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Variabilitá solare e cambiamento climatico

L´obiettivo di questo articolo è quello di dare alcuni dettagli sulla investigazione nello studio della relazione controversa tra il Sole e la sua energia in uscita e la temperatura terrestre, cioé la connessione SOLE-CLIMA. Malgrado quello che Voi abbiate potuto sentire o leggere sugli studi del Sole-clima, esistono di fatto delle connessioni dimostrabili tra i cambiamenti di energia in uscita dal nostro Sole e il clima sulla Terra. Questo articolo utilizzerà le migliori informazioni attualmente disponibili per spiegare quello che sappiamo e sopra i molti aspetti della connessione Sole-clima.

Questo articolo l´ho diviso in 3 parti:

1) La prima parte é una breve introduzione sugli aspetti fisici del Sole che variano normalmente durante il tempo;

2) La seconda parte é diretta all’effetto del Sole e la variabile energia radiante a rispetto dei cambiamenti sulla Terra, come la temperatura durante gli ultimi 100 e piú anni.

3)  La terza parte dá una immagine di come il cambiamento  del vento solare ( ossia il flusso di particelle caricate, protoni e elettroni, del Sole) e dei raggi cosmici ( formate dalle piú veloci e energiche particelle caricate magneticamente) possono influenzare variabili come la temperatura e le nuvole nella troposfera (i 10 km piú bassi dell´atmosfera)

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Figura 1

Questa é una immagine della superficie solare dove potete vedere delle sunspots che voi tutti conoscete. Queste regioni di macchie solari hanno un intenso campo magnetico da 1000 a 10.000 volte piú forte del campo magnetico terrestre. La freccia gialla dá la scala di questa foto e cioé 31.000 Km circa 2,5 volte il diametro della Terra cosí possiamo capire meglio le dimensioni di queste macchie.

Sono visibili in secondo piano delle regioni piú brillanti chiamate faculae cioé piccole torce dal latino. La faculae sono anche loro dei campi magnetici, ma la forza del loro campo é molto piú debole di quello delle macchie solari. Torneremo sulle faculae tra qualche paragrafo.

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Figura 2

Qui é quello che succede quando una grande macchia solare o un gruppo di macchie sono sul meridiano centrale del Sole di fronte alla Terra.  Determiniamo che il totale dell’uscita  della luce solare cade significativamente, ma continua a esistere la questione chiave: questo effetto di blocco di luce delle macchie solari che é causato per la rotazione di 27 giorni del Sole, influisce anche nelle alterazioni in uscita della energia solare?

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Figura 3

Abbiamo imparato alcuni fatti nuovi e sorprendenti durante la decade degli anni 80 quando i satelliti misurarono e ci mostrarono l´energia totale solare.

Osserviamo il periodo tra 1980 e 1990: questo fu un periodo dove ci fu una “massima attivitá solare”, quando le macchie solari furono piú numerose e grandi del normale. Ma in questo grafico vediamo che durante la fase di massima attivitá, ossia con le macchie che bloccavano la luce del Sole (Uso il termine bloccare ma capite bene cosa voglio dire) il Sole in realtá fu piú luminoso anziché meno luminoso!!!  Questo succede perché quando l´attivitá magnetica é alta, l´area coperta dal campo magnetico aumenta notevolmente il numero delle faculae che danno piú brillantezza di quanto le macchie solari riescano a diminuirla. Cosí l’effetto é che l´uscita totale di energia solare é superiore durante le fasi di massima attivitá e minore quando il Sole sta in una fase di bassa attivitá ossia  durante una fase di minimo .

Questo grafico mostra chiaramente un altro fatto: malgrado i nostri sforzi non possiamo misurare l´energia totale del Sole in maniera precisa, e l´intervallo sconosciuto é qualcosa tra 7 a 10 Wm2. Ci sono delle implicazioni importanti per questa ‘ignoranza” sulla esatta misurazione, ma oggi mi limito a dire solo che questa “inesattezza” implica una inesattezza anche sulla misurazione dell’impatto dei livelli di CO2 sul clima.

La terza cosa da notare nel grafico é che noi abbiamo solo poche decadi di dati, e ció implica che siamo completamente ignoranti su quelle che potrebbero essere delle variazioni cicliche di piú lunga durata. Sottolineo questo fatto perché la conoscenza attuale della fisica solare non permette di sviluppare teorie adeguate o regole empiriche. Pertanto potremmo usare altre fonti per aiutarci a comprendere e capire.

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Figura 4

Questo grafico dimostra una delle maniere piú promettenti e pratica per ottenere informazioni sui cambiamenti del Sole a lungo tempo. L´energia luminosa totale. Il principio é semplice: il nostro Sole é una delle molte stelle chiamate di ” ridotto sequenza principale” . Osservando attentamente e pazientemente un gruppo di stelle con proprietá fisiche simili a quelle del nostro Sole siamo capaci di dedurre alcuni comportamenti del Sole, naturalmente basandoci anche su dati statistici e probabilistici oltre che per le nostre conoscenze di fisica.

Qui sono mostrati circa 30 anni di ricerche e sforzi dei ricercatori dell´osservatorio di Monte Wilson: questo é il progetto di ricerca chiamato di Hong Kong in omaggio alle linee dei due spettri specifici di calcio ionizzato che permettono di avere le informazioni sulle variazioni magnetiche. In questo grafico abbiamo le variazioni dell´attvitá magnetiche di 12 stelle incluso il nostro Sole. In veritá osserviamo che le stelle di tipo solare hanno un intervallo di variabilitá magnetica somigliante a quelle che mostra il Sole.(tramite i registri delle macchie solari) negli ultimi 350 anni.I comportamenti includono cambiamenti ciclici, sia esse tali come il nostro Sole sta attualmente esibendo sia con i non cambiamenti come fece il Sole durante il minimo di Maunder durante la fine del XVII secolo. (Inutile dirVi cosa é il minimo di Maunder….!!) L´unica cosa da dire è che questo lungo periodo di minima attivitá é ben distinto dai periodi di normale bassa attivitá undecennale dei cicli normali quando le macchie scompaiono solo per alcuni mesi.

Con la collaborazione di vari astronomi e fisici si é stati capaci di raccogliere sufficienti informazioni sulla variabilitá della luce solare totale e magnetica delle stelle simili al Sole che ci dicono cosa potrebbe succedere al nostro Sole.  E quindi si é stati in grado di determinare che le variazioni di luce solare durante il periodo del minimo di Maunder é stato tra lo 0,2% e il 0,7% inferiore a quello che abbiamo avuto durante la fine del XX secolo quando il Sole ha avuto dei cicli molto forti.

L´intervallo di incertezza dei risultati delle stelle dipo solare é abbastanza grande ma se supponiamo un cambiamento medio dello 0,4-0,5% nella brillantezza del Sole durante gli ultimi 100 anni e questa variabile la inseriamo nei modelli dei supercomputer dei maniaci climatologici e fissati in disastri sempre prossimi a verificarsi ma che mai si verificano, bene dicevo se inseriamo questa variabile nei modelli climatici CAMBIA TUTTO!!!

