Dal 2000 gli esseri umani hanno emesso il 30% del totale di CO2, ma non c’è nulla da mostrare con questo…

Ok.. il grafico postato sopra fa riferimento al 2014… ma se per un attimo togliamo il grande El Nino registrando in quest’ultimi mesi, la forte fase positiva della QBO, il ciclo solare nella sua fase più stabili (il post massimo), credo che le parole e i numeri presentati in questo recente articolo (pubblicato nel blog di Jo Nova) assumano un peso ed un significato molto interessante…

….

La “pausa nelle crescita della temperatura globale è in pista da quasi 19 anni. Ma un enorme 30% di tutte le emissioni umane prodotte da combustibili fossili, è uscito dal 2000. Quasi il 40% di tutte le emissioni è partito dal 1990.

Questa è tutta la CO2, e niente viene mostrato con essa. La metà di tutte le emissioni umane da “inquinamento da carbonio si sono verificate dal 1987.

Ecco la tabella che riporta il calcolo utile delle emissioni umane dal 1751 – 2014. La prossima volta che avete bisogno di sapere qual è la percentuale della totale emissione umana di CO2 emessa, per esempio, il Mercoledì delle Ceneri, durante il ciclone Tracy, o al tempo di Napoleone, o qualsiasi altra cosa, questo è la tabella di cui avete bisogno.

Quando sentirete parlare che la prossima estate è la più calda dal 1939, qui sotto trovate la tabella che vi dice quali erano i livelli di CO2 nel 1939.

