Giorno 252 (2016) : Estensione del ghiaccio marino antartico, artico e globale

In settimana ho letto alcuni commenti nella sezione Meteo sulla situazione dei ghiacci marini. Che dire… bhe.. siamo prossimi al termine della stagione estiva, quale miglior momento quindi per parlare, discutere dei ghiacci marini del pianeta. Lanciamo quindi in questo fine settimana un breve e veloce post. L’immagini sotto riportare sono chiare e non lasciano spazio a cattive interpretazioni. Come potete ben osservare, mentre gli antartici continuano a godere di ottima salute, gli artici sono ancora in decisa crisi. La situazione non è quella del 2012, siamo ancora lontani, ma è chiaro che in quest’ultimo anno non si sono registrati decisi miglioramenti, anzi…. Attendiamo e monitoriamo la situazione in queste settimane, facendo particolare attenzione ad ulteriori sprofondamenti (crisi) o vertiginose riprese (poco probabili) nelle prossime settimane.

Giorno 252 – Estensione del ghiaccio marino globale

Giorno 252 – Estensione del ghiaccio marino antartico

Giorno 252 – Estensione del ghiaccio marino artico

Fonte : https://sunshinehours.net/2016/09/09/sea-ice-extent-global-antarctic-and-arctic-day-252-2016/

Michele

I segni del ciclo solare SC25 visti superficialmente dal campo magnetico toroidale

Interessante articolo recente pescato in rete. I passi più significativi…

Analizzando la componente del campo toroidale (dati raccolti dal Solar Dynamics Observatory / immagini eliosismiche magnetiche di – SDO / HMI – e Wilcox Solar Observatory – WSO -, osserviamo i primi segni del prossimo ciclo solare apparsi alle alte latitudini. WSO ha fornito i dati per gli ultimi quattro cicli delle macchie solari, mentre SDO per gli ultimi sei anni.

Figura 1 – La direzione misurata della componente dei campi magnetici toroidali da maggio 1976 al giugno 2016. Le frecce e i colori indicano la direzione desunta del campo da est-ovest. I colori rosso e blu rappresentano rispettivamente la polarità dei campi negativi e positivi. L’intensità del colore indica l’entità dell’inclinazione media.

La componente toroidale mostra chiaramente la durata dei cicli solari (Fig. 1). Dopo il massimo del ciclo delle macchie solari, il ciclo successivo inizia alle alte latitudini con il campo toroidale che inizia a cambiare direzione, con cambiamenti nei segni della polarità. Raggiunto l’equatore, il ciclo raggiunge il minimo, mentre per passare al ciclo successivo occorrono almeno quattro anni.  Al ciclo tipico di “11 anni”, occorrono circa 16 anni per passare da l’alta a bassa latitudine.

Figura 3 – La figura 3 mostra la stessa analisi effettuata con i dati WSO. Qui viene misura la differenza fra l’inclinazioni delle due polarità. 

Entrambe le figure 1 e 3 mostrano l’inizio del ciclo 25 alle alte latitudini meridionali. Questo dato, combinato con i rapporti precedenti che riguardano l’intensità del campo magnetico polare dell’emisfero sud e l’intensità del campo magnetico polare nel passato minimo (dati del 2008), confermano che il ciclo 25 esiste e probabilmente avrà una forza simile a ciclo 24.

 

References

[1] Shrauner, J.A., Scherrer, P.H., 1994, Solar Phys, 153, 131, (DOI: 10.1007/BF00712496)
[2] Lo, L., Hoeksema, J.T., Scherrer, P.H., ASP Conf. Series. 428, (2010ASPC..428..109L)

 

Fonte : http://hmi.stanford.edu/hminuggets/?p=1657

 

Michele

 

Il Sole gira attorno alla Terra

Miglior articolo per iniziare la settimana non poteva esserci.. partiamo leggeri..leggeri…

:smile:

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La National Science Foundation ha condotto un sondaggio sulle conoscenze scientifiche dei cittadini statunitensi. Ne è emerso che il 26% della popolazione non sa che la Terra ruota attorno al Sole. I risultati presentati al’AAAS 2014 Annual Meeting.

Eppur si muove… Bè, non è detto. Secondo un americano su quattro, la Terra è ferma nell’Universo e il Sole le ruota attorno. Proprio come sostenevano quasi quattro secoli fa gli oppositori di Galileo, a quanto pare oggi c’è ancora qualcuno che crede al sistema geocentrico. E negli Stati Uniti, questo “qualcuno” è il 26% della popolazione.

 

La Terra al centro del cosmo (Andreas Cellarius, Harmonia Macrocosmica, 1660-61).

Sono i dati emersi da un sondaggio condotto dalla National Science Foundation, agenzia governativa per la ricerca e l’educazione che ha sede ad Arlington, Virginia. Dieci domande di biologia, fisica e astronomia per verificare la preparazione scientifica di base degli americani. La media delle risposte corrette è risultata appena sopra la sufficienza, 6,5. Ma il dato più eclatante è che solo il 74% degli intervistati sapeva che non è il Sole a girare attorno alla Terra.

Fermi tutti, verrebbe da dire, ci dev’essere un errore. Il campione non era abbastanza grande, o troppo omogeneo. Un quarto dei cittadini statunitensi non può davvero avere conoscenze astronomiche risalenti all’inizio del Seicento.

