È morto Andrea Baroni, storico volto delle previsioni meteo

Andrea Baroni, il colonnello delle previsioni Rai che dopo Edmondo Bernacca aveva portato i galloni della meteorologia del servizio pubblico, è morto ieri sera a Roma. Aveva 97 anni ed era nato il 14 febbraio a Fabriano. A darne notizia la sua biografa Annalisa Venditti, giornalista Rai.

Insignito del grado di generale nel 1990 per i meriti acquisiti durante la prigionia che nella seconda guerra mondiale l’aveva visto rinchiuso nei campi di prigionia, Baroni aveva lasciato la Rai nel 1993 ma dopo un ventennio di carriera che nello storico “Che tempo fa” aveva visto lui e i suoi accattivanti baffetti portare speranze di giorni assolati nelle case degli italiani.

Fonte : http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2014/11/14/e-morto-andrea-baroni-storico-volto-delle-previsioni-meteo_c9ebf376-dfd7-4ff3-bafc-da402e9619c6.html

PREVISIONE STAGIONALE INVERNO 2014-15 SU BASE OPI

1. Premessa

Attualmente il principale strumento di cui si dispone per la formulazione di previsioni stagionali di lungo periodo, è costituito dagli output dei modelli climatici accoppiati che producono, sostanzialmente, delle informazioni sullo scostamento dalle medie climatiche dei parametri atmosferici principali mediati sull’intera stagione. Detti modelli, pur fornendo delle ipotesi di carattere generale sulla stagione e non delle informazioni utili alla formulazione di una previsione in senso stretto, presentano comunque uno skill piuttosto basso. Per quanto riguarda la prossima stagione invernale, tali output modellistici stagionali sono sostanzialmente concordi nell’identificare una stagione dominata da flussi mediamente temperati ad elevato indice zonale, con anomalia termica positiva su quasi l’intera fascia territoriale posta alle medie latitudini.

Accanto a questi sono stati sviluppati, di recente, degli studi a carattere euristico-statistico, che hanno evidenziato delle importanti similarità tra alcuni fenomeni legati alla circolazione atmosferica del mese di ottobre e l’evoluzione della stessa nel corso del trimestre invernale. Tra questi uno dei più importanti è lo studio condotto dal team di ricerca guidato dal Prof Judah Cohen, che ha portato alla definizione dell’indice SAI (Cohen 2011), il quale evidenzia una correlazione molto elevata tra la velocità di avanzamento della copertura nevosa sulle zone euroasiatiche nel mese di ottobre e l’Oscillazione Artica media che si registra nel successivo trimestre invernale (DJF AO). A quest’ultimo proposito, una conoscenza affidabile anticipata dell’Oscillazione Artica consente, soprattutto per alcune delle regioni che costituiscono i maggiori centri popolazione del mondo occidentale (Europa centro-occidentale, Nord America), di fornire buone indicazioni su alcune caratteristiche rilevanti del trimestre invernale.

Il nostro gruppo di ricerca, partendo da queste premesse, ha sviluppato un altro indice (OPI – October Pattern Index) il quale sintetizza direttamente alcune caratteristiche chiave dello schema circolatorio ottobrino e che appare in correlazione ancora più elevata (r ≈ 0.9) con la DJF – AO. Dagli hindcast effettuati scaturisce inoltre un’elevata corrispondenza tra valori dell’indice OPI fortemente negativi e valori dell’indice AO negativi, cui si associano prevalentemente stagioni invernali con valori termici e pressori inferiori alla norma climatica sull’Europa centro-occidentale e sugli Stati Uniti centro-orientali. Questo accade perché l’indice AO è rappresentativo della zonalità del flusso che, se bassa o assente, è a sua volta indice della prevalenza di flussi disposti lungo i meridiani, con attività d’onda pronunciata e maggiore interessamento del getto polare sui territori posti alle medie latitudini.

È importante precisare che, essendo l’OPI correlato con l’Oscillazione Artica media trimestrale, disponendo dell’informazione relativa al suo solo valore finale, non risulta semplice trarre informazioni sui tempi e i modi con cui detti flussi meridiani si realizzano. Tuttavia la modalità con cui l’indice è andato assumendo il suo valore finale ci da comunque la possibilità di formulare delle ipotesi anche sulle diverse fasi principali cui andrà soggetta la circolazione atmosferica nel corso dell’inverno. Inoltre, essendo l’OPI costituito dalla “somma” di più fattori, ciascuno dei quali riassume una specifica caratteristica del pattern di ottobre, una loro analisi più approfondita ci permette di trarre ulteriori considerazioni sulle maggiori peculiarità in merito alle fasi meridiane più salienti. Infine, gli ultimi sviluppi della nostra ricerca risultano proprio mirati ad ottenere delle informazioni di ancor più elevato dettaglio sull’evoluzione della stagione invernale.