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Figura 5

Qui ci sono i risultati. In questo esperimento, sono state considerate le variazioni dei fattori di produzione dell’energia del Sole e i gas con effetto serra creati dall’attivitá umana. La correlazione migliore possibile é del 92% per le temperature effettivamente registrate in tutto il mondo, una correlazione quindi notevole. Chiaro che si sta studiando la risposta piú lenta del sistema climatico per i cambiamenti causati dai gas a effetto serra e la luce del Sole in scala di tempo di decadi e secoli, ragione per cui non é possibile vedere le variazioni infrannuali.

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Figura 6

Come per la separazione tra entrata di energia solare e gas con effetto serra, qui é quello che otteniamo: quasi la metá della variabilitá viene dal Sole mentre i gas a effetto serra contribuiscono per il restante.

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Figura 7

Passiamo alla parte finale di questo articolo. Giá da molto tempo si é capito che l´uscita di energia della luce non é l´unico aspetto delle variazioni del Sole. Esaminando il Sole con i raggi X per vedere la corona solare, quella parte del Sole che ha una temperatura tra 1 e  2 milioni di gradi.  Quello che voglio farVi notare in questa foto é il buco coronale o Coronal Hole, che é semplicemente una regione dalle linee di campo magnetico aperto ( linee di forza) che il Sole proietta fuori dal sistema solare. Le macchie solari sono invece regioni di campo magnetico chiuso.

Gran parte dei gas solari fugge attraverso questi buchi coronali e questo materiale gassoso arriva sulla Terra. Invece i gas vicino alle macchie solari sono confinate dentro l´atmosfera solare date le caratteristiche proprie delle macchie come campo magnetico chiuso.

Vorrei farVi rilevare che la dimensione dei buchi coronali e il numero di macchie solari é inversamente relazionato. Ció significa che quando l´attivitá magnetica solare é nel suo massimo, ci sono piú macchie solari ma l´area dei buchi coronali diventa minore. Vorrei farvi osservare proprio quello che sta succedendo adesso col Sole in questa fase con più macchie solari (la maggior parte nell´emisfero nord)  e la quasi completa assenza di buchi coronali sempre nell´emisfero nord! I soli buchi coronali ormai appaiono solo nell´emisfero sud e sono man mano sempre di area minore. Durante i periodi di minima attivitá i buchi coronali tendono ad essere piú grandi mentre sono quasi scomparse le macchie solari. Ancora gli scienziati stanno tentando di spiegare chiaramente questo fatto empirico, ma apparentemente le strutture aperte del campo magnetico (Cioé le coronal holes) e le strutture del campo magnetico chiuso (Cioé le macchie solari) tendono ad agglomerarsi tra loro. Spero che questa spiegazione semplicistica sia sufficiente per ora.

Il fatto piú importante da ricordare é che il buco coronale é il punto di uscita del vento solare, un caldo flusso di particelle caricate che fluisce a circa 2 milioni di Km/ ora . Per altra parte la velocitá normale del vento solare e di circa 1 milione di Km/ora.

È  anche importante osservare che i cambiamenti nella struttura del campo magnetico aperto del CH possono deviare o rafforzare alcuni dei raggi cosmici provenienti dallo spazio profondo e, cosí, controllare la quantitá di raggi cosmici che possono entrare nella Terra.

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Figura 8

Qui si vede una  correlazione tra buchi coronali e temperature terrestre nella parte inferiore della troposfera,  molto interessante. Questi dati sono presi a partire dei registri dei satelliti che misurano le temperature atmosferiche e costruiti dal Dr. Jhon Christy della Universitá dell´Alabama e da Roy Spencer della NASA-Huntsville.

Da notare che la scala delle temperature é invertita in questo grafico, dal piú freddo al piú caldo in basso. Da notare anche che questa correlazione é piú debole dal 1999 e questa divergenza é dovuta all’imminente massimo solare del ciclo 23.

Ci sono 3 altre cose da vedere in questo grafico.

Primo, le correlazioni deboli durante il 1997-1998 dovute al forte Niño di quegli anni, e i cambiamenti derivati dall´eruzione del Monte Pinatubo nel 1991. Queste sono variazioni climatiche che possono essere facilmente spiegate per fattori interni del sistema climatico. Non tutte le alterazioni climatiche nella Terra sono dovute ad alterazioni solari!!!

In secondo luogo, si noti che possono aversi suggerimenti nel calendario delle correlazioni e non correlazioni. Periodi di correlazione povere appaiono vicino al massimo solare, quando i buchi coronali sono minori e si formano piú sporadicamente sulla superficie del Sole; per questo motivo si pensa ad un loro effetto minore. Periodi di buona correlazione sono visti vicino a i periodi di minima attivitá. Di fatto quando abbiamo buchi coronali grandi e stabili é da attendersi un maggior effetto sulla Terra. (minori raggi cosmici per aumento vento solare= teoria di Svensmark, vedete, tutto torna!)

In terzo luogo, vediamo che le correlazioni mostrate in questo grafico suggeriscono che le temperature globali della troposfera inferiore é piú fredda durante le fasi di attivitá minima solare. In queste fasi di minima attivitá abbiamo piú particelle di vento solare e piú raggi cosmici.

Come detto sopra, le particelle caricate dei raggi cosmici viaggiano vicino alla velocitá della luce e cosí sono molto piú veloci delle particelle del vento solare. inoltre la loro elevata velocitpa gli permette di penetrare molto piú profondamente dell´atmosfera terrestre. Come questi raggi cosmici interagiscono con le molecole nella nostra atmosfera ionizzando l´aria e formando piú o meno nuvole é una materia che solo adesso sta essendo investigata a fondo. (esperimento CLOUDS di cui NIA ha giá parlato).

Ma questa ricerca ci porta a altre due domande:

1) Come spiegare le correlazioni osservate?

2) Vi é una qualsiasi evidenza addizionale che puó supportare questa nuova idea che le particelle cosmiche e solari caricate, influenzano il clima della Terra?

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Figuras 9 e 10.

Dobbiamo notare due risultati negativi, in conformitá con la pratica scientifica. In questo grafico, stiamo cercando un collegamento tra raggi cosmici e altre variabili climatiche importanti come le nuvole.

La serie temporale dei raggi cosmici ( misurata dai conteggi di neutroni mostrata come un linea non tratteggiata nel grafico) è stata plottata verso i migliori dati del coperchio delle nuvole e generata tramite satelliti e attualmente disponibili (curva a punti). Nulla di interessante succede per le nuvole a alta altitudine e a livelli medi.

Ma quando si esaminano le nuvole a basso livello, abbiamo un´altra sorpresa. Ai bassi livelli, le nuvole sembrano avere una stretta correlazione con il flusso di raggi cosmici. Piú raggi cosmici possono essere relazionati con il maggior flusso di radiazioni ionizzanti verso la bassa atmosfera, che in ultima analisi, stimola la formazione di nuvole basse. ( I dettagli complicati sono suscettibili di essere descritti in termini di ricerca della ionizzazione atmosferica e in che modo aiutano la crescita e la produzione di particelle di aerosol).Senza entrare nei dettagli (giá NIA ha pubblicato vari articoli su questo argomento) sappiamo che le nuvole basse come gli strati riflettono una grande quantitá di radiazione solare, sovraccaricano gli effetti di altri tipi di nuvole e cosí raffreddano la bassa atmosfera.

