Falsi allarmismi sul riscaldamento globale ….

Sfondo

E’ tempo di ferie e la forza e la passione per scrivere articoli o effettuare traduzioni fronte il Pc è hai minimi. Riportiamo quindi alcuni interessanti post ripresi dal gruppo : https://www.facebook.com/groups/248129525296/,  presente sulla piattaforma di facebook e gestito dal Sig.Fernando Arno di Messina.

Gruppo, nel quale vengono quotidianamente pubblicate tutta quelle serie di breve notizie (in parte riprese da articoli usciti su blog esteri o documenti scientifici), che interessano il cambiamento climatico, la possibile connessione con l’attività solare e il discusso riscaldamento del pianeta.

I post riportati di seguito, sono gli ultimi due brevi articoli usciti da poco sulla piattaforma e che si collegano perfettamente con le tematiche trattate in quest’ultimi anni sulla nostra piattaforma :

Primo articolo, la bella russa e la sua prossima piccola era glaciale

Zharkova

La giovane, bella donna che osservate nella foto, è la Professoressa Valentina Zharkova, ricercatrice presso la Northumbria University (Newcastle). A lei si deve una delle scoperte più importanti in ambito fisico/astronomico; lo studio del campo magnetico solare.
Secondo la Professoressa il campo magnetico solare si compone di due fasce sovrapposte, una più esterna ed una più interna alla massa solare. L’azione dei due campi è sinergica e permette il trasporto dell’energia dal nucleo solare verso l’estero; quando la sovrapposizione si interrompe, il campo magnetico e l’attività solare diminuiscono di intensità in modo drammatico, dando luogo ad un parziale “raffreddamento” della nostra Stella, con una riduzione del numero delle macchie solari e dell’energia irradiata verso la Terra. Secondo la Professoressa in questo momento il Sole si trova in una condizione di “pausa”, con i due campi magnetici non sovrapposti ed isolati nelle due aree polari solari.
Questa condizione si sarebbe già verificata durante il ciclo di Maunder e per molti anni; secondo la Professoressa ci attende qualcosa di simile, però meno estesa nel tempo, circa 30-35 anni e non 65 come accadde tra il 1645 ed il 1715. La Professoressa non è in grado di poter prevedere quali saranno gli impatti di questa mutata attività solare in assenza di modelli matematici che simulano una riduzione dell’irradiazione solare verso la Terra, teme però gravi conseguenze per effetto della riduzione delle temperature pressoché certa tra il 2020 ed il 2053 (quindi, date assai precise). Alla domanda precisa: “Può l’elevata concentrazione di CO2 mascherare il raffreddamento?”, la Professoressa risponde con un’evidenza a dir poco scomoda. Gli altri ricercatori si sono, infatti, opposti alla divulgazione delle Sue ricerche ed hanno opposto resistenza anche alla pubblicazione ed all’esame dei possibili impatti ed interazioni. In pratica, la scienza ottusa dell’AGW a tutti i costi, una scienza in realtà ente politico, ha cercato di impedire la divulgazione dello studio, delle potenziali conseguenze, ha cercato anche di mascherare l’assenza delle variabili solari all’interno dei presunti modelli matematici previsionali circa l’AGW e se e come le interazioni tra attività solare e CO2 possano o meno mascherare o incrementare il raffreddamento terrestre.  Complimenti alla Professoressa per i suoi lavori, si ringrazia vivamente Al Gore e l’IPCC per il tentativo di boicottaggio della verità scientifica!

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Secondo breve post, decisamente più accademico. Un nuovo elenco di ricerche scientifiche che afferma…

Sono ben 35 gli studi che evidenziano l’iterazione tra l’attività solare, le variazioni delle Correnti Oceaniche e relativo trasporto di energia e le temperature del pianeta.
Studi che coinvolgono la Cina, l’India, la Penisola Coreana, parte dell’Africa, l’Europa e gli Stati Uniti. Studi effettuati sui rilevamenti storici, sui carotaggi dei ghiacciai, attraverso gli anelli degli alberi, i reperti fossili e gli archeobatteri. In nessun caso, anche per l’effetto temporale di alcuni riferimenti, si può collegare la CO2 alle variazioni climatiche, presenti come passate. Studi scientifici, non modelli astratti e farraginosi…

