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Identificato il carbonio primario che ha dato origine alla vita

Fabbrica degli elementi

 

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Praticamente tutti gli elementi chimici più pesanti dell’elio richiedono le condizioni estreme che si trovano   all’interno delle stelle per formarsi.

Nel caso del carbonio-un elemento essenziale per la vita sulla terra- è necessario che il suo nucleo passi attraverso uno  stato intermedio, affinché egli possa formarsi all’interno delle stelle.

Questo stato denominato di Hoyle-è una forma del nucleo di  carbonio ricco  di energia, un passaggio intermedia tra il nucleo di elio e il nucleo di carbonio, molto più pesante.

Il problema è che gli scienziati hanno  cercato di calcolare lo stato di Hoyle per quasi 60 anni, senza successo.

Se lo stato di Hoyle non esistesse, le stelle potrebbero generare solo una piccolissima quantità non solo di carbonio ma anche di altri elementi più pesanti come il ferro, azoto e ossigeno.

Vale a dire che senza questo passaggio intermedio, l’universo non sarebbe più di un gas o un massa gelatinosa, con pochissimi elementi più pesanti.

Senza questo tipo specifico  del nucleo di  carbonio, la vita come la conosciamo non sarebbe stata possibile- e, alla fine, anche l’universo come lo conosciamo non esisterebbe.

Ma la vita e l’universo esistono, con tutti gli elementi pesanti, il pezzo mancante del puzzle dovrebbe essere da qualche parte.

Stato di Hoyle

Il processo di formazione di carbonio all’interno delle stelle è chiamato processo triplo alfa: due particelle alfa che sono i  nuclei di elio, reagiscono per formare il berillio-8, che a sua volta reagisce con una terza particella alfa  per formare il carbonio-12.

Questo, tuttavia, non è il carbonio-12 che conosciamo oggi, ma uno stato  speciale ad alta energia  o  stato di Hoyle.

Identificado carbono primordial que deu origem à vida
Il processo di formazione di carbonio all’interno delle stelle è chiamato processo triplo alfa. [Immagine: CSIRO]

Lo stato di Hoyle non è esattamente un atomo, ma uno stato di risonanza, che significa che essa non può essere individuata spazialmente e ha una emivita  determinata dalla carenza di energia al limite di emissione della particella.

Solo 1  ogni 2500 stati di risonanza realmente decadono  e generano  una  carbonio-12 stabile, come la conosciamo.

Fred Hoyle previde la risonanza dello stato nel 1954 e per fortuna della vita e forse dell’intero universo, alcuni anni dopo degli esperimenti dimostrarono  la sua esistenza.

Ma, finora, nessuno era in grado di comprendere esattamente lo stato di risonanza e descriverlo matematicamente.

EURECA

“Ma ora, ci siamo riusciti,” celebra il Dr. Ulf-g. Meibner, dell´Università di Bonn, in Germania. “Tentativi per calcolare lo stato di Hoyle hanno fallito dal 1954″.

Immaginiamo lo stato di Hoyle come una sola strada che collega  due valli, separate da una catena montuosa. Nella prima valle, tutti i percorsi portano a questa unica strada-senza via d’uscita, e quindi non si può arrivare  alla prossima  valle.

Nella prima valle, tutto quello che si dispone ha tre nuclei di elio. Essi devono passare per arrivare dall´altra parte, e quello che esce é un atomo di carbonio molto più pesante.

Il problema è come questi tre nuclei debolmente connessi, praticamente una “nuvola” di nuclei di elio, si  condensano nell’atomo di carbonio.

Identificado carbono primordial que deu origem à vida
[Immagine: Chernykh et al.]

Principi primi

“Questo è come se si voleva analizzare un segnale radio, dove un trasmettitore principale e più trasmettitori secondari  stessero interferendo l´uno con l´altro,” illustra il Dr. Evgeny Epelbaum, co-autore della ricerca.

Il trasmettitore principale è il nucleo stabile di carbonio da cui la vita si é  strutturata.

