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Emettevano C02 di notte per non farsi scoprire: arrestate quattromila sequoie

Cambio style… fine settimana leggero ….

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AMAZZONIA – Sono giunte fin qui, nella foresta più estesa del mondo, le indagini di Gianni Pinotto, Maresciallo dei Carabinieri del Comando di Porto Recanati, che con l’ausilio delle forze dell’ordine locali – le Amazzoni a Cavallo – ha portato alla luce uno dei più incredibili complotti della Storia.

Tutto è cominciato qualche settimana fa, durante la lezione di scienze delle scuole serali per l’ottenimento della licenza elementare. Il Maresciallo Pinotto, studente modello e ascoltatore provetto, non si è lasciato sfuggire una sola parola proferita dalla maestra Lucia durante i 55 minuti che hanno sconvolto la sua esistenza.

Secondo quanto affermato dalla maestra, infatti, la cosiddetta fotosintesi clorofilliana avverrebbe solo di giorno, per lasciare spazio, durante la notte, a un meccanismo di glicolisi, denominato “respirazione cellulare”, che comporta l’emissione di anidride carbonica. “E perché nessuno ne parla? – ha incalzato l’intrepido Maresciallo Pinotto – Perché tutta questa omertà per difendere le piante?”. A nulla sono valsi i tentativi di spiegazione della maestra Lucia, inutilmente intenzionata a contenere l’entusiasmo dell’allievo e tutore della legge: i responsabili di questo crimine contro l’umanità sarebbero stati assicurati alla giustizia.

Nel corso delle sue indagini, il Maresciallo si è scontrato con l’immane ritrosia del regno vegetale a rispondere alle sue domande. Comprendeva che la gravità delle accuse avrebbe lasciato chiunque senza parole, ma confidava nelle sue testate capacità di persuasione. Ed è stato solo grazie all’abile e sapiente uso di sottili tecniche psicologiche, che il Maresciallo Pinotto ha convinto un vivaista a parlare: “Loro sapevano. Le loro serre sono piene zeppe di piante che di notte rovesciano litri e litri di anidride carbonica nell’aere. E ce l’hanno tenuto nascosto per anni!”

Con le prime confessioni, il quadro della vicenda diventava sempre più chiaro. I vivaisti non erano gli unici complici del mondo arboreo: anche eminenti scienziati sarebbero stati a conoscenza del torbido segreto. Il tutto sarebbe confermato dal nome di “effetto serra” dato al fenomeno per cui l’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera determinerebbe un innalzamento delle temperature con grave impatto climatico. L’intero globo sarebbe dunque come un’immensa serra, nella quale piante di ogni specie crescono rigogliose immettendo sostanze tossiche nell’aria con il chiaro scopo di provocare l’estinzione del genere umano.

Il risvolto più increscioso dell’intera faccenda è dato dalla scoperta del coinvolgimento delle associazioni ambientaliste (le cui tendenze misantropiche non hanno mai rappresentato un segreto) e del Panda del WWF, ora agli arresti domiciliari.

Il clamore delle indagini ha suscitato anche l’attenzione di alcuni deputati, colti di sorpresa mentre erano intenti a convertire un rutto di Renzi in legge: hanno dunque presentato un’interrogazione parlamentare per sapere se durante la partita Juve-Roma l’arbitro Rocchi possa essere stato intossicato dalla CO2 emessa dall’erbetta.
Nel frattempo non è ancora chiaro il destino delle oltre quattromila sequoie a capo della rivoluzione e di tutte altre piante coinvolte. Gli alberi hanno infatti resistito all’arresto – “nonostante la fatica che avevo fatto per trovare manette enormi che gli stessero bene”, ha commentato il Maresciallo Pinotto – e rifiutato categoricamente di seguire gli agenti, aggravando ulteriormente la loro posizione.

Le piante rischiano ora la pena di morte per incendio a meno di riconvertire i propri cicli vitali incrementando le emissioni di ossigeno e riassorbendo tutta la CO2 che hanno immesso nell’atmosfera. Ad ogni modo, se persisteranno nel loro atteggiamento ostile un team di ingegneri ambientali sarà incaricato di progettare un magnifico deserto che andrà finalmente a sostituire l’attuale foresta inquinante.