Chen et al. 2016, mostra le variazioni climatiche e dell’aridità dei terreni in Cina in funzione delle oscillazioni atlantiche.
http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00704-016-1752-7

Faust et al., 2016, correla le oscillazioni multidecade dell’Atlantico e le variazioni termiche, d’estensione dei ghiacciai, della portata dei fiumi in Norvegia negli ultimi 2800 anni.
http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S0012821X15007669

Livsey et al., 2016, le influenze sulle piogge e la siccità degli ultimi 4300 anni nell’area del Golfo del Messico e le interazioni con le oscillazioni multidecade dell’Atlantico inerenti gli ultimi 3000 anni.
http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S0277379116300129

Valdés-Manzanilla 2016, inondazioni negli stati messicani del Tabasco e Chiapas
http://link.springer.com/article/10.1007/s11069-015-2039-5…

Yu et al., 2016, le influenze delle oscillazioni multidecade dell’Atlantico sulle le anomalie della circolazione atmosferica e le temperature del Nord America.
http://iopscience.iop.org/…/10.1…/1748-9326/11/7/074001/meta

Wang et al. 2016, ricostruzione basata sullo studio degli anelli degli alberi della variabilità della temperatura in Cina, lungo il corso del fiume Heihe, tra il 1445 ed il 2011.
http://link.springer.com/article/10.1007/s40333-015-0138-5

Krishnamurthy e Krishnamurthy 2016, relazione dell’impatto degli eventi El Nino sulla stagione dei monsoni, in India.
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/joc.4815/full

Liu et al., 2016, studio sulle connessioni delle variazioni multidecade dell’Oceano Pacifico e la siccità che ha colpito la Cina orientale, area della steppa Hulun.
http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S1367912015301152

Diaz et al., 2016, ricostruzione degli ultimi 5 secoli di precipitazioni invernali delle isole hawaiane.
http://journals.ametsoc.org/doi/abs/10.1175/JCLI-D-15-0815.1

Qiaohong et al., 2016, relazione tra gli eventi siccitosi e gli eventi naturali ENSO, PDO, NAO.
http://adsabs.harvard.edu/abs/2016EGUGA..18.3177S

McCarthy et al. 2015, influenza dell’AMO sulle temperature globali e su quelle dei mari.
http://www.nature.com/…/jo…/v521/n7553/full/nature14491.html

Toonen et al., 2016, influenza del NAO e dell’AMO sulle inondazioni storiche e connessioni con le eventuali variazioni dovute ad impatto da cambiamento climatico. Studio effettuato in Germania sui depositi sedimentari.
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/esp.3953/abstract

Nagy et al., 2016, oscillazioni multidecade dell’Oceano Pacifico ed impatto sulle temperature globali.
http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00382-016-3179-3

Laken e Stordal 2016, studio sugli eventuali collegamenti tra ENSO, aerosol ed attività solare, con relativi impatti sull’Europa.
http://rsos.royalsocietypublishing.org/…/3/2/150320.abstract

Zanardo et al., 2016, interazione tra NAO ed inondazioni nel continente europeo con relativi impatti economici.
http://adsabs.harvard.edu/abs/2016EGUGA..18.3061Z

García-García e Ummenhofer 2015, variabilità dalle precipitazioni multidecennali ed influenza degli eventi AMO ed ENSO.
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2014GL062451/full

Dieppois et al., 2016, variazioni climatiche in Francia negli ultimi 500 anni, sia nel breve che nel medio e lungo periodo, e fattori che le hanno influenzate.
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/joc.4660/abstract

Penalba e Rivera 2016, risposta regionale agli eventi El Nino/La Nina ed impatti sulla siccità e piovosità delle aree del Sud America.
http://www.adv-geosci.net/42/1/2016/adgeo-42-1-2016.html

Gastineau e Frankignoul 2015, influenza del NAO sulle temperature superficiali del mare (SST) ed impatti sulla circolazione atmosferica.
http://journals.ametsoc.org/d…/abs/10.1175/JCLI-D-14-00424.1