 Year Law Dome* Cumulative % of Emissions^   Year Law Dome* Cumulative % of Emissions^   Year Law Dome* Cumulative % of Emissions^   Year Law Dome* Cumulative % of Emissions^
  ppm %   ppm % ppm % ppm %
1751 277 0.0 1818 284 0.1 1884 291 1.5 1950 311 15.4
1752 277 0.0 1819 284 0.1 1885 291 1.6 1951 312 15.9
1753 277 0.0 1820 283 0.1 1886 291 1.7 1952 312 16.3
1754 277 0.0 1821 283 0.1 1887 292 1.7 1953 312 16.8
1755 277 0.0 1822 283 0.1 1888 292 1.8 1954 313 17.2
1756 277 0.0 1823 283 0.1 1889 293 1.9 1955 314 17.7
1757 277 0.0 1824 283 0.1 1890 293 2.0 1956 314 18.3
1758 277 0.0 1825 283 0.1 1891 294 2.1 1957 315 18.8
1759 277 0.0 1826 283 0.1 1892 294 2.2 1958 315 19.4
1760 277 0.0 1827 283 0.1 1893 295 2.3 1959 316 20.0
1761 277 0.0 1828 284 0.1 1894 295 2.4 1960 316 20.6
1762 277 0.0 1829 284 0.1 1895 296 2.5 1961 317 21.3
1763 277 0.0 1830 284 0.1 1896 296 2.6 1962 317 21.9
1764 277 0.0 1831 284 0.2 1897 296 2.7 1963 318 22.6
1765 277 0.0 1832 284 0.2 1898 296 2.8 1964 318 23.4
1766 277 0.0 1833 284 0.2 1899 296 2.9 1965 319 24.2
1767 277 0.0 1834 284 0.2 1900 296 3.0 1966 320 25.0
1768 277 0.0 1835 284 0.2 1901 296 3.2 1967 321 25.8
1769 277 0.0 1836 284 0.2 1902 296 3.3 1968 322 26.7
1770 277 0.0 1837 284 0.2 1903 297 3.5 1969 323 27.6
1771 277 0.0 1838 284 0.2 1904 297 3.6 1970 324 28.6
1772 278 0.0 1839 284 0.2 1905 297 3.8 1971 325 29.7
1773 278 0.0 1840 284 0.2 1906 298 4.0 1972 326 30.8
1774 278 0.0 1841 284 0.2 1907 298 4.2 1973 327 31.9
1775 278 0.0 1842 285 0.2 1908 299 4.3 1974 329 33.0
1776 278 0.0 1843 285 0.2 1909 299 4.5 1975 330 34.2
1777 278 0.0 1844 286 0.3 1910 299 4.7 1976 331 35.4
1778 278 0.0 1845 286 0.3 1911 300 4.9 1977 332 36.6
1779 278 0.0 1846 286 0.3 1912 300 5.2 1978 333 37.9
1780 278 0.0 1847 287 0.3 1913 300 5.4 1979 335 39.2
1781 278 0.0 1848 287 0.3 1914 301 5.6 1980 336 40.5
1782 278 0.0 1849 287 0.3 1915 301 5.8 1981 337 41.8
1783 278 0.0 1850 287 0.3 1916 302 6.0 1982 339 43.1
1784 278 0.0 1851 287 0.3 1917 302 6.3 1983 340 44.3
1785 279 0.0 1852 287 0.4 1918 303 6.5 1984 342 45.6
1786 279 0.0 1853 287 0.4 1919 303 6.7 1985 343 47.0
1787 279 0.0 1854 287 0.4 1920 303 6.9 1986 345 48.4
1788 279 0.0 1855 286 0.4 1921 304 7.1 1987 346 49.8
1789 280 0.0 1856 286 0.4 1922 304 7.3 1988 348 51.3
1790 280 0.0 1857 286 0.4 1923 304 7.6 1989 349 52.8
1791 280 0.0 1858 286 0.5 1924 304 7.8 1990 351 54.3
1792 281 0.0 1859 286 0.5 1925 305 8.1 1991 352 55.8
1793 281 0.0 1860 286 0.5 1926 305 8.3 1992 354 57.4
1794 281 0.0 1861 286 0.5 1927 305 8.6 1993 355 58.9
1795 281 0.0 1862 286 0.5 1928 306 8.8 1994 356 60.4
1796 282 0.0 1863 286 0.6 1929 306 9.1 1995 358 62.0
1797 282 0.0 1864 286 0.6 1930 307 9.4 1996 360 63.7
1798 282 0.0 1865 286 0.6 1931 307 9.6 1997 361 65.3
1799 282 0.1 1866 287 0.7 1932 307 9.8 1998 363 66.9
1800 283 0.1 1867 287 0.7 1933 308 10.0 1999 365 68.6
1801 283 0.1 1868 287 0.7 1934 308 10.3 2000 367 70.2
1802 283 0.1 1869 288 0.8 1935 308 10.5 2001 369 72.0
1803 283 0.1 1870 288 0.8 1936 309 10.8 2002 371 73.7
1804 283 0.1 1871 288 0.8 1937 309 11.1 2003 373 75.5
1805 284 0.1 1872 289 0.9 1938 310 11.4 2004 375 77.4
1806 284 0.1 1873 289 0.9 1939 310 11.7 2005 377 79.4
1807 284 0.1 1874 289 1.0 1940 311 12.0 2006 379 81.5
1808 284 0.1 1875 290 1.0 1941 311 12.3 2007 381 83.6
1809 284 0.1 1876 290 1.1 1942 311 12.7 2008 383 85.8
1810 284 0.1 1877 290 1.1 1943 311 13.0 2009 384 88.0
1811 284 0.1 1878 290 1.2 1944 311 13.4 2010 387 90.3
1812 284 0.1 1879 290 1.2 1945 311 13.6 2011 389 92.6
1813 284 0.1 1880 290 1.3 1946 311 14.0 2012 391 95.0
1814 284 0.1 1881 290 1.3 1947 311 14.3 2013 394 97.5
1815 284 0.1 1882 290 1.4 1948 311 14.7 2014 396 100.0
1816 284 0.1 1883 290 1.5 1949 311 15.0
1817 284 0.1
(*) Il livello di CO2 da Law Dome in ppm al 2004 (quando la serie si conclude), quindi il livello di CO2 a Mauna Loa (che inizia nel 1959) meno 2,85 ppm (la differenza media tra Maunu Loa e Law Dome per il periodo 1995-2004).

