Più Dalton o Gleissberg ?

Introduzione

Un nuovo documento scientifico pubblicato dalla AGU (American Geophysical Union), a firma CharlesW. Smith, K. G. McCracken, Nathan A. Schwadron e Molly L. Goelzer, conferma il probabile indebolimento della struttura eliosferica durante il prossimo minimo solare, transizione fra il corrente ciclo solare SC24 e il prossimo ciclo solare SC25, e propone due possibili scenari prendendo come riferimento il profondo minimo solare del Dalton (1785-1815) e il minimo solare di Gleissberg, occorso fra il 1865-1895.

 

Il flusso eliosferico magnetico, il flusso dei protoni del vento solare e l’intensità dei raggi cosmici nel minimo solare che sta arrivando

Space Weather, 12,

499–507, doi:10.1002/2014SW001067

 

Riassunto

Recenti lavori scientifici stanno collegando e correlando, con buona approssimazione, la previsione e l’osservazione rilevata del flusso magnetico eliosferico e il ciclo delle macchie solari. Altri documenti hanno mostrato una forte correlazione tra il flusso magnetico e il flusso dei protoni del vento solare proveniente dai buchi coronali. In questa nuovo lavoro uniamo gli sforzi, con l’aspettativa che l’attività delle macchie solari, nel minimo solare che si sta per avvicinare, sarà simile al minimo di Dalton oppure al minimo di Gleissberg: prevediamo che il flusso magnetico e il flusso dei protoni del vento solare, nel prossimo decennio, saranno i più bassi dall’inizio dell’era spaziale. Usando queste previsioni e questa teoria consolidata, prevediamo anche l’intensità dei raggi cosmici galattici nel corso degli stessi anni. L’analisi qui illustrata è una previsione del cambiamento climatico globale dal punto di vista della meteorologia spaziale. Si prevede un nuovo regime dei parametri riguardanti i fenomeni di meteorologia spaziale a carattere transitorio; questo è quello che ci possiamo aspettare nel prossimo decennio.

 

Figure 3

In alto, la media mensile del numero delle macchie solari che termina a Dicembre 2013 (curva nera), con le 2 possibili estensioni: utilizzando i parametri del minimo di Dalton (curva blu) e i parametri del minimo di Gleissberg (curva verde).

Al centro, il valore previsto della densità del flusso HMF <BR>, utilizzando il numero delle macchie solari osservate (curva rossa) fino al 2014, con il derivato livello previsto dall’estensione del minimo di Dalton e dalla teoria di Schwadron e McComas [2008] come applicata da Smith et al. [2013] e Goelzer et al. [2013] (curva blu), e dall’estensione del minimo di Gleissberg (curva verde), nonché il <BR> ottenuto dal set dei dati di Omni2 (cerchi neri) del valore di misura.

In basso, il prevedibile valore del Fsw, ottenuto dalla teoria di Schwadron e McComas [2008] e documenti correlati, utilizzando il numero di macchie solari osservate (curva rossa),  e la previsione utilizzando il postulato minimo di Dalton (curva blu) e il postulato minimo di Gleissberg (curva verde).

 

P.S.

Il notevole ingrandimento della figura principale, ripresa dalla carta, si rende necessario per evidenziare il preciso punto critico del 2020  +/-  2/3 anni (transizione dei due cicli) ad alta probabilità di eventi geofisici e climatici significativi.

 

Fonte : http://tallbloke.wordpress.com/2014/09/03/the-heliospheric-magnetic-flux-solar-wind-proton-flux-and-cosmic-ray-intensity-during-the-coming-solar-minimum/

 

Michele

Tempeste tropicali che latitano

Pochi giorni fa questo è quello che riportava il prestigiso ente inglese Meteo office :

L’attività delle tempeste è ai minimi storici: ” Per la prima volta negli ultimi 70 anni, oggi, 1° Settembre, non ci sono state tempeste tropicali attive in tutto il pianeta.”

