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Archivio per gennaio 2011

DESERTI POLARI – III PARTE

31 gennaio 2011 35 commenti

«Nulla, nella mia vita, mi aveva mai attratto con tale meravigliosa potenza come la strada sconosciuta che si apriva davanti a me nell’oscurità.» (da “Davy, l’eretico” di Edgar Pangborn)


Durante l’ultima inversione magnetica,vale a dire 11.500 anni fa,moriorono una grandissima quantità di specie animali,troppe perchè l’uomo con la caccia sia stato anche lontanamente la causa.
Molti mammut vengono ancor oggi intrappolati tra il permafrost siberiano con lo stomaco pieno di cibo indigerito e perfettamente conservati,quasi fossero stati ibernati nel giro di poco tempo,probabilmente intrappolati in rapide ed enormi nevicate che li hanno intrappolati nel loro punto e con temperature dell’aria talmente estreme da non aver lasciato loro la minima possibilità di sopravvivenza.
Se sommiamo il tutto con l’elevato vulcanismo terrestre che oscurava i cieli e con i mari particolarmente caldi in quel periodo che emmettevano enormi quantità di vapore acqueo nell’atmosfera su vasta scala.
Le precipitazioni in quel periodo non possono esser stato altro che piogge torrenziali nelle aree equatoriali e intense nevicate nelle aree temperate e alle zone polari.
Questo spiega perchè siano morti ancora una volta gli animali di più grossa taglia abbiano fatto una brutta fine e quelli di media o piccola taglia siano tutt’oggi ancora vivi.
Secondo alcune stime sotto il permafrost siberiano e dell’Alaska vi sarebbero ancora 150 milioni di mammut sepolti,viene da chiedersi quale popolazione primitiva sia in grado di fare un simile massacro.
Osservando però i ritrovamenti di specie animali e vegetali possiamo renderci realmente conto ti quanto fu catastrofico e repentino tale massacro:
-In Brasile,nel Camerun e nell’isola indonesiana di Java si trovano depositi di lignite in cui vi sono funghi,e alghe attaccate a foglie le cui fibbre sono ancora verdi di clorofilla.
Affinche questo sia dovuto succedere,il sotterramento deve essere stato repentino e non graduale come insiste nell’affermare la visione della scienza ortodossa.

-Negli USA in vari punti attraverso Wisconsin e L’Iowa meridionale,e a est verso Illinois,Indiana e Ohio ci sono zone in cui vi si trovano immense foreste di conifere e alberi decidui seppelliti sotto il suolo,scoperte per la prima volta nel 1800 quando si cominciò a scavare pozzi nel terreno ad una profondità che variava da pochi piedi fino a 10 metri.
Non essendosi ancora pietrificate si ritiene che queste foreste siano geologicamente giovani.
Fin dalla loro scoperta questa anomalia rappresenta un mistero per molti studiosi,queste foreste non si trovano in aree vulcaniche,e se fosse stato un diluvio preistorico a seppellirle,deve essere stato di dimensioni eccezionali.

-A sud-est della Baia di James,nella regione di Ontario,vi sono depositi di lignite che scendono fino a 40 metri di profondità.
Nei territori nord-ovest,inclusa molta della terra spoglia a est delle Montagne Rocciose canadesi è presente la medesima anomalia.
A nord del Circolo Polare Artico,dove soffiano venti gelidi anche in estate,si trovano le isole Regina Elisabetta.
Sparse qu tali terre desolate e completamente prive di alberi,che in genere si tende a pensare siano un tempo state ricoperte da immense superfici ghiacciate,si trovano enormi quantità di sedimenti completi di foglie,pigne e ghiande fino a 300 metri al di sopra del livello del mare in confusi ammassi spesso alti fino a 40 metri.

-In Groelandia,una terra completamente priva di alberi,i resti di pigne ,ghiande ,sequoie, querce, aceri e magnolie si trovano insieme in mucchi scomposti in una terra che è divenuta sinonimo di ghiaccio e non di foreste temperate.
In Islanda e nelle Isole Spitsbergen,nell’Artico superiore,certi sedimenti suggeriscono un clima molto più temperato in un passato geologico recente.

-Svizzera lago di Zurigo:depositi d lignite contenenti ossa di mammut,ippopotami rinoceronti ecc.

-Svizzera lago di Zurigo:depositi d lignite contenenti ossa di mammut,ippopotami rinoceronti ecc.

-Alaska Canada:campi di detriti e melma profondi fino a 60 metri,molti di essi in zone che non sono mai ghiacciate,stipate in frammenti di materiale:vegetale,frammenti di alberi,rocce e schegge di ghiaccio,almeno 4 differenti strati di cenere troviamo ossa dicoiattoli,castori,pecore,lupi,antilopi,caribu,gatti dai denti a sciabola,leoni,cavalli,cammelli,bisonti,buoi muschiati,mastodonti e mammut.
In molti casi sopravvive parte del tessuto corporeo pelle o pelo…cosa ancora più interessante è che non sono in scheletri interi ma addirittura in frammenti misti ..come se i poveri disgraziati fossero prima stati fatti a pezzi e in seguito sepolti o congelati.

