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Archivio per la categoria ‘Terremoti e Vulcani’

Presenterò un lavoro scientifico all’assemblea generale EGU2013 di Vienna

3 aprile 2013 21 commenti

Una veloce presentazione della importante manifestazione, nella quale verrà presentato il mio documento : http://www.egu2013.eu/

L’Assemblea Generale EGU 2013 riunirà i geologi provenienti da tutto il mondo, in una riunione che copre tutte le discipline della Terra planetarie e scienze dello spazio. Soprattutto per i giovani scienziati, l’obiettivo di EGU è quello di fornire un forum dove possono presentare i loro lavori e discutere le loro idee con gli esperti, in tutti i campi delle geoscienze.

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 Link che riporta la mia carta : http://meetingorganizer.copernicus.org/EGU2013/EGU2013-1405.pdf

Informazioni sulla specifica sessione, nella quale verrà presentato il mio poster, sono reperibili al seguente link : http://meetingorganizer.copernicus.org/EGU2013/session/12570

Titolo : - SM3.2-  Terremoto precursori, bio-anomalie prima di terremoti e previsione

La previsioni affidabili,  nel breve termine, dei terremoti, con un preavviso di alcune ore o giorni, non sono attualmente possibile per motivi tecnici. Negli ultimi anni, grandi sforzi sono stati fatti per studiare e comprendere i segnali precursori del terremoto e stabilire una solida scienza sulla previsione dei terremoti, su solide basi scientifiche. Inoltre, il comportamento animale insolito, e altre anomalie biologiche, come i fenomeni precursori prima dei terremoti, sono stati precedentemente riportati ma ancora creano problemi di monitoraggio e affidabilità. Di recente, gli innovativi progressi della fisica dello stato solido, in combinazione con altri approcci, come la tecnologia satellitare e i metodi radio, anomalie elettromagnetiche, oltre ad alcune osservazioni fortuite di cambiamenti biologici pre-sismici, hanno consentito una maggiore comprensione di come alcuni di questi dinamiche fisiche e bio-anomalie possono avvenire. La sessione comprende, l’interazione e il meccanismo di feedback tra l’ambiente abiotico e biotico che precede i terremoti potenzialmente distruttivi, al fine di migliorare lo stato dei precursori dei terremoti e delle ricerche di biologia e di incoraggiare i metodi di previsione alternativi.

 

E’ arrivato il momento, adesso posso confermarvi ufficialmente la mia partecipazione attiva all’assemblea generale mondiale delle geoscienze. Assemblea, che si terrà a Vienna dal 7 al 12 Aprile 2013. Tutto nasce, pochi mesi fa, quando il dott. valentino Straser, mi trasmetteva informativa sulla manifestazione e possibilità di poter presentare uno lavoro a detta manifestazione. Uno specifico documento scientifico,  sui precursori sismici, che la mia persona, avrebbe avuto la possibilità di realizzare e successivamente presentare all’assemblea.

Non mi nascondo, in un primo momento, preso dalla paura e da varie complicanze, mi sono sentito in un certo senso, spiazzato dalla richiesta di valentino. Il lavoro doveva essere presentato ad una commissione esaminatrice, per essere valutato. Tante incertezze ed interrogativi : “ Come potrà mai essere accettato un mio documento ?…Non ho nessuna laurea, ho un modesto diploma da perito elettronico e poi con l’inglese non sono certo una grande cima….mille interrogativi e altro…che credo tutti voi comprenderete.

Ed inoltre, non sono mai stato tanto dell’idea o visione personale di pubblicare un documento scientifico. Conoscete il mio lavoro e il mio modus operandi qui su NIA. In questi anni di ricerche, ho scoperto, un grande e vasto substrato scientifico, poco conosciuto al popolo delle rete, per non parlare del semplice cittadino che segue Tv o giornali, che collega le  dinamiche geologiche a quelle mareali elettromagnetiche e/o gravitazionali astronomiche. I riferimenti scientifici sono incredibilmente numerosi, multidisciplinari e chiaramente evidenziano detto collegamento anche statisticiamente.

Perché allora lottare contro i mulini a vento ? Perché pubblicare o rendere visibile alla comunità scientifica il mio contributo ? Bhee, la risposta è triplice. Direi un mix di orgoglio ( che non guasta mai…in queste situazioni ), passione e credere in un qualcosa che la mia persona o personalità di spicco come il Dott. Sergei Pulinets ritengono possibile.

Il Dott. Sergei Pulinets alla manifestazione EGU 2011

 

Questa recente intervista rilasciata dal professore, si collega perfettamente al tema trattato nella mia carta :

http://www.larouchepub.com/other/interviews/2011/3816multiparam_quake_forecast.html

“ La correlazione tra attività solare e geomagnetica con le attività sismiche è un compito molto difficile. Perché statisticamente, alcune persone mostrano l’esistenza di correlazione, mentre altre dimostrano che non vi è una correlazione. Uno studio molto attento di questo deve essere effettuato. Ma posso confermare, che molto spesso accade, che una tempesta geomagnetica è molto vicina ad un terremoto, ma non possiamo affermare che la tempesta geomagnetica si verifica in contemporanea al terremoto. A volte le tempeste geomagnetiche si verificano uno, due giorni prima del terremoto.

…..

