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Posts Tagged ‘Global Warming’

La grande farsa del riscaldamento globale

12 dicembre 2011 35 commenti

Non voglio scrivere un articolo, perchè sarebbe inutile, ma solo mostrare a tutti gli affezionati lettori di questo fortunato blog, un grafico.

Un semplicissimo grafico che mostra la temperatura globale degli ultimi 15 anni e l´aumento nell´atmosfera della famigerata e “velenosa” CO2.

Qualcuno potrebbe spiegarmi come mai negli ultimi 15 anni, malgrado la CO2 sia aumenata, non é aumentata di pari passo la temperatura globale, e anzi addirittura negli ultimi anni, questa sia diminuita?????

Qualche professorino universitario potrebbe dare una spiegazione, o é troppo assorto nel contare i soldini che riceve da pseudo ricerche climatiche inutili?

Qui il grafico:

 

Senza parole, ma la farse della preSUPPOSTA temperatura in aumento dipendente dall´aumento della CO2 é proprio una farsa buona per i gonzi, gli adepti della chiesa dell`AGW e gli affaristi del riscaldamento globale.

SAND-RIO

Il calore dell’ aria…Scacco matto all’AGW…

15 ottobre 2011 85 commenti

Le domande:

Ogni giorno sentiamo parlare di Riscaldamento Globale di quanto l’ uomo riesce a modificare il clima con le sua attività  … ma qualcuno si é preso la briga di fare due conti ? Se aumenta di un grado la temperatura globale quanta energia ci vuole ? L’ uomo é davvero in grado di produrre direttamente tanta energia per riscaldare la terra di due o tre gradi ?

Non trovando risposte mi é venuto in mente di buttare giù qualche conteggio per cercare di chiarirmi le idee.

Da notare che mi sono preso la briga di rifare i conti, ma tutti i risultati si possono trovare con un pò di pazienza sul web.

Spero quindi che questo articolo riesca a chiarire le idee sulle quantità di energia in gioco negli scambi termici del nostro pianeta.

Da dove cominciare ?

Intanto cerchiamo di conoscere un pò meglio  l’atmosfera, ovvero quanta aria c’ é sul nostro pianeta … quanto pesa.

Per calcolarlo abbiamo bisogno di un barometro e di un calcolo anche approssimativo della superficie terrestre.

La pressione atmosferica é mediamente di 1atm = 101 325 Pa = 101 325 N/m2= 10 332 kgf/m2 che per capirsi sono circa 10,332 tonnellate per metro quadrato di superficie.

L’ atmosfera lo sappiamo bene é composta d’aria che é un miscuglio di gas e conoscendo la composizione é facile calcolare il peso di ogni gas .

La tabella seguente l’ ho ricavata da wikipedia e ho tolto la componente di vapore acqueo e degli altri gas presenti in tracce. Un aria semplificata quindi …

 

Gas Percentuale molare Peso Molecolare Peso di ogni elemento per mole (g) Peso di ogni gas kg per m2
Azoto 78,084% 28,013 21,8737 7802,361
Ossigeno 20,945% 31,999 6,7022 2390,678
Argon 0,933% 39,948 0,3727 132,948
CO2 0,038% 44,010 0,0169 6,012
Totale 100,000% 28,9654 10332,000

Da notare che ogni m2 di superficie terrestre “gravano” 10 tonnellate di aria di cui solo 6 chilogrammi  sono di  CO2!

La prima volta che ho visto questi dati anni fa ho cominciato ad avere qualche perplessità  su come potesse la CO2 esser responsabile del riscaldamento globale.

Questi 6 kg di gas quasi inerte, secondo studi molto accurati,  riescono a scaldare  10 tonnellate d’ aria solo facendo rimbalzare la radiazione infrarossa !  La cosa é davvero incredibile ! (… Infatti io non ci credo :-) )

La superficie della terra é di 5,100 656 · 1014 m2.

Moltiplicando questo valore per il peso dell’ aria per metro quadro otteniamo circa 5,1 · 1015 tonnellate  e detto così non fa tanto effetto, ma dicendo 5,1 milioni di miliardi di tonnellate forse si capisce meglio. L’ aria non é così leggera … direi abbastanza pesante in fondo .

Spesso quando sentiamo parlare di riscaldamento globale vengono fuori percentuali, valori di watt per m2 che secondo me non rendono bene l’ idea dell’energia complessiva in gioco. Wikipedia ci aiuta ancora e troviamo  il valore del calore specifico dell’aria  che é di 1005 j/(kg·K) ( aria secca).

Abbiamo tutti i dati per calcolare la quantità di calore necessaria per scaldare di un grado l’ atmosfera del nostro pianeta … 1005 · 5,1 · 1015 = 5,125 · 18 j = 5,125 Ej = … sono 5,125 miliardi di miliardi di joule.

A questo punto voglio confrontare questo valore con l’ energia dissipata dall’ uomo sul nostro pianeta .. e su wikipedia troviamo il dato della produzione annua di energia elettrica che é di 471 Ej.

Tipo di combustibile Potenza in TW Energia/anno in EJ
Petrolio 5,60 180
Gas naturale 3,50 110
Carbone 3,80 120
Idroelettrico 0,90 30
Nucleare 0,90 30
Geotermia, eolico,
solare, legno
0,13 4
Totale 15,00 471

Da questo valore bisogna togliere i valori delle energie rinnovabile e quindi rimangono 437 Ej.   Per produrre energia elettrica in genere bisogna anche sprecare dell’ energia termica, presumendo un rendimento molto ottimistico del diciamo il 40-45 %. Dopo aver consumato l’ energia elettrica quest’ ultima si trasformerà nuovamente in termica e alla fine in atmosfera e negli oceani ce ne finiranno  circa 1000Ej complessivamente (elettrica consumata  + termica sprecata nella produzione tramite ciclo termodinamico )  .

Questo vuol dire che se l’ atmosfera fosse isolata, l’umanità in un anno la farebbe scaldare di circa 195°.

Nulla in confronto all’ energia che arriva sulla terra dal sole  al secondo che é di 0,174 Ej/s = Ew . Da notare che questo valore l’ ho calcolato perché sul wikipedia non mi sembrava esatto ed infatti ho ottenuto un valore diverso. Se il calcolo che ho fatto é giusto,  sulla terra in un giorno arrivano 0,174·84600=15033,6 Ej . Se davvero tutta questa energia finisse nell’atmosfera  e se l’ atmosfera fosse isolata in un giorno la temperatura dell’aria aumenterebbe di circa 3000°.

In realtà  le cosi non sono per niente  semplici e tutta l’energia solare viene dispersa dal nostro pianeta verso “l’ infinito”. La temperatura si stabilizza un punto di equilibrio nel quale  l’ energia radiativa entrante e  uscente sono uguali.  Una parte dell’ energia però rimane immagazzinata alla temperatura di equilibrio nei “materiali” in grado di trattenerla e questi sono l’aria dell’ atmosfera, l’acqua degli oceani e le rocce e i ghiacci della crosta terrestre.

Tutto questo ci fa capire come l’ umanità sia ancora un tantino “indietro come tecnologia” rispetto al Sole per la produzione di energia :-)
Il sole invia i 1000Ej sulla terra in circa 1h e 35 min … e 1000Ej sono lo stesso quantitativo di energia che l’ uomo riesce a immettere nel nostro pianeta  producendo e consumando energia elettrica.

Conclusioni:

Se si spegnesse il Sole e dovessimo scaldare l’atmosfera con i con i nostri mezzi saremmo destinati a surgelare in poche ore! Questo dato ci dovrebbe far riflettere su quanta presunzione c’ é nell’affermare che l’ uomo é il responsabile dei cambiamenti climatici. L’ uomo con le emissioni termiche dirette probabilmente non riesce e a spostare il termometro di un millesimo di grado.

Ancora un dubbio:

Siamo davvero così sfortunati da riuscire indirettamente e con gli effetti non voluti delle  emissioni di CO2 a surriscaldare il nostro pianeta?

Con questo dubbio vi lascio !

Luci0 … Gabriele Santanché.

Riferimenti :

http://it.wikipedia.org/wiki/Aria
http://it.wikipedia.org/wiki/Calore_specifico
http://it.wikipedia.org/wiki/Risorse_e_consumo_di_energia_nel_mondo
http://it.wikipedia.org/wiki/Terra

Nowcasting Solare: si ricomincia a ballare!

23 marzo 2011 44 commenti

 

Un immagine vale più di mille parole…è quella dello Stereo Behind che ci mostra bene cosa ci aspetterà nei prossimi 10-15 giorni, quindi gli ultimi di marzo ed i primi aprile.

Al momento che vi scrivo la media del solar flux mensile si attesta a 115.13 aggiornata al 22/3, marzo è stato di gran lunga il mese sinora più attivo del ciclo 24, ed ora ci si aspetta di rivivere una nuova accelerazione dell’attività solare dopo che per una decina di giorni il sole si era momentaneamente calmato.

I picchi record hanno riguardato sia il SN che ha registrato un valore di 85 il 6 di marzo ed il solar flux aggiustato che ha toccato 164, mentre vi sono state numerose flare di classe C, M, ed una di classe X.