Se ora osserviamo il numero di mammut che da millenni continuiamo ad esumare scopriamo che quello che avvenne in quel periodo fu un autentica carneficina della quale a causa dell’enorme numero di vittime,non potremmo mai fare una stima completa,ma non possiamo negare l’evidenza con banali teorie della quale furono solo i cambiamenti climatici la causa di tutto ciò.
-I mercanti cinesi compravano ossa di mammut già 2000 anni fa e stessa cosa vale per gli arabi 1000 anni fa.
-Ossa di mammut sono state ritrovate in tutto il mondo,dall’Alaska alla Cecosolovacchia,dalla Siberia al Messico e alla Francia.
-Nel Delfinato francese vennero ritrovate così tante ossa che venne chiamato Le Champ des gèants,il campo dei giganti.
-In alcune aree della Siberia,c’era così tanto avorio che veniva considerato inesauribile come un giacimento di carbone.
-Un enorme giacimento di ossa è stato scoperto lungo il fiume Berelyakh,un affluente dell’Indigirka.
Sorvolando le località in elicottero,membri dell’Accademia Yakuta delle Scienze videro migliaia di ossa affiorare dal terreno,così fitte da proteggere le rive del fiume dall’erosione.
“E questo non è niente rispetto le ossa sepolte” afferma il professor Nikolaj Vereshchagin,dell’Istituto di Zoologia di Leningrado.
“L’erosione delle coste artiche getta in mare migliaia di zanne ossa ogni anno”.
-”Alcune stime suggeriscono che sotto il terreno ghiacciato vi siano ancora 10 milioni di mammut”scrivono Adrian Lister e Paul Bahn in Mammoths.
-Il primo mammut in piedi fu scoperto nel 1839 lungo il fiume Shangin.
-Il primo mammut ancora commestibile venne trovato sulle rive del fiume Bereskova,nella Siberia nord occidentale,nell’agosto del 1900.
Gli scopritori,un gruppo di cacciatori Lamut i cui cani avevano fiutato l’odore della carne,informarono l’Accademia russa delle Scienze che un anno dopo mandò sul posto una squadra di studiosi.
Sporgendo dalla banchina solo con la testa,e con il resto del corpo sigillato in una combinazione di terra pietre e ghiaccio,l’animale era quasi integro e surgelato.
Il ghiaccio attorno alla carcassa non proveniva da un lago o da un fiume scrisse un commentatore,”ma era evidentemente prodotto dalla neve.”
A distanza di migliaia di anni dopo la morte il corpo era eretto per metà,si presentava seduto interrata tesa in avanti e la parte anteriore del corpo piegata come se cercasse di mantenersi in equilibrio.
Era un maschio e a quanto sembrava era morto per soffocamento.
Il membro eretto si poteva spiegare solo in una condizione si asfissia.
Numerosi altri animali di quella stessa epoca mostrano condizioni identiche.
Ad esempio i vasi sanguigni di un rinoceronte lanoso scoperto lungo il fiume Vilnyu,Siberia,erano pieni di sangue coaugulato,segno evidente della sua morte per asfissia dice William Farrand del Lamont-Doherthy Earth Observatory.
Nel suo stomaco vennero ritrovati dei semi,fiori e muschio e rametti di cespugli che crescono tutt’ora in quella zona.
I semi fecero capire agli scienziati che era morto all’improvviso in autunno.
Tutto ciò non solo conferma le inondazioni che avvennero in diverse parti del mondo che,accompagnate dall’aumento dell’attività vulcanica e sismica in tutto il mondo man mano che ci si avvicinava all’inversione magnetica divenivano sempre più frequenti,ma evidenzia anche che continuarono finche in seguito avvenne lo spostamento della crosta terrestre accompagnato coinciso con l’improvviso cambiamento climatico che fece precipitare le temperature con tale rapidità che ciò avvenne in pochissimo tempo.
Affiche tutto ciò sia potuto succedere le cause possono attribuirsi a soli 2 fattori:1)la temperatura dell’aria deve essere calata in pochissimo tempo al punto da congelarli letteralmente vivi.2)Una monsonica tempesta di neve prodotta dalla saturazione di umidità nell’atmosfera che a sua volta era causata dall’immane quantità di vapore elargita dal riscaldamento dei mari.
Oppure entrambe le cose sommate.
Tuttavia gli scienziati russi cercarono di non pensarla così,e per fare ciò tentarono di spiegare che su un crepaccio si era formata una crosta di ghiaccio che in seguito la neve fresca l’avrebbe ricoperto.
L’animale con il suo peso vi sarebbe finito sopra per poi cadere nel crepaccio.
Nello sforzo di uscire avrebbe accumulato così altra neve sul suo corpo.
E così 10 milioni di Mammut sarebbero all’improvviso divenuti così rammolliti da finire nei crepacci?
Uno in fila dopo l’altro!
Il calore sprigionato durante tale inversione magnetica dal vulcanismo sottomarino che andava a riscaldare i mari e a farli evaporare,contribuì in maniera diretta alle inondazioni di proporzioni enormi che coinvolsero i continenti e alla crescita delle calotte polari oltre a causare una sostanziale crescita dei ghiacci che ricoprirono le aree più a nord dei continenti.
Molti sostenitori delle glaciazioni attribuiscono la formazione di tali immense distese di ghiaccio all’esclusiva azione del freddo.
Tuttavia sono in molti a trascurare che per avere una simile azione del freddo ci sarebbe volta un altrettanto potenze azione del caldo.
John Tyndall un fisico inglese dell’800 calcolò dimostrando la quantità di calore necessario per trasportare acqua fino alle regioni polari sottoforma di neve.
Per ogni chilo di vapore prodotto viene richiesta la quantità di calore necessaria per portare al punto di fusione ben 5 chili di ghisa.
Di conseguenza per far evaporare gli oceani e convertire l’acqua in vapore che poi ricadrebbe sottoforma di massiccie nevicate e in seguito sotto il suo stesso peso trasfomarsi in ghiaccio è necessaria un immane quantità di calore tale da portare sul punto di fusione una massa di ferro 5 volte superiore alla massa di ghiaccio prodotto.
Tyndall propone che i geologi sostituiscano l’acqua con il ferro fuso e si avrà un idea dell’immane calore che ha preceduto l’ultima glaciazione e la formazione della coltre ghiacciata.
Il fenomeno delle inversioni magnetiche è un fatto che si ripete ciclicamente da molto tempo,e il più delle volte ha coinciso con fenomeni di intenso vulcanismo terrestre e sottomarino.
Ad esempio attorno a 70.000 anni circa invece vengono fatte risalire le eruzioni del supervulcano Yellowstone e del supervulcano Toba.
Difficile stabilire se si tratti di una coincidenza,ma considerando che l’eruzione di un supervulcano è estremamente rara direi prroprio di no.
E’ probabile che l’eruzione di tali vulcani da sola fu in grado di eclissare il sole e provocare l’innesco della glaciazione.
Se sommiamo il ciclo delle inversioni magnetiche di 12.000 anni per 6 volte arriviamo al numero 72.000,l’eruzione di Toba e Yellowstone viene fatta risalire attorno ai 70.000-74.000 anni fa.
Probabilmente anch’essi a causa di un inversione magnetica.
Possiamo andare indietro all’ultima inversione magnetica ufficialmente riconosciuta,circa 780.000 anni fa,e troviamo l’eruzione del supervulcano della Long Valley.
Appare quindi evidente che glaciazioni,inversioni magnetiche e vulcanismo si tengono per mano come madre padre e figlio.
L’ultima inversione di tale ciclo la si può riscontrare attorno ai 11.500 anni fa e quindi il nesso con l’attuale situzione nella quale il campo magnetico si stà indebolendo è più che evidente che c’è un nesso.
Secondo Harwood e Malin se l’attuale modello del campo magnetico continuasse di questo passi l’inversione magnetica si avrebbe attorno al 2230 anche se c’è chi afferma potrebbe avvenire entro il 2050 o addirittura entro il 2030,purtroppo senza reali prove scientifiche a sostegno di tutto ciò.
Un’altro ciclo minore di cambiamenti climatici ma che ha comunque a che fare con improvvisi raffreddamenti del clima e incremento dei ghiacciai è stato scoperto da Richard Thompson.
Professore di scienza geologiche alla Ohio State e ricercatore del Centro di Ricerche Polari Byrd, Thompson ha spiegato che indicatori in numerosi campioni suggeriscono che il clima si sia alterato improvvisamente in un momento imprecisato circa 5,200 anni or sono, con un impatto severo sulla situazione globale.
A sostegno di tutto ciò troviamo moltissime prove.
-Lungo la costa Belga sono state trovate prove di un’irregolare innalzamento del livello marino.
-Nell’area dell’ex Unione Sovietica si registra un rinfrescamento dell’estate,com’è stato confermato dai pollini,attorno ai 60-70° di latitudine.
-Nella baia di San Francisquito,in California,vengono curiosamente registrate regressioni del livello marino.
-Declino degli Olmi in Irlanda.
-Grande siccità del Lago Sumxi,Tibet.
-In Mesopotamia,tracce di alluvioni alla base delle rovine di Ur,3500 aC.
-Tracce di raffreddamento del clima nelle carote di sedimenti al largo di Santa Barbara,California
-Tracce di inondazioni in differenti aree del Nord America.
-Eruzione del vulcano Heckla,Islanda.
-Picco di acidità nei ghiacci della Groelandia.
C’è molto altro ma la lista ne uscirebbe eccessivamente lunga, Thompson si riferisce a piante che sono state trovate perfettamente preservate, emerse recentemente dalla cappa di ghiaccio di Quelccaya sulle Ande Peruviane. Questo mostruoso ghiacciaio, di circa 168 metri di profondità, ha rivelato ai ricercatori un decremento esponenziale della sua massa ghiacciata fin dalle prime osservazioni nel 1963.
Le piante sono state datate al radiocarbonio per determinarne l´età, e gli esami indicano che furono coperte dai ghiacci per circa 5, 200 anni. Ciò suggerisce che, in qualche modo il clima sia scivolato in quel periodo, improvvisamente e severamente, e abbia catturato le piante per preservarle intatte sino ad oggi.
Nel 1991, gli escursionisti hanno trovato il corpo intatto di un uomo intrappolato in un ghiacciaio alpino, riemerso solo in tempi recenti per via del progressivo scioglimento dei ghiacci. Successivi esami di laboratori hanno mostrato che l´umano � chiamato Oetzi � rimase intrappolato tra i ghiacci e morì circa 5, 200 anni or sono.
Thompson si riferisce ancora ad uno studio di anelli degli alberi da Irlanda e Inghilterra, che copre un periodo di 7, 000 anni. Il punto nella documentazione in cui gli anelli degli alberi sono più sottili � a suggerire il più asciutto periodo sperimentato dalle piante � fu approssimativamente 5, 200 anni or sono.
A quel periodo sono state fatte risalire guardacaso una lunga sequenza di eruzioni vulcaniche più o meno intense:
POPOCATEPETL México 3010 BC ± 200 years
SAKURA-JIMA Kyushu (Japan) 3050 BC (?)
ZHELTOVSKY Kamchatka Peninsula (Russia) 3050 BC
MEIDOB VOLC FIELD Northern Africa 3050 BC
SETE CIDADES Azores 3050 BC
TAUPO New Zealand 3070 BC
TAUPO New Zealand 3170 BC ± 200 years
FISHER Aleutian Islands 3170 BC ± 75 years
KARYMSKY Kamchatka Peninsula (Russia) 3200 BC
SHIVELUCH Kamchatka Peninsula (Russia) 3200 BC
AVACHINSKY Kamchatka Peninsula (Russia) 3200 BC ± 150 years
COTOPAXI Ecuador 3280 BC ± 500 years
ARENAL Costa Rica 3350 BC (?)
NUMAZAWA Honshu (Japan) 3400 BC
PELEE West Indies 3430 BC ± 75 years
ATACAZO Ecuador 3490 BC ± 100 years
SHIVELUCH Kamchatka Peninsula (Russia) 3500 BC
PELEE West Indies 3500 BC ± 200 years
PINATUBO Luzon (Philippines) 3550 BC
MASHU Hokkaido (Japan) 3550 BC ± 40 years
TAAL Luzon (Philippines) 3580 BC ± 200 years
OKATAINA New Zealand 3580 BC ± 50 years
SHIVELUCH Kamchatka Peninsula (Russia) 3650 BC
MAKUSHIN Aleutian Islands 3650 BC ± 1000 years
KUJU Kyushu (Japan) 3780 BC ± 500 years
AVACHINSKY Kamchatka Peninsula (Russia) 3790 BC ± 100 years
PELEE West Indies 3820 BC
KAGUYAK Alaska Peninsula 3850 BC
COTOPAXI Ecuador 3880 BC ± 75 years

