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Archivio per giugno 2011

I SEGNI DI UN GRANDE AUMENTO GEOTERMICO-Prima Parte

30 giugno 2011 29 commenti


Nell’ultima settimana una scarica di attività tettonica,vale a dire eruzioni vulcaniche e scosse di terremoto,è partita dal Giappone diffondendosi rapidamente nelle isole del Pacifico,il Cile,la Nuova Zelanda ecc,tutta la placca del Pacifico ne è direttamente coinvolta.
Ebbene pare proprio che questo notevole aumento dell’attività geologica potrebbe in realtà essere l’inizio di qualcosa di più grande,del tipo una maggiore attività vulcanica o un grande evento di El Nino,ovviamente non si può affermare con certezza questa affermazione ma qualche certezza c’è.
Si comincia con l’ormai logorato Giappone,dopo lo tsunami e il terremoto di 9.0 gradi della scala Richter,che il 3 giugno ha subìto una violenta scossa di terremoto di 6.3 gradi della scala Richter al largo della costa di Sendai, a nord di Tokyo.

Nel contempo dall’altra parte del mondo,in Kamchatka,il vulcano Siveluch ha incrementato la sua attività con2 forti eruzioni al punto da sollevare una nube di cenere ad una altezza massima di 9 km.

Nell’isola di Vanutau invece il vulcano Yasur,nell’isola di Tanna,ha aumentato la sua attività,sebbene lo stesse facendo da una settimana a quella parte,al punto che il suo livello di allerta è stato alzato a 3,mentre una pioggia di cenere stava ricadendo sui villaggi vicini.

Il 3 giugno invece,in Messico,Il Popocatepetel,un vulcano generalmente tranquillo ma pur sempre attivo,ha visto incrementare la sua attività con una forte eruzione che ha sollevato nell’atmosfera una nube di cenere all’altezza di 3 chilometri ,fortunatamentesenza pericoli per la popolazione nelle vicinanze del vulcano.

Nel contempo più a sud il vulcano Puyehue,in Cile,ha visto aumentare la sua attività sismica in maniera spaventosa con 750 scosse in 32 ore,un preludio alla grande eruzione che stava preparando nelle sue viscere.

Il 4 giugno invece uno sciame sismico è stato avvertito in Argentina.
8 terremoti di magnitudo moderata hanno colpito la regione in rapida successione: tre di 4,7, due di 4,6, 4,8, e il più forte di 4,9,mentre nelle Filippine,non lontano dal vulcano Taal attualmente in fase di risveglio una scossa di 3.1 è stata avvertita a Tagaytay City.
Nel frattempo in Cile il vulcano Puyehue si è risvegliato con una violenta eruzione a carattere esplosivo sollevando alta nel cielo un’immane nube di cenere e costringendo all’evacuazione di 3500 persone nelle aree circostanti il vulcano,mentre nel frattempo una fitta pioggia di pulviscolo nero,cenere,cominciava proprio a cadere su di esse.



Il successivo 5 giugno,mentre il vulcano in Chile continuava ad eruttare,in Indonesia,il monte Dieng,nell’area dei suoi 6 crateri,ha visto aumentare i suoi livelli di anidride carbonica,altamente tossici per l’uomo,perciò è stata ordinata l’evacuazione e il divieto di avvicinarsi nel raggio di un chilometro dall’area circoscritta.


Ma non era ancora finita,quello stesso giorno un terremoto di magnitudo 6,3 è stato registrato nei pressi dell’isola Macquarie, a nord dell’Antartide,mentre uno di 5,4 è stato registrato anche in Maule,Cile,un’altro nelle isole Fiji con 2 scosse di 5.8 e 5.1.

Il movimento delle placche si è rapidamente diffuso e si è fatto sentire anche in Nuova Zelanda,con una scossa di 5.5 gradi della scala Richter nella stessa area colpita dal terremoto dello scorso febbraio.
Arriviamo al 7 giugno e sembra che dopo la Placca del Pacifico,abbia influenzato a sua volta la dorsale Atlantica nella quale abbiamo in un drastico aumento dell’attività sismica anche in Islanda,che dopo l’eruzione del vulcano Grismvotn nelle scorse settimane di maggio,sembra aver visto aumentare la sua attività sismica,sebbene non si sa se potrebbero esserci nuove eruzioni.


Senza trascurare questo argomento,l’eruzione del vulcano in Cile sembra essersi intensificata e che abbia sollevato nell’atmosfera una grande nube di cenere visibile dallo spazio.


immagini Nasa

AFP

Reuters

Tutta questa attività tettonica potrebbe essere il preludio ad un forte El Nino,in quanto,stando alla probabilità che questo fenomeno non è solamente connesso all’attività atmosferica e alla radiazione solare,ma bensì anche a vulcanismo sottomarino è assai possibile che l’attività sismica e vulcanica di quest’anno particolarmente intensa in superficie,nei fondali marini potrebbe invece tradursi in una maggiorte serie di eruzioni sottomarine con immissione ignea di basalto che potrebbe contribuire a riscaldare in maniera sensibile l’area del Pacifico,special modo quella guardacaso dove ha origine il fenomeno di El Nino,nella quale sotto la superficie del mare converge con ben 3 placche tettoniche(placca Pacifica ad ovest;placca di Nazca a sud;placca di Cocos a nord) e si tratta di un’area di intensa attività vulcanica.
Esiste una forte corrispondenza tra molte maggiori eruzioni vulcaniche del passato e i El Ninos che le hanno accompagnate o seguite,con la differenza di un’anno prima mentre il fenomeno si stava sviluppando,o un’anno dopo mentre era in fase di calo.
Questa differenza potrebbe essere spiegata che il flusso magmatico talvolta può anche impiegare mesi o anche un’anno prima che all’interno dell’edificio vulcanico si generi la pressione necessaria a infrangere il duomo,o volta di lava solidificata del cratere formatasi nell’arco di una o più eruzioni precedenti.
Osserviamo ora la corrispondenza tra le maggiori eruzioni vulcaniche storiche e gli eventi di El Nino che ho trovato.
Osserviamo ora la corrispondenza tra le maggiori eruzioni vulcaniche storiche e gli eventi di El Nino che ho trovato.
-Nevado del Ruiz,Colombia ,1595
-1596,evento di El Nino.
-Huayanaputina,Perù,1600
-1600-01 forte evento di El Nino
-Vesuvio,Napoli, Italia 1631
-1630-31 forte fenomeno di El Nino
-Kolumbo,Santorini, Grecia,1649
-1650 forte fenomeno di El Nino.
-Popocatépetl,Puebla, Messico,1720
-1720 forte fenomeno di El Nino.
-Makian,Indonesia,1760
-1761-62 forte fenomeno di El Nino.
-Papadajan,Indonesia,1772
-1772-73 forte fenomeno di El Nino.
-Monte Asama,Honshū, Giappone,1783
-Grímsvötn,Laki, Islanda ,1783
-1782-84 forte fenomeno di El Nino.
-Unzen,Giappone,1792
-1790-93 forte fenomeno di El Nino.
-Tambora,Sumbawa, Indonesia,1815
-1814 forte fenomeno di El Nino.
-Galunggung,Indonesia,1822
-1821 forte fenomeno di El Nino.
-Cosigüina,Nicaragua,1835
-1835-36 forte fenomeno di El Nino.
-Awu,Indonesia,1876
-1877-78 forte fenomeno di El Nino
Anche i vulcani islandesi hanno le medesime corrispondenze,e sembra proprio che esista nelle profondità del mantello un meccanismo legato alle variazioni del campo magnetico ,che periodicamente causa la risalita di magmi lungo le dorsali oceaniche e provochi sia El Nino sia le eruzioni dei vulcani islandesi,nella quale le eruzioni posseggono il medesimo principio “un’anno prima o dopo” o spesso anche in corrispondenza con esso con gli eventi magmatici dell’Oceano Pacifico.

