli precedenti, almeno per quanto riguarda l’ultimo secolo.

In effetti le cose sembrano andare diversamente in quanto la presunta normalità di questo ciclo è di fatto venuta meno proprio nel corso del 2012 che, in teoria, avrebbe dovuto vedere una conclamata “esplosione” di attività solare: come più volte espresso nella Rubrica solare mensile, la scarsa attività generale verificatasi nel corso dell’anno ed in particolare mesi quali Febbraio e Dicembre e l’ultimo Febbraio 2013, ha pesantemente condizionato l’andamento di questo ciclo.

In particolare, la situazione di stallo che si è manifestata, è figlia del graduale indebolimento del campo magnetico solare; questo si manifesta non solo con una sensibile riduzione della produzione di macchie solari (Livingston e Penn in un loro studio hanno addirittura ipotizzato la totale, o quasi, scomparsa di queste per un periodo abbastanza lungo a partire da quando il campo magnetico raggiungerà la soglia di circa 1500 Gauss e ciò dovrebbe coincidere, in linea di massima con l’avvio del nuovo Ciclo solare n°25) ma anche con un livello degli altri indici di attività solare, come ad esempio Solar Flux  e AP index, assolutamente molto più basso rispetto ai cicli precedenti.

Nonostante questo, il ciclo 24 sta comunque progredendo dal punto di vista magnetico: l’ipotesi di una  mancata inversione dei poli magnetici sembra essere al capolinea in quanto,allo stato attuale delle cose, l’inversione è avvenuta, quantomeno per quel che riguarda l’emisfero Nord, e anche l’emisfero sud si è notevolmente avvicinato, specie negli ultimi mesi, alla neutralità; questa progressione è avvalorata anche da una più bassa latitudine media (ai limiti inferiori della media relativa agli ultimi cicli solari)a cui si formano “molte” delle poche AR e macchie di questo emisfero.

Rif.: http://users.telenet.be/j.janssens/SC24web/SC24.html#SSN

E’ comunque presto per la completa inversione magnetica del sole, in quanto la forte variabilità che emerge dai  dati  “non filtrati” http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest  , secondo me, determinerà un ulteriore  slittamento delle tempistiche per  questo emisfero, arrivando ad avere una inversione completa  solo a fine estate o, più probabilmente, addirittura in autunno inoltrato, invece che ad inizio 2013;

Solar polar fields

The development of the solar polar field strength throughout a solar sunspot cycle can be used to predict the magnitude of the next cycle and the peak of the current cycle. Polar field reversals typically occur within a year of sunspot maximum. It is not uncommon for the northern and southern polar fields to have significant differences in field strength and develop asynchronously over time. The Wilcox Solar Observatory has been collecting solar polar field data since 1975. Non-filtered data can be viewed in this plot. Below you will find a plot where only the filtered (by a 20 nHz lowpass filter) field strength data is displayed. Vertical lines representing field reversals and sunspot cycle min/max have been added to increase the potential usefulness of the plot.

The northern polar field reversed in June 2012 while the southern polar field could reverse early in 2013.

Rif.:  http://www.solen.info/solar/polarfields/polar.html

In ogni caso, la mia sensazione (che credo esser condivisa da molti) è quella di un ciclo 24 che si appresta a vivere la fase discendente della sua parabola anche se, ad onor del vero, proprio in questi giorni la NASA ha diramato un comunicato http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/01mar_twinpeaks/ nel quale mette in luce la non remota ipotesi che il ciclo 24 possa essere caratterizzato da un secondo picco di attività e somigliante, in linea di massima, a quello che fu l’andamento del ciclo n°14… (questa somiglianza ed il doppio picco di attività sono un “tormentone” che da molto tempo regolarmente ripropongo, in collaborazione con Fabio2,  nella consueta rubrica mensile sul sole ) ;)

Tale eventualità, peraltro già contemplata sia dal sottoscritto che da altri utenti di Nia con un cospicuo anticipo rispetto alla Nasa tra le variabili possibili di questo ciclo, di fatto rende ancora più valido il nostro affermare che l’attuale livello di attività del nostro astro possa corrispondere davvero a quello che, teoricamente, è il massimo del ciclo solare 24.

Quale sarà il futuro di questo ciclo?