Probabilmente l’aumento di tale attività vulcanica in quel periodo può essere attribuito alle fluttuazioni del campo magnetico solare e delle aua attività.
Thompson ritiene che l´evento di 5, 200 anni or sono potrebbe essere stato causato da una drammatica fluttuazione nell´energia solare che raggiunge la terra. Gli scienziati sanno che un raffreddamento globale storico, chiamato Piccola Era Glaciale, dal 1450 al 1850 d.C., coincise con due periodi di calo nell´attività solare.
Evidenze mostrano che attorno a 5, 200 anni or sono, le emissioni solari crollarono inizialmente in modo precipitoso, e quindi aumentarono per un periodo breve. E´ questa imponente oscillazione di energia solare che Thompson ritiene possa avere innescato il mutamento climatico che si registra in tutti questi dati.
A quello stesso periodo viene anche datato il crollo della cima del vulcano Rainier assieme alla parete nord orientale della montagna.
Secondo Thompson tale ciclo corrisponde alla presunta fine di un mondo Maya e potrebbe avere anche a che fare con qualcosa di simile con il 2012.
Forse i Maya conoscevano tali cicli di cambiamenti climatici e hanno elaborato tale calendario per calcolare l’avvento del prossimo ciclo di raffreddamento.
Altri cambiamenti climatici corrispondenti a cicli minori dell’attività solare avvennero attorno ai 2800 anni fa quando i tropici divennero più asciutti e le medie latitudini più fresche e umide.
Aree precedentemente paludose, come parte dell´Olanda, furono invase dalle acque e rese inabitabili, mentre zone molto asciutte, quasi desertiche, come la Siberia meridionale, divennero luoghi piacevoli dove vivere. Nel contempo, nei tropici, la terra si asciugò e dove prima crescevano foreste lussureggianti, si crearono le savane.
Il livello di carbonio 14 nell´atmosfera varia a seconda di quanto raggio cosmici stiano bombardando la terra. Quando il sole è molto attivo, i raggi cosmici vengono deviati dal forte vento solare.
Ciò significa che, oltre ad indicare quanti anni abbia un oggetto, il carbonio 14 può dare agli scienziati un´idea di quanto intenso fosse il flusso di raggi cosmici. E questo è proprio il motivo per cui Van Geel ha usato il carbonio 14. Misurando le variazioni dettagliate degli isotopi di carbonio ai differenti livelli nei depositi delle paludi, ha potuto stimare gli alti e bassi nell´intensità dei raggi cosmici che colpivano la terra in un momento particolare, poiché le torbiere si formavano da materia vegetale senza vita nelle terre umide.
“Uso il carbonio 14 come un indicatore dell´attività solare perché un aumento in esso, indica un aumento nel flusso di raggi cosmici, e, pertanto, un decremento nell´attività solare” ha spiegato.
Ha mostrato che, circa 2, 800 anni or sono, vi fu un brusco, e generalizzato, aumento nei livelli di carbonio 14, in corrispondenza del periodo in cui il clima mutò. Egli ritiene che l´aumento nel carbonio 14 indica che l´attività solare declinò improvvisamente.
Più recentemente, van Geel ha lavorato con archeologi russi per dimostrare che, circa 2, 800 anni or sono, il popolo degli Scythian prese vantaggio da un clima più umido per esplorare l´est e l´ovest attraverso le steppe del nord della Mongolia. Prima di questo, la terra era diventata ostile e semideserta, ma l´umidità extra la mutò in steppe verdi ed erbose, mettendo i nomadi in condizione di viaggiare verso la Cina e l´Europa sud-orientale.
Senza dubbio vi fu un mutamento nel clima circa 2, 800 anni or sono, e sembra che questo incoraggiò o addirittura forzò, lo spostamento di molti gruppi.
Tale ciclo viene definito Ciclo di Bond ed è accettato scientificamente che si ciclicamente si ripete ogni 1.470 ± 500 anni ed è stato registrato nelle fluttuazioni climatiche registrate nelle carote dei sedimenti del Nord Atlantico e quelle di ghiaccio della Groelandia.
Sono stati individuati otto di tali Eventi di Bond con una magnitudo di forse 15-20% della variazione di temperatura glaciale-interglaciale.
La teoria dei cicli climatici dell’Olocene è stata postulata da Gerard C. Bond del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University e per questo prende il nome di “Evento di Bond”
L’esistenza dei cambiamenti climatici legati a un ciclo di circa 1.500 anni è stato accertato chiaramente dai carotaggi nel ghiaccio e corrispondono a momenti di alcuni eventi climatici di epoche successive, come le Piccole Ere Glaciali e l’inizio del periodo delle Younger Dryas
Cause e fattori determinanti della ciclicità dell’Evento di Bond sono ancora allo studio, ma vari ricercatori hanno focalizzato l’attenzione sulle variazioni nella irradianza solare e la riorganizzazione della circolazione atmosferica.
Secondo alcuni scienziati e osservazioni fatte su grafici la pulsazione del prossimo ciclo di Bond potrebbe essere alle soglie.

Tali variazioni dell’attività della nostra stella basate su cicli più o meno lunghi e altrettanto legati a improvvisi raffreddamenti lasciano pensare che il Sole sia una stella detta variabile sebbene a differenza di altre variabili già osservate essa rappresenti una variabilità molto minore rispetto ad altre.
Per chi non sapesse una stella variabile è una stella la cui luminosità non è costante, ma cambia nel tempo. La variazione può essere piccola, grande, regolare, irregolare o perfino distruttiva a seconda del tipo di stella variabile.
Esistono 2 tipi di variabili:
Le variabili intrinseche sono stelle la cui luminosità varia effettivamente, cioè la stella stessa diventa più o meno luminosa. Ci sono molti tipi di variabili intrinseche, che a volte si sovrappongono. Alcuni sono:
* Variabile Mira (stelle giganti pulsanti)
* Variabile Cefeide (stelle giganti pulsanti)
* Variabile RR Lyrae (stelle giganti pulsanti)
* Variabile Alpha Cygni (stelle giganti o supergiganti blu non pulsanti)
* Variabile Delta Scuti
* Variabile S Doradus
Le variabili estrinseche,invece,appaiono di luminosità variabile a causa di qualche influenza esterna.
Una delle cause più comuni è la presenza di una compagna, che forma con la principale una stella doppia, come è per esempio Sirio. Viste da certe angolature, le due stelle possono passare una di fronte all’altra e causare un’eclissi, che si presenta come una riduzione di luminosità. La prima stella variabile conosciuta in Occidente, Algol (la stella del diavolo), è di questo tipo, e ha dato il nome alla categoria di variabili a eclisse.
In alcune stelle binarie le componenti sono così vicine che si ha un trasferimento di massa dall’una all’altra. Queste stelle sono chiamate binarie interagenti. Nella maggior parte dei casi, il trasferimento di massa forma un disco di accrescimento attorno ad una stella. La complessa interazione di una stella con il disco di accrescimento e con l’altra stella causa vari fenomeni, tra cui le esplosioni di novae e di alcune supernovae e le pulsar a raggi X.
Classificare il Sole come una stella priva di variazioni significative significa ignorare la sua importanza sul clima avuta in passato e nel corso dei millenni scorsi quando per esempio durante le Piccole Ere Glaciali la sua luminosità e il suo irradiamento andarono calando,provocando un sistematico raffreddamento del clima terrestre.
Il ciclo delle Piccole Ere Glaciali e di Bond sembra essere proprio la causa di cicliche pulsazioni del Sole,che hanno determinato tra aumento dell’attività vulcanica e sismica,aumento della piovosità su vasta scala e decremento delle temperature, la caduta di imperi e il sopravvento di altri.
E’ anche possibile che le variazioni del campo magnetico solare siano anche all’origine di cambiamenti nella mente delle persone in quanto anch’essa gli animali è influenzata dai cambiamenti o meglio,modulazione,del campo magnetico terrestre che a sua volta è influenzato dai cambiamenti del campo magnetico solare che quando avvengono in modo brusco,specie in un momento di bassa attività,sono in grado di stimolare l’attività sismica e vulcanica.
Attualmente ora come ora ci ritroviamo in corrispondenza con un possibile inizio di una Piccola Era Glaciale,le ultime si sono ripetute con cicli di 150-160 ma anche 200 anni circa e hanno portato a indebolimenti dell’attività solare e del suo campo magnetico il quale a sua volta a portato ad un aumento dell’attività vulcanica,del Nino e a un raffreddamento del clima.
Ma come faceva ad aumentare l’attività di El Nino se l’attività solare era debole?
Questo è un bel dilemma,ma in realtà l’attività di El Nino non è solo legata all’attività solare,ma a quella del vulcanismo.
L’area in cui ha inizio El Nino coincide con quella in cui si incrociano ben 3 placche tettoniche e quindi proprio in concomitanza con un area di intenso vulcanismo sottomarino.