……

Allora, quello che vorrei sottolineare di più: è che il nostro approccio è un’analisi di multi-parametri. Possiamo dire che è molto difficile, quasi impossibile, fare qualche tipo di previsione utilizzando un solo parametro, ad esempio: termico, ionosferico, di propagazione VLF e cosi via. Quello di cui abbiamo bisogno è una “sinergia” dei processi. Ecco, noi osserviamo che tutti questi collegati si mostrano nella stessa area, nello stesso intervallo di tempo. Noi studiamo lo sviluppo dei processi, a partire dalla superficie del terreno, come la temperatura della superficie, la temperature dell’aria nella parte superiore dell’atmosfera, la ionosfera, e osserviamo le dinamiche e tutto il complesso di effetti. A questo punto, ci possiamo sbilanciare, affermando, che questo è un multi processo parametrico di analisi dei precursori del terremoto.

Questo è il nostro approccio ! “

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Tornando alla mia storia …. passano pochi giorni, dalla comunicazione ricevuta da valentino e la mia decisione arriva : “ Perché non provarci ! “

Realizzo il riassunto, una ricerca sulle influenze solari sulla geologia terrestre, registrate in questi tre anni e deposito il documento sul portale, per essere valutato. Adesso non ricordo bene, se ci trovavamo a fine febbraio o inizio marzo, fatto sta …. che trascorrono alcune settimane e ricevo comunicazione, che il mio lavoro è stato accettato !

I personaggi con i quali avrò la possibilità di interagire, sono di notevole fama internazionale, nel campo dei precursori sismici, come il sopra citato professore Sergei Pulinets, direttore del centro di mosca per il monitoraggio ionosferico Fyodorov istituto di geofisica applicata, il Dr. Dimitar Ouzounov o il Dott.Friedemann Freund.

http://www.seti.org/sites/default/files/Freund_Friedemann_CV2011.pdf

 

Prima di arrivare alle conclusioni e salutarvi, volevo riportare un grosso ringraziamento a tutte quelle persone con le quali ho avuto il modo di interagire e acquisire informazioni scientifiche in questi anni, in primis il Dott. valentino straser, l’osservatorio bendandiano, l’amministrazione di Nia, per lo spazio concessomi e un grazie a Nicola Scafetta e a Roger Tattersall del blog Tallbloke’s Talkshop. Persone scientificamente preparate, aperte e cordiali, dalle quali ho appreso conoscenze e relazioni interne al nostro sistema solare, che nemmeno immaginavo, fino a pochi anni . E naturalmente, un grazie di cuore, a tutti voi, per la pazienza che mi avete dimostrato in questi anni.

C’è proprio da dire che è stato un vero e proprio bombardamento di post, messaggi e articoli in detto campo.

:smile:

Un ringraziamento particolare, lo voglio rivolgere anche a questo minimo solare che, giorno dopo giorno, ci sta togliendo letteralmente molti scheletri dagli armadi, chiarendoci molti dei collegamenti elettromagnetici e gravitazionali, che uniscono non solo la geologia, ma anche il clima, alle citate dinamiche di natura astronomica.

Naturalmente, in un successivo articolo, non mancherò di riportarvi, i grafici, l’analisi e le conclusioni della mia ricerca e se sarà possibile, cercherò di recuperare un po’ di materiale audio e video e di realizzare, rientrato in Italia, un articolo per la nostra piattaforma.

Di sicuro ad oggi c’è…che questo prossimo incontro, sarà sicuramente, una grande esperienza per la mia persona.

Esperienza che marchierà per sempre la mia vità

 

Michele

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Avevo scritto il 9 Gennaio 2013….analisi terremoto M8.0 Santa Cruz Islands

6 febbraio 2013 12 commenti

Partiamo da questo scambio di battute fra la mia persona e il professore Nicola Scafetta.

Michele domanda a Nicola Scafetta il 21 maggio 2012 :

http://daltonsminima.altervista.org/?p=20917&cpage=1#comment-97621

Bendandi si esprime numeroso volte con la frase : “Crisi cosmiche”.
Come ad intendere se in alcuni istanti questa stupenda giostra si inceppi ! Giustamente parli di oscillazioni.

Condivido. Ma credi che esistano degli “attimi” o “istanti” estremamente piccoli, visti su tempi astronomici nella quale si verificano dei fenomeni scientifici non conosciuti ?

Ti scrivo in questi termini perchè in questi anni di ricerche, studiando le correlazioni geologico-astronomiche mi sono accorto che quando nel sistema solare si formano delle vere e proprie linee planetarie, sembra che la fisica newtoniana sia in difficoltà, vedi l’evento di Tunguska oppure l’evento Carrington oppure i due più significativi eventi geofisici del secolo. l terremoto di Magnitudo 9.5 del 22 Maggio 1960 ; Magnitudo 9.2 del 27 Marzo 1964

http://daltonsminima.altervista.org/?p=17884
http://tallbloke.wordpress.com/2011/12/02/michele-casati-volcanicity-earthquake-geomagnetism-and-the-heliosphere/

Che si inneschino dei processi che riguardano la fisica dei plasmi ?

In conclusione,
grazie Nicola per quello che stai facendo.

michele

Nicola Scafetta risponde il 21 maggio 2012 :

http://daltonsminima.altervista.org/?p=20917&cpage=1#comment-97631

Michele, grazie tante per l’interesse.

Riguardo la tua domanda, il lavoro non la discute esplicitamente. Tuttavia provaa guardare figura 4 e figura 12. Noti che a scale brevi ci sono numerosi forti picchi. Quei picchi sono dovuti alle spring tides tra i pianeti terrestri tra di loro e tra essi e i pianeti gassosi. Quindi avvengono agli allineamenti. Forse quei picchi posso essere utili per capire le scale temporali piccole e avvenimenti atipici. Ma una discussione dettagliata apetta un altro lavoro.