Il Democritico

Dibattito Clinton – Trump, il repubblicano nega di aver detto che il cambiamento climatico è una bufala cinese. Mente

Durante il primo infuocato dibattito tra Donald Trump e Hillary Clinton, nel quale le bugie (soprattutto di Trump, ma anche la Clinton qualcuna l’ha detta…) hanno abbondato, la candidata democratica alla presidenza Usa ha ricordato che «Donald Trump dice che il cambiamento climatico è una bufala inventata dai cinesi»; il candidato repubblicano l’ha interrotta (come ha fatto spesso durante il dibattito, quando era in evidente difficoltà) affermando di non averlo mai detto.

Il problema per Trump è che la fonte originale di questa affermazione è un tweet inviato dallo stesso Trump il 6 novembre 2012 e reso noto a gennaio di quest’anno a NBC Meet the Press dall’ex avversario socialista della Clinton, Bernie Sanders. In quel tweet Trump affermava: «Il concetto di riscaldamento globale è stato creato da e per i cinesi al fine di rendere la produzione Usa non competitiva».

Trump poi aveva detto che il tweet era uno scherzo, ma Politifact ha fatto le pulci in diretta al miliardario xenofobo e ha tirato fuori una catena di menzogne diffuse da Trump per prendere i voti degli ecoscettici e probabilmente per rabbonire i più grossi finanziatori del partito repubblicano: le Big Oil e i King Coal.

Il 24 settembre 2015, intervistato da CNN New Day, il candidato repubblicano aveva affermato: «Io non credo nel cambiamento climatico». Il 30 dicembre 2015, durante un comizio a Hilton Head, South Carolina, Trump disse che Obama parla continuamente di riscaldamento globale e che «molto di tutto questo è una bufala. Si tratta di una bufala. Voglio dire, si tratta di un’industria per fare soldi, va bene?».

Il 18 gennaio, dopo che Sanders aveva attaccato Trump sui cambiamenti climatici in un dibattito tra candidati democratici, il il tycoon aveva detto a Fox & Friends: «Beh, penso che il cambiamento climatico sia solo una forma molto, molto costosa di tasse. Un sacco di persone ci stanno facendo un sacco di soldi. Io ne so molto di cambiamenti climatici. Dovrei ricevere dei premi ambientali. E spesso scherzo sul fatto che questo è fatto a beneficio della Cina. Ovviamente io scherzo, ma questo è fatto per il bene della Cina, perché… la Cina non fa nulla per aiutare sul cambiamento climatico. Bruciano tutto quel che si può bruciare, non gliene potrebbe importare di meno. Si sa, i loro standard non esistono. Nel frattempo, possono avere prezzi inferiori. Quindi è molto dura per le nostre imprese».

Quindi Trump ha più volte detto che il “complotto” cinese è uno scherzo… però vero, e non può negare di aver usato più volte la parola “bufala” per descrivere i cambiamenti climatici.

Il 6 gennaio Trump aveva nuovamente definito i cambiamenti climatici una “bufala” intervenendo a Fox & Friends. Il 25 gennaio, 2014 Trump ha twittato: «NBC News lo ha appena definito il grande gelo, il più grande freddo di tutti gli anni. Può il nostro paese spendere ancora soldi per la BUFALA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE?». Il 29 gennaio 2014, Trump twittava: «Nevicata in Texas e Louisiana, record delle temperature gelate in tutto il Paese. Il riscaldamento globale è una bufala costosa». Lo stesso giorno Trump scriveva su Twitter: «Datemi aria pulita, bella e sana – non lo stessa vecchia stronzata del cambiamento climatico (riscaldamento globale). Sono stanco di sentire questo nonsense».

