Questa revisione del sunspot number fa proprio comodo …. (NOTA : Perchè si sono dimenticati di tracciare la transizione fra il ciclo SC23/24 e il corrente SC24 ?)

Ricerche scientifiche indicano che il 65% delle persone riescono a ricordare un messaggio contenente immagini e testi, mentre solo il 10% riesce a ricordare quelle composte dal solo testo!

http://www.crearelogo.it/limportanza-della-comunicazione-visiva/

Il Sole scagionato

Un nuovo metodo di conteggio delle macchie solari mostra un’attività stabile negli ultimi 400 anni, in contrasto con l’aumento progressivo, frutto, pare, di un errore di calibrazione. Questo risultato mette in forte crisi l’ipotesi che vi sia una correlazione tra l’attività solare e i cambiamenti climatici osservati sul nostro pianeta. Il nuovo studio è stato presentato alla XXIX Assemblea Generale dell’IAU.

Il minimo di Maunder è il nome con cui si identifica un periodo che va dal 1645 al 1715, caratterizzato da uno scarso numero di macchie solari e da inverni molto rigidi. Questa correlazione ha portato a dedurre che ci potesse essere un legame tra attività solare e il cambiamento climatico. Fino ad ora vi è sempre stato un consenso generale circa l’aumento dell’attività solare negli ultimi 300 anni (a partire dalla fine del minimo di Maunder), con un picco nel tardo 20° secolo chiamato da qualcuno il Grande Massimo Moderno.

Questa tendenza ha portato a concludere che il Sole abbia svolto un ruolo significativo nei moderni cambiamenti climatici. Tuttavia, la discrepanza tra i conteggi del numero di macchie solari ottenute con due metodi differenti ha provocato negli anni delle controversie tra gli scienziati.

I due metodi di conteggio del numero di macchie solari si chiamano il Wolf Sunspot Number (WSN) e il Group Sunspot Number (GSN) e indicano livelli significativamente diversi di attività solare prima del 1885 e intorno al 1945. Il WSN è stato messo a punto da Rudolf Wolf nel 1856 ed è la tecnica più antica di conteggio delle macchie solari. Il metodo di basa sul numero di gruppi di macchie e sul numero di macchie all’interno di ogni gruppo. Nel 1994 sono stati sollevati i primi dubbi circa la validità del metodo WSN, poiché le limitazioni dovute ai telescopi più antichi rendono facile perdere di vista le macchie più piccole. A partire da queste considerazioni, nel 1998 è stato introdotto il metodo GSN, basato unicamente sul numero di gruppi di macchie, in grado di risalire fino ai dati raccolti da Galileo Galilei.

Un disegno del Sole realizzato da Galileo Galilei il 23 Giugno 1613 che mostra le posizioni e le dimensioni delle macchie solari. Galileo fu uno dei primi a osservare e registrare il numero e la forma delle macchie solari. Crediti: The Galileo Project/M. Kornmesser

Questi due metodi producono risultati molto diversi per i dati precedenti al 1885, inoltre il GNS mostra un andamento in continua crescita che parte dal 18° secolo e culmina nel 20° secolo, non confermato dal WSN. In generale, le discrepanze prodotte da questi due metodi e le loro possibili implicazioni su attività solare e cambiamenti climatici rendevano difficile pensare che potessero continuare a coesistere.

Il recente conteggio del numero di macchie solari è frutto del Sunspot Number Version 2.0, implementato da Frédéric Clette, Direttore del World Data Centre a Bruxelles, Ed Cliver del National Solar Observatory e Leif Svalgaard della Stanford University in California. Questo nuovo metodo confuta l’ipotesi che vi sia stato un Grande Massimo Moderno.

