Meteo

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Major Stratospheric Sudden Warming – January 7, 2013, showing the breakdown of the polar vortex into three smaller vortices

Questa è la pagina di NIA dedicata alla Meteorologia, non avete vincoli regionale ne nazionali, si parla di tutto il Mondo indistintamente

Allegate pure le immagini dei principali modelli , sbizzarritevi in previsioni più o meno lunghe, ed ovviamente sarà più che gradito anche il nowcasting!

Infine allego un ottimo link con tutti i principali indici teleconnettivi:

http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3

Simon


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14.746 pensieri su “Meteo

  1. FabioDue,

    Stamattina sia GFS che ECMWF confermano quanto sopra: per i prossimi 10 giorni almeno non si intravvedono né ondate di freddo tardive, né ondate di caldo precoci, ma la tipica variabilitá primaverile, con alternanza di pertirbazioni e rimonte anticicloniche, pare temporanee.

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  2. FabioDue:
    FabioDue,

    Stamattina sia GFS che ECMWF confermano quanto sopra: per i prossimi 10 giorni almeno non si intravvedono né ondate di freddo tardive, né ondate di caldo precoci, ma la tipica variabilitá primaverile, con alternanza di pertirbazioni e rimonte anticicloniche, pare temporanee.

    Finalmente un pò di normalità e dinamicità stagionale senza eccessi..

      (Quote)  (Reply)

  3. jack1973:
    FabioDue,

    Cosa ne pensi di questo articolo?

    http://www.meteogiornale.it/notizia/46516-1-el-nino-potrebbe-a-sorpresa-tornare-quali-le-ripercussioni

    L’articolo dice un po tutto: al momento le previsioni dicono Niño, ma presentano una elevata dispersione, dunque occorre attendere almeno maggio inoltrato.

    Aggiungo che un Niño marcato non sarebbe la condizione ideale per avere un prossimo inverno freddo e nevoso, anche con QBO negativa.

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  4. OT, ma non troppo, sul Sole: attivitá in costante declino, ma il minimo, e quindi la transizione di ciclo, appaiono ancora lontani. A tale proposito, si osserva come la media del sunspot number in questo scorcio del 2017 sia piú o meno la stessa della prima parte del 2005. Tuttavia, il solar flux (che invece é una misura) é di molto inferiore a quello del 2005. Quindi i casi sono due: o le macchie attuali sono diverse, nella loro natura, rispetto a quelle del 2005, oppure si sta sovrastimando il sunspot number.

    La mia opinione? Forse anche il secondo, ma nessuno lo ammetterá mai, peró credo sia soprattutto il primo caso: sbaglieró, ma a sensazione mancano piú di 3 anni e mezzo al minimo; nella prima metá del 2005 mancavano tre anni e mezzo, in effetti.

    Perché? La diversa natura tra il ciclo 23 ed il 24, forse, dovuta credo alla maggiore “debolezza” delle macchie nel 24.

    Insomma, posso sbagliare ma mi aspetterei un transizione di ciclo lunga e tranquilla, con tanti giorni spotless e solar flux molto “piatto” molto a lungo.

    E quali saranno le conseguenze sul nostro clima? Confido che, complice finalmente una QBO negativa, giá dal prossimo inverno ce ne facciamo un’idea.

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  5. Ciao Fabio che le macchie solari siano sovrastimate e sovra conteggiate non è una novità, per le conseguenze sul clima non saprei più cosa dire gli scienziati russi ci dicono che saremmo dovuti andare incontro a un raffreddamento deciso già da un paio d’anni dall’altra ci sono gli americani che ci dicono che andremo incontro ad un riscaldamento catastrofico.