“Ma siamo interessati a un nucleo di carbonio instabile e pieno di energia, per questo dobbiamo  separare il segnale più debole del trasmettitore radio da quello che ha segnale più forte e dominante attraverso un filtro di rumore,” spiega Epelbaum.

Secondo i ricercatori, questi calcoli erano falliti perché non si stava adottando  una sufficiente precisione per le forze che agiscono tra i vari nuclei, -è quello che gli scienziati chiamano calcolo dei primi principi, che partono dalle più fondamentali  forze della natura per simulare l´evoluzione, in questo caso, degli atomi di carbonio.

Dopo una settimana di utilizzo di un supercomputer, gli scienziati hanno ottenuto risultati che corrispondono così bene con i dati sperimentali che credono effettivamente di aver calcolato  lo stato di Hoyle.

Identificado carbono primordial que deu origem à vida
Il Professor Fred Hoyle predisse la risonanza dello stato di carbonio-12 nel 1954, ma nessuno era in grado di capire completamente. [Immagine: Wikimedia]

Principio antropico

“Ora possiamo esaminare questo nucleo essenziale di carbonio in ogni dettaglio,” dice il Dr. Meibner. “Stabiliremo le dimensioni e la sua struttura. E questo significa anche che ora possiamo esaminare in dettaglio l’intera catena di formazione degli elementi chimici”.

Per decenni, lo stato di Hoyle è stato il miglior esempio per la teoria che le costanti fondamentali della natura devono avere, perché altrimenti non saremmo qui a osservare l’universo-questo è chiamato il principio antropico.

“Per stato di Hoyle, significa che egli deve avere esattamente la quantità di energia che  ha, altrimenti noi non esisteremmo,” dice il Dr. Meibner. “Ora possiamo calcolare se, in un mondo diverso, con altri parametri, lo stato di Hoyle avrebbe effettivamente  un’energia diversa se confrontato con la massa di tre nuclei di elio.”

Se questo è confermato, i calcoli del   principio antropico sarebbero convalidati scientificamente.

Bibliografia:

Calcolo di ab initio dello stato Hoyle
Evgeny Epelbaum, Hermann Krebs, Dean Lee, Ulf-g. Meibner
Physical Review Letters
09 Maggio 2011
Vol.: 106, 192501 (2011)
DOI: 10.1068 / PhysRevLett. 106.192501

SAND-RIO

Nowcasting Solare: Attività di nuovo in calo!

Delle 8 regioni che erano contabili col Nia’s count il primo di giugno, oggi ne sono contabili solo 4, mentre per i centri ufficiali 6, nel senso che 2 ormai si sono completamente sfaldate e presto se ne aggiungeranno altre 2 sempre nell’emisfero nord!

Il flusso solare dopo aver toccato il picco di 117 sempre il primo di giugno, è già in calo costante (ieri alle ore 20 segnava 110).

Quindi alla fine questa pseudo-fiammata è stata davvero evanescente, soprattutto se paragonata all’exploit di marzo ed aprile, la stessa dimensione e coalescenza delle AR non ha prodotto CME di rilievo e gli X-ray hanno a mala pena raggiunto il livello M.

Insomma, tanto fumo e niente arrosto, come ormai è conseutudine di questo ciclo solare 24 (a tal proposito faccio pubblicamente i complimenti a Giorgio per aver nuovamente azzeccato il pronostico!).

Anche dando un occhiata allo Stereo Behind, si nota come la situazione appare assolutamente tranquilla…

Credo proprio che tra pochi giorni la nostra stella ricadrà in una nuova fase di letargo come quella che aveva contradistinto il mese di maggio!

Stai tuned, Simon

Maggio chiude in netto calo rispetto a marzo ed aprile, ma giugno parte con una moderata riaccelerazione dell’attività solare!

