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“Obama sui cambiamenti climatici ha torto marcio”, dice il Nobel (obamiano) per la Fisica Giaever

“Il global warming è diventato una nuova religione, non se ne può discutere, è una verità incontrovertibile, è come una Chiesa”

“Scusami mr President, ma hai torto, completamente torto”. Ivar Giaever, premio Nobel per la Fisica nel 1973, ce l’ha con Barack Obama e con le sue posizioni sul riscaldamento globale (o cambiamento climatico), in particolare con il discorso sullo stato dell’Unione di gennaio in cui Obama diceva che “nessuna sfida rappresenta un rischio maggiore per le future generazioni del cambiamento climatico”. Giaever l’ha definita “un’affermazione ridicola”. Il fisico norvegese non è un’estremista della destra oscurantista, anzi nel 2008 era stato uno dei 70 premi Nobel che aveva pubblicamente appoggiato la corsa del giovane senatore dell’Illinois alla Casa Bianca: “Il paese ha un urgente bisogno di un leader visionario, siamo convinti che Barack Obama sia quel tipo di leader”, c’era scritto in quell’appello. “Obama ha detto che il 2014 è stato l’anno più caldo di sempre. Ma non è vero”, dice dopo sette anni dopo il Nobel, mostrando come negli ultimi vent’anni la temperatura sia rimasta praticamente costante e come negli ultimi 100 anni sia aumentata di meno di un grado.

Il palcoscenico del suo discorso, dal titolo “Global warming revisited”, è stato il prestigioso “Lindau Nobel Laureates Meeting”, in Germania, dove si confrontano le più importanti personalità del mondo scientifico e dove è intervenuto anche chi la pensa in maniera opposta come Brian Schmidt, un altro Nobel per la fisica. Giaever afferma di essere rimasto inorridito dal modo in cui si parla del tema: “Il global warming è diventato una nuova religione, non se ne può discutere, è una verità incontrovertibile, è come una Chiesa”. Viene considerato eretico chiunque osi scostarsi dall’allarmismo riguardo all’aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai, la desertificazione, l’innalzamento dei mari e l’aumento dei fenomeni climatici estremi.

E’ vero che come diceva un altro Nobel per la Fisica, il danese Niels Bohr, “è difficile fare previsioni, soprattutto per il futuro”, ma quasi tutti gli annunci di catastrofi naturali dovute al riscaldamento globale per colpa dell’uomo sono stati enormemente esagerati. A partire proprio dall’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell’Onu) e dall’ex vicepresidente democratico americano e ambientalista pop Al Gore, vincitori nel 2007 del Nobel per la pace per l’impegno nel diffondere la conoscenza sui cambiamenti climatici, che ad esempio avevano previsto per il 2035 lo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya, la scomparsa di parte dell’Olanda sotto il livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai artici entro il 2014, tutte cose mai accadute. E questa discrepanza tra le previsioni apocalittiche e ciò ceh poi è realmente accaduto è evidente per gran parte dei modelli climatici che, come ha evidenziato l’ambientalista Bjorn Lomborg, negli ultimi 30 anni hanno sovrastimato l’aumento delle temperature per una percentuale tra il 70 e il 300 per cento. “I fatti ci dicono che negli ultimi 100 anni la temperatura è salita di 0,8 gradi e tutto nel mondo è migliorato – ha detto nel suo discorso Giaever –. Come si fa a dire che tutto sta peggiorando? Viviamo più a lungo, abbiamo una salute migliore e tutto va meglio. Ma se la temperatura sale di altri 0,8 gradi immagino che moriremo tutti”.

“Non riesco a capire perché tutti i governi in Europa siano preoccupati del global warming, dev’essere una questione politica”, ha detto il Nobel norvegese, aggiungendo che il riscaldamento globale è essenzialmente “un non problema”. E quanto agli effetti sui paesi più poveri e in via di sviluppo, ha affermato che il loro più grande problema non è il cambiamento climatico, ma la povertà: “Le persone che attraversano il Mediterraneo non scappano dal global warming, fuggono dalla povertà. Se vogliamo aiutare l’Africa, dobbiamo aiutare le persone a uscire dalla povertà, non cercare di costruire pannelli solari e pale eoliche. Stiamo sprecando soldi con queste cose invece di aiutare le persone. L’energia a basso costo è ciò che ci ha fatto diventare ricchi e ora improvvisamente la gente non ne vuole più”.

Fonte : http://www.ilfoglio.it/cronache/2015/07/09/obama-sui-cambiamenti-climatici-ha-torto-marcio-dice-il-nobel-obamiano-per-la-fisica-giaever___1-v-130670-rubriche_c301.htm

Trichechi e anomalia delle temperature di Settembre, due esempi di pillola rossa o pillola blu

Dal flim Matrix : http://it.wikiquote.org/wiki/Matrix

“È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie[, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio”

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A) Capitolo trichechi

Pillola azzurra

http://www.repubblica.it/ambiente/2014/10/07/news/la_lunga_marcia_dei_trichechi_35_000_spinti_a_riva_dallo_scioglimento_dei_ghiacci-97557531/

– Alaska – La lunga marcia dei trichechi: 35.000 spinti a riva dallo scioglimento dei ghiacci

“……Come si spiega allora questo esodo di massa? La colpa, spiegano gli esperti, è del cambiamento climatico: con l’aumento delle temperature i ghiacci che si sciolgono nel periodo più caldo dell’anno non riescono a riformarsi completamente quando cambia la stagione. Le statistiche del Wwf dicono che ogni decennio, dal 1979 al 2012, lo scioglimento dei ghiacci artici ha mantenuto ritmi del 3,5-4%. Lo spazio vitale dei trichechi e di altre specie marine sta dunque erodendosi progressivamente: non resta altro da fare, per questi animali, che cercare rifugio sulla terraferma, dove li abbiamo visti radunarsi in spettacolari quanto drammatiche immagini panoramiche….”