    Personalmente non saprei a chi credere e cosa pensare io guardo quello che capita nell’Europa occidentale quindi Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Germania e le Isole Britanniche ebbene quello che vedo è che non si assiste più a nevicate di una certa consistenza, da anni le perturbazione atlantiche quelle che portavano freddo, nevicate e piogge organizzate non si vedono più come pure le classiche rodanate sembrano essere sparite quelle che ci facevano vedere il generale Baroni, Bernacca e Caroselli i tre grandi che mi hanno iniziato alla meteorologia e che mi hanno fatto appassionare all’argomento.

    Quindi per quanto mi riguarda che faccia più freddo o più caldo non importa l’importante è che si ritorni alla normalità climatica quella che tiene pulite le nostre città da inquinanti di ogni tipo e soprattutto che finisca questa anomalia fatta di lunghi periodi siccitosi intervallati da tre quattro giorni di piogge alluvionali.

      (Quote)  (Reply)

  6. andrew:
    Ciao Fabio che le macchie solari siano sovrastimate e sovra conteggiate non è una novità, per le conseguenze sul clima non saprei più cosa dire gli scienziati russi ci dicono che saremmo dovuti andare incontro a un raffreddamento deciso già da un paio d’anni dall’altra ci sono gli americani che ci dicono che andremo incontro ad un riscaldamento catastrofico.

    Personalmente non saprei a chi credere e cosa pensare io guardo quello che capita nell’Europa occidentale quindi Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Germania e le Isole Britannicheebbene quello che vedo è che non si assiste più a nevicate di una certa consistenza, da anni le perturbazione atlantiche quelle che portavano freddo, nevicate e piogge organizzate non si vedono più come pure le classiche rodanate sembrano essere sparite quelle che ci facevano vedere il generale Baroni, Bernacca e Caroselli i tre grandi che mi hanno iniziato alla meteorologia e che mi hanno fatto appassionare all’argomento.

    Quindi per quanto mi riguarda che faccia più freddo o più caldo non importa l’importante è che si ritorni alla normalità climatica quella che tiene pulite le nostre città da inquinanti di ogni tipo e soprattutto che finisca questa anomalia fatta di lunghi periodi siccitosi intervallati da tre quattro giorni di piogge alluvionali.

    Condivido in pieno il pensiero di andrew… gli stravolgimenti climatici sono sotto gli occhi di tutti; ciò che mi preoccupa maggiormente è il lungo periodo di siccità che stiamo vivendo qui al nord che, come giustamente metteva in evidenza andrew, comporta anche un livello di inquinamento dell’aria decisamente alto.

    Sono anni che il sole è in fase di declino e sappiamo bene che il ciclo 24 è stato un ciclo debole ma, la domanda è: quanto incide sul clima della terra e, soprattutto, qual è il tempo di risposta del sistema oceani/atmosfera? Se ci vogliono 20 anni, come qualcuno dice, allora dobbiamo aspettarci almeno altri 10 anni di stagioni mediamente calde e siccitose, per “smaltire” tutta l’energia accumulata con i cicli 21-22-23…

    Siamo a marzo, per la miseria, i fiumi dovrebbero essere in piena in questo periodo… e, invece, dove ti giri vedi rigagnoli d’acqua in letti di fiume enormi… una volta, quando l’inverno era siccitoso, poi a fine febbraio, inizio marzo, c’era una svolta e arrivavano le precipitazioni che, anche se tardive, recuperavano un po’ tutto il perduto; oggi, non è così.. questo marzo addirittura è un disastro totale! Si prevedono almeno altri 10 giorni di HP azzorriano che sembra avere una forza spaventosa. La cosa che più mi ha impressionato, poi, sono stati i continui stravolgimenti dei modelli: ogni volta che prevedevano precipitazioni nel breve/medio periodo, all’improvviso cambiavano del tutto, stravolgendo quelle che erano le previsioni del giorno precedente!

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  7. jack1973,

    In realtá non sappiamo di preciso quali siano i tempi di risposta del sistema climatico terrestre alle sollecitazioni, come ad esempio le variazioni di attivitá solare: tale sistema é governato da fenomeni e da leggi che non conosciamo ancora completamente. La climatologia é tuttora una scienza di “frontiera”, suscettibile cioé di nuove scoperte, anche importanti.

