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Intervista al climatologo Vincenzo Ferrara

Il post sul profilo Facebook del climatologo Vincenzo Ferrara è letteralmente allarmante. Da qui è partita la nostra intervista.

  • Dott. Ferrara, Nel primo numero del 2014 della rivista scientifica Ocean Science è stato pubblicato un articolo, “Observed decline of the Atlantic meridional overturning circulation 2004–2012”, in cui sono riportate le osservazioni che confermano il rallentamento della Circolazione Meridionale Atlantica, una delle principali correnti mondiali da cui dipende la Corrente del Golfo. Il film “The Day After Tomorrow” si sta avverando?

In quel film l’arresto della Corrente del Golfo, con la conseguente glaciazione, avveniva nel giro di pochi giorni, in realtà il processo è molto più lento, almeno 100 anni. E’ comunque uno scenario possibile, tanto è vero che è già successo: 12.500 anni fa, nel periodo Younger Dryas, quando la Terra stava uscendo da un periodo di glaciazione e si stava riscaldando, per cui si stavano sciogliendo i ghiacci del nord. Questo ha provocato, tra l’altro, anche dei terremoti, dovuti al minor peso della massa ghiacciata, che fa sollevare la crosta terrestre (cosiddetti terremoti isostatici): tra l’altro sono stati registrati dei piccoli terremoti in Alaska e Groenlandia, per cui ci si colloca in questo scenario. L’altro fenomeno conseguente all’aumento delle temperature è stato il riversarsi nell’Oceano di una massa notevole di acqua dolce, che ha rallentato la Corrente del Golfo, tanto da causare una glaciazionedell’emisfero settentrionale del Pianeta, durata 1300 anni; poi lentamente la Corrente del Golfo si è ripristinata. 

  •  Adesso invece qual è la causa del rallentamento della Corrente del Golfo?

Adesso le grandi quantità di acqua dolce che stanno confluendo nell’Atlantico sono una conseguenza del cambiamenti climatici provocato dall’uomo: la deglaciazione della Groenlandia sta avvenendo a un ritmo di 220 miliardi di metri cubi di acqua dolce all’anno. E’ una quantità così grande, che l’Oceano non riesce a rimescolarla, per cui si accumula nel Nord dell’Atlantico. Il fatto che da una parte è più dolce, mentre l’acqua che proviene da sud è salata, rallenta la corrente del Golfo: oltre a un certo limite, la blocca. Infatti, l’acqua calda si forma nel Golfo del Messico: è acqua calda e salata. A parità di salinità, l’acqua calda è più leggera di quella fredda: quindi, per la forza di Cornelis, la Corrente del Golfo porta il calore verso nord, verso l’Europa. Grazie a questo processo, l’Europa è “riscaldata”: il nord Europa è abitabile pur essendo localizzato a latitudini simili alla Groenlandia e all’Alaska. Ad esempio, all’altezza della Norvegia in Groenlandia ci sono 2-3000 metri di ghiaccio; il nord della Gran Bretagna corrisponde a zone disabitate del Canada.  Questo è l’effetto della Corrente del Golfo. Se l’acqua dell’Atlantico diventa dolce, l’acqua calda e salata che arriva dal Golfo del Messico, troverebbe un ostacolo scontrandosi con l’acqua dolce, perché l’acqua salata è più pesante dell’acqua dolce. Quindi anche se acqua calda, non riesce ad andare avanti: in qualche modo sprofonda o torna indietro, e ricircola nel medio-basso Atlantico. Per cui l’Europa andrebbe verso una glaciazione, in maniera analoga a Groenlandia e Alaska. E’ un processo lento ma inesorabile.  

  •   Questo processo di rallentamento della Corrente, è già iniziato?

Sono una decina d’anni ormai che si osserva che la Corrente del Golfo è rallentata, all’altezza della Groenlandia. Adesso queste misure confermano che il rallentamento esiste e continua. Indica che il fenomeno si è innescato, anche se, come detto, è un processo lungo di 100 anni.  Il problema non è solo il riscaldamento climatico in sè, ma è la rapidità con cui avviene, che non permette un rimescolamento omogeneo dell’acqua. Insomma, il cambiamento del clima è troppo veloce rispetto al grado di riassestamento del Pianeta. In realtà questo non è un problema per il Pianeta, in quanto la Terra si riadatta con i suoi tempi in genere: è un problema invece per gli equilibri del genere umano. Il segnale è chiaro: bisogna fermare questo treno che sta correndo. 

  • Riguardo alla tempistica, è possibile conoscere in maniera più precisa quando si interromperà la Corrente del Golfo?

Noi non conosciamo quando con esattezza: è un fenomeno cosiddetto di “isteresi”. Sappiamo che più alto è il riscaldamento globale, maggiore è il rischio dell’interruzione della Corrente del Golfo. Inoltre, c’è un alto rischio: più è alta la velocità a cui aumenta la temperatura, maggiore è il rischio del collasso dei ghiacci della Groenlandia, improvvisamente (dove per “improvvisamente” si intendono alcune decine di anni, o più): questo, oltre ad interrompere la Corrente del Golfo, potrebbe portare anche a far sollevare il mare di 6-7 metri, proprio come successo 125.000 anni fa. Oltre alla glaciazione, avremmo anche questo ulteriore problema. Quindi, è come nel film “The Day After Tomorrow”, ma con un’altra tempistica…

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Intervista condotta da Veronica Caciagli

 

Fonte : http://www.lastampa.it/2014/02/25/scienza/ambiente/green-news/il-rallentamento-della-corrente-del-golfo-e-il-rischio-di-una-nuova-glaciazione-TIYTlsL9oqXLgKxkzzFYkM/pagina.html

Michele

Una vacanza in montagna

Ecco, adesso NIA e’ diventato un sito affiliato al CAI (Club Alpino Italiano)….