Comincio con una lista a ritroso dal 1947 trovando le corrispondenze e le non,tra le eruzioni dei vulcani islandesi e gli El Ninos:

-Eruzione dell’Hekla nel 1991:Forte Evento di El Nino nel 1991.
-Eruzione fissurale del 1977 a Gjastykki (Islanda):1977 Debole El Nino.
-Eruzione del vulcano Eldfell nel 1973:1972-73 Forte Evenrto di El Nino.
-Nascita dell’isola di Surtsey,novembre,1963 e termine dell’eruzione nel giugno del 1967:1963 Debole El Nino.
-HEKLA Southern Iceland 1947 Mar 29 :NESSUNA CORRISPONDENZA
-KATLA Southern Iceland 1918 Oct 12 :1918-20 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño-1919 Pacific wide ENSO warm event(Enso stà a “El Niño-Southern Oscillation” )
-GRIMSVOTN Northeastern Iceland 1903 May 28:1904-05 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño-1901-02 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-ASKJA Northeastern Iceland 1875 Mar 29:1873-74 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño-1876-78 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-GRIMSVOTN Northeastern Iceland 1873 Jan 8:1873-74 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-KATLA Southern Iceland 1860 May 8:1860 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-Eruzione dell’Eyjafjöll nel 1821:Forte evento di El Nino nel 1821.
-HEKLA Southern Iceland 1845 Sep 2:1844-46 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-GRIMSVOTN Northeastern Iceland 1783 Jun 8:1782-84 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-HEKLA Southern Iceland 1766 Apr 5:1765-66 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-KATLA Southern Iceland 1755 Oct 17:1754-55 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-ORAEFAJOKULL Southeastern Iceland 1727 Aug 3 :1728 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-Eruzione del Krafla tra 1724 e il 1729:Forte El Nino tra il 1723 e il 1725.
-KATLA Southern Iceland 1721 May 11:1720 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-HEKLA Southern Iceland 1693 Feb 13 :1692 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño-1694-95 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-KATLA Southern Iceland 1660 Nov 3:1661 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-KATLA Southern Iceland 1625 Sep 2:1624 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-KATLA Southern Iceland 1612 Oct 12 :NESSUNA CORRISPONDENZA
-HEKLA Southern Iceland 1597 Jan 3:1596 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-KATLA Southern Iceland 1580 Aug 11:1581-82 ENSO Warm Event Records/Proxies of El Niño
-KATLA Southern Iceland 1550 (?):NESSUNA CORRISPONDENZA
-HEKLA Southern Iceland 1510 Jul 25:1510 ENSO Warm Event Records/Proxies El Niño
-KATLA Southern Iceland T 1500 (?):NESSUNA CORRISPONDENZA

Su 27 eruzioni solo 4 non hanno corrisposto con quanto descritto,ma non ho finito,secondo alcuni tra i quali il Peru’s National Meteorologia e Hydology Service (SENAMHI),il prossimo El Nino potrebbe già cominciare da quest’anno in quanto le acque superficiali dell’occidentale Oceano Pacifico sono state di 3 gradi sopra la norma e guarda caso a maggio abbiamo avuto una seppur breve ma forte eruzione del vulcano Grismvotn,in Islanda,qui le coincidenze cominciano a diventare un po troppe.
Forse l’attività vulcanica potrebbe essere già in fase di aumento lì sotto.
E la sua massima intensità potrebbe essere raggiunta attorno al 2013,in cui secondo quando riportato,potrebbe portare al verificarsi di una nuova Pandemia,anche se bisogna essere cauti di fronte a una simile affermazione,in quanto è vero per esempio che l’influenza suina nacque durante l’ultimo El Nino nella sua fase finale,ma il panico causato dai media e dalle casse farmaceutiche fu solo un subdolo mezzo per vendere un vaccino per un influenza non peggiore di quella che si prende ogni tanto in inverno.
Tornando sulle conferme dei vulcani islandesi e gli El Ninos riporto anche altre correlazioni degli ultimi anni che ho fatto.
“L’ultima fase di El Nino ha avuto luogo nel 2010 che seppur non fosse stata lunga come quella del 1998,ma nonostante ciò è stata assai più intensa,prima di venir “soppressa” dal raffreddamento indotto dalla Nina altrettanto potente che non si vedeva da più di un decennio.

E in quello stesso periodo ebbe luogo l’eruzione del vulcano Eyjafallajokull,tra il 20 e il 21 marzo,che causò la deviazione di molti voli in tutta Europa assieme ad un enorme nube di cenere che arrivò fino al nostro continente.

Nel 2004 invece,proprio quando era in fase di intensificazione El Nino,della quale nel 2005 avrebbe portato una serie di eventi climatici estremi in tutto il pianeta,entrò in eruzione un’altro vulcano islandese,chiamato Grismvotn.

Con il devastante Nino del 1998 che lo ha fatto nominare come “l’anno più caldo del millennio” Grismvotn ha allo stesso modo risposto positivamente con un’altra eruzione.

Arriviamo a El Nino nel 1996 e scopriamo che anche qui vi fu un’altra eruzione di un vulcano islandese,detto Gjalp.”

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– Le super emissioni solari di protoni del pleistocene -

28 giugno 2011 34 commenti

Una nuova conferma che le lega le dinamiche elettromagnetiche del Sole,

ai tremendi sconvolgimenti naturali registrati nello Younger Dryas.