Cosí, con piú ingresso di particelle caricate durante l´attivitá  minima solare é correlazionata con l´aumento delle nuvole basse, e pertanto, un aumento del raffreddamento. Questo é coincidente con quello che é stato visto finora.

Possiamo chiederci se esistono altre maniere di testare se le particelle caricate energicamente influenzano le variabili atmosferiche inferiori. Il Dr. Wes Lockwood dell´osservatorio Lowell in Arizona ha pazientemente registrato per quasi 25 anni,  le variazioni nella brillantezza del pianeta Nettuno. La cosa piú interessante in questi ricerche é l´indicazione chiara di una correlazione tra le alterazioni della brillantezza di Nettuno e il numero di Macchie solari che il Dr Lockwood ha usato come un indicatore dell´attivitá per le varaziaoni dei raggi cosmici. La brillantezza di Nettuno é causato principalmente per il riflesso delle sue nuvole di metano bianco. Nele registrazioni del Dr. Lockwood possiamo vedere una modulazione di raggi cosmici, di albedo delle nuvole di metano, o una copertura areale o entrambi. Questo é consistente con quello che vediamo sulla Terra con le nuvole e il bianco del ghiaccio marino e continentale..

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Figura 11

Ma chiaro, gli scettici (sono loro e non noi gli scettici!!) e fanatici del AGW ancora possono opporre che queste sono appena statistiche. In questo caso, credo che la serietá di uno scienziato che ha condotto ricerche per oltre 25 anni meriti tutta la nostra considerazione.

È giusto celebrare come Salomone che non vi é nulla di nuovo sotto la luce del Sole? Non interamente. Anche se in un certo senso queste correlazioni addizionali non ci dicono nulla di veramente nuovo,  possono farci arrivare a sviluppare un meccanismo (Chiamatelo pure modello) accettabile per capire in pieno la correlazione tra Sole e bassa atmosfera terrestre.

Riassumendo: spero di aver mostrato che la ricerca dei collegamenti fisici e delle relazioni Sole-clima é ancora da studiare molto. E i denari destinati alla ricerca scientifica dovrebbero essere destinati proprio a queste ricerche e non a dimostrare quello che esiste solo nella fantasia malata di alcuni pseudoscienziati e cattedratici da strapazzo. Stiamo appena cominciando ad accumulare dati sui meccanismi fisici delle alterazioni climatiche per essere in grado di sottometterle ad un adeguato processo scientifico di formulazione di ipotesi e, piú importante, la falsificazione delle ipotesi.

La maggior parte delle ricerche Sole-clima fatte oggi é inferiore come durata ai cinque anni, e alcune di queste, come la sezione in modulazione del flusso di radiazioni ionizzanti, raggi cosmici e basse nuvole, é di fatto un lavoro appena cominciato e in fieri.  Siamo stati fortunati di beneficiare dell’aumento della capacitá osservazionale per studiare le importanti variabili solari e l´uscita di energia verso la Terra e il sistema climatico generale. E ancora piú fortunati siamo stati perché abbiamo e stiamo osservando una incredibile fase di minimo solare. Le ripercussioni di tale fase sono ancora tutte da studiare soprattutto se come credo la fase di minimo non é finita ma durerá ancora nei prossimi cicli 25 e 26.

È ancora presto per capire cosa significherá questo minimo solare nel clima terrestre. Dopo oltre 100 anni di controversie, queste correlazioni possono essere registrate e capite, e intendere se sono solo coincidenze che con i grandi minimi solari (Maunder, Dalton, Damon) la temperatura e il clima in generale é cambiato raffreddandosi. Nuove analisi di questi dati che stanno arrivando giorno per giorno devono aiutarci a capire e ad apprendere come le variazioni di energia radiante e di particelle ionizzanti influiscono sul clima.

Piú importante di tutto é che se vogliamo stabilire una ipotesi scientifica dell´AGW rispettabile e politicamente corretta, devono accelerare le ricerche su questa fonte inesauribile di alterazioni climatiche naturali che é il SOLE.  E per stabilire una ipotesi scientifica valida, dobbiamo (anche noi che scienziati non siamo) continuare a lavorare tenacemente per investigare tutti i  possibili meccanismi fisici che colpiscono la relazione SOLE-CLIMA e tentare di governarla. Il procedimento scientifico corretto é proprio questo.

SAND-RIO

Preludio alla Piccola Era Glaciale-Prove Scientifiche(Ghaiacciai,Neve,Freddo Record)


GHIACCIAI,FREDDO E NEVICATE RECORD
Si torna in questa seconda parte a parlare delle prove che abbiamo a disposizione che sembrano preavvertirci di una futura nuova Piccola Era Glaciale,in aperto contrasto con chi suppone l’avvento di un surriscaldamento incontrollato del pianeta per colpa delle attività umane.
Molti hanno attribuito all’eccezionale ondata di caldo di questi giorni addirittura estiva la causa concreta del Riscaldamento Globale,ma come è stato tranquillamente spiegato questa eccezionale ondata di caldo è stata provocata da un effetto dell’anticipato arrivo dell’anticiclone subtropicale africano.
L’anticiclone africano staziona in generalmente permanentemente sopra il Sahara (dove la temperatura dell’aria è più calda perché le sabbie riflettono i raggi del sole), ma in determinate condizioni può estendersi o restringersi, provocando effetti diversi sull’area del Mediterraneo.
Semplice e pura spiegazione meteorologica senza ricorrere per forza all’ipotesi del Riscaldamento Globale.
Ma ora tornando al freddo pare che quest’anno in Georgia il freddo anomalo potrebbe ritardare la stagione dei gamberi per il secondo anno consecutivo.
In Russia invece Mosca pare essere stata colpita da pesanti nevicate miste a pioggia anche se a quanto pare gli aereoporti hanno continuato a funzionare normalmente con una tempertura di 0 gradi al mattino e sei gradi nel pomeriggio.
A darci la conferma che per l’emisfero nord la stagione invernale non è ancora definitivamente finita l’8 aprile alcuni federali hanno dichiarato un’emergenza per 10 contee del Wisconsin – Dane, Dodge, Grant, Iowa, Kenosha, Lafayette, Milwaukee, Racine, Walworth e Washington.
Sullo stesso continente Nord Americano pare che alla fine di marzo sia giunta la conferma che i ghiacciai del monte Sashta sono in crescita mentre sulle montagne della California si sono conosciute abbondantissime nevicate,più di quel che si pensi.

Tahoe Donner, California
Questa immagine è stata caricata da iWitness s weather.com ‘Meteo pagina e presa lo stesso giorno che la primavera è arrivata, 20 marzo 2011.

Pascoli alpini, CA
Citando il Alpine Meadows Ski Resort, “Il palazzo di controllo gratuito di sci alpino a sorgeva 8 metri di altezza. Ora, abbiamo avuto modo di scavare fino ad esso. Non vi è che tanto la neve adesso.”.