No, è successo che dopo un paio di anni   sono tornato a fare una settimana di relax in Val Varaita…

Più o meno nello stesso periodo (prima vacanza metà luglio 2007, vacanza attuale fine luglio 2011).

Più o meno le stesse gite.  E le differenze notate sono state notevoli.

Se volete vi racconto…

Prima osserazione : temperatura dell’acqua.  No, non sono così fanatico da girare con il termometro di minima e sagolone ma sono abbastanza folle da andare a fare il bagnetto nei laghetti alpini. Ricordavo un bellissimo laghetto (detto “Lago secco”, ma sempre ben rifornito, quota non esagerata, diciamo sui 1900m)  in cui avevo NUOTATO a lungo e con soddisfazione e senza particolari problemi nel 2007. Quest’anno non sono riuscito a resistere per più di un minuto nell’acqua gelida. Direte… l’età avanza… La sensazione e’ soggettiva… avevi mangiato da poco (no, ho mangiato dopo …) …

Passiamo alla seconda annotazione che ho fatto: Alberi. Cioè Quasi alberi… Direi quasi Alberi “che ci stavano provando”.. Osservare la foto qui sotto:

ho evidenziato in giallo, con ingrandimento, quello che potrebbe sembrare un cespuglio. In realtà si tratta di un alberello.

Cosa ci fa un albero sotto un nevaio che lo libera a fine Luglio e che ai primi di Settembre con buona probabilità lo ricoprirà di nuovo (qui siamo a quota 2700m)?  Io ho una risposta… E’ nato quando il nevaio non c’era più e da un paio di anni viene regolarmente sommerso e ridotto ai minimi termini (Il poveretto stava aprendo le prime gemme… il 27 di Luglio…). Avete altre spiegazioni, che non implichino la volontà di suicidio di un giovane albero?

Ma vi vedo ancora dubbiosi … E allora tiro fuori la carta segreta. O dovrei dire “foto verità” ?

Terza osservazione: Nevai.

Come dicevo nell’introduzione ho fatto diverse escursioni negli stessi posti del 2007.Tra queste, la gita al rifugio Vallanta, con bella vista alla parete NW del Monviso. Chiaramente avevo scattato allora, in tempi non sospetti una certa quantità di fotografie. Ricordo anche che allora (2007) il gestore del rifugio ci aveva raccontato che una valanga invernale aveva addirittura raggiunto il rifugio “rimbalzando sul lago” sottostante.

Sono andato a scartabellare nel mio “‘archivio informatico” ed ho trovato una foto che era stata scattata quasi dalla stessa posizione…

Eccola.

Che dire… Siamo proprio in pieno AGW…

Luca Nitopi

P.S.

Tornando dalla gita dal rifugio mia moglie (laurea in Filosofia), imbacuccata nella sua giacca a vento e sferzati da un vento gelido,  mi ha detto… “Mha.. Ho letto il libro di M. [Noto Meteorologo]… Pero’ io tutto questo riscaldamento non riesco mica a vederlo… Ma perchè  ho lasciato a casa i guanti di lana???”

Luca Nitopi

PRELUDIO ALLA PICCOLA ERA GLACIALE -Ultima Parte-

VULCANISMO E ATTIVITA’ SISMICA

Attualmente l’attività vulcanica ha dato esempio di esseere aumentata,diversi vulcani quieti,hanno cominciato a dar i primi sintomi di risveglio con un aumento dell’attività sismica mentre quelli più irrequieti hanno comnciato a farsi sentire con massicce emissioni di ceneri e lava.
In Arkansas,USA, per esempio le continue scosse di terremoto sembrano essere connesse a qualche tipo di vulcanismo sotterraneo.
Infatti pare che in quella zona si stiano verificando strani fenomeni cui alcune testimonianze sembrano lasciare più spazio all’idea che si tratti di un vulcano nascosto tra le montagne del posto.
Infatti uno sciame sismico molto intenso sembra essere in atto ormai da settimane tra cui agli inizi di marzo una scossa di magnitudo 4.7 e alldi soli 4 km, il più grande delle ultime settimane di sciame sismico.
“E’ stato riportato in luce un vecchio documento, un estratto da un articolo pubblicato dalla Gazzetta Arkansas , 15 gennaio 1856, in cui, tantissimi anni fa, era stata raccontata un’insolita esperienza avvenuta proprio in Arkansas:
“… Il terzo giorno del mese dello scorso dicembre, un rumore singolare è stato sentito qui. E ‘stata descritto in modo diverso da chi lo ha ascoltato come come il crollo di un muro, l’esplosione di un meteorite, o un tuono lontano. Da quanto raccontato da il più vicino al centro o il luogo dell’ esplosione, ci fu un boato e una vibrazione sensibile della terra.
“C’è stata molta speculazione sulla causa del boato. Non era probabile che fosse un tuono, perché era pieno inverno e il cielo era chiaro, e neanche l’esplosione di un pozzo poteva essere plausibile, in quanto le persone non lavorano nei pozzi nella stagione umida e invernale. Abbiamo scoperto che l’esplosione era stata sentita fino a Fort Gibson, e in generale in un cerchio di 200 miglia di diametro e ci si aspettava di trovare qualche notizia a riguardo nei giornali delle città. L’altro giorno, il colonnello Logan, di Scott County, ha visitato la nostra città e ci ha dato una soluzione apparente del mistero. “Sembra, dalla sua dichiarazione, che il signor Wm.Gipson, mentre era a caccia di orsi il giorno di Natale, abbia tentato di attraversare Dry Creek, situato in T 5 N, R. 26 W., è trovò la montagna avvolta dalle fiamme. Gipson lo descrive l’emissione di fumo in alto e nella notte vide un bagliore rossastro visibile per chilometri e chilometri … Il terreno era caldo, e le pareti della montagna avevano numerose fessure, attraverso le quali il vapore usciva costantemente…”. ”

Ci sono altri indizi che lasciano presupporre l’esistenza o la possibile nascita di un vulcano in quella zona nella quale infatti Contea di Hot Springs sono presenti numerose sorgenti termali naturali, nelle quali le acque ricche di minerali vengono riscaldate da fenomeni geotermici.
“Nella zona si trovano anche molte rocce ignee, o magmatiche, che si formano in seguito alla solidificazione di magmi provenienti proprio dai vulcani. Da notare anche che Magnet Cove è un complesso di tipo ad anello trovato comunemente al centro di un vulcano.