Pillola rossa

http://quixoteslaststand.com/2014/10/09/irrefutable-proof-that-climate-change-alarmists-are-stuck-on-misery/

“….Questo è un normale comportamento per i trichechi. Infatti il primo avvistamento registrazione di questo tipo di comportamento è stata fatto da una spedizione inglese nel 1604. Essi avvengono in tutto il mondo. Niente di insolito su questo a tutti….”

Gruppo di trichechi ammassati in Russia

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B) Capitolo anomalie temperature

Pillola azzurra

http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/clima-mondo–anche-settembre-batte-il-record-di-caldo-67198

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Settembre 2014 è stato il più caldo mai registrato settembre sul nostro pianeta (Fonte : Nasa)

“….Settembre batte il record di caldo globale. Le misure satellitari della NASA rielaborate dal GISS fanno segnare la temperatura più alta mai registrata: l’anomalia combinata terre emerse/oceani risulta pari a +0,78°C rispetto alla media 1951-1980, scavalcando il precedente record di Settembre 2005 (+0.73°C).”

Pillola rossa

http://stevengoddard.wordpress.com/2014/10/15/gavins-hottest-september-ever-is-based-on-an-8c-error/

Il record di Settembre si basa su un errore di 8°C

L’aumento dell’anomalia della temperatura di settembre,  di 0,1 ° C (da 0,68 ° C a 0,78 ° C) è falsificato da una anomalia di + 4 ° C, intorno all’Antartide.

La regione che si sta simulando in realtà ha un’anomalia di -4C°. La creazione di un errore di + 8 ° C è un ottimo modo per ottenere un amuneto della temperatura di 0,1 ° C

http://images.remss.com/msu/msu_data_monthly.html

http://freddofili.it/14/10/2014/i-dubbi-sui-dati-giss-nasa-forti-approssimazioni-sui-poli-e-laddove-non-ce-una-rete-diffusa-di-termometri/

Bisogna dire che la qualità dei dati meteorologici rilevati negli ultimi due decenni è scaduta parecchio, in quanto, oltre a stazioni dismesse un po’ in tutti i luoghi della Terra, abbiamo anche una “rete” di rilevazioni a griglia molto meno fitta, ad esempio, su tutta la Russia, dopo il crollo del regime Comunista. Abbiamo quindi una approssimazione di molti dati, soprattutto dove le stazioni sono pochissime, e questo riguarda soprattutto gli importantissimi Poli, ma anche zone desertiche quali il Sahara, il deserto di Gobi ed altro. La differenza forte la si nota, nell’ultimo mese, con il Continente Antartico. Nel primo grafico, a cura di Steve Goddard, notiamo i dati effettivamente rilevati via terra, dalle stazioni meteorologiche, con il relativo scarto termico dalla norma.

 

Nel secondo grafico l’approssimazione effettuata dal GISS per “coprire” l’interno Continente….ne risulta così un paradosso enorme: abbiamo avuto il record storico di estensione dei ghiacci Antartici contemporaneamente al record di caldo per Settembre di questo continente….

In più, vengono calcolate le differenze di temperatura da una norma 1951-80, quando, in quel periodo, la maggior parte delle stazioni esistenti in Antartide non esistevano ancora….E’ per quello che si tiene conto maggiormente dei dati satellitari ,che sono più omogenei e rispecchiano maggiormente la realtà delle cose.

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Adesso scegli te, pillola rossa o pillola blu ?

:smile:

 

Buon fine settimana,

Michele

L´industria dell´apocalisse climatica

Durante le ultime decadi gli allarmisti del clima hanno cercato di terrorizzarci con storie orribili di catastrofi imminenti: l´apocalisse climatica che sta arrivando!

A causa del Riscaldamento Globale (Riscaldamento Globale si scrive con lettere maiuscole perché é la norma principale della Bibbia Climatica) terre fertili agricole diventeranno aride e sterili, mentre aree del deserto avranno esperienze di piogge torrenziali e inondazioni incontrollabili. Le foreste  tropicali seccheranno nel caldo che piú caldo non si puó e il ghiaccio dei poli si scioglierá come un gelato infornato. Le zone costiere e le isole coralline spariranno inondate dal mare sempre piú alto, le grandi cittá del mondo cercheranno di proteggersi dietro enormi pareti e dighe per evitare le inondazioni. La furia della Natura porterá miliardi di rifugiati a migrare verso terre meno arruginite, inseguiti da malattie conosciute e sconosciute, peste, colera e guerre. A caua dell´arroganza umana la nostra civiltá entrerá in collasso, come é accaduto tante volte nel passato. O FORSE NO….Una rivoluzione silenziosa tra antropologie e archeologi ha distrutto il DOGMA SCIENTIFICO su quanto riguarda come crollarono le antiche civilizzazioni, con alcune lezioni per coloro che attualmente pregano ardentemente nella nuova chiesa evangelica dell´AGW affinché sorga l´ultima purificatrice e apocalittica CATASTROFE CLIMATICA.