Tahoe Donner, California
Foto presa il primo giorno di primavera

Per maggiori informazioni sul resto si veda qui.
Continuando con il discutere della crescita dei ghiacciai,in India,nel 17 febbraio del 2011,una nevicata da record ha rinvigorito un approssimazione di 2000 ghiacciai.
Situato nel Parco Nazionale Bernardo O’Higgins,il ghiacciaio Pio XI,grande come Santiago,e con una superficie di 1.265 chilometri quadrati,vale a dire il più grande ghiacciaio della Patagonia,anch’esso è in costante crescita.

Stessa cosa sembra valere per il Perito Moreno che nonostante l’ipotesi del Riscaldamento Globale anch’esso evidenzia di essere in fase di avanzata non in ritirata.
Stessa cosa sembra anche valere per il ghiacciaio del Monte Logan,in Canada,il Monte Bianco,in Francia e anche i ghiacciai delle Norvegia e della Nuova Zelanda.
Tradotto in parole povere ci viene spesso parlato dei ghiacciai che si stanno ritirando,spesso ingigantiti con la storia che TUTTI i ghiacciai in tutto il mondo si stanno ritirando,in verità esistono anche numerosi ghiacciai in fase di avanzata.
Anche il nuovo Buco nell’Ozono formatosi sull’Artico potrebbe essere direttamente connesso con il raffreddamento globale che stà poco alla volta prendendo il posto nel futuro del nostro pianeta .

“Il fenomeno sarebbe stato causato da venti molto forti che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, generando temperature molto basse. La massa d’aria fredda, per effetto della luce solare, ha rilasciato nel mese di marzo prodotti dei clorofluorocarburi (Cfc), come atomi di cloro e bromo, veri e propri distruttori dell’ozono. “
Eccezionali ondate di freddo e neve,raffreddamento stratosferico sopra l’Artico,ghiacciai in avanzata,mari più caldi se l’attuale tendenza continua a peggiorare quale sarà l’esito dei prossimi inverni?

Gli scienziati dell’Università di Aarhus (AU) e l’Istituto nazionale di Space (spazio DTU) mostrano che le particelle dallo spazio creano copertura nuvolosa

Nuovo ingresso al modello climatico delle Nazioni Unite: Ulrik Ingerslev Uggerhøj, fisica e astronomia, AU, insieme con altri tra cui Jens Olaf Pepke Pedersen e Martin Bødker Enghoff, DTU spazio, hanno direttamente dimostrato in un nuovo esperimento che la radiazione cosmica può creare piccole particelle galleggianti – cosiddetti aerosol – nell’atmosfera. Così facendo, essi comprovano la connessione tra attività magnetica del sole e il clima terrestre.

Una visualizzazione artistica di come la radiazione cosmica  ad alta energia colpisce l’atmosfera terrestre e forma le cascate di nuove particelle, tra cui gli elettroni ricchi di energia che gli scienziati ora hanno dimostrato di essere in grado di creare i nuclei di formazione di nubi (grafica: NASA)

Nuvole, che sono le gocce d’acqua, si creano più facilmente quando il vapore acqueo nell’atmosfera può condensarsi intorno a particelle – di polvere o grandi  molecole. I ricercatori hanno mostrato ora che gli elettroni causati dalla radiazione cosmica possono creare piccole particelle che possono crescere nell’atmosfera in tali nuclei di condensazione di nubi. Questo è interessante alla luce della controversa teoria proposta da Henrik Svensmark, DTU spazio, che postula una correlazione tra attività solare e la temperatura della terra: quando l’attività del sole aumenta – e campi magnetici in tal modo (visto come più le macchie solari) – più  particelle cosmiche deviano e  quindi in minor numero raggiungono l’atmosfera terrestre, dopo di che c’è meno formazione di nubi e la temperatura aumenta sulla superficie della terra. E al contrario: quando il campo magnetico è indebolito, la temperatura scende. (Grafica: spazio DTU)

Sezione di ASTRID –il più grande acceleratore di particelle della Danimarca – presso l’Università di Aarhus, da cui gli scienziati hanno inviato gli elettroni in una camera di clima e creato condizioni simili all’atmosfera all’altezza dove si formano nubi. Semplicemente mettendo a confronto le situazioni nella camera di clima con e senza radiazioni elettroni, i ricercatori possono vedere direttamente che una maggiore radiazione porta a più aerosol. Questi aerosol sono interessanti perché possono creare vapore acqueo nell’atmosfera e condensarsi in gocce d’acqua – cioè nuvole.

Professore associato Ulrik Ingerslev Uggerhøj, dipartimento di fisica e astronomia, Università di Aarhus.

Senior Scientist Jens Olaf Pepke Pedersen, spazio DTU.

Scienziato Martin Bødker Enghoff, DTU spazio.

Con i nuovi risultati appena pubblicati sulla rivista  Geophysical Research Letters, gli scienziati sono riusciti per la prima volta ad osservare direttamente che le particelle elettricamente cariche provenienti dallo spazio e che colpiscono l’atmosfera ad alta velocità contribuiscono a creare gli aerosol che sono i pre-requisiti per la formazione di nubi.

Piú  copertura nuvolosa si verifica nel mondo, più bassa é la temperatura globale – e viceversa quando ci sono meno  nuvole. Il numero di particelle dallo spazio varia di anno in anno – in parte controllato da attività solare. La comprensione dell’impatto delle particelle cosmiche – composto da elettroni, protoni e altre particelle cariche – sulla formazione di nubi e in tal modo il numero di nuvole, quindi è molto importante per quanto riguarda i modelli climatici.

Con le nuove conoscenze dei ricercatori, ora è chiaro che esiste una forte correlazione tra attività variabile del sole e la formazione di aerosol nell’atmosfera terrestre. Inizialmente, i ricercatori hanno dimostrato che esiste una correlazione, e pertanto ora realizzeranno le misurazioni sistematiche e modellings per determinare quanto questo sia importante per il clima. Nuovi studi saranno resi noti presso la  DTU a Copenaghen, con il supporto che include una nuova concessione di 2 milioni di DKK (circa Euro 270000) dai consigli di ricerca nazionale danese.

Sperimentare in una camera di clima

In una camera di clima all’Università di Aarhus, gli scienziati hanno creato condizioni simili all’atmosfera all’altezza dove si formano nubi basse. Poi irradiando questa atmosfera artificiale con elettroni veloci da ASTRID – più grande acceleratore di particelle della Danimarca – hanno anche creato condizioni simili a quelli naturali.
Semplicemente confrontando le situazioni nella camera di clima con e senza radiazioni degli elettroni, i ricercatori possono vedere direttamente che una maggiore radiazione porta a più aerosol.
Nell’atmosfera, questi aerosol crescono in nuclei di nube  nel corso di ore o giorni, e il vapore acqueo si concentra su questi, formando così, con le piccole goccioline di vapore acqueo,  le nuvole.