Infine, esiste un posto molto strano in questa zona vulcanica chiamato “Il mezzo acro infernale”. Si tratta di una piccola a profondità zona di terra nel mezzo della foresta dove nulla può crescere e che addirittura gli animali evitano. Si noti che gli alberi che circondano la zona sono tutti morti. ”
Anche l’Islanda,nell’area del Krísuvík l’attività sismica è notevolmente aumentata nelle ultime settimane il che sembra proprio che li sotto nella camera magmatica il magma stia aumentando la propria pressione in procinto di una nuova eruzione.

Anche sulla dorsale medio-atlantica pare che qualcosa si stia muovendo nel profondo attivando alcuni vulcani che si trovano in quelle aree con risalita di magma direttamente dal mantello.

Infatti il vulcano Queen Mary’s Peak ,(2060 metri) su Tristan da Cunha,cui ultima eruzione avvenne nel 1961,di recente ha dato segni di risveglio con un incremento dell’attività sismica segnalato dai sismografi.
C’è una forte possibilità che il vulcano su Tristan possa avvicinarsi ad un evento se la coerenza di questi tremori armonici continua.
Un’altro caso di aumento dell’attività vulcanica viene dall’Indonesia durante la quale il vulcano Lusi,il più grande vulcano di fango al mondo,sembra destinato a continuare a eruttare per altri 26 anni.

“Il professor Richard Davies ha detto: ‘Il fango dal vulcano Lusi ha inghiottito una vasta area di Porong il sub-distretto di Sidoarjo, ma per quanto tempo continuerà ad essere un pericolo è ancora sconosciuto. La nostra stima è che ci vorranno 26 anni per arrivare ad ottenere un’eruzione ad un livello gestibile.”
A a dipingere questo quadro di incremento dell’attività vulcanica globale sono stati anche il vulcano Cosigüina,Nicaragua,che il 23 febbraio ha prodotto una scossa di terremoto di magnitudo 5.4 sulla scala Richter,il vulcano Hudson,Cile,che anch’esso nello stesso giorno del Cosigüina ha prodotto una scossa di 5.4 oltre al fatto che 3 giorni prima erano stati registrati ben altri 35 eventi sismici di minor intensità,
i vulcani Casitas, Chonco e San Cristobal,Nicaragua,questo complesso vulcanico ha fatto registrare una scossa di 3.4 della scala Richter nella loro area il 29 febbraio,il Laacher See in Germania il 30 luglio 2010 ha fatto registrare un terremoto di 5,6 facendo capire in profondità della caldera vi è una caldera vulcanica ancora potenzialmente attiva che potrebbe eruttare.
Ma ha dimostrare ancor di più tutto ciò è sufficiente osservare le recenti eruzioni vulcaniche che si sono recentemente verificate e si stanno verificando.
Nel vulcano Nyiragongo, nel Congo orientale, il lago di lava si sta dilatando in modo pericoloso. Se i livelli continuano ad aumentare, potrebbe riversare il magma nella città di 500.000 abitanti di Goma.

A fine gennaio in Giappone,il vulcano Shinmoedake ha dato inizio alla più potente eruzione degli ultimi 300 anni.
L’attività vulcanica ha interrotto i voli delle compagnie aeree e ha ricoperto i vegetali delle aziende agricole nelle vicinanze con la cenere, ma non ci sono state segnalazioni di gravi lesioni o decessi.
Attualmente invece un vulcano che stà mostrando segni di attività eruttiva è il Kilauea il quale secondo le notizie da Big Island, una nuova fessura si è aperta tra Pu `u O` o e il cratere Napau nella zona del rift est 2-3 ore dopo il crollo iniziale a Pu `u O` o. Questo evento viene interpretato come una nuova intrusione di magma nel sistema vulcanico del Kilauea.


Considerando che attualmente negli ultimi anni il Kilauea ha mostrato forti attività vulcaniche,seppur intervallate da periodi di relativa calma,lo Yellowstone si continua poco alla volta ad espandere mostrando forti segni di una sempre più maggiore presenza di magma che continua a spingere nelle sue profondità,la Long Valley anch’essa si stà sollevando poco alla volta e come lo Yellowstone la caldera è periodicamente scossa da sciami sismici,l’area in cui coincidono 2 hotspot a est della Groelandia è sgombra dai ghiacci e tale coincide anche guardacaso con la dorsale nord atlantica,se sommiamo tutto questo è facile dedurre che l’indebolimento del campo magnetico solare e quello terrestre stanno gradualmente sguinzagliando le forze tettoniche che sono tenute sotto controllo da entrambi i campi magnetici e questo potrebbe stare a dire che il riscaldamento di alcuni hot spot e diverse aree della crosta terrestre potrebbe essere il preludio ad una futura intensa attività vulcanica come quella che vi fu durante l’ultima Piccola Era Glaciale.
I mari potrebbero nel 2013 essere più caldi proprio a causa di tutto ciò in quanto proprio nel 2013 è previsto un forte El Nino.

Attualmente però in alcune aree l’Artico si stà già di per se riscaldando.
“Purtroppo a remare contro ci hanno pensato le temperature che nel mese di febbraio su gran parte dell’Artico sono state di 2-4 gradi superiori al normale, e addirittura di 5.7 gradi superiori alla norma sulla parte orientale della Groenlandia.”