Ecco qui i dati conclusivi del mese appena trascorso:

SN Sidc: 41.6

SN Nia’s count: 22.3

Media mensile solar flux: 97.79

Per vedere come chiusero i mesi di marzo ed aprile si rimanda all’apposita sezione dei dati sole live e del Nia’s count:

http://daltonsminima.altervista.org/?page_id=3523

http://daltonsminima.altervista.org/?page_id=8780

Questo è il Grafico di Confronto tra l’RI e il NIA’s Count

Il mese di maggio quindi ha visto un forte calo dell’attività solare sia sotto forma del SN che del flusso solare, nonchè della X-ray activity rispetto ai 2 mesi precedenti. Le stesse regioni solari sono apparse di scarsa dimensione e di modesta convalescenza magnetica.

Ma proprio sul finire di maggio, il sole ha dato una riaccelerata, e sono apparse AR di discreta entità sia nell’emisfero settentrionale che in quello meridionale:

Ovviamente ne ha subito risentito il solar flux che per buona parte di maggio era risceso sotto la soglia dei 90 (fino a toccare il valore minimo di 82!), risalendo proprio in questi ultimi giorni costantemente sopra i 100!

Dallo Stereo Behind si nota come un’altra AR sia in procinto di spuntare sul lato visibile dell’emisfero nord:

Insomma, dopo un maggio che ha visto il sole ritoccare valori da quasi minimo, ci aspetta una prima decade di giugno all’insegna di una moderata attività solare con un incremento sia del SN che del solar flux che potrebbe ritoccare nei prossimi giorni valori medi intorno i 120-140.

Stay tuned, Simon

Flusso solare che torna ai livelli dei primi di febbraio 2011, X-ray Flux piatto, collasso magnetico delle regioni e delle macchie solari!

Era dal 7 di febbraio scorso che il solar flux non toccava più valori così bassi, diagramma X-Ray flux ai minimi storici, campo magnetico solare in decrescita costante, SN Sidc che nella giornata di ieri toccava il valore più basso che il centro belga può inserire nella sua scala di riferimento per il conteggio delle macchie (8), Stereo Behind che si presenta in codesto modo:

ossia con nulla di particolarmnete organizzato all’orrizzonte!

Dopo l’exploit di marzo e metà aprile, la nostra stella è tornata a valori di Minimo pieno, e sono proprio curioso di vedere se e di quanto Hathaway cambierà il suo consueto forecast solare dopo questo incredibile mese di maggio, che vedeva il ritorno di Giove in allineamento al sole, testimoniando sempre più le teorie del compianto Timo Niroma che Nia ha condiviso in toto fin dall’inizio!

Stay tuned, Simon

PRELUDIO ALLA PICCOLA ERA GLACIALE:PROVE SCIENTIFICHE- PRIMA PARTE ( Il Vulcanismo)


Questo articolo può considerarsi un seguito del “Preludio alla Piccola Era Glaciale” nella quale dimostro che il nostro pianeta in futuro potrebbe andare incontro ad un prossimo raffreddamento climatico provocato da due cicli climatici legati essenzialmente all’attività solare in diminuzione e al suo magnetismo le cui fluttuazioni potrebbero generare un incremento dei terremoti e delle attività vulcaniche le cui queste ultime potrebbero diventare un aggravante del raffreddamento climatico le cui polveri e in particolare le particelle SO2nell’atmosfera,riflettendo la radiazione solare potrebbero contribuire a generare un’ulteriore raffreddamento con conseguenti avanzate dei ghiacciai e aumento di precipitazioni piovose e nevose alle medie latitudini.
Attualmente ormai è evidente che l’attività vulcanica sta aumentando e in futuro il clima potrebbe risentirne in maniera molto forte,sia per quella sottomarina che contribuisce a generare El Nino e a riscaldare i mari,sia per quella terrestre che in passato è stata anche molto forte.
Facciamo un quadro generale di quanto sta accadendo di recente ma anche negli ultimi anni.

VULCANISMO
L’attività globale in tutto il mondo negli decenni sta avendo un boom impressionante al punto che l’attuale indebolimento del campo magnetico terrestre e quello solare potrebbero esserne la causa più probabile.