Vicino la fine dell’ultima glaciazione c’è stata una rapida scomparsa di molte specie di mammiferi. Estinzione che alcuni paleontologi dicono essere stata una delle più improvvise e più gravi che si siano registrate dalla scomparsa dei dinosauri di 65 milioni di anni fa. Nel nord america il 95% della fauna si estinse. In prevalenza erano mammiferi con un peso compreso fra i 25 e i 50 kg, ma scomparvero anche piccoli animali e 10 specie d’uccelli. Anche se il nord america fu il più colpito, un forte impatto si registrò anche in Europa, Siberia e sud america. La causa di questo tremendo sconvolgimento è tuttora un mistero.

Innumerevoli teorie sono state redatte, dai cacciatori paleolitici del nord america a l’impatto di una cometa per passare a sciami di meteore. Tutti ipotesi che hanno dimostrato di contenere gravi lacune !

Recentemente il Dr.Paul La Violette ha trovato prove che dimostrerebbero che questo tremendo sconvolgimento, potrebbe aver avuto causa grazie ad Super flare solare !

Nella prima settimana di Giugno La Violette ha pubblicato la sua ricerca sulla rivista radiocarbonio.

L’estrema precisione ed accuratezza della sua ricerca, ha portano La Violette a concludere che questo straordinario evento di emissione di protoni SPE dell’ordine di 1,31 ⋅ 1011 protoni/cm2 , da parte della nostra stella e che avrebbe impattato con la Terra, sarebbe avvenuto 12837 anni fa. Datazione che conterebbe un errore di soli +/- 10 anni.

La Violette è arrivato a questa conclusione, studiando l’aumento delle concentrazioni di radiocarbonio 14C atmosferico che si sono manifestate dall’inizio dello YD fino alla fine dell’era glaciale, sebbene questi aumenti siano stati dovuti ai cambiamenti nel serbatoio di carbonio nell’oceano. Quest’ultimi causati dalle modificazioni della circolazione oceanica profonda. Ulteriori dati significativi, che testimoniano lo straordinario e violento evento li possiamo ritrovare nelle alte concentrazioni di ioni di NO3-e nel rapido aumento di depositi di Berilio 10Be rilevato nei carotaggi GISP2 della Groenlandia. Tutti indicatori di un’improvviso flusso di raggi cosmici.

L’ impoverimento degli ioni di nitrato all’interno dello strato di ghiaccio, trovato alla profondità di 1708,65 metri, suggerisce che lo strato di Neve è stato esposto ad un grosso bombardamento di raggi UV, coerente con una distruzione temporanea dello strato di Ozono dovuto ai raggi cosmici.

Questo evento coincide anche con una brusca e ben nota escursione climatica, ed un’associata ed elevata concentrazioni di ioni d’ammonio. Indicatori d’incedi a livello globale. Studiando i dati provenienti dai nuclei di sedimenti marini prelevati nel bacino Cariaco e a largo delle coste del venezuelane si è osservato che in determinati momenti la concentrazione di radiocarbonio è salita vertiginosamente. Una forte evidenza di un possibile coinvolgimento solare nell’aumento del 14C può essere ottenuto nell’esame dei dati del bacino Cariaco. Vedi immagine sotto riportata. Dove si osserva che la punteggiatura ha diversi scatti improvvisi. Vedi le frecce

Una breve cronologia (date) dove si registrano questi salti :

12973 +/- 10 anni

12904 +/-10 anni

12837 +/- 10 anni

12639 +/- 10 anni

Vale la pena di notare che queste date sono distanziate l’una dall’altra da multipli del ciclo di Hale.

22,2 +/- 2 anni ossia 69 +/- 9 anni, 67 +/- 9 anni e 198+/- 9 anni. In particolare l’ultimo intervallo di tempo è molto interessante perchè si approssima al ciclo solare di “de Vries”.


Per darvi un’idea della portata dei principali salti di 14C è sufficiente affermare che l’evento SPE registrato nello YD paragonato al grande disturbo di protoni registrato nel 1956 è ben 125 volte più intenso.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0273117707003936

Relativistic solar protons in the ground level event of 23 February 1956: New study

In riferimento ad un mio precedente articolo… Il campo magnetico interplanetario e l’oscillazione artica http://daltonsminima.altervista.org/?p=13899 adesso forse sono ancora più chiare le dinamiche di natura solare che portarono nel febbraio del 1956 l’arctic oscillation “AO” su dei valori estremamente negativi. Dedicato a tutti gli utenti del blog della sezione Meteo che sono affascinati quotidianamente dalle suddette dinamiche. Solar Flux che da un valore di 100 salta in poco più di 15 giorni ad valore pari a 250 !!

ftp://ftp.cpc.ncep.noaa.gov/cwlinks/norm.daily.ao.index.b500101.current.ascii

Indice AO

1956  2  1  0.050
1956  2  2 -0.210
1956  2  3 -0.904
1956  2  4 -1.606
1956  2  5 -1.206
1956  2  6 -1.260
1956  2  7 -2.267
1956  2  8 -2.174
1956  2  9 -2.722
1956  2 10 -3.624

1956  2 11 -3.660
1956  2 12 -3.444
1956  2 13 -4.092
1956  2 14 -4.552
1956  2 15 -4.564
1956  2 16 -3.793
1956  2 17 -3.450
1956  2 18 -3.655
1956  2 19 -3.702

1956  2 20 -3.792
1956  2 21 -3.627
1956  2 22 -2.998
1956  2 23 -1.752
1956  2 24 -0.916
1956  2 25 -0.129
1956  2 26  0.484
1956  2 27  1.265
1956  2 28  2.334
1956  2 29  3.227

Chiudiamo questa breve parentesi sulla recente storia climatica del nostro pianeta e continuiamo nella trattazione. La Violette continua sostenendo che l’evento di 12837 anni fa, abbia riversato sulla Terra, in soli due giorni, un contenuto di radiazioni superiore, se non compreso, fra 3 e 6 Sv (Sieverts). E’ risaputo (Epelman&Hamilton 2006) che un una dose radiazioni superiore a 3,5 Sv può essere letale per l’uomo. Quando le radiazioni sono comprese fra 4 e 6 Sv è sicuro il decesso al 100%. L’evento riportato in precedenza (Febbraio 1956) fu in grado di produrre una diminuzione del 1% della magnetosfera, di conseguenza La Violette sostiene che l’evento registrato nel Pleistocene potrebbe aver sostanzialmente indebolito se non sopraffatto il campo geomagnetico terrestre permettendo ai raggi cosmici di penetrare, in notevole dose, nell’atmosfera terrestre. La sua ipotesi come riportato in precedenza si basa sulle registrazioni dei carotaggi di ghiaccio GISP2, nello specifico sulla registrazione e la misurazione della conducibilità elettrica ECM , alla profondità di 1657,51 -1522,2 ed a 1708,65. In particolare alla profondità di 1657,51 metri che corrisponde ai 12837 anni fa (+/- 10 anni) si sarebbe registrato il picco d’acidità più grande dello Younger Dryas. La neve che cadde in quel periodo presenta infatti una conducibilità mille volte superiore alla conducibilità di fondo prima di tale periodo. L’elevata acidità della Neve suggerisce che l’atmosfera è stata esposta ad un elevato flusso di raggi cosmici durante lo straordinario evento solare !