Le storie delle antiche civiltá sono state anche  uno dei temi favoriti da scienziati e cineasti di Hollywood. Nulla é piú tragico della storia di una grande civiltá che, per ignoranza o orgoglio, abusó del mondo naturale attorno a loro fino a che un  disastro ambientale li porta alla loro  autodistruzione. La lista di queste civiltá é lunga: lantico impero egiziano, l´impero accadiano in Mesopotamia, i Maya, gli Anasazi, Angkor Wat, e anche la leggendaria Atlantide.

Film epici e molte carriere accademiche si basarono nel romanticizzare l´ascensione e la caduta inevitabile delle antiche civilizzazioni. Roma cadde e Atlandide affondó sotto le onde di film catastrofistici, e la nostra moderna civiltá raccoglie grandi guadagni iniziando dalla distruzione in massa.


 Le rovine di  Angkor Wat,i n Cambogia.

Poul Holm, uno storico del  Trinity College Dublin, ha descritto questa ossessione sulle cadute delle civilizzazioni che influenza le religioni, le Universitá e Hollywood, come una industria dell´Apocalisse. In un interessante articolo del 12 Novembre sulla rivista Science , Andrew Lawler descrive il lavoro di Holm e altri studiosi che rigettano questa Industria dell´Apocalisse, per lo meno nel campo scientifico. Negli articoli, “Collapse? What Collapse? Societal Change Revisited,” comincia la sua discussione sul collasso della Societá con una riunione di archeologi nel Regno Unito:

Un gruppo eclettico di specialisti che si riunirono recentemente nella Universitá di Cambridge, allega che il vero collasso sociale e in realtá molto raro.  Loro dicono che i nuovi dati dimostrano che gli esempi classici di massiccio collasso, come la disintegrazione dell´Antico Impero egiziano, la fine del periodo classico dei Maia e la sparizione delle societá pre-colombiane del Sudest degli Stati Uniti, non furono né repentini né disastrosi per tutti i segmenti delle sue  popolazioni.

Gli archeologi stanno collocando una nuova enfasi nella riduzione e trasformazione anziché della mancanza bruta e collasso. Secondo Lawler, questo rappresenta una specie di rezione contro una recente onda di rivendicazioni secondo cui i disastri ambientali, naturalie creati dall´uomo, sono i veri colpati dietro dei molti antichi collassi sociali. L´archeologo Harvey Weiss dell´Universitá di yale, per esempio, in un articolo pubblicato su Science nel 1993, ha indicato una siccitá regionale come la ragione che causó il collasso dell´Impero Accadiano della Mesopotamia.

Il geografo Jared Diamond della UCLA, che ha fatto una carriera con le cronache del fracasso delle antiche societá, nel suo libro Collapse: How Societies Choose to Fail or Succeed. del 2005 cita vari esempi delle cattive decisioni prese in ecosistemi fragili che portarono al disastro,

Diamond ha pubblicato vari libri che coprono differenti periodi e differenti popoli. Mentre i suoi discepoli non hanno dubbi e i suoi libri sono abbastanza chiarificatori, ci sono quelli che discordano con il suo costante tema che la deviazione ecologica porta al collasso.  In  Guns, Germs, and Steel, forse la sua opera piú popolare, Diamond argomenta contro le tradizionali spiegazioni storiche sul fracasso delle societá passate e si concentra sul fattore ecologico. Tra le societá che furono esaminate ci sono i nordici della Groenlandia, i Maia, gli Anasazi, il popolo indigeno di Rapa Nui (Isola di Pasqua), il Giappone, Haiti, la Repubblica Dominicana e infine il moderno Montana. La descrizione di Diamond sulla scomparsa degli abitanti dell´Isola di Pasqua e particolarmente spaventosa.

Tra le civiltá scomparse, una delle piú misteriose è quella della societá dell´Isola di Pasqua che é la piú isolata del mondo, lontana dalle terre abitabili. Con una area di appena 64 Km2, si trova nell´Oceano Pacifico a piú di 2000 km a ovest dell´America del Sud e 1400 Km dall´isola piú vicina abitabile (Pitcairn). Ha un clima ameno sub tropicale ed é un vero paradiso con un fertile suolo vulcanico, una vera e propria mimiatura, isolata dai problemi del mondo.

Gli esploratori polinesiani incontrarono l´isola circa nel 400 D.C. e lá fiorí con un picco attorno al 1200 D.C.  Ma subito dopo la societá dell´Isola di Pasqua entró in una spirale discendente da cui non si recuperó mai piú. Durante alcuni secoli, il popolo dell´Isola di Pasqua liquidò le sue foreste, portò le piante e gli animali all´estinzione, e vide la sua societá complessa scendere nel caos e nel cannibalismo. Loro lasciarono le gigantesche statue di pietra, enigmaticamente sparse nel paesaggio desolante di quell´isola desolata che una volta fu prospera.

Ma l´Isola di Pasqua puó essere una eccezione dal contesto delle civiltá collassate, perché é un piccolo punto di terra isolato con riserve limitate e nessuna via di figa in tempi difficili. Di fatto, molti degli esempi indicati come precauzione contro l´eccesso di allarmi  ecologici sono cosí. I Vichinghi della groenlandia e dell´America del Nord furono certamente isolati e fuori di qualsiasi aiuto delle loro terre natali. Altri, come i Maia e Hohokom, non essendo chiusi in territori geograficamente isolati, possono essersi semplicemente trasferiti verso terre e pascoli piú verdi.  ” I collassi sono forse piú apparenti che reali” afferma l´archeologo Colin Renfrew di Cambridge.