Di recente il temuto vulcano Marsili sommerso nel Tirreno pare si sia risvegliato e il rischio tsunami nei nostri mari è alto.
Il suo diametro è di 70 km di lunghezza,30 di larghezza e si eleva per 3000 metri dal fondale marino,un vero e proprio bestione degno dell’Etna.
Anche il vulcano Fujiama,in Giappone,dopo esser stato colpito da un terremoto di 6.1,potrebbe essere in procinto di una nuova eruzione in vista di una ripresa dell’attività eruttiva.
Anche diverse regioni del mondo sembra stiano preparandosi per una futura intensa attività vulcanica.
In Kamchatka,pare che dalla fine dell’anno scorso diversi vulcani siano in continua eruzione proprio come per l’Indonesia,cui dal 2010 altri vulcani sembrano essere particolarmente attivi, tra questi il Merapi, Sinabung, Krakatoa, Bromo e ora il Karangetang.
In Guatemala i vulcani Fuego e Santiaguito in Guatemala hanno cominciato ad eruttare negli ultimi mesi mentre tristemente una cosa che alcuni hanno dimenticato di saper cogliere è il tempo e il numero di vulcani che non eruttavano da millenni o anche solo secoli sembra che si stiano facendo sentire alcuni di essi da soli tanto capaci di modificare il clima che per un decennio potrebbe non tornare più lo stesso.
La gigantesca caldera dello Yellowstone,70×40 km, si sta sollevando a causa dell’aumento della pressione nella camera magmatica in futuro una gigantesca eruzione coinvolgerebbe buona parte degli Stati Uniti causando tra i flussi piroclastici e la pioggia di cenere anche milioni di morti.
Il vulcanismo di Yellowstone dipende dalla presenza di un punto caldo,collegato direttamente sotto il mantello posto proprio al centro del continente Nord Americano,che attualmente si connette con la gigantesca camera magmatica dello Yellowstone,la cui sempre maggior pressione sta causando un sollevamento della caldera avente un diametro di 70×40 km.

Un nuovo studio ha dimostrato che la camera magmatica a forma di banana sotto Yellowstone potrebbe essere del 20% più grande di quanto si credeva prima,il che indicherebbe un eruzione catastrofica molto più grande.
Gli studi sono stati condotti da Robert B. Smith, professore di ricerca e professore emerito di geofisica presso l’Università dello Utah e il coordinamento scientifico di Yellowstone Volcano Observatory.
“I ricercatori credevano che la camera magmatica si estendesse da 6 a 15 miglia da sud-est a nord-ovest, e 20 o 25 miglia da sud-ovest a nord-est, ma nuove misurazioni indicano il bacino si estende almeno un altro 13 miglia al di fuori confine nord-est della caldera,”ha detto Smith.
La gravità e altri dati mostrerebbero una massa di magma”con una struttura molto più allungata e molto più grande,con un 20% in più di volume.
Ciò fa sostenere che possa essere una fonte sufficiente per innescare una nuova futura eruzione.”
Le immagini del serbatoio di magma sono state effettuate sulla base delle variazioni della gravità in diversi punti di Yellowstone.
Lo studio dimostra inoltre un pennacchio di di roccia fusa che continua a crescere nell’angolo nord-ovest della caldera ad una profondità di 410 miglia,anche se sembra non si tratti di qualcosa di profondo come quanto si sosteneva prima,ma superficiale e transitorio.
Le condizioni che spingono il magma a ristagnare non sono ancora molto note tra i vulcanologi tuttavia,quando una colonna di magma risale dal mantello sottostante viene costretta a ristagnare accumulando sempre più pressione mentre nel frattempo l’intenso calore che si accumula nel corso del tempo comincia a sciogliere i strati di roccia circostanti formando così un magma ancora più denso e viscoso.
Man mano che il calore fonde la roccia soprastante e la pressione cresce gli strati di roccia che separano la differenza di pressione tra il peso delle rocce soprastanti e la camera magmatica diminuisce finché, quando la pressione della camera magmatica è maggiore di quella esercitata dal peso degli strati di roccia che sovrastano,l’eruzione è inevitabile.
Questo spiega il perchè il parco si sollevi sempre più e anche il sempre maggior numero di scosse,anche se di bassa intensità di anno in anno.
Nello stesso Nord America,in California,vi è un altro potenziale supervulcano che in un futuro non troppo remoto potrebbe dar luogo ad un’eruzione molto simile a quella dello Yellowstone.
Collocata nella California centrale questa caldera dal diametro di 30 chilometri gli scienziati descrivono la Long Valley come una caldera “in continua attività” e “in forte crescita”.
L’inquietudine geologica della Long Valley cominciò nel 1978 e poi aumentò improvvisamente due anni dopo con sciami di scosse sismiche.
Il più violento di questi sciami iniziò nel maggio del 1980 e incluse quattro forti scosse di terremoto di magnitudo 6,tre delle quali si succedettero nello stesso giorno.
Immediatamente dopo queste cose ,gli scienziati intrapresero un riesame dell’area della Long Valley e scoprirono un’altra prova inquietante:un rigonfiamento a forma di cupola.