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Magnitude 8.0 – SANTA CRUZ ISLANDS

2013 February 06 01:12:27 UTC

Depth 28.7 Km.

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/Quakes/usc000f1s0.php

Tutto parte dalla mia consueta rubrica trimestrale di indicazione periodi a rischio grandi eventi geologici in termini di energia rilasciata.

Punto 1 – L’articolo-

http://daltonsminima.altervista.org/?p=24124

Punto 2 – Il crollo del vento solare e l’allineamento planetario -

Quale situazione migliore per innescare un forte sisma. Assenza di disturbi geomagnetici (fasi scaldanti) e contemporaneo allineamento Terra-Marte-Nettuno ( vedi immagine sotto) con ingresso nel perigeo lunare (7 Febbraio).

 

Cambiamo punto di vita (lato marte, vedi immagine sotto)

Osservate come il luogo dell’evento sismico si trovi su una linea immaginari che collega la Terra (Santa cruz), probabilmente anche mercurio (da verificare con Solex in coordinate geocentriche) Marte, e Nettuno (non presente nell’immagine)

 

- Post in continuo aggiornamento -

Michele

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Brekingnews: Eruzione del vulcano Paluweh in Indonesia

3 febbraio 2013 13 commenti

La forte ripresa dell’attività geologia su scala planetaria sembra che si stia ripercuotendo anche a livello vulcanico. Le notizie al momento sono poche e frammentarie. L’informazione parte dal blog di John Seach.

http://www.volcanolive.com/news.html

Un aumento di terremoti vulcanici sono stati registrati sul vulcano nel gennaio 2012. Lo stato di allerta è stato portato al livello 2 (su un massimo di 4). Lo stato di allerta del vulcano Paluweh è stata sollevata al livello 2 per la seconda volta nel 2012, l’8 ottobre. Una cupola di lava hanno cominciato a crescere nel cratere a novembre 2012, accompagnata da emissioni di cenere.

Informazioni sul vulcano = http://www.volcano.si.edu/world/volcano.cfm?vnum=0604-15=

 

(Rokatenda) Paluweh Island, Indonesia 8.326 S, 121.711 E summit elevation 875 m stratovolcano

Un’eruzione di alto livello si è verificato a Palwueh vulcano, Indonesia, il 3 febbraio 2013. Emissioni di cenere sono stati segnalati ad un’altitudine di 45000ft  = 13716m, e si estende 175 miglia nautiche a sud. Le immagini satellitari hanno mostrato un hotspot sul vulcano il 28 e il 31 gennaio 2013.

L’alto livello di eruzione sembra testimoniato anche da l’avviso emesso dal Volcanic Ash Advisory, che evidenzia l’emissioni vulcaniche dirette in Australia.

L’attuale colonna di So2 ripresa : http://satepsanone.nesdis.noaa.gov/pub/OMI/OMISO2/images/OMI_ME_SO2_DDC2.GIF

Michele

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Che cosa vuole dire questa lettera ?

1 febbraio 2013 21 commenti

Il responsabile della protezione civile “Franco Gabrielli”, ricevuto questa relazione dall’INGV, ha trasmesso successivamente questa comunicazione al capo protezione civile della Toscana :

Facendo seguito alle precedenti comunicazioni inerenti l’oggetto si trasmette l’aggiornamento della sequenza delle ore 6:45 UTC di oggi.

In merito, si rileva quanto riportato nell’allegato comunicato, ove si afferma che se resta confermata l’ipotesi che la sequenza sia generata da una struttura orientata NE-SW – dunque trasversale alla catena- nelle prosime ore potrebbe avvenire altre scosse a SW della scossa principale, in prossimità dell’abitato di Castelnuovo in Garfagnana e dell’epicentro del terremoto del 23 gennaio 1988 (M4.2)

 

Michele

Fonte : http://www.facebook.com/groups/emergenza.sismica.italia/

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Alcune conferme alle previsioni dei terremoti di Raffaele Bendandi

26 gennaio 2013 6 commenti

Questo lavoro, uscito nell’ultima Issue di Dicembre 2012 del gruppo NCGT , è stato redatto nel 2011 da Cristiano Fidani. Contatto per mail Cristiano, mi ha gentilmente segnalato una copia in Italiano.