Abbiamo già parlato settimane fa del fatto che da metà gennaio il sole ha subito un impennata forte e decisa che ha sancito la sua uscita definitiva dal torpore che durava  praticamente da 3-4 anni, quindi è da circa 2 mesi che le cose si sono fatte interessanti e stiamo di fatto vivendo scenari nuovi, almeno parlo del sottoscritto che avendo iniziato a seguire il sole solo durante il minimo passato, non avevo ancora visto ciò che è invece capace di fare man mano che ci si avvicina al massimo. Ma noi tutti sappiamo che questo ciclo ha una storia a sè, e di fatto anche se ora pare essersi svegliato per bene, rientrerà sempre e comunque nell’ambito di quei cicli che vengono definiti deboli. Quanto debole, lo scopriremo solo vivendo…

Tutt’oggi rimane in piedi la teoria che questo ciclo solare 24 sia un Dalton like, o meglio somigli al primo ciclo del minimo di Dalton che ebbe un SN max di circa 50.

Non è ormai un mistero che in molti qua dentro, compreso il sottoscritto, credono che il massimo solare possa essere entro i primi mesi del 2011, e di certo per come sono andate le cose fino ad ora, marzo 2011 potrebbe essere un ottimo candidato!

Stando così le cose, ci aspettiamo il comparire delle prime macchie da ciclo diaspari (25) entro metà 2012!

Di certo, la cosa più interessante, e qui corro un pò coi tempi, sarà quella di vedere come saranno i cicli venturi, perchè lo ricordo per la millesima volta, per poter avere e verificare degli effetti tangibili sul clima terrestre, un ciclo debole e basta non serve un gran chè, soprattutto di questi tempi dove a causa dell’enorme attività solare degli ultimi 60 anni, abbiamo un grande surplus energetico da smaltire, specie negli oceani che poi sono i principali termoregolatori del pianeta!

Stay tuned, Simon

L´industria dell´apocalisse climatica

22 dicembre 2010 22 commenti

Durante le ultime decadi gli allarmisti del clima hanno cercato di terrorizzarci con storie orribili di catastrofi imminenti: l´apocalisse climatica che sta arrivando!

A causa del Riscaldamento Globale (Riscaldamento Globale si scrive con lettere maiuscole perché é la norma principale della Bibbia Climatica) terre fertili agricole diventeranno aride e sterili, mentre aree del deserto avranno esperienze di piogge torrenziali e inondazioni incontrollabili. Le foreste  tropicali seccheranno nel caldo che piú caldo non si puó e il ghiaccio dei poli si scioglierá come un gelato infornato. Le zone costiere e le isole coralline spariranno inondate dal mare sempre piú alto, le grandi cittá del mondo cercheranno di proteggersi dietro enormi pareti e dighe per evitare le inondazioni. La furia della Natura porterá miliardi di rifugiati a migrare verso terre meno arruginite, inseguiti da malattie conosciute e sconosciute, peste, colera e guerre. A caua dell´arroganza umana la nostra civiltá entrerá in collasso, come é accaduto tante volte nel passato. O FORSE NO….Una rivoluzione silenziosa tra antropologie e archeologi ha distrutto il DOGMA SCIENTIFICO su quanto riguarda come crollarono le antiche civilizzazioni, con alcune lezioni per coloro che attualmente pregano ardentemente nella nuova chiesa evangelica dell´AGW affinché sorga l´ultima purificatrice e apocalittica CATASTROFE CLIMATICA.

Le storie delle antiche civiltá sono state anche  uno dei temi favoriti da scienziati e cineasti di Hollywood. Nulla é piú tragico della storia di una grande civiltá che, per ignoranza o orgoglio, abusó del mondo naturale attorno a loro fino a che un  disastro ambientale li porta alla loro  autodistruzione. La lista di queste civiltá é lunga: lantico impero egiziano, l´impero accadiano in Mesopotamia, i Maya, gli Anasazi, Angkor Wat, e anche la leggendaria Atlantide.

Film epici e molte carriere accademiche si basarono nel romanticizzare l´ascensione e la caduta inevitabile delle antiche civilizzazioni. Roma cadde e Atlandide affondó sotto le onde di film catastrofistici, e la nostra moderna civiltá raccoglie grandi guadagni iniziando dalla distruzione in massa.


 Le rovine di  Angkor Wat,i n Cambogia.

Poul Holm, uno storico del  Trinity College Dublin, ha descritto questa ossessione sulle cadute delle civilizzazioni che influenza le religioni, le Universitá e Hollywood, come una industria dell´Apocalisse. In un interessante articolo del 12 Novembre sulla rivista Science , Andrew Lawler descrive il lavoro di Holm e altri studiosi che rigettano questa Industria dell´Apocalisse, per lo meno nel campo scientifico. Negli articoli, “Collapse? What Collapse? Societal Change Revisited,” comincia la sua discussione sul collasso della Societá con una riunione di archeologi nel Regno Unito:

Un gruppo eclettico di specialisti che si riunirono recentemente nella Universitá di Cambridge, allega che il vero collasso sociale e in realtá molto raro.  Loro dicono che i nuovi dati dimostrano che gli esempi classici di massiccio collasso, come la disintegrazione dell´Antico Impero egiziano, la fine del periodo classico dei Maia e la sparizione delle societá pre-colombiane del Sudest degli Stati Uniti, non furono né repentini né disastrosi per tutti i segmenti delle sue  popolazioni.

Gli archeologi stanno collocando una nuova enfasi nella riduzione e trasformazione anziché della mancanza bruta e collasso. Secondo Lawler, questo rappresenta una specie di rezione contro una recente onda di rivendicazioni secondo cui i disastri ambientali, naturalie creati dall´uomo, sono i veri colpati dietro dei molti antichi collassi sociali. L´archeologo Harvey Weiss dell´Universitá di yale, per esempio, in un articolo pubblicato su Science nel 1993, ha indicato una siccitá regionale come la ragione che causó il collasso dell´Impero Accadiano della Mesopotamia.

Il geografo Jared Diamond della UCLA, che ha fatto una carriera con le cronache del fracasso delle antiche societá, nel suo libro Collapse: How Societies Choose to Fail or Succeed. del 2005 cita vari esempi delle cattive decisioni prese in ecosistemi fragili che portarono al disastro,

Diamond ha pubblicato vari libri che coprono differenti periodi e differenti popoli. Mentre i suoi discepoli non hanno dubbi e i suoi libri sono abbastanza chiarificatori, ci sono quelli che discordano con il suo costante tema che la deviazione ecologica porta al collasso.  In  Guns, Germs, and Steel, forse la sua opera piú popolare, Diamond argomenta contro le tradizionali spiegazioni storiche sul fracasso delle societá passate e si concentra sul fattore ecologico. Tra le societá che furono esaminate ci sono i nordici della Groenlandia, i Maia, gli Anasazi, il popolo indigeno di Rapa Nui (Isola di Pasqua), il Giappone, Haiti, la Repubblica Dominicana e infine il moderno Montana. La descrizione di Diamond sulla scomparsa degli abitanti dell´Isola di Pasqua e particolarmente spaventosa.

Tra le civiltá scomparse, una delle piú misteriose è quella della societá dell´Isola di Pasqua che é la piú isolata del mondo, lontana dalle terre abitabili. Con una area di appena 64 Km2, si trova nell´Oceano Pacifico a piú di 2000 km a ovest dell´America del Sud e 1400 Km dall´isola piú vicina abitabile (Pitcairn). Ha un clima ameno sub tropicale ed é un vero paradiso con un fertile suolo vulcanico, una vera e propria mimiatura, isolata dai problemi del mondo.

Gli esploratori polinesiani incontrarono l´isola circa nel 400 D.C. e lá fiorí con un picco attorno al 1200 D.C.  Ma subito dopo la societá dell´Isola di Pasqua entró in una spirale discendente da cui non si recuperó mai piú. Durante alcuni secoli, il popolo dell´Isola di Pasqua liquidò le sue foreste, portò le piante e gli animali all´estinzione, e vide la sua societá complessa scendere nel caos e nel cannibalismo. Loro lasciarono le gigantesche statue di pietra, enigmaticamente sparse nel paesaggio desolante di quell´isola desolata che una volta fu prospera.

Ma l´Isola di Pasqua puó essere una eccezione dal contesto delle civiltá collassate, perché é un piccolo punto di terra isolato con riserve limitate e nessuna via di figa in tempi difficili. Di fatto, molti degli esempi indicati come precauzione contro l´eccesso di allarmi  ecologici sono cosí. I Vichinghi della groenlandia e dell´America del Nord furono certamente isolati e fuori di qualsiasi aiuto delle loro terre natali. Altri, come i Maia e Hohokom, non essendo chiusi in territori geograficamente isolati, possono essersi semplicemente trasferiti verso terre e pascoli piú verdi.  ” I collassi sono forse piú apparenti che reali” afferma l´archeologo Colin Renfrew di Cambridge.

La fine del periodo piú classico, intorno al 900 A.D. é stato per molto tempo un poster del collasso. “Grandi cittá nelle montagne del nord furono abbandonate, le monumentali architetture finirono” scrive Lawler, “Línvasione straniera, le epidemie, la rivolta sociale e il collasso del commercio sono stai identificati come fattori chiave”.


Rovine Maia invase dalla foresta.