A dimostrare che si tratta del vulcanismo sottomarino che stà riscaldando queste aree si dovrebbero trovare corrispondenze con l’attività sismica,e infatti negli ultimi giorni il polo nord e le aree orientali della Groelandia sono state scosse da alcune più o meno forti scosse di terremoto.
L’incremento dell’attività sismica in nell’area del vulcano Krísuvík,in Islanda,probabilmente è connessa proprio a questi fenomeni in quanto fanno tutti parte della dorsale atlantica.
Ma anomalie dell’attività sismica sono anche state registrate in tutto il mondo.
Nel Regno Unito,in Cina,in India,ecc ci sono stati tremori che hanno spaventato la gente,in alcuni casi causato il crollo di alcune case e aperto doline ma quella che più che altro c’è stata è la paura.
Viene da dirsi”Tutto questo non è normale.” la reeltà è che questi fenoomeni esistono da milioni di anni e ci saranno per altrettanti,semplicemente quando il campo magnetico solare è debole questi fenomeni geologici sono più attivi,ma non per questo ci si deve fare prendere dal panico con fantomatiche teorie della cospirazione stile Haarp,2012,Nuova Era e boiate simili.
Se prendessimo un archivio di tutti i terremoti dal 1300 al 1850,il periodo della Piccola Era Glaciale
scopriamo che questi fenomeno sono nella norma del nostro pianeta se paragonati a quelli di adesso.
Certo alcuni vulcani potrebbero compromettere il clima in un futuro più o meno remoto,oppure potrebbero esserci dei terremoti,ma i progressi della scienza sono ormai divenuti sufficientemente avanzati che non possiamo più venire sottomessi dall’ignoranza come quella che seguì il medioevo della Piccola Era Glaciale imposta dalla Chiesa che nonostante tutto ciò ora è ancora in piedi e siamo noi che pagniamo le sue bollette dell’acqua e regaliamo soldi mentenendo i suoi privilegi.
Per non andare troppo fuori argomento un terremoto che potrebbe secondo alcuni avvenire è nell’area del Fadalto.

Nel 1936 “un terremoto pari al 9° grado della scala Mercalli colpì la zona di confine fra le attuali province di Belluno, Treviso e Pordenone, ed ebbe i suoi massimi effetti a sud dell’altopiano del Cansiglio nei paesi di Fiaschetti, Stevenà e Villa di Villa, dove vi furono numerosi crolli totali e diffusi crolli parziali, che resero gran parte degli edifici inabitabili.
Gravissimi danni avvennero anche a nord del Cansiglio, nella conca d’Alpago: dal 50 al 70% delle case divennero inabitabili a Puos d’Alpago, Cornei e Villa.”
Nonostante tutto però,nonostante la preoccupazione per un vicino terremoto nell’area.
“A partire dal 26 gennaio scorso, sono state individuate nella zona del Fadalto 346 scosse, 12 delle quali percepite dai residenti. Rispetto ai primi giorni del monitoraggio, nelle ultime due settimane il fenomeno si e’ nettamente attenuato e pare essersi stabilizzato con un numero giornaliero di eventi compreso tra 5 e 10 e scarso risentimento da parte della popolazione (l’ultimo evento percepito e’ di giovedi’ 3 febbraio all’1,10). Dalle localizzazioni effettuate, gli eventi paiono originarsi in un’area del diametro di circa 1,5 km, centrata in prossimita’ di Fadalto Basso, con profondita’ ipocentrali che mediamente si aggirano tra i 500 ed i 600 metri.”
Una cosa curiosa però da notare è che il 25 gennaio 2011 quando una copertura nuvolosa copriva il Veneto ,si è visto formarsi una sorta di buco sulle nubi,molto simile a quelli visti alcune volte prima dei terremoti.

Fortunatemente non avvenne nulla di significativo anche se i segnali sismici di Fadalto sono molto simili ad un’evento che avvenne in Cina.
Alcuni sismoologi,nel 1976, spostarono l’attenzione su Tangshan,a est di Pechino,che si sospettava fosse la prossima candidata per un terremoto.
Anche se di recente non vi erano stati terremoti si sapeva che era solo questione di tempo,in quanto una faglia corre proprio sotto la città.
Coprendo la città di sensori con stretta sorvaglianza,i loro sospetti vennero confermati.
La gravita era cambiata,la resistenza elettrica era cambiata,e nel gennaio del 1976 il magnetismo cambiò all’improvviso.
A luglio il livello delle falde acquifere sotterranee si alzò,e abbassò ripetutamente,anche gli animali parevano storditi come dei ragazzini il sabato sera.
Il 28 luglio alle 3.42 del mattino una scossa di terremoto di 8.2 si fece sentire con 750.000 morti.

Il fenomeno potrebbe riguardare il Fadalto seppure in maniera decisamente minore.
Il fatto che le scosse siano calate non equivale a dire che il fenomeno si sia calmato.

CONCLUSIONE
Un’evento di Bond e una Piccola Era Glaciale sono entrambi in corrispondenza,il campo magnetico solare si stà indebolendo e accompagnato da quello del campo terrestre questo fenomeno tende a generare un maggior vulcanismo accompagnato però da un raffreddamento dell’atmosfera dovuto ad una minor irradizione solare e forse anche alle polveri immesse nell’atmosfera dalle future attività vulcanica.

