Archivio

Archivio per novembre 2011

PEG:IL PRIMO GRANDE FREDDO E’ GIA ALLE PORTE

30 novembre 2011 39 commenti


Mentre continui e ipotetici studi continuano a ribadire nuove prove sul Riscaldamento Globale ormai chiaramente inesistente i fatti cominciano a mettersi sempre più in evidenza in tutta la fredda realtà in diverse parti del globo.
“Questo dovrebbe significare stagioni invernali più innevate in tutto l’Inland Empire e di altre regioni degli Stati Uniti, vicine al confine canadese.”
Gli Stati Uniti del nord e del nord Europa sono in raffreddamento
Dice il climatologo Cliff Harris.
Secondo recenti studi da parte del team Surface Temperature Berkeley Terra degli scienziati della University of California a Berkeley, le temperature globali correnti “sono tutta la mappa.”
Dallo scienziato i grafici a seguito di un esaustivo lavoro di due anni di studio mostrano che le temperature dopo l’ultimo ciclo del riscaldamento globale conclusa alla fine del 1990 sono state “relativamente stabili”.
Mentre ampie fluttuazioni nella terra e della superficie del mare della temperatura dell’acqua si sono verificate su scala globale negli ultimi 13 e più anni dal 1998, sia per l’Europa settentrionale e gran parte del nord degli Stati Uniti che hanno visto un “raffreddamento sostanziale e un enorme aumento di nevicate in inverno che ha portato ad inondazioni primaverili diffuse.
“Le stagioni in primavera sono state” insolitamente fredde e umide “con un numero record di tornado avvistati la scorsa primavera lungo i violenti nel centro sud americano.
Stephen McIntyre, un matematico canadese che scrive spesso articoli sul clima, ha recentemente dichiarato che “i dati del satellite mostrano solo la metà della quantità del predetto riscaldamento globale negli ultimi tre decenni.”
Tali controversie dimostrano la natura incerta del monitoraggio delle temperature globali, sia via terra, acqua o nello spazio.
Anche con decine di migliaia di stazioni meteorologiche in tutto il mondo, la maggior parte della superficie terrestre non è monitorata.
E, alcune stazioni sono più affidabili di altre, specialmente in questi tempi di magra di recessione economica.
Il calcolo di una specifica temperatura globale per il nostro pianeta è un compito difficile.
Bisogna regolare le perdite di dati e le stazioni sospette, più le tendenze della temperatura esistente.
Ricercatori del clima presso l’Università di Washington a Seattle hanno recentemente chiesto dei modelli climatici per il futuro del Nord-Ovest del Pacifico.
Hanno detto che i loro modelli climatici prevedono “precipitazioni sempre più frequenti nel prossimo decennio nelle latitudini settentrionali.”
Ciò dovrebbe significare stagioni invernali più innevate in tutto il Inland Empire e di altre regioni degli Stati Uniti vicino al confine canadese.
Per quanto riguarda le temperature i dati sono interessanti, l’Università di Washington scienziati dicono: “c’è una enorme quantità di incertezza” nei loro modelli, sia localmente che globalmente.
Scienziati del clima europeo, russo e giapponese hanno in ogni previsione “un aumento del raffreddamento globale e dei ghiacciai in espansione in tutto il mondo entro il 2014.”
La mia opinione climatologica è che stiamo entrando in un ciclo molto più fresco con inverni nevosi già diventati una cosa comune.
La primavera continuerà ad essere fredda e umido.
Le estati più brevi saranno calde ma non bollenti, e molto secce, con poche precipitazioni e alti livelli di pericolo di incendio.
Nel frattempo anche in Canada un climatologo prevede un’inverno molto pesante.
“Quasi l’80 per cento del paese, sembra che sarà più fresco del normale da Vancouver a Labrador,” avverte il climatologo David Phillips.
Tempo più freddo del solito ci si aspetta a causa di un fenomeno naturale conosciuto come “La Nina”, dice Phillips.
La Nina, l’opposto di un El Niño, è caratterizzata da fredde temperature superficiali nel Pacifico, che si tradurrà in un ulteriore pesante dose di neve per il Canada, sostiene Phillips.
L’Agenzia climatica delle Nazioni Unite hanno confermato che da Giovedi le condizioni di Nina probabilmente manteneranno la costante fino alla fine del 2011.
Province Prairie è già sotto la morsa ventosa di una massa d’aria fredda in questo momento, ha detto all’Environment Canada il meteorologo Geoff Coulson.
“Le temperature sono in calo a circa – 13 C al momento mentre normalmente in questo periodo sono sotto di -2.
“Il freddo che si estende dalla Siberia all’Alaska è straordinario”, dice il capo meteorologo Bill Steffen, Michigan.
In Alaska è di 39 gradi più freddo rispetto alla media! Wow!” Wow! ”
“Molte basse temperature record sono stati fissate in Alaska”, dice Steffens.
“Il punto più freddo che ho trovato è stato Manley Hot Springs a 54 sotto zero!
La Siberia invece ha avuto tre mattine consecutive di -50 o più freddo.”

Le prospettive per l’inverno sono assolutamente entusiasmanti se, al 20 novembre, analizziamo la situazione di neve e ghiaccio sul territorio dell’emisfero nord. L’avanzata del gelo è da record su nord America, nord Europa e nord Asia. Infatti al momento è ricoperto d neve e ghiaccio il 18% del suolo dell’emisfero settentrionale, contro una media climatologica del 15,5%. Il surplus è dovuto soprattutto alle grandissime distese innevate nel nord America e soprattutto nel nord Asia, mentre nel nord Europa siamo un pelo sotto la norma, specie in Scandinavia dove ha fatto fino al momento più caldo del normale.
Le aree ricoperte di neve e ghiaccio che invece in questa parte della stagione, mediamente, non dovrbbero esserlo, sono quelle comprese tra Mar Nero, Mar Caspio, Russia Meridionale, Kazakistan, e le zone di Tibet e Mongolia, più innevate della norma.
Le zone innevate sono pari a 36,64 milioni di kmq nell’emisfero settentrionale e, alla 45° settimana dell’anno, si tratta della superficie innevata maggiore di sempre, almeno dal 1966, dopo i 37,17 milioni di kmq del 1973.
Tuttavia la superficie innevata dell’Eurasia è al record storico assoluto degli ultimi 55 anni, con 23,33 milioni di kmq di neve e ghiaccio.