Difficile poter dare risposte certe anche in virtù del fatto che questo ciclo proprio non ne vuol sapere di comportarsi come avevano fatto i suoi ultimi predecessori e soprattutto sembra proprio non volersi comportare come la Scienza ufficiale aveva in qualche modo definito che dovesse fare: in effetti la “canonica” metodologia predittiva riguardante l’andamento e l’intensità dei cicli solari è stata solennemente smentita; http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/21dec_cycle24/ .

Volendo capire quale sarà il più probabile ipotetico sviluppo di questo ciclo, ho pensato che poteva essere interessante fare una più puntuale analisi di cosa ci ha “offerto” fino a questo momento,  ed in particolare ho considerato:

  • Il livello di attività solare in generale;
  • Il livello di attività solare nell’emisfero nord;
  • Il livello di attività solare nell’emisfero sud;
  • Il livello dell’Ap Index;
  • L’andamento del Solar Flux;
  • L’estensione media delle macchie solari;
  • Similitudini tra cicli;
  • Solar Flare;

Per non rendere troppo pesante la lettura ho suddiviso la trattazione dei suddetti punti, e quindi del presente articolo, in due parti: in questa prima fase valuteremo i primi quattro, nella seconda i quattro rimanenti.

  • Il livello di attività solare in generale:  I due grafici sottostanti sono abbastanza eloquenti; anche senza “scomodare” altri indici, in buon “vecchio” SSN rende perfettamente l’idea del reale livello d’intensità di questo ciclo anche se, ad onor del vero, paragoni con cicli come il 12 o il 14, ad oltre 100 anni di distanza “tecnologica”, secondo me sono limitativi e fuorvianti; il livello generale, dopo una partenza molto “lunga” e iniziale rampa di ascesa, ha segnato il passo, mettendo in evidenza un vistoso calo nella curva del SSN. Ovviamente anche la curva dei valori Smoothed del Solar Flux si adegua a tale comportamento generale denotando una notevole corrispondenza con quella della corrispettiva SSN, come vedremo in seguito.

http://www.solen.info/solar/cyclcomp.html

http://www.solen.info/solar/images/comparison_similar_cycles.png

 

  • Il livello di attività solare nell’emisfero nord:  dopo alcuni mesi di intensa attività a cavallo tra primavera ed autunno del 2011, l’emisfero Nord ha cominciato a dare i primi segni di “affaticamento” tanto che la relativa curva del SSN emisferico, dopo il 41,29 di Settembre 2011, ha iniziato una sensibile parabola discendente; l’inversione magnetica di cui accennavo in precedenza potrebbe (sempre con il condizionale) aver contribuito a tale situazione, Attualmente, dopo i 5 mesi consecutivi nei quali l’emisfero Sud è risultato essere il più attivo, sembra esserci una relativa ripresa dell’attività in questo emisfero; tuttavia è bene precisare che il trend generale, specie dopo gli ultimi 3 mesi è improntato ad un graduale ribasso: è necessario attendere qualche mese ancora per verificare se si tratta di una normale oscillazione e se quindi l’avvenuta inversione farà si che l’attività in questo emisfero vada gradatamente scemando;
  • Il livello di attività solare nell’emisfero sud:  come emerso da quanto sopra detto, dopo una stentatissima fase di avvio, caratterizzata rispetto ai cicli precedenti da un gap notevole sia a livello temporale che di intensità nei confronti dell’altra metà del sole, negli ultimi mesi l’attività in questo emisfero sembrava essere definitivamente “decollata”, se così si può dire dato che il livello generale è sempre rimasto molto basso, e invece si è verificata una situazione praticamente opposta a quella che nel dicembre 2011 portò per la prima volta in questo ciclo l’emisfero Sud “davanti” all’emisfero Nord, relativamente a SN mensile. Il calo di attività è stato abbastanza cospicuo tanto che, a sorpresa, l’SSN relativo a questo emisfero ha mostrato una prima, prematura aggiungo io, inversione di tendenza! Rimane da verificare se si tratta solo di un incidente di percorso o se invece è da considerarsi qualcosa di più… questa tendenza al ribasso dell’attività in questo emisfero, peraltro dopo un travagliatissimo inizio, secondo il modestissimo parere del sottoscritto, è qualcosa da monitorare con molta attenzione in quanto potrebbe significare che le problematiche a livello magnetico che si ipotizzava potessero portare ad una mancata inversione dei poli, non siano state superate del tutto (inversione  del solo emisf.Nord?)
  • Il livello dell’Ap Index:  pur facendo segnare oscillazioni più o meno consistenti, l’Ap  index si mantiene su valori assolutamente paragonabili  a quelli di un minimo pieno; di fatto sembra essere entrato in uno stato di “coma” a partire dalla discesa al minimo nel 2006 e non riuscendo, da quel momento in poi a superare, nella media smoothed, il valore di 10, come risulta dal seguente grafico:

 

Nella seconda parte dell’articolo andremo ad analizzare il comportamento degli altri quattro indicatori di attività solare, cominciando dal Solar Flux.Restate sintonizzati su NIA!