Nella finestra sotto riportata è possibile osservare lo straordinario picco di conducibilità elettrica registrato nello strato di ghiaccio.

Ad inizio articolo avevo accennato alla contemporanea alta concentrazione di ioni NO3-. Ecco che di seguito riporto immagine che evidenzia la possibile correlazione con l’ emissioni di protoni nei due eventi SPE. Si veda il picco con 200ppb.

Anche nell’evento Carrington del 1859 in Groenlandia si è registrato nel ghiaccio delle variazioni di ioni di nitrato. Un certo McCracken nel 2001 ha stimato, che nel Carrington, la concentrazione di ioni era pari a circa 750 ng/cm2e che l’emissione di protoni era circa pari a 1,9⋅1010 protoni/cm2. Prendendo come termine di paragone ed analisi questi dati, si è calcolato che il super evento solare SPE del pleistocene è stato di ben 4 volte superiore alla manifestazione registrata nel “Carrington” e 20 volte maggiore all’evento del Febbraio del 1956. Vi risparmio tutte le analisi e considerazioni di natura chimica riportate all’interno della ricerca, citandovi tuttavia un’interessante considerazione che il La Violette ci suggerisce in relazione all’alta concentrazioni di Ioni Ammonio (indicatore di combustione delle biomasse Legrand 1992), registrati dopo un secolo dall’inizio del raffreddamento nello YD.In sostanza si ritiene che ci sia stata un’alternanza di periodi estremamente caldi preceduti da un forte raffreddamento. L’aridità climatica è i successivi incendi su scala globale avrebbero impoverito l’ approvvigionamenti di cibo per molte specie viventi. Alterando irreparabilmente la catena alimentare di quel periodo. Un paesaggio arido,secco,freddo e bruciato questo è in sintesi lo Younger Dryas dove i raggi UV ,raggi cosmici, l’impoverimento dello strato d’ozono e la magnetosfera terrestre ridotta ad un colabrodo hanno giocato un ruolo chiave ! La Violette è un forte sostenitore di questa teoria, avendo già pubblicato nel 1997 e successivamente aggiornato nel 2005 una sua opera a titolo “Earth under fire”. Una raccolta di storie e leggende del mondo dove si narra come la Terra, in un passato remoto, fosse stata bruciata dal Sole. Dove incendi e mutazioni genetiche negli animali si sarebbero sparse per tutto il mondo.

Quindi, grazie alla geologia, l’astronomia, la chimica, l’analisi dei ghiacci e tante altre discipline scientifiche, sembra che le storie, che ci sono state tramandate attraverso “il mito” e/o “le leggende” non siano solo tutte frutto della fantasie.

Quella che ho riportato è sicuramente una ricerca scientifica di confine che poggia tuttavia su delle forti basi scientifiche. E’ sufficiente infatti andarsi a spulciare l’enorme quantità di documenti e/o ricerche che il La Violette ha riportato nelle ultime 4 pagine finali della sua ricerca disponibile al seguente indirizzo.

http://www.starburstfound.org/downloads/superwave/SPE.pdf

Conclusione :

Termine ultimo di questa ricerca non è come stato riportato in precedenza, dimostrare l’assoluta e specifica veridicità di questa teoria, ma in relazione ad una mia passata ricerca, reperibile al seguente link :

http://daltonsminima.altervista.org/?p=12200

5000BP -15000BP sotto la lente d’ingrandimento — Prima parte –

Affermare con assoluta certezza che all’ingresso dello Younger Dryas e alla sua uscita, la nostra stella ha passato delle continue,altalenanti e bizzarre fasi elettromagnetiche. Un’alternanza di bruschi passaggi fra profondi minimi solari e sostenuti cicli solari.

La Violette ci rassicura, affermando, che eventi solari come i sopra citati SPE non sono probabili ai nostri tempi, perchè egli sostiene che il Sole in quei millenni stava attraversando una fase molto attiva di flare, comportandosi come una stella T-tauri. Egli attribuisce questa sostenuta attività alla presenza nel sistema solare di alte concentrazioni di polvere interstellare.

Spero di aver eseguito un’ottima traduzione e sintesi di questa ricerca che ritengo essere uno dei quei fondamentali pilastri, nel chiarire e dimostrare scientificamente, una parte delle misteriose vicende, che avvolgono il nostro passato.

Michele

 

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Incredibile miraggio in Cina!

27 giugno 2011 24 commenti

I residenti di una città cinese sono tutti restati sbalorditi quando un vero e proprio miraggio gigante, riproducente lo skyline di una grande città, è apparso all’orizzonte proprio “sopra” il fiume che attraversa il loro abitato.

L’apparizione è avvenuta all’inizio di questo mese dopo un periodo di forti piogge, e conseguenti alti valori di umidità, lungo il fiume Xin’an a Huanshan, città della Cina Orientale.

Foto sotto: alcuni scatti che ritraggono lo spettacolare “miraggio” cinese.

foto miraggio cina video vero

Anche gli edifici più bassi sono ben visibili.

immagini di un vero miraggio

I cittadini hanno chiaramente voluto immortalare lo straordinario miraggio con telecamere e macchine fotografiche. Si sono mossi pure alcuni esperti cinesi che hanno voluto effettivamente controllare che non si trattasse di “edifici preesistenti” o ancor peggio di uno squallido ritocco digitale delle immagini.

Alla fine anche loro si sono dovuti arrendere all’evidenza di uno spettacolare, e assolutamente “reale”, miraggio.

Tecnicamente i “miraggi” sono, da Wikipedia, una “illusione ottica naturale che si verifica quando i raggi del sole incontrano uno strato d’ aria più calda rispetto agli strati sovrastanti dove l’aria è più fredda e di densità maggiore.”