I risultati, presentati la scorsa settimana alla XXIX Assemblea Generale dell’Unione Astronomica Internazionale a Honolulu, rendono difficile spiegare i cambiamenti climatici osservati a partire dall’inizio del 18° secolo fino a tutta la rivoluzione industriale del 20° con un’influenza significativa da parte dell’attività solare. L’apparente tendenza al rialzo del numero di macchie tra il 18° secolo e la fine del 20° secolo è stata riconosciuta come frutto di un importante errore di calibrazione del Group Sunspot Number. Ora che questo errore è stato corretto, l’attività solare appare relativamente stabile dal 1700 ad oggi. Il numero di macchie solari è l’unica misura diretta dell’evoluzione del ciclo solare su più secoli ed è attualmente l’esperimento scientifico della durata più estesa in assoluto.

La nuova misura del numero di macchie solari fornisce un valore omogeneo, che comporta un’attività solare sostanzialmente costante negli ultimi 400 anni. I modelli di evoluzione del clima dovranno essere corretti tenendo conto del nuovo quadro delle variazioni a lungo termine dell’attività solare. Questo lavoro stimolerà nuovi studi sia in fisica solare, per quanto riguarda i modelli e le previsioni dei cicli solari, che in climatologia. Inoltre, potrà essere utilizzato per estrapolare decine di millenni di storia dell’attività solare a partire da carotaggi di ghiaccio e anelli degli alberi, aiutando a chiarire il ruolo svolto dal Sole nei cambiamenti climatici su scale temporali ancora più lunghe.

Lo studio di fatto rafforza l’opinione di quanti, la maggioranza ormai, imputa i cambiamenti climatici in atto come imputabili, quasi interamente, ad un effetto antropico, all’influenza dell’uomo sul pianeta e dovrebbe imporre un’accelerazione sulle politiche energetiche che portino ad un abbattimento delle emissioni nocive nell’atmosfera.

Fonte : http://www.media.inaf.it/2015/08/11/il-sole-scagionato/

………………..

Nota ripresa dal blog Tallbloke’s :

https://tallbloke.wordpress.com/2015/08/11/solar-hide-the-decline/

In questi ultimi anni si discute la pausa, per quanto riguarda la crescita delle temperature globali, lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento degli oceani, etc….

La questione : Perchè nel grafico del rivisto conteggio delle macchie solari si sono fermati al 1996 ? Perchè non è stato riportata la transizione fra il ciclo 23 e 24 e l’attuale progressione del corrente debole ciclo solare ?

L’originale :

L’osservazione riportata sul blog inglese :

Meditate gente ….

😉

 

Un minimo di Maunder decisamente discusso in questo 2015

Disegno di un gruppo di macchie solari osservate nel mese di agosto 1671, come pubblicato nel numero 75 della Philosophical Transactions, corrispondente al 14 agosto 1671.

Premessa

In questo 2015, l’indagine e lo studio sul conosciuto minimo solare del Maunder è tornato decisamente in auge. Due carte sono state pubblicate. A Febbraio, in una carta scientifica pubblicata da Zolotova & Ponyavin a titolo :  “Il Minimo di Maunder non è un grande minimo come sembrava essere”, si affermava che in detto periodo storico l’assenza delle macchie solari non era stata così totale come si pensava. A Maggio, l’accademico Vaquero e colleghi pubblicano una carta a titolo : Livello e durata della ciclica attività solare durante il minimo di Maunder, come dedotto statisticamente dall’ attività giornaliera”.  Adesso, abbiamo un terzo documento a prima firma Ilya Usoskin a titolo : Il minimo di Maunder (1645-1715) è stato davvero una grande minimo: Una rivalutazione da più datasets