Cristiano Fidani
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Perugia

Lo studio di Raffaele Bendandi sui terremoti si basò sulla ricerca dei documenti degli scienziati suoi contemporanei e di ciò che era stato pubblicato nei secoli precedenti. La conferma di questa attività può essere constatata dai testi presenti nella biblioteca della sua casa-osservatorio di Faenza, in via Manara n.17, e nella padronanza divulgativa manifestata dallo scienziato con le numerosissime pubblicazioni che fece su tutti i maggiori quotidiani italiani del secolo scorso. Tuttavia, l’interesse di cimentarsi da autodidatta nelle avventure della scienza nacque con l’astronomia, dove si distinse nei primi anni di studio (1). Sarà l’astronomia a suggerirgli un approccio originale allo studio dei terremoti e, d’altra parte, dall’astronomia avrà le maggiori conferme ai suoi studi pionieristici. Soprattutto, sarà proprio l’astronomia a fargli intravedere un barlume di speranza nella possibilità di evitare le conseguenze di catastrofi immani come quella del terremoto di Reggio e Messina del 1908, dando inizio alle sue ricerche.
A più di vent’anni dal loro inizio, tali ricerche ebbero dei frutti probabilmente inattesi. Dall’interpretazione dell’evoluzione del Sole scaturì l’ipotesi sulla genesi del ciclo undecennale solare, mentre dall’enigma delle stelle variabili nacque l’ipotesi sul legame della loro variabilità con il loro sistema planetario. In questi due campi dell’astronomia Raffaele Bendandi scrisse due libri: il primo intitolato Un Principio Fondamentale dell’Universo: Genesi del Ciclo Undecennale solare, pubblicato nel 1931 (2); il secondo intitolato Un Principio Fondamentale dell’Universo: le Stelle Variabili, scritto immediatamente a ridosso del primo ma solo recentemente pubblicato (3). Il principio che ricorse in queste due pubblicazioni fu lo stesso che portò alla previsione dei terremoti, ma Bendandi non ne rivelò mai la connessione con i terremoti perché sosteneva di non aver ancora risolto il problema del luogo che, a suo parere, sarebbe stato risolto dagli scienziati accademici pregiudicando la paternità della scoperta (4).
Il principio fondamentale consiste nel legame fra la perturbazione, sia essa un terremoto oppure un’eruzione solare, del corpo celeste e lo squilibrio gravitazionale generato dal fenomeno della marea prodotta dagli altri corpi celesti più grandi e vicini a quello considerato. I maggiori risultati ottenuti a partire da questo principio sono tre: la previsione dei terremoti, l’interpretazione del ciclo undecennale solare e della variazione luminosa delle altre stelle. Tali risultati rappresentano anche un modo unitario di vedere tre fenomeni apparentemente distinti, come la manifestazione di un’unica legge su corpi differenti (stelle e pianeti). Gli studi di Bendandi hanno ottenuto delle conferme dalla scienza moderna e la verifica delle sue previsioni costituisce una di queste.

Le prime previsioni dei terremoti e le loro conferme nei cataloghi storici

Sebbene lo studioso abbia ricordato più volte di aver appuntato nel proprio taccuino nel novembre 1914 una forte scossa per il 13 gennaio 1915 (5), e negli anni successivi ricordi di aver effettuato delle prove analoghe che lo aiutarono a perfezionare il suo metodo (6), la prima previsione ufficiale di Bendandi fu quella rilasciata con un atto notarile il 20 dicembre del 1923 (7):

« Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e volontà della Nazione Re d’Italia. « L’anno millenovecentoventitrè, questo giorno di giovedì Venti Dicembre in Faenza nel mio studio Notarile posto in Corso Garibaldi, n.o 8. Avanti a me dott. Domenico Savini, Regio Notaio residente in Faenza, inscritto al Collegio notarile di Ravenna e alla presenza dei signori Olimpia Careli impiegata e Querzola Edoardo fu Angelo impiegato; ambedue nati e domiciliati a Faenza, assunti come testimoni, noti ed idonei ai sensi di legge, si è personalmente costituito il signor: « Raffaele Bendandi di Angelo, intagliatore in legno, nato e domiciliato a Faenza maggiorenne, di suo pieno diritto, a me notaio cognito, il le mi ha pregato di ricevere nei miei atti la seguente dichiarazione: « Le manifestazioni telluriche in vista da oggi al 10 Gennaio 1924 sono due: « La prima il 21 dicembre, cioè domani stesso di origine americana (centro America). « La seconda invece più importante come intensità, il 2 Gennaio con probabile epicentro nella Penisola Balcanica, o tutt’al più nell’Egeo. « Fatto il presente atto come Brevetto da consegnarsi alla parte, scritto da persona di mia fiducia sotto mia cura e dettatura, viene firmato qui in fine dal sig. Bendandi, dai testimoni e da me Notaio, previa lettura da me data dell’Atto stesso al costituito Signore, il quale ha dichiarato essere il tutto pienamente conforme alla sua volontà. Consta il presente di un foglio di carta legale di cui furono occupate due pagine per intero e linee due della terza.

«F.ti: Raffaele Bendandi; Olimpia Caroli, teste; Edoardo Querzola,
teste; Dott. Domenico
Savini, Notaro in Faenza;
« Registrato a Faenza il 20 Dicembre 1923 Vol. 84 , n.o 485, reg mod 1.
Esatte lire sette e dieci centesimi. Il ricevitore: Suglia.»

Figura 1. Uno dei titoli apparsi nei quotidiani del gennaio 1924

Figura 1. Uno dei titoli apparsi nei quotidiani del gennaio 1924

Le conferme a queste previsioni furono riportate dai quotidiani italiani nei primi giorni del gennaio 1924, vedi Figura 1, secondo queste notizie un terremoto colpì la regione della Sonora il 21 dicembre 1923 e un terremoto colpì la costa marchigiana presso Senigallia il 2 gennaio 1924 (5). Attualmente, la verifica delle previsioni dei terremoti di quel periodo risulta molto difficoltosa a causa della mancanza di strumenti che agli inizi del secolo scorso erano concentrati in pochi paesi. In questo caso la prima scossa non sembra essere stata registrata dagli strumenti della rete messicana e le prime notizie di un terremoto in America Centrale arrivarono da Douglas nello stato di Arizona. La seconda, invece, accadde in Italia dove la realizzazione degli apparecchi per la registrazione delle onde sismiche aveva una lunga tradizione. Anche Bendandi aveva costruito un sismografo nella sua casa osservatorio, proprio per verificare le sue previsioni, e che gli permise di entrare a far parte della società sismologica italiana nel 1920.

