Meteo

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Major Stratospheric Sudden Warming – January 7, 2013, showing the breakdown of the polar vortex into three smaller vortices

Questa è la pagina di NIA dedicata alla Meteorologia, non avete vincoli regionale ne nazionali, si parla di tutto il Mondo indistintamente

Allegate pure le immagini dei principali modelli , sbizzarritevi in previsioni più o meno lunghe, ed ovviamente sarà più che gradito anche il nowcasting!

Infine allego un ottimo link con tutti i principali indici teleconnettivi:

http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3

Simon


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16.133 pensieri su “Meteo

  1. FabioDue,

    Cmq se dovesse essere un ciclo simile al precedente o anche leggermente più intenso avremmo un secondo ciclo consecutivo con attività solare molto più bassa dei decenni precedenti, quindi dovrebbe iniziare un periodo di raffreddamento… le stagioni durante i grandi minimi, pur essendo ovviamente molto diverse da quelle di oggi dal punto di vista termico, alternavano periodi di lunga siccità ad ondate di gelo molto intense. In questo decennio abbiamo avuto nell’anno 2009/10 l’inverno più freddo degli ultimi 50 anni in Gran Bretagna, siccità prolungata per due anni e mezzo al Nord, due ondate di gelo eccezionali a distanza di appena sei anni e diversi inverni sotto media in U.S.A, potrebbero essere anche i primi segnali verso un’inversione di tendenza… certo occoreranno ancora anni e anni per smaltire il surplus di calore accumulato

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  2. FabioDue,
    Bisognerebbe studiare il tutto .. sembra proprio che non ci sia nulla di nuovo, ma comunque ci sia una sorta di dormienza per quanto riguarda il Sole.
    Sulla Terra sentiamo ciò che è stato, non ciò che è attuale.

    artax,
    FabioDue,

    Bisogna studiare tutta la situazione partendo da quei grafici. Spulciando nel sito, mi sono accorto che almeno sino ad Aprile del 2010 l’attività solare era diversa. In chiave ENSO poi a ruota su tutti gli altri modelli circolatori ed indici teleconettivi, qualcosa nel clima terrestre è cambiato. Se negli anni novanta abbiamo avuto un paio di inverni (forse tre) degni di nota. Nella decade duemila qualcosa si è mosso. Ovviamente condizionando l’inverno si può dire Poiché nella decade duemiladieci in avanti, abbiamo avuto in serie avvezioni. Tre colpi gelidi negli inverni 2012, 2017, 2018 (superato quindi di brutto gli anni novanta). Non contando poi annate (sempre nella decade duemiladieci) con avvezioni fredde importanti come nell’inverno 2010/2011 oppure 2009/2010. Cioè se prendiamo complessivamente le ultime due decadi, ciò che contraddistingue è un tipo di evento: il ritorno freddo invernale tardivo vedere 2003/2004 e 2004/2005 a minor modo il 2010/2011. Vediamo poi l’inverno 2017/2018 che resta dentro la finestra di Febbraio a mio avviso. Complessivamente attività tra Novembre/Dicembre e Febbraio, come può esserlo Dicembre 2009 o Febbraio 2013.
    Logicamente l’attività solare a mio avviso condiziona ENSO (zona 3+4) Poi per concludere, l’ultimo evento di El Nino bisogna considerlo dal 2012 in poi. Sinché non si alterano AMO e PDO, non ci saranno fossi gelati per mesi .. come dice Michele :) Quello che non torna ora, è un’anticiclone oceanico atlantico che sta involvendo su se stesso. Ma anche il contrasto oceanico sul Labrador, dove c’era una bella -10. Sento meno il freddo con una -10 in alta quota, rispetto queste termiche.. sono punti di vista, comunque…

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  3. Tempo fa, mi sembra Scafetta, parlava di un ciclo solare di circa 60 anni.
    Mi è venuto in mente quando è nevicato a Napoli esattamente 62 anni dopo l’ultima nevicata.
    Sarà un caso, o no?

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  4. A me pare che il sistema climatico una volta raggiunto un limite, tende ad essere statico. Cioè il clima mano mano che raffredda diventa più dinamico, viceversa durante un riscaldamento diventa poco movimentato.

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  5. La perturbazione è in ritardo di circa tre ore. Nel complesso inquadrata meglio da ECMWF. Si parla di giorni e di previsioni nel breve periodo e GFS non ha inquadrato del tutto la situazione. Osservando le corse modellistiche, è stato un susseguirsi delle fatidiche + 20 in quota 850 hPa lungo il Mediterraneo.

    Dopo una decade abbiamo ancora la presenza della depressione atlantica al largo del golfo di Biscaglia, mentre l’anticiclone delle Azzorre è risalito leggermente. Vortice atlantico dal comportamento del tutto analogo a quello di una LP semi-permanente.