Fonti:

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&prev=/search%3Fq%3Dice%2Bage%2Bnow%2Binfo%26hl%3Dit%26gbv%3D2%26biw%3D1280%26bih%3D885%26prmd%3Dimvns&rurl=translate.google.it&sl=en&u=http://iceagenow.info/2011/11/northern-u-s-northern-europe-cooling-climatologist/&usg=ALkJrhiEwxgFnGXJP4AQXG3d72peTsdzMA

http://www.longrangeweather.com/ArticleArchives/NorthernUSCooling.htm

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&prev=/search%3Fq%3Dice%2Bage%2Bnow%2Binfo%26hl%3Dit%26biw%3D1280%26bih%3D613%26prmd%3Dimvns&rurl=translate.google.it&sl=en&twu=1&u=http://iceagenow.info/2011/11/prepare-extra-heavy-dose-snow-warns-canadian-climatologist/&usg=ALkJrhiNMP339RLWKPKF0YJRZQPr2t9NEQ

http://blogs.woodtv.com/2011/11/18/unbelievable-record-cold /

http://www.weatherbell.com/weather-news/fairbanks-coldest-november-temperatures-since-1994/

http://www.meteoweb.eu/2011/11/neve-e-ghiaccio-da-record-nellemisfero-nord/98515/

Categorie:Uncategorized Tag:

L’evidenze solari bocciano l’ennesimo protocollo fuorviante dell’IPCC -1°parte-

29 novembre 2011 43 commenti

Mi giunge notizia che la loggia dell’IPCC sta continuando a propagandare il vangelo apocrifo del “riscaldamento  globale perenne”. Quale migliore occasione quindi, per tutti quei gruppi d’informazione “main street“, che auto-copiandosi informazioni da un sito all’altro, non fanno altro che perpetrare, continuare, propagandare  il rituale pagano, sulle eccessive  emissioni di anidride carbonica.

Eccovi una fra le tante notizie in merito, ripresa dalla rete, che testimonia “ il verbo dell’ IPCC” :

http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/ipcc-+disastri+naturali+sempre+piu-+intensi-54945

La maggior parte di questi eventi, sottolinea il rapporto, non costituisce una semplice aberrazione climatica ma è strettamente legata agli effetti del riscaldamento globale causato dalle attività antropiche, così come predetto dai principali modelli matematici sviluppati dai ricercatori: innalzamento delle temperature atmosferiche e alla superficie degli oceani, così come del tasso di umidità nell’aria, tutti fattori favorevoli a eventi meteorologici estremi.

Secondo l’IPCC: Il rapporto definisce “praticamente certo” (con una probabilità superiore al 99%) un aumento della frequenza e dell’intensità di tali fenomeni su scala globale nel corso del XXI secolo e “assai probabile” (oltre il 90%) che durata, frequenza o intensità delle ondate di calore aumentino nella maggior parte delle regioni, con i picchi di temperatura “probabilmente” (oltre il 66% di probabilità) superiori di oltre 3 gradi alle medie del XX secolo entro il 2050 e di 5 gradi entro il 2100.

Quale migliore occasione quindi per riportare, nuovamente, dopo una moltitudini di ricerche già pubblicate dal nostro Sandr-Rio , dalla mia persona e da molti  altri utenti di questo blog, una serie di ricerche scientifiche  che realizzate da enti, ricercatori, scienziati e altre organizzazioni “no profit”, dimostrano, come l’intero assetto climatico terrestre sia modellato dalle  continue e sincroniche dinamiche astronomiche, planetario-solari.

Iniziamo parlando di uno studio condotto da scienziati dell’Osservatorio di Armagh (Irlanda) dal titolo ” L’influenza del riscaldamento del Sole è sottovalutata “,in questa ricerca si scrive che il Sole è stato il principale regista nel riscaldamento globale negli ultimi due secoli. [ http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/1045327.stm ] ” I ricercatori sottolineano che la temperatura media ad Armagh http://it.wikipedia.org/wiki/Armagh  sembra essere correlata  alla lunghezza del ciclo  dell’ attività solare.  Questo ciclo ha una media di 11 anni di durata, ma può variare di pochi anni in entrambi i casi. “Abbiamo scoperto  che diventa più fresco quando il ciclo del Sole è più lungo e che Armagh è più caldo quando il ciclo è più breve, ” ha detto il dottor Butler.  In generale,  più i raggi cosmici raggiungono la Terra, più nubi basse abbiamo. Tuttavia, una maggiore attività solare comporta una riduzione del flusso dei raggi cosmici e una riduzione delle nubi basse. Le nubi basse raffreddano la Terra riflettendo la radiazione solare più indietro nello spazio, quindi un calo della quantità di nubi basse contribuisce al riscaldamento globale.  Una nuvola alta fa il contrario e tende a scaldare la Terra riflettendo più radiazioni infrarosse di nuovo a terra. ” La figura che segue evidenzia lo studio.

Durata del ciclo solare e le temperature a Armagh

La figura seguente mette a confronto le temperature medie annuali degli Stati Uniti con la lunghezza del ciclo solare. [ http://www.uoguelph.ca/ ~ rmckitri / ricerca / intellicast.essay.pdf ]

Lunghezza del ciclo solare e temperatura media degli Stati Uniti

La figura seguente viene da uno studio del 2004 ” Attività insolite del Sole negli ultimi decenni rispetto al precedenti 11 mila anni”, SK Solanki, IG Usoskin, B. Kromer, M. Schüssler, e J. Beer, (Max-Planck-Institut für Sonnensystemforschung  Germania, Osservatorio Geofisico Sodankylä, Finlandia, Heidelberger Akademie der Wissenschaften, Germania,) – (Nature, vol. 431, n. 7012, pp 1084-1087, 28 Ottobre 2004) [ http://www.ncdc.noaa.gov/paleo/pubs/solanki2004/solanki2004.html ] in cui gli autori affermano che ” il livello dell’attività solare nel corso degli ultimi 70 anni è eccezionale  e il periodo precedente dell’attività altrettanto elevato si è verificato più di 8.000 anni fa.  Troviamo quindi che nel corso degli ultimi 11400 anni il Sole  ha evidenziato un livello d’attività magnetica così elevato solo il 10% del suo tempo  e quasi tutti i precedenti,  ad alta attività,  sono stati dei periodi più brevi rispetto a l’episodio attuale.

SSN per la ricostruzione del passato 11.000 anni (blu) con i recenti Misurazioni macchie SSN (rosso)

Uno studio del 2005 sugli effetti della radiazione solare sulle temperature artiche (Presto, WH, “Irraggiamento solare variabile come agente plausibile delle variazioni multidecadali nell’artico a livello di record di temperature superficiali dell’aria, del passato -130 anni-”  Geophysical Research Letters, vol. 32, 2005 [ http://www.agu.org/pubs/crossref/2005/2005GL023429.shtml ] ha dimostrato che esiste una correlazione molto forte tra temperatura e l’irraggiamento solare che con la CO2, come mostrato nella figura seguente.