Esistono studi scientifici moderni e cataloghi che hanno citato i due eventi importanti verificatisi nel periodo considerato. Il primo terremoto a cui si può far riferimento è quello di Granados – Huàsabas avvenuto nel nord-est della Sonora il 18 dicembre 1923 alle 5 del mattino, vedi Figura 2, con un’intensità che è stata valutata in M=5.7, seguito da un altro evento di magnitudo minore il 19 dicembre 1923 alle 6 del mattino (8). Gli abitanti della vicina Arizona percepirono un tremore alle 21 del 19 dicembre 1923 attribuendo a quel momento l’ora della scossa in Messico (8), cioè il 20 dicembre per l’Europa. Tuttavia la notizia fu trasmessa a Parigi solo il 21 dicembre 1923 e dai quotidiani fu accettata quella data per il terremoto. L’evento si verificò con qualche giorno in anticipo rispetto alla data prevista, ma Bendandi non poteva sapere perché le notizie di questi eventi vennero trasmesse solo il 21 dicembre (7).

Figura 2. 'attività sismica della regione messicana dopo il fortissimo terremoto del 1887, l'evento del 1923 avvenne nei pressi di Granados.

Figura 2. 'attività sismica della regione messicana dopo il fortissimo terremoto del 1887, l'evento del 1923 avvenne nei pressi di Granados.

Il secondo terremoto che confermò la previsione fu quello che colpì Senigallia alle 8:55 del 2 gennaio 1924, con un’intensità che è stata valutata in M=5.6 (9). Questo evento si verificò il giorno prestabilito da Bendandi ma con un epicentro differente da quello indicato, sebbene con un errore di poche centinaia di chilometri. In seguito, Bendandi stesso sottolineò che le sue previsioni non avevano ancora ben risolto il problema della località degli eventi (4,5). Occorre osservare inoltre che questo terremoto non risultò di maggiore intensità del precedente.
Notevole, tuttavia, è la coincidenza di questi due eventi sismici, che furono i più importanti relativamente ai periodi indicati, con le previsioni dei luoghi e delle date forniti da Bendandi. Per averne un’idea basta ricordare che nella regione della Penisola Balcanica e in tutta Europa non si ebbero eventi della stessa intensità nelle settimane prima o dopo il 2 gennaio 1924 (10). I due eventi più vicini temporalmente a quello del 2 gennaio che accaddero nella Penisola Balcanica furono quello di Chalkidiki in Grecia, avvenuto alle 20:57 del 5 dicembre 1923, M=6.4 (10), e quello di Sibenik in Croazia, avvenuto alle 8:39 del 29 gennaio 1924, M=5.3 (10,11). Nella stessa regione messicana non si registrarono forti scosse per diversi anni precedenti e successivi il 1923 (8). Non lontano, dalla Colombia, si ebbero notizie oggi confermate di due importanti scosse, la prima avvenuta il 14 dicembre 1923 alle 10:31, M=7 (12), di cui parlarono i vari quotidiani del mondo per le sue tragiche conseguenze, e la seconda avvenuta il 22 dicembre 1923 alle 9:55, M=5.5, sempre nella stessa regione colombiana (12).

Le ultime previsioni e le loro conferme

Se le prime previsioni furono divulgate ripetutamente dai diversi quotidiani italiani e sono oggi facilmente reperibili, così non fu per le altre previsioni pubblicate in singoli quotidiani e comunicati stampa in più di un cinquantennio. La raccolta di queste previsioni è stata ultimata nel dicembre 2008 (13) con la stesura di un catalogo. Il catalogo delle previsioni di Bendandi copre un intervallo di tempo che va dal mese di ottobre del 1914 al mese di agosto del 1977, esso comprende in tutto 143 eventi nella regione mediterranea e 167 nel resto del mondo. Gli eventi sismici indicati non si distribuirono uniformemente nell’arco dei 63 anni. Fra il 1924 e il 1927 le previsioni furono più dense con cadenze mensili, quindicinali e anche settimanali. Le previsioni diminuirono sul finire dell’anno 1927 e scomparvero nei primi mesi del 1928, quando il regime vietò a Bendanti di fare ulteriori previsioni “per non far fuggire i turisti dall’Italia”; e per evitare il suo esilio (14). Qualche rara previsione risale agli anni 1939/40. Dall’inizio del 1950 fino al 1964 Bendandi riprese un’attività sistematica di previsione. Alcune previsioni vennero pubblicate ancora negli anni dal 1971 al 1977. Una verifica di tutte le previsioni di Bendandi richiederà qualche anno di studio approfondito attraverso tutti i cataloghi sismici storici del mondo.
Si è scelto per questo motivo di riportare anche un altro insieme di previsioni significative, cioè le previsioni relative agli eventi più prossimi ai giorni nostri che il sismologo faentino rilasciò ai mezzi di comunicazione nel 1977. Queste previsioni non furono molto precise sulle date, esse vennero divulgate il 9 e il 12 marzo 1977 (15). Il 9 marzo annunciarono (15):

per ora nessuna nuova scossa rovinosa in Romania; scosse di una certa intensità nei prossimi mesi nella regione Balcanica, in particolare ne risentiranno i centri submarini dell’Egeo e dello Jonio; ripercussioni a Smirne e sulle coste dell’Asia minore; i focolai di Ocrida e le isole di Cefalonia risentiranno notevoli contraccolpi; in Romania non prima del prossimo autunno con contraccolpi a Gallipoli, nel mar di Marmara e sulle coste della Turchia;

e il 12 marzo (16):

nessun fenomeno grave per la regione Romena, scosse abbastanza sensibili per le isole Filippine, fremiti endogeni nello Jonio tra le isole di Zante e Cefalonia, sul finire del mese di agosto nella penisola Balcanica.