(^) Informazioni dell’anidride carbonica da Analysis Center (CDIAC), presso il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE), che danno totale delle emissioni umane stimate dal consumo di combustibili fossili e la produzione di cemento (non include disboscamento, che è probabilmente meno del 10% dell
e emissioni CDIAC).

Fonte : http://joannenova.com.au/2016/01/since-2000-humans-have-put-out-30-of-their-total-co2-but-there-is-nothing-to-show-for-it/

 

Dicembre 2015 : Dati del CNR e le pere e i pomodori in alta Toscana

Era in ritardo … ma finalmente adesso è online. Da pochi giorni è uscito il consueto report mensile sul clima in Italia.

Questi sono i Dati del CNR, sono quindi le anomalie ufficiali Italiane e sono calcolate basandosi sulla rete AM/Enav integrando anche gli osservatori più antichi sparsi per la penisola, la media di riferimento è la 71-00 utilizzata ufficialmente anche dell’Aeronautica e che dal 2011 è divenuta quella ufficiale anche per l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ( OMM ).

Anomalie Precipitazioni Dicembre 2015  : Il mese chiude con un deficit del 91% ed è il mese di Dicembre più secco dal 1800.

Anomalia temperatura mese di Dicembre 2015 : Il mese chiude con una anomalia significativa di +1.57°C ed è il quarto mese di Dicembre con la temperature significativa più alta dal 1800.

Una finta primavera con susini in fiore e pomodori pronti

Massa Carrara, con le temperature alte dei mesi scorsi la natura è impazzita. Coldiretti: «Piante hanno saltato il normale riposo invernale»

MASSA CARRARA. Susini già in fiore e pomodori in tavola. È il pazzo inverno all’ombra delle Apuane dove il freddo, arrivato con qualche settimana di ritardo, ha lasciato spazio a temperature decisamene fuori stagione che hanno mandato “fuori giri” anche la natura.

La foto non lascia adito a nessun dubbio: la pianta di susine di Paolo Caruso, agricoltore massese protagonista dei mercati di Campagna Amica di Coldiretti, ha già fiorito. In anticipo di qualche mese.

Ma anche i pomodori di Marco Bonotti, imprenditore agricolo titolare della fattoria centenaria di Carrara, che come Paolo anima i mercati esclusivi degli agricoltori in Piazza Matteotti e in Piazza Finelli, ad Avenza, sta raccogliendo ancora i pomodori.

Sono gli effetti indesiderati delle temperature anomale delle ultime settimane raccolti a Coldiretti. La finta primavera, con la colonnina di mercurio che avevano toccato addirittura i 17 gradi nelle scorse settimane, stanno mandando fuori giri il ciclo vegetativo delle piante “persuase” a sbocciare prima del tempo. Nella prima decade di gennaio – spiega Coldiretti – si è infatti registrata in Provincia una temperatura minima media di +3,6 e la massima di +1 dopo un mese di dicembre con una anomalia di +4,8 gradi, secondo i dati Ucea.

Il 2015, che si è appena concluso, è stato l’anno più caldo dal 2008 con minime a 9 gradi e massime fino a 15,4 gradi. «Questa situazione – spiega Vincenzo Tongiani, presidente Coldiretti Massa Carrara – ha ingannato le piante e il perché è presto detto: non sono entrate nel normale riposo invernale continuando il ciclo vegetativo e anticipando anche di due, tre mesi il rigonfiamento delle gemme che precede la fioritura».

A preoccupare gli agricoltori è il repentino calo delle temperature che sta già interessando la costa e la Lunigiana che potrebbe danneggiare le gemme impedendo la fioritura e la futura produzione con ingenti danni economici per le imprese.

A rischio soprattutto la frutta rossa come duroni, ciliegie e susine. Al contrario – precisa Coldiretti – sono attesi effetti positivi per fermare le forti infestazioni degli insetti patogeni che rischiano di proliferare per effetto del caldo fuori stagione. «Per non creare problemi – conclude Tongiani – la colonnina di mercurio dovrebbe scendere lentamente senza restare a lungo sotto lo zero mentre le precipitazioni non devono essere violente per poter essere meglio assorbite dal terreno».