Correlazione delle temperature artiche con l’irradianze solare (a sinistra) e CO2 (a destra)


 

 

 

 

 

 

 

La figura che segue è stata ripresa da uno studio recente intitolato : “  Il riscaldamento della superficie del ciclo solare, come rivelato dalla proiezione composita differenzale media” (Charles D. Camp e Ka Tung Kit, Dipartimento di Matematica Applicata, Università di Washington, Geophysical Research Letters, vol. 34, 2007) [ http://www.amath.washington.edu/~cdcamp/Pub/Camp_Tung_GRL_2007b.pdf ] questa ricerca mostra una forte correlazione tra l’irraggiamento solare e la temperatura.  Gli autori affermano:  “la correlazione osservata fra la temperatura superficiale spazialmente filtrata con il ciclo di 11 anni solare è statisticamente significativa e il livello di confidenza è del 99,8%”.  In basso, la figura a destra,  mette a confronto le misure globali di CO2 (al centro) ed a sinistra. La figura, illustra la relativa mancanza di correlazione tra CO2 e temperatura.

 

 

 

 

Anche se il ciclo delle macchie solari è di circa 11 anni,  varia ed è stato generalmente sempre più breve nel corso  dell’ultimo secolo. La  figura seguente mostra le variazioni della temperatura dell’aria sulla terra nell’emisfero nord (linea continua) che sono in forma strettamente legate ai cambiamenti nella durata del ciclo delle macchie solari (linea tratteggiata).  Brevi cicli di macchie solari sono associati a temperature maggiori ed a una più intensa attività solare. Questo suggerisce che l’attività solare è almeno in parte responsabile dell’aumento della temperatura globale nel corso dell’ultimo secolo “(Prof. Kenneth R. Lang, Tufts University [ http://ase.tufts.edu/cosmos/view_picture.asp?id=116 ])

TAVOLA DI CONCORDANZA C di variazione di temperatura per la durata del ciclo delle macchie solari

Il fatto che la correlazione della temperatura con il sole è migliore che con la CO2 indica le carenze dei modelli in essere in grado di spiegare l’influenza solare.  Brevi cicli delle macchie solari generano alti valori massimi,  mentre i lunghi cicli,  sono caratterizzati da deboli attività delle macchie solari. Friis-Christensen e Lassen hanno dimostrato che la stretta correlazione risale al 16 ° secolo [Lassen, K. & Friis-Christensen, E.: " La  variabilità della lunghezza del ciclo solare nel corso degli ultimi cinque secoli e l'associazione apparente con clima terrestre" , Giornale di Fisica dell'Atmosfera e terrestre, 57 (1995)].

La pagina web del NOAA chiamato “La connessione Sole-Clima“  fornisce la seguente figura (sotto). [ http://www.research.noaa.gov/spotlite/archive/spot_sunclimate.html ] Uno studio condotto da G. Tsiropoula (Osservatorio nazionale di Atene, Istituto per le Applicazioni Spaziali e Telerilevamento, Atene, Grecia) – ” La firma della  variabilità dell’attività solare nei parametri meteorologici “(Journal of Atmospheric e Solar-Terrestrial Physics 65 (2003) 469 – 482) [ ~ http://zeus.nascom.nasa.gov/ bfleck / jastp_publ.pdf ] fornisce un’ulteriore correlazioni regionale tra il sole e SST come mostrato nella figura in basso a destra.  Egli fa l’affermazione ” i processi fisici e / o meccanismi di collegamento per questa associazione non sono ancora chiare … simulazioni GCM attuali non attribuiscono un ruolo speciale alle variazioni d’ingresso solari sui cambiamenti climatici del 20 ° secolo”.  Entrambe queste fonti di riferimento “Reid 1999″, “Reid, GC, 1999 si riferiscono a ‘Variabilità solare e le sue implicazioni per l’ambiente umano’. (. Journal of Atmospheric e Solar Terrestrial Physics 61, 3-14) ” L’andamento della temperatura media globale della superficie del mare e il numero delle macchie solari sono stati quindi riportate di seguito  (Reid, 1999).  Sia il numero delle macchie solari che la lunghezza del ciclo solare sono degli indicatori della quantità di energia solare che la Terra riceve.

La somiglianza di queste curve è la prova che il sole ha influenzato il clima degli ultimi 150 anni

Michele

Categorie:Global Warming e IPCC Tag:

Ed eccole alcune E-mail sul cosidetto C.G.2!

26 novembre 2011 30 commenti

<1939> Thorne/MetO: Le osservazioni non mostrano alcun aumento delle temperature lungo la troposfera tropicale [il problema dell'hot spot troposferico], a meno che non si prendano in considerazione un singolo studio e un singolo approccio, trascurandone un mucchio di altri. Questo è davvero pericoloso. Dobbiamo comunicare l’incertezza ed essere onesti. Phil [Jones?], magari potremmo trovare il tempo di discuterne ulteriormente se necessario [...]

 

<3066> Thorne: Penso anche che la scienza sia stata manipolata a fini politici, cosa che potrebbe rivelarsi non troppo intelligente a lungo andare.

Wils: Che si fa se il climate change si rivela essere essenzialmente una oscillazione multidecadale? Probabilmente ci uccideranno [...]

<1485> Mann: La cosa importante è essere sicuri che stiano perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni. Questo è lo scopo del sito [Real Climate].

<5111> Pollack: Ma sarà molto difficile far scomparire il Periodo Caldo Medioevale dalla Groenlandia.

<1790> Lorenzoni: Concordo con l’importanza degli eventi estremi come focus per l’opinione pubblica e governativa [...] ‘il climate change’ deve essere presente nella vita di tutti i giorni della gente. Deve essere loro ricordato che è un fenomeno che accade e si evolve in continuazione.

<2428> Ashton/co2.org: Avendone stabilito l’urgenza, la sfida politica è ora di trasfromarla da un argomento che riguarda i costi dei tagli alle emissioni – cattiva politica – a uno concernente il valore di un clima stabile – politica molto migliore [...] la cosa migliore da fare è raccontare la storia delle brusche variazioni in modo più vivido possibile.