    Per il resto la massa d’aria polare verso l’Europa è in previsione. Non è scontato sia di matrice artico-marittima. Tutto quello intuito da FabioDue e da molti di noi in questo blog sta per verificarsi. Da verificare invece, se colpirà direttamente la Penisola italiana o indirettamente. Oppure ci sfiorerà, andando a colpire per l’ennesima volta Francia e Gran Bretagna.

    Lontanamente su altri lidi si era parlato di inverno freddo, molti avevano riproposto un’andamento simile al 2017, altri indicato il mese di Gennaio.
    Sin dagli albori qui si è parlato di freddo tardivo e soprattutto di Febbraio e Marzo, ci siamo molto vicini.. direi vicinissimi..

    mario,
    Per il momento nessun preavviso, il vortice polare ha un comportamento ancora del tutto invernale (carico masse d’aria gelide). In senso termico sull’Europa, c’è una situazione che nelle scorse annate si è avuta anche durante Febbraio. Le precipitazioni sono in linea con la variabilità tipica del mese di Marzo.

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  6. Nuova possibile irruzione gelida tra 7-10 giorni sull’Europa. Ricomincia il balletto dei modelli per stabilire l’esatta traiettoria della colata gelida. Per ora, come la volta precedente, non sembra diretta verso l’Italia. Vedremo….

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  7. FabioDue,

    La QBO 50 è diminuita ancora mentre a 30 sta rallentando, vedremo se seristerá fino al prossimo inverno. Comunque questo indice è determinante a quanto pare. Il PAssaggio in negativo ha ribaltato la situazione

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  8. FabioDue,
    alessandro1,
    il CPC prevede il ritorno di el Niño dopo il primo semestre 2018. Ora bisogna studiarsi quanto sta accadendo in Atlantico. Anche se sarà una fase neutrale ENSO può essere preoccupante 😐
    Riguardo il decorso stagionale, NIA era sulla strada giusta.. Quando al termine dell’estate 2017 notava un possente promontorio subtropicale, innalzarsi verso la catena dei monti Urali. Riguardo ENSO si è accennato alla propagazione della fase negativa (la Niña) al termine di Gennaio. Il cambio di segno ENSO era avvenuto già da tempo. Mantenendo condizioni nel Dicembre 2017 di quasi neutralità..

    Quindi qualcosa non torna.. :) Anche perché durante un global cooling, PDO e le fasi ENSO quindi anche la QBO.. Direi che vanno a ramengo ..

    Per concludere, durante la prima decade di Marzo c’è stata una ripresa sulla concetrazione di massa glaciale sull’Artico. Per dettagli è ancora presto, ma un’altra cosa che sembra non centrare, è avvenuta sul Labrador.. dove è presente contrasto oceanico che consente discrete nevicate sull’altopiano ed il NE USA.

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  9. alessandro1:
    FabioDue,

    La QBO 50 è diminuita ancora mentre a 30 sta rallentando, vedremo se seristerá fino al prossimo inverno. Comunque questo indice è determinante a quanto pare. Il PAssaggio in negativo ha ribaltato la situazione

    Storicamente la QBO50 dura spesso, ma non sempre, 12 mesi e talvolta persino di piú. Vedremo….

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  10. Sandro,

    La previsione sull’ENSO per la seconda metá del 2018 vale poco in quanto deve superare la “barriera previsionale” primaverile. Sará piú attendibile tra maggio e giugno.

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  11. FabioDue,

    be, dopo l’ultimo evento fuori luogo di QBO positiva, non so se tornerà tutto alla normalità. Chissà che non salti fuori una super nina che indurrà due eventi di QBO negativa di seguito. Ormai è tutto sballato

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  12. Le prime corse deviano tutto oltre le Alpi.. Grafici GFS Ensemble che non sono altrettanto confortevoli. Al momento modelli fisico-matematici che sparano panzane..

    Penso sarà quasi la fotocopia dell’ultimo colpo gelido..

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  13. Le corse potrebbero essere stravolte in corso d’opera.. Qui si tratta di un calo improvviso di “latenza oceanica”, burian a 120 ore sulle Isole Britanniche. L’altopiano del Labrador sarà gelido e glaciale. Recupero sull’Artico in senso di concentrazione di massa glaciale. Più che caldo direi non è nevicato. Viste le alte pressioni polari persistenti formatesi in successione. Nevicherà la prossima estate, mentre al momento quel che è precipitato sull’altopiano canadese, consolida.

    Durante la prima decade marzolina, secondo previsione qua e là è nevicato sul Labrador e Groenlandia. Nel corso dell’inverno decisamente sulla Russia europea e Scandinavia..
    Tutto rispecchia un trend di raffreddamento emisferico.
    ENSO negativo che si sente … Per il resto non saprei, gli altri forecast muovono dinamiche buone solo per freddo sull’onda atlantica.