Foto sotto: altre immagini del miraggio, i grattacieli di una grande città.

miraggio citta in cina

Una vera e propria “apparizione” !

grattacieli miraggio cina

Il miraggio che vediamo in queste foto e nel video che segue è in assoluto uno fra i piu’ “chiari” mai registrati dall’uomo.

Un residente stupito: “E’ davvero incredibile, sembra la scena di un film di fantasia“.

Invece no…è tutto vero ^_^ !!!

Ed ecco il Video:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=WwLhXmnbtTM

Fonte: http://blog.libero.it/VIDEOFILMVIDEO/commenti.php?msgid=10367354&id=254097

Attenzione ragazzi…

26 giugno 2011 24 commenti

La 1236 sta per voltare nel lato visibile, mentre la 1241 è ormai in sfaldamento avanzato (già da oggi non so se sarà contata col Nia’s count, aspetto l’aggiornamento delle ore 12!).

Il Behind si presenta così:

Ci sono 2 regioni prossime a voltare il lato visibile, una nel sud emisfero già lo farà entro la giornata odierna, per l’altra nel nord bisognerà attendete domani.

Se entrambe dovessero risultare senza macchie (ed è possibile vista la loro scarsa coalescenza magnetica) ci giochiamo un giorno spotless anche per i centri ufficiali già dalla giornata di domani!

Ovviamente sarà molto dura perchè Sidc e company faranno di tutto per conteggiare anche i micro-pore che mai sarebbero stati visti durante i minimi importanti del passato, ma noi questo ormai lo sappiamo!

Ricordo che è già la terza volta ed in un breve lasso temporale che siamo sul filo di lana per avere un giorno spotless…già il fatto di esserci andati così vicini è un segnale molto importante che porta a riflettere e tanto sulle sorti di questo straordinario ciclo solare 24!

Stay tuned, Simon

Albedo e Nuvole

24 giugno 2011 25 commenti

Come ben sappiamo è molto probabile che i raggi cosmici che colpiscono la terra abbiano un ruolo fondamentale nella formazione delle nuvole.

La quantità di raggi cosmici che colpiscono il nostro pianeta dipende direttamente dall’attività solare, una maggiore quantità di nuvole porterebbe ad aumentare l’effetto albedo del pianeta e probabilmente ad abbassare la sua temperatura media.

Parliamo allora di questo albedo, cos’è?

Bene, l’Albedo è una grandezza fisica misurabile su superfici che indica la quantità di radiazione incidente (nel nostro caso ci riferiamo a quella solare) che viene riflessa, questo valore dipende tantissimo dal tipo di superficie su cui impatta e dipende anche dalla lunghezza d’onda che tale radiazione possiede.

Tale valore oscilla tra un massimo di 1 che indica la totale riflessione di radiazione (come per esempio una superficie bianca) ad un minimo di 0 che indica l’assenza di riflessione di radiazione (come per esempio una superficie nera)

Il valore di albedo della terra è stata calcolato tra 0.37 e 0.39, un valore che può anche essere espresso in percentuale indicando proprio quanta parte su 100 di radiazione viene riflessa, da questo punto noi ci ricolleghiamo alla questione delle nuvole, perché esse sono tra le varie “superfici” quelle con valore di albedo maggiore

Vediamo bene che sulla terra solo la sabbia e la neve fresca hanno valori di albedo simili o superiori alle nuvole.

Le nuvole giocano quindi un ruolo molto importante perché a differenza della neve esse possono presentarsi in qualunque posto della terra, in maniera discontinua e frammentaria ma nulla vieta alle nuvole di viaggiare libere, cosa che la neve non può fare per limiti fisici.

Vediamo infatti dove la radiazione solare è maggiore al suolo, ovviamente i tropici sono quelli che ricevono una maggior quantità di radiazione, ma vediamo come le nuvole riescano a modificare anche sensibilmente il valore tra atmosfera e suolo.

In questa mappa vediamo in alto la radiazione incidente all’inizio dell’atmosfera terrestre, mentre nella mappa in basso la radiazione che colpisce effettivamente il suolo.

Qui nel dettaglio vediamo l’Europa

Mentre in queste 2 mappe vediamo l’albedo della sola superficie terrestre con cielo libero da nuvole e il suo albedo totale

Sommariamente è stato spiegato cosa sia l’abedo, ma mi preme sottolineare come esso siamo molto complesso perché piccole variazioni nella superficie della terra possono modificare enormemente l’albedo, soprattutto in zone dove la radiazione solare arriva al suolo in quantità maggiori, le nuvole dal canto loro invece sono su un piano differente dalla superficie e agiscono meglio rispetto al resto.

Per cui è importantissimo che si capisca in maniera definitiva come il sole possa influenzare o meno la presenza di nuvole nell’atmosfera.

Per chi volesse approfondire gli argomenti rimando a:

http://www.biofuturo.net/tematiche/modellistica-ambientale/sgx-moduli-per-la-stima-della-radizione-globale/albedo-del-suolo

http://www.atmosphere.mpg.de/enid/Lezioni_sui_Cambiamenti_Climatici_ss/3_Albedo_6fy.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Albedo

http://en.wikipedia.org/wiki/Insolation

http://www.realclimate.org/index.php/archives/2006/02/cloudy-outlook-for-albedo/

http://www.climate4you.com/ClimateAndClouds.htm

FABIO

Il Giappone trema ancora: scossa di 6.7, allarme Tsunami pare revocato

23 giugno 2011 8 commenti

GIAPPONE-0.57 ore italiane / Un a forte scossa di terremoto nella notte (ora italiana) ha fatto scattare un allarme tsunami, dopo che il nord est del Paese è stato colpito da un sisma di magnitudo 6,7. Lo ha annunciato l’Ente nipponico di meteorologia. L’intera nazione ha ben presente il dramma che oltre a causare migliaia di vittime si sta perpetuando con la tragedia dei reattori di Fukushima con la fuga radioattiva conseguente.
Le prime notizie sono state lanciate dalle agenzie poco dopo la mezzanotte , ora italiana. Nelle prossime ore si capitranno i reali pericoli ed i danni della scossa avvertita con forza da una vasta area giapponese. il primo rischio valutato per l’allarme tsunami è elevato.