Misure effettuate provarono che il centro della caldera dopo decenni di stabilità si era sollevato di 30 centimetri dall’estate del 1979.
Questo continuo innalzamento,che ora raggiunge i 60 centimetri e interessa un area di 250 chilometri quadrati è prodotto da nuovi flussi di magma che risalgono sotto la caldera.

Una prova dell’incremento dell’attività sismica di questo vulcano la si trova in una faglia,apertasi nel 2000,nel lato nord delle Mammoth Mountain facenti parte del sistema vulcanico della caldera da allora il rilascio di gas che stà uccidendo le piante e l’attività sismica dell’area stanno mantenendo gli esperti con gli occhi aperti,in attesa di qualche segnale prima del possibile disastro che molti credono inevitabile.
Al centro di Sumatra anche un altro inferno pare stia dando segni di risveglio seppur non immediati come lo Yellowstone e la Long Valley,il vulcano Toba che eruttò attorno ai 70.000 anni fa,con 100 chilometri di lunghezza e 35 chilometri di larghezza,il primo dicembre del 2010 quest’ultimo ha avuto una scossa di 5,4, un terremoto fuori dalla norma rispetto agli altri degli ultimi anni,potrebbe anche essere che dopo il terremoto di Sumatra del 9° della scala Richter la destabilizzazione della camera vulcanica posta sotto la caldera,abbia fatto si che nuovo magma risalisse direttamente dal mantello cominciando a preparare anche qui una massa di roccia fusa tale da seppellire buona parte dell’isola sotto diversi strati di materiale vulcanico,ma al momento è troppo presto per fare simili conclusioni,quel che si sa è che dopo il terremoto del 2004 la caldera ha visto aumentare i tremori armonici.




Di sicuro non si tratta di un buon segno,come non si tratta di un buon segno il fatto che in Germania,la caldera del Laacher See,che ha eruttato 12.000 anni fa,stia segnando una ripresa dell’attività vulcanica nella regione.
Il 30 luglio 2010, un terremoto 5,6 ha colpito la regione e probabilmente ha segnato un risveglio del gigante addormentato.

Che il Laacher è un vulcano potenzialmente attivo è stato provato dall’attività sismica e dalle pesanti anomalie termiche sotto il lago. image L’anidride carbonica dal magma bolle ancora fino alla costa sud-orientale, e gli scienziati ritengono che una nuova eruzione potrebbe avvenire in qualsiasi momento.
Stessa cosa vale per il Vulcano Laziale,un vulcano molto antico che diede la sua fase eruttiva circa attorno ai 10.000 anni fa.