Purtroppo (e per una volta vale la pena di dispiacersi) la National Science Foundation ha fatto le cose per bene. Lo studio, condotto biannualmente, interessa un gruppo di oltre 2.200 persone, con criteri statistici affinati nel corso degli anni.

E a proposito, non è la prima volta che emergono dati sorprendenti rispetto all’astronomia: l’elenco dei sondaggi condotti dalla SNF evidenzia un altro trend molto particolare. Se dieci anni fa la maggioranza degli americani era convinta che l’astrologia non fosse una scienza, nel tempo questa convinzione si è quasi ribaltata. Oggi il 58% pensa che l’astrologia sia “molto scientifica” o “in parte scientifica”.

I risultati del sondaggio sono stati diffusi a Chicago, in Illinois, durante il convegno annuale dell’American Association for the Advancement of Science, organizzazione internazionale no profit e tra le altre cose editrice di Science. Ironia della sorte, proprio il 15 febbraio: giorno dell’anniversario della nascita di Galileo.

Fonte : http://www.media.inaf.it/2014/02/17/il-sole-gira-attorno-alla-terra/

Il caldo medioevo groenlandese

Eccezionali condizioni della piattaforma superficiale dell’oceano a sud est della Groenlandia durante l’anomalia climatica del Medioevo 

di Miettinen, A., Divine, D.V., Husum, K., Koc, N. and Jennings, A. su Paleooceanografia 30: 1657-1674

Nell’introduzione del loro studio illuminante, Miettinen et al. (2015) scrivono che : “al fine di indagare la variabilità e le condizioni della superficie del mare d’estate e i possibili fattori di forzatura sul clima a SE della Groenlandiala, utilizziamo la ricostruita temperatura superficiale del mare di agosto (aSST) e la concentrazione del ghiaccio marino (aSIC) per il mese d’aprile, con una risoluzione temporale sub-decennale, sulla base delle diatomee trovate nel nucleo dei sedimenti MC99-2322 …. nel corso degli ultimi 1130 anni.”

Come riportato dai cinque ricercatori e mostrato nella figura seguente, questo lavoro ha rivelato  che : “intorno al 1000 le aSST sono cresciute di ~ 2,4 ° C, da 4,8 ° C (rilevato intorno al ~ 995 CE) al record massimo assoluto di 7,2 ° C (rilevato intorno al ~ 1050 dC) in un lasso di tempo di soli ~ 55 anni, indicando un deciso rialzo energico o di caldo nella zona”. E’ chiaro quindi che il periodo di caldo occorso fra il 1000-1200, con una aSST media di 6 °C, rappresenta la registrazione dell’intervallo di caldo più grande occorso negli ultimi 2900 anni.

E’ anche chiaro che la concentrazione atmosferica di CO2,  nel periodo 1000-1200 durante il massimo calore sulla Groenlandia a SE, era di solo circa 280 ppm, mentre oggi è di oltre 400 ppm, ed  in crescita sempre più in alta. Eppure, le temperature globali devono ancora salire in modo considerevole, prima di raggiungere il livello record che è stato raggiunto nel periodo del caldo medioevale. Tutto questo, ci suggerisce che la concentrazione di CO2, e il suo effetto sul clima hanno un impatto molto più debole sulle temperature dell’aria in prossimità della superficie globale, rispetto a quello che è attualmente affermano gli allarmisti climatici del mondo.

Ricostruita temperatura superficiale del mare aSST (per il mese d’agosto) sulla piattaforma di Kangerlussuaq Trough,  a SE della Groenlandia, su l’intervallo 870-1910. Adattato da Miettinen et al. (2015)

 

Fonte : https://tallbloke.wordpress.com/2016/06/04/evidence-for-the-medieval-warm-period-on-the-se-greenland-shelf/

NASA: Luglio record e coda del Nino

A livello globale Luglio 2016 è stato il luglio più caldo da quando sono iniziate le misurazioni strumentali, ovvero dal 1880.
Secondo i dati della NASA, che combinano la temperatura della superficie del mare e la temperatura dell’aria, quest’anno luglio ha segnato 0.84°C in più rispetto alla media dei luglio 1951-1980,  battendo quindi anche il record stabilito appena 12 mesi prima (con 0.11°C in più).
Ma è tutto il 2016 che sta segnando record di temperatura mensili e ad oggi è molto probabile che termini come anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni.
Anomalie di temperature mensili: tutti i mesi del 2016 sono più in alto della media (fonte: NASA)
Andamento dell’anomalia di temperatura globale dal 1880 e previsione per il 2016  (fonte: NASA)
Un ruolo in questa sequela di anomalie termiche ce l’ha avuto El Niño, fenomeno climatico che periodicamente (in media tra i 2 e i 7 anni) provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Centrale (America Latina) incidendo sulle temperature e sui regimi pluviometrici di gran parte del globo. Negli ultimi due anni, a partire dal Febbraio 2015, il Nino è stato infatti particolarmente forte ed è di fatto terminato a Maggio 2016, ma i suoi effetti sono ancora “nell’aria”.
La mappa mostra la temperatura superficiale del mare misurata da satellite nel mese di Febbraio 2015. L’area estesa in rosso, più calda della media, ha inziiato ad estendersi attraverso il Pacifico a livello equatoriale (Fonte: NOAA).