PRELUDIO ALLA PICCOLA ERA GLACIALE:PROVE SCIENTIFICHE (terza parte)
OCEANI E MARI

La presenza di scosse sismiche lungo la dorsale atlantica sommato al fatto che quest’anno l’Oceano Atlantico si è riscaldato più del solito potrebbe stare a significare che il vulcanismo sottomarino stia agendo sulle sue temperature superficiali,ovviamente questo unito anche alla Corrente Nord Atlantica.
Come pare essere stato dimenticato la Corrente Nord Atlantica è cambiata in quanto le acque profonde,a causa di un cambiamento della salinità.
Tale cambiamento è dovuto al fatto che vaste porzioni della Groelandia si stanno sciogliendo riversando in mare grandi quantità di acqua dolce,un fattore di cui ho parlato nella parte precedente è proprio uno degli effetti dei cicli o Eventi di Bond.

Velocità della corrente del Golfo nell’Ottobre 2000

Velocità della Corrente del Golfo nel Febbraio 2005

Velocità della Corrente del Golfo nel Gennaio 2007

Velocità della Corrente del Golfo nel luglio 2009
Velocità della Corrente del Golfo nel 18 marzo del 2010
Velocità della Corrente del Golfo nel 12 agosto 2010
Velocità della Corrente del Golfo nel 28 agosto 2010
Velocità della Corrente del Golfo nel 2 settembre 2010
Se la Corrente non porta più il suo calore verso nord,quest’ultimo potrebbe contribuire a scaricarsi direttamente nell’oceano atlantico riscaldandolo più del dovuto e facendo si che aree diretamente bagnate da quest’ultimo subiscano forti ondate di caldo e inverni miti.
Tornando al vulcanismo sottomarino cito una parte importante del precedente articolo di cui avevo parlato in quanto il vulcanismo stava influendo sulla linea dei ghiacci marini e sul riscaldamento della Groelandia.
“Attualmente però in alcune aree l’Artico si stà già di per se riscaldando.
“Purtroppo a remare contro ci hanno pensato le temperature che nel mese di febbraio su gran parte dell’Artico sono state di 2-4 gradi superiori al normale, e addirittura di 5.7 gradi superiori alla norma sulla parte orientale della Groenlandia.”

A dimostrare che si tratta del vulcanismo sottomarino che stà riscaldando queste aree si dovrebbero trovare corrispondenze con l’attività sismica,e infatti negli ultimi giorni (i giorni prima dello scorso 24 marzo)il polo nord e le aree orientali della Groelandia sono state scosse da alcune più o meno forti scosse di terremoto.
L’incremento dell’attività sismica in nell’area del vulcano Krísuvík,in Islanda,probabilmente è connessa proprio a questi fenomeni in quanto fanno tutti parte della dorsale atlantica.”
In futuro l’ipotesi più probabile è che l’Artico,nonostante il Minimo Solaree alcune possibili forti eruzioni vulcaniche che potrebbero rinfrescare il clima,potrebbe essere in parte sgombro dai ghiacci come o forse anche più di quest’inverno in quanto con questi fattori l’oceano Atlantico che si riscalda e anche l’Artico,l’attività sismica e vulcanica da quelle parti potrebbe mantenersi intensa.
Infatti è anche nello stesso Oceano Atlantico che sono state scoperte temperature geotermiche estremamente elevate.
“A rivendicare questa sorprendente scoperta è il geochimico Andrea Koschinsky della Jacob Univeristy di Brema, in Germania. Questa sorgente di acqua caldissima si trova a 3.000 metri di profondità, sulla sommità di un’enorme bolla di magma rovente, ed è così calda da trovarsi in uno stato mai osservato prima in natura, a metà strada tra il liquido e il gassoso. Come noto i liquidi si scaldano fino a bollire ed evaporare all’aumentare di temperatura e pressione. Portando questi due parametri all’estremo, come accade sopra una colata di lava incandescente 3 km sotto la superficie del mare, lo stato fluido e gassoso dell’acqua si mescolano l’uno nell’altro, dando origine a un elemento più denso del vapore ma più leggero dell’acqua liquida.
Studi bollenti. Secondo i modelli elaborati dai ricercatori, l’acqua, nelle profondità dell’Oceano, si surriscalderebbe per la vicinanza con il magma e per l’immensa pressione (oltre 300 atmosfere) fino alla temperatura di 407 °C passando così allo stato “supercritico”.”

Un’altro fattore che potrebbe essere critico per l’Artico in quest’inverno è il fatto che l’attuale Nina stà poco alla volta esaurendosi e presto,forse già da quest’anno potrebbe ricominciare El Nino.
Alcuni prevedevano El Nino addirittura nel 2013,anche se potrebbe essere in quel periodo che raggiungerà la sua massima intensità,ma la cosa peggiore è che potrebbe essere più intenso o addirittura durare di più di quello del 1998.

Considerando che El Nino potrebbe essere fortemente influenzato dal vulcanismo sottomarino,che attualmente dopo anche il risveglio del Marsili e l’aumento dell’attività vulcanica in diverse parti del globo è in aumento,questo aumento potrebbe influire enormemente sulle temperature degli oceani nei prossimi 3 anni.
Per maggiori dettagli si veda qui.
Ci si dovrà aspettare quindi un maggior aumento delle piogge in alcune aree del pianeta,siccità in altre,e estati probabilmente abbastanza calde.
Qui sotto è riportata l’immagine che mostra come l’equatore (l’incrocio fra le due linee) si sia mosso verso est in questi ultimi quattro secoli.

Andando a ritroso nel tempo troviamo poi ricercatori come il prof. Mukul Sharma il quale nel 2002, effettuando un’approfondita analisi geofisica degli ultimi 100.000 anni, riscontrò che quando il Sole è magneticamente molto attivo sulla Terra abbiamo dei periodi contraddistinti da un clima caldo, viceversa quando il Sole attraversa dei periodi con scarsa attività magnetica abbiamo dei periodi di glaciazione.
E’ altamente probabile che l’aumento di temperatura di alcune aree dell’Oceano Artico,si possa tranquillamente attribuire alle oscillazioni delle fasce del campo magnetico.
Anche El Nino e il vulcanismo di alcune aree del pianeta,come l’Islanda,potrebbe essere tranquillamente attribuito a queste oscillazioni.
A mio parere il motivo per cui a differenza dei secoli passati El Nino è diventato più frequente,è a causa dell’indebolimento del campo magnetico terrestre che causa a sua volta un incremento degli episodi eruttivi sia sottomarini che terrestri e molto altro.
Ma molti si potrebbero chiedere,come potrebbe avvenire una Piccola Era Glaciale,con tutto questo calore nei mari?ù+
La risposta stà nei mari,maggior quantità di calore equivale ad una maggiore quantità di vapore nell’atmosfera,sommiamo questo fenomeno al Minimo Solare e a un’eruzione particolarmente violenta che possa raffreddare il clima,e quel vapore unito al freddo ricadra sottoforma di violente piogge e in inverno sottoforma di intense nevicate,se dopo El Nino arriva un’altra Nina di forte o media intensità questo principio avverrà anche senza l’apporto di considerevoli attività vulcaniche.
























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