Bruno (Apuano 70)

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Rubrica Sole Dicembre 2012

11 gennaio 2013 23 commenti

Introduzione

Sono passati 4 anni dal minimo del dicembre 2008; anche a detta degli Esperti stiamo attraversando quella fase del ciclo che dovrebbe corrispondere al massimo o quantomeno essere in prossimità di quest’ultimo ma in realtà il livello generale di attività del sole risulta essere, con l’esclusione di alcuni brevi periodi, molto molto basso, decisamente più simile ad una fase di minimo solare, in particolare per quanto riguarda la finestra dell’ultravioletto. Da circa un anno ormai, il Sole mostra un’attività non particolarmente intensa, contrassegnata dalla regolare alternanza di periodi moderatamente attivi e fasi di “stanca” con valori degli indici di riferimento da pieno minimo ed un solo picco di rilievo (ma comunque sempre molto relativo), all’inizio di Luglio, come si nota nel grafico seguente.

Questo, anche grazie al basso livello generale mostrato dal nostro astro anche nelle cosiddette fasi “attive”, ha fatto si che a marzo scorso per la prima volta dal minimo, la progressione del SSN (fonte SIDC) si è interrotta ed invertita, continuando a calare sensibilmente nei mesi seguenti; infatti il SSN ha fatto segnare per Giugno 2012 un valore ulteriormente inferiore rispetto a quello del mese precedente, ovvero 58,9 contro il picco massimo di 66,9 registrato a Febbraio 2012. 58,9 coincide quasi perfettamente con il valore corrispondente ad Agosto 2011. Se questa tendenza non si invertirà nuovamente e nettamente, il massimo relativo raggiunto nel mese di febbraio scorso diverrà un serio candidato al massimo assoluto di questo ciclo. Condizione affinché il massimo dello scorso Febbraio sia effettivamente il massimo assoluto è che l’attività solare non manifesti una ripresa duratura su livelli paragonabili o superiori a quelli dell’autunno 2011, prima che l’inversione magnetica dell’emisfero Sud si compia. Dopo, in base alle nostre conoscenze attuali e con le dovute cautele, il massimo del ciclo potrà considerarsi avvenuto.

E’ una possibilità reale: i quattro mesi caratterizzati da una più intensa attività fino ad ora (Settembre-Dicembre 2011) sono ormai pressoché scomparsi dalla media mobile che determina il SSN (smoothed sunspot number), indicatore principale dello stato del ciclo. Nel momento in cui scriviamo il sole sembra attraversare una nuova fase di “spinta”: è da valutare la reale intensità e durata di quest’ultima in quanto se dovesse trattarsi di un “fuoco di paglia”, in mancanza di nuove e consistenti impennate dell’attività andremmo incontro alla conferma del declino del SSN. La prudenza è sempre e comunque d’obbligo in questi casi, anche perché la nostra stella ha tutte le potenzialità per smentire qualunque previsione: Hathaway, NASA & C. lo sanno forse meglio di chiunque altro…. Ciò indicherebbe l’avvio del declino del ciclo e dunque la conclusione della (o forse meglio di questa) fase di massimo.

Ad onor di cronaca va rimarcato che il conteggio del NIA’s risulta ancora lievemente difforme rispetto a quelli ufficiali del SIDC, in quanto il mese del massimo relativo risulterebbe essere Marzo 2012 anziché Febbraio. Bisogna comunque attendere l’uscita dei dati definitivi del NIA’s relativi agli ultimi cinque mesi, attualmente caratterizzati da valori provvisori, per avere un quadro più preciso e fare quindi paragoni più attendibili.