“Non eruttano da ventimila anni, eppure i Colli Albani, che comprendono i crateri vulcanici più vicini a Roma, continuano a sollevarsi come l’ impasto per la pizza. La più precisa misura del sollevamento dell’area è stata fatta quest’anno dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ha dato come risultato una media di 4 millimetri l’ anno. Se continua così, alla fine del secolo, gli abitanti di Albano, Ariccia e Nemi si ritroveranno una quarantina di centimetri più in alto. “Precedenti studi del nostro Istituto avevano accertato che nel periodo 1950-1990 questa area si era già sollevata di 30 cm, con un tasso di crescita di circa 7 millimetri l’ anno. Il fenomeno era culminato con la lunga crisi sismica del 1989-90 -spiega il sismologo Stefano Salvi, dirigente di ricerca dell’Ingv-. Ora abbiamo effettuato un’ analisi molto più approfondita, utilizzando 140 immagini dei Colli Albani riprese dal satellite ERS dell’ Agenzia spaziale europea, da un’ altezza di 785 km, durante il periodo 1992-2000. Risultato: il fenomeno di sollevamento continua, anche se più ridotto”. Ma l’ aspetto forse più interessante della ricerca sta nell’elaborazione di modelli che permettono di indagare sulle cause del sollevamento. Sembra proprio che sotto il Lago di Albano e la Piana di Ariccia, a profondità fra 5 e 7 km, ci siano due bolle di magma e di gas. “Non c’ è alcun pericolo imminente, ma il monitoraggio è opportuno, dato che i Colli Albani si devono considerare vulcani ancora attivi, anche se quiescenti”, conclude Salvi”
Una lista del numero di scosse fino al 2009:
12/05/2009: Roma magnitudo 2.1 profondit� 10.6 km
20/04/2009: Albano/Ariccia magnitudo 2.3 profondità 7.0 km
27/03/2009: Albano/Castel Gandolfo magnitudo 2.4 profondità 8.0 km
11/07/2008: Velletri/Rocca di Papa magnitudo 2.1
09/07/2008: Velletri/Rocca di Papa magnitudo 2.3
12/04/2008: Ciampino/Roma magnitudo 2.2
12/04/2008: Ciampino/Roma magnitudo 3.8
19/12/2007: Lanuvio magnitudo 2.2 profondità 10.0 km
04/02/2007: Colonna magnitudo 2.3 profondità 9.0 km
21/01/2007: Poli magnitudo 2.5 profondità ND km
18/03/2006: Colonna/Monte Porzio Catone magnitudo 2.6 profondità 8.2 km
06/03/2006: Cori magnitudo 3.0 profondità 9.1 km
08/01/2006: Monte Porzio Catone magnitudo 2.4 profondità 10.0 km
05/01/2006: Colonna/Monte Compatri/Monte Porzio Catone magnitudo 2.7 profondità 10.4 km
04/01/2006: Monte Porzio Catone magnitudo 2.3 profondità 10.3 km
04/01/2006: Frascati/Monte Porzio Catone magnitudo 2.6 profondità 11.1 km
22/08/2005: Mar Tirreno magnitudo 4.7 profondità 30.0 km
22/03/2005: Ciampino magnitudo 2.3 profondità ND
05/10/2004: San Vito Romano/Olevano Romano magnitudo 3.0 profondità 5.6 km
14/03/2004: Velletri magnitudo 2.3 profondità ND
22/10/2003: Ciampino magnitudo 2.7 profondità ND
27/12/2002: Mar Tirreno magnitudo 3.1 profondità 5.0 km
05/10/2004: Pisoniano magnitudo 3.7 profondità 17.43 km
22/10/2003:Grottaferrata/Marino magnitudo 2.6 profondità ND km
19/12/2001: San Vito Romano magnitudo 3.1 profondità 23.08 km
20/03/2001: Velletri/Lariano magnitudo 2.8 profondità ND km
13/11/2000: Rocca Canterano magnitudo 3.0 profondità 3.99 km
28/06/2000: Marano Equo magnitudo 3.0 profondità 8.63 km
27/06/2000: Cave/Valmontone magnitudo 3.9 profondità 1.77 km
27/06/2000: Rocca Canterano magnitudo 4.1 profondità ND km
11/03/2000: Rocca Canterano magnitudo 4.3 profondità 9.0 km
01/11/1999: Monte Porzio Catone magnitudo 2.2 profondità ND km
16/09/1998:Poli/Tivoli magnitudo 2.8 profondità ND km
06/01/1998:Monti Tiburtini magnitudo III/IV profondità ND km
23/11/1997: Lanuvio/Albano magnitudo III/IV profondità ND km
06/11/1997: Guidonia Montecelio magnitudo 3.7 profondità 24.10 km
09/05/1997: Castelli Romani magnitudo IV/V profondità ND km
31/03/1997: Labico/Lariano magnitudo III/IV profondità ND km
26/07/1996: Roma/Monte Compatri magnitudo III/IV profondità ND km