Queste sono le previsione dei terremoti più recenti ritrovate fra i documenti visionati nella sua casa osservatorio di via Manara n. 17 a Faenza e nelle biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Il 4 marzo 1977 c’era stato il devastante terremoto di Varacea, M=7.2 Figura 3, e il 3 marzo Bendandi aveva annunciato l’inizio di una “crisi cosmica”, di cui i forti terremoti sono un aspetto. Con più di mille vittime nella sola capitale Bucarest il terremoto di Varacea fu uno dei più tragici della storia della Romania, ma un Istituto Geologico Americano aveva dato notizia di un altro possibile forte terremoto che si sarebbe dovuto verificare in Romania (17). D’altra parte, anche l’Italia l’anno precedente era stata colpita dal forte terremoto del Friuli, che aveva avuto una seconda forte scossa dopo alcuni mesi dalla prima. Probabilmente per questi motivi Bendandi fu spinto ad effettuare una previsione, specificando che nessun fenomeno importante avrebbe colpito la regione Romena fino all’autunno. Se andiamo a consultare il Catalogo dell’Europa Centrale e Sud Orientale (18), possiamo verificare che effettivamente il successivo evento sismico importante, M=5.1, colpì la stessa regione il primo gennaio del 1978, mentre un evento sismico di forte intensità si verificò solo il 30 agosto 1986, M=7.1.

Figura 3. La notevole profondità del terremoto di Varacea fece sentire gli effetti dell'evento in mezza Europa.

Figura 3. La notevole profondità del terremoto di Varacea fece sentire gli effetti dell'evento in mezza Europa.

Le Filippine furono colpite da un terremoto molto forte il 18 marzo 1977, M=7, come ricordato da numerosi quotidiani dell’epoca, e da uno ancora molto forte il 21 luglio dello stesso anno, M=6.9 (http://earthquake.usgs.gov/regional/neic/). Per quanto riguarda la Penisola Bacanica, secondo il catalogo dei terremoti dell’Europa Centrale e Sud Orientale (18), fra la seconda metà di luglio e la seconda metà di settembre 1977 si verificarono tre eventi significativi sulla terra ferma. Il 18 luglio alle 10:09:15LT, in Albania con magnitudo valutata in M=4.8; il 20 settembre alle 20:28:18LT, in Bosnia-Herzegovina con una magnitudo valutata in M=4.6; il 23 settembre alle 02:58:02LT, in Albania con una magnitudo valutata in M=4.6. Ma fu proprio fra l’Egeo e lo Ionio che l’attività si fece più intensa, infatti, dal catalogo sismico storico della Grecia (19) è possibile verificare l’esistenza di eventi importanti il 18 agosto, M=5.4, l’11 settembre, M=5.8, e ancora il 22 ottobre, M=5.1, vicino all’isola di Creta; mentre il 30 luglio, 30 e 31 agosto quattro scosse di moderata intensità sullo Ionio vicino alle isole citate con M=4.5-4.9. Finalmente, il 5 e 27 ottobre, M=5.3 e 5.0, il 28 novembre e 16 dicembre, M=5.4 e 5.3, varie scosse colpirono le coste della Turchia (19,20).
E’ importante ricordare che nel 1977 Raffaele Bendandi aveva già abbondantemente superato gli 83 anni. Questo particolare può confermare il fatto che lo studioso fosse in possesso di un metodo ben definito per la previsione dei terremoti, collaudato nell’arco di mezzo secolo.

Un sincero ringraziamento a Paola Lagorio e all’associazione “La Bendandiana” per l’impegno nella divulgazione delle scoperte di Raffaele Bendandi e per la possibilità che mi hanno dato di consultare i documenti citati, presenti nella Casa-Osservatorio dello scienziato.

 Bibliografia

(1) Bendandi, R., IL PROGRESSO ITALO AMERICANO, 15 novembre 1925; (2) Raffaele Bendandi, Un Principio Fondamentale dell’Universo, Volume Primo, S.T.E. Faenza, luglio 1931; (3) Raffaele Bendandi, Un Principio Fondamentale dell’Universo, Volume Secondo, a cura di Cristiano Fidani, EDIT Faenza, maggio 2006; (4) Bendandi, R., IL CORRIERE DELLA SERA, 7 febbraio 1924; (5) Cavara, O., IL CORRIERE DELLA SERA, Colui che prevede i terremoti, 4 gennaio 1924; (6) Bendandi, R., Il Nuovo PICCOLO, N.8, Autunno Eccezionale, 4 novembre 1923; (7) LA NAZIONE, Il sismologo faentino a colloquio con Padre Alfani e Padre Stiattesi, 1 febbraio 1924; (8) Suter, M., The historical seismicity of northeastern Sonora and northwestern Chihuahua, Mexico (28-32°N, 106-111°W), Journal od South American Earth Sciences, Vol. 14, pp. 521-532, 2001; (9) Gruppo di lavoro CPTI, Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, versione 2004
(CPTI04), INGV, Bologna, 2004, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI04/; (10) Earthquake Catalogue for the countries of the EU (as of 1990), Austria, and
Switzerland raggiungibile all’indirizzo: http://www.bgr.bund.de/cln_109/nn_336522/EN/Themen/Seismologie/Erdbeben/historisch/ historische__erdbeben__node__en.html?__nnn=true; (11) Herak, M., Herak, D. and Markusic, S., Revision of the earthquake catalogue and seismicity of Croatia, 1908-1992, Terra Nova, Vol. 8, pp. 86-94, 1996; (12) Espinosa, A., Gomez, A. and Salcedo, E., State-of-the-art of the historical seismology in Colombia, Annals of Geophysics, Vol. 47, N. 2/3, pp. 437-449, 2004; http://www.ceresis.org/portal/catal_inten.php; (13) Fidani, C., Le previsioni di Raffaele Bendandi ispirate dal grande terremoto, CIPH, 2009; http://www.itacomm.net/EQL/absbent1908.pdf; (14) Castelli, G., Una definitiva disposizione di Mussolini sull’attività di Bendandi, LA NAZIONE, 30 maggio 1927; (15) Bendandi, R., Previsioni sismiche, Comunicato diramato dall’agenzia ANSA, 9
marzo 1977; (16) Bendadi, R., Le previsioni di Bendandi per il 1977, LA NAZIONE – FIRENZE, 12 marzo 1977; (17) Bendandi, R., Forse la Romania Sarμa Colpita da un’altro Disastroso Terremoto, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, 10 Marzo 1977; (18) Shebalin N. V., et al., Earthquake Catalogue for Central and Southeastern Europe 342 BC – 1990 AD, http://www.bgr.de/quakecat/SE-EUROPE-CAT-GV.ZIP; (19) Catalogo dei terremoti in Grecia, periodi 1900-1963 e 1964-1999, consultabile all’indirizzo http://www.geophysics.geol.uoa.gr/frame_en/catal/menucatal_en.html; (20) Tan, O., Tapirdamaz, M.C. and Yoruk, A., The Earthquake Catalogues for Turkey, Turkish J. Earth Sci., Vol. 17, pp. 405–418, 2008.
CIPH – Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen – ICPH © 2011 Cristiano Fidani © 2011 CIPH/ICPH