Comunque anche per il “nostro” conteggio la fase di crescita sembrerebbe essere terminata e la curva della media “smoothed”, con le dovute proporzioni, sembra ricalcare l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Non bisogna però sottovalutare la possibilità (pur sempre più ridotta) che quello di Febbraio 2012 sia solo uno dei (due o più) massimi, più o meno come accadde per alcuni cicli deboli del passato (come il ciclo 12 o il ciclo 14) e che quindi l’attività solare possa in futuro essere caratterizzata da fasi più intense, tali da far risalire il valore del SSN e fasi di relativo riposo, dove il suddetto valore ritornerebbe a scendere verso un nuovo minimo.

Ci ripetiamo ma di certo il ciclo 24 si conferma come “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti, checché ne dicano taluni autorevoli personaggi del mondo scientifico (ad onor del vero, ultimamente sembra che qualcuno di questi cominci a “ritrattare” le proprie dichiarazioni in merito!). Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.

Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.

Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato il mese di Dicembre:

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

In dettaglio, Dicembre ha fatto segnare un andamento del tutto simile a quello degli ultimi due mesi ovvero si sono avute due distinte fasi di bassa attività ad inizio e fine mese mentre la fase centrale è stata caratterizzata da un nuovo e stavolta più che mai relativo, debole picco di attività; ad esempio il solar flux (aggiustato) non è riuscito a superare la soglia dei 120 che, più o meno, risulta essere la media abituale degli ultimi 7/8 mesi. Come accennato anche in precedenti “uscite” della rubrica, sembra essere sempre più evidente che l’attività solare è sempre più contrassegnata da oscillazioni regolari con valore del solar flux compreso tra 90/100 e 140/150: una sorta di “battito” che di fatto rispecchia la realtà di un sole “a due facce”, una più attiva ed una in completo stand-by.

Tale situazione potrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere anche la diretta conseguenza di un sole con uno dei poli magnetici in fase di transizione, mentre l’altro “annaspa” per trovare l’energia necessaria per fare lo stesso…

In virtù di quanto sopra esposto, il valore medio mensile di solar flux (aggiustato) è fortemente calato (si potrebbe tranquillamente dire “crollato”) rispetto al mese scorso e si è posizionato a 104,87, sempre ben lontano dal 142 di luglio e dal 150 di novembre 2011, finora massimo mensile. Tale valore è pressoché identico a quello di Febbraio 2012, ma soprattutto a quello di Agosto 2011. Insomma, ad oggi, il Sole è tornato ai livelli di attività precedenti il massimo dell’autunno 2011. Parallelamente il sunspot number ha registrato una sensibile flessione rispetto ad Novembre, passando da 61,4 a 40,8, valore più basso del 2012 dopo il 33,1 di Febbraio e inferiore anche al 50 dell’Agosto 2011, avvalorando ancora di più l’ipotesi che il ciclo possa davvero essere giunto al suo massimo e che questo deciso calo dei valori significhi, di fatto, l’inizio del declino dello stesso. L’andamento dei prossimi mesi, perlomeno fino a primavera inoltrata è, a nostro modesto avviso, da monitorare con molta attenzione, per verificare se vi sarà o meno una ripresa più decisa dell’attività. In caso contrario e a meno di colpi di scena clamorosi, potremmo sbilanciarci a dire che il massimo solare è, con tutta probabilità, ormai alle nostre spalle.

I valori del NIA’s di agosto (35,3) settembre (34,4), ottobre (30,5), novembre (36,6) e dicembre 2012 (24,7) sono provvisori e in attesa di validazione.

Non è da escludere che comunque possa verificarsi un eventuale nuovo picco di attività, probabilmente relativo al picco dell’emisfero sud che al momento sembra essere ancora “latitante” in questo ciclo 24, picco non improbabile stante la previsione NASA (massimo nella prima metà del 2013) e la relativa precocità del primo massimo (Novembre 2011) rispetto al minimo del 2008 . Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del massimo a primavera e l’iniziale declino delle curve del SSN.

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Solar flux

Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 incontra nella sua progressione.

Dal grafico risulta ancor più evidente negli ultimi mesi la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati di Solar Flux e Sunspot Number, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

L’andamento del solar flux negli ultimi mesi suggerisce che il trend di crescita si stia ormai invertendo e che il declino del ciclo sia ormai iniziato. Lo verificheremo presto.

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: è un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe”, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti. Inoltre, si nota chiaramente la brusca frenata dopo il massimo, per ora relativo, comunque tutt’altro che eccezionale, nonché il tentativo di “ripresa” e lo stallo degli ultimi mesi, con conseguente nuovo aumento della “distanza” con i cicli precedenti.