Sommario dello studio

  • Obiettivi. Anche se il noto perido del minimo di Maunder (1645-1715) è conosciuto come un periodo di estremamente bassa attività solare, affermazioni recenti, mettono in discussione che l’attività solare in quel periodo potrebbe essere stata moderata o addirittura superiore rispetto a quella dell’attuale ciclo solare 24. In questa ricerca abbiamo rivisitato tutti i set di dati esistenti, sia diretti che indiretti, per valutare il livello dell’attività solare durante il minimo di Maunder.
  • Metodi. Discutiamo le asiatiche osservazioni delle macchie solari ad occhio nudo, le osservazioni solari con i telescopici, la frazione delle macchie solari giornaliere attive, l’estensione, la latitudine e la posizione delle macchie solari, gli avvistamenti delle aurore alle alte latitudini, i dati dei radionuclidi cosmogenici così come le osservazioni delle eclissi solari per quel periodo. Consideriamo anche le caratteristiche peculiari del Sole (la forte asimmetria emisferica di posizione delle macchie solari, l’insolita rotazione differenziale e la mancanza della K-corona) che implica una modalità speciale dell’attività solare durante il minimo di Maunder.
  • Risultati. Il livello dell’attività solare durante il minimo di Maunder è rivalutato sulla base di tutti i set di dati disponibili.
  • Conclusioni. Concludiamo che l’attività solare era davvero ad un livello eccezionalmente basso durante il minimo di Maunder. Anche se il livello esatto non è ancora chiaro, è stato sicuramente inferiore a quello occorso durante il minimo di Dalton, intorno al 1800 e nettamente inferiore a quello del corrente ciclo solare 24. Le rivendicazioni di un livello moderato-alto dell’attività solare durante il minimo di Maunder vengono quindi respinte a un livello elevato di fiducia.

Figura n°1La Figura n°1 ripresa dalla carta : Numero del gruppo annuale delle macchie solari durante e intorno al minimo di Maunder, secondo Hoyt & Schatten (1998) – GSN, Zolotova & Ponyavin (2015) – ZP15, e modello proposto da Vaquero et al. (2015A) (vedi par. 2.1), come indicato nella legenda.

La ricerca : http://arxiv.org/pdf/1507.05191v1

Verso un finale Estivo perturbato

Ci siamo, l’estate sta viaggiando verso il suo ultimo acuto caldo, intenso, con la giornata di ieri che ha segnato l’apice questa ennesima ondata di caldo Africana. Temperature davvero notevoli sulle zone Occidentali dove si sono toccati in diversi punti i 37-38 gradi. Ma da questa situazione di stallo, ci sono segnali positivi che inducono a pensare che andremo verso un periodo più dinamico, che non segnerà di certo la fine della “bella” stagione, ma in base ad alcuni indici possiamo notare come avremo un clima più dinamico e un ritorno probabile verso il 20 Agosto dell’anticiclone delle Azzorre.

MJO,NAO,PNA aggiornamento 7 Agosto 2015

Grafico MJO che ci mostra una ripresa verso la fase 1 di tale indice, segno di un rinforzo in Atlantico dell’anticiclone delle Azzorre, che avrà con il normale decadimento stagionale dell’anticiclone Africano, avrà la strada spianta per un suo ritorno nel bacino del Mediterraneo. Questa dinamica possibile ce la mostra anche l’indice PNA, che andando nel medio lungo termine verso valori tra il neutro e il positivo, propende per l’instaurarsi di blocchi anticiclonici nella zona Atlantica. Un altro tassello importante è la ripresa del getto Atlantico. Infatti oltre ad alimentare la depressione presente sull’Islanda, le gocce fredde Atlantiche favoriranno un continuo disturbo alla struttura anticiclonica di origine Africana, che riceverà diversi scossoni di cui il secondo, quello di Ferragosto, potrebbe risultare deleterio, poichè andrebbe a tagliare di netto la base di tale figura anticiclonica. Quindi possiamo aspettarci un corridoio da ovest vero est aperto per il ritorno degli impulsi ad opera dell’anticiclone delle  Azzorre.

Tale dinamica barica è rappresentata anche nella mattinata odierna dall’uscita dei modelli matematici.