La fine del periodo piú classico, intorno al 900 A.D. é stato per molto tempo un poster del collasso. “Grandi cittá nelle montagne del nord furono abbandonate, le monumentali architetture finirono” scrive Lawler, “Línvasione straniera, le epidemie, la rivolta sociale e il collasso del commercio sono stai identificati come fattori chiave”.


Rovine Maia invase dalla foresta.

Ma un archeologo,  Elizabeth Graham, dellaa Universitá College London, concordacon le spiegazioni tradizionali sul declino Maia. Graham, che lavora nelle basse terre del Belize, dice che “Non esiste una risposta” nella occupazione delle aree dei Maya che lei ha scavato lungo la costa. Oltretutto lei é convinta che piú aree abitazionali esistettero durante e dopo la fine del periodo classico. Nei siti archeologi che ha scavato non ci sono segni di crisi alla fine del periodo classico. Di nuovo come ha scritto da Lawler:

Gli scheletri non mostrano nessuno stress alimentare, le popolazioni sembrano essere numericamente costanti, i terrazzamenti e le dighe continuano ad essere mantenute, e la ceramica sofisticata continua ad essere fabbricata. La siccitá del clima non sembra aver provocato alcuna rottura sociale. “Queste nuove conclusioni sono incredibilmente importanti” dice Norman Yoffee, un archeologo della Universitá del Michigan. Queste nuove rilevazioni e studi sfidano molte delle idee catastrofistiche di Diamond.

I Maya non sono le uniche popolazioni di cui la scomparsa viene adesso rivista in base a nuovi é piú approfonditi studi. I popoli Hohokam occupavano una vasta area dell´attuale Arizona vicino alla frontiera col Messico. Loro furono immaginati originalmente come un popolo che aveva migrato verso il nord uscendo dal Messico nel periodo del 300 A.C. circa. Loro costruirono vasti sistemi di irrigazione con estesi canali e villaggi con tribune per il gioco della palla, piazze, e monti piattaforma. Era una societá complessa che durá fino al 1450D.C. circ. Intanto la popolazione sparí, i canali furono dimenticati, e anche le aree periferiche furono abbandonate. L´abbandono sembró totale.


Gli Hohokam canali complessi e villaggi.

La spigazione tradizionale sul collasso di Hohokam é che inondazioni improvvise distrussero i canali e in piú apportarono una salinizzazione delle terre agricole e una sovrapopolazione. Altri vedono le malattie che gli europei portarono con le invasioni del 1500 come il colpevole finale per la scomparsa di queste antiche civiltá. Ma l´archeologo Randall McGuire della Universitá di Binghamton a Neu York, difende l´idea che i dati non confermano nessuna di queste teorie. Come scritto nell´articolo su Science:

“lui (McGuire) dice che la mancanza della permanenza dopo il 1450 ha reso insostenibile l´idea della malattia e che non c´é nessuna evidenza per la distruzione dei canali. Basandosi su dati del Centro Archeologico del deserto di Tucson (Arizona) lui immagina la scomparsa degli Hohokam con il cambiamento piú ampio che avvenne in tutto il Sudest verso il 1250 e il 1450 D.C. quando la popolazione diminuí di un 75%. Questo non é un evento catastrofico, ma un processo lento, di 150 anni o anche piú. E certamente gli Hohokam non erano coscienti che si trattava di un “collasso”.

 


L´ Europa riuscí a sopravvivere alla fame, alla peste e alla guerra senza entrare in collasso.

Lá rticolo di Science enumera una serie di altri esempi sui disputati collassi. ” la raritá di un collasso dovuto alla resistenza delle popolazioni ai cambiamenti ambientali o alle malattie é considerevole” dice lo storiografo di Cambridge, Jonh Hatcher, che studia la Peste Nera. Tanto nell´ Europa medioevale che l´Asia furono devastate da questa piaga. Molti paesi perdettero 1/3 della sua popolazione, ma gli ordini sociali non furono abbattuti.  Jonh Baines dell´Universitá di Oxford, dice che la transizione piú graduale é piú o meno un consenso nei nostri giorni. Vi sono molte lezioni da apprendere con questa interpretazione evolutiva del passato.

Primo, gli esseri umani sono molto piú resistenti di quanto si pensava. In veritá l´adattabilitá é indiscitibile nell´Homo Sapiens. Gli esseri umani si sparpagliarono in tutti i posti del mondo proprio perché é adattabile. La nostra specie ha sofferto con la peste, la fame, le guerre, con le catastrofi naturali e anche con i cambiamenti climatici, come abbiamo visto anche in precedenti articoli pubblicati qui su NIA. Intanto ancora siamo qui e sempre piú numerosi. Secondo, il clima non cambia tanto rapidamente che non possiamo costruire dighe e trasferirci verso l´interno. La pioggia e l´uso della terra possono cambiare da una regione all´altra, ma non tanto rapidamente che le altre aree non possno essere trasformate in terre agricole. Intanto se il clima cambia rapidamente potremo addattarci anche noi piú rapidamente, oppure dobbiamo lasciare il nostro posto nel mondo ai nostri successori evolutivi.