Li et al., 2016, correlazioni tra NAO ed AMO ed influenze sulla circolazione atmosferica, sulle temperature superficiali del mare SST e fasi di riscaldamento e raffreddamento del pianeta.
http://adsabs.harvard.edu/abs/2016EGUGA..1811364L

Yamakawa et al., 2016, correlazione tra l’attività solare, la temperatura superficiale dei mari (SST) e la circolazione atmosferica.
http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S104061821501143X

Salau et al., 2016, suesto studio indaga gli effetti di El Niño / Southern Oscillation (ENSO) sulla temperatura e piovosità in Nigeria.
http://www.mdpi.com/2225-1154/4/1/5/htm

Liu et al., 2015, correlazione tra la radiazione solare (ERS), l’energia liberata dagli eventi ENSO, le eruzioni vulcaniche e le temperature superficiali del mare (SST).
http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S0377026515300051

Katsuki et al., 2016, fattori correlati ai tifoni ed alle piogge torrenziali che hanno colpito la penisola coreana durante la piccola era glaciale studiati attraverso i sedimenti.
http://link.springer.com/article/10.1007/s10933-015-9861-3

Czymzik et al., 2016, influenze solari sul variabilità climatica attraverso la variabilità della portata e degli eventi che hanno colpito il fiume Ammer (Germania merdizionale) gli ultimi 5500 anni, permesso dall’analisi dei sedimenti.
http://www.clim-past.net/12/799/2016/

Malik and Brönnimann, 2016, influenza dell’AMO, NAO, PDO sulle piogge monsoniche estive in India e interazioni tra i monsoni ed il clima zonale, con relativo impatto sulle colture.
http://adsabs.harvard.edu/abs/2016EGUGA..1813222M

Lakshmi and Tiwari, 2015, impatto dei cicli solari, della variabilità magnetica del sole sugli eventi ENSO e sul clima del sub continente indiano.
http://www.nonlin-processes-geophys-discuss.net/…/npgd-2-14…

Wang et al., 2016, variazioni dei monsoni estivi ed impatti sul clima in Cina dall’ultima glaciazione ad oggi, attraverso l’analisi dei sedimenti, con relativi impatti dell’attività solare ed oscillazione caratteristica delle temperature.
http://www.sciencedirect.com/…/artic…/pii/S0012821X16303545…

Tiwari et al., 2015, influenza dell’attività solare e variazione delle temperature regionali in India ed anomalie di risposta nell’area NE.
http://link.springer.com/article/10.1007/s00024-014-0929-1

Salas et al., 2016, studio delle falde acquifere in Sud America, specificatamente nel nord del Cile, ed impatto degli eventi El Nino/La Nina sull’accumulo e scarico dei bacini idrogeologici. Il ciclo solare di Hale (22 anni), sembra avere grande impatto sugli eventi ENSO.
http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S0048969716315777

Hassan et al., 2016, esistenza di rapporti significativi tra il numero delle macchie solari e diversi parametri climatici terrestri come precipitazioni, temperatura, gocce di rugiada, aerosol ed ENSO.
http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S1364682615300985

Wahab et al., 2016, correlazione tra i cicli solari e la NAO.
http://www.journalijar.com/uploads/112_IJAR-8350.pdf

Bernal et al., 2016, studio dell’intensità dei monsoni e della variabilità idroclimatica in Brasile dall’Olocene ai giorni nostri attraverso l’esame dei precipitati presenti in una stalagmite.
http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S0012821X16302953

Malik et al., 2016, ruolo dell’attività solare sui monsoni in India.
http://www.geography.unibe.ch/…/Abstract_ABDUL-MALIK_ger.pdf

Serykh and Sonechkin, 2016, fattori che influenzano l’ENSO e correlazione matematica che dimostra la non disconnessione degli eventi (riscaldamento stagionale, ciclo delle macchie solari, nutazione un effetto secondario delle attrazioni del Sole e della Luna sulla Terra), e la non caoticità degli stessi.
http://adsabs.harvard.edu/abs/2016EGUGA..18….8S

 

Michele

Anomalie Temperature e Precipitazione Italia – Dati CNR Luglio 2016

Questi sono i Dati del CNR, sono quindi le anomalie ufficiali Italiane e sono calcolate basandosi sulla rete AM/Enav integrando anche gli osservatori più antichi sparsi per la penisola, la media di riferimento è la 71-00 utilizzata ufficialmente anche dell’Aeronautica e che dal 2011 è divenuta quella ufficiale anche per l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ( OMM ).