TOKYO-ore 1.14 ore italiane / Fortissima scossa di terremoto in Giappone. Il sisma ha avuto magnitudo 6,7 secondo le prime indicazioni da parte dell’ente nipponico di meteorologia.
L’allarme tsunami precedentemente lanciato è stato revocato. Il sisma ha colpito alle 6.51 del mattino a 50 km est dalla costa della prefettura di Iwate.
Nel terremoto del marzo scorso erano morte 23mila persone.
In Giappone è già giovedì mattina. L’epicentro della scossa è localizzato ancora una volta nella parte nord-est del Paese, più o meno in una zona non molto distante da dove aveva colpito il catastrofico sisma dell’11 marzo scorso che aveva toccato magnitudo 9.
L’epicentro si trova a 86 km a sud-est da Hachinohe, a 99 da Morioka, a 161 km da Aomori, a 527 km da TOKYO. Le coordinate esatte del sisma sono 39.980°N, 142.247°E. L’ipocentro è stato localizzato a 32 km di profondità.
Normalmente con scosse di magnitudo sotto il 7 non ci sono significativi pericoli tsunami. In questo caso, evidentemente per precauzione, è stato comunque lanciato l’allarme. Paura e tensione nelle città dove è stata avvertita la scossa.

Fonte: http://www.cronacalive.it/

Variabilitá solare e cambiamento climatico

22 giugno 2011 33 commenti

L´obiettivo di questo articolo è quello di dare alcuni dettagli sulla investigazione nello studio della relazione controversa tra il Sole e la sua energia in uscita e la temperatura terrestre, cioé la connessione SOLE-CLIMA. Malgrado quello che Voi abbiate potuto sentire o leggere sugli studi del Sole-clima, esistono di fatto delle connessioni dimostrabili tra i cambiamenti di energia in uscita dal nostro Sole e il clima sulla Terra. Questo articolo utilizzerà le migliori informazioni attualmente disponibili per spiegare quello che sappiamo e sopra i molti aspetti della connessione Sole-clima.

Questo articolo l´ho diviso in 3 parti:

1) La prima parte é una breve introduzione sugli aspetti fisici del Sole che variano normalmente durante il tempo;

2) La seconda parte é diretta all’effetto del Sole e la variabile energia radiante a rispetto dei cambiamenti sulla Terra, come la temperatura durante gli ultimi 100 e piú anni.

3)  La terza parte dá una immagine di come il cambiamento  del vento solare ( ossia il flusso di particelle caricate, protoni e elettroni, del Sole) e dei raggi cosmici ( formate dalle piú veloci e energiche particelle caricate magneticamente) possono influenzare variabili come la temperatura e le nuvole nella troposfera (i 10 km piú bassi dell´atmosfera)

Trace - Continuum

Figura 1

Questa é una immagine della superficie solare dove potete vedere delle sunspots che voi tutti conoscete. Queste regioni di macchie solari hanno un intenso campo magnetico da 1000 a 10.000 volte piú forte del campo magnetico terrestre. La freccia gialla dá la scala di questa foto e cioé 31.000 Km circa 2,5 volte il diametro della Terra cosí possiamo capire meglio le dimensioni di queste macchie.

Sono visibili in secondo piano delle regioni piú brillanti chiamate faculae cioé piccole torce dal latino. La faculae sono anche loro dei campi magnetici, ma la forza del loro campo é molto piú debole di quello delle macchie solari. Torneremo sulle faculae tra qualche paragrafo.

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Figura 2

Qui é quello che succede quando una grande macchia solare o un gruppo di macchie sono sul meridiano centrale del Sole di fronte alla Terra.  Determiniamo che il totale dell’uscita  della luce solare cade significativamente, ma continua a esistere la questione chiave: questo effetto di blocco di luce delle macchie solari che é causato per la rotazione di 27 giorni del Sole, influisce anche nelle alterazioni in uscita della energia solare?

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Figura 3

Abbiamo imparato alcuni fatti nuovi e sorprendenti durante la decade degli anni 80 quando i satelliti misurarono e ci mostrarono l´energia totale solare.

Osserviamo il periodo tra 1980 e 1990: questo fu un periodo dove ci fu una “massima attivitá solare”, quando le macchie solari furono piú numerose e grandi del normale. Ma in questo grafico vediamo che durante la fase di massima attivitá, ossia con le macchie che bloccavano la luce del Sole (Uso il termine bloccare ma capite bene cosa voglio dire) il Sole in realtá fu piú luminoso anziché meno luminoso!!!  Questo succede perché quando l´attivitá magnetica é alta, l´area coperta dal campo magnetico aumenta notevolmente il numero delle faculae che danno piú brillantezza di quanto le macchie solari riescano a diminuirla. Cosí l’effetto é che l´uscita totale di energia solare é superiore durante le fasi di massima attivitá e minore quando il Sole sta in una fase di bassa attivitá ossia  durante una fase di minimo .

Questo grafico mostra chiaramente un altro fatto: malgrado i nostri sforzi non possiamo misurare l´energia totale del Sole in maniera precisa, e l´intervallo sconosciuto é qualcosa tra 7 a 10 Wm2. Ci sono delle implicazioni importanti per questa ‘ignoranza” sulla esatta misurazione, ma oggi mi limito a dire solo che questa “inesattezza” implica una inesattezza anche sulla misurazione dell’impatto dei livelli di CO2 sul clima.

La terza cosa da notare nel grafico é che noi abbiamo solo poche decadi di dati, e ció implica che siamo completamente ignoranti su quelle che potrebbero essere delle variazioni cicliche di piú lunga durata. Sottolineo questo fatto perché la conoscenza attuale della fisica solare non permette di sviluppare teorie adeguate o regole empiriche. Pertanto potremmo usare altre fonti per aiutarci a comprendere e capire.

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Figura 4

Questo grafico dimostra una delle maniere piú promettenti e pratica per ottenere informazioni sui cambiamenti del Sole a lungo tempo. L´energia luminosa totale. Il principio é semplice: il nostro Sole é una delle molte stelle chiamate di ” ridotto sequenza principale” . Osservando attentamente e pazientemente un gruppo di stelle con proprietá fisiche simili a quelle del nostro Sole siamo capaci di dedurre alcuni comportamenti del Sole, naturalmente basandoci anche su dati statistici e probabilistici oltre che per le nostre conoscenze di fisica.

Qui sono mostrati circa 30 anni di ricerche e sforzi dei ricercatori dell´osservatorio di Monte Wilson: questo é il progetto di ricerca chiamato di Hong Kong in omaggio alle linee dei due spettri specifici di calcio ionizzato che permettono di avere le informazioni sulle variazioni magnetiche. In questo grafico abbiamo le variazioni dell´attvitá magnetiche di 12 stelle incluso il nostro Sole. In veritá osserviamo che le stelle di tipo solare hanno un intervallo di variabilitá magnetica somigliante a quelle che mostra il Sole.(tramite i registri delle macchie solari) negli ultimi 350 anni.I comportamenti includono cambiamenti ciclici, sia esse tali come il nostro Sole sta attualmente esibendo sia con i non cambiamenti come fece il Sole durante il minimo di Maunder durante la fine del XVII secolo. (Inutile dirVi cosa é il minimo di Maunder….!!) L´unica cosa da dire è che questo lungo periodo di minima attivitá é ben distinto dai periodi di normale bassa attivitá undecennale dei cicli normali quando le macchie scompaiono solo per alcuni mesi.