Fonti :

http://www.isac.cnr.it/~climstor/climate_news.html

http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2016/01/22/news/una-finta-primavera-con-susini-in-fiore-e-pomodori-pronti-1.12820606?ref=fbfti

 

 

Strumenti della Nasa documentano una contrazione della Ionosfera terrestre

La missione C/NOFS, sta offrendo agli scienziati un nuovo strumento per le previsioni meteo spaziali. Lo strumento CINDI a bordo di C/NOFS studia specificatamente i principali elementi che influenzano il clima spaziale vicino all’equatore terrestre.

Le osservazioni fatte dagli strumenti della NASA a bordo di un satellite dell’Air Force hanno dimostrato che il confine tra l’atmosfera superiore della Terra lo spazio si è spostato straordinariamente a bassa quota. Queste osservazioni sono state fatte dal Coupled Ion Neutral Dynamics Investigation (CINDI), che è stato lanciato a bordo del satellite U.S. Air Force’s Communication/Navigation Outage Forecast System (C/NOFS), il 16 aprile, 2008.

La suite CINDI, che è stato costruita sotto la direzione di Rod Heelis dell’Università del Texas a Dallas, comprende sia sensori ionici che sensori neutri per le misurazioni delle variazioni di densità e derive neutre e ionici.

CINDI e C/NOFS sono state progettate per studiare i disturbi nella ionosfera della Terra che possono determinare un disturbo nei segnali di navigazione e comunicazione. La ionosfera è un involucro gassoso di particelle elettricamente cariche che circonda il nostro pianeta, ed è importante perché segnali Radar, onde radio, e sistemi di posizionamento globale possono essere disturbati da disturbi ionosferici.

La prima scoperta fatta dal CINDI è stata tuttavia quella di identificare una posizione della ionosfera, che non era quella prevista. Durante i primi mesi di attività, CINDI ha scoperto che la transizione tra la ionosfera e lo spazio è risultata essere a circa 260 miglia (420 km) di altitudine durante la notte e appena al di sopra di 500 miglia (800 km) durante il giorno. Queste quote erano straordinariamente basse rispetto ai valori più tipici di 400 miglia (640 km) rilevati durante le ore notturne e 600 miglia (960 km) durante il giorno.

L’altezza della transizione ionosfera/spazio è controllata in parte dalla quantità di energia ultravioletta estrema emessa dal Sole, e una ionosfera alquanto contratta si poteva anche prevedere, perché C/NOFS era stata lanciata durante il minimo nel ciclo di 11 anni dell’attività solare. Tuttavia, la dimensione della contrazione effettiva ha colto di sorpresa i ricercatori. In realtà, quando si è andati a controllare le registrazioni dell’attività solare, si è trovato che C/NOFS era stato lanciato proprio durante il minimo solare più tranquillo, da quando è cominciata l’era spaziale.

Questa circostanza straordinaria fornisce un’opportunità senza precedenti per studiare la connessione tra le dinamiche interne del Sole e la risposta dell’ambiente spaziale della Terra.

Fonte : https://tallbloke.wordpress.com/2015/12/16/nasa-finds-boundary-between-earths-ionosphere-and-space-is-shrinking/

Sole dormiente che sta per dormire

Spendiamo due parole…

Niente di nuovo sotto il Sole cari lettori di NIA. E questo credo che ve ne sarete resi conto anche voi…In primis, nessuna macchia solare dalla coalescenza magnetica interessante è in procinto di posizionarsi fronte Terra. Secondo, il flusso solare è in continua oscillazione intorno al valore di 100.

A spezzare la quiete solare troviamo i soli buchi coronali posizionati in prossimità delle due regioni polari. Corona hole, che attraverso l’azione del vento solare stanno generando deboli disturbi geomagnetici sul nostro pianeta.