27/02/1996: Lanuvio magnitudo 2.6 profondità ND km
03/11/1995: Zagarolo magnitudo 3.1 profondità ND km
12/06/1995: Roma magnitudo VI profondità ND km
10/03/1995: Roma magnitudo 3.2 profondità 3.00 km
18/02/1995: San Cesareo/Zagarolo magnitudo 2.1 profondità ND km
18/02/1995: San Cesareo/Zagarolo magnitudo 2.8 profondità ND km
07/09/1994: Colli Albani magnitudo II/III profondità ND km
06/05/1994: Colli Albani magnitudo II/III profondità ND km
26/04/1994: Colli Albani magnitudo 2.2 profondità ND km
19/06/1990: Palombara Sabina/Moricone/Licenza magnitudo 3.1 profondità 1.88 km
17/03/1990: Pomezia magnitudo 3.0 profondità 11.77 km
19/12/1989: Albano magnitudo 3.0 profondità 7.47 km
15/11/1989: Albano magnitudo 3.1 profondità 5.38 km
24/10/1989: Pomezia/Ardea magnitudo 3.0 profondità 6.43 km
23/10/1989: Pomezia magnitudo 3.7 profondità 4.18 km
28/08/1989: Monte Compatri magnitudo 3.1 profondità 7.13 km
23/04/1989: Albano magnitudo 3.0 profondità 4.94 km
11/05/1987: Albano/Aprilia/Roma magnitudo 3.2 profondità 11.53 km
11/04/1987: Lanuvio magnitudo 3.7 profondità 16.82 km
11/04/1987: Cisterna di Latina magnitudo 3.0 profondità 15.60 km
14/03/1987: Lanuvio/Aprilia magnitudo 3.0 profondità 1.12 km
18/05/1983: Rocca Massima magnitudo 3.1 profondità 18.07 km
29/09/1982: Frascati/Monte Porzio Catone magnitudo 3.8 profondità 11.04 km
20/05/1981: Rocca di Papa/Nemi magnitudo 3.0 profondità 1.40 km
09/05/1981: Velletri/Cisterna di Latina magnitudo 3.1 profondità ND km
03/04/1981: Rignano Flaminio magnitudo 3.4 profondità ND km
26/12/1927: Colli Albani magnitudo 5.0
22/10/1919: Anzio magnitudo 5.4
10/04/1911: Frascati magnitudo 3.9
21/02/1906: Albano magnitudo 4.4
11/03/1902: Frascati magnitudo 4.4
24/04/1901: Montelibretti magnitudo 5.2
19/07/1899: Colli Albani magnitudo 5.2
01/11/1895: Castelporziano magnitudo 4.4
12/03/1893: Albano magnitudo 4.2
22/01/1892: Colli Albani magnitudo 4.7
17/01/1886: Albano magnitudo 5.0
07/08/1884: Rocca di Papa magnitudo 4.4
06/02/1884: Albano magnitudo 5.0
02/09/1883: Frascati magnitudo 4.2
16/03/1883: Albano magnitudo 4.7
12/03/1878: Castel San Pietro magnitudo 4.7
16/08/1877: Rocca di Papa magnitudo 4.2
26/10/1876: Palestrina magnitudo 4.7
12/12/1861: Rocca di Papa magnitudo 4.7
29/06/1855: Frascati magnitudo 4.2
17/07/1844: Palestrina magnitudo 4.8
01/06/1829: Colli Albani magnitudo 4.7
22/03/1812: Roma magnitudo 4.7
18/02/1811: Roma magnitudo 4.5
13/07/1810: Albano magnitudo 5.0
26/08/1806: Colli Albani magnitudo 5.6
29/12/1800: Velletri magnitudo 5.0
ND/03/1784: Albano magnitudo 4.4
24/09/1782: Rocca di Papa magnitudo 5.0
25/02/1781: Albano magnitudo 4.2
22/06/1773: Albano magnitudo 4.2
ND/03/1773: Colli Albani magnitudo 4.7
08/06/1754: Rocca di Papa magnitudo 4.4
28/01/1750: Albano magnitudo 4.4
17/09/1748: Frascati magnitudo 4.4
06/06/1577: Velletri magnitudo 4.4
19/01/1484: Monterotondo magnitudo 4.7
02/02/1438: Grottaferrata magnitudo 5.4
17/03/1404: Roma magnitudo 4.1
27/01/1091: Roma magnitudo 5.1
29/04/801: Roma magnitudo 5.4
06/08/618: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/484: Roma magnitudo 5.4
ND/ND/443: Roma magnitudo 5.6
ND/ND/275: Roma magnitudo 4.5
ND/ND/262: Roma magnitudo 4.5
19/10/223: Roma magnitudo 4.3
17/09/223: Roma magnitudo 4.3
09/09/223: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/217: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/191: Roma magnitudo 3.9
ND/ND/51: Roma magnitudo 5.6
ND/ND/15: Roma magnitudo 5.4
ND/04/-56: Colli Albani magnitudo ND
ND/ND/-72: Roma magnitudo 5.4
ND/ND/-83: Roma magnitudo 5.4
ND/09/-179: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/-192: Roma magnitudo 4.3
ND/ND/-461: Roma magnitudo 4.5
Nel caso in futuro ci sarà un’eruzione resta da chiedersi se le colate laviche o i flussi piroclasitici minacceranno la nostra capitale Roma o meno.