Fatta eccezione di questi ultimi 3 anni,l’attività di El Nino negli ultimi decenni aveva continuato ad aumentare in maniera significativa.
E’ stato recentemente un notevole aumento del vulcanismo e dell’attività sismica in diverse aree del pianeta,gli anni ’90 da questo punto di vista sono stati molto attivi sia in quanto riguarda l’attività sismica che vulcanica,in concomitanza con tutto ciò anche El Nino nel 1998 è stato tra i più intensi.
-A causa del forte riscaldamento delle acque si sono generati alcuni tremendi cicloni tra i quali Guam i cui venti hanno raggiunto il record di 370 km/h,la più alta velocità mai registrata finora.
-In giugno il fumo degli incendi scoppiati in Messico meridionale e Guatemala impregnava ormai l’atmosfera in Texas,a migliaia di chilometri di distanza.
Il clima era di un opprimente grigio-metallico,si respirava un odore acre e il sole a mezzogiorno appariva rosso.
La nube di fumo che si estendeva dal Sud America settentrionale all’Illinos,era tra le più grandi della storia,seconda solo all’immensa nube che aveva coperto l’Asia sud-orientale,quando gli incendi erano sfuggiti al controllo.
In tal caso il fumo era talmente denso che a mezzogiorno a Kuala Lampur era calata l’oscurità,a 1900 km di distanza,sull’altra sponda del Mar Cinese meridionale.
-Nell’Hounduras si è abbattuto l’uragano Mitch.
-Nella primavera del 1999 la Cina e il Regno Unito sono stati colpiti da una serie di violenti tornado.
-Durante una serie di tornado che hanno colpito gli Stati Uniti nel mese di giugno è stata osservata una tromba d’aria con venti che superavano i 500 km/h,una velocità che ancora una volta batteva tutti i record.
Nello stesso periodo si è avuto un notevole aumento delle epidemie e malattie in tutto il mondo,portate principalmente dal diffondersi di insetti e altri animaletti favoriti dal cambiamento del clima portato da El Nino.
-Nel aprile del 1998 è stato annunciato che una violentissima invasione di batteri stava uccidendo i coralli dei Caraibi.
-In tutto il mondo la cosidetta “Sindrome degli Stagni Malati”stava decimando le popolazioni di rane,rospi e salamandre.
-A causa delle elevate temperature portate da El Nino la popolazione di zanzare ha conosciuto un esplosione in tutto il mondo.
Nell’intero pianeta i casi di malaria hanno subito quelli che l’Organizzazione mondiale della sanità ha definito “balzi quantitativi”.
-Dopo che il Kenya è stato colpito dalle piogge che siano mai state registrate dal 1961(imputate anch’esse a El Nino)migliaia di persone hanno contratto la febbre della Rift Valley che ha causato morte di 200 persone.
-L’incidenza del colera è aumentata in America Latina e in alcune zone dell’Africa.
-Negli Stati Uniti la proliferazione di topi dalle zampe bianche,causata dalle abbondanti piogge desertiche,ha messo a repentaglio la vita di moltissimi abitanti del sudovest con la minaccia dell’Hantavirus.
-Nel mese di agosto,a Huston,in Texas,si è tentato di aggredire gli sciami di zanzare con gli insetticidi mentre New Orleans è stata invasa dagli scarafaggi.
-Dopo diciotto mesi di caldo insolito,la Russia ha conosciuto una grave epidemia di tubercolosi proprio mentre si trovava in una situazione di disordine sociale che ha ostacolato il contenimento dell’epidemia.
-Nel 1999 a New York è stata ingaggiata una lotta accannita contro le zanzare a causa del diffondersi di un epidemia di encefalite.
-Laredo,Texas,si è ritrovata alle prese con un’epidemia di febbre di dengue.
Periodi forti di El Nino in concomitanza con l’aumento dell’attività vulcanica furono registrati anche nel 1980.
Ma se osserviamo anche durante la Piccola Era Glaciale,cominciata nel 1300 e terminata nel 1850 si hanno avuti forti fenomeni di El Nino.
1567-1568: forte episodio del El Nino;
1630-1631: forte episodio del El Nino;
1631, Etiopia, ricostruzione di una serie di terremoti distribuiti su diversi mesi che portano alla distruzione di diverse città e a numerosissime vittime (le cifre esatte oscillano da 5.000 nello Yemen a 50 nella città di Waraba), avviene anche un’eruzione vulcanica visibile anche dalle frontiere dell’Egitto;
1641: forte episodio del El Nino;
1661: si registra un episodio molto forte del El Nino;
694-1695: si registra un episodio di El Nino molto forte;
1715-1716, forte episodio del El Nino;
1782-1784, episodio Molto Forte del El Nino;
1790-1793, episodio Molto Forte del El Nino;
1803-1804, forte episodio del El Nino;
1827-1828, episodio forte del El Nino;
1832-1833, episodio forte del El Nino;
1844-1846, episodio molto forte del El Nino;
Attualmente ci troviamo ad avere una Nina molto forte che non si vedeva da tempo il che momentanemente un fenomeno di El Nino.
Nonostante ciò è possibile che possa riprendere all’improvviso un nuovo fenomeno di El Nino il che ci potrebbe ad avere inverni un po meno freddi ma che di sicuro con il Minimo Solare e la Corrente del Golfo indebolita si potrebbero lo stesso far sentire.
Dipende dalla sua intensità.
Ma viene da chiedersi se la Corrente del Golfo è deviata da qualche parte deve pur andare quell’energia termica.
Ebbene si.
Se la Corrente del Golfo venne rallentata al Nord doveva per forza tornarea dirigersi verso Sud.
Infatti una volta tornata a sud quest’ultima determinò un surriscaldamento eccessivo in alcune aree al punto che vennero colpite da siccità cronica per diversi anni.
“Lo studio degli IndianiAnasazi del 14° secolo d.C. è illuminante. A Chaco Canyon, nel Nuovo Messico, gli Indiani Anasazi scomparvero completamente – e nessuno sa con
precisione dove andarono. Ma dallo studio sulle cause che indussero gli
Anasazi ad abbandonare l’area del Nuovo Messico è emerso qualcosa di
interessante: nel corso del 14° sec. d.C. l’area di Chaco Canyon fu
colpita da una siccità talmente terribile, da non ricevere una sola goccia
d’acqua per ben 47 anni! E una siccità di tale durata indurrebbe certo
chiunque ad abbandonare l’area in questione: niente acqua, niente vita.
Gli archeologi che presentarono questo studio non sapevano quale fu la
causa della siccità, ma se consideriamo che, nel periodo immediatamente
precedente, la Corrente del Golfo subiva un sensibile rallentamento, tutto
diventa chiaro.”
Il ciclo della Piccole Ere Glaciali “è visibile anche nella Morrison Formation risalente al Giurassico.”afferma il geologo Jack Sauers.
E ha coinciso con la caduta dell’Impero Sumero e molti altri imperi.
Ma ha anche favorito la nascita di grandi imperi il quale uno dei più grandi fu quello di Gengis Khan che dopo esser stato a tradimento di lui e della sua famiglia da un membro della sua tribu abbandonato da ragazzo nella steppa,con inverni prossimi ai -20 C°,con il passare degli anni riunì tutte le tribu disperse dando vita all’Impero Mongolo e annientando l’Impero Ottomano da est,gli arabi e quindi anche la Setta degli Assassini nascosta tra le alte montagne in quanto costituivano una minaccia per la sua vita e i suoi figli;decimò il popolo dei Tartari e anche quello dei Chin(attuali Cinesi),radendo alla fiamme l’attuale Pechino,allora Yenking,le quali fiamme arsero per settimane intere.
L’ultima Piccola Era Glaciale è stata 160 anni fa,quindi la prossima potrebbe facilmente alle porte.
Guardiamo i fatti concreti,continuano ad affermare un significativo Riscaldamento Globale della quale dicevano che le acque si sarebbero riscaldate sempre più e ci troviamo con una Nina,raffreddamento delle acque del Oceano Pacifico,in forte crescita come non si vedeva da decenni.
L’Antartide curiosamente mentre oggi si stà avviando la primavera nell’emisfero australe mostra chiare difficolta a sciogliersi mentre la stazione di Vostok ha continuato a registrare record di fredda temperatura e il 2010 è stato per quel continente segnato come l’anno più freddo del XXI secolo.
Per la seconda volta da oltre 20 anni,dopo l’anno scorso,la neve è tornata a far visita ai felici romani mentre in Florida si son registrate temperature di 0 gradi.
La Gran Bretagna stà registrando eccezionali ondate di gelo ed è stato chiaramente affermato che è l’inverno peggiore degli ultimi 30 anni.
E dire che fino a poco tempo fa affermavano che questo sarebbe stato un inverno mite,beh se questo è un inverno mite allora se ce ne fosse uno ancora più rigido costoro si metterebbero a gracidare come della galline atterrite.
Nemmeno l’affermazione che il 2010 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati,nonostante sia stato detto dalla NASA è vero.
A confermarlo sono solo grafici ma tra ghiacci antartici da record,repentina ripresa dei ghiacci artici ecc i dati mostrano l’esatto contrario chiaro sintomo di una manipolazione dei dati come ha confermato lo stesso Wikileaks della quale alcuni file segreti pubblicati ammettevano chiaramente che la scienza del clima e’ assai corrotta e la teoria del Riscaldamento Globale ha portato solo ad un inutile accaparramento di grandi fiumi di denaro a molti governi quindi è inutile dar troppo credito a certa gente,mafia e corruzione del clima sono come 2 fidanzati che si tengono per mano,entrambi ben radicati in tutto il mondo.
Dopotutto non era la stessa Nasa ad affermare di aver scoperto un batterio “alieno” a Monolake?
Peccato che tale posto sia già noto per batteri che vivono in acqua anche a temperature estreme di 100 C°,nessuna prova quindi dimostra che fossero in alcun modo extraterrestri.
Un’altra bufala sul clima che si riscalda è quella detta da James Lovelock la quale sostiene che nel 2100 l’uomo si estinguerà,ricordate nella parte precedente le tracce di homo sapiens fatte risalire non a 100.000 anni fa come sostiene il darwinismo per l’alba dell’uomo moderno,ma bensi antiche di milioni di anni?
Se davvero abbiamo attraversato diverse glaciazioni e periodi estremi nella storia del clima come si fa a prevedere una simile ipotesi?
Manca di totale realtà scientifica.
Comunque sia il futuro del clima l’uomo ha scarsa attinenza con ciò,ma per quanto riguarda la variabiltà del sole esistono motivi per credere che una di esse sia vicina.