L’ultimo uragano importante registrato è stato l’uragano Wilma, che ha colpito la Florida il 24 ottobre 2005. Questa situazione non ha precedenti nella registrazione degli uragani a partire dal 1900. Il Dr. Roger Pielke Jr., professore di studi ambientali presso l’Università del Colorado – Boulder -, scrive: “Dal 1900 gli uragani che approdano negli Stati Uniti sono dimuiti del 20% e sono oltre il 20% meno intensi.”

Il grafico sopra riportato mostra come gli approdi degli uragani  negli Stati Uniti siano diminuiti dal 1900 ad oggi, come pure la forza delle tempeste. Date un’occhiata al grafico qui sotto.

Utilizzando i dati del NOAA, facciamo vedere un calo di intensità degli uragani che colpiscono gli Stati Uniti dal 1900.

Osservando l’indice Cyclone Energy Index (ACE) del NOAA, che si basa sulla somma della velocità dei venti di ciascun sistema tropicale ogni 6 ore, il Dr. Ryan Maue afferma: “Dal 2006 nell’emisfero settentrionale la velocità dei cicloni tropicali ACE è diminuita drasticamente, a livelli più bassi dalla fine del 1970.”

Nel 1950 negli Stati Uniti avevamo in media un grande uragano all’anno. Ora abbiamo una media nulla all’anno (vedi il grafico sotto riportato).

Fonte : http://www.climatedepot.com/2014/09/01/storm-activity-at-historic-lows-first-time-for-almost-70-years-that-there-have-been-no-tropical-storms-active-anywhere-in-the-world-on-sept-1/

 

Michele

Clima di conformismo

Il prof. cacciato dal think tank perché scettico sul global warming

Caleb Rossiter, professore di Matematica e Statistica all’American University, da sempre in prima fila per le battaglie dei democratici statunitensi, ha fatto parte dell’Institute for Policy Studies, storico think tank liberal di Washington, per 23 anni. Qualche settimana fa, però, il direttore dell’Ips gli ha fatto sapere che la sua relazione con loro è ormai “insostenibile”. Il motivo? Il 5 maggio Rossiter aveva scritto sul Wall Street Journal un editoriale nel quale rilevava, dati alla mano, che i modelli al computer utilizzati per sostenere la catastrofe climatica imminente sono ancora troppo imprecisi per fare previsioni del genere. Rossiter aggiungeva anche che la limitazione di combustibili fossili avrebbe reso più difficile ai paesi africani l’uscita dalla condizione di povertà. Tempo due giorni, e la mannaia del pensiero unico ha subito fatto saltare la sua testa. Poco importa che Rossiter in passato sia stato sempre fedele alle idee del think tank, che da una vita porti avanti battaglie e ideali della sinistra americana, e persino che il suo pensiero sui combustibili fossili non fosse un segreto tra i membri dell’Ips. Rossiter è stato fatto fuori con una email perché “questa non è la nostra posizione”, ha scritto il direttore del think tank John Cavanagh. Un editoriale non firmato del Wall Street Journal, commentando l’accaduto due giorni fa, sottolineava come “i think tank possono sostenere quello che vogliono, ma pensavamo che permettessero alle persone di pensare”. Il siluramento di Rossiter è l’ennesima dimostrazione del clima di conformismo intellettuale che regna nella sinistra, commentava il Wall Street Journal. “Se tu non segui l’ortodossia sui cambiamenti climatici, non soltanto stai semplicemente sbagliando, ma devi essere eliminato dal dibattito pubblico”.

Il Telegraph qualche giorno fa ha raccontato di come i giornalisti della Bbc siano stati invitati con forza dai loro superiori a smetterla di dare troppo spazio a chi ha idee scettiche sul riscaldamento globale: “Siate meno rigidi nell’applicazione delle linee editoriali sull’imparzialità”. Il pensiero unico non tollera obiezioni.

Fonte : http://www.ilfoglio.it/articoli/v/118956/rubriche/clima-di-conformismo.htm

Michele

Ex scienziato della NASA dice: il riscaldamento globale è una sciocchezza

Un ex scienziato della NASA dice che il riscaldamento globale è un “non senso“, respingendo così la teoria secondo cui i cambiamenti climatici sono di origine antropica, affermando che sono “ipotesi prive di fondamento” e dicendo che è “assolutamente stupido” dare la colpa delle recenti inondazioni nel Regno Unito alle attività umane.