http://www.itacomm.net/EQL/2011_Fidani.pdf

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Allineamenti planetari da Gennaio a Marzo 2013

9 gennaio 2013 9 commenti

“… Tre signori che fanno parte della nostra squadra ! ”

 

Nelle passate rubriche trimestrali del 2012,

Ricercatori passati, presenti e futuri & allineamenti planetari, da Febbraio a Marzo 2012

Allineamenti planetari da Aprile a Giugno 2012

Allineamenti planetari da Luglio a Settembre 2012

Allineamenti planetari da Ottobre a Dicembre 2012… occhio alle fasi lunari !

avevo ricordato, trattando brevemente, vita e opere di ricercatori più o meno lontani nel tempo. Professori di università più o meno conosciute, che avevo speso gran parte della loro vita, nel tentativo di chiarire una volta per tutte, attraverso le loro ricerche, ( ricerche dalla attendibilità scientifica più o meno discussa , lascio al lettore il giudizio…) se….

“..E’ mai poi vero che l’entrata in determinate semplicistiche configurazioni planetarie, denominate comunemente allineamenti planetari,  altererebbe l’equilibrio geologico del nostro pianeta ?”

La scienza odierna boccia, scarta le influenze di natura mareale e gravitazionale esterna al nostro pianeta. Sono trascurabili e non in grado di poter generare (essere la causa scatenante) degli eventi geofisici più significativi (in termini di rilascio energetico ) sul nostro pianeta.

Però, sempre la stessa scienza ufficiale, lascia aperta la porta al “trigger” o “innesco,  che come specificato in precedenza potrebbe essere di natura mareale gravitazionale oppure di natura elettromagnetica solare.

“…La goccia che fa traboccare il vaso “

Infatti, c’è chi ipotizza, che le veloci ed impulsive variazioni elettromagnetiche del campo magnetico interplanetario ( a seguito dei periodi di stabilità o assenza di grosse variazioni EM) andrebbero a generare correnti indotte nel sottosuolo terrestre, innescando quindi eventi sismici.

Si veda, nello specifico, la recente carta di Gerard Duma :

L’attività sismica controllata da regolari correnti telluriche indotte

Ricordo infatti, che il settore e lo studio dei precursori sismici elettromagnetici sta facendo passi da gigante. Come testimoniato recentemente, in questo lavoro, a firma Valentino Straser :

Anomalie radio e variazioni del campo magnetico interplanetario utilizzate come precursori sismici su scala globale

“…Manca però una seria ricerca e una corretta divulgazione e collaborazione  fra i principali  centri ufficiali e non, nello studio delle relazioni solari e planetarie in relazione alle dinamiche interne alla terra…”

Infatti, la dolente nota, la troviamo nella posizione ufficiale dell’INGV, che se da un lato non boccia completamente queste ricerche, dall’altro non cerca di divulgare in maniera costruttiva detto campo di studio.

“..Mi viene da dire ..non c’è proprio nessun interesse…”

Come non ricordare infatti la storia delle false previsioni sismiche attribuite a Raffaele Bendandi, con relativo video “made in INGV” e doverose precisazioni dell’Osservatorio Bendandiano, via Tv o radio.

Terremoto a Roma l’11 maggio 2011? An earthquake in Rome on May 11, 2001?

Bendandi e la bufala dei “forti terremoti in Italia tra 5 e il 6 aprile”: intervista a Paola Lagorio

Sicuramente il video era stato montato per tranquillizzare la gente, ma operando in questa maniera, caro INGV, non si fa altro che storpiare, allontanare l’attenzione da questo settore di ricerca, delicato e di difficile divulgazione.

“…Non è tutto nero però….”