Ma un archeologo,  Elizabeth Graham, dellaa Universitá College London, concordacon le spiegazioni tradizionali sul declino Maia. Graham, che lavora nelle basse terre del Belize, dice che “Non esiste una risposta” nella occupazione delle aree dei Maya che lei ha scavato lungo la costa. Oltretutto lei é convinta che piú aree abitazionali esistettero durante e dopo la fine del periodo classico. Nei siti archeologi che ha scavato non ci sono segni di crisi alla fine del periodo classico. Di nuovo come ha scritto da Lawler:

Gli scheletri non mostrano nessuno stress alimentare, le popolazioni sembrano essere numericamente costanti, i terrazzamenti e le dighe continuano ad essere mantenute, e la ceramica sofisticata continua ad essere fabbricata. La siccitá del clima non sembra aver provocato alcuna rottura sociale. “Queste nuove conclusioni sono incredibilmente importanti” dice Norman Yoffee, un archeologo della Universitá del Michigan. Queste nuove rilevazioni e studi sfidano molte delle idee catastrofistiche di Diamond.

I Maya non sono le uniche popolazioni di cui la scomparsa viene adesso rivista in base a nuovi é piú approfonditi studi. I popoli Hohokam occupavano una vasta area dell´attuale Arizona vicino alla frontiera col Messico. Loro furono immaginati originalmente come un popolo che aveva migrato verso il nord uscendo dal Messico nel periodo del 300 A.C. circa. Loro costruirono vasti sistemi di irrigazione con estesi canali e villaggi con tribune per il gioco della palla, piazze, e monti piattaforma. Era una societá complessa che durá fino al 1450D.C. circ. Intanto la popolazione sparí, i canali furono dimenticati, e anche le aree periferiche furono abbandonate. L´abbandono sembró totale.


Gli Hohokam canali complessi e villaggi.

La spigazione tradizionale sul collasso di Hohokam é che inondazioni improvvise distrussero i canali e in piú apportarono una salinizzazione delle terre agricole e una sovrapopolazione. Altri vedono le malattie che gli europei portarono con le invasioni del 1500 come il colpevole finale per la scomparsa di queste antiche civiltá. Ma l´archeologo Randall McGuire della Universitá di Binghamton a Neu York, difende l´idea che i dati non confermano nessuna di queste teorie. Come scritto nell´articolo su Science:

“lui (McGuire) dice che la mancanza della permanenza dopo il 1450 ha reso insostenibile l´idea della malattia e che non c´é nessuna evidenza per la distruzione dei canali. Basandosi su dati del Centro Archeologico del deserto di Tucson (Arizona) lui immagina la scomparsa degli Hohokam con il cambiamento piú ampio che avvenne in tutto il Sudest verso il 1250 e il 1450 D.C. quando la popolazione diminuí di un 75%. Questo non é un evento catastrofico, ma un processo lento, di 150 anni o anche piú. E certamente gli Hohokam non erano coscienti che si trattava di un “collasso”.

 


L´ Europa riuscí a sopravvivere alla fame, alla peste e alla guerra senza entrare in collasso.

Lá rticolo di Science enumera una serie di altri esempi sui disputati collassi. ” la raritá di un collasso dovuto alla resistenza delle popolazioni ai cambiamenti ambientali o alle malattie é considerevole” dice lo storiografo di Cambridge, Jonh Hatcher, che studia la Peste Nera. Tanto nell´ Europa medioevale che l´Asia furono devastate da questa piaga. Molti paesi perdettero 1/3 della sua popolazione, ma gli ordini sociali non furono abbattuti.  Jonh Baines dell´Universitá di Oxford, dice che la transizione piú graduale é piú o meno un consenso nei nostri giorni. Vi sono molte lezioni da apprendere con questa interpretazione evolutiva del passato.

Primo, gli esseri umani sono molto piú resistenti di quanto si pensava. In veritá l´adattabilitá é indiscitibile nell´Homo Sapiens. Gli esseri umani si sparpagliarono in tutti i posti del mondo proprio perché é adattabile. La nostra specie ha sofferto con la peste, la fame, le guerre, con le catastrofi naturali e anche con i cambiamenti climatici, come abbiamo visto anche in precedenti articoli pubblicati qui su NIA. Intanto ancora siamo qui e sempre piú numerosi. Secondo, il clima non cambia tanto rapidamente che non possiamo costruire dighe e trasferirci verso l´interno. La pioggia e l´uso della terra possono cambiare da una regione all´altra, ma non tanto rapidamente che le altre aree non possno essere trasformate in terre agricole. Intanto se il clima cambia rapidamente potremo addattarci anche noi piú rapidamente, oppure dobbiamo lasciare il nostro posto nel mondo ai nostri successori evolutivi.

Infine osserviamo quello che é cambiato nel consenso nel campo dell´archeologia. è cambiato perché migliori informazioni sono diventate disponibili, la scienza é migliorata e le vecchie risposte si sono dimostrate imprecise se non addirittura sbagliate. In veritá, poiché la scienza sta costantemente cercando nuove teorie e raffinando le antiche, la visione di un consenso in un determinato momento é GARANTITO che tra qualche tempo sará provato che é errata.  Ricordatevi di questo quando qualche giornalista o scienziato o qualche accademico pedante di qualche Universitá che anche noi di NIA conosciamo, tenterá usare l´argomento “CONSENSO” per dire che tutte le storie di orrore in relazione al riscaldamento globale antropogenico sono VERE e la scienza é CONFERMATA!

La scienza mai é finita e il consenso é un argomento per gli idioti fatta per chi é intellettualemnte pregiudicato o inferiore. RIVENDICAZIONI DI UN IMMINENTE APOCALISSE CLIMATICA NON HANNO NESSUNA BASE NELLA SCIENZA O NELLA STORIA. Queste esistono solo per impaurire i disinformati in conformitá, in una soggezione politica, di quelli che vorrebbero rifare il mondo secondo i loro propri desideri egoisti. È l´ora di collocare una volta per tutte il clima fuori dall´industria dell´apocalisse, degli affari puliti o sporchi, dai finanziamenti per ricerche inutili, fuori dal mondo di quei professori universitari che si sentono chissá che solo perché sono arrivati (chissá come?) a insegnare qualcosa senza neanche capire cosa dicono o che non si informano, quei professorini che hanno invidia dei veri scienziati che umilmente dicono: queste sono le conclusioni dei miei studi ma voglio ricevere dai miei colleghi critiche piuttosto che consensi.

Non credete che esiste una industria dell´apocalisse climatica anche per le piccole cose?  Il pacco sopra: “Guardate l´effetto del Riscaldamento Globale! Comprate questo prodotto e con una buona bevanda potrete vedere come la massa terrestre e le coste scompaiono davanti ai vostri occhi con un aumento di 100 metri del livello dei mari!!!”

Insomma, una buona apocalisse non deve essere perduta e allora approfittiamone…. vendiamo qualsiasi cosa col marchio AGW.

Fonte: http://theresilientearth.com/?q=content/climate-apocalypse-industry

SAND-RIO

-2010- L’inizio del raffreddamento planetario

6 dicembre 2010 51 commenti

“Ecco il guaio dei nostri tempi: siamo grandi guardoni, critici e non costruttori, agire ci ripugna. Siamo una generazione d’impotenti.” (da “Come ladro di notte” di M.A. Miglieruolo)