Infine osserviamo quello che é cambiato nel consenso nel campo dell´archeologia. è cambiato perché migliori informazioni sono diventate disponibili, la scienza é migliorata e le vecchie risposte si sono dimostrate imprecise se non addirittura sbagliate. In veritá, poiché la scienza sta costantemente cercando nuove teorie e raffinando le antiche, la visione di un consenso in un determinato momento é GARANTITO che tra qualche tempo sará provato che é errata.  Ricordatevi di questo quando qualche giornalista o scienziato o qualche accademico pedante di qualche Universitá che anche noi di NIA conosciamo, tenterá usare l´argomento “CONSENSO” per dire che tutte le storie di orrore in relazione al riscaldamento globale antropogenico sono VERE e la scienza é CONFERMATA!

La scienza mai é finita e il consenso é un argomento per gli idioti fatta per chi é intellettualemnte pregiudicato o inferiore. RIVENDICAZIONI DI UN IMMINENTE APOCALISSE CLIMATICA NON HANNO NESSUNA BASE NELLA SCIENZA O NELLA STORIA. Queste esistono solo per impaurire i disinformati in conformitá, in una soggezione politica, di quelli che vorrebbero rifare il mondo secondo i loro propri desideri egoisti. È l´ora di collocare una volta per tutte il clima fuori dall´industria dell´apocalisse, degli affari puliti o sporchi, dai finanziamenti per ricerche inutili, fuori dal mondo di quei professori universitari che si sentono chissá che solo perché sono arrivati (chissá come?) a insegnare qualcosa senza neanche capire cosa dicono o che non si informano, quei professorini che hanno invidia dei veri scienziati che umilmente dicono: queste sono le conclusioni dei miei studi ma voglio ricevere dai miei colleghi critiche piuttosto che consensi.

Non credete che esiste una industria dell´apocalisse climatica anche per le piccole cose?  Il pacco sopra: “Guardate l´effetto del Riscaldamento Globale! Comprate questo prodotto e con una buona bevanda potrete vedere come la massa terrestre e le coste scompaiono davanti ai vostri occhi con un aumento di 100 metri del livello dei mari!!!”

Insomma, una buona apocalisse non deve essere perduta e allora approfittiamone…. vendiamo qualsiasi cosa col marchio AGW.

Fonte: http://theresilientearth.com/?q=content/climate-apocalypse-industry

SAND-RIO

IL GW é simile a tantissimi falsi allarmi precedenti.

Se esaminiamo l´allarmismo diffuso sul GW antropico e cerchiamo altre situazioni simili all´attuale, ne troviamo a decine.
Troviamo almeno 26 falsi allarmi in cui sono invischiati scienziati, politici e mezzi di comunicazione.
In ognuno questi falsi allarmi sono stati presentati come scientifici, anche se nessuno si basava su metodi scientifici.
Ogni previsione si é rivelata essere completamente falsa cosí come falsi sono stati gli effetti catastrofici previsti che o non si sono assolutamente verificati o si sono verificati con effetti assolutamente trascurabili.
Ma le politiche di conteneminto di questi presunti effetti disastrosi sono rimasti in vigore per molto tempo, anche quando poi si é visto che non era successo nulla.
L´attuale allarme sul Riscaldamento Globale é solo l´ultimo esempio di questo catastrofismo sociale, che con i precedenti ha in comune l´allarmismo non scientifico su qualcosa che sta accadendo e le previsioni di una catastrofe prossima e incombente come una spada di Damocle.
Anche questo allarmismo sul Riscaldamento Globale presto si sbiadirá, come giá sta succedendo, ma non prima che siano prese delle decisioni politiche ed economiche basate su previsioni non scientifiche.

Allora ecco un elenco significativo delle previsioni catastrofistiche e di allarmi falsi che si sono succeduti negli ultimi tempi. Sicuramente ne mancano tantissimi che anche Voi potete aiutare a ricordare:

1 Crescita della popolazione: fame mondiale(Malthus) 1798
2 Timber minaccia economica: carestia 1865
3 riproduzione incontrollata e degenerazione (eugenetica) 1883
4 Il piombo nella benzina: danni al cervello e a tutti gli organi 1928
5 L’erosione del suolo minaccia la produzione agricola 1934
6 Amianto e tutte i possibili tipi di tumori e malattie polmonari 1939
7 Effetti degenerativi del fluoro nell’acqua potabile sulla salute 1945
8 DDT e il cancro 1962
9 Crescita della popolazione e la fame (Ehrlich) 1968
10 raffreddamento globale, dal 1970 al 1975
11 aerei di linea supersonici, il buco dell’ozono, e tumori della pelle, ecc 1970
12 fumo di tabacco ambientale sugli effetti sulla salute 1971
13 Crescita della popolazione e la fame (Prati) 1972
14 La produzione industriale e le piogge acide 1974
15 Avvelenamento da pesticidi organofosfati 1976
16 impianti elettrici e sviluppo del cancro, ecc 1979
17 CFC, il buco dell’ozono, e tumori della pelle, ecc 1985
18 L`isteria per il formaggio 1985
19 Il radon nelle case e cancro ai polmoni 1985
20 salmonella nelle uova 1988
21 tossine ambientali e cancro al seno 1990
22 morbo della mucca pazza (BSE) 1996
23 diossina nel pollame belga 1999
24 Mercurio nei pesci, effetti sullo sviluppo del sistema nervoso 2004
25 Mercurio nelle vaccinazioni infantili e autismo 2005
26 torri per cellulari e il cancro, ecc 2008