Le difficoltà di Trump sono evidenti, non vuole apparire pubblicamente in un dibattito presidenziale come uno che non crede al cambiamento climatico, perché è consapevole che è una posizione insostenibile, ma così rischia di rivelare il bluff del suo aggressivo scetticismo climatico e del feroce contrasto alle politiche di Obama per alleviare il riscaldamento globale che esibisce nei comizi della destra ecoscettica e creazionista americana, o quando è ospite nei network televisivi fedeli al Partito Repubblicano. In realtà, l’opposizione agli sforzi per contrastare il cambiamento climatico sono una parte fondamentale della sua piattaforma elettorale.

Come ricorda Politifact, durante un importante discorso sulla politica energetica tenuto nel North Dakota il 26 maggio 2016, Trump ha attaccato «le draconiane regole climatiche» e ha detto che revocherà «tutte le azioni esecutive Obama che distruggono posti di lavoro, tra cui il Climate Action Plan». Poi ha affermato che se verrà eletto presidente cancellerà «l’Accordo sul clima di Parigi» e interromperà «tutti i pagamenti di dollari di tasse degli Usa ai programmi Onu per il riscaldamento globale». Secondo Trump, «il presidente Obama ha fatto entrare gli Stati Uniti nei Paris Climate Accords unilateralmente e senza il permesso del Congresso. Questo accordo dà ai burocrati stranieri il controllo su quanta energia usiamo proprio qui in America».

La sentenza di Politifact sul dibattito tra Trump e la Clinton per quanto riguarda i cambiamenti climatici definiti come “bufala” è senza appello: ha ragione la Clinton e Trump mente.

Dopo il dibattito tra i candidati alla presidenza Usa, Michael Brune, direttore esecutivo di Sierra Club, schiera ancora più decisamente la più grande e diffusa associazione ambientalista Usa dalla parte della Clinton: «Il dibattito di ieri sera ha reso ancora più chiaro che Hillary Clinton è l’unico candidato in questa elezione a essere qualificato e preparato a guidare la nostra nazione. Donald Trump ha dimostrato quello che è: un uomo di mentalità ristretta che nega la scienza climatica e usa le elezioni e le spacconate per dividere questo Paese. L’evidenza la si è avuta fin dalla prima frase, quando Hillary Clinton ha parlato del suo impegno per far crescere l’economia dell’energia pulita. E’ stato solo pochi istanti dopo che Trump ha mentito sul suo negazionismo climatico. Donald Trump è una frode, non c’è bisogno di guardare oltre i suoi maldestri tentativi di negare la crisi climatica e poi di coprire le sue tracce sporche. Mentre Hillary Clinton vuole realizzare la piattaforma climatica più forte nella storia, Trump vuole fare quella peggiore. Trump è il candidato peggiore e più instabile mai nominato e la Clinton è la più qualificata e più preparata di tutti sulla scheda elettorale»

 

Fonte : http://www.greenreport.it/news/clima/dibattito-clinton-trump-repubblicano-nega-aver-detto-cambiamento-climatico-bufala-cinese-mente/

Il Sole gira attorno alla Terra

Miglior articolo per iniziare la settimana non poteva esserci.. partiamo leggeri..leggeri…

:smile:

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La National Science Foundation ha condotto un sondaggio sulle conoscenze scientifiche dei cittadini statunitensi. Ne è emerso che il 26% della popolazione non sa che la Terra ruota attorno al Sole. I risultati presentati al’AAAS 2014 Annual Meeting.

Eppur si muove… Bè, non è detto. Secondo un americano su quattro, la Terra è ferma nell’Universo e il Sole le ruota attorno. Proprio come sostenevano quasi quattro secoli fa gli oppositori di Galileo, a quanto pare oggi c’è ancora qualcuno che crede al sistema geocentrico. E negli Stati Uniti, questo “qualcuno” è il 26% della popolazione.

 

La Terra al centro del cosmo (Andreas Cellarius, Harmonia Macrocosmica, 1660-61).