Un errore molto semplicistico che fanno in molti è quello di attribuire il semplice rallentamento della Corrende Nord Atlantica come concausa di una glaciazione.
In realtà se l’attività solare incrementasse andando a riscaldare i poli e di conseguenza anche la Groelandia,sciogliendone i ghiacciai spessi fino a 5 km,una volta che una buona parte di essi si sarà sciolta abbassando la salinità dell’acqua e quindi andando a inceppare tale corrente,se l’attività solare si mantenesse stabile senza subire importanti variazioni si avrebbe solo un leggero incremento delle correnti d’aria fredda di origine artica verso le aree a est dell’emisfero nord,e in minor quantità anche verso il Nord America,ma ciò non sarebbe minimamente precursore di una glaciazione ma bensì solo di un maggior raffreddamento invernale .
Per dar luogo ad una glaciazione sono importanti 2 fattori,un decremento dell’attività solare che però prima deve esser stato preceduto da un incremento di quest’ultima.
Durante questo incremento dell’attività solare il clima deve aver subito un riscaldamento al punto da mitigare i ghiacciai ai poli con conseguente ritiro di essi e la successiva immissione di acqua dolce nel Nord Atlantico che andrebbe a disturbare il flusso termico di tale corrente alterando la densità dell’acqua,una volta che l’attività solare va calando seguendo un regolare ciclo,oltre a quello undecennale,di 150-160 anni,il clima inizia a raffreddarsi ma mano che il sole continua a indebolire la propria attività magnetica e di conseguenza il proprio irradiamento seguito da un quasi totale azzeramento delle macchie solari.
Con la Corrente Nord Atlantica interrotta o fortemente indebolita e l’attività solare sempre più scarsa allora si avrebbero tutti i fattori che porteranno nel giro di pochi anni ad una nuova Piccola Era Glaciale.
Il conseguente indebolimento del campo magnetico solare porta in seguito ad altri 2 fenomeni particolarmente importanti,quando esso si indebolisce la quantità di raggi cosmici che altrimenti sarebbe reindirizzata altrove dal suo campo magnetico stesso,arriva in maggiori quantità andando a collidere direttamente con la bassa troposfera e con conseguente aumento della nuvolosità terrestre che, soprattutto alle medie altezze, schermerebbe il nostro pianeta dai raggi ad onda corta solari favorendone un progressivo raffreddamento.
L’altro fattore è quello più caotico,e implica che una volta indebolito il campo magnetico solare,le brusche variazioni comportate dal vento solare,il costante flusso composto da protoni ed elettroni che arriva dal sole,durante i brillamenti e anche altri fattori esterni porterebbe il nostro pianeta ad essere maggiormente esposto ad eventi geofisici come terremoti ed eruzioni vulcaniche.
E’ stato dimostrato che sia un rallentamento della Corrente del Golfo sia un indebolimento dell’attività solare sia un considerevole aumento dell’attività vulcanica si registrarono durante la Piccola Era Glaciale che cominciò nel 1300 e terminò nel 1850.
In quei periodi oltre al significativo abbassamento in tutto il mondo si assistette ad un aumento delle piogge,probabilmente dovuto all’incremento dei raggi cosmici che stimolando la troposfera andarono a causare un aumento della nuvolosità,e quindi maggiori precipitazioni piovose e nevose.
Alcuni esempi:
-1327: generale straripamento/alluvione del Po, Italia.
-1330: spaventosa inondazione/alluvione del Polesine e Mantovano, Italia, con morte di 10.000 persone (da verificare);
-1331:inondazione/alluvione del Po nel Mantovano e Ferrarese e di altri fiumi in Toscana, Italia;
-1333: Italia del nord, si registrano eventi meteorici eccezionali come ad esempio un ciclone che ha seminato distruzione di abitazioni e di raccolti: La grandine raggiunge l’altezza di un metro;
-1336: Italia, il Po rompe gli argini (alluvione) e le acque gelano nelle campagne (intenso freddo nel periodo invernale, clima);
-1341: forti inondazioni/alluvioni che abbattono le mura di Cremona, invadono il mantovano e il ferrarese, Italia;
-1342, la cosiddetta piena del millennio, del fiume Reno (infatti, si verificarono significativi straripamenti del Reno a Basilea);
-1347: in Italia si registra una terribile carestia;
-1362: Italia, alluvione con rottura del Po a Francolino e a Serravalle;
-1365: Italia, area Po, alluvione del Ferrarese e Mantovano;
-1376 dicembre, episodio di forte piena del Tevere a Roma (circa 17 mt);
-1379 novembre, episodio di forte piena del Tevere a Roma (circa 17 mt);
-1385: Italia, inondazioni della città di Mantova e dei territori di Verona, Modena, Ferrara, Polesine e Rovigo. Sommersa pure Venezia;
-1394:allagamento/alluvione della città di Ferrara;
Ora come ora ci ritroviamo proprio a essere di fronte ad una situazione analoga nella quale dal 2008 ci ritroviamo ad avere inverni più rigidi e con maggiori precipitazioni nevose e con stagioni più piovose e un aumento delle inondazioni.
-29 Giugno 2010:Il bilancio delle inondazioni che hanno colpito la Romania a partire dalla settimana scorsa, e’ arrivato oggi a 16 morti e 9 dispersi. Lo ha annunciato il portavoce dell’Ispettorato per le situazioni di emergenza. Le inondazioni hanno toccato oltre 1500 abitazioni in 73 localita’ del Paese e piu’ di 9500 ettari di terreni agricoli.
-08 Luglio 2010:Nel Nord del Messico, al confine con il Texas, l’uragano Alex ha fatto danno per milioni e milioni di dollari.
E’ semidistrutta la citta’ di Monterrey. Ci sono dighe che hanno dovuto aprire perche’ stavano a piu’ del 100% della loro capicita’. La loro apertura ha fatto crescere molti fiumi in maniera improvvisa, che hanno allgato paesini i piccole citta’ interamente.

Anche il Rio Bravo sta straripando, e hanno dovuto chiudere un ponte della frontiera perche’ probabilmente sara’ allagato nelle prossime ore.
-12 Luglio 2010:Il maltempo ha distrutto strade, ponti e bloccato almeno 16 autostrade nelle province di Chongqing, Fujian, Sichuan, Jiangxi, Hunan, Anhui e Qinghai.
Dal 1° luglio le alluvioni, insieme alle frane e al fango hanno ucciso almeno 50 persone in tutto il sud della Cina; 15 persone sono disperse. Secondo il Ministero degli affari civili, le persone colpite dalle piogge sono almeno 17 milioni; circa 600 mila sono state evacuate dall’inizio di luglio.
Circa 42 mila case sono crollate e altre 121 mila hanno subito danni. Almeno 946 mila ettari di terreno agricolo sono distrutti, mentre il costo economico del disastro si calcola sugli 8,9 miliardi di yuan (oltre 1 miliardo di euro).
-20 Luglio 2010,:Almeno 58 morti, 121 feriti, otto dispersi, 271.506 sfollati e 52.000 abitazioni danneggiate: questo il bilancio delle forti piogge che stanno battendo gran parte della Colombia. Le zone più colpite comprendono 273 comuni di 27 Stati dei 32 in cui è suddiviso il Paese.
-29 Luglio 2010:Un’ondata di maltempo con rari precedenti si è abbattuta nelle ultime ore sulla provincia nord-occidentale pachistana di Khyber Pakhtoonkhaw causando oltre 110 morti, lo straripamento di fiumi e gravi danni alle infrastrutture. Lo riferiscono i media a Islamabad.
Particolarmente grave è la situazione nei distretti di Shangla e Swat, dove la piena dei fiumi provocata da intense piogge monsoniche ha rotto gli argini in più punti e distrutto alcuni ponti, isolando di fatto decine di migliaia di persone in diversi centri abitati e uccidendo, assicura GEO Tv, almeno 64 persone.
-29 Luglio 2010:Aumentano le vittime del maltempo in Cina, oltre 900, mentre non danno tregua le alluvioni, le peggiori degli ultimi dieci anni. Il bilancio delle vittime nel 2010 e’ arrivato a 928 morti e 447 dispersi, secondo la stampa cinese.
-31 Luglio 2010:Piogge battenti flagellano da una settimana vari paesi dell’Asia meridionale, creando gravi disagi soprattutto in Pakistan e Afghanistan.

In particolare in Pakistan si registrano oltre 800 morti e danni materiali incalcolabili.
Mentre in Afghanistan sono morte negli ultimi giorni oltre 90 persone nelle province di Parwan, Laghman, Kapisa e Khost. A dare risalto internazionale al dramma pachistano ha contribuito l’Onu che ha parlato di ”un milione di persone danneggiate in varia misura”.
-06 Agosto 2010:Disastro in Kashmir. Più di 60 morti e dispersi e sfollati ancora da calcolare.Questo, per ora il tragico bilancio delle alluvioni verificatosi nella mattinata. La zona più colpita è stata Leh, principale citta’ della regione di Ladakh.
-07 Agosto 2010:Piogge torrenziali hanno colpito l’Europa centrale, in particolare Germania, Repubblica Ceca e Polonia, causando sei morti. Tre sono le persone morte annegate in una cantina rimasta allagata per la pioggia a Neukirchen, nel sud-est della Germania: si tratta di una coppia di coniugi di 72 e 74 anni e un loro vicino di 63, intrappolati nel sotterraneo dell’abitazione allagato. Due persone sono invece morte nel nord della Repubblica Ceca e una terza a Bogatynia, in Polonia.
Da alcuni anni invece,proprio come nel 1300,quando ebbe inizio la Piccola Era Glaciale,la Corrente del Golfo ha cominciato a mostrare significativi livelli di rallentamento finchè non molto tempo fa è uscita la notizia ufficiale che la Corrente aveva cambiato direzione.

Velocità della corrente del Golfo nell’Ottobre 2000

Velocità della Corrente del Golfo nel Febbraio 2005

Velocità della Corrente del Golfo nel Gennaio 2007

Velocità della Corrente del Golfo nel 24 giugno 2009

Velocità della Corrente del Golfo nel 18 marzo del 2010

Velocità della Corrente del Golfo nel 12 agosto 2010

 

Velocità della Corrente del Golfo nel 2 settembre 2010


Anche i terremoti dal 2001 hanno continuato a incrementare di numero specie quelli con un certo magnutudo.
Terremoti di magnitudo 7+ avvenuti dal 2000 ad oggi,novembre 2010

2010 19 da 7+ e 1 da 8+ = 20

2009 15 da 7+ e 1 da 8+ = 16

2008 12 da 7+ = 12

2007 13 da 7+ e 4 da 8+ = 17

2006 8 da 7+ e 2 da 8+ = 10

2005 9 da 7+ e 1 da 8+ = 10

2004 10 da 7+ poi 1 da 8+ ed 1 da 9.1 = 12

2003 13 da 7+ e 1 da 8+ = 14

2002 12 da 7+ = 12

2001 15 da 7+ e 1 da 8+ = 16

2000 2 da 7+ e 1 da 8+ = 8

Se aumenta l’attività sismica anche quella vulcanica negli ultimi tempi ha dato un forte sbalzo tra vulcani che dopo lungo tempo si sono riattivati e altri già attivi hanno cominciato ad incrementare la propria attività,tra alcuni nomi che si possono fare ci sono:Chaiten,Bulusan,Mayon,Merapi,Yellowstone,Etna,Tungurahua,Obu,Katla,R ainier,Saint Helens,Grismvotn,Anak Krakatu..ecc.
Il Merapi ha dato luogo meno di un mese fa alla più grande eruzione mai registrata dal 1872,e causato la morte di almeno 300 persone.
Per quanto concerne invece il raffreddamento dei mari,nonostante le previsioni degli antropisti e dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo consulente intergovernativo sul mutamento climatico, IPCC) prevedevano un sempre maggior riscaldamento dei mari,mentre invece ci troviamo di fronte alla Nina più forte in crescita dal 1956.