Primo step 9-12 Agosto 2015, GFS,ECMWF,GEFS,GEM, 10-11 Agosto 2015:


Modelli matematici che mostrano un ingresso netto di una goccia fredda Atlantica da Nord-ovest, che propende per proseguire la sua marcia verso est. In questo modo ingloberà tutte le regioni centrali e dal 11 Agosto anche il Sud Italia. Da questo primo ingresso perturbato il maltempo sarà intenso per Nord.ovest, regioni Tirreniche, Sardegna, centrali Adriatiche e Sud Italia. Occhio alla probabile formazione di super-celle temporalesche sopratutto al passaggio di tale goccia fredda sul Tirreno. Maltempo che inizierà da Nord-ovest entro la mattinata di domani.

Le temperature non subiranno mutamenti eclatanti, potranno scendere di 4-6 gradi un po ovunque, ma i temporali uniti ad un flusso d’aria più fresco di origine Atlantiche, comporteranno l’abbassamento del tasso d’umidità e quindi saranno in grado di portare un clima più gradevole.

Successivamente tra la sera del 12 Agosto e la giornata del 13 Agosto, sembra possibile l’arrivo di un leggero pre-frontale dovuto all’affondo di quella goccia fredda verso Ovest. Il tutto sarà di breve durata e non avrà nulla a che vedere con le temperature avute in questi giorni.

Il secondo step potrebbe, (condizionale d’obbligo vista ancora la moderata distanza temporale), dicevamo, potrebbe comportare una seria ferita nel cuore del centro-Europa.

Secondo step 14-17 Agosto 2015, GFS, GEFS, GEM, ECMWF, carte per il 14 Agosto 2015 :

Qui notiamo un secondo affondo di una goccia fredda sempre da Nord-ovest, e questa volta risulta essere ancora più intenso. Ad una settimana di distanza c’è ancora molta indecisione sull’effettiva direzione che prenderà la goccia fredda, come sempre vi dico in presenza di questa dinamiche bariche, le gocce fredde sono il peggior nemico dei modelli matematici.

In linea di massima qual’ora venisse confermata questa visione, le zone colpite saranno le medesime che saranno interessate dalla prima goccia fredda, con un calo termico ancor più netto, dovuto al fatto che la seconda goccia fredda, avrà un’alimentazione maggiore da parte del getto Atlantico, e nel suo ingresso sui nostri mari non viene vista perdere potenza, anche grazie ad una presenza minore dell’anticiclone Africano.

In proiezione futura come descritto all’inizio di questo editoriale, c’è la possibilità che dal 20 Agosto possa tornare ad interessarci l’anticiclone delle Azzorre, con un caldo più gradevole, senza eccessi d’umidità e con molta escursione termica nelle ore serali.

Anticiclone delle Azzorre sempre più schiacciato in una tenaglia da queste circolazioni depressionarie, la prima in discesa da Nord-ovest il 10 Agosto, e la seconda presente in questi giorni che tenderà a risalire dal Sud Italia verso le regioni Centrali.

Un mix deleterio per l’anticiclone Africano, a cui mancherà anche l’alimentazione calda che l’ha tenuto in vita durante il mese di Luglio. Avremo anche temperature più gradevoli nel caso in cui andrebbe a concretizzarsi anche il secondo affondo freddo verso la Penisola, intorno al 14 Agosto.

Perciò prepariamoci ad un inizio della prossima settimana più perturbato e fresco, e teniamo in serie considerazione l’ipotesi di un Ferragosto perturbato, con un finale Estivo dai connotati perturbati e un ritorno dell’anticiclone delle Azzorre.

Un saluto cordiale, Francesco Aquino

Fonte  : http://www.meteospot.com/verso-un-finale-estivo-perturbato/

Anomalie Temperature e Precipitazioni Italia – Dati CNR Luglio 2015

E’ finalmente uscito il report delle temperature registrate in italia per il mese di Luglio. Tanto atteso per i possibili record.