<2267> Wilson: Sebbene sia d’accordo che i gas serra siano stati importanti nel 19° e 20° secolo (specialmente dal 1970), se ilpeso del forcing solare fosse stato maggiore nei modelli, certamente avrebbe diminuito la significatività dei gas serra. [...] Mi sembra che assegnando un peso maggiore alla radiazione solare nei modelli, la maggior parte del riscaldamento del 19° e 20° secolo può essere spiegato dal Sole.

-

Data: Ven 25 Set 2009 10:53:32

da: Phil Jones

Oggetto: Re: [Fwd: CCNet: Il sole potrebbe essere alla vigilia di in un periodo di

a: santer1, Tom Wigley

[...] Ho smesso di inviare dati a persone esterne dopo lo stupido commento di Peter Webster su Climate Audit. Abbiamo avuto più di sessanta richieste FOI [diritto all'accesso all'informazione] per i dati. Sono di diversi tipi – a molte si può rispondere invitando il richiedente a leggere la Letteratura [scientifica in argomento]. Stiamo rifiutando le richieste per i dati. Stiamo per inviare una mail a tutti gli NMS (servizi meteo nazionali) attraverso il MOHC [Met Office Hadley Centre] e quindi renderemo disponibili i dati dei Paesi che non hanno problemi al riguardo. E’ proprio una palla al piede dover rispondere a quelle richieste – comunque, lo fa qualcun altro alla UEA [Universita' dell'East Anglia]. Io ho mandato una delle richieste a Myles [Dr Myles Allen] visto che è stata fatta da un suo collega professore a Fisica a Oxford! Myles lo conosce bene. [Il collega - Jonathan Jones] non ha mai parlato di clima con Myles – o mai espressogli una sua opinione [in argomento]. Myles non riesce a capire perché [il collega] si stia informando su [la scienza del] clima da Climate Audit e non dai suoi colleghi di dipartimento! Trovo fastidioso anche questo. Leggerei e parlerei con [i colleghi] se mai pensassi di interessarmi a un altro campo [di studio]! E’ solo buon senso. Neil Adger ha assunto la gestione del corso del Primo Anno qui a ENV [la Scuola di Scienze Ambientali della UEA]. Ha chiesto ad Alan Kendall i file Powerpoint per le sue due lezioni. Glie li ha mandati e quaranta pagine sono tratte da Climate Audit! Uno studente ha chiesto a Neil perche’ Alan stesse dicendo cose opposte a quanto affermato [a lezione] da Neil e Tim Osborn!!!

Alan va in pensione alla fine di quest’anno …. per fortuna.

Phil

 

NB: qui di seguito lo ‘stupido commento‘ di Webster, se voleste farvi un’idea delle ragioni per cui a Jones non era piaciuto.

Peter WebsterPosted Jun 25, 2009 at 4:23 PM

Steve,

Abbiamo chiesto a Phil Jones i dati in modo da poter confrontare la temperatura superficiale sintetizzata [calcolata?] con i dati effettivi delle stazioni [meteo]. Jones ha fornito tutto ciò che gli abbiamo chiesto. Questo è per il nostro studio sul brusco cambiamento climatico del 1930/40, [studio] che è in corso. Ahimé, queste cose richiedono tempo. Ma la mia esperienza è stata molto diversa dalla vostra.

Come sapete, mi sono spesso lamentato che i destrorsi e i sinistrorsi (gli assolutisti dello AGHW [riscaldamento da gas serra antropogenici] e coloro che non lo accettano per nessun motivo) ci hanno costretto in angoli in cui non ci sentiamo a nostro agio. Perché ci sia una ragionevole risoluzione dei problemi climatici intorno il GWH [riscaldamento da gas serra] e riguardo la affidabilità dei dati (entrambe domande cruciali e ragionevoli?) ritengo che le domande e le opinioni non possano essere urlate da un angolo o dall’altro.

Tra l’altro, abbiamo un articolo in uscita su Science la prossima settimana sulle modifiche nella forma [del fenomeno] El Nino (dovuti a] GHW o variabilità naturale? Non ne ho idea, ma i mutamenti ci sono) e il loro impatto sugli uragani NATL [del nord Atlantico]. Non è sicuro se sarà di interesse per CA [Climate Audit] in quanto non riguardo la questione del GW [riscaldamento globale]. Ma il set di dati è piccolo … … ..

cordiali saluti

Peter W

-

Per il resto vi rimando qui: (altra roba che scotta!)

http://foia2011.org/

Climategate 2.0, i guru del riscaldamento globale si fanno beccare ancora!!!

25 novembre 2011 36 commenti

Ci risiamo. E questa volta il colpo potrebbe essere quello definitivo: almeno da un paio d’anni il partito di chi sostiene scientificamente fondata la teoria secondo cui il pianeta si sta scaldando per colpa dell’uomo aveva scelto toni meno catastrofisti, ma la nuova ondata di email di climatologi pubblicate sul Web due giorni fa potrebbe portare all’abbandono definitivo della vulgata catastrofista in favore di maggiore realismo. “Che si fa se il climate change si rivela essere essenzialmente una oscillazione multidecadale? Probabilmente ci uccideranno”, si chiede con schiettezza uno scienziato in una della email hackerate e finite in rete. Andiamo con ordine: due anni fa, alla vigilia del summit sul clima di Copenaghen che avrebbe dovuto salvare il mondo da distruzione certa, vennero pubblicati su Internet dati e scambi di email appartenenti agli scienziati del Centro ricerche sul clima dell’Università dell’East Anglia (tra i più attivi a sostenere l’origine antropica dei cambiamenti climatici). Da questi documenti emergeva un sistema di gestione dei dati e degli studi sul clima volto a far emergere soltanto una certa linea. Una apposita commissione di inchiesta ha stabilito che non risultavano manipolazioni dei dati, ma lo scandalo ha fatto aprire gli occhi a molti: la comunità scientifica non era affatto compattamente concorde sull’origine del riscaldamento globale, ma le voci non allineate venivano censurate in modo quasi sistematico.

La storia i lettori del Foglio la conoscono bene: Copenaghen fu un fallimento, così come i successivi summit, il “riscaldamento globale” diventò “cambiamenti climatici”, poi “sconvolgimenti climatici”. Il vaso era stato aperto, e sempre meno gente credeva alla storia di un pianeta surriscaldato, soprattutto di fronte a inverni rigidi (la spiegazione “se fa freddo è colpa del global warming” ha retto poco); gli studi pubblicati dall’Ipcc (il panel delle Nazioni Unite creato apposta per studiare il clima che cambia) sono diventati più controllati: dopo alcune magre figure (come la previsione smentita dello scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya entro il 2020), i portavoce del catastrofismo climatico hanno dovuto abbandonare la ribalta del palcoscenico accanto ad Al Gore.