Per l’ennesima volta nonostante si affermi che il 2010 sia stato l’anno più caldo di sempre,i dati mostrano l’esatto contrario,per non parlare dei ghiacci dell’Antartide,il quale quello marino hanno raggiunto il maggior record di estensione in 30 anni.

Attuale estensione ghiaccio marino dell’Antartide
Ciò evidenzia che l’Ipcc per quanto riguarda le previsioni sul futuro del clima errate e tale gruppo non si presenta essere ne all’altezza ne una fonte affidabile per quanto riguarda il futuro del clima.
Esso afferma una cosa,ma il clima non mostra l’esatto contrario di quanto affermano.
In conclusione ci troviamo proprio sulla soglie dell’inizio di una Piccola Era Glaciale.
Come si evidenzia qui numerosi ghiacciai hanno ricominciato a crescere,i fattori indicano tutti che andiamo incontro al freddo non al caldo.
Per quanto riguarda la biodiversità se aumentano le piogge durante le stagioni primaverili ed estiva potremmo avere anzichè carestia e morte un aumento della biodiversità,in quanto un aumento delle piogge comporterebbe oltre ad un aumento delle inondazioni e delle precipitazioni nevose,maggior acqua a disposizione,che favorisce la crescita di vegetali e quindi regola tutta la catena alimentare.
Inutile dire che ciò potrebbe comportare anche un amplificazione degli arsenali di guerra e portare a conseguenti guerre.
Non sorprenderebbe se in Italia potesse esplodere la guerra civile in quanto oltre 15 milioni di italiani sono ‘quasi poveri’ e si indebitano anche per acquistare cibo: lo sostiene il Codacons. I calcoli si agganciano ai dati Istat sul calo del reddito familiare nel 2009 pari al 2,6%.
‘Una riduzione media dei consumi dell’1,8% significa che i poveri,il 13,1% della popolazione, pari a 7 milioni 810 mila individui, non hanno piu’ soldi per mangiare, mentre i ‘quasi poveri’, 15,5 milioni di italiani, si devono indebitare anche per acquistare cibo’.
Per non parlare che quasi 2 governi sono andati giù a prima che potessero finire il loro mandato,già per il fatto che in Italia si dedica una grande attezione al chiacchericcio da bar tra partiti che alle necessità del paese.
Come si fa ad essere certi che stia cominciando una Piccola Era Glaciale?
Tra il 900 e il 300 prima del’Era Volgare,dopo un periodo di clima mite durato 150 anni si registra una nuova Piccola Era Glaciale,un’altra si registra tra il 1.400 e il 1.300 prima dell’Era Volgare ecc.
Tutte queste hanno avuti un periodo molto simile di clima mite prima che ricominciasse quello freddo.
La fine dell’ultima Piccola Era Glaciale è stata nel 1850,160 anni fa,il che significa che in concomitanza con l’attuale prolungato Minimo Solare,aumento delle piogge,incremento dell’attività sismica e vulcanica,e rallentamento della corrente del Golfo siamo proprio puntuali per l’inizio di una di queste nuove fasi di raffreddamento.
Questo probabilmente potrebbe essere l’inverno in cui tale fase avrà ufficialmente inizio.

A cura di Alex

Fonti:

http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/minimo+solare+e+clima-+al+tempo+la+risposta-9414

http://www.meteogiornale.it/notizia/14014-1-storia-dellattivita-solare-e-conseguenze-sul-clima-seconda-parte

http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale

http://expianetadidio.blogspot.com/2010/10/la-piccola-eta-del-ghiaccioun-archivio.html

http://www.unita.it/notizie_flash/119977/maltempo_romania_morti_e_dispersi_per_inondazioni

http://www.asianews.it/notizie-it/Alluvioni-nel-sud-della-Cina.-A-rischio-una-diga-del-Qinghai-18905.html

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo486750.shtml

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/07/29/visualizza_new.html_1876252738.html

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/07/31/visualizza_new.html_1877120431.html

http://www.newnotizie.it/2010/08/06/alluvione-in-kashmir-90-morti-e-300-feriti/

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/08/07/visualizza_new.html_1878996367.html

http://expianetadidio.blogspot.com/2010/10/previsioni-inverno-2010-2011.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/11/merapi-la-piu-grande-eruzione-dal-1872.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/11/loceano-atlantico-cambia-direzione.html

http://www.wpsmeteo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=766:enso-la-piu-forte-crescita-della-fase-la-nina-dal-1955-56-&catid=6:articoli-clima&Itemid=18

http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/pack+antartico+agosto+2010-+mai+cos–10398

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/07/22/visualizza_new.html_1874350978.html

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/07/23/visualizza_new.html_1874413295.html

http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/lultimo-milione-di-anni.html

L’EFFETTO-SERRA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE (Seconda Parte)

11 novembre 2010 60 commenti

parte 2) ENTROPIA,
“CLOUDS FORCING” E COSTANTE DI BOLTZMANN

L’entropia

Ma non è finita, perché c’è un altro importantissimo concetto della
fisica e della termodinamica, che viene violato palesemente dalle
teoria dell’effetto-serra.
Si tratta del concetto di entropia, che misura la perdita di capacità
di conversione del calore in lavoro di un sistema, al variare della
temperatura della sorgente di calore, ed è espressa dalla relazione:
∆S = ∆Q/T, dove ∆S è la variazione di entropia del sistema, ∆Q è la
quantità di calore scambiato, e T la temperatura alla quale lo scambio
avviene.

L’entropia è una legge fisica universale, poiché si può considerare
l’intero universo come un sistema isolato.
Lasciate perdere le dicerie popolari da web, secondo cui “l’entropia è
in contrasto con l’evoluzione”.
In realtà tutti i sistemi, anche quelli biologici ed evolutivi
altamente organizzati, per organizzarsi producono lavoro, e quindi
cedono calore ed invecchiano, e dunque obbediscono alla legge
fondamentale, secondo cui l’entropia totale dell’universo è in
continuo aumento, poiché non è mai possibile convertire al 100% il
calore perduto da un corpo in lavoro meccanico (mentre il lavoro si
può convertire al 100% in calore)

Ma per tornare all’effetto-serra, è interessante notare che TUTTI gli
scambi termici che avvengono sulla Terra e nell’atmosfera obbediscono
rigorosamente al principio dell’entropia (che peraltro è un corollario
del 2° principio della termodinamica, di Clausius).

E infatti, se osserviamo i passaggi di calore dalla superficie
terrestre all’atmosfera, e viceversa, possiamo verificare che vale la
relazione entropica fondamentale:

∆Q/Tg>∆Q/Ts, dove Tg sono le temperature dei gas atmosferici, e Ts le
temperature della superficie terrestre.

Questo significa che nel momento in cui la superficie terrestre
riscaldata dal Sole cede una determinata quantità di calore (∆Q) ai
gas atmosferici, l’entropia acquistata dai gas è maggiore della
diminuzione di entropia della superficie

Ma è facile notare che la relazione di cui sopra è soddisfatta solo se
Ts>Tg, cioè se la temperatura della superficie (Ts) è maggiore di
quella dei gas atmosferici (Tg).

Ma la relazione entropica è confermata nell’atmosfera anche dai
fenomeni di c.d. “inversione termica”, ad esempio quando si verificano
eruzioni vulcaniche che scaldano l’alta troposfera ma schermano i
raggi solari in entrata, oppure al Polo, o nei luoghi molto innevati,
dove per l’effetto albedo i raggi solari vengono riflessi e non
riescono a scaldare le superfici innevate. Oppure là dove – esempio
centri urbani – vi è una cappa di smog, e il Sole non riesce a
riscaldare i terreni.
http://it.wikipedia.org/wiki/Inversione_termica

In queste situazioni si inverte il normale gradiente termico, e le
superfici dei suoli sono più fredde dei gas in quota, almeno fino a
quote comprese tra poche centinaia di metri e qualche km.
Ma in tal caso, dal punto di vista entropico, avremo un accrescimento
di entropia a livello del suolo, per la cessione di calore dagli
strati caldi più alti a beneficio dei suoli più freddi, sì che varrà
la relazione ∆Q/Ts>∆Q/Tg, relazione evidentemente soddisfatta solo se
Tg>Ts, cioè se le temperature dei gas atmosferici sono più alte di
quelle dei suoli.
Ma tutto ciò significa solo che in natura TUTTI gli scambi di calore
si organizzano sulla base del principio di entropia, mentre non si può
verificare mai – come affermato da chi sostiene l’effetto-serra – una
situazione in cui all’accrescimento dell’entropia dei gas atmosferici
si riscontri un contemporaneo aumento dell’entropia della superficie
terrestre.
In tal caso dovrebbe valere allora la relazione ∆Q/Ts=∆Q/Tg, relazione
che è soddisfatta solo, essendo uguali per definizione le quantità di
calore scambiate, per uguali temperature sia dei gas che dei suoli, ma
ciò sarebbe un assurdo logico e , poiché laddove esistono uguali
temperature tra due corpi NON si verificano passaggi di calore, e
quindi non vi sarebbe alcuna entropia, contraddicendo la definizione
fondamentale vista all’inizio.