Il ciclo solare si trova nella sua fase iniziale di discesa.

Come nota interessante, a breve, dovrebbe arrivare il nuovo aggiornamento su l’ipotesi L&P, in merito ad un possibile ripresa della flessione delle regioni solari.

In conclusione, credo che questa piattaforma (nei prossimi mesi) si troverà in seria difficoltà nel trovare nuova argomentazione (di natura solare) su cui parlare. Questa piattaforma accetta con estremo interesse suggerimenti, idee .. sul come passare i prossimi anni, nell’attesa di qualche macchia solare un pò più frizzantina. :smile: Intanto, il qui presente, è già al lavoro con il simulatore planetario, nel tentativo di identificare (prossimi mesi) quei possibili allineamenti/incroci planetari interessanti dai quali può scaturire una qualche singolarità EM (jump dei parametri solari) durante questa lunga discesa del ciclo solare SC24….

Step by step, ma adesso siamo in stand-by.

Michele

La neve in Italia – Seconda parte

Meteorologia della neve – La neve da raddolcimento

Nell’Europa centrale ed orientale, negli sterminati territori della Siberia, in gran parte del Canada e del Nord degli Stati Uniti, la maggior parte delle precipitazioni nevose, in inverno, sono determinate da fronti caldi recanti aria mite di origine marittima. Questo accade anche nei rilievi dell’Europa occidentale e nel Nord Italia. E’ la cosi detta neve da raddolcimento, “neige de redoux”, della letteratura francese.

Nelle Alpi, lo scenario meteorologico tipico durante il quale si hanno tali precipitazioni è il seguente: dopo alcuni giorni di tempo anticiclonico e freddo il cielo comincia a coprirsi da W con le nuvole tipiche dei fronti caldi: cirri, cirro-strati, alto-strati, nembo-strati, strati; la temperatura non cala bruscamente al tramonto come d’abitudine, ma resta mite per la quota e la stagione, le brezze si interrompono. Nella notte la neve comincia a cadere, e la nevicata può durare sino al mattino seguente ed oltre, se non si trasforma in pioggia. Poi il cielo si apre e si può talora godere di una splendida giornata di sole. Nevicate di raddolcimento si possono avere anche nelle pianure della Francia, in Belgio, in Olanda e dell’ Inghilterra se precedentemente si era creato un cuscinetto freddo in prossimità del suolo grazie ad un’invasione di aria polare da N-NW od artica da NE.

Fig.1 – Neve da raddolcimento in Francia per vento da W: 24-27 dicembre 1906 a sinistra, 24-26  dicembre 1965 a destra.Andamento indicativo della situazione barica (da  Ch. P. Péguy,  “La neige”.Presse Universitarie de France;  Paris 1968 )

Fig 2 – Neve da raddolcimento in Francia. Geopotenziale a 500 hPa ed isobare al suolo il 25-12-1965

La neve da raddolcimento nel Nord Italia

La neve da raddolcimento è la più frequente nella Valle Padana. Qui il cuscinettto freddo, generato dal raffreddamento, per irraggiamento notturno, dell’aria intrappolata tra Alpi ed Appennino, si crea molto facilmente in situazioni anticicloniche: Possiamo definire cuscino o cuscinetto freddo lo strato d’aria a contatto del suolo caratterizzato da inversione termica. Esso, a parità di altre condizioni , quali l’umidità (sfavorevole) e l’intensità della precipitazione (favorevole), è tanto più efficace ai fini della possibilità di avere neve al suolo quanto più riduce, nel grafico temperatura-quota, figure 4, 5, 6, l’area, compresa tra la curva e l’ asse delle coordinate Y passante per lo 0, al di sotto del livello dello zero termico, indicante una temperatura positiva. Ciò avviene in concomitanza di anticicloni termici piuttosto che dinamici perché quest’ultimi riscaldano molto l’aria in quota, innalzando conseguentemente il livello dello zero termico. La persistenza dei cuscinetti freddi a fronte dei flussi di aria tiepida meridionale aumenta da E a W e da N a S cioè allontanandosi dalla costa adriatica e dal versante meridionale delle Alpi (L’Appennino blocca pressoché totalmente l’influenza del Mar Ligure). Un secondo tipo di cuscinetto, di più rilevante spessore si può formare a seguito di un’invasione di aria fredda dai Balcani o dall’ Europa centrale.