Woodcock

Il professor Les Woodcock, che ha avuto una lunga e brillante carriera accademica, ha anche detto “non ci sono prove riproducibili” che i livelli di biossido di carbonio siano aumentati nel corso del secolo passato, ed ha accusato il movimento dei verdi di infliggere un danno economico serio per tutta la gente comune.

Il professor Woodcock è professore emerito di termodinamica chimica presso l’Università di Manchester ed è autore di oltre 70 pubblicazioni accademiche per una vasta gamma di riviste scientifiche. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Londra, è socio della Royal Society of Chemistry, destinatario del Max Planck Society e fondatore ed editore della rivista di simulazioni molecolari.

Il professor Woodcock ha detto allo Yorkshire evening post :

“Il termine ‘cambiamento climatico” è privo di senso. Il clima della Terra sta cambiando da tempo immemorabile e cioè da quando la Terra si è formata 1.000 milioni di anni fa. La teoria del ‘cambiamento climatico di origine antropica’ è un’ipotesi infondata secondo cui il nostro clima è stato influenzato negativamente dall’utilizzo dei combustibili fossili. Utilizzo che negli ultimi 100 anni ha leggermente aumento la temperatura media sulla superficie terrestre, ma con conseguenze ambientali disastrose.

“Questa teoria afferma che la CO2 prodotta dalla combustione di idrocarburi e carboni fossili è  la causa del ‘riscaldamento globale’ e il principale ‘gas serra’;  ma l’acqua, sotto forma di vapore, è un gas serra molto più potente, ed è presente nella nostra atmosfera in misura 20 volte maggiore (circa 1% dell’atmosfera) rispetto alla CO2 (presente per lo 0,04%).

“Non vi è alcuna prova scientifica riproducibile che la CO2 sia aumentata in maniera considerevole negli ultimi 100 anni.”

Egli ha anche detto:

“Anche il termine ‘riscaldamento globale’ non significa nulla, se non si dà una scala temporale. La temperatura della Terra sta andando su e giù da milioni di anni;  se ci sono dei valori estremi, ciò non ha niente a che fare con l’anidride carbonica in atmosfera, che non è permanente e non è causata da noi. Il riscaldamento globale è una sciocchezza.”

Il professor Woodcock ha respinto le prove del riscaldamento globale, come le inondazioni che hanno colpito gran parte della Gran Bretagna questo inverno, come “aneddotiche” e quindi prive di significato nella scienza.

 “Nella fisica di un sistema caotico, come lo è la meteo, gli eventi possono accadere con le frequenze su tutte le scale temporali . Qualsiasi punto su una pianura può essere inondato fino ad un certo livello su tutte le scale di tempo, da cinque giorni, ad un mese, a milioni di anni, ed è del tutto imprevedibile”

Inoltre, l’unica ragione per cui ci sentiamo dire  che abbiamo avuto il clima più estremo “da quando sono cominciate…….”… è che sono cominciate solamente  100 anni fa circa.

 “I record stagionali sembra che vengano superati frequentemente semplicemente perché abbiamo iniziato a tenerli sotto controllo da circa 100 anni. Ci sarà sempre qualcosa che non và, da qualche parte, quando avremo un’altra fluttuazione naturale nel clima”.

 “E’assolutamente stupido incolpare il cambiamento climatico per le inondazioni,  come invece ha sostenuto il primo ministro di recente. Non biasimo i politici in questo caso, però addosso la colpa ai loro cosiddetti consulenti scientifici”.

Alla domanda su che cosa si possa dire, riguardo al fatto che la maggior parte degli scienziati di tutto il mondo, i leader politici e le persone in generale sono sostenitori della teoria sul riscaldamento globale, il prof Woodcock ha risposto senza mezzi termini:

“Questo non è il modo con cui la scienza deve funzionare. Se mi dite che avete una teoria, che c’è una teiera in orbita tra la terra e la luna, non sta a me dimostrare che non esiste, tocca a voi fornire la prove scientifiche riproducibili per la vostra teoria.