A causa di questo i mari potrebbero divenir più caldi di qualche grado con El Nino sempre più forti che immettendo nell’atmosfera maggiori quantità di vapore acqueo,potrebbero accompagnare a nevicate più intense,che in alcune aree si stanno già verificando anche se vengono attribuite senza nessun reale e saldo sostegno scientifico al riscaldamento globale.
Come anche ad esso si è attribuito il fatto che i gufi cambiano colore,ormai siamo sempre più nel ridicolo.
Un’altra prova che mostra come molte di queste persone vogliano sempre più avere ragione senza lasciar parola ad altri è la seguente:“Clima in TV senza negazionisti
Lentamente, anche i mezzi di comunicazione italiani stanno iniziando a capire la necessità di informare in modo adeguato sul problema del riscaldamento globale. Nel dicembre 2010 c’è stata la prima trasmissione televisiva che in prima serata ha parlato di clima, senza dar spazio alle tesi negazioniste o a pseudoesperti.

Non dar spazio alle parola di chi la pensa diversamente è come fare il seguente ragionamento che solo loro hanno ragione e quello che dicono gli altri di contrario è falso,senza neppure essere ascoltato.
Ma allora se son convinti di avere ragione perchè non li smentiscono in diretta tv?
Semplicemente non hanno la competenza del dibattito e temono il confronto.
Al momento il clima continua a fare di testa sua indifferente da quello che dicono costoro.

FINE

Alex

Fonte:

http://www.focus.it/Scienza/spazio/fotodelgiorno/Imperfezioni_spaziali.aspx

http://lightsinthedark.wordpress.com/2010/12/30/a-saturn-sized-storm/

http://www.wpsmeteo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=880:nasa-stime-sul-numero-delle-macchie-solari-del-ciclo-24-nuovamente-rivisto-al-ribasso-&catid=18:evoluzione-sole&Itemid=72

http://www.loscrittoio.it/Pages/TP-0104.html

http://gianlucagrossi.blogspot.com/2009/06/il-campo-magnetico-terrestre-potrebbe.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Anomalia_del_Sud_Atlantico

http://en.wikipedia.org/wiki/Bond_event

Not by Fire,but by Ice Robert W.Felix

http://www.iljournal.it/2011/in-estate-la-groenlandia-ha-perso-una-superficie-ghiacciata-vasta-quanto-la-francia/217224

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2009-08/haog-sfi082709.php

http://www.solarstorms.org/CloudCover.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/

http://thedayafterjournal.blogspot.com/search?updated-max=2011-03-01T00%3A30%3A00%2B01%3A00&max-results=7

http://www.jonfr.com/volcano/

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/tristan-da-cunha-qualcosa-si-muove-nel.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/indonesia-un-vulcano-di-fango-che-non.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/nicaragua-trema-larea-del-vulcano.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/cile-scossa-di-terremoto-sotto-il.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/nicaragua-i-suoi-vulcani-iniziano.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/un-supevulcano-in-germania-sta-per.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/congo-il-vulcano-nyiragongo-sempre-piu.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/

http://www.julienews.it/notizia/cyber-scienza-e-gossip/la-pandemia-del-2013/63086_cyber-scienza-e-gossip_5.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/03/artico-registrato-un-record-negativo.html

http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2011/01/22/unexplained-tremors-and-booming-noise-reported-in-small-town-in-uk

http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2011/01/18/red-quiver-sinkholes-and-seismic-anomalies-across-china

http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2011/01/15/mysterious-tremors-crack-houses-in-india/

http://meteoterremoti.altervista.org/blog/terremoti/terremoto-in-alpago-cansiglio-18-ottobre-1936/#more-556

http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=683317

http://meteoterremoti.altervista.org/blog/terremoti/misteri-sulle-nuvole/

Not by Fire,but by Ice ;Robert W.Felix

http://www.ecoo.it/articolo/animali-strani-i-gufi-cambiano-colore-a-causa-del-riscaldamento-globale/12439/

IL “MITO” DELL’EFFETTO SERRA VA IN FRANTUMI (Seconda Parte)

5)      L’atmosfera non è né una coperta, né una serra.

Il punto fondamentale è che il concetto di “effetto-serra” o “effetto-coperta”, nel caso dell’atmosfera terrestre, è fuorviante ed errato, semplicemente perché è totalmente scorretto paragonare degli oggetti passivi ed inerti come la coperta, o il soffitto in plastica o vetro e le chiusure delle serre, ad un luogo enormemente complesso, attivo e dinamico qual è l’atmosfera terrestre.

Sarebbe un po’ come equiparare una lavagna di ardesia ad un PC ultra-moderno, per il fatto che entrambi gli oggetti possono essere usati per scriverci sopra e hanno uno schermo nero!

Tutti i modelli dell’IPCC sono errati perché offrono sempre un’immagine piatta, rozza, semplicistica e bi-dimensionale dell’atmosfera terrestre, come uno spazio statico in cui avvengono solo movimenti in entrata ed in uscita: entrano x radiazioni, ne fuoriescono y.

Ma l’atmosfera terrestre è talmente dinamica e complessa, che noi riusciamo a malapena a prevedere per 4-5 giorni, o al più una settimana, le reazioni meteoclimatiche degli elementi che la compongono!

Ecco quindi che – come vedremo subito – è errato credere che una variazione in aumento dei “gas-serra” determini tout court – se non un aumento delle temperature (e abbiamo visto che non è possibile per le leggi fisiche) – un “rallentamento” crescente dei tempi quotidiani e stagionali di raffreddamento, nel passaggio dal giorno alla notte, e dall’estate all’inverno.

Il concetto fondamentale è che se da un lato i gas atmosferici rallentano i tempi di raffreddamento, nel contempo essi possiedono anche una vigorosa azione rinfrescante, che per intensità supera sempre la prima.

Quindi, se aumentano i gas atmosferici, in particolare la CO2 e l’umidità (H2O), questi gas in primo luogo “schermano” le radiazioni solari in entrata, inoltre un loro aumento si traduce anche in una crescita di nuvolosità, e dunque di pioggia e neve (in inverno e a determinate latitudini), e questa azione è SEMPRE prevalente e più intensa dell’azione  di “rallentamento” dei tempi di raffreddamento delle temperature.