L’aria mite è portata da depressioni centrate a W della Francia, sull’Inghilterra, sulla Francia centro-meridionale, sul Tirreno o sul Golfo Ligure (la celebre “Genoa Low”). In questi ultimi due casi le cadute di neve possono essere molto consistenti; ma nella pianura lombardo-veneta e nelle stesse Alpi orientali, talora anche sopra i 1000 m di quota, la precipitazione spesso si trasforma in pioggia a causa delle correnti sciroccali tiepide provenienti dall’Adriatico. Nel Piemonte, in particolare nel Cuneese, Alessandrino e nell’Oltre- Giogo ligure, viceversa la nevicata può continuare anche a bassissima quota sino al termine dell’evento perturbato.

figCiò è dovuto non solo alla già accennata maggiore persistenza del cuscino freddo che non viene rapidamente ridotto o smaltellato, ma anche, nel caso di depressioni da NW, a ragioni sinottiche (il ramo occidentale più freddo soprattutto in quota della depressione staziona più a lungo in queste regioni) e meteorologiche (le precipitazioni è normalmente intense per stau da E sulle Alpi occidentali e da NE sull’Appennino e questo porta un maggior raffreddamento dell’aria a temperatura positiva).

Quando il cuscinetto freddo è dovuto ad una precedente invasione da E o NE di aria artica può aversi neve anche in tutta la pianura padano-veneta ed in Liguria, come a metà gennaio 1985 (Fig.7 e 8) quando si registrarono accumuli di 50 cm nel Polesine e nella Romagna, 60 a Vicenza, 20 a Genova, più di 70 a Milano e 130 a Trento.

Se la depressione dall’alto Tirreno o dal Ligure si sposta nel medio-alto Adriatico, nel Golfo di Trieste si può generare la così detta Bora scura e le nevicate, anche se le temperature, prima dell’arrivo della perturbazione, non sono particolarmente basse, possono aversi ed abbondanti sul versante adriatico dell’Appennino centro-settentrionale, sulla pianura emiliana, veneta e romagnola. Con questo tipo di tempo, ad esempio, nell’inverno 2004 si sono avuti accumuli totali di 200 cm sui Colli Berici ed Euganei (a ca. 400 m di quota), alle spalle di Vicenza (complice l’effetto stau per venti da E) ancor di più nei Lessini. Viceversa, in tale situazione, nelle Dolomiti, sottovento, le precipitazioni sono normalmente modeste se non assenti.

Fig. 7 – Neve da raddolcimento in tutto il nord Italia (Liguria compresa) con Hp sulla Scandinavia e depressione sul Golfo di Genova. Isobare al suolo e geopotenziali a 500 hPa il 14 gennaio 1985

La neve da invasione fredda

Nella parte più occidentale d’Europa, Francia, Regno Unito, Spagna, le nevicate nel piano sono in gran parte dovute ad invasioni di aria polare marittima da N o da NW più raramente artica da E, NE, che avvengono soprattutto nel tardo inverno e nella prima parte della primavera. Tali invasioni possono essere pilotate tanto da depressioni scandinave che da alte pressioni situate sulle medesime zone od ancora più a nord. A seguito di tali irruzioni fredde il cambiamento delle condizioni termiche è brutale. Ad esempio nel contesto della situazione sinottica della Fig. 9 sul monte Ventoux, in Provenza, la temperatura è passata dai 3 C° il 17 aprile ai –10 C° il 20 dello stesso mese ed al Colle de la Porte, dopo 70 mm di pioggia, in 2 giorni caddero 50 cm di neve. In Bretagna le rare nevicate sono dovute a venti da Nord (neve di “Noroit”). Nel Galles, in Spagna ed in tutta l’Inghilterra. è quasi sempre il vento da NW che fa nevicare in pianura.