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 104,87 (contro 118,45 di Novembre) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 92,4, valore più da minimo (ore 22 del 5/12) e 118,5, valore assolutamente non consono ad un sole in fase di massimo, (ore 20 del 15/12). Nell’ultima decade (dal 21 al 30 compresi) la media è stata pari a 107,02 (valori delle ore 20), valore molto vicino alla media mensile ma che probabilmente già risente della “preparazione” dell’astro alla nuova fase di crescita di attività registrata negli ultimi giorni. Si osserva ancora quindi un’estrema variabilità di questo indice, dettata forse dall’avvenuta inversione magnetica dell’emisfero nord e che si manifesta con le oscillazioni regolari, con cadenza di circa 20/25 giorni, di cui abbiamo parlato in precedenza.

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Altri diagrammi

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (grafico in basso).

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (18 dicembre) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +5, ovvero in lenta e progressiva, ma chiara, crescita rispetto alla rilevazione di luglio (mese dell’inversione). Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord è avvenuto. Per l’Emisfero Sud il momento dell’inversione si sta avvicinando: infatti i valori degli ultimi 4/5 mesi hanno fatto segnare una sensibile discesa (da +30 a +13). E’ bene precisare che tali valori sono soggetti, nel breve termine, a variazioni considerevoli, come si può osservare nei grafici proposti di seguito e dai valori “non filtrati” disponibili. Meglio quindi aspettare ancora un poco per avere maggiori e più sicuri elementi a disposizione. In ogni caso, occorreranno ancora diversi mesi prima che l’inversione si verifichi. Storicamente, negli ultimi 30 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata. In ogni caso, la neutralità (media tra i due emisferi) appare vicina, forse ci si arriverà entro un paio di mesi.

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png, andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png, andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind”, sembrerebbero mostrare una nuova stasi, dopo l’attuale ripresa, nelle prossime settimane: si nota un numero di regioni attive nuovamente ridotto, specie nell’Emisfero Sud, come si è già verificato molte volte durante questo ciclo. Ormai siamo all’inizio del 2013, quando secondo le previsioni NASA si raggiungerebbe il massimo del ciclo (a dire il vero ora il massimo è previsto nel corso della primavera). E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio (sempre più ridotto) per ulteriori massimi, prima del fisiologico declino del ciclo.

 

Conclusioni

Questo ciclo è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati. Ovviamente la prudenza ci impone di attendere conferme che necessiteranno, inevitabilmente, di parecchio tempo anche perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il Sole è assolutamente in grado di smentire in un baleno anche la previsione dei più “quotati” esperti di fama mondiale, e anche loro ne sono pienamente consapevoli. Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse, la parvenza di “normalità” dello scorso autunno, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo aveva dato l’illusione che il ciclo 24 potesse essere solo un poco più debole di altri precedenti ma comunque “normale”. Gennaio ed in particolare Febbraio 2012 hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo. Il recente massimo di Luglio 2012, pur inaspettato, ha avuto il carattere di episodio isolato, anche più di quello di Novembre 2011 e dunque non ha modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi interlocutori, senza “acuti”, pur con la novità del netto calo del SSN. Questo mese di Dicembre potrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo!) dare il “colpo di grazia” a questo ciclo: valori degli indici di riferimento nuovamente così bassi possono voler dire che il Sole non riesce a dare di più di quanto non sia riuscito a fare nel corso degli ultimi 4 anni e anche una eventuale (sempre meno probabile) e forte ripresa dell’attività potrebbe non essere sufficiente a far cambiare “piega” alle cose. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi trascorsi possano persino essere quelli assoluti del ciclo. Certo, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel 2013, come indicato nelle previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, tra i due massimi e da luglio in poi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto. Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente sembra essere in corso una fase di  maggiore spinta relativa proprio nell’emisfero Nord che, teoricamente, dovrebbe invece andare verso un fisiologico calo dopo il massimo raggiunto a settembre 2011 (SSN emisferico 41,29) mentre l’emisfero Sud, dopo aver apparentemente iniziato una decisa fase di crescita, al momento risulta essere in completo stand-by. Si tratta quindi di una fase al ribasso, almeno per ora. Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? Un pronostico risulta comunque complicato ma, volendosi sbilanciare un tantino, la sensazione è che difficilmente riusciremo a vedere un Sole più attivo di quanto non lo sia stato nell’autunno scorso. E’ più probabile magari un relativo picco di attività dell’emisfero sud, magari coincidente con la probabile prossima inversione magnetica.

Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud; nonostante l’aumento di attività dell’ultimo periodo, è evidente il tracollo dell’attività dell’emisfero Nord mentre il Sud, che, come detto, negli ultimi mesi ha drasticamente ridotto la sua già scarsa “spinta”  sembra apparentemente entrato in una fase di stallo…..anzi sembra proprio che…

Ma di questo ne parleremo in un altro articolo….

 

 

 

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 

Apuano 70 e FabioDue

Rubrica Sole – Novembre 2012 -

19 dicembre 2012 22 commenti

Introduzione

Siamo ormai alla soglia dei 4 anni dal minimo del dicembre 2008. Da molti mesi, precisamente da aprile, il Sole mostra un’attività non particolarmente intensa, contrassegnata dalla regolare alternanza di periodi moderatamente attivi e fasi di “stanca” con valori degli indici di riferimento da pieno minimo ed un solo picco di rilievo (ma comunque sempre molto relativo), all’inizio di Luglio, come si nota nel grafico seguente.

Da tre mesi, però, il Ciclo 24 sembra davvero essere giunto ad una svolta: per la prima volta dal minimo, la progressione del SSN (fonte SIDC) si è interrotta ed invertita; infatti il SSN ha fatto segnare per Maggio 2012 un valore inferiore rispetto a quello del mese precedente, ovvero 61,7 contro il massimo di 66,9 registrato a Febbraio 2012. Se questa tendenza non si invertirà nuovamente e nettamente, il massimo relativo raggiunto nel mese di febbraio scorso diverrà un serio candidato al massimo assoluto di questo ciclo. Condizione affinché il massimo dello scorso Febbraio sia effettivamente il massimo assoluto è che l’attività solare non manifesti una ripresa su livelli paragonabili o superiori a quelli dell’autunno 2011, prima che l’inversione magnetica dell’emisfero Sud si compia. Dopo, in base alle nostre conoscenze attuali, il massimo del ciclo potrà considerarsi avvenuto.

E’ una possibilità reale: i quattro mesi di più intensa attività fino ad ora (Settembre-Dicembre 2011) stanno scomparendo dalla media mobile che determina il SSN (smoothed sunspot number), indicatore principale dello stato del ciclo. L’attuale andamento solare non lascia presagire nuove imminenti impennate dell’attività e questo comporterebbe la conferma del declino del SSN. La prudenza è sempre e comunque d’obbligo in questi casi, anche perché la nostra stella ha tutte le potenzialità per smentire qualunque previsione: Hathaway, NASA & C. lo sanno forse meglio di chiunque altro…. Ciò indicherebbe l’avvio del declino del ciclo e dunque la conclusione della (o forse meglio di questa) fase di massimo.

Ad onor di cronaca va rimarcato che il conteggio del NIA’s risulta ancora lievemente difforme rispetto a quelli ufficiali del SIDC, in quanto il mese del massimo relativo risulterebbe essere Marzo 2012 anziché Febbraio. Bisogna comunque attendere l’uscita dei dati definitivi del NIA’s relativi agli ultimi quattro mesi, attualmente caratterizzati da valori provvisori, per avere un quadro più preciso e fare quindi paragoni più attendibili.

Comunque anche per il “nostro” conteggio la fase di crescita sembrerebbe essere terminata e la curva della media “smoothed”, con le dovute proporzioni, sembra ricalcare l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Non bisogna però sottovalutare la possibilità che quello di Febbraio 2012 sia solo uno dei (due o più) massimi, più o meno come accadde per alcuni cicli deboli del passato (come il ciclo 12 o il ciclo 14) e che quindi l’attività solare possa in futuro essere caratterizzata da fasi più intense, tali da far risalire il valore del SSN e fasi di relativo riposo, dove il suddetto valore ritornerebbe a scendere verso un nuovo minimo.

Ci ripetiamo ma di certo il ciclo 24 si conferma come “fuori dagli schemi” rispetto a quelli immediatamente precedenti, checché ne dicano taluni autorevoli personaggi del mondo scientifico (ad onor del vero, ultimamente sembra che qualcuno di questi cominci a “ritrattare” le proprie dichiarazioni in merito!). Questo ciclo davvero non vuole farci annoiare, fornendoci sempre nuovi elementi per i quali sorprenderci e sui quali discutere.