 

Sfondo

Basato sulla correlazione tra il livello di attività del sole e la temperatura globale della terra, il ricercatore clima danese Henrik Svensmark ha proposto una teoria controversa negli anni novanta: che ci potrebbe essere una correlazione tra l’intensità della radiazione cosmica che colpisce la terra – e che è influenzato dall’attività del sole – e il numero delle nubi formate.
Con l’esperimento di Aarhus, il gruppo di ricerca ha fatto ora un passo più vicino per essere in grado di dimostrare questa relazione. C’è molto da fare affinché i  modelli climatici  debbano  prendere la radiazione cosmica in considerazione. In tal modo, i nuovi risultati offrono speranza per megliorare i modelli climatici che possono descrivere la temperatura della terra e il clima più accuratamente.

Commenti da tre degli scienziati dietro l’esperimento:

Senior Scientist Jens Olaf Pepke Pedersen, spazio DTU, dice:

“Università di Aarhus ha facilitazioni che ci consentono per la prima volta di effettuare un test molto diretto della teoria sulle particelle cosmiche, causando la formazione di goccioline nell’atmosfera.”

Scienziato Martin Bødker Enghoff, DTU spazio, aggiunge:

“Prima possiamo dire come l’effetto è grande, che è chiaro che i nostri risultati devono essere verificati – più solo le misure e calcoli modello devono essere fatte. Tuttavia, noi possiamo già rivelano con qualunque dubbio che c’ è un effetto.”

“È un piacere vedere questi risultati nella ricerca sul clima sta raggiunto al nostro acceleratore. In realtà, è possibile solo a fare ricerca corrispondente al CERN – il centro di ricerca europeo congiunto”, dice il professore associato Ulrik Uggerhøj, dipartimento di fisica e astronomia, Università di Aarhus.

Fatti circa l’esperimento

Una camera contiene aria con precisione equilibrata di  quantità di biossido di zolfo, ozono e vapore acqueo irradiati con elettroni. La luce solare è un ingrediente necessario per la formazione di aerosol nell’atmosfera naturale, e è imitato in Aula clima da una lampada che emette luce ultravioletta. I naturali processi atmosferici, come la formazione di acido solforico sono così imitati, e questi sono un ingrediente importante negli aerosol. Quando gli elettroni dall’acceleratore irradiano la miscela di aria,  avviene un aumento nella produzione di aerosol, che fungono da nuclei per la produzione di goccioline di nube. Nel precedenti  esperimenti condotti da  DTU a Copenaghen, la radiazione cosmica è stata simulata da radiazioni gamma, e gli scienziati hanno visto qui che i raggi gamma anche potrebbero formare aerosol. L’esperimento  nuovo con gli elettroni ricchi di energia dall’acceleratore ASTRID, mostra che è molto di più somigliante con i raggi cosmici che si verificano in natura.

Concorrenti caldi sulla loro tacchi

Un gruppo di ricerca internazionale importante al centro europeo per la ricerca delle particelle (CERN) a Ginevra, in Svizzera, ha lavorato per diversi anni per  dimostrare la correlazione che i ricercatori danesi hanno trovato, e il gruppo ha annunciato che i suoi membri sono anche sulla strada con loro primi risultati . Confrontato con il progetto CERN, gli scienziati danesi hanno un bilancio estremamente modesto, ma quando si tratta di produrre particelle simili a quelle cosmiche, le strutture all’Università di Aarhus sono uguali ai servizi più avanzati del mondo.

Altri articoli scientifici correlati:

  • Vedi copertura a physicsworld.com il 13 maggio 2011 in concomitanza con la pubblicazione dell’articolo dei ricercatori in Geophysical Research Letters , il 12 maggio 2011.
  • Leggi l’articolo nel periodico Geophysical Research Letters (speciale abbonamento richiesto di leggere l’intero articolo, ma astratto e una figura sono disponibili al pubblico).

SAND-RIO

PRELUDIO ALLA PICCOLA ERA GLACIALE -Ultima Parte-

VULCANISMO E ATTIVITA’ SISMICA

Attualmente l’attività vulcanica ha dato esempio di esseere aumentata,diversi vulcani quieti,hanno cominciato a dar i primi sintomi di risveglio con un aumento dell’attività sismica mentre quelli più irrequieti hanno comnciato a farsi sentire con massicce emissioni di ceneri e lava.
In Arkansas,USA, per esempio le continue scosse di terremoto sembrano essere connesse a qualche tipo di vulcanismo sotterraneo.
Infatti pare che in quella zona si stiano verificando strani fenomeni cui alcune testimonianze sembrano lasciare più spazio all’idea che si tratti di un vulcano nascosto tra le montagne del posto.
Infatti uno sciame sismico molto intenso sembra essere in atto ormai da settimane tra cui agli inizi di marzo una scossa di magnitudo 4.7 e alldi soli 4 km, il più grande delle ultime settimane di sciame sismico.
“E’ stato riportato in luce un vecchio documento, un estratto da un articolo pubblicato dalla Gazzetta Arkansas , 15 gennaio 1856, in cui, tantissimi anni fa, era stata raccontata un’insolita esperienza avvenuta proprio in Arkansas:
“… Il terzo giorno del mese dello scorso dicembre, un rumore singolare è stato sentito qui. E ‘stata descritto in modo diverso da chi lo ha ascoltato come come il crollo di un muro, l’esplosione di un meteorite, o un tuono lontano. Da quanto raccontato da il più vicino al centro o il luogo dell’ esplosione, ci fu un boato e una vibrazione sensibile della terra.
“C’è stata molta speculazione sulla causa del boato. Non era probabile che fosse un tuono, perché era pieno inverno e il cielo era chiaro, e neanche l’esplosione di un pozzo poteva essere plausibile, in quanto le persone non lavorano nei pozzi nella stagione umida e invernale. Abbiamo scoperto che l’esplosione era stata sentita fino a Fort Gibson, e in generale in un cerchio di 200 miglia di diametro e ci si aspettava di trovare qualche notizia a riguardo nei giornali delle città. L’altro giorno, il colonnello Logan, di Scott County, ha visitato la nostra città e ci ha dato una soluzione apparente del mistero. “Sembra, dalla sua dichiarazione, che il signor Wm.Gipson, mentre era a caccia di orsi il giorno di Natale, abbia tentato di attraversare Dry Creek, situato in T 5 N, R. 26 W., è trovò la montagna avvolta dalle fiamme. Gipson lo descrive l’emissione di fumo in alto e nella notte vide un bagliore rossastro visibile per chilometri e chilometri … Il terreno era caldo, e le pareti della montagna avevano numerose fessure, attraverso le quali il vapore usciva costantemente…”. ”

Ci sono altri indizi che lasciano presupporre l’esistenza o la possibile nascita di un vulcano in quella zona nella quale infatti Contea di Hot Springs sono presenti numerose sorgenti termali naturali, nelle quali le acque ricche di minerali vengono riscaldate da fenomeni geotermici.
“Nella zona si trovano anche molte rocce ignee, o magmatiche, che si formano in seguito alla solidificazione di magmi provenienti proprio dai vulcani. Da notare anche che Magnet Cove è un complesso di tipo ad anello trovato comunemente al centro di un vulcano.