Nel presente articolo presentiamo quindi la previsione stagionale per l’inverno 2014-15 elaborata sulla base dell’indice OPI ed, in generale, degli studi sviluppati dal nostro team di ricerca.

2. Analisi dell’indice OPI

L’indice OPI chiude al termine di ottobre su un valore molto basso ed inferiore alla soglia -2. In particolare si tratta del secondo valore più basso registrato dal 1976 ad oggi, secondo solo all’ottobre del 2009 (-3.3).

Fig. 1 – Resoconto finale dell’indice OPI; l’indice chiude su un valore molto negativo
e pari a -2.12, con fattore di ellitticizzazione neutro ed angolo medio del
VP estremamente elevato (f≈ 25°).

In base alla correlazione sopra detta, un simile valore dell’indice OPI suggerisce un AO medio trimestrale estremamente basso, e dunque un Vortice Polare Troposferico mediamente molto disturbato nel corso dell’inverno, con conseguente ingerenza del getto polare sulle medie latitudini (basso campo di geopotenziale). Si prevede dunque un inverno in generale più freddo e perturbato sui continenti del nord emisfero, con particolare riferimento a quelli situati alle medie latitudini. Per quanto concerne l’area europea questa dovrebbe essere interessata da un esteso campo di geopotenziale ben negativo ed inferiore inferiore alla norma. Gli hindcast effettuati indicano inoltre che gli inverni caratterizzati da un Oscillazione Artica fortemente negativa, risultano mediamente più freddi in particolare su Regno Unito, Paesi Bassi, Francia e Germania.

Fig. 2 – Media delle Anomalie geopotenziali (500 hPa) e termiche (850 hPa) sull’Europa e sul Nord America registrate al termine dei trimestri invernali contraddistinti da un oscillazione artica media (DJF AO) inferiore a -1.5.

Come detto in fase di introduzione, l’analisi approfondita dei singoli fattori di cui si compone l’indice OPI, ci permette di trarre ulteriori considerazioni. In particolare si può osservare come l’asse medio del vortice risulti particolarmente elevato (f≈ 25°), ovvero disposto ortogonalmente alla linea immaginaria che congiunge i due oceani maggiori (Pacifico e Atlantico), nonché un’anomalia ben positiva del geopotenziale (500 hPa) sul settore artico (zona Mar di Kara-Barents). Tali fattori indicano, per le fasi di massima attività d’onda, delle dinamiche invernali caratterizzate da una discreta attività simultanea di entrambe le onde planetarie maggiori, con tendenza allo split del Vortice Polare Troposferico, secondo un asse più o meno in linea con quello calcolato nel mese di ottobre. Le fasi successive a detta dinamica di innesco, sarebbero seguite da periodi caratterizzati da indice zonale basso o negativo, con rotazione d’asse e spiccata attività dell’onda in Atlantico. Questo veicolerebbe sull’Europa masse d’aria fredda di origine artica/artica continentale. Con particolare riferimento alla zona europea, l’analisi dell’evoluzione dell’indice OPI e del pattern di ottobre in generale, ci indica che una prima fase antizonale a carattere freddo dovrebbe manifestarsi con buona probabilità già nella prima parte invernale, seguita poi da un periodo contraddistinto da una ripresa del getto in nord atlantico e da una circolazione più temperata ma al tempo stesso perturbata. Tale periodo più zonale sarebbe poi interrotto da una nuova ripresa dell’attività d’onda in nord Atlantico, con ripristino di una circolazione di natura fredda sul continente; a differenza della prima, questa seconda fase fredda potrebbe essere contraddistinta da un regime di minore antizonalità, con maggiore capacità di sprofondamento meridionale delle masse artiche.

3. Conclusioni

Sulla base delle considerazioni sopra esposte, l’inverno 2014-15 dovrebbe vedere un Vortice Polare estremamente disturbato, con frequenti scambi meridiani ed incursioni del getto artico verso le medie latitudini. L’analisi complessiva dell’OPI indica dunque la possibilità di assistere ad una stagione invernale caratterizzata da un campo di geopotenziale fortemente negativo in area europea, il quale si tradurrebbe in un regime climatico moderatamente più perturbato della norma. Sebbene l’assetto generale del pattern circolatorio di ottobre non indichi, nel complesso, un inverno particolarmente rigido, si evidenziano comunque diversi episodi freddi con risvolti nevosi sui territori europei e su quelli degli States centro-orientali. A supporto di una tesi di questo tipo (a livello generale) è lo stesso indice SAI, il quale chiude anch’esso su un valore indicante un Vortice Polare invernale mediamente molto disturbato.

Le differenze che emergono tra la nostra analisi previsionale e quella che scaturisce dai principali modelli climatici di previsione stagionale, introducono senz’altro elementi di incertezza, ma allo stesso tempo forniscono un ulteriore elemento di stimolo nonché di confronto tra due diversi approcci per l’elaborazione delle previsioni stagionali invernali.