Una settimana fa, nel silenzio generale, l’Ipcc ha pubblicato un report rivoluzionario, dati i toni a cui ci aveva abituato. Per la prima volta, infatti, ammette che i cambiamenti climatici hanno origine naturale e non per forza antropica, e che non ci sono evidenze del fatto che gli eventi climatici estremi siano causati dal riscaldamento globale. Inutile dire che la notizia non è stata data quasi da nessuno.

Due giorni fa, infine, lo scoppio del Climategate 2.0, con la pubblicazione di nuove email (la cui autenticità non è stata smentita dagli autori) già ripresa dai media britannici e americani e in Italia dal blog Climatemonitor: è vero che a una prima analisi non sembra ci sia nulla di nuovo, le lettere sono datate qualche anno fa. Ma tutte confermano il sistema usato da parte della comunità scientifica: tra noi si discute e ci si scanna, ma all’opinione pubblica e ai politici bisogna dare una sola versione, quella catastrofista. “Le osservazioni non mostrano alcun aumento delle temperature lungo la troposfera tropicale, a meno che non si prendano in considerazione un singolo studio e un singolo approccio, trascurandone un mucchio di altri. Questo è davvero pericoloso. Dobbiamo comunicare l’incertezza ed essere onesti”, scriveva qualche anno fa in una email lo scienziato Peter Thorne. Erano però ancora i tempi in cui bisognava raccontare che tutta la comunità scientifica era d’accordo, che ormai si era giunti alla certezza delle cause del global warming, e chi osava affermare il contrario era un “nazista”, come detto da Al Gore.

Lunedì prossimo a Durban comincia la diciassettesima conferenza sul clima, e c’è chi grida al complotto, ché pubblicare queste email pochi giorni prima è volere influenzare i negoziati. Curioso, perché è la stessa tattica usata dai “catastrofisti” fino a che il loro gioco non è stato scoperto. Ora dopo ora, dal malloppo di nuove email escono particolari che non sorprendono chi ha sempre denunciato il problema innanzitutto culturale alla base della frode ideologica sul clima che cambia per colpa nostra. In una email si legge: “Avendone stabilito l’urgenza, la sfida politica è ora di trasfomarla da un argomento che riguarda i costi dei tagli alle emissioni – cattiva politica – a uno concernente il valore di un clima stabile – politica molto migliore […] la cosa migliore da fare è raccontare la storia delle brusche variazioni in modo più vivido possibile”. Poca scienza, insomma. Ora che anche le priorità economiche e politiche globali sono cambiate, la speranza è che si cominci a parlare di “adattamento” al clima che cambia e non più di “mitigazione”. La realtà è più forte: lo dimostrano gli inglesi, che da anni strepitano di riscaldamento globale e hanno appena acquistato tonnellate di sale per affrontare un altro inverno che si annuncia freddissimo.

Da il Foglio, fonte:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/11305

 

Ghiacci Marini Antartici – Situazione Ottobre 2011

24 novembre 2011 5 commenti

Estensione:

 

 

Anomalia Concentrazione:

 

 

Area:

 

 

Trend Anomalia Estensione:

 

 

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 0.4milioni di kmq di estensione in più e 0.8 in più di area.

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 0.3milioni di kmq di estensione in più e 0.3 in più di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo la stessa estensione e 0.3milioni di kmq in meno di area.

 

 

FABIO

 

NIA rischia di essere bloccata per mancanza di articoli da pubblicare fino a data da destinarsi!

23 novembre 2011 50 commenti

E’ con molto sconforto che sono costretto stamane ad aprire questo TD in Home Page, cosa che non mi sarei mai aspettato ed augurato di mettere in pratica, ma quando le cose non vanno, credo che per rispetto soprattutto delle migliaia di utenti che ogni giorno si collegano a NIA, fosse il minimo che dovevo fare!

Il tema in realtà non è nuovo, più volte il sottoscritto ed i miei collaboratori abbiamo sempre insistito e cercato di invogliare chiunque se la sentisse, di scrivere un pezzo e lasciarlo nelle bozze del sito, pronto appunto per essere pubblicato.

Io capisco che ognuno di noi ha la propria vita privata fatta di lavoro, famiglia e problematiche varie, ma sono altresì convinto che, con un minimo sacrificio ognuno di noi potrebbe tranquaillamente trovare quei 20-30 minuti per scrivere qualcosa.

Così come sono convinto che a fermare l’entusiasmo di molti di voi nel scrivere degli articoli per NIA sia soprattutto il non sentirsi adeguati, la paura cioè di fare brutte figure. Vi ho sempre detto che queste paure non vi devono appartenere, perchè NIA è nata e cresciuta come un sito amatoriale, sebbene nel corso degli anni siano usciti anche degli articoli di un certo rilievo, che hanno contribuito di certo ad aumentare la serietà e la credibilità del Blog!

Ma lo stampo che il sottoscritto ha sempre voluto demandare al Blog, è quello della libertà di espressione, cosa che ci differenzia da tanti altri siti del Web in cui vigono regole ferree e a mio modo di vedere assolutamente esagerate!

Ed è proprio in tale contesto di libertà che ogni utente di tale Blog si deve sentire libero di scrivere quello che vuole, ovviamente nel rispetto di semplici regole, che sono sopratutto quelle che fanno riferimento all’educazione ed al rispetto, e quindi di sentirsi libero e di non  avere paura  di scrivere anche delle “castronerie”, che poi sono convinto che alla fine della giostra, tali mai saranno!

Io sono qui oggi con la morte nel cuore nel vedere questo Sito, che ogni giorni riceve migliaia di accessi, correre il serio rischio di non poter più offrire ai nostri lettori i soliti quotidiani servizi!

E’ per il bene di NIA che invito tutti a partecipare alla causa, sono convinto che a nessuno di voi piaccia questa situazione, ma insieme possiamo farcela, perchè basta davvero poco!

Spero di essere entrato dentro i vostri cuori e di avervi fatto capire una volta per tutte che l’unione fa la forza!

Fatelo per NIA, fatelo per le migliaia di persone che ogni giorno si collegano al Blog, ma soprattutto fatelo per VOI STESSI, in quanto il progetto che ho intrapreso nell’ormai lontano ottobre 2008 non sia costretto ad abortire così miseramente!