Nel 2008 anche il vulcano Chaiten,che non eruttava da 9000 anni,si è risvegliato all’improvviso con una violentissima eruzione a carattere esplosivo che ha espulso una gigantesca colonna di cenere fino all’oceano Atlantico.
Ma se andiamo ancora più indietro scopriamo che anche la potente eruzione del Pinatubo fu l’inizio di qualcosa di ben più ampio,l’eruzione fu la prima dopo 5 secoli di inattività,vale a dire che l’ultima volta che il vulcano eruttò fu durante la Piccola Era Glaciale cominciata nel 1300 e terminata ufficialmente nel 1850.
Anche il Saint Helens rimase inattivo per più di un secolo “dalle sue ultime attività del 1840 e 1850, fino al marzo del 1980″.
Poi nel 1980 ricominciò la sua fase eruttiva con la devastante eruzione che letteralmente distrusse buona parte della montagna.
Ma tornando agli anni nostri,troviamo alcuni vulcani che eruttarono solo di recente ma che non avevano eruttato anch’essi da quando era terminata la Piccola Era Glaciale,ora ci troviamo con un Minimo Solare che è ai minimi storici sia in quanto campo magnetico diminuito che quasi totale assenza di macchie solari e guardacaso abbiamo:Sinabung,non eruttava da 400 anni,Eyjafallajokull,non eruttava da 200 anni
I prossimi possibili candidati potrebbero essere:Mauna Loa,Krisuvik,Vulcano,Kilimanjaro,Grismvotn ecc.

Alex12