ESEMPIO: Le impressionanti immagine delle variazioni di dimensioni della stella variabile Chi Cygni nell’arco di un anno.

Alex


Fonti:
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/07/estinzione-magnetica.html
Immanuel Velikovsky,World in Collision

http://www.astronomyforum.net/astronomia-forum/77626-inversione-del-campo-magnetico-terrestre-pentitevi-mondo.html

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_eruzione_di_un_antico_supervulcano/1296827

http://coscienzaliena.blogspot.com/2010/03/il-supervulcano-di-yellowstone.html

http://miaplacidusedaltriracconti.blogspot.com/2008/06/70000-anni-fa-l-del-vulcano

Robert W.Felix,Not by Fire but by Ice

http://www.antikitera.net/news.asp?ID=352&TAG=Altro&page=

http://www.stanford.edu/~meehan/donnellyr/summary.html

http://expianetadidio.blogspot.com/2010/10/il-sole-come-stella-variabile.html

http://www.antikitera.net/news.asp?ID=659&TAG=Archeologia&page=3

http://www.salviamoci2012.eu/forum/news.asp?id=73

http://en.wikipedia.org/wiki/Bond_eventhttp://expianetadidio.blogspot.com/2010/02/siccita-e-piccola-era-glaciale.html

Robert,W Felix Not by Fire but by Ice

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201010articoli/59590girata.asp

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Clima-Nasa-2010-lanno-piu-caldo-mai-registrato_816266946.html

http://www.wpsmeteo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=821:wikileaks-qrivelaq-che-la-scienza-sul-clima-e-qirrilevanteqe-corrotta&catid=6:articoli-clima&Itemid=18

http://alberiepiante.forumfree.it/?t=40293165

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NIA Cerca Articolisti e Collaboratori

29 gennaio 2011 18 commenti

Ultimamente forse è stato notato ma abbiamo avuto problemi con la pubblicazione di nuovi articoli.

I Nostri collaboratori hanno avuto molti impegni, specialmente Sand-Rio, che saluto da parte di tutto lo staff, il quale fortunatamente non ha ricevuto ripercussioni gravi per via delle alluvioni che hanno colpito il Brasile nelle scorse settimane.

Per NIA non dovete essere esperti in qualche settore in particolare, ma basta avere la voglia di scrivere qualcosa si di un qualche argomento, cerchiamo sia articoli singoli, che anche persone disposte a dare parte del loro tempo libero al blog, per mantenerlo vivo e scrivere articoli più frequentemente.

Se qualcuno è interessato, per privacy, lo contatteremo noi all’indirizzo mail che viene inserito nell’iscrizione o quello che viene richiesto nell’inserimento di un messaggio.

Basta che voi diate la disponibilità a migliorare ed aiutare il blog.

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30 anni di Ghiacci Marini – Parte 2

27 gennaio 2011 25 commenti

Ed Ecco la 2°Parte

Agosto

Notiamo molto bene 3 fasi distinte, la prima 1979-84 con un’estensione media di 26.1milioni di kmq, la seconda dal 1985 al 2001 con un’estensione media di 25.6milioni di kmq, poi si vede una terza fase, che presenta una variabilità decisamente superiore alla prime 2 ed arriva fino ad oggi con un’estensione media di 24.5milioni di kmq

Media 79-83: 26.2

Media 06-10: 24.4

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 366 Anni

Settembre

In Settembre notiamo un comportamento simile a quello di Giugno, cioè con 3 fasi ben distinte di calo, crescita e di nuovo calo.

Per Giugno i punti di cambio di pendenza erano 1992, 1999 e 2006 ( incerto )

Per Settembre invece la prima fase di calo arriva fino al 1990, il periodo di crescita si ferma al 1996 mentre la 2° fase di calo arriva fino al 2010, anche se vista l’evoluzione di Giugno potremmo supporre che questo calo sia finito nel 2008 e che sia iniziata la nuova fase di ripresa dell’estensione.

Sarebe importante questa cosa perché Settembre rappresenta il periodo di minima estensione per l’artico e di massima per l’antartico, quindi un suo eventuale aumento dovrebbe in maggior parte essere dovuta alla migliore tenuta dell’artico nella fusione estiva.

Media 79-83: 26.2

Media 06-10: 24.1

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 310 Anni

Ottobre

Ottobre risulta molto stabile per quasi tutta la serie, dopo il 2007 si vede però la difficile crisi artica nel riprendere l’estensione perduta in Settembre.

Infatti dopo il 2007 l’estensione è decisamente più bassa, e con l’antartico ancora ai massimi stagionali il fatto è da ricercare nel difficile recupero durante la formazione del ghiaccio autunnale nell’artico.

Media 79-83: 27.8

Media 06-10: 26.3

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 473 Anni

Novembre

Dal grafico si possono valutare una miriade di possibili distinzioni, ma io opto per quella più semplice, ovvero, la prima fase 1979-1994 dove si nota una spiccata variabilità ma restando molto stabili, mentre la 2° dal 1995 fino ad adesso che risulta molto più stabile con un leggero trend di calo, perché la maggior parte della differenza tra i 2 periodi risulta essere avvuta tra il 1992 e il 1995

Media 79-83: 27.8

Media 06-10: 26.7

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 655

Dicembre

Si vede un leggero calo come trend di fondo, ma molto mascherato dall’elevata variabilità annuale che non mostra fasi distinte o periodi particaolari su cui fare osservazioni

Media 79-83: 24.6

Media 06-10: 24.1

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 1’301 Anni

Intero Anno nel Complesso

Si può vedere come le varia fasi distinte, i vari cicli o periodi con comportamenti particolari a livello annuale vengano tutte smussate dal comportamento generale che presenta un trend di calo costante e senza troppe variazioni di pendenza.