Il rallentamento del raffreddamento ed il simultaneo “clouds forcing”

Qualcuno – qui su NIA – aveva osservato che su Wikipedia italiana
l’effetto-serra veniva definito come capacità dei gas atmosferici di
trattenere il calore, anche senza far aumentare le temperature della
superficie terrestre. Definizione condivisibile, come visto più volte.
Peccato che anche nell’articolo di Wikipedia non venga tenuto in alcun
conto il simultaneo “chilling forcing”, o “clouds forcing”, cioè
l’effetto raffreddante delle nubi e del vapore acqueo da cui sono
formate.

Questo è un errore madornale, da parte di coloro che sostengono
l’esistenza di un ipotetico effetto-serra, perché ovviamente non ha
senso sostenere che il vapore acqueo e la CO2 sono “gas-serra”, e
contribuiscono a trattenere il calore nell’atmosfera, senza però
esaminare cosa altro fanno nubi (vapore acqueo), umidità e CO2.

Anche qui è una questione di flussi: il flusso di radiazioni solari ad
alta frequenza in entrata che le nubi in parte bloccano, ed il flusso
di calore in uscita, sotto forma di raggi infrarossi, trattenuto dalla
presenza degli stessi elementi gassosi. Quante più nubi avete, tante
più radiazioni solari in entrata vengono bloccate.

Come già accennato nel precedente articolo (“Il mito
dell’effetto-serra va in frantumi”) in realtà l’atmosfera terrestre
raffredda più di quanto non scaldi, e fin dal 1994 ci sono numeri
precisi che lo dimostrano.
Come documentato da Hartmann http://www.climate4you.com/ReferencesCited.htm
le nubi (soprattutto quelle a bassa quota) da sole schermano circa il
30% della radiazione solare in entrata, con un potente effetto albedo.
Quindi è stato calcolato che se ipoteticamente venissero rimosse tutte
le nubi, la quantità di radiazioni solari ad onda corta in entrata
passerebbe da 239 W/m2 a 288 W/m2, mentre le radiazioni in uscita (ad
onda lunga IR) passerebbero da 234 W/m2 a 266 W/m2, quindi si avrebbe
un incremento di radiazione solare pari a 17 W/m2.
http://www.climate4you.com/ClimateAndClouds.htm#Cloud%20cover%20effects%20on%20climate

Ma siccome l’ipotesi di eliminare le nubi equivarrebbe ad eliminare
l’evaporazione di suoli ed oceani, e quindi ad eliminare praticamente
il 100% dei c.dd. “gas-serra” (vapore acqueo e CO2 che è contenuta
nelle nubi), abbiamo anche qui una conferma matematica del fatto che
l’atmosfera non crea alcun “effetto-serra”, perché il forcing
rinfrescante di nubi + CO2 prevale su quello di trattenimento del
calore.
Conferma matematica che peraltro – come già scritto nell’articolo
precedente – è suffragata dall’esperienza comune e dall’osservazione
dei fenomeni climatici naturali.
Infatti all’equatore e ai tropici – dove la copertura nuvolosa,
l’umidità, le piogge e la CO2 raggiungono i valori massimi sulla Terra
– le temperature massime estive hanno valori attorno a 27°-28° C in
media, e ben raramente salgono oltre i 32° C, mentre i valori minimi
(proprio per il fatto che le nubi e l’umidità trattengono il calore
anche di notte) non scendono quasi mai sotto i 15°C.
E per contro, nei deserti, dove non esistono “gas-serra”, se non per
quantità ridottissime, e dove non vi sono insediamenti umani o
industrie, le temperature max estive possono raggiungere facilmente i
50°C all’ombra ed oltre.

La costante di Boltzmann malamente applicata

Infine, c’è un’altra legge fisica che è stata malamente applicata, e
che ha portato a credere erroneamente che vi fosse un “effetto-serra”
dell’atmosfera, e che la presenza di quest’ultima aumentasse le
temperature della superficie terrestre di ben 33°C.

La legge fisica è quella di Kirchhoff, sul calore emesso dai corpi
irradiati, in base alla quale la radiazione emessa da una superficie
irradiata, in W/m2, è pari alla costante di Stephan Boltzmann (σ =
0,000000056704) moltiplicata per la temperatura di quella superficie
(in gradi Kelvin) elevata alla quarta potenza.
(W/m2 = σ T4)

Il fatto è che questa legge vale per le superficie piane in 2D che, in
base all’ipotesi del “corpo nero”, cioè all’ipotesi che la superficie
irradiata assorba tutte le frequenze dello spettro solare come un
corpo interamente scuro, restituiscono il 100% della radiazione
ricevuta.

Ma l’esperienza e la sperimentazione hanno dimostrato che questa
ipotesi NON vale per i corpi solidi reali in 3D ed in rotazione, come
i pianeti ed i satelliti, perché non è in grado di calcolare la
quantità di calore che un corpo solido è in grado di immagazzinare di
giorno, e di restituire di notte.

Applicando la costante di Boltzmann, infatti, si arriverebbe alla
conclusione erronea che al tramonto del Sole la temperatura di un
pianeta dovrebbe precipitare subito, poiché tutto il calore ricevuto
dal Sole dovrebbe essere restituito solo di giorno.

E invece non è così, poiché l’esame delle temperature lunari, nel
corso delle numerose missioni Apollo, e della strumentazione che da
oltre 40 anni è presente sulla Luna, ha permesso di determinare che di
giorno (e il giorno lunare dura circa 14 giorni terrestri!) il suolo
lunare si scalda 20°C meno del previsto, mentre di notte (e la notte
lunare dura circa 14 notti terrestri!) il suolo lunare è di ben 60°C
più caldo di quanto previsto dalla legge di Kirchhoff.

Questo perché i suoli lunari assorbono meno calore del previsto di
giorno, e ne restituiscono più del previsto di notte, come del resto
accade su qualsiasi pianeta, compresa la Terra.

E poiché la Luna non ha alcuna atmosfera, ecco dimostrato
sperimentalmente che la legge di Kirchhoff e la costante di Boltzmann
sono approssimazioni rozze e semplicistiche, inapplicabili ai corpi
solidi rotanti, poiché se la Luna nella realtà è di 40°C più calda del
modello teorico, allora se volessimo utilizzarlo dovremmo giungere
all’assurda conclusione che anche sulla Luna c’è “l’effetto-serra” e i
40°C di differenza sono dati dall’atmosfera che trattiene il calore.
Assurdo, appunto, perché la Luna NON ha atmosfera, ne gas.
http://www.ilovemycarbondioxide.com/pdf/Greenhouse_Effect_on_the_Moon.pdf

Eppure per la Terra si è applicato quel metodo, si è detto: “siccome
in base alla legge di Kirchhoff la Terra dovrebbe essere 33°C più
fredda, la differenza è data dall’atmosfera che trattiene il calore”.
Ma la sperimentazione lunare ha dimostrato che ciò è errato, e usare
la legge di Kirchhoff sui corpi solidi sferici in rotazione è un po’
come applicare le formule per calcolare le aree delle figure piane, al
calcolo dei volumi dei solidi.

Voi che direste se qualcuno volesse convincervi che il volume di un
cubo di 10 cm. di lato è pari alla somma delle aree delle sei facce
(600), anziché alla misura del lato elevata alla terza potenza (1000)?

Eppure è concettualmente quanto si è fatto per calcolare il calore
emesso dai pianeti irradiati dal Sole!

La prova ulteriore che la costante di Boltzmann e la legge di
Kirchhoff sono inapplicabili ai pianeti ed ai satelliti rotanti, è
fornita anche da un fatto che si è scoperto solo nel 1997, e cioè che
la stessa NASA (che pure ha usato spesso la costante di Boltzmann
nelle sue tavole per illustrare l’effetto-serra), fin dai primi anni
’60 aveva capito che non era possibile usare quel metodo per calcolare
con precisione le temperature lunari, e infatti NON lo usò quando si
trattò di mandare gli astronauti sulla Luna con le missioni Apollo!

Si è scoperto che la NASA utilizzò un algoritmo speciale con un
correttivo che teneva conto delle variazioni di radiazione solare
durante l’intera “giornata” lunare.

E ultimamente è stata proprio la scoperta di queste reticenze da parte
dei vertici della NASA, ad innescare il c.d. “NASA-gate”, cioè il
coinvolgimento della magistratura americana per costringere l’ente
spaziale ad aprire i cassetti, e a rendere noto ciò che per anni è
stato nascosto.
Ma di ciò si parlerà in un altro articolo.
Ma prima, e per riassumere:

L’effetto-serra non esiste, e non vi è alcuna legge fisica, né
osservazione di fenomeni che accadono sulla Terra e nell’atmosfera che
permetta di riscontrarlo.
Il riscaldamento del nostro pianeta è dovuto – come ha osservato il
prof. Nahle dell’università di Monterrey
http://biocab.org/Induced_Emission.html – al riscaldamento dei suoli
e degli oceani, e all’energia termica che questi accumulano e
rilasciano. I gas atmosferici possono solo rallentare lievemente il
raffreddamento notturno della superficie terrestre, ma questo loro
effetto notturno è peraltro controbilanciato e soverchiato dal “clouds
forcing”, dal simultaneo effetto “rinfrescante” che le nubi (che sono
formate al 100% da “gas-serra”: vapore acqueo e CO2) producono di
giorno, e che è stato ben quantificato (Hartmann, 1994).