Infine, esiste un posto molto strano in questa zona vulcanica chiamato “Il mezzo acro infernale”. Si tratta di una piccola a profondità zona di terra nel mezzo della foresta dove nulla può crescere e che addirittura gli animali evitano. Si noti che gli alberi che circondano la zona sono tutti morti. ”
Anche l’Islanda,nell’area del Krísuvík l’attività sismica è notevolmente aumentata nelle ultime settimane il che sembra proprio che li sotto nella camera magmatica il magma stia aumentando la propria pressione in procinto di una nuova eruzione.

Anche sulla dorsale medio-atlantica pare che qualcosa si stia muovendo nel profondo attivando alcuni vulcani che si trovano in quelle aree con risalita di magma direttamente dal mantello.

Infatti il vulcano Queen Mary’s Peak ,(2060 metri) su Tristan da Cunha,cui ultima eruzione avvenne nel 1961,di recente ha dato segni di risveglio con un incremento dell’attività sismica segnalato dai sismografi.
C’è una forte possibilità che il vulcano su Tristan possa avvicinarsi ad un evento se la coerenza di questi tremori armonici continua.
Un’altro caso di aumento dell’attività vulcanica viene dall’Indonesia durante la quale il vulcano Lusi,il più grande vulcano di fango al mondo,sembra destinato a continuare a eruttare per altri 26 anni.

“Il professor Richard Davies ha detto: ‘Il fango dal vulcano Lusi ha inghiottito una vasta area di Porong il sub-distretto di Sidoarjo, ma per quanto tempo continuerà ad essere un pericolo è ancora sconosciuto. La nostra stima è che ci vorranno 26 anni per arrivare ad ottenere un’eruzione ad un livello gestibile.”
A a dipingere questo quadro di incremento dell’attività vulcanica globale sono stati anche il vulcano Cosigüina,Nicaragua,che il 23 febbraio ha prodotto una scossa di terremoto di magnitudo 5.4 sulla scala Richter,il vulcano Hudson,Cile,che anch’esso nello stesso giorno del Cosigüina ha prodotto una scossa di 5.4 oltre al fatto che 3 giorni prima erano stati registrati ben altri 35 eventi sismici di minor intensità,
i vulcani Casitas, Chonco e San Cristobal,Nicaragua,questo complesso vulcanico ha fatto registrare una scossa di 3.4 della scala Richter nella loro area il 29 febbraio,il Laacher See in Germania il 30 luglio 2010 ha fatto registrare un terremoto di 5,6 facendo capire in profondità della caldera vi è una caldera vulcanica ancora potenzialmente attiva che potrebbe eruttare.
Ma ha dimostrare ancor di più tutto ciò è sufficiente osservare le recenti eruzioni vulcaniche che si sono recentemente verificate e si stanno verificando.
Nel vulcano Nyiragongo, nel Congo orientale, il lago di lava si sta dilatando in modo pericoloso. Se i livelli continuano ad aumentare, potrebbe riversare il magma nella città di 500.000 abitanti di Goma.

A fine gennaio in Giappone,il vulcano Shinmoedake ha dato inizio alla più potente eruzione degli ultimi 300 anni.
L’attività vulcanica ha interrotto i voli delle compagnie aeree e ha ricoperto i vegetali delle aziende agricole nelle vicinanze con la cenere, ma non ci sono state segnalazioni di gravi lesioni o decessi.
Attualmente invece un vulcano che stà mostrando segni di attività eruttiva è il Kilauea il quale secondo le notizie da Big Island, una nuova fessura si è aperta tra Pu `u O` o e il cratere Napau nella zona del rift est 2-3 ore dopo il crollo iniziale a Pu `u O` o. Questo evento viene interpretato come una nuova intrusione di magma nel sistema vulcanico del Kilauea.


Considerando che attualmente negli ultimi anni il Kilauea ha mostrato forti attività vulcaniche,seppur intervallate da periodi di relativa calma,lo Yellowstone si continua poco alla volta ad espandere mostrando forti segni di una sempre più maggiore presenza di magma che continua a spingere nelle sue profondità,la Long Valley anch’essa si stà sollevando poco alla volta e come lo Yellowstone la caldera è periodicamente scossa da sciami sismici,l’area in cui coincidono 2 hotspot a est della Groelandia è sgombra dai ghiacci e tale coincide anche guardacaso con la dorsale nord atlantica,se sommiamo tutto questo è facile dedurre che l’indebolimento del campo magnetico solare e quello terrestre stanno gradualmente sguinzagliando le forze tettoniche che sono tenute sotto controllo da entrambi i campi magnetici e questo potrebbe stare a dire che il riscaldamento di alcuni hot spot e diverse aree della crosta terrestre potrebbe essere il preludio ad una futura intensa attività vulcanica come quella che vi fu durante l’ultima Piccola Era Glaciale.
I mari potrebbero nel 2013 essere più caldi proprio a causa di tutto ciò in quanto proprio nel 2013 è previsto un forte El Nino.

Attualmente però in alcune aree l’Artico si stà già di per se riscaldando.
“Purtroppo a remare contro ci hanno pensato le temperature che nel mese di febbraio su gran parte dell’Artico sono state di 2-4 gradi superiori al normale, e addirittura di 5.7 gradi superiori alla norma sulla parte orientale della Groenlandia.”


A dimostrare che si tratta del vulcanismo sottomarino che stà riscaldando queste aree si dovrebbero trovare corrispondenze con l’attività sismica,e infatti negli ultimi giorni il polo nord e le aree orientali della Groelandia sono state scosse da alcune più o meno forti scosse di terremoto.
L’incremento dell’attività sismica in nell’area del vulcano Krísuvík,in Islanda,probabilmente è connessa proprio a questi fenomeni in quanto fanno tutti parte della dorsale atlantica.
Ma anomalie dell’attività sismica sono anche state registrate in tutto il mondo.
Nel Regno Unito,in Cina,in India,ecc ci sono stati tremori che hanno spaventato la gente,in alcuni casi causato il crollo di alcune case e aperto doline ma quella che più che altro c’è stata è la paura.
Viene da dirsi”Tutto questo non è normale.” la reeltà è che questi fenoomeni esistono da milioni di anni e ci saranno per altrettanti,semplicemente quando il campo magnetico solare è debole questi fenomeni geologici sono più attivi,ma non per questo ci si deve fare prendere dal panico con fantomatiche teorie della cospirazione stile Haarp,2012,Nuova Era e boiate simili.
Se prendessimo un archivio di tutti i terremoti dal 1300 al 1850,il periodo della Piccola Era Glaciale
scopriamo che questi fenomeno sono nella norma del nostro pianeta se paragonati a quelli di adesso.
Certo alcuni vulcani potrebbero compromettere il clima in un futuro più o meno remoto,oppure potrebbero esserci dei terremoti,ma i progressi della scienza sono ormai divenuti sufficientemente avanzati che non possiamo più venire sottomessi dall’ignoranza come quella che seguì il medioevo della Piccola Era Glaciale imposta dalla Chiesa che nonostante tutto ciò ora è ancora in piedi e siamo noi che pagniamo le sue bollette dell’acqua e regaliamo soldi mentenendo i suoi privilegi.
Per non andare troppo fuori argomento un terremoto che potrebbe secondo alcuni avvenire è nell’area del Fadalto.