“Tale prova, per la teoria del cambiamento climatico di origine antropica, non è ancora arrivata”

Questa mancanza di prove non ha fermato l’intera costruzione del settore verde. Agli ordini di tale industria, i governi stanno approvando norme sempre più restrittive, rendendo la vita più difficile e costosa.

“… Il danno per la nostra economia, dovuto alla lobby del cambiamento climatico, ci sta costando e sarà infinitamente più distruttivo per il sostentamento dei nostri nipoti come conseguenza delle decisioni idiote dei nostri politici, decisioni che hanno assunto in questi ultimi anni sulla produzione verde di energia elettrica.”

Il professor Woodcock è l’ultimo di una serie di scienziati che hanno deciso di confutare la teoria del riscaldamento globale di origine antropica. James Lovelock, una volta descritto come un “guru verde“, all’inizio di questo mese ha detto che gli scienziati del clima “cercano solo di indovinare” e che nessuno sa veramente cosa sta succedendo.

 

Fonte : http://www.breitbart.com/Breitbart-London/2014/04/26/Former-NASA-Scientist-Global-Warming-is-Nonsense

 

Simone

Rubrica meteo-climatica Agosto

Introduzione

La prima parte della Rubrica riporta le previsioni e le tendenze meteo-climatiche per i giorni e le settimane successivi alla pubblicazione della Rubrica. La seconda parte riassume e commenta i principali indici climatici e contiene anche qualche considerazione circa la stagione corrente e quella successiva.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3, peraltro già riportato nel forum Meteo.

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L’Estate 2014 – Primo bilancio

L’estate ormai agli sgoccioli è stata caratterizzata da una diffusa e persistente instabilità, essenzialmente di origine atlantica, talvolta nord atlantica. L’instabilità ha riguardato principalmente il Nord Italia, dove ha nettamente compromesso la stagione. Ha tuttavia una influenza anche sull’andamento dell’estate al Centro e persino al Sud, sia pure in misura più limitata e differente: l’estate nella porzione centromeridionale della nostra penisola ha visto sì alcuni episodi di maltempo, ma è stata essenzialmente caratterizzata da bel tempo solitamente senza la calura insopportabile tipica delle avvezioni calde africane. Dunque anche per il Centro-Sud si è trattato di un’estate insolita, almeno per gli ultimi 15-20 anni. Per quanto riguarda il Nord, addirittura, per trovare un’estate analoga occorre tornare indietro di parecchi decenni. A tale proposito, secondo i glaciologi, quest’anno per la prima volta da circa quarant’anni non vi sarà alcuno scioglimento dei ghiacciai alpini, in quanto sono ancora in gran parte coperti di neve; anzi, molto probabilmente quella neve presto diventerà un nuovo strato di ghiaccio.

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L’Autunno 2014 – i precedenti storici

L’autunno in arrivo è ad oggi caratterizzabile in sintesi come segue:

  • ENSO debole, probabilmente Nino debole, almeno stando alle previsioni NOAA;
  • QBO negativa sia a 30 che a 50hpa (ma conta soprattutto per il tardo autunno e per l’inverno);
  • PDO positiva (almeno all’avvio della stagione, poi potrebbe divenire negativa);
  • l’estate che lo precede fresca e piovosa, un po’ in tutta l’Europa centro-occidentale, con indice AO in prevalenza negativo (persistenza di alte pressioni a latitudini elevate).

Condizioni simili a quelle sopra descritte si sono già verificate, almeno in parte, nel 1963 e nel 1977: in entrambi i casi

  • l’ENSO fu debole ma positivo,
  • l’AO fu mediamente negativa per l’intero trimestre estivo;
  • nel 1977 la PDO fu positiva fino a tutta l’estate, per poi divenire negativa proprio in autunno;
  • il ciclo solare fu debole (in declino nel 1963, in ripresa dopo un minimo nel 1977).

Tuttavia, in entrambi i casi la QBO (prima del 1979 era disponibile solo quella a 30hpa), pur negativa in estate, divenne positiva tra settembre (1963) e dicembre (1977).