Anomalia Temperature Luglio 2016 :

Il mese chiude con un’anomalia positiva pari a  +1.37°C, ed è il 14° mese di Luglio più caldo dal 1800. Il record spetta al Luglio del 2015 con una temperatura superiore alla media di riferimento pari a +3.51°C.

Anomalie Precipitazioni Luglio 2016 :

Luglio sulla falsa riga di Giugno, mese multicolore, con anomalie positive e negative distribuite su tutto il paese. Nel complesso il mese chiude con un leggero deficit del -8%. Il record di mese più secco spetta al luglio del 2007 con un deficit del -84%, mentre il più umido al Luglio del 1833 con un +238 %.

Fonte : http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html

Janssens J. ha aggiornato la sua pagina web

Mentre il ciclo solare (nella sua preliminare fase di discesa) sta mostrando passeggeri periodi d’accelerazione con : balzi del flusso solare, crescita di deboli macchie solari, esplosioni di massa coronale etc.. Janssens J., persona della quale non conosco minimamente alcuna generalità, ha recentemente aggiornato (in data 3 luglio 2016) la sua ottima pagina web di monitoraggio d’avanzanzamento del ciclo solare SC24.

Per gli amanti dello studio/monitoraggio del Sole, consiglio caldamente la pagina web sotto riportata. Pagina web costruita in maniera decisamente ottima, con tutti i principali indici solari e meno conosciuti, tenuti costantemente aggiornati e sotto osservazione.

http://users.telenet.be/j.janssens/SC24web/SC24.html#RSC24

Di seguito ho riportato traccia di alcuni dei principali indici di monitoraggio dell’attività solare.

Absolute and smoothed sunspotnumber SC23-SC24

Hemispheric sunspotnumber SC23-SC24

Butterfly-diagram

Sunspot Area

Hemispheric sunspot area

Smoothed number of C-, M-, and X-class flares

Buon fine settimana/inizio,

Michele

Bit estivi … di collegamento cielo-terra.

SoftwarereadSono usciti alcuni documenti scientifici interessanti in quest’ultimo periodo. Documenti scientifici che non parlono di esopianeti … particelle di Dio.. bosoni…. onde gravitazionali osservate, alias specchietti per allodole…. 😀

Ma di ….

Un veloce elenco …. con i passi  più significativi / traduzione astronomica riportata ….

1° Bit. Lunari-solare (28/2 = 14 giorni)

Il sole e la luna esercitano una forza gravitazionale sulla Terra, che si estende e comprime le rocce crostali. Questo ciclo, può promuovere o inibire lo slittamento, in particolare su quei guasti o radici profonde. L’ampiezza della marea sulla Terra solida varia nel corso di un ciclo quindicinale (2 settimane), come il sole e la luna cambiano la loro posizioni relativamente nel cielo. In questo studio, abbiamo dimostrato che i profondi e piccoli terremoti nella faglia di Sant’Andrea hanno più probabilità di verificarsi durante la crescente marea e non quando l’ampiezza di marea è più alta, come ci si potrebbe aspettare, ma quando l’ampiezza di marea è superiore al suo valore precedente . La risposta dei guasti al ciclo delle maree apre una finestra sul funzionamento del tettonica a placche.

http://www.pnas.org/content/early/2016/07/13/1524316113

….

2° Bit (La metà di 60 è 30, probabile azione di Giove e Saturno sulla Terra legata al rilascio sismico in relazione con il conosciuto movimento del centro di massa del sistema solare)

….. Un mix dei passi più importanti ripresi dal riassunto e della conclusioni….