Notiamo però che gli ultimi 3 anni sono stati superiori rispetto al minimo registrato nel 2007, un fenomeno del genere è già capitato agli inizi degli anni 90 e fu solo una fase temporana.

Ora vediamo che il 2009 e il 2010 sono in calo rispetto al 2008 se anche il 2011 dovesse calare ancora allora avremo la prova certa che era solo una fase temporanea ( negli anni 90 durò 4 anni ) se invece dovesse chiudere con un’estensione media annuale superiore al 2010 e magari in linea con il 2008 si potrebbe pensare ad un cambio di rotta, magari non una fase di ripresa, ma una fase di stabilizzazione, cosa che è in atto nel comparto temperature.

Media 79-83: 24.4

Media 06-10: 23.2

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 522 Anni

FABIO

Lettera al NOAA – l’attuale evento di Nina

26 gennaio 2011 23 commenti

Ripropongo la lettera al NOAA di cui abbiamo già discusso lo scorso autunno, riveduta e corretta alla luce delle nuove previsioni sulla Nina ed anche alla luce del recente cambio di segno della PDO (Pacific Decadal Oscillation).

Aggiungo che, se il NOAA vorrà e potrà risponderci, scriverò un articolo per riassumere quanto sta accadendo, alla luce delle loro risposte.

—————————————

Buongiorno,

siamo un gruppo di appassionati di meteorologia, climatologia ed astronomia solare. In particolare, stiamo seguendo con grande interesse l’evoluzione dell’attuale evento di Nina, tramite il blog daltonsminima.altervista.org, grazie anche e soprattutto alle informazioni riportate sui siti NOAA.
Siamo molto colpiti dall’intensità dell’evento e, ancora di più, dalle attuali previsioni NOAA che indicano un Nina persistente, che potrebbe durare ben oltre la prossima estate, richiamando così alla memoria gli eventi del 1955 e del 1974.

Ci chiediamo e quindi vi chiediamo

  1. se le piogge alluvionali verificatesi di recente in Australia, Filippine e Sri Lanka siano da attribuirsi, direttamente o indirettamente, alla Nina;
  2. quali possano essere le conseguenze climatiche di un simile evento, a medio termine, se le previsioni NWS/NCEP per i prossimi mesi saranno sostanzialmente confermate e quindi se l’evento di Nina dovesse prolungarsi oltre la prossima estate,
  3. se sia possibile (e in quale misura) che l’attuale evento di Nina, insieme al cambio di segno della PDO, possa essere il segnale di una svolta climatica, dopo un periodo (dalla seconda metà degli anni ’70 fino quasi ad oggi) caratterizzato da eventi di Nino complessivamente più intensi di quelli di Nina; cioè se sia ragionevole prevedere un nuovo periodo (come in quello dal 1950 al 1975) caratterizzato da una prevalenza di eventi di Nina e, di conseguenza, da temperature globali complessivamente più basse;
  4. inoltre quali potrebbero essere, a vostro parere, le cause prime di tali variabilità e ciclicità (se confermate);
  5. infine, se vi siano correlazioni evidenti tra la “forza” e la durata di un evento di Nina (e di Nino) e l’andamento dei minimi e dei massimi solari e se, a periodi di minimi solari prolungati o comunque di debole attività solare protratta nel tempo (come quella tuttora in corso, iniziata ormai 5 anni fa), possano corrispondere più episodi di Nina che di Nino.

Vi ringraziamo in anticipo per la cortese risposta che potrete inviarci e continuiamo a seguire con sempre maggiore interesse la vostra attività di indagine e previsione.

Saluti

NIA

FabioDue

DESERTI POLARI – II PARTE

24 gennaio 2011 46 commenti

“La vita è soltanto forte e nient’altro; c’è soltanto quel viaggio, ed è forte. Così forte che porta alla tomba. Per tutti e per tutto.”(da “Un oscuro scrutatore” di P.K.Dick)

Nella parte precedente abbiamo parlato del ciclo delle estinzioni di massa ogni 14 milioni di anni e delle intersecazioni del nostro Sistema Solare con l’equatore galattico con conseguenze estremamente catastrofiche per il nostro pianeta.
Bisogna considerare che tali eventi non ebbero ripercussioni sugli esseri viventi di allora solo dopo centinaia di anni ma bensì,molti degli effetti su di essi,furono talmente repentini e istantanei da coinvolgere alla sprovvista la fauna marina nel mezzo delle loro stesse azioni,senza che avessero modo di sapere che un istante stavano mangiando un pesce e un’istante dopo erano già morti,uccisi e rimasti fossilizzati nell’atto di quello che stavano facendo,come testimoniano diversi fossili.

Fossile fatto risalire a 50 milioni di anni fa nella quele ci sono molte diverse varietà di pesce antico trovato nella Green River Formation,Nord America,che consiste un in scisto bituminoso compresso in molti strati di roccia,formatosi nei depositi di un antico lago

Cosa ha fossilizzato tale mollusco senza che avesse avuto il tempo di decomporsi,preservandolo nella roccia così come era?
Altri fossili

Quando il Sistema Solare viene a trovarsi a contatto con un campo magnetico infinitamente potente come quello dell’equatore o piano galattico,a risentirne sono non solo il Sole ma anche quegli stessi pianeti che vi orbitano intorno.
Le variazioni dei campi magnetici planetari e il cambiamento di polarità dei loro campi magnetici sono in grado di produrre potenti scariche elettriche a milioni di volt che percorrendo gli strati della superficie,prendiamo d’esempio quella terrestre,letteralmente si tratti di una superficie sabbiosa o argillosa o composta da sedimenti,tali correnti elettriche la attraversano in un lampo e in quello stesso istante ne liquefano i sedimenti e li ricristallizza con gli altri in roccia solida formando nuovi minerali o più spesso conglomerati.L’argilla si sarebbe convertita letteralmente in ardesia con temperature prossime tra i 100 e i 200 C°,aumentiamole ancora di più e la composizione chimica sarebbe cambiata ancora di più trasformandola in Scisto e gneiss.La curiosa caratteristica di queste rocce guardacaso è proprio quella di avere dei grani minarali molto comuni tra di esse.Anche il granito se lo osserviamo è composto da sedimenti fusi e ricristallizzati tra loro.Se il calore di tali correnti elettriche fosse stato sufficiente il calcare si sarebbe ricristallizzato in marmo e l’arenaria in quarzo.
Il modo in cui queste scariche elettriche si sarebbero formate lo troviamo nel meccanismo della dinamo,inventata più di un secolo fa da Michael Faraday della quale una sua legge fondamentale afferma:un campo magnetico variabile può produrre corrente elettrica.

Se consideriamo che il campo magnetico terrestre è prodotto da un effetto molto simile a quello della dinamo tra il nucleo e il mantello,quando quest’ultimo si trova ad aver a che fare con un campo magnetico estremamente potente e magari di polarità opposta come quello dell’equatore galattico quale sarebbe il risultato..Un’ulteriore dimostrazione di tali correnti elettriche la possiamo riscontrare nelle impronte fossili di dinosauri rinvenute in diverse parti del mondo,quelle rocce un tempo erano fango o terreno umido sulla quale ci camminavano i dinosauri.Sarebbe sufficiente qualche giorno affinche una pioggia torrenziale,o qualcos’altro cancelli tali impronte,e invece,a distanza di milioni di anni le troviamo ancora fresche di giornata.