Una prova di ciò l’abbiamo proprio osservando che i luoghi della Terra in cui si raggiungono le temperature più alte che altrove, sono proprio i luoghi aridi e i deserti (Sahara, Penisola arabica, Valle della Morte, ecc.) nei quali non vi è alcuna umidità e non piove quasi mai. Lì vi è anche una grande escursione termica, voi potete passare da +50°C all’ombra nelle ore di massima insolazione, a 0°C o sotto lo zero di notte, proprio perché non esiste alcuna umidità né gas che rallentino il raffreddamento delle temperature, ma d’altra parte non avete neppure nubi che schermino i raggi solari in entrata, impedendo loro di raggiungere la massima intensità.

Per contro, nei luoghi tropicali, equatoriali, o monsonici (Filippine, Vietnam, Brasile, ecc.) caratterizzati da elevate umidità ed ampia vegetazione pluviale, le temperature non scendono mai sotto i 15°C, mediamente, e addirittura voi avete molte località in cui tra giorno e notte avete un’escursione termica minima, e a volte nulla, potete trovare 27° C di giorno e 24°-25°C di notte.

Ma d’altra parte l’elevata umidità atmosferica impedisce anche che si raggiungano temperature massime troppo elevate, come nei deserti citati.

Ecco perché ha poco senso – come capita di leggere spesso – calcolare teoricamente cosa succederebbe se raddoppiasse la CO2 attuale, o se triplicasse o decuplicasse, ecc.

Il prof. Heinz Hug, ad esempio http://www.john-daly.com/artifact.htm  ha calcolato, in laboratorio, che se l’attuale CO2 atmosferica, che è più o meno lo 0.0357% di tutti i gas, raddoppiasse e arrivasse allo  0.0714, le temperature salirebbero solo di 0.017°C.

Il geofisico  Timothy Casey http://greenhouse.geologist-1011.net/ ha calcolato (cfr. al punto 3.1 in fondo) invece che se anche si aumentasse a 10.000 ppm (= parti x milione) la quantità di CO2 presente nell’atmosfera (cioè la si aumentasse di oltre 25 volte!)  la crescita delle temperature sarebbe solo di 0.04°C, cioè nulla.

Ma lo stesso Casey si affretta ad aggiungere che tale crescita delle temperature nell’atmosfera (teorica) verrebbe però compensata da un meccanismo di riequilibrio che vedrebbe diminuire le temperature a bassa quota, mentre salirebbero quelle degli alti strati della Troposfera, a 11 km. di altitudine ed oltre.

Le stesse considerazioni che faceva il noto fisico Miskolczi, analizzando l’azione di riequilibrio termico dell’atmosfera, rispetto ai fenomeni di “riscaldamento” che vi avvengono.

Ora, lasciamo perdere il fatto che – come abbiamo visto – anziché parlare di modestissima crescita delle temperature sarebbe corretto invece parlare di modestissimo rallentamento teorico dei tempi di raffreddamento, poiché i gas atmosferici (più freddi) non possono mai accrescere le temperature dei suoli (più caldi).

Ma il punto è che tutti questi calcoli teorici con la CO2 presa isolatamente e in laboratorio, o con la CO2 + umidità (che peraltro costituisce  il 95% e più dei c.dd. “gas serra”) non tengono conto del fatto che nella realtà l’azione “rallentante-del-raffreddamento” dei gas atmosferici è modesta, ed è soverchiata dalla loro capacità di schermare nel contempo le radiazioni solari, o innescare fenomeni rinfrescanti quali la condensazione dei gas caldi in nubi (espandendosi e salendo di quota), e poi la formazione di piogge o nevi, o di venti impetuosi (raffreddanti) per differenze di pressioni tra i vari strati d’aria.

6)      Inquinamento e temperature

Una delle falsità e manipolazioni peggiori e più irresponsabili operate dai propagandisti dell’IPCC e dai politici e media loro sodali, è quella di avere fatto passare nella testa delle persone concetti totalmente errati e fuorvianti, quali ad esempio: + “gas-serra” = + caldo nell’atmosfera e + caldo in superficie, oppure: + inquinamento atmosferico = + caldo.

Nella realtà chiunque conosca il clima e l’ambiente, oltre che le leggi fisiche, sa che non esiste alcun rapporto tra la crescita dell’inquinamento atmosferico e la crescita delle temperature, anzi semmai è vero il contrario: + inquinamento atmosferico = calo delle temperature terrestri!

Ed ecco perché il c.d. “effetto-serra”, oltre ad essere una bufala pseudoscientifica, non ha nulla a che fare con l’inquinamento dell’atmosfera, che crea semmai un effetto contrario a quello sostenuto dai ciarlatani dell’IPCC.

Lo possiamo dimostrare subito, sulla base dell’osservazione di TUTTI i fenomeni atmosferici e climatici che troviamo in natura.

E’ ben noto che quando si verificano eruzioni vulcaniche di grande portata, come fu quella del Pinatubo negli anni ’90 http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Pinatubo , o come fu nel 1815 quella del vulcano Tambora, in Indonesia http://it.wikipedia.org/wiki/Anno_senza_estate  si assiste a fenomeni di CALO delle temperature, o addirittura all’abolizione delle estati, come avvenne nel 1816 anche in Europa, quando vi fu un’estate freddissima, con nevi a giugno (!), quale diretta conseguenza dell’eruzione del vulcano indonesiano l’anno precedente e di alcuni altri vulcani.

Ciò perché l’enorme quantità di particelle di silicati, solfuri, polveri, ecc. che le grandi eruzioni vulcaniche sprigionano nell’atmosfera, crea una schermatura durevole delle radiazioni solari in entrata, e ciò si ripercuote sulle temperature, che scendono al suolo.