Con la collaborazione di vari astronomi e fisici si é stati capaci di raccogliere sufficienti informazioni sulla variabilitá della luce solare totale e magnetica delle stelle simili al Sole che ci dicono cosa potrebbe succedere al nostro Sole.  E quindi si é stati in grado di determinare che le variazioni di luce solare durante il periodo del minimo di Maunder é stato tra lo 0,2% e il 0,7% inferiore a quello che abbiamo avuto durante la fine del XX secolo quando il Sole ha avuto dei cicli molto forti.

L´intervallo di incertezza dei risultati delle stelle dipo solare é abbastanza grande ma se supponiamo un cambiamento medio dello 0,4-0,5% nella brillantezza del Sole durante gli ultimi 100 anni e questa variabile la inseriamo nei modelli dei supercomputer dei maniaci climatologici e fissati in disastri sempre prossimi a verificarsi ma che mai si verificano, bene dicevo se inseriamo questa variabile nei modelli climatici CAMBIA TUTTO!!!

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Figura 5

Qui ci sono i risultati. In questo esperimento, sono state considerate le variazioni dei fattori di produzione dell’energia del Sole e i gas con effetto serra creati dall’attivitá umana. La correlazione migliore possibile é del 92% per le temperature effettivamente registrate in tutto il mondo, una correlazione quindi notevole. Chiaro che si sta studiando la risposta piú lenta del sistema climatico per i cambiamenti causati dai gas a effetto serra e la luce del Sole in scala di tempo di decadi e secoli, ragione per cui non é possibile vedere le variazioni infrannuali.

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Figura 6

Come per la separazione tra entrata di energia solare e gas con effetto serra, qui é quello che otteniamo: quasi la metá della variabilitá viene dal Sole mentre i gas a effetto serra contribuiscono per il restante.

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Figura 7

Passiamo alla parte finale di questo articolo. Giá da molto tempo si é capito che l´uscita di energia della luce non é l´unico aspetto delle variazioni del Sole. Esaminando il Sole con i raggi X per vedere la corona solare, quella parte del Sole che ha una temperatura tra 1 e  2 milioni di gradi.  Quello che voglio farVi notare in questa foto é il buco coronale o Coronal Hole, che é semplicemente una regione dalle linee di campo magnetico aperto ( linee di forza) che il Sole proietta fuori dal sistema solare. Le macchie solari sono invece regioni di campo magnetico chiuso.

Gran parte dei gas solari fugge attraverso questi buchi coronali e questo materiale gassoso arriva sulla Terra. Invece i gas vicino alle macchie solari sono confinate dentro l´atmosfera solare date le caratteristiche proprie delle macchie come campo magnetico chiuso.

Vorrei farVi rilevare che la dimensione dei buchi coronali e il numero di macchie solari é inversamente relazionato. Ció significa che quando l´attivitá magnetica solare é nel suo massimo, ci sono piú macchie solari ma l´area dei buchi coronali diventa minore. Vorrei farvi osservare proprio quello che sta succedendo adesso col Sole in questa fase con più macchie solari (la maggior parte nell´emisfero nord)  e la quasi completa assenza di buchi coronali sempre nell´emisfero nord! I soli buchi coronali ormai appaiono solo nell´emisfero sud e sono man mano sempre di area minore. Durante i periodi di minima attivitá i buchi coronali tendono ad essere piú grandi mentre sono quasi scomparse le macchie solari. Ancora gli scienziati stanno tentando di spiegare chiaramente questo fatto empirico, ma apparentemente le strutture aperte del campo magnetico (Cioé le coronal holes) e le strutture del campo magnetico chiuso (Cioé le macchie solari) tendono ad agglomerarsi tra loro. Spero che questa spiegazione semplicistica sia sufficiente per ora.

Il fatto piú importante da ricordare é che il buco coronale é il punto di uscita del vento solare, un caldo flusso di particelle caricate che fluisce a circa 2 milioni di Km/ ora . Per altra parte la velocitá normale del vento solare e di circa 1 milione di Km/ora.

È  anche importante osservare che i cambiamenti nella struttura del campo magnetico aperto del CH possono deviare o rafforzare alcuni dei raggi cosmici provenienti dallo spazio profondo e, cosí, controllare la quantitá di raggi cosmici che possono entrare nella Terra.

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Figura 8

Qui si vede una  correlazione tra buchi coronali e temperature terrestre nella parte inferiore della troposfera,  molto interessante. Questi dati sono presi a partire dei registri dei satelliti che misurano le temperature atmosferiche e costruiti dal Dr. Jhon Christy della Universitá dell´Alabama e da Roy Spencer della NASA-Huntsville.

Da notare che la scala delle temperature é invertita in questo grafico, dal piú freddo al piú caldo in basso. Da notare anche che questa correlazione é piú debole dal 1999 e questa divergenza é dovuta all’imminente massimo solare del ciclo 23.

Ci sono 3 altre cose da vedere in questo grafico.

Primo, le correlazioni deboli durante il 1997-1998 dovute al forte Niño di quegli anni, e i cambiamenti derivati dall´eruzione del Monte Pinatubo nel 1991. Queste sono variazioni climatiche che possono essere facilmente spiegate per fattori interni del sistema climatico. Non tutte le alterazioni climatiche nella Terra sono dovute ad alterazioni solari!!!

In secondo luogo, si noti che possono aversi suggerimenti nel calendario delle correlazioni e non correlazioni. Periodi di correlazione povere appaiono vicino al massimo solare, quando i buchi coronali sono minori e si formano piú sporadicamente sulla superficie del Sole; per questo motivo si pensa ad un loro effetto minore. Periodi di buona correlazione sono visti vicino a i periodi di minima attivitá. Di fatto quando abbiamo buchi coronali grandi e stabili é da attendersi un maggior effetto sulla Terra. (minori raggi cosmici per aumento vento solare= teoria di Svensmark, vedete, tutto torna!)

In terzo luogo, vediamo che le correlazioni mostrate in questo grafico suggeriscono che le temperature globali della troposfera inferiore é piú fredda durante le fasi di attivitá minima solare. In queste fasi di minima attivitá abbiamo piú particelle di vento solare e piú raggi cosmici.