La risposta la troviamo nei sedimenti di terreno attraversati dalle potenti correnti elettriche di cui abbiamo parlato,fusi e in seguito ricristallizzati.
Ma c’è un particolare che è molto importante e allo stesso tempo inquietante da notare e che darà risposta ad un’importante domanda alla fine della terza e ultima parte.Fatti risalire a milioni di anni fa sono stati ritrovati non solo scheletri di animali da ogni parte del mondo ma bensì tracce di scheletri umani anatomicamente moderni simili all’attuale ma anche altri differenti,spesso presenti sulle stesse rocce e fossilizzati negli strati geologici di milioni di anni fa:
1. Scheletro completo di Homo Sapiens moderno a Olduval George, in Tanzania, fossilizzato in strato di 1-2 milioni di anni, rinvenuto dal Dott. Hans Reck nel 1913.
2. Omero e femore di uomo attuale, in Kenia, datati rispettivamente 4 e 2 milioni di anni (1965, 1972, documentazione ufficiale).
3. Femore anatomicamente moderno trovato sull’Isola di Giava nel 1894. Venne erroneamente associato ad un teschio di ominide primitivo a formare un fantomatico miscuglio che prese il nome di Homo Erectus, caposaldo ormai incontestabile della nostra linea evolutiva.
4. Ossa di Homo Sapiens rinvenute a Brescia dal geologo Giuseppe Regazzoni in strato del Pliocene (3-4 milioni di anni) (1860).
5. Cranio di ominide dalle caratteristiche controverse, scoperto dall’antropologo Richard Leakey in Kenia (1972). Presentava una capacità cranica inaspettatamente alta, con una forma facciale primitiva, e la stima dell’età oscillava tra 2,6 e 1,8 milioni di anni. Nonostante la sua classificazione come Homo Habilis, questo ominide non può appartenere alla linea evolutiva originata dall’Australopitecus (Fonte: Origins, di Leakey e Lewin).
6. Prove di trapanazione del cranio, praticata nell’era neolitica, a scopo magico o terapeutico (praticata anche oggi da diverse tribù africane che si trovano allo stadio neolitico). Il più antico è un cranio di uomo cinquantenne ritrovato in Alsazia da una missione archeologica nel 1997, datato al 5000 a.C. con il metodo C14. Il soggetto riportava le tracce di diversi interventi chirurgici, a cui sopravvisse, come dimostra la rigenerazione dell’osso cranico.
7:Impronte di piede di diversi esemplari di Homo Sapiens su ceneri vulcaniche fossili, a Laetoli in Tanzania, risalenti a 3,6 milioni di anni fa. Scoperte nel 1979 da Mary Leakey, furono erroneamente attribuite all’Australopitecus .
8:Impronta di scarpa su arenaria nel deserto di Gobi, decine di milioni di anni (Fonte: P.Kolosimo).
Le persone di quel tempo non sono probabilmente state uccise dal ciclo di 14 milioni di anni ma bensì da altri tipi di cambiamenti climatici e cicli delle glaciazioni.
Oltre al ciclo di 14 milioni di anni esistono anche cicli minori della quale andando in ordine decrescente il più grande è quello noto come Ciclo di Milankovitch.
Secondo la teoria più nota dei Cicli Astronomici di Milankovitch ogni 100.000 anni l’orbita terrestre subirebbe una variazione che la porterebbe ad allontanarsi nel suo afelio di più dal sole secondo un regolare ciclo.
Tale allontanamento la porterebbe a ricevere una minor quantità di raggi solari e quindi

Sempre secondo questo schema secondo gli scienziati questi cicli orbitali ci dicono che la Terra va incontro ad una nuova avanzata dei ghiacci,anche se non ci sono stime di quando tutto ciò potrà accadere ma secondo alcuni studi il periodo andrebbe prolungato dai 10.000 ai 20.000 anni.
Esistono tuttavia anche altri cicli a riguardo di tale teoria uno di essi tratta dell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’eclittica (il piano di rivoluzione dell’orbita terrestre, noto anche come obliquità della Terra.
Oggi detto angolo è di circa 23,5°.
Ma in un periodo di circa 40.000 anni, esso può variare da poco meno di 20° fino a 24°, variazione dovuta alla perturbazione dell’orbita della Terra causata dall’influenza di altri pianeti,specialmente Giove.
Quando l’angolo di inclinazione è minore, la differenza stagionale tra i poli e l’equatore è assai più moderata.
Se non ci fosse nessuna inclinazione, non ci sarebbe nessuna stagione.
Attualmente, con 23,5°, l’inclinazione della Terra è elevata e questo comporta un’escursione termica ai poli elevata.
Prendiamo poi in considerazione il ciclo orbitale noto come precessione degli equinozi.
L’asse terrestre non sempre punta verso la stessa posizione nei cieli.
Nell’arco di circa 26.000 anni, la Terra compie una movimento rotatorio, come una trottola, così che l’asse traccia un cono nel cielo.
Un effetto di ciò è il cambiamento di posizione della Stella Polare.
Oggi è vicina a Polaris nel Piccolo Carro, mentre, circa 13.000 anni fa, era vicina alla stella Vega, nella costellazione della Lira.
Il termine “precessione degli equinozi” deriva dal fatto che gli antichi astronomi osservarono un graduale cambiamento nell’allineamento del Sole rispetto allo sfondo delle stelle all’alba dell’equinozio di Primavera.
L’effetto sul clima di questo movimento conico dipende dall’interazione di due elementi geometrici: l’angolo di inclinazione e il fatto che l’orbita della terra non è tonda, ma ellittica, con il Sole in uno dei due fuochi.
Le due posizioni estreme dell’orbita si chiamano perielio (più vicino al Sole) e afelio (più lontano dal Sole).
Come abbiamo visto, le stagioni sono causate dall’inclinazione dell’asse della Terra..
L’estate può verificarsi sia al perielio che all’afelio.
Attualmente l’asse è così inclinato per quanto riguarda il ciclo della precessione, che l’estate dell’emisfero settentrionale avviene alla più grande distanza dal Sole. L’estate si è verificata all’afelio approssimativamente nell’anno 1250, piuttosto recentemente in questa scala temporale.
Tornando al ciclo di 100.000 anni,l’ultima Era Glaciale è cominciata 100.000 anni fa ed è terminata in seguito ad un evento catastrofico 11.500 anni fa,con una nuova riformazione dei ghiacci che fortunatamente non è durata per più di un secolo e in seguito si sono di nuovo ritirati.
Ma vale prima la pena di attirare l’attenzione su quanto avvenne in quel periodo,vale a dire 100.000 anni fa.
-Alle isole Galapagos una potente eruzione vulcanica fatta risalire a 100.000 anni fa causò la quasi totale scomparsa delle tartarughe giganti.
-Negli Stati Uniti una violenta eruzione esplosiva del vulcano Jefferson viene fatta risalire a 100.000 anni fa
-Devastanti eruzioni esplosive sono state registrate nell’area della Long Valley in un arco comprendente 500.000, 300.000 e 100.000 anni fa,guarda caso tutti in concomitanza con tale ciclo.
Cosa causò queste e altre eruzioni vulcaniche in diverse aree del mondo coincidenti con il ciclo delle variazioni orbitali della Terra?
E’ stato osservato che durante il Minimo Magnetico della Piccola Era Glaciale il vulcanismo e l’attività sismica in differenti aree del globo aumentarono sensibilmente contribuendo anche a raffreddare il clima con forti immissioni di pulviscolo nell’atmosfera,contribuendo a limitare ulteriormente l’irradiamento solare già di per se debole a causa dell’attività della nostra stella.
Se la Terra allontanandosi dal Sole,fosse stata meno influenzata dal suo campo magnetico,potrebbe essere questa la sua spiegazione.
Minor campo magnetico porta la Terra ad essere maggiormente sensibile ai suoi sbalzi per esempio a causa di forti esplosioni solari che generano tempeste magnetiche,e questo potrebbe aver portato ad un maggior incremento dell’attività vulcanica.
Quanto avvenne invece 11.500 anni fa pose fine a tale tale Era Glaciale,vi fu un’improvviso scioglimento dei ghiacciai di tutto il mondo accompagnati da un incremento delle piogge che forse furono proprio esse la causa principale.
Il coincidente incremento dell’attività vulcanica,riscaldamento dei mari ed estinzione di massa lasciano a dimostrare che all’epoca avvenne un’inversione magnetica che seppur differente rispetto a quello di 14 milioni di anni,questo ciclo minore ha i medesimi effetti che terminano con un intenso o meno riscaldamento e successivo raffreddamento del clima in tutto il globo.
Questo è quanto avvenne inn quel periodo:
11.500-12.000 anni fa:Escursione Magnetica di Gothenburg
-Estinzione:il 72% delle specie dei grandi mammiferi scompare (ma solo il 10% delle specie dei piccoli mammiferi scompare)-Improvvisa e grande formazione di ghiacci,poi fine dell’Era Glaciale in 20 anni.-Inizia l’attuale periodo caldo.-Picchi del carbonio 14,berillio e molti altri elementi.-Terremoti in Scozia,Canada e Scandinavia.-Sollevamento tettonico nella valle del Nilo e forse in tutto il mondo.-Sollevamento di letti di depositi a sud di Goteborg.-Aumento delle temperature dei mari di 5-10 gradi.-Inondazione nel Golfo del Messico-Esondazione del lago Bonneville.-Inondazione delle Badlands.-Inondazione del fiume Connecticut.-Esondazione del lago Missoula.-Inondazione del fiume San Lorenzo.-Inondazione del Nilo.-Molte altre superinondazioni.-Vulcanismo Globale.-Vulcanismo in Messico datato con sicurezza 11.580 anni fa .-Eruzioni nell’Eifel,Germania occidentale.-Strati comuni delle ceneri del Saint Helens e swlle inondazioni del lago Missoula che indicano eventi simultanei.-Eruzione del Glacier Peak,Washington.-Vulcanismo di immani proporzioni in Alaska.-In Alaska e in Siberia stratificazioni congiunte di ceneri e ossa di mammut.-Eruzione del Katla,Islanda.