Ma lo stesso avviene – anche se su scala minore – nelle località urbane dove è – o era – più alto l’inquinamento atmosferico, lì si verifica IL CONTRARIO di un ipotetico effetto-serra, perché lì si verificano fenomeni di INVERSIONE TERMICA, quindi avete più caldo in quota, fino ad 1-2 km, e PIU’ FREDDO AL SUOLO!

http://it.wikipedia.org/wiki/Inversione_termica

Ciò accade perché lo smog e le polveri sottili creano cappe o nubi di smog nei bassi strati atmosferici, che determinano un’inversione dei gradienti termici, quindi al suolo avete temperature inferiori rispetto a quelle che trovate ad 1-2 km di quota, dove lo smog cessa, e circola aria più calda.

E’ quanto avviene anche ai Poli e nelle località dove c’è molta neve: il Sole non riesce a riscaldare (anche per la riflessione dei raggi per il fenomeno dell’albedo) la superficie terrestre gelata, dove l’aria solitamente è più fredda che alle altitudini più elevate, e anche lì c’è un’inversione del normale gradiente termico, (che fa sì che di solito salendo in quota le temperature si abbassino, fino ai –55°C dell’alta Troposfera, sopra gli 11 km. di altitudine al Polo e ai 20 km. all’Equatore).

Ma quello che conta è che in realtà “l’effetto-serra” non si è mai visto in natura, neppure là dove c’è il maggiore inquinamento atmosferico, e le città diventavano vere “camere a gas” invivibili.

Perfino lì, perfino a Londra quando vi fu nel 1952 la più pestilenziale nube di smog che uccise in pochi giorni moltissime persone, non accadde che vi fossero al suolo temperature più alte di quelle in quota, come ci vogliono fare credere i fanatici del serrismo.

Si verificò proprio l’opposto! Al suolo era fresco ed umido, e in quota, sopra la coltre di smog, le temperature erano più elevate, un classico caso di  inversione termica, L’OPPOSTO di un ipotetico e fantasioso “effetto-serra” che riscalderebbe il suolo per opera dei gas in alto nell’atmosfera.

Quindi non vi è alcun rapporto tra la lotta all’inquinamento atmosferico – che ovviamente è giusta e sacrosanta per la nostra stessa salute e vita – ed un ipotetico calo delle temperature e lotta al “riscaldamento globale”. Si tratta di fenomeni totalmente diversi, e che non hanno alcun rapporto tra loro, come i media ed i politici ignoranti vogliono farci credere.

Paradossalmente più inquinamento atmosferico (vulcani, smog, ecc.) significa anche temperature più basse al suolo, NON più alte!

Anche perché l’inquinamento atmosferico è determinato non già dai c.dd “gas serra”, che sono gas del tutto naturali e necessari alla vita, come la CO2 (che la natura produce da milioni di anni in quantità 1000 volte superiori a quelle umane ed è fondamentale nel metabolismo delle piante!) o il vapore acqueo delle nubi (che è 100 volte maggiore della CO2 e viene prodotto dall’evaporazione delle acque oceaniche), bensì dalla combustione industriale di sostanze tossiche come i benzeni, i solfuri, i cloruri, i fenoli,  dal pm10 e le polveri sottili, ecc. ecc.

Ancora una volta si può constatare come l’ignoranza scientifica e la manipolazione delle credenze popolari da parte dei media e dei politici che li sostengono, crei poi convinzioni – come il fantomatico “effetto-serra” – che non hanno alcuna base né scientifica, né sperimentale, né riscontro alcuno nei fenomeni naturali osservabili.

7)      L’atmosfera è un “radiatore”, non una coperta!

Vorrei quindi concludere con un’osservazione che mi sembra importante. Un’attenta osservazione dei fenomeni atmosferici, porta semmai a paragonare l’atmosfera ed i suoi complessi effetti ad un “radiatore” piuttosto che ad una serra o una coperta, quindi ci porta a ritenere che l’atmosfera raffreddi la superficie terrestre, e non la riscaldi affatto!

C’è poi un fenomeno/concetto – oltre quelli già esaminati sopra – che lo dimostra ampiamente, ed in modo visivamente chiaro.

E’ il concetto della “ CIRCOLAZIONE GENERALE ATMOSFERICA” che avviene nella Tropopausa, tra la Troposfera e la Stratosfera, sopra gli 11 km. di quota. http://www.meteorologia.it/didattica/avanzato/circolazione%20generale.htm

Perché negli ultimi decenni la circolazione atmosferica generale ha richiamato sempre più l’attenzione dei meteorologi, onde poter formulare previsioni sempre più precise?

Perché lì si sviluppano venti freddissimi di grande intensità,  tra i 200-300 km/h (Jet Stream o Corrente a Getto http://it.wikipedia.org/wiki/Corrente_a_getto ), di origine polare (e a –55°C), che ruotano attorno alla Terra secondo direzioni a volte vorticose e molto complesse (es. moto di Coriolis), e sono all’origine di moltissimi fenomeni atmosferici, tra cui le “supercelle” (nelle quali si sviluppano le grandi perturbazioni), e molti altri fenomeni atmosferici convettivi (es. onde di Rossby, tornado, monsoni, piogge tropicali, ecc.).

Ora, la grande circolazione atmosferica – se ci fate caso – funziona proprio come una sorta di gigantesco “radiatore” che avvolge la superficie terrestre, a somiglianza della ventola che la vostra auto aziona automaticamente per raffreddare il motore, e per evitare che fonda quando è troppo caldo.

Ecco perché ha poco – o nessun – senso pensare alla CO2 e ai presunti “gas-serra”, quando poi dobbiamo ammettere che i fenomeni atmosferici ci portano a vedere l’atmosfera come un “radiatore” attivo, e non come una coperta passiva ed inerte, e dunque ci portano a considerare i fenomeni termodinamici e termoconvettivi, e NON la valutazione “statica” e teorica delle proprietà dei gas.