Nel 1936 “un terremoto pari al 9° grado della scala Mercalli colpì la zona di confine fra le attuali province di Belluno, Treviso e Pordenone, ed ebbe i suoi massimi effetti a sud dell’altopiano del Cansiglio nei paesi di Fiaschetti, Stevenà e Villa di Villa, dove vi furono numerosi crolli totali e diffusi crolli parziali, che resero gran parte degli edifici inabitabili.
Gravissimi danni avvennero anche a nord del Cansiglio, nella conca d’Alpago: dal 50 al 70% delle case divennero inabitabili a Puos d’Alpago, Cornei e Villa.”
Nonostante tutto però,nonostante la preoccupazione per un vicino terremoto nell’area.
“A partire dal 26 gennaio scorso, sono state individuate nella zona del Fadalto 346 scosse, 12 delle quali percepite dai residenti. Rispetto ai primi giorni del monitoraggio, nelle ultime due settimane il fenomeno si e’ nettamente attenuato e pare essersi stabilizzato con un numero giornaliero di eventi compreso tra 5 e 10 e scarso risentimento da parte della popolazione (l’ultimo evento percepito e’ di giovedi’ 3 febbraio all’1,10). Dalle localizzazioni effettuate, gli eventi paiono originarsi in un’area del diametro di circa 1,5 km, centrata in prossimita’ di Fadalto Basso, con profondita’ ipocentrali che mediamente si aggirano tra i 500 ed i 600 metri.”
Una cosa curiosa però da notare è che il 25 gennaio 2011 quando una copertura nuvolosa copriva il Veneto ,si è visto formarsi una sorta di buco sulle nubi,molto simile a quelli visti alcune volte prima dei terremoti.

Fortunatemente non avvenne nulla di significativo anche se i segnali sismici di Fadalto sono molto simili ad un’evento che avvenne in Cina.
Alcuni sismoologi,nel 1976, spostarono l’attenzione su Tangshan,a est di Pechino,che si sospettava fosse la prossima candidata per un terremoto.
Anche se di recente non vi erano stati terremoti si sapeva che era solo questione di tempo,in quanto una faglia corre proprio sotto la città.
Coprendo la città di sensori con stretta sorvaglianza,i loro sospetti vennero confermati.
La gravita era cambiata,la resistenza elettrica era cambiata,e nel gennaio del 1976 il magnetismo cambiò all’improvviso.
A luglio il livello delle falde acquifere sotterranee si alzò,e abbassò ripetutamente,anche gli animali parevano storditi come dei ragazzini il sabato sera.
Il 28 luglio alle 3.42 del mattino una scossa di terremoto di 8.2 si fece sentire con 750.000 morti.

Il fenomeno potrebbe riguardare il Fadalto seppure in maniera decisamente minore.
Il fatto che le scosse siano calate non equivale a dire che il fenomeno si sia calmato.

CONCLUSIONE
Un’evento di Bond e una Piccola Era Glaciale sono entrambi in corrispondenza,il campo magnetico solare si stà indebolendo e accompagnato da quello del campo terrestre questo fenomeno tende a generare un maggior vulcanismo accompagnato però da un raffreddamento dell’atmosfera dovuto ad una minor irradizione solare e forse anche alle polveri immesse nell’atmosfera dalle future attività vulcanica.

A causa di questo i mari potrebbero divenir più caldi di qualche grado con El Nino sempre più forti che immettendo nell’atmosfera maggiori quantità di vapore acqueo,potrebbero accompagnare a nevicate più intense,che in alcune aree si stanno già verificando anche se vengono attribuite senza nessun reale e saldo sostegno scientifico al riscaldamento globale.
Come anche ad esso si è attribuito il fatto che i gufi cambiano colore,ormai siamo sempre più nel ridicolo.
Un’altra prova che mostra come molte di queste persone vogliano sempre più avere ragione senza lasciar parola ad altri è la seguente:“Clima in TV senza negazionisti
Lentamente, anche i mezzi di comunicazione italiani stanno iniziando a capire la necessità di informare in modo adeguato sul problema del riscaldamento globale. Nel dicembre 2010 c’è stata la prima trasmissione televisiva che in prima serata ha parlato di clima, senza dar spazio alle tesi negazioniste o a pseudoesperti.

Non dar spazio alle parola di chi la pensa diversamente è come fare il seguente ragionamento che solo loro hanno ragione e quello che dicono gli altri di contrario è falso,senza neppure essere ascoltato.
Ma allora se son convinti di avere ragione perchè non li smentiscono in diretta tv?
Semplicemente non hanno la competenza del dibattito e temono il confronto.
Al momento il clima continua a fare di testa sua indifferente da quello che dicono costoro.

FINE

Alex

Fonte:

http://www.focus.it/Scienza/spazio/fotodelgiorno/Imperfezioni_spaziali.aspx

http://lightsinthedark.wordpress.com/2010/12/30/a-saturn-sized-storm/

http://www.wpsmeteo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=880:nasa-stime-sul-numero-delle-macchie-solari-del-ciclo-24-nuovamente-rivisto-al-ribasso-&catid=18:evoluzione-sole&Itemid=72

http://www.loscrittoio.it/Pages/TP-0104.html

http://gianlucagrossi.blogspot.com/2009/06/il-campo-magnetico-terrestre-potrebbe.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Anomalia_del_Sud_Atlantico

http://en.wikipedia.org/wiki/Bond_event

Not by Fire,but by Ice Robert W.Felix

http://www.iljournal.it/2011/in-estate-la-groenlandia-ha-perso-una-superficie-ghiacciata-vasta-quanto-la-francia/217224

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2009-08/haog-sfi082709.php

http://www.solarstorms.org/CloudCover.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/

http://thedayafterjournal.blogspot.com/search?updated-max=2011-03-01T00%3A30%3A00%2B01%3A00&max-results=7

http://www.jonfr.com/volcano/

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/tristan-da-cunha-qualcosa-si-muove-nel.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/indonesia-un-vulcano-di-fango-che-non.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/nicaragua-trema-larea-del-vulcano.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/cile-scossa-di-terremoto-sotto-il.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/nicaragua-i-suoi-vulcani-iniziano.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/un-supevulcano-in-germania-sta-per.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/02/congo-il-vulcano-nyiragongo-sempre-piu.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/

http://www.julienews.it/notizia/cyber-scienza-e-gossip/la-pandemia-del-2013/63086_cyber-scienza-e-gossip_5.html

http://thedayafterjournal.blogspot.com/2011/03/artico-registrato-un-record-negativo.html

http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2011/01/22/unexplained-tremors-and-booming-noise-reported-in-small-town-in-uk

http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2011/01/18/red-quiver-sinkholes-and-seismic-anomalies-across-china

http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2011/01/15/mysterious-tremors-crack-houses-in-india/

http://meteoterremoti.altervista.org/blog/terremoti/terremoto-in-alpago-cansiglio-18-ottobre-1936/#more-556

http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=683317

http://meteoterremoti.altervista.org/blog/terremoti/misteri-sulle-nuvole/

Not by Fire,but by Ice ;Robert W.Felix

http://www.ecoo.it/articolo/animali-strani-i-gufi-cambiano-colore-a-causa-del-riscaldamento-globale/12439/

PRELUDIO ALLA PICCOLA ERA GLACIALE -Prima Parte-


Attualmente ci sono tutti i motivi per credere che i prossimi decenni saranno sempre più influenzati da ben 2 cicli di raffreddamento climatico che potrebbero avere serie ripecussioni sull’agricoltura,sull’economia e molti altri fattori che determinano la nostra società ben progredita e che continua positivamente a crescere nonostante le diatribe portate da guerre e non equa distribuzione delle ricchezze sul nostro pianeta.
Nel 2008 Giove ha raggiunto il suo perielio della sua orbita,con allineato dall’altra parte del sole Saturno.