Nell’autunno 1963

  • Settembre fu caratterizzato da un relativo predominio anticiclonico, talvolta però bruscamente interrotto da vivaci e ficcanti incursioni nord atlantiche o artiche; il mese fu relativamente caldo, con isoterme ancora in buona misura estive (+15 spesso sull’Italia peninsulare, +10 in vaste aree dell’Europa), tranne che durante le incursioni perturbate;
  • Ottobre fu più dinamico, più perturbato, ma anche decisamente con minori scambi meridiani; il mese fu termicamente nella norma, caratterizzato in gran parte da isoterme comprese tra +5 e +10 sull’Italia e la +5 sull’Europa;
  • Novembre fu da “manuale”: la forza del Vortice Polare si impose spesso all’Anticiclone delle Azzorre, imponendo all’intero continente, Italia compresa, ripetuti periodi marcatamente perturbati. Il mese tuttavia fu mite sia per l’Italia che per l’Europa, con l’isoterma +5 che abbracciò quasi sempre tutta la Penisola, che fu spesso attraversata dalla +10 e talvolta sfiorata dalla +15. Le isoterme invernali (-5) furono relegate quasi sempre a latitudini molto settentrionali, oltre il 60° parallelo. Si verificò una sola fugace incursione della isoterma 0 sull’Italia.

Nell’autunno 1977

  • Settembre fu caratterizzato da una notevole persistenza anticiclonica sull’Europa centro-occidentale, interrotta sull’Italia da gocce fredde e depressioni di origine atlantica; il mese fu mite nella prima metà, con isoterme comprese perlopiù tra +10 e +15, e fresco nella seconda, con isoterme in prevalenza attorno alla +5;
  • Ottobre fu diviso tra una prima metà marcatamente perturbata ed una seconda nettamente anticiclonica; il mese fu termicamente più fresco nella prima metà, con l’isoterma +5 prevalente e in Europa la 0 che si affacciò diverse volte, più mite nella seconda, con l’isoterma +10 prevalente, con la +5 in Europa;
  • Novembre fu caratterizzato da tempo marcatamente perturbato a più riprese, su Europa ed Italia, con pochi intervalli anticiclonici; la prima metà del mese fu termicamente mite, con isoterme in prevalenza attorno a +5 in Europa e comprese tra +5 e +10 in Italia, mentre la seconda fu fredda, con isoterme tra 0 e -5 in Europa e attorno a 0 in Italia, a fine mese la -10 fece capolino in Europa centrale e la -5 al Nord Italia.

A quale dei due potrà assomigliare maggiormente l’autunno in arrivo? A quello del 1977, magari anche più marcatamente perturbato e freddo specie a novembre, data la QBO fortemente negativa e la debolezza del ciclo solare, che dovrebbero aiutare il Vortice Polare a spadroneggiare in Europa?

 

I prossimi giorni

Dopo una seconda metà di agosto relativamente calda e soleggiata al Centro-Sud e invece spesso fresca ed instabile al Nord, siamo in presenza di una pausa anticiclonica.

Di seguito è riportata la previsione GFS per le ore centrali di domenica 31 Agosto, relativa alla pressione al suolo ed in quota:

 

SLP

 

Nell’immagine si nota la propensione dell’Anticiclone delle Azzorre ad estendersi sull’Europa centro-occidentale, proteggendola dalle mire del Vortice Polare, già molto attivo, di cui si vede in alto a sinistra la propaggine islandese. Più a nordest è presente un’altra alta pressione, separata dalla azzorriana da un corridoio nel quale si vede scorrere una insidiosa “goccia fredda”, che entrerà presto nel Mare Adriatico. Al momento sono previsti fenomeni anche violenti e vento localmente forte. Insomma, pare si tratterà di una classica “burrasca” di fine estate, per il Centro adriatico ed il Sud.

Nel lungo termine (prima decade di settembre), i principali modelli intravvedono una netta prevalenza anticiclonica, più sull’Europa continentale che sull’Italia, per la quale comunque non si prevedono al momento disturbi di rilievo. Dunque per ora si prospetta un periodo di tempo complessivamente buono, salvo i soliti temporali pomeridiani, con temperature attorno alla media del periodo. Un fine estate gradevole, in attesa di sviluppi più consoni ad una tipica stagione autunnale.