In altre parole, e per ricorrere ad un esempio concreto: a voi importa se il motore della vostra auto è raffreddato da aria con più o meno CO2, o più o meno azoto e ossigeno?

Ovviamente no, perché quello che prevale e conta è il fatto che il meccanismo convettivo del radiatore faccia sì che lo spostamento dell’aria sia il fattore dominante nel raffreddamento del motore, NON la composizione dei gas che la ventola spinge verso il motore caldo.

Allo stesso modo, i meccanismi termoconvettivi “rinfrescanti” che portano alla formazione di nubi, venti, piogge e nevi nell’atmosfera terrestre, prevalgono sulla composizione e la percentuale dei singoli gas, e sui loro presunti effetti “riscaldanti” o “rallentanti-del-raffreddamento”, nella dinamica del raffreddamento di quel “motore” della Terra che sono i suoli terrestri, o le superfici oceaniche.

Quindi saranno i Cicli Solari, i movimenti astronomici di Sole e Terra, le grandi correnti oceaniche, la Circolazione Generale Atmosferica, e tutti i fenomeni termoconvettivi a loro connessi (venti, piogge, nevi, nuvolosità e perturbazioni) a dettare i ritmi dei cambiamenti climatici, non già un fantomatico ed inesistente “effetto-serra” da variazioni percentuali dei gas atmosferici.

8)      Il “luminare” non è infallibile

Per concludere, se permettete, un piccolo consiglio, che ho sempre applicato a me stesso.

Questi sono argomenti sui quali è facile rimanere confusi, o fuorviati, perché il clima è un argomento complesso, che implica la conoscenza di molti concetti fisici, chimici, termodinamici, matematici, meteorologici, ecc., su cui non si troveranno mai due persone che la pensano proprio allo stesso modo.

Inoltre è facile rimanere perplessi, leggendo – come capita spesso – articoli sul clima nei quali si mostrano calcoli matematici molto complessi (e non comprensibili ai più), con integrali, funzioni implicite, hamiltoniane, laplaciane, ecc., tali da lasciare l’impressione che chi ha scritto quegli articoli sia un “luminare” dal quale possiamo solo imparare.

Ebbene, non è affatto così!

Mi sono reso conto che – non di rado – coloro che possiedono una grande preparazione specifica e tecnica, poi magari sviluppano ragionamenti e conclusioni finali errati perché partono da concetti più semplici, ma viziati da errori in partenza.

In questo articolo, come noterete, mi sono limitato ad illustrare i concetti fondamentali (senza calcoli o spiegazioni troppo complesse) che dimostrano –  e non solo a mio parere, è ovvio – la totale infondatezza scientifica e sperimentale dell’effetto-serra, a cui – fino a 4-5 anni fa – anch’io avevo dato credito, semplicemente perché lo davo per scontato, sentendolo citare ovunque da anni da tantissime persone, e non riflettevo sull’inconsistenza delle sue basi scientifiche.

Ebbene, di recente ho avuto modo di parlare con un docente universitario abbastanza noto (di cui taccio il nome) che invece crede ancora che il concetto di “effetto-serra” sia valido.

Sono rimasto colpito dal fatto che – quando cercavo di illustrargli i concetti e i dati sperimentali che demoliscono tale falsa teoria (1° e 2° principio, serre di Wood, temperature lunari, inversione termica, grande circolazione atmosferica, coperta, thermos, ecc.), gli stessi che ho esposto qui, lui eludeva il discorso, si capiva che gli dava fastidio ragionarci su, si rifugiava in considerazioni marginali (essendo un chimico) e molto teoriche e tecniche sulle proprietà  della CO2, ecc.

Beh, non ci crederete, ma perfino questo docente universitario ha dato prova di una lacuna madornale, e proprio nel campo in cui dovrebbe essere più preparato, la chimica (su cui in generale ne sa molto più di me, lo ammetto).

Ad un certo punto se ne è uscito dicendo che le molecole della CO2 che si era sviluppata nell’atmosfera di Roma, dopo l’incendio del 64 d.C. (attribuito all’imperatore Nerone), dovrebbero ancora essere in circolazione oggi, dopo quasi 2000 anni!

Sono rimasto sbalordito, perché avevo proprio letto poco tempo prima (abbastanza casualmente) un articolo (che allego) che dimostra che TUTTI i sondaggi effettuati utilizzando il carbonio 14 per stabilirne la datazione, portano a ritenere che le molecole di CO2 non possano permanere nell’atmosfera più di 5-15 anni, in media!

Solo i ciarlatani propagandisti dell’IPCC avevano avuto la spudoratezza di scrivere che la CO2 può stazionare nell’atmosfera fino a 200 anni, ma senza mai portare alcuna prova che lo dimostrasse.

http://www.c3headlines.com/2009/09/the-liberal-attack-on-science-acorn-style-the-ipcc-fabrication-of-atmospheric-co2-residency-time.html

Ma neppure l’IPCC era arrivata a dire l’assurdità che ci possa essere ancora in circolazione la CO2 dell’incendio di Roma del 64 d.C.!

Eppure questo docente universitario non conosceva un concetto basilare: credeva che la CO2 potesse “vivere” fino a 2000 anni e oltre, anziché fino a 15, un po’ come se uno zoologo vi dicesse che un cane potrebbe vivere 2000 anni!

Ecco perché sono convinto che su questi argomenti sia importante informarsi, e considerare i concetti più importanti, andando al nocciolo delle questioni, e ragionando con la propria testa.

Ma mai fidarsi “ a scatola chiusa” di presunti “luminari”, potrebbero avere preso dei colossali abbagli.

IlikeCO2