Entrambi con un intenso campo magnetico hanno causato un forte disturbo dell’attività solare e fatto stà che Giove in quegli anni ha sviluppato ben 2 nuove macchie rosse,2 nuovi giganteschi cicloni seppur di dimensioni nettamente inferiori alla Grande Macchia Rossa segno evidente di un forte processo di riscaldamento della suo atmosfera e dall’interno del pianeta stesso che ha accompagnato anche ad un accrescimento del suo campo magnetico.

Anche Saturno pare che di recente stia sviluppando una gigantesca temnpesta che si stà rapidamente espandendo sulla sua superficie gassosa.
Sarebbe da chiedersi se anch’essa ha origine con un meccanismo simile a quello di Giove.
Quando il campo magnetico solare si indebolisce,il vulcanismo,l’attività sismica e le precipitazioni sulla Terra aumentano sensibilmente,se consideriamo che il campo magnetico terrestre attualmente si stà indebolendo entrambi i fattori (intenso campo magnetico solare e campo magnetico terrestre)che tengono sottochiave le forze geologiche terrestri e gli eventi climatici estremi,regolandoli a seconda di un’infinità di varianti,cominciano a venir meno causando quindi un’incremento dell’attività vulcanica e sismica che stiamo osservando in questi ultimi anni e recentemente alcuni mesi.
Il primo ciclo corrisponde a quello delle Piccole Ere Glaciali,il secondo invece si tratta quello degli Eventi di Bond.
Quest’ultimo si è ripetuto più volte negli ultimi migliaia di annie attualmente pare proprio siano in corrispondenza con un’evento simile.
L’Evento di Bond rappresenta le fluttuazioni climatiche del Nord Atlantico che si verificano ogni circa 1.470 ± 500 anni in tutto l’Olocene. L’Olocene è l’epoca geologica più recente, quella in cui ci troviamo oggi e che ha avuto il suo inizio convenzionalmente circa 11.700 anni fa. Coincide approssimativamente con il termine dell’ultima fase glaciale che ha interessato l’emisfero settentrionale e può essere considerato un periodo interglaciale compreso nell’attuale era glaciale.
Sono stati individuati otto di tali Eventi di Bond con una magnitudo di forse 15-20% della variazione di temperatura glaciale-interglaciale.
La teoria dei cicli climatici dell’Olocene è stata postulata da Gerard C. Bond del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University e per questo prende il nome di “Evento di Bond”

L’esistenza dei cambiamenti climatici legati a un ciclo di circa 1.500 anni è stato accertato chiaramente dai carotaggi nel ghiaccio e corrispondono a momenti di alcuni eventi climatici di epoche successive, come le Piccole Ere Glaciali e l’inizio del periodo delle Younger Dryas.
Questo ciclo causa rapidi e drammatici cambiamenti del clima,siccità in alcune aree precipitazioni in altre ed espansione dei ghiacciai in diverse aree del pianeta.
Tale ciclo sembra essere connesso alle oscillazioni di temperatura degli oceani che a sua volta è legata alle oscillazioni dell’attività solare e al vulcanismo sottomarino,che aumenta anche grazie alle variazioni del campo magnetico solare che lega a sua volta quelli del campo magnetico terrestre.
I grafici elaborati sulla base dei carotaggi che indicano la ciclicicità degli Eventi di Bond,ci mostrano che attualmente siamo proprio in tempo per uno di questi eventi.
E curiosamente,considerando che questi fenomeni sono in particolar modo legati alle oscillazioni di temperatura del Nord Atlantico,attualmente quest’ultimo evidenzia segni di riscaldamento.
Il riscaldamento prodotto dagli eventi di Bond è stato registrato anche dai carotaggi della Groelandia che evidenzia come anch’essa durante queste fluttuazioni climatiche si sia riscaldata di diversi gradi per poi subire dei repentini crolli termici.
Attualmente la Groelandia e il Nord Atlantico si stanno riscaldando in modo anomalo disturbando il già di per se compromesso flusso della Corrente Nord Atlantica le cause sono da attribuirsi al vulcanismo sottomarino e ai cambiamenti repentini del campo magnetico terrestre che hanno una grande influenza sulla distribuzione delle temperature terrestri.
Quest’estate la Groelandia ha perso intravisto un prolungarsi della stagione di scioglimento dei ghiacci di 50 giorni in più rispetto al normale.
“Praticamente, c’è una porzione di Groenlandia grande quanto la Francia sulla quale nell’estate del 1979 i ghiacci non si scioglievano, e si sono sciolti invece quest’estate. E’ il risultato di un più che trentennale continuo incremento della superficie soggetta a disgelo estivo.”
Un video raffigura infatti i processi di questo scioglimento:

Ma allora il Riscaldamento Globale è vero?Ci aspetta un futuro rovente?
No,nessuna previsione di questo tipo è mai stata tanto lontana dalla realtà.
Tale fenomeno corrisponde proprio ad uno degli Eventi di Bond,le fluttuazioni del campo magnetico terrestre sono legate anche a quelle del campo magnetico solare che attualmente si trova da più di 4 anni in una fase di Minimo che sembra destinata a durare,tali variazioni sono quelle che legano il vulcanismo e l’attività sismica terrestre che sono entrambi in aumento quanto le fasi climatiche estreme come le piogge cui i raggi cosmici,altamente energetici, ionizzando l’atmosfera, favoriscono in tal modo la formazione di nubi negli strati più bassi.
A loro volta, le nubi basse raffreddano la Terra.
Maggior copertura nuvolosa equivale ad un maggior numero di precipitazioni,uniamo questo fenomeno alla nina attualmente in atto e questo aumento di precipitazioni nevose e piovose,ed alluvione trova corrispondenza.
L’aumento di tutti questi fenomeni corrisponde proprio ad entrambi i cicli e ultimamente ci si trova a doverci confrontare con il rischio di terremoti nelle aree maggiormente colpite,eruzioni esplosive che non si vedevano da un secolo oppure che potrebbero causare un forte riscaldamento dei mari,se sottomarine,oppure aver drastici effetti sul clima con effetto delle polveri di inibire la radiazione solare.

Fine Prima Parte

Alex