Ma per riassumere, ecco le leggi fisiche fondamentali che la teoria
dell’effetto-serra infrange, o mal applicate:

- 1° principio della termodinamica (è impossibile creare nuova energia
con la “backradiation”, l’energia che un corpo restituisce non può mai
essere maggiore di quella ricevuta)
- 2° principio della termodinamica (i corpi più freddi come i gas
atmosferici non possono alzare la temperatura di quelli più caldi come
la superficie terrestre, e viceversa)
- Mancato uso dei vettori nel calcolo dei flussi di calore ( un flusso
di calore in entrata non può mai essere sommato ad uno in uscita, ma
va sottratto)
- Mancato uso del vettore di Poynting (due flussi di calore opposti
sono onde elettromagnetiche opposte, che hanno due direzioni di
propagazione opposte, e quindi vale la regola vettoriale di cui sopra)
- Entropia (tutti gli scambi di calore sulla Terra e nell’atmosfera si
organizzano seguendo la legge dell’entropia, che è incompatibile con
un ipotetico “effetto-serra”)
- Mancata considerazione del “clouds forcing” (non ha alcun senso
considerare solo l’effetto di trattenimento del calore di nubi,
umidità e CO2, quando questi “gas-serra” hanno nel contempo un
evidente effetto di schermatura delle radiazioni solari in entrata,
che prevale sempre sul primo)
- Costante di Boltzmann e legge di Kirchhoff malamente applicate (non
è possibile applicare la costante di Boltzmann a corpi solidi in
rotazione come i pianeti ed i satelliti, perché i dati sperimentali
dimostrano che in tal modo non si può calcolare correttamente la
radiazione trattenuta e restituita dai suoli riscaldati)

Ecco, come vedete vi sono ben 7 metodologie o leggi fisiche assolute
ed insuperabili, che vengono violate, o disapplicate, o applicate a
sproposito (costante di Boltzmann), da parte dei “climatologi” alla
moda, che sostengono la teoria dell’”effetto-serra”.

Magari qualcuno di voi è più bravo di me, e riesce a trovare altre
leggi fisiche violate.

Ma per quanto mi riguarda, quanto sopra è più che sufficiente per
ritenere mera spazzatura pseudo-scientifica quella teoria, e mi
indigna il fatto che una schifezza simile abbia finito per trovare
spazio ovunque solo per motivi ideologici e politici, che nulla hanno
a che vedere con la Scienza.

Continuare a parlarne – come fanno i media ignoranti – o fingere di
accettarla per convenienza (come fanno alcuni scienziati ignavi e
opportunisti) è gravissimo e vergognoso, ed è solo il segno della
corruzione profonda che pervade l’epoca attuale, in cui per denaro o
quieto vivere troppa gente è disposta ad accettare anche le menzogne
più spudorate.

FINE

IlikeCO2

IL “MITO” DELL’EFFETTO SERRA VA IN FRANTUMI (Prima Parte)

4 ottobre 2010 81 commenti

L’effetto-serra è un argomento che solleva reazioni emotive, a volte impulsive e irrazionali, perché molti anni di propaganda martellante dei media lo hanno radicato nella mente di molte persone, e dunque non tutti accettano di mettere in discussione quanto per anni hanno considerato vero.

Al di là del fatto che il problema dell’effetto-serra, insieme a quello del GW, sia stato sciaguratamente “tirato per la giacca” dai politici di ogni orientamento, e pertanto ogni discussione su di esso rischia di vedere non di rado strumentalizzate  argomentazioni pseudo-scientifiche per scopi puramente politici.

Ma il problema è che per molte persone, e più in generale per la mente umana, è sempre difficile liberarsi da convinzioni che per lungo tempo erano state ritenute valide.

Quando queste convinzioni radicate – o luoghi comuni – vengono messe in discussione, in molte persone scatta una reazione di fastidio, o un rifiuto istintivo – dettato da prevenzione – di voler esaminare con attenzione ed equilibrio i nuovi argomenti, nel timore più o meno inconscio di dover ammettere di avere creduto per lungo tempo a concetti falsi.

Inoltre, poiché è un concetto semplice da imparare (atmosfera = serra, o = coperta), molti si sentono a disagio nel sostituire quel concetto con altri scientificamente validi, ma più complessi.

Come già detto, questa teoria ha trovato larga diffusione nelle pubblicazioni dei “climatologi” degli ultimi 20 anni, ma è del tutto assente nei testi più autorevoli di fisica e termodinamica, proprio perché non soltanto è in flagrante contraddizione con principi basilari della fisica, ma anche perché di conseguenza nessun esperimento, né fenomeno naturale osservabile e riproducibile è mai riuscito a confermarla.

Semplicemente l’”effetto-serra” è una colossale bufala pseudo-scientifica, benchè di gran successo popolare.

E’ una sorta di “Cacao Meravigliao” pseudo-scientifico, una cosa inesistente che però è stata ritenuta reale da molti grazie all’efficacia della comunicazione imbonitrice dei media.

E non a caso fisici autorevoli, ed esperti quali Claes Johnson, Nahle, Siddons, Gaerlich, Tscheuschner, Thieme, Miskolczi, Casey, ecc., ecc, negli ultimi tempi hanno pubblicato importanti lavori per ribadire l’infondatezza della teoria.

Ciò non deve stupire, dal momento che fin dal lontano 1909 il fisico Robert Wood (l’inventore della famosa “lampada”, al quale uno dei padri della fisica moderna, il grande Niels Bohr, aveva dedicato un lavoro) aveva demolito con l’esperimento delle due serre http://www.tech-know.eu/uploads/DeathGH.pdf  la teoria di Arrhenius, secondo cui il vetro del soffitto delle serre avrebbe innalzato la temperatura interna di ulteriori 15°C, trattenendo il 20% in più di radiazione IR. Wood dimostrò che anche una serra col soffitto di alite (salgemma, abbastanza neutro ai raggi IR) raggiungeva la stessa identica temperatura dell’altra (55°C), quindi tutto dipendeva dal calore accumulato dal suolo delle serre, non dai soffitti e dal loro materiale, o dalla fantasiosa ipotesi che il vetro potesse “intrappolare” più raggi infrarossi, e riscaldare di più.

Ma il genere di risposte avute dalla pubblicazione dell’articolo, mi inducono a chiarire ed approfondire alcuni concetti, onde evitare malintesi su questo importante argomento.

1)      Cosa si intende per effetto-serra.

Credo che molti non abbiano un’idea chiara di cosa sia l’effetto-serra, secondo quando vanno divulgando personaggi di enti quali l’IPCC e la NASA. Non a caso si tratta di due enti pubblici con bilanci faraonici, sempre a caccia di fondi tramite politici compiacenti che introducano nuove tasse, e quindi molto allettati dall’idea che le teorie sull’effetto-serra conducano a nuove imposte sulle “emissioni da gas-serra”.

Per effetto-serra, o effetto-atmosfera, o effetto-coperta (chiamatelo come volete) si deve intendere l’idea secondo cui l’atmosfera e i gas che contiene possano “riscaldare” o aggiungere ulteriore energia termica, rispetto a quella prodotta dal Sole riscaldando la superficie terrestre.

Come già detto nell’articolo precedente, uno dei concetti falsi più diffusi è proprio l’idea secondo cui l’atmosfera aggiungerebbe 33°C di calore alla superficie terrestre.

Attenzione! Per effetto- serra NON si intende semplicemente la differenza di temperatura tra i suoli o la superficie degli oceani rispetto alle temperature dell’atmosfera terrestre, perché è evidente che la superficie terrestre e l’atmosfera hanno temperature diverse, e anzi l’atmosfera (in particolare la Troposfera a media-alta quota, dai 4 km. in su) è sempre più fredda rispetto alla temperatura media della superficie terrestre.

Ma il concetto-chiave (falso) che viene costantemente ripetuto da IPCC & friends è quello secondo cui: “…il Sole riscalda la superficie terrestre, e poi i gas-serra intrappolano la radiazione IR (infrarossa) in uscita verso lo spazio, e ne rimandano una parte a Terra, accrescendo le temperature della superficie”. (Greenhouse gases absorb heat that radiates from Earth’s surface and release some of it back towards the Earth, increasing the surface temperature …)

http://www.americanthinker.com/2010/02/the_hidden_flaw_in_greenhouse.html

Questa bislacca teoria ha poi fornito all’IPCC il trampolino concettuale per rilanciare la nota litania che la crescita dei gas-serra, in particolare quelli di origine umana, porterebbe in futuro alla crescita delle temperature fino a 5°-6° C in media, di qui alla fine di questo secolo.

2)      Perché l’effetto-serra viola le principali leggi della Fisica.

Il concetto esposto sopra è palesemente falso, poiché viola le 2 leggi principali della termodinamica, cioè il 1° principio (conservazione dell’energia) che afferma l’impossibilità di creare in un sistema termodinamico nuova energia dal nulla (senza lavoro esterno) , ed il 2°, nella formulazione di Clausius, che stabilisce l’impossibilità che un corpo più freddo (atmosfera) possa aggiungere calore ad un corpo più caldo (superficie terrestre) innalzandone la temperatura.