Questi sono i Dati del CNR, sono quindi le anomalie ufficiali Italiane e sono calcolate basandosi sulla rete AM/Enav integrando anche gli osservatori più antichi sparsi per la penisola, la media di riferimento è la 71-00 utilizzata ufficialmente anche dell’Aeronautica e che dal 2011 è divenuta quella ufficiale anche per l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ( OMM ).

Anomalia temperatura minima Luglio 2015 :

Il mese chiude con una anomalia di +3.41°C ed è il mese di Luglio con la temperatura minima più alta dal 1800.

Il mese chiude con una anomalia significativa di +3.55°C ed è il mese di Luglio con la temperature significativa più alta dal 1800.

Il mese chiude con una anomalia nelle temperature massime pari a  +3.58°C,  ed è il Luglio con la temperature più alta dal 1800.

Anomalie Precipitazioni Luglio 2015  :

Il mese chiude con un deficit del 32% ed è il 62° mese di Luglio più secco dal 1800. Il Record spetta al Luglio del 2007 (mese più secco) con un deficit del 84%.

Fonte : http://www.isac.cnr.it/climstor/climate/latest_month_PCP.html

firenze

Toscana, 24 Agosto 1456 come oggi : Il grande turbine descritto da Nicolò Machiavelli

Di grande interesse è una cronaca di Nicolò Machiavelli riguardante un potente tornado abbattutosi nell’Italia centrale il 24 agosto del 1456. Riportiamo di seguito la vivida descrizione del fenomeno fatta dallo scrittore fiorentino.

Ma tornando alle cose d’Italia, dico come e’ correva l’anno 1456, quando i tumulti mossi da Jacopo Piccinino finirono; donde che, posate l’armi dagli uomini, parve che Iddio le volessi prendere Egli, tanta fu una tempesta di venti che allora seguì, la quale in Toscana fece inauditi per lo addietro, e a chi per lo avvenire lo intenderà, maravigliosi e memorabili effetti. Partissi a’ 24 d’agosto, una ora avanti del giorno, dalle parti del mare di sopra di verso Ancona, e attraversando per la Italia entrò nel mare di sotto verso Pisa, uno turbine d’una nugolaglia grossa e folta, la quale, quasi che due miglia di spazio per ogni verso occupava. Questa, spinta da superiori forze, o naturali o soprannaturali che le fussero, in se medesimo rotta, in se medesimo combatteva; e le spezzate nugole, ora verso il cielo salendo, ora verso terra scendendo, insieme si urtavano; e ora in giro con velocità grandissima si movevano, davanti a loro uno vento fuori di ogni modo impetuoso concitavono; e spessi fuochi e lucidissimi vampi intra loro nel combattere apparivono. Da queste così rotte e confuse nebbie, da questi così furiosi venti e spessi splendori, nasceva un romore non mai più da alcuna qualità o grandezza di tremuoto o di tuono udito; dal quale usciva tanto spavento, che ciascuno che lo sentì giudicava che il fine del mondo fusse venuto, e la terra, l’acqua e il resto del cielo e del mondo, nello antico caos, mescolandosi insieme, ritornassero. Fe’ questo spaventoso turbine, dovunque passò, inauditi e maravigliosi effetti: ma più notabili che altrove, intorno al castello di San Casciano seguirono. E’ questo castello posto propinquo a Firenze a otto miglia, sopra il colle che parte le convalli di Pesa e di Grieve. Infra detto castello, adunque, e il borgo di Santo Andrea, posto sopra il medesimo colle, passando questa furiosa tempesta, a Santo Andrea non aggiunse, e San Casciano rasentò in modo che solo alcuni e cammini d’acune case abbaté; ma fuori, in quello spazio che è dall’uno de’ luoghi detti all’altro, molte case furono infino al piano della terra rovinate. I tetti de’ templi di San Martino a Bagnolo e di Santa Maria della Pace, come sopra quelli erano, furono più che un miglio discosto portati. Un vetturale, insieme con i suoi muli, fu, discosto dalla strada, nelle vicine valli trovato morto. Tutte le più grosse querce, tutti i più gagliardi arbori, che a tanto furore non volevano cedere, furono non solo sbarbati, ma discosto molto da dove avevano le loro radici portati. Onde che, passata la tempesta e venuto il giorno, gli uomini stupiti al tutto erano rimasi. Vedevasi il paese desolato e guasto: vedevasi la rovina delle case e de’ templi: sentivansi i lamenti di quelli che vedevano le loro possesioni destrutte, e sotto le rovine avevano lasciato il loro bestiame e i loro parenti morti: la qual cosa a chi vedeva e udiva recava passione e spavento grandissimo. Volle sanza dubbio Iddio piuttosto minacciare che castigare la Toscana; perchè se tanta tempesta fusse entrata in una città, infra gli abitatori assai e spessi, come la entrò infra querce e arbori e case poche e rade, sanza dubbio faceva quella rovina e fragello che si può con la mente conietturare maggiore. Ma Iddio volle, per allora, che bastasse questo poco di esemplo a rinfrescare intra gli uomini la memoria della potenza sua”.