Ci preme sottolineare che il “fuori dagli schemi” è sempre e comunque da intendersi in modo relativo, a causa della limitata conoscenza di cui disponiamo circa il comportamento del Sole. Questa dipende anche e soprattutto dal brevissimo intervallo di tempo (50-60 anni), rispetto alla vita del Sole (5 miliardi di anni!), durante il quale la nostra stella è stata oggetto di osservazioni e di studi, da Terra e tramite satelliti, con gli strumenti più sofisticati oggi a disposizione.

Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato il mese di Novembre:

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora non riesce a tenere nemmeno il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

In dettaglio, novembre ha fatto segnare un andamento del tutto simile a quello del mese precedente ovvero si sono avute due distinte fasi “calanti” ad inizio e fine mese mentre la fase centrale è stata caratterizzata da un nuovo, relativo, debole picco di attività. Come accennato anche in precedenti “uscite” della rubrica, sembra essere sempre più evidente che l’attività solare è sempre più contrassegnata da oscillazioni regolari con valore del solar flux compreso tra 90/100 e 140/150: una sorta di “battito” che di fatto rispecchia la realtà di un sole “a due facce”, una più attiva ed una in completo stand-by.

Tale situazione potrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere anche la diretta conseguenza di un Sole con uno dei poli magnetici in fase di transizione, mentre l’altro “annaspa” per trovare l’energia necessaria per fare lo stesso.

Il valore medio mensile di solar flux (aggiustato), in relazione a questa “stasi dinamica” che registriamo ormai da circa 7/8 mesi, è leggermente calato rispetto al mese scorso e si è posizionato a 118,45, sempre ben lontano dal 142 di luglio e dal 150 di novembre 2011, finora massimo mensile. Il sunspot number ha registrato invece una ripresa rispetto ad Ottobre, passando da 53,3 a 61,4, pressoché identico al 61,5 di Settembre. L’andamento dei prossimi mesi, perlomeno fino a primavera inoltrata è, a nostro modesto avviso, da monitorare con molta attenzione, per verificare se vi sarà o meno una ripresa più decisa dell’attività. In caso contrario e a meno di colpi di scena clamorosi, potremmo sbilanciarci a dire che il massimo solare è, con tutta probabilità, ormai alle nostre spalle.

I valori del NIA’s di agosto (35,3) settembre (34,4), ottobre (30,5)  e novembre 2012 (36,6) sono provvisori e in attesa di validazione.

Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del massimo a primavera e l’iniziale declino delle curve del SSN.

aaaaa

Solar flux

Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 incontra nella sua progressione.

Dal grafico risulta ancor più evidente negli ultimi mesi la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati di Solar Flux e Sunspot Number, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: è un ciclo “pigro”, con le “marce lunghe”, è l’unico degli ultimi 6 cicli (dal ciclo 19, cioè da quando si misura il solar flux) che non sia ancora riuscito a raggiungere la soglia (di picco) di 200, ampiamente superata da tutti quelli precedenti. Inoltre, si nota chiaramente la brusca frenata dopo il massimo, per ora relativo, comunque tutt’altro che eccezionale, nonché il tentativo di “ripresa” e lo stallo degli ultimi mesi.

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 118,45 (contro 122,22 di Ottobre) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 91,1, valore più da minimo (ore 22 del 3/11) e 144,5 (ore 22 del 13/11). Nell’ultima decade (dal 21 al 30 compresi) la media è stata pari a 117,97 (valori delle ore 20), pressochè sovrapponibile alla media mensile. Si osserva quindi un’estrema variabilità di questo indice, dettata forse dall’avvenuta inversione magnetica dell’emisfero nord e che si manifesta con le oscillazioni regolari, con cadenza di circa 20/25 giorni, di cui abbiamo parlato in premessa.

aaaaa

Altri diagrammi

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24 è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (ultimo grafico in basso).