Secondo Frank C. Hibben la presenza di cenere vulcanica nel concime di origine animale sepolto sotto il permafrost dell’Alaska e della Siberia indica che la loro eestinzione coincise con eruzioni vulcaniche di grandi proporzioni.
L’effetto delle differenze di temperatura e quello di chilometri cubici di cenere e So2 emessi nell’atmosfera può produrre correnti e raffiche di vento di incredibile potenza.
Tale ciclo di 11.500 anni lo si può riscontrare più e più volte nel corso della storia del nostro pianeta,diverse inversioni magnetiche sono avvenute in concomitanza con altri cicli come quello orbitale di Milankovitch.
Infatti durante l’ultima Era Glaciale di 100.000 anni fa sono riscontrabili periodi di 10.000,5.000,1000 anni di clima mite seguiti poi da una ripresa delle condizioni glaciali.
La differenza con l’inversione magnetica del 10.000 prima dell’Era Volgare e quelle di allora consiste che l’orbita della Terra dopo aver raggiunto 100.000 anni fa il punto di massima distanza dal sole della sua orbita con il passare dei millenni si è nuovamente ristabilizzata puntando dritta ad un periodo interglaciale di altri 12.000 anni,così che i ghiacciai non sono durati per più di un secolo ritirandosi nuovamente anche se variati a loro volta da cicli climatici ancor minori.
Nella terza parte verranno menzionate le specie che durante tale inversione magnetica si sono estinte e gli altri cicli minori di raffreddamento e riscaldamento climatico.

Fonti:
Robert.W Felix,Not by Fire,but by Ice

http://southwestblend.com/crossroadstreasures/fish-fossils.htm

http://www.bioedonline.org/news/news.cfm?art=556

http://www.jqjacobs.net/writing/volcanoc.html

http://volcano.oregonstate.edu/vwdocs/volc_images/north_america/california/long_valley.html

http://www.wpsmeteo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=157:la-teoria-dei-cicli-astronomici-&catid=12:articoli-clima-di-luca-romaldini&Itemid=29

http://expianetadidio.blogspot.com/2010/07/estinzione-magnetica.html

http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/lultimo-milione-di-anni.html

Alex

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Un’occhiata al Sole…

23 gennaio 2011 13 commenti

Attualmente sono presenti 2 Regioni Attive, la 1147 e la 1149, entrambe nel nord emisfero.

La 1149 in questi giorni ha fatto alzare il Solar Flux fino a valori di 85, portando a ieri la media mensile ad 81.86.

Sempre dalla medesima sono partite varie solar flare, tra cui alcune anche di classe C.

Ciononostante l’Ap-index resta a valori molti bassi, come il vento solare.

In generale quindi, l’attività della nostra stella rimane ancora minima, anche se ogni tanto sembrano comparire dei segnali di accelerazione.

In tal contesto riteniamo anche possibile che il mese di gennaio possa finalmente battere il record medio mensile del flusso solare fermo al febbraio scorso (82.70), anche perchè il Behind non sembra proprio calmissimo:

Ma come sempre sarà solo il consueto nowcasting solare che ce lo dirà…sono proprio curioso di vedere come finirà gennaio e come si comporterà il sole nei prossimi mesi, perchè se dovesse perdurare tale situazione di “relativa quiete”, in molti che non l’hanno ancora fatto dovranno per forza ricorreggere i loro forecasts!

Chiudo dicendo che purtroppo le immagini del Soho Continum sono ferme all’11 gennaio e che quindi non è più stato possibile eseguire il nia’s count.

Ci auguriamo come sempre accaduto finora, che le immagini tornino disponibili al più presto, dandoci anche l’oppurtunità di attingere dall’apposito archivio i giorni mancanti in modo da aggiornare il nostro conteggio.

Stay tuned, Simon

30 Anni di Ghiacci Marini – Parte 1

21 gennaio 2011 14 commenti

Come promesso finito il 2010 sarebbe arrivato il riassunto generale dei ghiacci marini totali che annualmente sono presenti nei 2 poli.

L’ultima volta l’analisi era puramente grafica e presentava alcuni errori, che abbiamo corretto in questa nuova stesura, prima di tutti abbiamo resa fissa la scala dei valori della variabile dipendente, l’asse infatti avrà come intervallo i valori di 16milioni di kmq e 30milioni di kmq, valori al cui interno sono contenute tutte le variazioni stagioni dei ghiacci marini.

La linea smoothed nera che vedeva che evidenzia l’andamento smussando i singoli valori è stata migliorata, ora è più “stabile” e rappresenta meglio le variazioni eliminando la variabilità di fondo.

Partiamo con questa prima parte dove guarderemo solo i primi 7 mesi dell’anno.

Per orgni mese sarà inserito il grafico e una breve valutazione sia grafica che analitica qualora ce ne fosse bisogno.

Saranno inoltre aggiunte come valori di confronto la media dei primi 5 anni della serie e la media degli ultimi 5 anni e quanto tempo è necessario affinchè il ghiaccio arrivi a 0 mantenendo un calo costante

Gennaio

Dal grafico si può notare come non ci sia stato un vero e proprio calo continuo ma si possono notare 2 fasi distinte, la prima fino al 1996 abbanstanza stabile su valori medi di 20.1milioni di kmq mentre la seconda che continua tutt’ora ( i valori del 2003 e del 2008 paiono rientrare nella variabilità di fondo e non essere dei cicli importanti ) con valori di circa 19.3milioni di kmq

Media 79-83: 20.2

Media 06-10: 19.2

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 518 Anni

Febbraio

Per Febbraio valgono le stesse considerazioni fatte per Gennaio, ma si nota come il salto di estensione sia avvenuto molto più avanti, infatti solo dopo il 2005 notiamo valori decisamente più bassi che non rientrano più in una normale variabilità di fondo

Infatti se prima del 2005 solo il 1997 chiuse sotto il valore di 18milioni di kmq dopo tale anno tutti tranne il 2008 hanno chiuso sotto tale soglia

Media 79-83: 19.0

Media 06-10: 17.7

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 368 Anni

Marzo

Per Marzo c’è poco da dire, non è mostrato nessun calo significativo e i 2 picchi del 2006 e del 2008 sembrano essere frutto della normale variabilità

Media 79-83: 20.2

Media 06-10: 19.3

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 579 Anni

Aprile

Stesso discorso fatto per Marzo

Media 79-83: 22.4

Media 06-10: 21.9

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 1’183 Anni

Maggio

Se non fosse stato per il periodo 2002-2007 Maggio sembrerebbe mostrare oltre che una incredibile stabilità anche un leggero aumento rispetto alla fine degli anni 80, infatti in quegli anni l’estensione era di 23.8milioni di kmq, valori medi così bassi solo il periodo sopracitato gli ha battuti.

È interessante notare come il periodo 2002-07 abbia avuto un’estensione media di 23.5milioni di kmq mentre i 3 anni precedenti e i 3 successivi hanno avuto una media ( tutti e 6 insieme ) di 24.8 milioni di kmq.

Quel periodo ha quindi avuto un buco di 1.3milioni di kmq quadrati che ora pare essere stato superato ma che risulta inspiegabile, perché mostrato solo in questo mese.

Media 79-83: 24.4

Media 06-10: 24.0

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 1’620 Anni

Giugno

In questo mese possiamo notare dal grafico 3 fasi distinte ed una possibile 4° appena incominciata o in procinto di farlo.

Si capisce infatti come Giugno mostri un calo costante dal 1979 al 1992, successivamente c’è una fase di ripresa dell’estensione fino al 1999 e poi un successivo nuovo calo ( non molto costante ) che pare essersi concluso nel 2006-2007

Adesso infatti potremmo essere in una nuova fase di ripresa

Media 79-83: 26.4

Media 06-10: 25.6

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 864 Anni

Luglio

Questo è il primo mese che mostra un calo costante nel tempo e che nonostante gli ultimi 3 anni superiori al minimo non pare essersi arrestato, sicuramente Luglio sarà un mese da monitorare

Media 79-83: 26.9

Media 06-10: 25.3

Tempo necessario per Azzerare il Ghiaccio: 427 Anni

FABIO

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