https://books.google.it/books?id=PQiHTdVh8woC&pg=PA384&lpg=PA384&dq=turbine+machiavelli&source=bl&ots=Xy9ZdZvseM&sig=E60rxeFNBavUXbwGKTF7ybTiGW8&hl=it&sa=X&ved=0CEAQ6AEwB2oVChMIvYnRsonqxgIVCtcsCh3dqwDd#v=onepage&q=turbine%20machiavelli&f=false

Secondo G.Boscovich nel 1749 la descrizione del turbine di Machaivelli era alquanto confusa, mentre quella dell’Ammirati era piu’ realistica; Sappiamo che nemmeno il temporale piu’ violento riuscirebbe ad attraversare indenne l’Appennino, nemmeno un uragano, tantomeno riuscirebbe un tornado.
Sicuramente, condizioni di severo maltempo, erano in atto quel giorno dalla Toscana, alle Marche, ma lo stesso Machiavelli non descrive mai il presunto percorso del turbine da Ancona alla Toscana, tantomeno i suoi danni; comincia la sua descrizione proprio e solo dalla Toscana. Entrambi infatti, sia il l’Ammirati che Machiavelli, asseriscono che il turbine comparve dalle parti di Val d’Elsa, e che i maggiori effetti si ebbero fra S.Andrea e S.Casciano. L’Ammirati, piu’ precisamente, descrive il turbine che dalla Val d’Elsa si sposta sulle zone collinari, presso Locarno, successivamente sulla valle fra S.Casciano e S.Andrea per terminare la sua corsa oltre l’Arno, prima delle alte montagne presso Settignano, ad E di Firenze. Descive quindi un percorso piu’ verosimile, di circa 20 miglia (32 km), e contraria a quella del Machiavelli. Nella descrizione del turbine stesso Machiavelli lo definisce confuso e largo quasi due miglia (3 km), l’Ammirati piu verosimilmente, meno di un miglio (1 km,comunque enorme); Secondo Boscovich Machiavelli descriveva la tempesta in se, mentre l’Ammirati il vero turbine che ne scendeva alla base. Successivamente anche il Muratori fara’ una descrizione del vortice, molto coerente con quella del Ammirati, e non con quella di di Machiavelli. La configurazione piu’ probabile è stata quindi quella di un intensa cella tornadica che si è spostata dal mare sopra Pisa ad ENE verso Firenze, avendo i massimi effetti nei dintorni di S.Casciano, e non da Ancona a Pisa. Entrambi gli autori descrivono comunque gli stessi dannosi effetti, che non modificano la potenza del turbine medesimo.

Fonti :

http://tornadoitalia.altervista.org/

http://www.tornadoit.org/tornadostorici.htm