E si noti bene che i principi della termodinamica valgono sia per i sistemi chiusi (es. motore ideale) che non scambiano calore con l’esterno, che per quelli aperti, ( es. atmosfera), che scambiano calore e materia con l’esterno del sistema.

Nella realtà, la trasmissione di calore sulla Terra avviene nel seguente modo.

I raggi solari dapprima riscaldano la superficie terrestre (suoli e oceani) per conduzione e convezione.

Conduzione significa che le radiazioni solari producono energia cinetica e vibrazioni molecolari in corpi della medesima sostanza (es.: terreni e acque oceaniche).

A loro volta i corpi della superficie terrestre (suoli e oceani), riscaldati dal Sole, trasmettono energia termica alle masse d’aria sovrastanti, causandone il movimento, e poi la trasmissione di calore per spostamento, poiché queste masse d’aria riscaldate da suoli e oceani si espandono, e trasmettono a loro volta calore ad altre masse d’aria a diversa temperatura con cui vengono a contatto ( e così abbiamo venti, perturbazioni, nubi, ecc.)

E questa è la convezione, cioè la trasmissione di calore per movimento dei fluidi (gas, liquidi) per contatto con corpi a diversa temperatura.

E’ importantissimo notare che la trasmissione del calore per conduzione e convezione termica costituisce ben il 99% della modalità con cui si trasmette il calore ricevuto dal Sole sulla Terra. (cfr. Siddons http://www.americanthinker.com/2010/02/the_hidden_flaw_in_greenhouse.html )

L’ultima modalità – che  costituisce appena l’1% della trasmissione di calore sulla Terra – è l’irraggiamento, ovvero la trasmissione di calore attraverso radiazioni ed onde elettromagnetiche tra corpi anche molto distanti, in particolare le radiazioni  dei raggi infra-rossi (IR), la cui intensità è direttamente proporzionale alla crescita delle temperature (quanto più si innalzano le temperature dei corpi riscaldati, tanta più radiazione IR emettono).

Il punto fondamentale è che nè i gas cosiddetti “serra”, né  alcun altro gas, hanno la capacità di “rimandare” verso Terra le radiazioni IR ricevute dalla superficie terrestre, proprio perché i gas dell’atmosfera ( che circolano a temperature  inferiori rispetto alla superficie terrestre) non possono riscaldare dei corpi più caldi di loro, sempre per il 2° principio della termodinamica.

3)      Alcuni esempi.

E’ abbastanza semplice dimostrare quanto sopra, sia con alcuni esempi di immediata comprensione, che con qualche esperimento pratico (oltre quello delle serre di Wood già visto).

Ad esempio, c’è chi contesta l’applicazione del 2° principio, dicendo che dopo tutto l’atmosfera agisce come una coperta, o come un cappotto, e dunque senza l’atmosfera e i suoi gas la Terra sarebbe più fredda, allo stesso modo in cui il nostro corpo rimane più caldo perché aggiungiamo una coperta, oppure un cappotto, ai nostri abiti invernali.

Attenzione, c’è un grosso equivoco concettuale!

Quando noi aggiungiamo una coperta, o un cappotto, ai nostri abiti, NON innalziamo la temperatura del nostro corpo, che rimane sempre di 36°-37° C. Semplicemente tratteniamo più a lungo il calore che già il nostro corpo produce, ed impediamo che venga dissipato facilmente (come accade d’estate, quando indossiamo abiti leggeri).

Ma la temperatura del nostro corpo non sale certo a 38°C o a 40°C perché mettiamo il cappotto, o la coperta sul letto, il cappotto e la coperta non “aggiungono” nuovo calore!

Allo stesso modo, i gas dell’atmosfera NON innalzano la temperatura che i terreni o le acque degli oceani raggiungono, dopo essere stati riscaldati a lungo dai raggi solari. E’ il Sole – e basta! – che fa salire la temperatura dell’asfalto sotto casa vostra fino ed oltre 70°C nelle giornate estive più calde, nessun gas atmosferico può aggiungere nemmeno un miliardesimo di °C a quelle temperature!

I terreni riscaldati dal Sole salgono a 40°C, o a 50°C, (o a 60°-70° C nel caso di asfalto o simili) ecc., ma la loro temperatura NON viene ulteriormente incrementata dalla presenza dei gas nell’atmosfera (anzi, come vedremo, i gas dell’atmosfera possono solo ABBASSARE la temperatura dei suoli, o delle acque marine).

E ancora, se versiamo un the caldo a 80°C in un thermos, le sue pareti isolanti ed ermetiche (mille volte più efficaci ed isolanti di qualsiasi gas!) NON fanno alzare la temperatura del liquido nemmeno di 1 milionesimo di °C!

Quando versiamo il liquido nel thermos, la temperatura massima è sempre quella che registriamo nel momento in cui l’abbiamo versato, se era 60°C resterà a 60°C, se era 75°C rimarrà a 75°C, e poi potrà solo diminuire lentamente.

La differenza è che nel thermos (così come sotto il cappotto, o sotto la coperta), la temperatura scende più lentamente, e potremo tenere il liquido al caldo diverse ore, e non 1-2 decine di minuti come accade quando versiamo il the in una normale tazza di ceramica.

E viceversa, secondo l’IPCC e i tanti “serristi”, l’atmosfera e i gas che contiene “aggiungono” ulteriore calore, e fanno alzare le temperature terrestri, rispetto a quelle massime prodotte dal riscaldamento del Sole sulla superficie terrestre.

Ora, è evidente che ciò è impossibile, allo stesso modo in cui il cappotto non aumenta la temperatura del nostro corpo, non ci fa venire la febbre, o il thermos non fa salire a 100°C la temperatura del the caldo a 60°C che vi abbiamo versato, e non lo fa bollire!

Quindi un corpo più freddo non può da solo (e senza lavoro dall’esterno) innalzare la temperatura di un corpo più caldo.

Il nostro corpo intirizzito,  e riscaldato da una stufa a 200°C in una fredda giornata invernale, poi una volta riscaldato non “rimanda” ulteriore calore alla stufa, e non può assolutamente far salire la temperatura massima di 200°C della stufa medesima, perché ciò violerebbe il 2° principio della termodinamica, creando nuova energia dal nulla, senza lavoro esterno.

Eppure l’IPCC afferma il contrario nel caso delle temperature terrestri, secondo loro i gas dell’atmosfera (sempre più freddi dei suoli terrestri) avrebbero il miracoloso potere di rimandare verso Terra (= “backradiation”) la radiazione infrarossa ricevuta dal basso, in una sorta di incontro di tennis spaziale, facendo salire ulteriormente la temperatura delle superfici terrestri.

Quindi secondo loro l’asfalto delle strade, riscaldato dal Sole fino a 70°C, od oltre, in una calda giornata estiva, poi verrebbe ulteriormente scaldato dalla radiazione proveniente dai gas atmosferici in quota (ed in particolare dalla CO2).

Come ciò possa avvenire è una magia esoterica che travalica. le ordinarie leggi della fisica ed il comune buon senso.

4)      I gas atmosferici “rallentano” il raffreddamento della superficie terrestre?

Ma conosco già l’obiezione di alcuni “serristi”:

“Eh no, è vero quello che dici, e cioè che i gas serra non fanno aumentare le temperature della superficie terrestre. Però è anche vero che i gas serra rallentano molto i tempi di raffreddamento (come il thermos o la coperta), quindi vuol dire che in futuro avremo sì uguale caldo, ma per tempi più lunghi. E ciò è del tutto conforme al 2° principio della termodinamica”.

Ora, a parte il fatto che l’IPCC e la maggioranza dei “serristi” non dicono questo, ma hanno sempre sostenuto che in futuro avremo temperature PIU’ ALTE DI 5°-6° C (a parità di intensità dell’attività solare), non le medesime temperature di adesso per tempi più lunghi.

In altre parole, secondo loro non avremo a giugno – che so – temperature di 28°C, come abbiamo oggi, ma per più tempo.

Secondo loro tra 30-40 anni, a causa della CO2 crescente,  dovremmo avere 33°-34° C a giugno, rispetto ai 28°C di max. che abbiamo oggi, a parità di intensità dei cicli solari!

Quindi ciò che sostengono i “serristi” più moderati è ben diverso da quello che sostiene la propaganda dell’IPCC & soci.

Ma il punto è stabilire se ciò che accade con la coperta, o col cappotto, o col thermos, e cioè un “rallentamento” dei tempi di raffreddamento naturali dei corpi più caldi, grazie alla loro funzione isolante e di coibentazione, possa essere esteso meccanicamente all’atmosfera terrestre e ai gas che contiene.

La risposta anche qui è negativa, anche se è vero che – in teoria – è giusto affermare che i gas atmosferici pur non contribuendo ad innalzare le temperature, sicuramente rallentano i tempi di raffreddamento, e che ciò è del tutto conforme alle leggi della fisica.

Ma qui di seguito vorrei spiegare perché anche il c.d. “rallentamento” dei tempi di raffreddamento delle temperature della superficie terrestre, che potrebbe essere causato dall’aumento dei c.dd. “gas-serra” e dalla CO2 in particolare, in realtà NON ha affatto conseguenze di durevole mantenimento del calore, ma si inserisce in un processo di “raffreddamento” atmosferico più ampio.

-FINE PRIMA PARTE-

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