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Possibile evoluzione successiva (Settembre)

Attualmente, tutti i principali modelli (GFS, ECMWF e GEM) propendono per un lungo periodo di relativa stabilità, in Europa e in buona misura anche in Italia, che potrebbe caratterizzare buona parte del mese di Settembre. Non bisogna però dimenticare che il Vortice Polare, grazie al progressivo declino della radiazione solare in settembre, è già in netta ripresa. Pertanto, è ragionevole attendersi novità in prossimità dell’equinozio d’autunno.

Ad oggi non è possibile dire di più. Visitate comunque la sezione Meteo del blog, per gli aggiornamenti successivi.

 

Gli indici meteo-climatici: i valori del mese precedente

Di seguito si riportano i più recenti valori disponibili. Tra parentesi sono riportati i valori del mese precedente.

  1. ENSO (El Niño Southern Oscillation, MEI index): (+0,878) +0,815
  2. PDO (Pacific Decadal Oscillation): (+0,82) +0,70
  3. AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (+0,084) +0,244
  4. QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (-13,98) (-19,28)
  5. QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (+4,96) +0,50
  6. MJO (Madden-Julian Oscillation): non rilevato in estate

 

Commento indici

1. L’ENSO dopo un anno e mezzo (autunno 2012-primavera 2014) di sostanziale neutralità, è tornato ad essere positivo la scorsa primavera. Le previsioni NOAA per i prossimi mesi confermano la persistenza del Nino, sia pure debole, soprattutto nel comparto oceanico centrale (zone 3 e 3.4). Tuttavia permangono due incognite: la dispersione dei membri previsionali resta elevata e rende la previsione ancora incerta; inoltre, occorre verificare il comportamento dell’indice PDO nei prossimi mesi. Se tornerà in territorio negativo entro qualche mese, come è ragionevole attendersi, indebolirà ulteriormente il Nino.

Per verificare l’attendibilità delle previsioni, è possibile esaminare le anomalie sottosuperficiali di temperatura. Esse possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà effettivamente nel prossimo futuro all’ENSO. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

Subsurface

Nel corso della primavera, le consistenti anomalie positive presenti sotto la superficie oceanica sono gradualmente emerse, avviando l’attuale evento di Nino. Tuttavia, durante l’estate si sono nettamente indebolite. Attualmente vi è un sostanziale equilibrio tra deboli anomalie di segno opposto. Tale condizione assomiglia a quella prevalente tra l’autunno 2012 e lo scorso inverno; pertanto le condizioni attuali depongono nuovamente a favore di una sostanziale neutralità dell’ENSO. In tal senso, a differenza della scorsa primavera, la rilevazione ora non conferma del tutto le previsioni NOAA citate in precedenza. La situazione è comunque in evoluzione, dunque occorrono conferme.

Anche le anomalie superficiali ENSO mostrano attualmente una situazione sospesa tra neutralità e Nino debole. Nell’Oceano Atlantico, nell’emisfero settentrionale, si mostra un’alternanza tra anomalie di segno diverso, disposte a fasce lungo i paralleli.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/

sst anomalies

L’Oceano Pacifico equatoriale è interessato da deboli anomalie positive, specie nel comparto orientale (Nino “east based”). A nord prevalgono le anomalie positive, specie nel comparto oceanico nord orientale (PDO positiva), sebbene un poco attenuate rispetto ai mesi precedenti. Invece a sud dell’Equatore perdurano vaste anomalie negative.

Nell’Oceano Atlantico, l’anomalia negativa tra il Nordamerica e l’Europa Occidentale, proprio su una parte del percorso della Corrente del Golfo alle nostre latitudini, si è pressoché dissolta. Per ora, per fortuna, non si è sviluppata alcuna consistente anomalia tra le coste portoghesi, spagnole e marocchine, tale da favorire una “lacuna barica” permanente in zona e ripetute forti ondate di calore verso l’Italia. Il Mediterraneo si riscalda e si raffredda, in concomitanza rispettivamente delle ondate di calore di stampo africano e delle “rotture” fresche atlantiche, al momento è sede di deboli anomalie in prevalenza di segno positivo.