Fig. 9 – Pressione media al suolo nel periodo 17-20 aprile 1965(da Ch. P. Péguy, “La neige”. Presse Universitarie de France; Paris 1968 ). Neve da invasione d’aria fredda in Francia

La neve da invasione fredda in Italia

Le stesse perturbazioni da NW che portano la neve anche nel piano in Francia producono spesso depressioni sottovento nel Mar Ligure o nella Padania . Si possono così avere nevicate in pianura nell’Italia settentrionale (in particolare in Valle d’Aosta, Piemonte e nell’ovest Lombardia) talora anche nei rilievi della Toscana e del Lazio, se l’aria in arrivo è sufficientemente fredda. Ma le situazioni più frequenti per le nevicate da invasione fredda sono determinate da irruzioni di aria artica, continentale o marittima, convogliate da un anticiclone sulla Scandinavia, sulla Russia nord-occidentale o nei pressi della Groenlandia come si verificò il 5 gennaio 1985 che vide la neve a Roma ed a Venezia ed il giorno 8 dello stesso mese quando nevicò abbondantemente a Firenze e tutta la Toscana. A seguito di queste due irruzioni fredde si ebbero record secolari di temperatura negativa nell’Italia centro-settentrionale (-23 °C a Firenze Peretola, -29 °C in provincia di Bologna). La Fig. 10, riferita al 1° febbraio 1956, presenta la situazione sinottica più classica contraddistinta da una marcato anticiclone sulla Scandinavia e dallo stazionamento di una profonda depressione sul Meridione. In questo mese, con il gennaio 1985 ed il febbraio 1929, il più freddo del secolo, durante il quale tale conformazione fu molto persistente, nevicò in quasi tutta Italia con accumuli eccezionali nel Centro-Sud ed in Sicilia : 365 cm a Capracotta, 216 cm al Terminillo, 189 cm ad Avigliano,100 cm nelle Murgie,142 cm a Floresta. Ma anche più di 40 cm ad Imperia.

Fig. 10 – Neve da invasione fredda. Geoptenziale a 500 hPa ed isobare al suolo il 1° febbraio 1956

Fig. 12 – Isobare e precipitazioni nevose il 1° febbraio 1956 (dalla Pubblicazione n. 26 del Servizio Idrografico)

Ancora  copiose cadute di neve si possono avere nel Centro e nel Meridione a seguito di  irruzioni di aria polare marittima direttamente quadranti settentrionali, pilotate da depressioni sul Mare del Nord, sulla   Scandinavia o sull’Artico ad essa vicino. In tali casi però  il versante meridionale delle Alpi è di regola sotto vento con cielo sereno e può sperimentare il  foehn. Tali situazioni possono protrarsi per molti giorni se non per settimane come è successo nel gennaio 2005 (Fig. 13) con eccezionali accumuli  al Sud e siccità al Nord.

Fig. 13 – Bassa pressione sull’Artico scandinavo e sul Sud-Italia. Nevicate al Centro-Sud, bel tempo al Nord il 26 gennaio 2005

Nevicate sulla pianura padano – veneta ed in Romagna si possono avere invece, anche se con minore frequenza, per spostamenti retrogradi di depressioni in quota (gocce fredde) dall’Europa centrale o dai Balcani, pilotate da alte pressioni sulla Scandinavia o sulla Russia settentrionale, come si ebbe nel febbraio 1991 che portarono 20/25 cm di neve in Lombardia ,18 a Verona, 30 ad Udine, 60/70 nel Riminese (Figg. 14,15).

Fig. 14 – Neve per goccia fredda da E. Isobare al suolo e geopotenziale a 500 hPa, il 6-2-1991

Fig. 15 – Goccia fredda sull’Europa centrale e sul Nord Italia il 6-2-1991

Fonte : http://www.nimbus.it/liguria/rlm16/neve.htm