Aggiungo questa citazione perchè recentemente, durante la mia continua e personale ricerca di nuove referenze scientifiche ho rintracciato, tre studiosi italiani, facenti parte del dipartimento di geofisica e vulcanologia dell’università degli studi di Napoli, istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Una veloce presentazione :

Giuseppe Vilardo direttore di ricerca all’osservatorio Vesuviano, Napoli http://ipf.ov.ingv.it/pages/vilardo.html

Giuseppe Vilardo direttore di ricerca all’osservatorio Vesuviano, Napoli http://ipf.ov.ingv.it/pages/vilardo.html

Adriano Mazzarella, professore associato presso il dipartimento di  Scienze della Terra  dell’Università di Napoli Federico II (SSD GEO/12),responsabile dell’osservatorio meteorologico dell’università di Napoli Federico II, https://www.docenti.unina.it/adriano.mazzarella

Direttori, professori collaboratori dell’Ingv, che in tempi non molto remoti ( anni 80 ), hanno pubblicato vari ed interessanti lavori scientifici. Di seguito, i titoli di queste carte.

Carte che ho rintracciato nei meandri  della rete e che parlano di un chiaro collegamento fra le dinamiche astronomiche e geologiche interne al nostro pianeta !

  • 1985  A. Palumbo,  “Componenti di marea lunare e solare nella comparsa di terremoti in Italia”
  • 1988, A. Mazzarella  A. Palumbo, “Il ciclo solare modula l’attività sismica e vulcanica?”
  • 1989, A. Mazzarella  A. Palumbo “Lunare e solare innesco dei terremoti”
  • 1989, A. Palumbo “Gravitazionale e geomagnetica fonte mareale di innesco dei terremoti”
  • 1998, G. Vilardo “I cicli di sismicità sull’area del Vesuvio e la loro relazione con il flusso solare e le variazioni del campo magnetico terrestre”

Prendiamo a campione tre riassunti :

“… Un metodo per la determinazione dei componenti giornalieri lunari e solari dei terremoti è stato proposto. La sua applicazione per i terremoti più intensi con epicentri in Italia (dal 1900 al 1983) fornisce regolarmente il primo orario delle grandi mare lunari e solari. L’assenza di significativi risultati dall’analisi di 9157 grandi scosse in tutto il mondo elaborata in base al metodo proposto e alle abituali tecniche armoniche sferiche indica che i terremoti italiani sono localmente attivati ​​dalle maree…

“… Le altezze del Sole e della Luna sono stati calcolati per 541 grandi terremoti (quelli con magnitudo ~ 7.5) che si sono verificati tra il 1897 e il 1985. Vi è una tendenza, che più terremoti si verificano quando il Sole o la Luna è a un’altitudine di 30-50 ° sopra l’orizzonte di quanto previsto per caso. Anche se né il lunare né il solare risultato è di grande importanza in sé, gli esperimenti sono indipendenti in modo che possono essere combinati, quando si produrrà un risultato significativo…”

“… Vengono evidenziate significative correlazioni tra le componenti mareali (gravitazionali e geomagnetiche) e la frequenza dei terremoti superficiali di massima intensità. L’attività sismica su scala locale e planetaria presenta una ampia e significativa variazione correlata all’attività solare. Un possibile meccanismo di triggering viene proposto per spiegare le cospicue variazioni nel numero dei terremoti superficiali di massima intensità correlate a quelle delle forze esterne gravitazionali e geomagnetiche…“

 

A questo punto della trattazione non mi resta che stilare l’elenco delle date a maggior rischio eventi geologici significativi, in termini di energia rilasciata, su scala planetaria. (*)

In grassetto i passaggi più pericolosi.

 

10/11 Gennaio_ingresso luna Nuova e perigeo lunare
Dal 3 al 7 Febbraio_ingresso allineamento Terra-Marte-Nettuno e perigeo lunare
03/04 Marzo_ingresso allineamento Terra-Mercurio-Sole e perigeo lunare
07/08 Marzo_ingresso luna nuova
29/30 Marzo_ingresso perigeo lunare

 

NOTA (*)

Situazioni soggette ad eventuale “revisione” rischio sismico in prossimità dinamica (3,4 giorni prima). Necessità attenta valutazione dinamiche solari in contemporanea all’ingresso planetario.

Si veda nello specifico, la parte conclusiva del seguente articolo :

http://daltonsminima.altervista.org/?p=21694

Michele

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Fuoco chiama Terra ….

5 gennaio 2013 9 commenti

Il risveglio della natura di inizio anno.

Crescita impulsiva e repentina dell’attività solare. Abbiamo svariate macchie fronte terra. Occhio in particolare alla regione Ar 1650 che si trova nell’emisfero sud e sta per affacciarsi fronte Terra. Regione che potrebbe generare flare di categoria M o X.  Solar flux che balza da 110 a 140 e crescita degli X-ray in corso.


 

E’ dal 25 Novembre 2012 che l’indice planetario non supera il valore di 10 e il vento solare non supera la soglia di 350 Km/s da svariate settimane. Ed è una quindicina di giorni che non si verificava un terremoto di magnitudo superiore alla 6.

http://www.swpc.noaa.gov/ftpdir/indices/old_indices/2012Q4_DGD.txt

Le tensioni accumulate in queste settimane  non potevano che trovare in queste ore sfogo. E’ bastato poco…una vera e propria…

Goccia che fa traboccare il vaso

..goccia che fa traboccare il vaso

Dopo il terremoto di M4.3 registrato ieri in Sicilia, oggi arriva la grande scarica in Alaska. Allerta tsunami lanciata.

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/Quakes/usc000ejqv.php

Magnitude 7.7 – SOUTHEASTERN ALASKA
2013 January 05 08:58:19 UTC
Depth 9,6 Km

Michele

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