Sono i dati emersi da un sondaggio condotto dalla National Science Foundation, agenzia governativa per la ricerca e l’educazione che ha sede ad Arlington, Virginia. Dieci domande di biologia, fisica e astronomia per verificare la preparazione scientifica di base degli americani. La media delle risposte corrette è risultata appena sopra la sufficienza, 6,5. Ma il dato più eclatante è che solo il 74% degli intervistati sapeva che non è il Sole a girare attorno alla Terra.

Fermi tutti, verrebbe da dire, ci dev’essere un errore. Il campione non era abbastanza grande, o troppo omogeneo. Un quarto dei cittadini statunitensi non può davvero avere conoscenze astronomiche risalenti all’inizio del Seicento.

Purtroppo (e per una volta vale la pena di dispiacersi) la National Science Foundation ha fatto le cose per bene. Lo studio, condotto biannualmente, interessa un gruppo di oltre 2.200 persone, con criteri statistici affinati nel corso degli anni.

E a proposito, non è la prima volta che emergono dati sorprendenti rispetto all’astronomia: l’elenco dei sondaggi condotti dalla SNF evidenzia un altro trend molto particolare. Se dieci anni fa la maggioranza degli americani era convinta che l’astrologia non fosse una scienza, nel tempo questa convinzione si è quasi ribaltata. Oggi il 58% pensa che l’astrologia sia “molto scientifica” o “in parte scientifica”.

I risultati del sondaggio sono stati diffusi a Chicago, in Illinois, durante il convegno annuale dell’American Association for the Advancement of Science, organizzazione internazionale no profit e tra le altre cose editrice di Science. Ironia della sorte, proprio il 15 febbraio: giorno dell’anniversario della nascita di Galileo.

Fonte : http://www.media.inaf.it/2014/02/17/il-sole-gira-attorno-alla-terra/

Bad science : Terra real time – Straker e Giuliani su il terremoto in centro italia

Lo scempio….

ATTENZIONE! TSUNAMI ELETTROMAGNETICO IN ATTO SULL’ITALIA!!!

Sono immagini dal satellite che parlano chiare, tutto il centro sud dell’Italia irradiato da onde scalari destabilizzanti per gli esseri umani. bomba energetica che dal mare Tirreno si espande verso est, che mette in fila nuvole squadrate artificiali create per controllare il meteo a livello locale. Quindi mentre la maggior parte degli italiani e’ al mare, loro si divertono a sperimentare sulla pelle della gente ignara del pericolo a cui è esposta.Portatori di pacemaker persone elettrosensibili potrebbero subire disturbi fisici da questo tsunami elettromagnetico indotto dai soliti criminali…
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Terremoto nell’Italia centrale: all’origine i pozzi di trivellazione?

http://straker-61.blogspot.it/2016/08/terremoto-nellitalia-centrale.html

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Giampaolo Giuliani, si poteva prevedere quanto è successo questa notte?

Sì, si poteva prevedere. C’era una situazione con uno sciame sismico in atto che andava avanti da tempo nel Centro Italia. Sull’Appennino centrale si verificavano scosse giornaliere, anche se strumentali, di un certo interesse.

In che modo può affermare che l’evento fosse prevedibile?

Noi come Fondazione Giuliani portiamo avanti una ricerca sperimentale sulle variazioni del gas radon che vengono analizzate dai nostri sensori. I nostri grafici rivelano, quando l’incremento supera un certo limite, la possibilità di un forte rilascio. Questo è accaduto anche in occasione del terremoto dell’Aquila sette anni fa. Abbiamo stazioni in questo momento su diversi territori del pianeta. Siamo appena tornati dalla faglia di Sant’Andrea dove abbiamo installato tre stazioni su una direttriuce di 700 chilometri tra Palm Springs e San Francisco. Poi abbiamo altre quattro stazioni in funzione a Taiwan e tre ne abbiamo in Abruzzo. Questa notte ne funzionavano due.

E come mai non si è riusciti a prevenire?

La mia ricerca sperimentale suscita sempre molte polemiche. Ed eravamo in ritardo sui tempi. C’era la speranza che l’evento si verificasse in mezzo alle montagne producendo danni molto minori rispetto a quanto poi effettivamente successo.