Fonte :  http://app.til.it/opi/cmtit.aspx

Sincronicità intorno al caso Aquila

8 Novembre 2014

Leonardo Nicolì rassegna le dimissioni dalla carica di Direttore della Fondazione Giuliani

Leonardo Nicoli

https://www.facebook.com/groups/fondazionegiuliani/permalink/850454654985454/

…..

9 Novembre 2014

L’INGV sul proprio blog pubblica questo articolo :

L’inizio e la fine della sequenza sismica dell’Aquila

http://ingvterremoti.wordpress.com/2014/11/09/linizio-e-la-fine-della-sequenza-sismica-dellaquila/

…..

10 Novembre 2014

L’Aquila, assolti sei componenti Grandi Rischi. Due anni a De Benardinis

Funzionario P.civile responsabile di alcune morti, non di altre

Tutti assolti perché il fatto non sussiste, ad eccezione dell’allora vice capo del Dipartimento della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, che si è visto ridurre la pena da 6 a 2 anni: i giudici lo hanno assolto per la morte di 16 persone e condannato per quella di altre 13.

La Corte d’Appello de L’Aquila stravolge la sentenza di primo grado nei confronti dei membri della Commissione Grandi rischi che parteciparono alla riunione convocata dall’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso a L’Aquila il 31 marzo del 2009, 5 giorni prima del sisma che provocò la morte di 309 persone, per fare il punto della situazione e valutare le misure da mettere in atto in considerazione dello sciame sismico che interessava da giorni la città. Un verdetto che gli aquilani e i familiari delle vittime presenti in aula accolgono con urla, singhiozzi e grida di rabbia: “vergogna. Mafiosi. Questo è uno stato che non fa giustizia ma che difende se stesso” …

….

http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2014/11/10/laquila-oggi-sentenza-grandi-rischi_77a22e66-1c87-4237-978c-2e2f7ce6b9b1.html

 

Michele

Nuova allerta per forte maltempo in Toscana

Lancio questa veloce comunicazione su un prossimo forte peggioramento sul centro-nord italia, dopo aver consultato il modello previsionale Moloch per le giornate di Lunedì e Martedì.

http://www.isac.cnr.it/dinamica/projects/forecasts/moloch/

Il centro di comunicazioni della protezione civile ha diramato nuova ed elevata criticità per l’alta Toscana gia colpita nei passati giorni e la bassa.

http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_bvg.wp?day=domani&contentId=BVG48994

 

 

Riporto report sul totale delle probabili piogge accumolate nelle 12h. per la regione Toscana. Nuova elevata criticità per il confine liguro-toscano e interno della bassa toscana.

Moloch

Scala

 

 

Alta probabilità di nuove impulsive linee temporalesche con rilascio di forti precipitazioni (vedi la colorazione per gli accumoli).

 

Michele

Sembra che l’attività solare sia un pò più sostenuta, si ma…. stringi stringi ….

http://www.larapedia.com/cosa_vuol_dire/stringi_stringi.html

Significato di stringi stringi : in fin dei conti, tutto sommato, in conclusione

E’ trascorsa circa una decina giorni dal passaggio della grande regione Ar 2192, ricordate? Ed in giro si trovavano titoli nei quali si usavano espressioni altisonanti, come “la macchia più grande degli ultimi 24 anni” o immagini ben colorate come la seguente :

B1YktbbCMAEAsQl

Tutto questo lascia ipotizzare un buon massimo solare (inteso come forza magnetica solare). Infatti, aprendo anche oggi solarham, si legge che l’attività solare continua ad oscillare tra il moderato e il medio alto livello. Si legge inoltre che una interessante regione solare,  l’Ar 2205, è in procinto di posizionarsi fronte terra ed ha prodotto vari flare di categoria M e un flare di categoria X1.6; inoltre l’avvicinamento di questa regione verso la posizione geoeffettiva sarà accompagnato da una nuova regione attualmente presente nel quadrante sud-est.

Tutto bello, spettacolare e caratteristico di un massimo solare. Ci stiamo avvicinando quindi verso una nuova e momentanea fase di crescita dell’attività solare ? Sì ma rispetto a cosa ? Crescerà il flusso solare, oppure crescera il SSN ? Il massimo solare è già passato ?

Diversi interrogativi ( sullo stato in essere del corrente ciclo solare) che a mio parere credo possano trovare risposta in queste due grafici :

Indice magnetico Ap dal 2001, media mensile.

Campo magnetico interplanetario IMF, dal 2001, media su rotazione carrington (27 giorni).

IMF_27days

Conclusione : Stringi stringi, nell’ultimo mese è cambiato poco o nulla in termini fisici magnetici più stretti e significativi (nanotesla), probabilmente sta iniziando lo spettacolo dei flare, caratteristico dei massimi solari/inizio fase di discesa. Ci aspettano eventi impulsivi, con CME caratterizzate dalla modesta velocità e carica particellare.

A voi i commenti e un sereno fine settimana.

Michele