Avanti popolo di NIA, dimostrate il vostro attaccamento al sito che ogni giorno leggete e fateci pervenire i vostri lavori al seguente recapito:

http://daltonsminima.altervista.org/?page_id=11616

Simon, Amministratore Generale NIA

Categorie:Uncategorized Tag:

Collegamento fra Aurore alle medie latitudini e il ciclo della temperatura dei 60 anni di Nicola Scafetta. – 2°parte -

22 novembre 2011 16 commenti

- Le affermazioni di Nicola agli attacchi di Leif -

 Dr. Leif Svalgaard

 La prima parte della ricerca è reperibile al seguente indirizzo web:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=17176

Lo straordinario interesse per questa ricerca è testimoniato da più di 400 commenti presenti nella pagina web di Antony Watts che riporta l’articolo. Concludo quindi questa straordinaria ricerca con vari post di replica rilasciati da Scafetta, ad alcune critiche rivoltegli nello specifico da Leif Svalgaard. Commenti ripresi dalla pagina web che riporta l’articolo sul blog di Antony Watts, “Wattsupwiththat”.

Non ho intenzionalmente riportato i commenti di Svalgaard che comunque sono disponibili al seguente link,

http://wattsupwiththat.com/2011/11/10/aurora-borealis-and-surface-temperature-cycles-linked/

perchè anche in un recente passato ( e il nostro caro admin Simon ne è stato più volte testimone sul forum di Solarcycle24 ) tale personaggio mira, amio parere, ESCLUSIVAMENTE a mescolare/confondere le idee su una correlazione solare-climatica che oramai è sotto gli occhi di tutti. Passiamo quindi alle repliche del Dr. Scafetta.

 Partiamo co un Post da incorniciare e da passare ai posteri.

Nicola Scafetta dice :

November 10, 2011 alle 9:51 pm

Per prima cosa vorrei ringraziare Anthony per aver pubblicato il mio articolo e tutti i lettori che hanno trovato questa carta molto interessante. Solo un paio di riflessioni su alcuni dei numerosi commenti.

Vedo che alcune persone insistono con la convalida della tesi scientifica solo ed esclusivamente se tutto fosse già pienamente compreso e chiaro. Tuttavia, devo dire che nella ricerca scientifica non si parte con una conoscenza piena e completa su un problema. La conoscenza piena e completa di un problema è il passo conclusivo di una ricerca scientifica non il suo inizio. Nella ricerca scientifica la gente inizia con i dati e poi cerca di capire quello che i dati ci dicono. Poi cercano di modellare il fenomeno e/o proporre possibili meccanismi. Questo è ciò che rende una teoria. Una teoria specifica proposta può quindi essere ulteriormente supportata o rifiutata da ulteriori ricerche sul tema. Questo è il modo in cui la scienza, in ogni campo, progredisce. Quindi, non c’è nulla di male, se un solo articolo su una ricerca in corso non spiega nel dettaglio ogni possibile problema legato al fenomeno studiato, in particolare se, come è in questo caso, il fenomeno oggetto di studio è estremamente complesso. E non c’è niente di sbagliato se questo tipo di carta può contenere alcune congetture che si possono trovare sbagliate anche in futuro.
Circa i commenti rilasciati da Leif Svalgaard, lo invito nuovamente a leggere la mia ricerca, prima di criticare e di farlo con un po’ di mentalità aperta (ovviamente non ha bisogno di aprire troppo la mente perché non vogliamo che il suo cervello si perde da qualche parte).

Circa le maree Svalgaard in realtà non sembra comprendere il problema. Tempo fa, veniva sostenendo che nessuno in passato, prima di Newton, sapeva che le maree sono state indotte dalla luna. Avevo bisogno di dimostrare a lui che in passato, al contrario, tutti sapevano che le maree sono state indotte dalla luna, anche se la gente non sapeva di meccanica newtoniana.
Ora insiste che non capisco l’argomento di Kelvin circa le maree, perché secondo lui io ignoro il lavoro di Doodson, dal modo in cui ho fatto riferimento nel mio articolo insieme con il lavoro di Kelvin.

Svalgaard non capisce il fatto che non è possibile calcolare con precisione e prevedere le maree con la legge fondamentale della fisica a causa della enorme complessità fisica del problema, che non si limita a conoscere solo l’esistenza della gravità, ma richiede anche una dettagliata conoscenza di un sacco di altre cose tra cui la termodinamica, fluido-dinamica e le risonanze locali fondamentali. Per ovviare a questi problemi di ignoranza Kelvin ha proposto un modello armonico basato su cicli astronomici senza mettere alcun fisica in essa, ma utilizzando la geometria astronomica. Doodson ha semplicemente ampliato l’argomento di Kelvin.

Che il metodo di Kelvin non richiede alcun quantitativo di fisica moderna, ma solo una argomentazione qualitativa basata sull’astronomia empirica è dimostrato non solo nelle stesse opere di Kelvin sul tema, ma anche dal fatto che una metodologia equivalente è stato adottata sin dai tempi antichi per prevedere le maree. Un’opera medioevale che affronta la questione e spiega quantitativamente come le maree potrebbe essere previste sulla base di cicli astronomici è il De temporum ratione (il calcolo del tempo) da parte del monaco Beda Northumbria in AD 725: quasi 1000 anni prima di Newton.
http://en.wikipedia.org/wiki/De_temporum_ratione

Forse Svalgaard ha una comprensione molto limitata di ciò che costituisce la scienza, che non mi pare coincidere con ciò che gli scienziati coinvolti nella ricerca normalmente pensano.

Ed inoltre….

Nicola Scafetta dice:

November 11, 2011 alle 7:52 am

Probabilmente vi è un legame tra terremoti e il clima e le aurore e dei cicli astronomici e correnti oceaniche e LOD ecc e tutto è fisicamente accoppiato a tutto il resto.

Nicola Scafetta dice:

November 11, 2011 alle 8:41 am

Perché non si prova a essere un pò più umili e riconoscere che ci sono parecchie cose che non capisci?

Ed ancora….