    Sappiamo che il Sole ha attraversato una fase di attivitá molto sostenuta tra la fine degli anni 30 ed i primi anni del nuovo secolo.
    Sappiamo inoltre che esistono cicli terrestri (quello della PDO, o quello dell’AMO), che hanno una loro autonomia rispetto al resto.

    Quindi attendiamo con pazienza che gli effetti della bassa attivitá solare si verifichino.

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  8. FabioDue:
    jack1973,

    In realtá non sappiamo di preciso quali siano i tempi di risposta del sistema climatico terrestre alle sollecitazioni, come ad esempio le variazioni di attivitá solare: tale sistema é governato da fenomeni e da leggi che non conosciamo ancora completamente. La climatologia é tuttora una scienza di “frontiera”, suscettibile cioé di nuove scoperte, anche importanti.

    Sappiamo che il Sole ha attraversato una fase di attivitá molto sostenuta tra la fine degli anni 30 ed i primi anni del nuovo secolo.
    Sappiamo inoltre che esistono cicli terrestri (quello della PDO, o quello dell’AMO), che hanno una loro autonomia rispetto al resto.

    Quindi attendiamo con pazienza che gli effetti della bassa attivitá solare si verifichino.

    Si Fabio, il mio era uno sfogo… quando abbiamo avuto quelle due fasi invernali molto acute, anni fa, che hanno portato gelo e neve su gran parte dell’Europa, si è subito parlato di PEG…arriva la PEG! Ma dov’è questa PEG? Io sono 3 anni e mezzo che vivo qui a Mantova e posso fare bene il bilancio degli ultimi 3 inverni: il primo poco freddo ma umido e abbastanza piovoso, come l’autunno (anche durante l’estate c’erano state molte precipitazioni..); il secondo, umidissimo dicembre e gennaio (ho dovuto comprare l’asciugatrice perché gli indumenti si bagnavano ancora di più…) ma con poche precipitazioni… l’ultimo, si commenta da solo: dopo un autunno con scarsissime precipitazioni, l’inverno lo ha seguito alla grande…l’unica cosa più “normale” sono state le temperature di gennaio che, come sappiamo, sono state sicuramente le più basse degli ultimi anni… ma mi aspettavo precipitazioni tra febbraio e marzo: le mappe si commentano da sole! Un disastro totale… ieri passeggiavo lungo lo scaricatore del Mincio: il livello dell’acqua è bassissimo quando, invece, di questi tempi dovrebbe essere molto alto…

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  9. jack1973,

    Invocare la Piccola Era Glaciale, o viceversa un riscaldamento inarrestabile, per alcune stagioni anomale, é solo sensazionalismo o allarmismo.
    Significa non ricordarsi delle cause della PEG, l’unica che conosciamo bene, o di quelle dei periodi di caldo (come ad esempio l’epoca romana).

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  10. Ripeto, non possiamo sapere quando gli effetti della bassa attivitá solare si evidenzieranno e in che misura.

    Se peró puó interessare, il NOAA, per la seconda parte della primavera e la prima parte dell’estate, intravvede precipitazioni superiori alla norma con temperature nella norma.
    Non so se questo scenario si verificherá. Tuttavia segnala come la natura, prima o poi, compensi gli eccessi precedenti.

      (Quote)  (Reply)

  11. FabioDue:

    Se peró puó interessare, il NOAA, per la seconda parte della primavera e la prima parte dell’estate, intravvede precipitazioni superiori alla norma con temperature nella norma.
    Non so se questo scenario si verificherá. Tuttavia segnala come la natura, prima o poi, compensi gli eccessi precedenti.

    Speriamo Fabio, speriamo…

      (Quote)  (Reply)

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