Utilizzando i dati sui terremoti globali con M>5, occorsi dal gennaio 1950 a dicembre 2015, abbiamo effettuato un’analisi statistica su i parametri quali la magnitudo, il tempo e la profondità su scala annuale. Per la prima volta, riportiamo una caratteristica molto significativa. Una variazione periodica sinusoidale dell’indice spettrale. Il ciclo della funzione è di 30,98 anni. Abbiamo scoperto che ci sono caratteristiche cicliche evidenti nella distribuzione dello spettro.

ahttps://arxiv.org/abs/1607.05391

 

3° Bit (Ecco il grande minimo… in questo caso non c’è bisogno di riportare reference a riguardo, ampiamento discusso in questi anni sul nostro blog.)

L’oscillazione dell’attività solare (SA) negli ultimi millenni vengono analizzate e estrapolate su fonti solari ricostruite. In questo studio, alcuni semplici modelli ricorrenti del segnale SA sono applicati e testati. I conseguenti risultati suggeriscono con forza quanto segue: (a) l’esistenza di una multi-millenaria (~ 9500 anni) oscillazione solare collegata con la forza planetario gravitazionale (PGF), (b) la loro persistenza, per almeno l’ultimo ciclo glaciale-interglaciale. Questa modellazione empirica di modelli ricorrenti solari ha anche fornito una previsione sperimentale su scala multi-millenaria, che suggerisce una tendenza dell’attività solare verso un grande (super) minimo per il prossimo periodo, AD 2050-2250 (AD 3750-4450).

b

http://www.earth-syst-dynam.net/7/583/2016/esd-7-583-2016.pdf

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 Michele

Due nuovi documenti scientifici affermano che il Sole è il “pacemaker del clima”

Due recenti articoli pubblicati sulla rivista Physics Letters A hanno trovato che il Sole è il vero e proprio pacemaker del clima“, delle temperature oceaniche equatoriali e globali. Gli autori riportano evidenza di una forzatura solare annuale, con periodi di 2 o 3 anni che si ripetono sulle temperature oceaniche. Gli autori riportano inoltre che questi cicli sono estremamente significativi ed importanti per la comprensione del fenomeno El Niño/La Niña“, che come tutti noi sappiamo ha profondi effetti sul clima globale.
I due documenti :

1- Il Sole è il pacemaker clima I. Temperatura equatoriale dell’oceano pacifico
di David H. Douglass e Robert S. Knox

Riassunto

I dati delle serie storiche della temperatura equatoriale dell’oceano pacifico contengono dei segmenti che mostrano un segnale agganciato in fase annuale e un segnale agganciato con una fase di tempo di circa due anni o tre anni, con l’annuale ciclo solare. Tre di questi segmenti sono osservati tra il 1990 e il 2014. Affermiamo che questi segmenti sono causati da una forzatura solare con frequenza di 1,0 cicli/anno. Queste caratteristiche periodiche si trovano anche nei dati climatici globali. In questo studio si fa uso di un filtro di dodici mesi per separare nettamente gli effetti stagionali dai dati. Questo risultato è significativo per la comprensione del fenomeno El Niño / La Niña.

Riassunto

Nella prima parte I, la temperatura equatoriale dell’Oceano Pacifico, SST3.4 è stato rilevato avere dei segmenti durante il periodo 1990-2014 ed è stato mostrare avere un segnale annuale ( forzatura di 1,0 cicli / anno) agganciato in fase con periodi di 2 o 3 anni. Questo successivo studio si estende su tutto l’oceano globale, sotto la superficie, da 700 a 2000 m. Anche in questo caso, gli stessi fenomeni in fase di chiusura vengono rilevati. Gli effetti di El Niño / La Niña si diffondono negli oceani del mondo, con un ritardo di circa due mesi.
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Dalle conclusioni :
“…. Con questi risultati sta diventando sempre più chiaro che l’intero sistema climatico risponde alla variabile radiazione solare incidente, ed è soggetto a interazioni, molto probabilmente non lineari, che producono sub-armoniche dal periodo di due o tre anni ed inoltre con una evoluzione non continua, come evidenziato dalle interruzioni riportate nei modelli dei noti cambiamenti climatici.…”
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Per approfondire, i due documenti :