Nicola Scafetta dice:

November 11, 2011 alle 9:03 am

E ‘chiaramente inutile discutere con Leif !
La temperatura su scala multi millenaria e le ricostruzioni del Berilio sono troppo povere  per riprodurre con precisione il ciclo dei 60 anni perché i dati sono molto scarsi: c’è un punto ogni diversi decenni. La mia carta è piena di riferimenti in cui si nota il ciclo dei 60 anni in numerosi cicli solari legati al clima. Purtroppo Leif non sente il bisogno di leggere con mente la aperta,  proprio come fanno tutti i sofisti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Sofistica

La Sofistica è una corrente filosofica sviluppatasi in Grecia, e ad Atene in particolare, a partire dalla seconda metà del V secolo a.C., la quale, in polemica con la filosofia della scuola eleatica e avvalendosi del metodo dialettico di Zenone di Elea,[1] pone al centro della sua riflessione l’uomo e le problematiche relative alla morale e alla vita sociale e politica. Non si trattò di una scuola filosofica né di un movimento omogeneo, bensì fu estremamente variegata al suo interno: i suoi esponenti (detti appunto sofisti), seppur accomunati dalla professione di «maestro di virtù», si interessarono di vari ambiti del sapere, giungendo ognuno a conclusioni differenti e a volte tra loro contrastanti.[2] Tra questi emerse, distaccandosene, la figura di Socrate.

 I cecchi pavonizzanti dico io !!!

Nicola Scafetta dice:

November 11, 2011 alle 10:58 am

Quindi, vi invito Leif ai concentrarsi sul contenuto effettivo della carta, non sulle cose che la carta non avrebbe dovuto affrontare in ogni dettaglio come ad esempio quello che è successo in Inghilterra centrale o quello che è successo per le macchie solari che sono solo un piccolo sottoinsieme delle dinamiche solari e dell’eliosfera.

 Nicola Scafetta dice:

November 11, 2011 at 1:31 pm

 Leif, leggete il giornale ed i riferimenti!
Il tuo modo di analizzare i dati è solo ingenuo. Avete bisogno di pensare più profondamente.

Nicola Scafetta dice :

November 11, 2011 alle 5:26 pm

Una correlazione senza una causa nota è un mistero. La scienza è piena di misteri. In realtà la scienza è tutto un mistero! Se non ci fossero misteri non ci sarebbe più nulla da spiegare e nulla per la scienza da fare. Gli ingegneri potrebbero quindi assumere (come se non già dominano già la piazza già … : lol:) completamente “.

Ecco la vera differenza, tra quelli che capiscono che cosa è la scienza (ci sono correlazioni con i misteri inspiegabili che hanno bisogno di essere spiegati) e quelli che ingannano la scienza per l’ingegneria (la scienza è risolta, non c’è bisogno di guardare avanti).

Nella scienza del clima il problema principale è che molte persone non capiscono la differenza tra “scienza” e “ingegneria”.. Abbiamo modellisti del clima su computer, che propriamente parlando, non sono ingegneri e scienziati, che vanno in giro affermando di essere “scienziati” e che “la scienza è risolta”, e poi ogni volta un vero scienziato osserva che la scienza non è risolta perché i dati specifici sono mostrati dai modelli che i modelli climatici non spiegano, poi i modellisti del clima cominciano a negare i dati ed accusare lo scienziato di astrologia solo perché non forniscono una teoria completa che si può implementare nei loro modelli.

La scienza non inizia con una teoria completa di tutto. Questo è l’obiettivo ultimo della scienza, non il suo punto di partenza! Questo è un punto importante per chi vuole veramente capire la scienza.

 Nicola Scafetta dice :

November 12, 2011 alle 5:20 am

 Mi dispiace Leif, stai solo facendo confusione, in modo casuale utilizzando i dati delegati in modo inappropriato. I modelli di delega devono essere usati con intelligenza. Le registrazioni delle aurore che uso non è un modello di delega, ma l’osservazione diretta di ciò che stava accadendo in atmosfera. Quindi, è molto al di sopra di uno dei tuoi modelli proxy.

Per esempio, quando si utilizza un modello proxy per i raggi cosmici o altro, è necessario innanzitutto capire che si tratta di un modello di delega e non una misura diretta, allora avete bisogno di capire che quel tipo di modello delega avrebbe potuto avere enormi incertezze, quindi è necessario per capire che un modello di delega dato può non riferirsi a qualsiasi tipo di raggi cosmici, ma per specifiche fasce di raggi cosmici di energia, allora avete bisogno di capire che non si sa ancora che tipo di raggi cosmici possono influenzare di più il sistema nuvoloso, allora si devono capire che i raggi cosmici da soli non possono essere sufficienti, perché ci potrebbero essere altri effetti direttamente correlati alle proprietà elettriche dell’ambiente che può essere regolato da qualcosa di più dei raggi cosmici, ecc

Allora avete bisogno di guardare i dati che ho esplicitamente inserito nel rapporto e casualmente non guardare a ciò che vi piace. Allora avete bisogno di leggere i riferimenti utilizzati nel documento.

Per esempio :

Terra (Klyashtorin, 2001; Klyashtorin and Lyubushin, 2007; Klyashtorinetal, 2009;. Le Mou el et al, 2008;. Camuffoetal,2010; Agnihotri et al, 2002;. Agnihotri and Dutta, 2003; Sinha et al, 2005;. Goswami, 2006; Yadava andRamesh, 2007; Mazzarella and Scafetta, 2011; Jevrejeva et al, 2008.;
Yuetal, 1983;. Patterson et al, 2004;. Ogurtsovetal, 2002;. Roberts et al, 2007;. Komitov (2009)

Solo alcune carte che contraddicono le tue affermazioni:

Il “Sole – clima” relazione. Il berillio “cosmogenic” e le aurore alle medie latitudini. Boris Komitov
http://www.astro.bas.bg/~komitov/07_BKomitov.pdf

Vedi figura 7

Un’altra carta è Tardo Olocene risposta sedimentaria a raggi solari e cosmici l’attività influenza la variabilità del clima nel Pacifico NE Patterson et al.
http://fossil.earthsci.carleton.ca/~tpatters/pubs2/2004/patterson2004sedgeol172_67-84.pdf

Vedi le figure 11 e 12 con il loro picco enorme di circa 60 anni.

Un’altra carta è
LUNGHI PERIODI DEI CICLI DELL’ ATTIVITA ‘DEL SOLE, RIPORTATI NEI DATI SOLARI E DELEGHE
OGURTSOV et al.

 http://www.springerlink.com/content/q1740143246t005l/fulltext.pdf

Alcune figure mostrano picchi spettrali intorno ai 60 anni
Molte altre ricerche fanno lo stesso.

Così, come dice Lucy Skywalker (11 novembre 2011 alle 05:05) :

“Il tuo modalità di ragionamento è confusa ed è solo “Spazzatura. Scafetta ha già dimostrato sei diversi indici nel suo articolo da cui emerge con chiarezza la presenza straordinaria di formazione di un ciclo di 60 anni: PDO, AMO, aurore, monsoni, meteoriti, e le temperature globali. Le correlazioni sono altamente evocative, non so come quantificare statisticamente loro ma visivamente gridano.Quindi, per favore, fermatevi a ragionare in questa modalità da spazzatura e aprite la mente. Se vi avviate mostrando un po ‘di rispetto e di cercando di scusarvi non sarebbe una cattiva idea anche.