Come detto sopra, le particelle caricate dei raggi cosmici viaggiano vicino alla velocitá della luce e cosí sono molto piú veloci delle particelle del vento solare. inoltre la loro elevata velocitpa gli permette di penetrare molto piú profondamente dell´atmosfera terrestre. Come questi raggi cosmici interagiscono con le molecole nella nostra atmosfera ionizzando l´aria e formando piú o meno nuvole é una materia che solo adesso sta essendo investigata a fondo. (esperimento CLOUDS di cui NIA ha giá parlato).

Ma questa ricerca ci porta a altre due domande:

1) Come spiegare le correlazioni osservate?

2) Vi é una qualsiasi evidenza addizionale che puó supportare questa nuova idea che le particelle cosmiche e solari caricate, influenzano il clima della Terra?

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Figuras 9 e 10.

Dobbiamo notare due risultati negativi, in conformitá con la pratica scientifica. In questo grafico, stiamo cercando un collegamento tra raggi cosmici e altre variabili climatiche importanti come le nuvole.

La serie temporale dei raggi cosmici ( misurata dai conteggi di neutroni mostrata come un linea non tratteggiata nel grafico) è stata plottata verso i migliori dati del coperchio delle nuvole e generata tramite satelliti e attualmente disponibili (curva a punti). Nulla di interessante succede per le nuvole a alta altitudine e a livelli medi.

Ma quando si esaminano le nuvole a basso livello, abbiamo un´altra sorpresa. Ai bassi livelli, le nuvole sembrano avere una stretta correlazione con il flusso di raggi cosmici. Piú raggi cosmici possono essere relazionati con il maggior flusso di radiazioni ionizzanti verso la bassa atmosfera, che in ultima analisi, stimola la formazione di nuvole basse. ( I dettagli complicati sono suscettibili di essere descritti in termini di ricerca della ionizzazione atmosferica e in che modo aiutano la crescita e la produzione di particelle di aerosol).Senza entrare nei dettagli (giá NIA ha pubblicato vari articoli su questo argomento) sappiamo che le nuvole basse come gli strati riflettono una grande quantitá di radiazione solare, sovraccaricano gli effetti di altri tipi di nuvole e cosí raffreddano la bassa atmosfera.

Cosí, con piú ingresso di particelle caricate durante l´attivitá  minima solare é correlazionata con l´aumento delle nuvole basse, e pertanto, un aumento del raffreddamento. Questo é coincidente con quello che é stato visto finora.

Possiamo chiederci se esistono altre maniere di testare se le particelle caricate energicamente influenzano le variabili atmosferiche inferiori. Il Dr. Wes Lockwood dell´osservatorio Lowell in Arizona ha pazientemente registrato per quasi 25 anni,  le variazioni nella brillantezza del pianeta Nettuno. La cosa piú interessante in questi ricerche é l´indicazione chiara di una correlazione tra le alterazioni della brillantezza di Nettuno e il numero di Macchie solari che il Dr Lockwood ha usato come un indicatore dell´attivitá per le varaziaoni dei raggi cosmici. La brillantezza di Nettuno é causato principalmente per il riflesso delle sue nuvole di metano bianco. Nele registrazioni del Dr. Lockwood possiamo vedere una modulazione di raggi cosmici, di albedo delle nuvole di metano, o una copertura areale o entrambi. Questo é consistente con quello che vediamo sulla Terra con le nuvole e il bianco del ghiaccio marino e continentale..

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Figura 11

Ma chiaro, gli scettici (sono loro e non noi gli scettici!!) e fanatici del AGW ancora possono opporre che queste sono appena statistiche. In questo caso, credo che la serietá di uno scienziato che ha condotto ricerche per oltre 25 anni meriti tutta la nostra considerazione.

È giusto celebrare come Salomone che non vi é nulla di nuovo sotto la luce del Sole? Non interamente. Anche se in un certo senso queste correlazioni addizionali non ci dicono nulla di veramente nuovo,  possono farci arrivare a sviluppare un meccanismo (Chiamatelo pure modello) accettabile per capire in pieno la correlazione tra Sole e bassa atmosfera terrestre.

Riassumendo: spero di aver mostrato che la ricerca dei collegamenti fisici e delle relazioni Sole-clima é ancora da studiare molto. E i denari destinati alla ricerca scientifica dovrebbero essere destinati proprio a queste ricerche e non a dimostrare quello che esiste solo nella fantasia malata di alcuni pseudoscienziati e cattedratici da strapazzo. Stiamo appena cominciando ad accumulare dati sui meccanismi fisici delle alterazioni climatiche per essere in grado di sottometterle ad un adeguato processo scientifico di formulazione di ipotesi e, piú importante, la falsificazione delle ipotesi.

La maggior parte delle ricerche Sole-clima fatte oggi é inferiore come durata ai cinque anni, e alcune di queste, come la sezione in modulazione del flusso di radiazioni ionizzanti, raggi cosmici e basse nuvole, é di fatto un lavoro appena cominciato e in fieri.  Siamo stati fortunati di beneficiare dell’aumento della capacitá osservazionale per studiare le importanti variabili solari e l´uscita di energia verso la Terra e il sistema climatico generale. E ancora piú fortunati siamo stati perché abbiamo e stiamo osservando una incredibile fase di minimo solare. Le ripercussioni di tale fase sono ancora tutte da studiare soprattutto se come credo la fase di minimo non é finita ma durerá ancora nei prossimi cicli 25 e 26.

È ancora presto per capire cosa significherá questo minimo solare nel clima terrestre. Dopo oltre 100 anni di controversie, queste correlazioni possono essere registrate e capite, e intendere se sono solo coincidenze che con i grandi minimi solari (Maunder, Dalton, Damon) la temperatura e il clima in generale é cambiato raffreddandosi. Nuove analisi di questi dati che stanno arrivando giorno per giorno devono aiutarci a capire e ad apprendere come le variazioni di energia radiante e di particelle ionizzanti influiscono sul clima.

Piú importante di tutto é che se vogliamo stabilire una ipotesi scientifica dell´AGW rispettabile e politicamente corretta, devono accelerare le ricerche su questa fonte inesauribile di alterazioni climatiche naturali che é il SOLE.  E per stabilire una ipotesi scientifica valida, dobbiamo (anche noi che scienziati non siamo) continuare a lavorare tenacemente per investigare tutti i  possibili meccanismi fisici che colpiscono la relazione SOLE-CLIMA e tentare di governarla. Il procedimento scientifico corretto é proprio questo.

SAND-RIO

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