    FabioDue,

    GFS 00z vede due impulsi come a Febbraio, al momento la finestra prende in pieno l’ultima decade marzolina. Per il resto pare distendersi l’onda pacifica piuttosto che quella atlantica :) Tutto il forecast ha un senso, evidentemente il modello americano ha lanciato il sasso..

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  14. La fase gelida di fine febbraio inizio marzo ha portato l’attesa neve sugli Appennini, favoriti rispetto ad Alpi e Prealpi, come in ogni occasione di flusso da ENE. Peccato per il mancato episodio di addolcimento. Sarebbe bastata una dinamica un pò più invernale, ovvero con parentesi anticiclonica più duratura e flusso successivo meno occidentale e meno teso. Ma dopotutto siamo a marzo, e in primavera l’atmosfera è più vivace.
    Breve parentesi atlantica, ma ecco affacciarsi un nuovo cambio di circolazione, con dominanza di correnti settentrionali ed orientali, il tutto accompagnato da un calo fisiologico delle dinamiche del VP troposferico. Le ondulazione del flusso polare si fanno via via più incisive e complesse, a mano a mano che gli strati superiori si riscaldano. Tutto favorisce la tipica instabilità primaverile che, come accennato a fine gennaio, si annuncia più fredda del normale. Seconda metà di marzo con dinamiche invernali su buona parte del continente, grazie anche ad un Nord Atlantico in progressivo raffreddamento a partire da metà febbraio. Non si esclude la possibilità di blocchi anticiclonici duraturi ed una NAO in calo proprio in direzione del fine-mese.

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  15. Buonasera a tutti…ho postato questa notizia da un sito conosciuto secondo me anche per le fregnaccie che dicono…..volevo sapere da voi esperti cosa ne pensate di questo articolo credibile o spazzatura…grazie anticipatamente e a tutti per le risposte.

    La stagione estiva è ancora distante, ma in questi tempi si stanno accendendo importanti discussioni a livello mondiale sulla possibile evoluzione dei mesi caldi sull’Europa. La nostra tendenza sui mesi estivi non si basa solo ed esclusivamente sull’analisi a lungo termine delle previsioni del modello ECMWF, ma anche su altri fattori con il monitoraggio delle anomalie termiche presenti in sede pacifica. El Nino, a differenze de La Nina, è un’anomalia termica positiva delle acque superficiali presenti nell’Oceano Pacifico: le proiezioni a lungo termine indicano una sua assenza, dopo quasi due anni di attività. Inoltre, il possente strat-waming verificatosi tempo fa, potrebbe condizionare anche la stagione primaverile, rendendola più fresca e piovosa. Le analisi a lungo termine del modello europeo indicano, nel loro ultimo aggiornamento, temperature leggermente al di sopra delle medie stagionali e precipitazioni nella norma: unendo i vari parametri, possiamo attenderci un’estate piuttosto calda, ma con frequenti temporali frutto di una certa dinamicità in sede atlantica, con una minore durata nel tempo di correnti calde portate dall’ingombrante anticiclone africano. Nel corso dei prossimi giorni, sarà nostra cura aggiornare questa tendenza.
    Team iLMeteo.it

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  16. Si sta ripresentando l’intera dinamica del mese di Febbraio. Nel mese scorso, una dinamica invernale spalmata sull’intera mensilità.
    Al momento si parla di colpo invernale tardivo, nel corso dell’ultima decade di Marzo. Osservando il trend dei modelli fisico-matematici, si può supporre, che il prossimo ingresso gelido colpirà in larga parte oltre le Alpi.. Verso la Penisola iberica, in pieno Francia e Gran Bretagna. Oltre vediamo un nucleo polare presente sul NE Europa.

    *La poca attendibilità delle corse modellistiche non ci mette a pieno in sicurezza.. Possibile freddo del tutto invernale su parte dell’Italia.

    Quindi in conclusione, sono possibili altri colpi invernali di tutto rispetto. Un terzo ingresso di burano verso l’Europa, si affaccia verso la prima decade di Aprile.
    Al momento se la vedranno male Francia e Spagna, ma comunque si tratterà di un ritorno invernale di tutto rispetto sulla Penisola italiana. Senza escludere un ingresso di aria fredda ed instabile dalla Valle del Rodano.
    In pratica ritorno delle nevicate a basse quote, localmente al piano in Val Padana.

    Loris,
    Penso che primavera fresca sia un eufemismo.. :)

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  17. Interessante i ritorni del burian, quando si dice marzo pazzerello, però oggi sul sistema pre-alpino all’altezza del lago d’Iseo si sta sudando al sole.

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