Nicola Scafetta dice :

November 12, 2011 alle 3:44 pm

 A tutti i lettori,

Mi dispiace ma Leif secondo me sta solo cercando di indurre in errore i lettori di questo blog.
A mio parere ha colpi di scena su ogni cosa, sopprime la logica, altera il contenuto del mio intervento,  interrompete gli argomenti,  mescola i dati, confonde i modelli e alla fine rimane l’unico convinto del proprio mondo immaginario. E ‘evidente che una discussione costruttiva con Leif non è possibile, non per colpa mia ma per la sua ostilità e i suoi pregiudizi su ogni carta e ogni concetto che scrivo.E purtroppo questa è una storia che continua da diversi anni. Quelli che di voi vogliono essere interessati alle mie ricerche,  si prega di leggere le mie carte.  Leggendo con attenzione la mia carta è l’unico modo per capire il mio ragionamento e quello che ho trovato. Spesso si può anche avere bisogno di leggere “le reference”  se si desidera comprendere il quadro generale. Se avete letto le mie carte, si prega di prendere in considerazione che questo documento così come gli altri non sono il fine della storia e mai avrebbe dovuto essere la fine della storia.  E ‘molto importante capire che il progresso della scienza è a piccoli passi nel tempo, la mia carta non dovrebbe risolvere ogni possibile problema nell’universo come si potrebbe pensare. Questo è vero per la mia ricerca così come per qualunque altro documento scientifico.
Come ho riferito precedentemente la scienza è piena di misteri. Quindi, è molto difficile per chi cerca di farlo e cerca di capire la natura.
Ringrazio Antony Watts per questa opportunità di discutere la mia carta qui. Ma io sono molto impegnato quindi ho bisogno ora di porre fine il mio contributo. Speriamo che in futuro possiamo continuare la discussione affrontando qualche altro aspetto del quadro generale. Grazie mille a tutti, compreso Leif,  naturalmente.

Nicola Scafetta dice:

November 12, 2011 alle 10:53 pm

Mi dispiace Leif, ma chiaramente non sei un esperto in questo campo ed i tuoi commenti impropri lo dimostrano ampiamente. Inoltre, il tuo modo di ragionare contraddice i concetti fondamentali della filosofia e sono pieni di numerose “fallacie logiche”, come l’affermazione che le informazioni fisiche contenute in una registrazione devono essere sbagliata per il semplice motivo che le informazioni fisiche contenute in un altra registrazione, relativa alla prima, possono essere diverse.

Uno dei numerosi errori che si adottano sistematicamente è il “Straw man” o “fallacia logica”. Ma ci sono molti errori più logici nel tuo ragionamento, come false analogie, aringhe, ignorare gli elenchi, e “hominem“ http://it.wikipedia.org/wiki/Argumentum_ad_hominem                                                                                                                                (e tutte le nuove insinuazioni arbitrarie verso la mia carta, che non si sà, ecc…

Da http://en.wikipedia.org/wiki/Straw_man

“L’uomo di paglia” o “Straw man” è un componente di un argomento, ed è una fallacia informale, basata su false dichiarazioni di posizione di un’avversario, distorcendo le sue parole o per mezzo di [false] assunzioni. Per attaccare “l’uomo di paglia” è quella di creare l’illusione di aver confutato una proposta da sostituire con una proposta apparentemente simili ma non equivalente e confutando, senza aver mai effettivamente confutato la posizione originale.  In generale, lo “straw man” è altamente esagerato [citazione necessaria] o versione semplificata della dichiarazione originaria dell’avversario, che è stata distorta al punto di assurdità. Questa affermazione esagerata o distorta è quindi facilmente argomentabile contro, ma è una falsa dichiarazione effettiva dell’avversario.

La “Straw man”avviene nel seguente schema di ragionamento:


1. La Persona A ha la posizione X.
2. La Persona B trascura alcuni punti chiave di X e invece la presenta superficialmente similmente alla  posizione Y. Quindi,Y è una versione distorta risultante di X e può essere configurata in diversi modi, tra cui:

1. Un travisamento della posizione dell’avversario.
2. Citando parole di un avversario fuori contesto -. Cioè citazioni scelta per travisare le intenzioni reali degli avversari (vedi fallacia della citazione fuori contesto) [2]

3. Presentando qualcuno che difende una posizione come il difensore, allora confutando gli argomenti di quella persona -. Dando così l’aspetto che ogni sostenitore di questa posizione (e quindi la stessa posizione) è stato sconfitto [1]
4. Inventando un personaggio fittizio con azioni e convinzioni che poi vengono criticati, il che implica che la posizione della persona che rappresenta il  gruppo è critica.
5. Semplificando l’argomento di un avversario, poi attaccando questa versione semplificata.
6. La Persona B attacca la posizione Y, concludendo che X è falsa / errata / difettosa.

Questo tipo di “ragionamento” è fallace, perché attaccare una versione distorta di una posizione non riesce a costituire un attacco alla posizione attuale.


In effetti, caro Leif, non hanno dimostrato che il problema affrontato nel mio lavoro (cioè delle registrazioni storiche delle aurore alle medie latitudini presentano le stesse frequenze maggiori della temperatura superficiale globale e le grandi oscillazioni astronomiche dell’eliosfera associate ai movimenti, frequenza di Giove e Saturno, con addizionate alcune frequenze Solari/lunari) è sbagliato.

 Si veda anche nello specifico questo link per una migliore comprensione:

http://www.linux.it/~della/fallacies/spaventapasseri.html

Naturalmente ci sarebbero molti altri commenti, rilasciati dal Dr.Scafetta da riportare, ripieni di citazioni scientifiche e frasi al peperoncino, ma credo che possa bastare.

Per noi…..ma per il Dr.Svalgaard sembrerebbe di no !?!?

Fonti:

http://www.fel.duke.edu/~scafetta/pdf/Scafetta-auroras.pdf

http://landscheidt.wordpress.com/2011/11/10/scafettas-new-paper-linking-mid-latitude-aurora-to-the-60-year-temperature-cycle/

http://wattsupwiththat.com/2011/11/10/aurora-borealis-and-surface-temperature-cycles-linked/

 

Michele

 

Categorie:Sole e Clima Tag:
FadeOut-Thumbshots Plugin by Thomas Schulte