2. La PDO mostra dall’inizio dell’anno un’escursione in territorio positivo, presumibilmente temporanea in quanto inserita in un ciclo pluriennale negativo; sta confermando più che mai il suo ruolo “regolatore” dell’ENSO: lo si è osservato nel caso del Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dell’autunno 2012 e lo si osserva con il Nino attuale, già in difficoltà anche a causa del declino della PDO. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

3. L’AMO è tornata di recente positiva dopo un’escursione in territorio negativo, la prima degli ultimi due anni. Al link seguente è riportato il suo grafico storico http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg. L’AMO risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nell’arco di decenni, dopo un cambio di segno.

4. La QBO30 è tornata negativa a Giugno per la prima volta da Febbraio 2013 e prosegue nel suo calo verso il prossimo valore minimo. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio negativo compresa tra gli 11 ed i 19 mesi, dunque un ritorno in territorio positivo non prima della primavera 2015 e non dopo la fine del 2015.

5. La QBO50 dopo qualche mese di permanenza tra 9 e 10, negli ultimi due mesi è bruscamente calata, segno che il ritorno in territorio negativo è ormai imminente. Storicamente, gli intervalli di valori negativi hanno una durata compresa tra 7 e 17 mesi. Pertanto, nell’ipotesi che l’indice torni in territorio negativo già dalla prossima rilevazione, la QBO50 assumerà nuovamente valori positivi nel periodo compreso tra la primavera 2015 e l’inverno 2015-2016; in media si può ritenere ragionevole che cambi nuovamente segno nel corso dell’estate 2015. Quindi, la QBO50 sarà negativa durante il prossimo inverno. Pertanto, se il ciclo solare (già debole) confermerà i segni di declino verso il prossimo minimo già manifestatisi di recente, l’accoppiata con la QBO negativa renderà il prossimo inverno potenzialmente favorevole ad irruzioni fredde sul nostro continente, a differenza dell’inverno 2013-2014.

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Considerazioni finali di natura climatica

A Luglio si era ravvisata una similitudine di questa estate con quella del 2012, in quanto

  • come allora, era in corso un Nino “east based”, di intensità debole-moderata;
  • come allora, era presente una anomalia negativa in Atlantico, a latitudini medie;
  • come allora, Luglio ha visto un’alternanza tra ondate di stampo africano, specie al Centro-Sud, e sortite instabili atlantiche, specie al Nord.

Agosto non ha però confermato tale similitudine al Nord ma, per ora, soltanto al Sud e comunque attenuata. Già nella precedente Rubrica si erano però ravvisate anche alcune differenze rispetto al 2012:

  • il Nino nel 2012 era lievemente più intenso di quello attuale;
  • l’anomalia in Atlantico era più estesa e più vicina alle coste occidentali europee;
  • Luglio 2012 fu interessato da ondate di caldo più intense e durature, rispetto a quelle finora osservate a Luglio 2014, con minori occasioni per “rotture” fresche atlantiche; inoltre a tratti le ondate di caldo interessarono anche il Nord, sia pure brevemente.

Nel 2012 il Nino declinò rapidamente tra Agosto e Settembre, regalandoci una seconda parte dell’estate caratterizzata da ripetute ed intense ondate di caldo africano, in prevalenza al Sud ma a tratti anche al Centro-Nord. Tale condizione si protrasse fino ad ottobre e persino per buona parte di novembre, sebbene fisiologicamente attenuata a causa della ridotta radiazione solare. Solo all’inizio del mese di dicembre si affermarono le prime isoterme negative ad 850hpa e quindi le prime ondate di freddo di stampo autunnale.

Tale situazione quest’anno non si è ripetuta, almeno per il mese di agosto, se non per il solo Sud. La ragione principale può essere riconducibile ad una notevole vitalità del Vortice Polare, in questa estate attivo come non accadeva da molti anni e comunque ben più invadente rispetto al 2012, anche alle nostre latitudini.

FabioDue