Dopo il Riscaldamento globale quale sará il prossimo falso allarme dagli effetti disastrosi? A Voi la fantasia non manca e potete sbizzarrirvi….
Si prega evitare il 21-12-2012……

SAND-RIO

Energia domani 3; Un’idea controcorrente: Un tentativo di previsione delle fonti di energie del futuro

La risposta alla domanda “quale sarà l’energia nel futura” richiede l’applicazione dei criteri di selezione a alle forme di produzione, trasporto e stoccaggio di energia.
I criteri:
· Disponibilità
C’è da distinguere:
Disponibilità di materie prime a costi ragionevoli.
Disponibilità dell’energia elettrica in corrispondenza al consumo. L’energia elettrica va divisa in energia di base, costante e energia variabile.
· Ecologia
Il concetto di ecologia oggi si concentra sulla riduzione o l’eliminazione dell’emissione di anidride carbonica. Le previsioni di evoluzione climatica basate su questo concetto sono sbagliate. Eppure questo concetto condiziona gli sviluppi per l’energia futura.

Il concetto dell’ecologia invece dovrebbe garantire a tutti gli uomini che vivono adesso o in futura la vivibilità del pianeta. Con questo concetto l’energia nel futuro segue vie diverse da quelle attuali.

L’ecologia include concetti di sicurezza contro incidenti e attacchi.

L’ecologia va imposta per legge, altrimenti…..
· Economicità
L’economicità va valutata senza le falsificazioni del mercato come il costo dei diritti di emissione dell’anidride carbonica e senza sovvenzioni.
Energia non concorrenziale non troverà acquirenti.