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari (o, per meglio dire, il tentativo di inversione), l’ultimo dato disponibile (18 novembre) su http://wso.stanford.edu/Polar.html#latest evidenzia un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a +3, ovvero in lenta e progressiva crescita rispetto alla rilevazione di luglio (mese dell’inversione). Dunque il cambio di polarità dell’emisfero Nord è avvenuto. Per l’Emisfero Sud il momento dell’inversione si sta avvicinando: infatti i valori degli ultimi 4 mesi hanno fatto segnare una sensibile discesa (da +30 a +16). E’ bene precisare che tali valori sono soggetti, nel breve termine, a variazioni considerevoli, come si può osservare nei grafici proposti di seguito. Meglio quindi aspettare ancora un poco per avere maggiori e più sicuri elementi a disposizione. In ogni caso, occorreranno ancora diversi mesi prima che l’inversione si verifichi. Storicamente, negli ultimi 30 anni, le inversioni sono avvenute a distanza di pochi mesi o al massimo di poco più di un anno. Ma, come testimoniato al link precedente, in nessun caso un emisfero si era trovato così distante dall’inversione e in progressione antitetica, mentre l’altro l’aveva appena effettuata, tant’è che la media dei due emisferi, pur in progressiva diminuzione, rimane tuttora abbastanza distante dalla neutralità.

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png, andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png, andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind”, segnalano una probabile prosecuzione del modesto livello di attività solare nelle prossime settimane: si nota una certa scarsità di regioni attive nella metà sinistra dell’immagine, specie nell’Emisfero Nord, anche se nell’ultimo, periodo è stato proprio quest’ultimo l’emisfero più attivo. Risulta sempre valida quindi la regola che occorre attendere ancora qualche mese per poter avere un quadro complessivo della situazione solare. Perlomeno occorre attendere l’inizio del 2013, quando secondo le previsioni NASA si raggiungerebbe il massimo del ciclo. E’ soprattutto essenziale comprendere se e quando vi sarà spazio per ulteriori massimi, prima del fisiologico declino del ciclo. L’estrema debolezza e variabilità di questo ciclo non lasciano ancora spazio ad interpretazioni univoche.

aaaaa

Conclusioni

Questo ciclo è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati. Ovviamente la prudenza ci impone di attendere conferme che necessiteranno, inevitabilmente, di parecchio tempo anche perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il sole è assolutamente in grado di smentire in un baleno anche la previsione dei più “quotati” esperti di fama mondiale, e anche loro ne sono pienamente consapevoli. Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse, la parvenza di “normalità” dello scorso autunno, quando la progressione era parsa netta e, per la prima volta dal minimo, continua per qualche mese consecutivo aveva dato l’illusione che il ciclo 24 potesse essere solo un poco più debole di altri precedenti ma comunque “normale”. Gennaio ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo difficilmente pronosticabile che ha di fatto minato l’ipotesi di un proseguimento “normale”, anche se contraddistinto da un debolezza di fondo. Il recente massimo di Luglio, pur inaspettato, ha avuto il carattere di episodio isolato, come quello di novembre 2011 e dunque non ha modificato il quadro complessivo. Da Agosto a Novembre abbiamo assistito a mesi interlocutori, senza “acuti”, pur con la novità del netto calo del SSN. Ciò avvalora ancor di più la possibilità che i due massimi trascorsi possano persino essere quelli assoluti del ciclo. Certo, non si può escludere ve ne sia qualche altro nei prossimi mesi o nel 2013, come indicato nelle previsioni NASA. La modesta attività degli ultimi mesi, tra i due massimi e da luglio in poi, è ben poca cosa se confrontata con quanto accadeva al Sole negli approcci al massimo dei passati cicli e non è in grado di sovvertire quanto sopra scritto. Solo in caso di una forte ripresa nei prossimi mesi si potrebbe riaprire il discorso circa la natura del ciclo 24. Attualmente sembra essere in corso una fase di  riequilibrio tra i due emisferi solari, dopo qualche mese di “spinta” più decisa da parte dell’emisfero Sud. Si tratta però di un riequilibrio al ribasso, almeno per ora. Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? Un pronostico risulta comunque complicato ma, volendosi sbilanciare un tantino, la sensazione è che difficilmente riusciremo a vedere un Sole più attivo di quanto non lo sia stato nell’autunno scorso. E’ più probabile magari un relativo picco di attività dell’emisfero sud, magari coincidente con la probabile prossima inversione magnetica.

Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud; è evidente il tracollo dell’attività dell’emisfero Nord mentre il Sud, che negli ultimi mesi ha drasticamente ridotto la sua già scarsa “spinta”, sembra apparentemente entrato in una fase di stallo.

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 

Apuano 70 e FabioDue

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