Petrolio
Disponibilità: La disponibilità della risorsa petrolio finirà. Tra circa 50 anni. Nei prossimi decenni occorre prepararsi a sostituirlo.
L’energia prodotta con derivati del petrolio:
Con motori diesel: Disponibilità istantanea, perfetta.
Con turbine a gas, la produzione si adegua al fabbisogno nel giro di minuti
In stazioni termoelettriche con turbine a vapore: Adeguamento nel giro di ore
Come carburante di automobili e aerei: L’unica che è disponibile e dà autonomia.
Ecologia Oggi gli idrocarburi derivati dal petrolio sono sotto accusa per un notevole contributo all’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera. I modelli che considerano l’attuale concentrazione troppo alta hanno portato a previsioni sbagliate. La riduzione delle emissioni di anidride carbonica imposta dal protocollo di Kyoto è inutile.
Il vero inquinamento da petrolio era causato dal contenuto di zolfo. Sorgente di anidride solforosa e di seguito di acido solforico nell’aria. Causa di piogge acide con conseguente morte di alberi. Problema risolto. Dal gasolio lo zolfo viene rimosso. E’ rimasto il problema della propulsione navale. Il carburante usato contiene il 3,5% di zolfo. Il futuro è anche per questi utilizzatori un idrocarburo senza zolfo. Questione di leggi.
L’attuale concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera va bene. La ricerca deve stabilire il limite. Un aumento porterebbe a vantaggi per le piante e per l’agricoltura.
Quando e se sarà troppa, occorre catturare l’anidride carbonica e riciclarla in impianti di fotosintesi che creano in maniera più o meno diretta nuovi idrocarburi, che restano il mezzo ideale per lo stoccaggio e il trasporto di energia.
Idrocarburi resteranno il carburante per le automobili. Quelle elettriche hanno un’autonomia insufficiente.
Nelle automobili sarà più difficile catturare l’anidride carbonica, ma forse non impossibile. Occorre mirare su automobili che ne producano di meno. 60 kW di potenza sono più che buoni. L’energia delle frenate va ricuperata. L’automobile è un mezzo di trasporto, non un giocattolo. Non dev’essere inutilmente grande o potente.
Per gli aerei il recupero dell’anidride carbonica risulta impossibile. Forse occorre limitare il traffico aereo. Durante l’eruzione del vulcano in Islanda si è visto che molti viaggi possono essere sostituiti da videoconferenze.
Economicità L’energia su base del petrolio è economica. Sopporta una tassazione elevatissima.
Carbone
Disponibilità: Si stima che le riserve di carbone durino, all’intensità di utilizzo attuale, più di mille anni. In altre parole: per il futuro prossimo c’è. Se finisce tra 1000 anni, questo non presenta un criterio per limitare l’utilizzo attuale.
Ecologia I depositi di carbone si sono formati tramite la fotosintesi nel giro di diecine o centinaia di milioni di anni dall’anidride carbonica nell’atmosfera. Se riportiamo questa quantità di anidride carbonica nell’atmosfera tramite la combustione delle riserve di carbonio, è meglio che conosciamo prima i meccanismi di eliminazione tramite fotosintesi e tramite solubilizzazione nel mare. E’ meglio che conosciamo in maniera attendibile l’effetto serra causato dall’anidride carbonica. Ed è meglio che conosciamo il valore ottimale della concentrazione nell’atmosfera.
Alla lunga forse il carbonio non va consumato in mille anni, ma sostituito da idrocarburi ottenuti con la fotosintesi dall’energia solare. Sarebbe una sostituzione di un’energia fossile con un’energia rinnovabile, senza però modificare i metodi di trasformazione in energia elettrica o altro.
Economicità Il carbone è economico. La concorrenzialità però è artificialmente modificata per il costo dei diritti di emissione di anidride carbonica.
Gas naturale
Disponibilità :Se si include il metano da idrato di metano dal fondo del mare, la disponibilità c’è per migliaia di anni.
Comodamente sfruttabile in tutti i metodi termici. Sfruttabile per la generazione di idrogeno che può produrre energia elettrica a rendimento altissimo.
Ecologia Produce anidride carbonica, ma meno del carbone e degli idrocarburi.
Quando l’anidride carbonica nell’atmosfera raggiungerà il limite ammissibile, si dovrà raccogliere l’anidride carbonica e usarla per la fotosintesi.
Economicità E’ un mezzo molto economica per il trasporto e la trasformazione dell’energia. Dato che è un gas, ci sono limiti di stoccaggio. Il costo attuale è dovuto più a speculazioni e tassazione che a costo di estrazione e trasporto.
Energia idroelettrica
Disponibilità Si adegua in maniera istantanea alle necessità di utilizzo. Quantitativamente lo sfruttamento è alla saturazione. Possibilità di aumento scarse.
Ecologia Non produce nessun tipo di inquinamento
Pericolosità: Qualcuno sostiene che sarebbe più pericolosa dell’energia nucleare. Ma questo fa parte della metodologia della lobby nucleare.
Le dighe si prestano a attacchi terroristici. Le conseguenze però non sarebbero mondiali e a lungo termine come sarebbero le conseguenza di attacchi terroristici a centrali nucleari.
Economicità Costa poco, ma non ce n’è abbastanza.
Biogas
Disponibilità Attualmente disponibile in quantità modeste. Idoneo per riscaldamento e per produzione di energia elettrica con turbine a gas con un adeguamento al consumo nel giro di ore
Può sfruttare risorse quantitativamente enormi come i rifiuti, la paglia, le foglie cadute degli alberi.
Ecologia Usa sostanze che altrimenti producono anidride carbonica per decomposizione. Non è inquinante e neutra per l’anidride carbonica.
Economicità Probabilmente concorrenziale anche senza sovvenzioni. Siamo in fase di avviamento con sovvenzioni.
Nucleare
Disponibilità Le centrali attuali sono basate sulla fissione dell’uranio 235. L’uranio con costi di estrazione ragionevoli finisce tra circa 60 anni.
Con reattori convertitori veloci si può arrivare a sfruttare la maggior parte dell’uranio 238, trasformandolo in plutonio. L’uranio 238 fa il 99,3% dell’uranio naturale. La disponibilità diventerebbe effettivamente illimitata. I reattori convertitori veloci in passato sono stati giudicati troppo pericolosi. Il Giappone ha fermato un prototipo di convertitore veloce 15 anni fa ma l’ha rimesso in funzione in maggio 2010.
Le centrali nucleari sulla base di fissione possono variare la potenza solo lentamente, dallo 1% al 3% al minuto e non devono scendere sotto il 30 % della potenza massima. Variazioni più veloci sono pericolose. Questi reattori sono idonei solo per l’energia di base, costante. Tradizionalmente la potenza di centrali nucleari non veniva variata affatto. Sviluppi recenti mirano a una variabilità più veloce.
La Francia ha troppa energia nucleare. La conseguenza è che svende l’energia elettrica quando la produzione supera il fabbisogno.
Reattori nucleari si possono costruire sulla base di torio 232, che viene trasformato in uranio 233. Il torio 232 sulla terra c’è circa quattro volte di più rispetto all’uranio. L’utilizzo sarebbe quasi totale. La disponibilità effettivamente infinita.
La fissione degl isotopi dell’idrogeno deuterio e trizio viene sviluppata da 50 anni. Finora nessun impianto ha prodotto più del 40% dell’energia necessaria per farlo funzionare. E’ meglio non contare sulla disponibilità.
Se funzionasse la disponibilità sarebbe infinita.
La fusione fredda non funziona.
Ecologia Le scorie altamente radioattive prodotte dai reattori nucleari attualmente, secondo la quantità di energia elettrica prodotta, sono 196 000 tonnellate. Calcolate con un “burn up” di 40 GWD/t (Giga Watt Day per tonnellata di Uranio metallico).
Le scorie possono essere usate da terroristi per la produzione di bombe sporche (esplosivo tradizionale che viene usato per disperdere le sostanze radioattive).
La quantità di scorie esistente può rendere la terra non più abitabile.
Dobbiamo essere sicuri che per circa 100 000 anni queste scorie non vadano in mano a malintenzionati.
Abbiamo il problema di stoccaggio delle scorie. (da una tesi di dottorato dell’università di Padova, di Marco Calviani, 2009). Fino a 1000 anni è prevedibile la tenuta di soluzioni ingegneristiche. Per dopo occorrono siti geologicamente sicuri. Il problema non è stato risolto.
Per almeno 100 000 anni dobbiamo essere sicuri che le scorie non vengano affondate nel mare. Il sospetto è che sia già successo.
I reattori di quarta generazione dovrebbero “trasmutare” le scorie a vita lunga cioè gli transuranici nettuno, plutonio, americio e curio in scorie con radioattività tipo beta, a vita molto più breve e ridurre il tempo di stoccaggio sicuro a solo qualche migliaio di anni. Ma è ancora incerto se i reattori di quarta generazione sono fattibili.
Reattori al torio producono scorie transuraniche in quantità estremamente minore. Il problema dello stoccaggio delle scorie sarebbe molto più modesto. Basta metterle via per qualche millennio. (e’ più facile scrivere una garanzia per mille anni che una garanzia per tre anni)
La sicurezza delle centrali nucleari è una questione di credibilità.
Negli anni sessanta i massimi esperti hanno sviluppato teorie della sicurezza dei reattori nucleari. Il risultato era che il primo incidente serio poteva succedere al più presto tra diecimila anni. I trent’anni successivi hanno dimostrato che queste teorie erano perfettamente sbagliate.
Gli “esperti” sono quelli che trovano quello che gli viene detto di trovare. Altrimenti vengono sostituiti.
I reattori di seconda generazione erano “assolutamente sicuri”. Eppure i livelli di sicurezza dei reattori di terza generazione è “ulteriormente aumentato”.
Reattori del tipo convertitori veloci, in passato fermati o proibiti per eccesso di pericolosità tornano in vita. Il mondo è diventato meno sensibile.
Economicità Reattori nucleari producono energia elettrica al prezzo più basso di tutti. Premesso che il problema di stoccaggio delle scorie non sia considerato e premesso che i danni causati da incidenti non siano coperti da assicurazioni.
Per il problema delle assicurazioni c’è un’uscita: Per i danni “stocastici”, cioè soprattutto i tumori, che nascono in tempi anche remoti dagli incidenti non è dimostrabile il nesso causale con incidenti nucleari nei singoli casi. Con questo criterio risulta che l’incidente di Cernobil ha causato 50 morti, nessun ferito, nessun ammalato (Franco Battaglia su “il giornale”, aprile 2010). Assicurare i danni diretti è possibile.
Eolico
Disponibilità Disponibile solo quando c’è vento. Occorrerebbe un sistema di stoccaggio dell’energia elettrica, ma non c’è. Anche per questo servirebbe un sistema di stoccaggio sulla base di idrogeno.
Il vento nel mare del nord è quasi affidabile, 8 metri al secondo. Nel mediterraneo è meglio non contarci. Con una velocità media di 4 metri al secondo non si produce un gran che di energia.
Ecologia Non produce nessun tipo di inquinamento. Quelli sulla terra ferma sembra che uccidono un numero elevato di uccelli, che non sanno scansare oggetti così veloci. Sotto contestazione da ambientalisti.
Economicità La concorrenzialità senza sovvenzioni e senza la penalizzazione delle emissioni di anidride carbonica per i concorrenti è da dimostrare. Gli impianti finora installati hanno problemi di resistenza alla fatica e di durata.
Il dimensionamento non è quello per le condizioni d’esercizio, ma quello di sopravivenza al vento più forte.
Solare con pannelli fotovoltaici
Disponibilità Anche questo avrebbe bisogno di un sistema di stoccaggio di energia elettrica su base di idrogeno.
Ecologia Senza problemi
Economicità Senza sovvenzioni e senza penalizzazione delle emissioni di anidride carbonica per i concorrenti da dimostrarsi.
Potrebbe essere usata per l’autonomia energetica di strutture piccole, tipo villette o quartieri. Occorre risolvere il problema dello stoccaggio di energia con idrogeno. Ci sarebbe un notevole risparmio di infrastrutture per la distribuzione dell’energia elettrica.
Solare termico:
Disponibilità In confronto con il fabbisogno umano di energia l’energia solare è disponibile in quantità infinita. Come aree i deserti del mondo potrebbero essere usate senza alcun problema. Lo stoccaggio dell’energia viene risolto con sali fusi. Funziona, ma è poco efficace. 1 Megajoule per chilogrammo.
Ecologia Senza problemi
Economicità Da dimostrare. L’organizzazione “Desertec” ci sta provando. Il problema è che è nato dalla convinzione che le emissioni di anidride carbonica siano comunque dannose. L’economicità basata sul costo dei diritti di emissione di anidride carbonica potrebbe essere incerta nel futuro.
Solare con fotosintesi:
Disponibilità Quella dell’energia solare. Sarà la sostituzione del petrolio. Ci sono 50 anni di tempo per creare le strutture necessarie.
Come superfici utilizzabili ci sono i deserti del mondo
Ecologia Permette di riciclare l’anidride carbonica, trasformandola da scarto indesiderato in materia prima importante.
Economicità Gli impianti saranno semplici.
In confronto con altri metodi di sfruttamento dell’energia solare risolve in maniera economica il problema di stoccaggio e trasporto dell’energia sulla base di idrocarburi o simili.
Con idrocarburi da fotosintesi automobili e aerei avranno un autonomia ragionevole anche dopo la fine del petrolio.
Idrogeno
L’idrogeno non è una fonte di energia primaria, ma è un mezzo efficace di trasporto e stoccaggio di energia. Può essere prodotto da energia solare tramite l’elettrolisi dell’acqua, o da reforming del metano, o con centrali nucleari, o da carbone. Può essere usato per la produzione di energia elettrica con “fuel cell”. Rendimento: intorno al 90%. Può essere usato in turbine a gas o motori a scoppio.
Una pipeline progettata per metano, se viene usata per idrogeno porta quattro volte più energia. L’idrogeno ha una contenuto energetico specifico superiore e una viscosità più bassa.

Elmar Pfletschinger